Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

venerdì 12 settembre 2014

Gli USA formano un'alleanza di dieci paesi arabi contro il califfato

Gli USA riescono a costruire una alleanza con dieci paesi arabi per stroncare il califfato. La missione di John Kerry parte dunque con i migliori auspici, ma deve confrontarsi con gli avvisi di Mosca, che continua ad affiancare Assad e la posizione della Turchia, che darà la propria disponibilità solo per aiuti umanitari. Il centro dell’alleanza sarà l’Arabia Saudita, che, grazie al suo peso politico, militare, economico e, soprattutto religioso, dovrà rappresentare il fulcro della lotta allo Stato islamico da parte delle nazioni arabe sunnite. Proprio questo aspetto viene ritenuto fondamentale da Washington, infatti gli USA hanno più volte sottolineato come la guerra al califfato non deve essere intesa come un conflitto religioso, ma come lotta al terrorismo; in quest’ottica la discesa in campo di quello che può essere considerato il paese guida dei sunniti, per la sua influenza religiosa e perché è sede dei luoghi santi dell’Islam, deve rappresentare il maggiore punto di forza politica dell’alleanza. La strategia militare dovrà prevedere attacchi dai due lati del territorio presidiato dallo Stato islamico: la Siria e l’Iraq. Se per quest’ultimo non vi sono problemi per le operazioni aeree americane, dal lato siriano, Damasco ha già affermato che gli USA dovranno accordarsi con il governo di Assad per l’ingresso nei cieli siriani. La Siria in questo atteggiamento è supportata dalla Russia, che continua a sostenere il regime di Damasco e che non spreca ogni occasione possibile per alzare il confronto con gli Stati Uniti, a seguito della questione ucraina. Per la Casa Bianca il dilemma più grosso è rappresentato dalla necessità di concordare con Assad le azioni militari, se questo dovesse avvenire sarebbe un riconoscimento implicito all’autorità del regime di Damasco. Più probabile che gli USA intendano usare i corridoi aerei presidiati dai ribelli, sia quelli da aiutare, che quelli da combattere, per non dovere incorrere in una caduta politica, e neppure in eventuali rappresaglie militari da parte di Assad. Nel contempo è probabile che gli USA, in accordo con gli alleati arabi, intensifichino gli aiuti ai ribelli democratici, che dovrebbero costituire la forza sul terreno da contrapporre, in prima battuta agli uomini del califfato ed in un secondo tempo a quelli di Assad. Questo perché l’intenzione americana, più volte ribadita, di non schierare uomini sul campo non dovrà subire variazioni. Questo assunto, che resta un punto fermo nella politica di Obama in osservanza dell’impegno preso con gli elettori fin dal suo primo mandato, dovrà essere rispettato anche dal lato irakeno.  Su questo fronte si conta sui combattenti curdi, mentre per l’esercito regolare irakeno sono previsti anche istruttori americani.  Secondo quanto affermato dal Segretario di stato alle forze in campo potranno essere aggiunte truppe di provenienza araba, probabilmente anche con il benestare della Lega Araba, che con il supporto dell’aviazione americana dovranno essere sufficienti per sconfiggere le truppe dello stato islamico. Gli unici soldati statunitensi sul territorio saranno quelli incaricati di proteggere le installazioni americane, come sedi diplomatiche o basi logistiche e militari funzionali all’attività degli alleati. Naturalmente, dal punto di vista militare, gli USA rafforzeranno la loro presenza nelle basi del Golfo Persico, che serviranno anche come partenza dei droni e dei velivoli diretti contro lo stato islamico. Nell’alleanza non entra ufficialmente l’Iran, ma la collaborazione con i combattenti curdi ed in modo ufficiale con gli stessi americani è ormai un dato di fatto. Per quanto riguarda la Turchia, la collaborazione limitata alle operazioni di carattere umanitario vuole significare una netta presa di distanza da quelle potenze regionali come l’Egitto e l’Arabia Saudita, che si sono dimostrate profondamente avverse al movimento dei Fratelli Musulmani, più volte appoggiati, anche pubblicamente dal paese turco. 

