Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
lunedì 16 marzo 2015
Gli errori della politica estera USA causano la volontà dell'Arabia Saudita di avere la tecnologia nucleare
La possibilità di un accordo definitivo sul nucleare iraniano, allarma, non soltanto Israele, ma anche e, forse, sopratutto le monarchie del Golfo di religione islamica sunnita, tradizionalmente avverse all’indirizzo praticato in Iran, il paese principale per gli sciiti. La rispettiva avversione, che parte da ragioni religiose ed arriva a temi geopolitici, deve essere ora inquadrata in uno spettro più ampio, che riguarda l’evoluzione della lotta allo Stato islamico, fino alla questione palestinese. Non sono neppure estranei i tanti sbagli in politica estera compiuti da Washington, che ha perseguito un obiettivo alla volta, perdendo il quadro di insieme. Dopo quattro anni di guerra siriana, l’errore iniziale di non combattere Assad, si riverbera moltiplicato nella situazione attuale. Da allora si sono create le condizioni favorevoli per la formazione del califfato, probabilmente finanziato dalle monarchie sunnite, sicure di poterlo controllare con evidenti fini anti Siria e quindi anti Iran, che è divenuto il problema principale della Casa Bianca. In realtà dovrebbe esserlo anche per tutti gli stati del medioriente, che, però, non hanno saputo opporre una strategia valida alla sua espansione, non trovando niente di meglio che fornire scarsi aiuti e rinchiudersi all’interno dei propri confini. Questa miopia ha favorito l’azione di Teheran, unico paese a scendere sul terreno di battaglia con i propri effettivi, che hanno affiancato i curdi e l’esercito regolare irakeno, guidato da un governo sciita. Questo elemento rappresenta una ulteriore aggravante per le scelte americane nei confronti di Bagdhad, dove non si sono sapute coinvolgere le parti sunnite moderate nel governo del paese. Ad Obama ha fatto comodo non dovere andare oltre l’uso dell’aviazione contro lo Stato islamico, ma l’arma aerea non può da sola vincere in un conflitto di tipo tradizionale senza l’impiego di truppe di terra. Probabimente all’inizio gli iraniani hanno collaborato in modo ufficioso con gli USA, primo per difendere il proprio territorio e poi per guadagnare una maggiore attenzione proprio per la buona riuscita della trattativa sul nucleare. Ma ora i concreti successi militari hanno determinato una prospettiva nuova per Teheran, quella di esercitare una concreta influenza su di uno stato irakeno prevalentemente sciita. Questa possibilità, molto concreta, permette di aumentare il peso specifico politico dell’Iran, sia nel medioriente, che in una potenziale trattativa per portare la pace in Siria, esercitando la sua influenza a favore dell’alleato Assad, anche inquadrato come possibile strumento contro lo Stato islamico, presente con le sue truppe anche in Siria. Tutto questo quadro è totalmente avverso alle monarchie del Golfo ed in special modo all’Arabia Saudita. Non è un caso, infatti, che le rimostranze, peraltro già presentate in passato, contro l’eventuale accordo sul nucleare iraniano, abbiano ora registrato una maggiore intesità. La minaccia concreta è che un accordo con Teheran, apra una rincorsa alla costruzione di impianti nucleari, tutti classificati come di uso civile, in tutti i paesi del Golfo, che, peraltro, avrebbero già avviato contatti con i paesi principali fornitori di queste tecnologie. Per gli USA e le altri grandi potenze, il rischio è l’apertura di una serie di nuovi negoziati, con ricadute sugli interi equilibri della regione. L’intenzione araba è prima di tutto equilibrare gli impianti iraniani, in una sorta di equilibrio del terrore in versione mediorientale, che stravolgerebbe il sogno mondiale a lungo inseguito di un pianeta libero da installazioni nucleari. Le rassicurazioni americane, di un impiego pacifico di una energia i cui costi di smaltimento appaiono sempre più gravosi, sembrano indebolirsi di fronte ad una proliferazione di impianti che da civili potrebbero diventare militari. D’altra parte il caso iraniano è troppo avanti per non arrivare ad una soluzione, ma se Israele, forse con un nuovo governo può essere tranquillizzato più facilmente, la situazione degli alleati sunniti degli Stati Uniti, può rappresentare una gestione ancora più difficoltosa. Il grave errore di Washington è quello di essere arrivato a questo punto senza avere risolto fin dall’inizio la questione siriana, imponendo le forze laiche che si opponevano al regime e di non avere stroncato subito lo sviluppo del califfato. Con questi due elementi a favore in mano, la Casa Bianca avrebbe gestito in maniera più agevole e sicura il negoziato sul nucleare iraniano ed i rapporti di equilibrio nella regione mediorientale, viceversa, con la situazione attuale, ricca di incognite e dallo sviluppo molto incerto i problemi di natura diplomatica, anzichè diminuire sono destinati ad aumentare e diventare ancora più complicati.