The United States ten Arab countries form an alliance against the caliphate

The United States can build an alliance with ten Arab countries to crush the caliphate. The mission of John Kerry starts therefore with the best wishes, but has to deal with notices of Moscow, which continues to support Assad and Turkey's position, which will give its availability only to humanitarian aid. The center of the alliance will be Saudi Arabia, which, thanks to its political, military, economic and above all religious, should be the focus of the fight against the Islamic State by Sunni Arab nations. This aspect is considered fundamental to Washington, in fact the United States has repeatedly stressed that the war against the caliphate should not be understood as a religious conflict, but as the fight against terrorism; in this perspective, the descent into the field of what can be considered the leading country of the Sunnis, for his religious influence and because it is home of the holy places of Islam, must be the greatest strength of the alliance policy. The military strategy should include attacks on the two sides of the area managed by the State Islamic Syria and Iraq. If the latter, there are problems for American air operations, from the Syrian side, Damascus has already stated that the United States should agree with the Assad government for entry into heaven Syrians. Syria, in this attitude is supported by Russia, which continues to support the regime in Damascus and that does not waste every opportunity to raise the comparison with the United States, following the Ukrainian question. For the White House, the biggest dilemma is the need to agree with the Assad military action, if this were to happen it would be an implicit recognition of the authority of the regime in Damascus. More likely that the United States intend to use air corridors manned by the rebels, both to help, which ones to fight, not to have to incur a drop policy, nor in any military reprisals by Assad. At the same time it is likely that the USA, in agreement with Arab allies, increase their aid to the rebels Democrats, who should be the force on the ground to oppose, in the first instance to the men of the caliphate and later to those of Assad. This is because the American intention, often repeated, not to deploy troops on the ground should not be changed. This assumption, which remains a staple in the Obama policy in compliance with the commitment made to the electorate since his first term, must also be respected by the Iraqi side. On this front, it relies on Kurdish fighters, while the regular army Iraqi American instructors are also provided. According to the Secretary of State to the forces in the field may be added troops of Arab origin, probably with the approval of the Arab League, that with the support of the American aviation shall be sufficient to defeat the troops of the Islamic state. The only American troops in the territory will be the ones charged with protecting the American installations, such as diplomatic missions or military logistics bases and functional activity of the Allies. Of course, from the military point of view, the United States will strengthen their presence in the bases of the Persian Gulf, which will also serve as the departure of the aircraft and drones directed against the Islamic state. Covenant not officially joined Iran, but the collaboration with Kurdish fighters and official way with the Americans themselves is now a fact. As for Turkey, the limited partnership to the operations of a humanitarian nature wants to mean a clear distancing from those regional powers such as Egypt and Saudi Arabia, which have been shown to profoundly adverse to the Muslim Brotherhood movement, repeatedly supported , also publicly by the turkish country.

Los Estados Unidos de diez países árabes forman una alianza contra el califato

Los Estados Unidos puede construir una alianza con diez países árabes para aplastar el califato. La misión de John Kerry comienza, por tanto, con los mejores deseos, pero tiene que hacer frente a los avisos de Moscú, que sigue apoyando la posición de Assad y de Turquía, que dará a su disponibilidad sólo a la ayuda humanitaria. El centro de la alianza será Arabia Saudita, que, gracias a su política, militar, económica y sobre todo religiosa, debe ser el foco de la lucha contra el Estado islámico por las naciones árabes sunitas. Este aspecto se considera fundamental para Washington, de hecho, los Estados Unidos ha subrayado en repetidas ocasiones que la guerra contra el califato no debe ser entendido como un conflicto religioso, sino como la lucha contra el terrorismo; en esta perspectiva, el descenso en el campo de lo que puede ser considerado el país líder de los suníes, por su influencia religiosa y porque es el hogar de los lugares santos del Islam, debe ser la mayor fortaleza de la política de alianzas. La estrategia militar debe incluir ataques a los dos lados de la zona administrada por el Estado Islámico de Siria e Irak. En este último caso, hay problemas para las operaciones aéreas estadounidenses, desde el lado sirio, Damasco ya ha declarado que los Estados Unidos debe estar de acuerdo con el gobierno de Assad para la entrada en el cielo sirios. Siria, en esta actitud es apoyada por Rusia, que sigue apoyando el régimen de Damasco y que no pierde cada oportunidad para plantear la comparación con Estados Unidos, a raíz de la cuestión ucraniana. Para la Casa Blanca, el mayor dilema es la necesidad de estar de acuerdo con la acción militar de Assad, si esto llegara a suceder, sería un reconocimiento implícito de la autoridad del régimen de Damasco. Lo más probable es que Estados Unidos tiene la intención de utilizar corredores aéreos tripulados por los rebeldes, tanto para ayudar, cuáles para luchar, para no tener que incurrir en una política de gota, ni en cualquier tipo de represalias militares por Assad. Al mismo tiempo, es probable que los EE.UU., de acuerdo con los aliados árabes, aumentar su ayuda a los rebeldes demócratas, que deberían ser la fuerza sobre el terreno para oponerse, en primera instancia, a los hombres de califato y más tarde a los de Assad. Esto se debe a la intención de América, a menudo repetida, no desplegar tropas sobre el terreno no se debe cambiar. Este supuesto, que sigue siendo un elemento básico en la política de Obama en el cumplimiento del compromiso contraído con el electorado desde su primer mandato, también debe ser respetado por la parte iraquí. En este frente, que se basa en combatientes kurdos, a la vez que se proporcionan los del ejército regular de los instructores estadounidenses iraquíes. Según el Secretario de Estado para las fuerzas en el campo se puede añadir tropas de origen árabe, probablemente con la aprobación de la Liga Árabe, que con el apoyo de la aviación estadounidense deberá ser suficiente para derrotar a las tropas del estado islámico. Las únicas tropas estadounidenses en el territorio serán los encargados de proteger las instalaciones estadounidenses, como las misiones diplomáticas o bases logísticas militares y actividad funcional de los Aliados. Por supuesto, desde el punto de vista militar, los Estados Unidos reforzará su presencia en las bases del Golfo Pérsico, que también servirá como la salida de la aeronave y drones dirigida contra el estado islámico. Pacto no se unió oficialmente a Irán, pero la colaboración con los combatientes kurdos y de manera oficial con los propios estadounidenses es ahora un hecho. En cuanto a Turquía, la sociedad limitada a las operaciones de carácter humanitario quiere significar un claro distanciamiento de esas potencias regionales como Egipto y Arabia Saudita, que se ha demostrado que adversa profundamente al movimiento de la Hermandad Musulmana, apoyado en varias ocasiones , también públicamente por el país turco.

Die Vereinigten Staaten zehn arabischen Ländern eine Allianz gegen das Kalifat bilden

Die Vereinigten Staaten können eine Allianz mit zehn arabischen Ländern zu bauen, um das Kalifat zu vernichten. Die Mission von John Kerry beginnt daher mit den besten Wünschen, sondern hat mit Bekanntmachungen von Moskau, die Assad und der Türkei Stellung, die die Verfügbarkeit nur auf humanitäre Hilfe geben wird unterstützt weiterhin beschäftigen. Das Zentrum der Allianz wird Saudi-Arabien, das dank seiner politischen, militärischen, wirtschaftlichen und vor allem religiöse, sollte der Schwerpunkt des Kampfes gegen den islamischen Staat von sunnitischen arabischen Staaten zu sein. Dieser Aspekt wird als grundlegend für Washington, in der Tat haben die Vereinigten Staaten wiederholt betont, dass der Krieg gegen das Kalifat nicht als religiöser Konflikt verstanden werden, sondern als Kampf gegen den Terrorismus; in dieser Perspektive, der Abstieg in das Feld, was berücksichtigt werden das führende Land der Sunniten, für seine religiösen Einfluss und weil es die Heimat der heiligen Stätten des Islam, muss die größte Stärke der Bündnispolitik sein. Die militärische Strategie sollte Angriffe auf den beiden Seiten der Fläche durch den Staat islamischen Syrien und dem Irak gelungen sind. Wenn letzteres, gibt es Probleme für die amerikanische Flugbetrieb, die von der syrischen Seite, hat bereits erklärt, dass Damaskus die Vereinigten Staaten sollten mit der Assad-Regierung für den Eintritt in den Himmel Syrer zustimmen. Syrien, diese Haltung wird von Russland, die das Regime in Damaskus unterstützt weiterhin und das bedeutet jede Gelegenheit, um den Vergleich mit den Vereinigten Staaten, nach dem ukrainischen Frage aufwerfen, nicht verschwenden unterstützt. Für das Weiße Haus ist das größte Dilemma der Notwendigkeit, mit der Assad-Militäraktion zustimmen, wenn dies geschehen, es wäre eine implizite Anerkennung der Autorität des Regimes in Damaskus. Wahrscheinlicher, dass die Vereinigten Staaten beabsichtigen, Luftkorridore von den Rebellen besetzt zu verwenden, sowohl zu helfen, welche zu kämpfen, nicht zu haben, um einen Tropfen Politik entstehen, noch in irgendeiner militärischen Repressalien durch Assad. Zur gleichen Zeit ist es wahrscheinlich, dass die USA in Abstimmung mit den arabischen Verbündeten, erhöhen ihre Hilfe für die Rebellen Demokraten, die die Kraft auf den Boden, um zu widersetzen sollte, in erster Linie an die Männer des Kalifats und später auf die von Assad. Das ist, weil die amerikanische Absicht, oft wiederholt, keine Truppen am Boden einsetzen sollte nicht geändert werden. Diese Annahme, die ein Grundnahrungsmittel in der Obama-Politik im Einklang mit dem Engagement für die Wählerschaft seit seiner ersten Amtszeit gemacht bleibt, muss auch von der irakischen Seite respektiert werden. An dieser Front ist sie auf kurdische Kämpfer, während die reguläre Armee irakischen amerikanischen Instruktoren sind ebenfalls vorhanden. Nach der Staatssekretär auf die Kräfte auf dem Gebiet kann hinzugefügt werden, Truppen arabischer Herkunft, wahrscheinlich mit der Zustimmung der Arabischen Liga, dass mit der Unterstützung der amerikanischen Luftfahrt muss ausreichend sein, um die Truppen des islamischen Staates zu besiegen. Die einzigen amerikanischen Truppen in dem Gebiet werden die, die mit dem Schutz der amerikanischen Einrichtungen wie diplomatischen Missionen oder militärische Logistik Grundlagen und funktionelle Aktivität der Alliierten erhoben. Natürlich vom militärischen Standpunkt aus, die Vereinigten Staaten werden ihre Präsenz in den Grundlagen des Persischen Golfs, der auch als der Abflug des Luftfahrzeugs und Drohnen gegen den islamischen Staat gerichtet dienen stärken. Bund nicht offiziell in Iran, aber die Zusammenarbeit mit kurdischen Kämpfern und offiziellen Weg mit den Amerikanern selbst ist jetzt eine Tatsache. Wie für die Türkei, die Kommanditgesellschaft auf die Umsätze der humanitären Maßnahmen will eine klare Distanzierung von diesen Regionalmächte wie Ägypten und Saudi-Arabien, die gezeigt haben, um grundlegend negativ auf die Muslimbrüder die Bewegung bedeuten, immer wieder unterstützt , auch öffentlich von der türkischen Land.