The errors of US foreign policy cause the will of Saudi Arabia to have nuclear technology
The possibility of a final agreement on the Iranian nuclear issue, alarm, not only Israel, but also, and perhaps above all the monarchies of the Gulf of Sunni Islam, traditionally adverse to the practiced in Iran, the main town for Shiites. The respective aversion, running from religious reasons and get to geopolitical issues, must now be framed in a broader spectrum, which covers the evolution of the fight against Islamic state, until the Palestinian issue. Nor are the many strangers in foreign policy mistakes made by Washington, which has pursued a goal at a time, losing the overall picture. After four years of war in Syria, the initial mistake of not fighting Assad, reverberates multiplied in the current situation. Since then they have created favorable conditions for the formation of the caliphate, probably financed by the Sunni monarchies, safe could control it with evident purpose anti Syria and then anti Iran, which has become the main problem of the White House. In fact it should be for all the states of the Middle East, which, however, have not been able to put up a good strategy to its expansion, finding nothing better than to provide scarce aid and shut themselves inside their own borders. This myopia has favored the action of Tehran, the only country to fall on the battlefield with their auditors, who have supported the Kurds and the Iraqi regular army, led by a Shiite government. This element represents a further aggravating the American choices against Baghdad, where they are known not to involve moderate Sunni parties in the government of the country. Obama did not convenient to have to go beyond the use of aviation against the Islamic state, but the gun air alone can not win in a conflict without the use of conventional ground troops. Presence was probably beginning the Iranians have worked unofficially with the US, the first to defend their territory and then to gain more attention because of the success of the nuclear negotiations. But now the real military successes have led to a new perspective for Tehran to exert a real influence on a state mainly Iraqi Shia. This possibility, very concrete, allows to increase the specific gravity of Iran's political, both in the Middle East, that in a potential deal to bring peace in Syria, exerting his influence in favor of the ally Assad, also framed as a possible tool against the Islamic state, present with his troops in Syria. All of this picture is totally adverse to the Gulf monarchies and especially Saudi Arabia. It is no coincidence, in fact, that the grievances, already submitted in the past against the eventual agreement on the Iranian nuclear issue, have now registered a higher intensity. The real threat is that a deal with Tehran, open a run-up to the construction of nuclear power plants, all classified as civil use, in all the countries of the Gulf, which, however, have already initiated contacts with the countries leading suppliers of these technologies. For the US and other major powers, the risk is the opening of a series of new negotiations, with repercussions on the entire balance of the region. The intention is primarily to balance Arab Iranian facilities, in a sort of balance of terror in the Middle Eastern version, which would distort the dream world long pursued a planet free from nuclear facilities. The American assurances of a peaceful use of energy for which the costs of disposal are increasingly burdensome, seem to weaken in the face of a proliferation of systems that could become military civilians. On the other hand, the Iranian case is not too far to reach a solution, but if Israel, perhaps with a new government can be more easily calmed, the situation of Sunni allies of the United States, can represent a management even more difficult. The great mistake of Washington is to be arrived at this point without having solved the very beginning the Syrian issue, imposing secular forces that opposed the regime and not having immediately panned the development of the caliphate. With these two elements in favor in hand, the White House would handle more easily and safely negotiations on Iran's nuclear and relationships of balance in the Middle East region, conversely, with the current situation, full of unknowns and the development of the very uncertain problems of diplomacy, rather than decrease is bound to increase and become even more complicated.