Les Etats-Unis dix pays arabes forment une alliance contre le califat

Les États-Unis peut construire une alliance avec dix pays arabes pour écraser le califat. La mission de John Kerry commence donc avec les meilleurs voeux, mais doit faire face à des avis de Moscou, qui continue à soutenir la position d'Assad et la Turquie, qui donnera sa disponibilité que de l'aide humanitaire. Le centre de l'alliance sera l'Arabie Saoudite, qui, grâce à sa politique, militaire, économique et surtout religieuse, devrait être au centre de la lutte contre l'État islamique par les pays arabes sunnites. Cet aspect est considéré comme fondamental pour Washington, en fait, les États-Unis ont souligné à plusieurs reprises que la guerre contre le califat ne doit pas être comprise comme un conflit religieux, mais que la lutte contre le terrorisme; dans cette perspective, la descente dans le champ de ce qui peut être considéré comme le pays leader des sunnites, pour son influence religieuse et parce que c'est la maison des lieux saints de l'islam, doit être la plus grande force de la politique de l'alliance. La stratégie militaire doit inclure des attaques sur les deux côtés de la zone gérée par la Syrie et l'Irak État islamique. Si celui-ci, il ya des problèmes pour les opérations aériennes américaines, du côté syrien, Damas a déjà déclaré que les Etats-Unis devraient s'entendre avec le gouvernement Assad pour l'entrée dans le ciel Syriens. Syrie, dans cette attitude est soutenue par la Russie, qui continue de soutenir le régime de Damas et qui ne perd pas de toutes les occasions pour faire la comparaison avec les États-Unis, suite à la question ukrainienne. Pour la Maison Blanche, le plus grand dilemme est la nécessité de s'entendre avec l'action militaire Assad, si cela devait arriver ce serait une reconnaissance implicite de l'autorité du régime de Damas. Il est plus probable que les Etats-Unis l'intention d'utiliser les couloirs aériens tenus par les rebelles, à la fois pour aider, ceux qui se battent pour, ne pas avoir à engager une politique de baisse, ni à des représailles militaires par Assad. Dans le même temps, il est probable que les Etats-Unis, en accord avec les alliés arabes, d'accroître leur aide aux rebelles démocrates, qui devraient être la force sur le terrain pour s'opposer, dans un premier temps pour les hommes du califat et plus tard à ceux de Assad. C'est parce que l'intention américaine, souvent répété, de ne pas déployer des troupes sur le terrain ne doit pas être modifié. Cette hypothèse, qui reste un aliment de base dans la politique d'Obama en conformité avec l'engagement pris à l'électorat depuis son premier mandat, doit également être respecté par la partie iraquienne. Sur ce front, il s'appuie sur des combattants kurdes, tandis que l'armée régulière instructeurs américains irakiens sont également fournis. Selon le secrétaire d'Etat aux forces sur le terrain peut être ajouté troupes d'origine arabe, probablement avec l'approbation de la Ligue arabe, qui, avec le soutien de l'aviation américaine doit être suffisant pour vaincre les troupes de l'Etat islamique. Les seules troupes américaines sur le territoire seront ceux chargés de protéger les installations américaines, telles que des missions diplomatiques ou des bases logistiques militaires et l'activité fonctionnelle des Alliés. Bien sûr, du point de vue militaire, les Etats-Unis de renforcer leur présence dans les bases du golfe Persique, qui servira également que le départ de l'avion et des drones dirigée contre l'Etat islamique. Pacte ne rejoint officiellement l'Iran, mais la collaboration avec les combattants kurdes et de façon officielle avec les Américains eux-mêmes est maintenant un fait. Quant à la Turquie, la société en commandite pour les opérations à caractère humanitaire veut dire un éloignement résulte de ces puissances régionales comme l'Egypte et l'Arabie saoudite, qui ont été montrés à profondément défavorable au mouvement des Frères musulmans, a soutenu à plusieurs reprises , aussi publiquement par le pays turc.

Os Estados Unidos dez países árabes formam uma aliança contra o califado

Os Estados Unidos podem construir uma aliança com dez países árabes para esmagar o califado. A missão de John Kerry começa, portanto, com os melhores votos, mas tem que lidar com avisos de Moscou, que continua a apoiar Assad e Turquia posição, o que lhe dará sua disponibilidade apenas para a ajuda humanitária. O centro da aliança será a Arábia Saudita, que, graças à sua política, militar, econômica e, acima de tudo religioso, deve ser o foco da luta contra o Estado islâmico por nações árabes sunitas. Este aspecto é considerado fundamental para a Washington, na verdade, os Estados Unidos tem sublinhado repetidamente que a guerra contra o califado não deve ser entendida como um conflito religioso, mas como a luta contra o terrorismo; Nesta perspectiva, a descida para o campo do que pode ser considerado o país líder dos sunitas, por sua influência religiosa e porque é a casa dos lugares sagrados do Islã, deve ser a maior força da política de alianças. A estratégia militar deve incluir ataques aos dois lados da área gerida pela Síria islâmica Estado e no Iraque. Neste último caso, há problemas para as operações aéreas americanas, a partir do lado sírio, Damasco já declarou que os Estados Unidos devem concordar com o governo Assad para a entrada no céu sírios. Síria, nesta atitude é apoiada pela Rússia, que continua a apoiar o regime de Damasco e que não perde qualquer oportunidade para levantar a comparação com os Estados Unidos, seguindo a questão ucraniana. Para a Casa Branca, o maior dilema é a necessidade de concordar com a ação militar de Assad, se isso vier a acontecer, seria um reconhecimento implícito da autoridade do regime em Damasco. O mais provável é que os Estados Unidos pretendem usar corredores aéreos tripulados pelos rebeldes, tanto para ajudar, quais lutar, para não ter que incorrer em uma política de gota, nem em quaisquer represálias militares por Assad. Ao mesmo tempo, é provável que os EUA, de acordo com aliados árabes, aumentar a ajuda para os rebeldes democratas, que deve ser a força no chão para se opor, em primeira instância, para os homens do califado e mais tarde para os de Assad. Isso ocorre porque a intenção americana, muitas vezes repetida, não implantar tropas no terreno não deve ser alterado. Esta hipótese, que continua a ser um marco na política de Obama em conformidade com o compromisso assumido perante o eleitorado desde seu primeiro mandato, também devem ser respeitados pelo lado iraquiano. Nesta frente, ele conta com combatentes curdos, enquanto o exército regular instrutores americanos do Iraque também são fornecidos. De acordo com o secretário de Estado para as forças no campo pode ser adicionado tropas de origem árabe, provavelmente com a aprovação da Liga Árabe, que, com o apoio da aviação americana deve ser suficiente para derrotar as tropas do Estado islâmico. As únicas tropas americanas no território serão os encarregados de proteger as instalações americanas, como missões diplomáticas ou bases logísticas militares e atividade funcional dos Aliados. É claro que, do ponto de vista militar, os Estados Unidos vão reforçar a sua presença nas bases do Golfo Pérsico, que também servirá de partida da aeronave e drones dirigida contra o Estado islâmico. Pacto juntou oficialmente não o Irã, mas a colaboração com combatentes curdos e forma oficial com os próprios norte-americanos é agora um fato. Quanto à Turquia, a sociedade limitada às operações de natureza humanitária quer significar um distanciamento resulta destas potências regionais, como Egito e Arábia Saudita, que se mostraram profundamente adverso ao movimento Irmandade Muçulmana, apoiado repetidamente , também publicamente pelo país turco.