Los errores de la política exterior de Estados Unidos causar la voluntad de Arabia Saudita a tener tecnología nuclear
La posibilidad de un acuerdo final sobre el problema nuclear de Irán, alarma, no sólo a Israel, sino también, y quizá sobre todo, las monarquías del Golfo del Islam sunita, tradicionalmente adversa a la practica en Irán, la ciudad principal de los chiítas. La aversión al respectivo, que va desde motivos religiosos y llegar a las cuestiones geopolíticas, ahora debe estar enmarcada en un espectro más amplio, que abarca la evolución de la lucha contra el Estado islámico, hasta que la cuestión palestina. Tampoco son los muchos extranjeros en errores de política exterior realizadas por Washington, que ha seguido una meta a la vez, la pérdida de la visión de conjunto. Después de cuatro años de guerra en Siria, el error inicial de no luchar Assad, reverbera multiplicado en la situación actual. Desde entonces se han creado condiciones favorables para la formación del califato, probablemente financiado por las monarquías suníes, seguro podría controlarlo con evidente propósito contra Siria y luego contra Irán, que se ha convertido en el principal problema de la Casa Blanca. De hecho, debe ser para todos los estados de Oriente Medio, que, sin embargo, no han sido capaces de poner una buena estrategia para su expansión, sin encontrar nada mejor que ofrecer escasa ayuda y encerrarse dentro de sus propias fronteras. Esta miopía ha favorecido la acción de Teherán, el único país que cae en el campo de batalla con sus auditores, que han apoyado a los kurdos y el ejército regular iraquí, liderado por un gobierno chiíta. Este elemento representa un mayor agravando las elecciones estadounidenses contra Bagdad, donde son conocidos no involucrar partidos sunitas moderados en el gobierno del país. Obama no hizo conveniente tener que ir más allá del uso de la aviación contra el Estado islámico, pero el aire de la pistola por sí solo no puede ganar en un conflicto sin el uso de tropas terrestres convencionales. Presencia probablemente estaba empezando los iraníes han trabajado extraoficialmente con los EE.UU., el primero en defender su territorio y luego a ganar más atención debido al éxito de las negociaciones nucleares. Pero ahora los éxitos militares reales han dado lugar a una nueva perspectiva para que Teherán ejerce una influencia real en un estado chiíta principalmente iraquí. Esta posibilidad, muy concreto, permite aumentar el peso específico de Irán de política, tanto en el Oriente Medio, que en un posible acuerdo para traer la paz en Siria, ejerciendo su influencia en favor del aliado de Assad, también enmarcada como una posible herramienta contra el estado islámico, presente con sus tropas en Siria. Todos los de esta imagen es totalmente adverso a las monarquías del Golfo y en especial Arabia Saudita. No es casualidad, de hecho, que las quejas, ya invocados en el pasado contra el eventual acuerdo sobre la cuestión nuclear iraní, ahora han registrado una mayor intensidad. La verdadera amenaza es que un acuerdo con Teherán, abra un periodo previo a la construcción de plantas de energía nuclear, todos clasificados como de uso civil, en todos los países del Golfo, que, sin embargo, ya se han iniciado contactos con los principales países proveedores de estas tecnologías. Para los EE.UU. y otras grandes potencias, el riesgo es la apertura de una serie de nuevas negociaciones, con repercusiones en todo el resto de la región. La intención es principalmente para equilibrar las instalaciones iraníes árabes, en una especie de equilibrio del terror en la versión del Medio Oriente, lo que distorsionaría el mundo del sueño perseguido durante mucho tiempo un planeta libre de las instalaciones nucleares. Las garantías estadounidenses de un uso pacífico de la energía para los que los costes de eliminación son cada vez más agobiante, parecen debilitarse en la cara de una proliferación de sistemas que podrían convertirse civiles militares. Por otra parte, el caso iraní no está demasiado lejos para llegar a una solución, pero si Israel, tal vez con un nuevo gobierno se puede calmar con mayor facilidad, la situación de los aliados sunitas de los Estados Unidos, puede representar una gestión aún más difícil. El gran error de Washington es que se llegó a este punto sin haber resuelto el principio, la cuestión siria, la imposición de las fuerzas seculares de oposición al régimen y no haber inmediatamente paneo el desarrollo del califato. Con estos dos elementos a favor en la mano, la Casa Blanca sería manejar más fácilmente y con seguridad las negociaciones sobre nuclear de Irán y las relaciones de equilibrio en la región de Oriente Medio, a la inversa, con la situación actual, lleno de incógnitas y el desarrollo de la muy incierta problemas de la diplomacia, en lugar de disminuir está obligado a aumentar y ser aún más complicado.