В США десять арабских стран заключить союз против халифата

Соединенные Штаты могут построить союз с десяти арабских стран к разгрому халифата. Миссия Джона Керри начинает поэтому с наилучшими пожеланиями, но имеет дело с уведомлениями о Москве, которая продолжает поддерживать Асада и Турции позицию, которая даст его доступность только к гуманитарной помощи. Центр альянса будет Саудовская Аравия, которая, благодаря своей политической, военной, экономической и, прежде всего религиозные, должны быть в центре внимания борьбе против исламского государства по суннитских арабских стран. Этот аспект считается основополагающим в Вашингтон, на самом деле Соединенные Штаты неоднократно подчеркивал, что война против халифата не следует понимать как религиозный конфликт, но, как борьба с терроризмом; С этой точки зрения, спуск в области, что можно считать ведущей страной суннитов, для его религиозного влияния и потому, что он является домом из святых мест ислама, должны быть самой сильной политики альянса. Военная стратегия должна включать в себя нападения на двух сторонах зоны, управляемой государством исламского Сирии и Ирака. Если последнее, есть проблемы для американских воздушных операций, от сирийской стороны, Дамаск уже заявил, что Соединенные Штаты должны договориться с правительством Асада для вступления в небеса сирийцев. Сирия, в это отношение поддерживается России, которая продолжает поддерживать режим в Дамаске и, что не тратить все возможности, чтобы поднять сравнение с США, следующий в украинском вопросе. Для Белого дома, большой дилеммой является необходимость согласиться с военных действий Асада, если бы это произошло, было бы косвенным признанием авторитета режима в Дамаске. Более вероятно, что Соединенные Штаты намерены использовать воздушные коридоры, укомплектованных повстанцев, как помочь, какие из них бороться, не должны нести политику падение, ни в каких военных репрессий со Асада. В то же время вполне вероятно, что США, по согласованию с арабскими союзниками, увеличить свою помощь повстанцам демократов, которые должны быть сила на земле, чтобы противостоять, в первую очередь к мужчинам халифата, а затем до тех Асада. Это потому, что американская намерение, часто повторяется, не размещать войска на земле не должно быть изменено. Это предположение, которое остается одним из основных в политике Обамы в соответствии с обязательствами, принятыми на электорат с его первого срока, должны также соблюдаться иракской стороной. На этом фронте, она опирается на курдских боевиков, в то время как регулярная армия Ирака американские инструкторы также предоставляются. По госсекретаря сил в области могут быть добавлены войска арабского происхождения, вероятно, с одобрения Лиги арабских государств, которые при поддержке американской авиации должна быть достаточной, чтобы победить войска исламского государства. Единственные американские войска на территории будут те поручено защищать американские установки, такие как дипломатических представительств или военных баз материально-технического и функциональной активности союзников. Конечно, с военной точки зрения, Соединенные Штаты будут укреплять свое присутствие в базах в Персидском заливе, которая также будет использоваться в качестве вылета самолета и трутней, направленной против исламского государства. Пакт официально не присоединился Иран, но сотрудничество с курдскими боевиками и официальным способом с самими американцами теперь факт. Что касается Турции, товарищество с ограниченной ответственностью с операциями гуманитарного характера хочет означает четкое дистанцирование от этих региональных держав, таких как Египет и Саудовская Аравия, которые были показаны, чтобы глубоко неблагоприятных для движения Братья-мусульмане, неоднократно поддерживается , также публично турецкой стране.