Die Fehler der US-Außenpolitik führen den Willen von Saudi-Arabien, Nukleartechnologie haben
Die Möglichkeit, eine endgültige Einigung über die iranische Atomfrage, Alarm, nicht nur Israel, sondern auch und vielleicht vor allem die Monarchien am Golf von sunnitischen Islam traditionell ungünstigen um die im Iran, dem Hauptort für Schiiten praktiziert. Der jeweilige Aversion läuft aus religiösen Gründen und kennen zu geopolitischen Fragen, muss nun in einem breiteren Spektrum, das die Entwicklung des Kampfes gegen den islamischen Staat deckt gerahmt werden, bis die palästinensische Frage. Auch sind die vielen Fremden in der Außenpolitik Fehler, die von Washington, der ein Ziel in einer Zeit verfolgt hat gemacht, verlieren das Gesamtbild ab. Nach vier Jahren Krieg in Syrien, dem anfänglichen Fehler, nicht kämpfen Assad, hallt multiplizierte in der aktuellen Situation. Seitdem haben sie günstige Bedingungen für die Bildung des Kalifats, wahrscheinlich von den sunnitischen Monarchien finanziert erstellt, konnte sicher mit klar erkennbaren Zweck anti Syrien und dann Anti Iran, die sich das Hauptproblem des Weißen Hauses hat zu kontrollieren. In der Tat sollte es für alle Staaten des Nahen Ostens, die jedoch nicht in der Lage bis zu seiner Expansion zu setzen, eine gute Strategie sein, finden nichts Besseres als die knappen Hilfe zu leisten und schloss sich auf ihre eigenen Grenzen. Diese Kurzsichtigkeit hat die Wirkung von Teheran begünstigt, um das einzige Land auf dem Schlachtfeld mit den Auditoren, die den Kurden und der irakischen regulären Armee unterstützt haben, von einem schiitischen Regierung geführt sinken. Dieses Element stellt eine weitere Verschärfung der amerikanischen Wahlen gegen Bagdad, wo sie bekannt sind, nicht zu moderaten sunnitischen Parteien in der Regierung des Landes einzubeziehen. Obama nicht praktisch, um über die Verwendung von Flug gegen den islamischen Staat zu gehen, aber die Waffe Luft allein kann nicht in einem Konflikt zu gewinnen, ohne die Verwendung herkömmlicher Bodentruppen. Presence wurde vermutlich Anfang die Iraner nicht offiziell mit den USA gearbeitet, der Erste, der ihr Territorium zu verteidigen und dann zu mehr Aufmerksamkeit, weil der Erfolg der Atomverhandlungen zu gewinnen. Aber jetzt sind die realen militärischen Erfolge haben zu einer neuen Perspektive führte für Teheran, um einen echten Einfluss auf einen Zustand vor allem irakische Schiiten auszuüben. Diese Möglichkeit, ganz konkrete, erlaubt es, das spezifische Gewicht des Irans politische erhöhen, sowohl in den Nahen Osten, die in einem möglichen Deal, den Frieden in Syrien zu bringen, übt seinen Einfluss zugunsten der Verbündeten Assad, auch als mögliche Mittel gegen eingerahmt der islamische Staat, mit seinen Truppen in Syrien vor. All dieses Bildes ist völlig abgeneigt, den Golfmonarchien und vor allem Saudi-Arabien. Es ist kein Zufall, in der Tat, dass die Beschwerden, die bereits in der Vergangenheit gegen den späteren Vereinbarung über die iranische Atomfrage vorgelegt, nun registriert eine höhere Intensität. Die wirkliche Bedrohung ist, dass ein Abkommen mit Teheran, öffnen Sie ein Vorfeld der Errichtung von Kernkraftwerken, die alle als zivile Nutzung eingestuft, in allen Ländern der Golfregion, die jedoch bereits eingeleitet Kontakte mit den Ländern führenden Anbieter dieser Technologien. Für die USA und andere Großmächte, ist das Risiko, die Eröffnung einer Reihe von neuen Verhandlungen mit Auswirkungen auf das gesamte Gleichgewicht der Region. Die Absicht ist, in erster Linie auf arabischen iranische Einrichtungen auszugleichen, in einer Art Gleichgewicht des Schreckens in der Naher Osten Version, die verzerren würden die Traumwelt lange einen Planeten frei von Atomanlagen verfolgt. Die amerikanischen Zusicherungen einer friedliche Nutzung von Energie, für die die Kosten für die Entsorgung sind höher werden, scheint angesichts einer Verbreitung von Systemen, die militärische Zivilisten werden könnte schwächen. Auf der anderen Seite, ist die iranische Fall nicht zu weit, um eine Lösung zu erreichen, aber wenn Israel, vielleicht mit einer neuen Regierung leichter beruhigt werden, die Situation der sunnitischen Verbündeten der Vereinigten Staaten kann eine Verwaltung noch schwieriger zu vertreten. Der große Fehler, Washington ist an dieser Stelle, ohne die Anfang der syrischen Frage, imposante säkularen Kräfte, die das Regime bekämpft und nicht mit sofort verrissen die Entwicklung des Kalifats gelöst angekommen werden. Mit diesen beiden Elementen zu Gunsten in der Hand, würde das Weiße Haus leichter und sicherer zu Verhandlungen über das iranische Atom und Beziehungen des Gleichgewichts in der Region des Nahen Ostens, umgekehrt, mit der aktuellen Situation, voll von Unbekannten und die Entwicklung der sehr unsicher hand Probleme der Diplomatie, eher mehr als weniger wird zunehmen und sich sogar noch komplizierter.
Les erreurs de la politique étrangère des États-Unis causer la volonté de l'Arabie saoudite d'avoir la technologie nucléaire
La possibilité d'un accord final sur la question nucléaire iranienne, alarme, non seulement Israël, mais aussi, et peut-être au-dessus de toutes les monarchies du Golfe de l'islam sunnite, traditionnellement défavorable à l'pratiquée en Iran, la ville principale pour les chiites. L'aversion respective, allant de raisons religieuses et obtenir des questions géopolitiques, doit maintenant être encadrée dans un spectre plus large, qui couvre l'évolution de la lutte contre Etat islamique, jusqu'à ce que la question palestinienne. Pas plus que les nombreux étrangers dans des erreurs de politique étrangère prises par Washington, qui a poursuivi un but à la fois, de perdre la vue d'ensemble. Après quatre années de guerre en Syrie, l'erreur initiale de ne pas lutter contre Assad, se répercute multiplié dans la situation actuelle. Depuis, ils ont créé des conditions favorables pour la formation du califat, probablement financée par les monarchies sunnites, coffre-fort peut le contrôler avec but évident de lutte contre la Syrie et l'Iran, puis contre, qui est devenu le principal problème de la Maison Blanche. En fait, il devrait être pour tous les Etats du Moyen-Orient, qui, cependant, ne ont pas été en mesure de mettre en place une bonne stratégie pour son expansion, ne trouvant rien de mieux que de fournir une aide rares et se enfermer à l'intérieur de leurs propres frontières. Cette myopie a favorisé l'action de Téhéran, le seul pays à tomber sur le champ de bataille avec leurs auditeurs, qui ont soutenu les Kurdes et l'armée régulière irakienne, dirigée par un gouvernement chiite. Cet élément représente un autre aggravant les choix américains contre Bagdad, où ils sont connus pour ne pas impliquer les partis sunnites modérés dans le gouvernement du pays. Obama n'a pas commode d'avoir à aller au-delà de l'utilisation de l'aviation contre l'Etat islamique, mais l'air du pistolet seul ne peut pas gagner dans un conflit sans l'utilisation de troupes au sol classiques. Présence a probablement été commence les Iraniens ont travaillé officieusement avec les États-Unis, le premier à défendre leur territoire et de gagner plus d'attention en raison du succès des négociations nucléaires. Mais maintenant, les succès militaires réels ont conduit à une nouvelle perspective pour Téhéran d'exercer une réelle influence sur un Etat chiite irakienne principalement. Cette possibilité, très concrète, permet d'augmenter la densité de l'Iran politique, tant au Moyen-Orient, que dans un accord potentiel pour ramener la paix en Syrie, en exerçant son influence en faveur de l'allié Assad, également conçue comme un outil possible contre l'Etat islamique, présente avec ses troupes en Syrie. Toutes cette image est totalement contraire aux monarchies du Golfe et en particulier l'Arabie Saoudite. Ce ne est pas un hasard, en fait, que les griefs, déjà soumises dans le passé contre l'accord éventuel sur la question nucléaire iranienne, ont maintenant enregistré une intensité plus élevée. La véritable menace est qu'un accord avec Téhéran, ouvrir une perspective de la construction de centrales nucléaires, tous classés que l'utilisation civile, dans tous les pays du Golfe, qui, cependant, ont déjà entamé des contacts avec les principaux pays fournisseurs de ces technologies. Pour les États-Unis et d'autres grandes puissances, le risque est l'ouverture d'une série de nouvelles négociations, avec des répercussions sur la totalité du solde de la région. L'intention est d'abord d'équilibrer les installations iraniennes arabes, dans une sorte d'équilibre de la terreur dans la version Moyen-Orient, ce qui fausserait le monde du rêve longtemps poursuivi une planète sans installations nucléaires. Les assurances américaines d'une utilisation pacifique de l'énergie dont les coûts d'élimination des déchets sont de plus en plus lourde, semblent se affaiblir face à une prolifération des systèmes qui pourrait devenir civils militaires. D'autre part, le cas iranien ne est pas trop loin de parvenir à une solution, mais si Israël, peut-être avec un nouveau gouvernement peut être plus facilement calmé, la situation des alliés sunnites des Etats-Unis, peut représenter une gestion encore plus difficile. La grande erreur de Washington est d'être arrivé à ce point sans avoir résolu tout début, la question syrienne, imposer les forces laïques qui se sont opposés au régime et ne ayant pas immédiatement éreinté le développement du califat. Avec ces deux éléments en faveur à la main, la Maison Blanche serait gérer plus facilement et en toute sécurité les négociations sur le nucléaire iranien et les relations de l'équilibre de la région Moyen-Orient, à l'inverse, avec la situation actuelle, pleins d'inconnues et le développement du très incertain problèmes de la diplomatie, plutôt que de diminution est liée à augmenter et devenir encore plus compliquée.
Os erros da política externa dos EUA causar a vontade de a Arábia Saudita ter tecnologia nuclear
A possibilidade de um acordo final sobre a questão nuclear iraniana, alarme, não só Israel, mas também, e talvez sobretudo, as monarquias do Golfo do Islã sunita, tradicionalmente adverso ao praticado no Irã, a principal cidade para os xiitas. O respectivo aversão, que decorre de razões religiosas e começar a questões geopolíticas, agora deve ser enquadrado em um espectro mais amplo, que abrange a evolução da luta contra o Estado islâmico, até que a questão palestina. Nem são os muitos estranhos em erros de política externa feitas por Washington, que buscou uma meta de cada vez, perdendo o quadro geral. Depois de quatro anos de guerra na Síria, o erro inicial de não lutar Assad, reverbera multiplicado na situação atual. Desde então, eles criaram condições favoráveis para a formação do califado, provavelmente financiada pelos monarquias sunitas, seguro poderia controlá-lo com anti Síria evidente propósito e depois anti Irã, que tornou-se o principal problema da Casa Branca. Na verdade, deveria ser para todos os estados do Oriente Médio, que, no entanto, não têm sido capazes de colocar-se uma boa estratégia para a sua expansão, encontrar nada melhor do que a fornecer ajuda escasso e fecharam-se dentro de suas próprias fronteiras. Essa miopia tem favorecido a ação de Teerã, o único país a cair no campo de batalha com seus auditores, que têm apoiado os curdos e o exército regular iraquiano, liderado por um governo xiita. Este elemento representa mais um agravante as opções americanas contra Bagdá, onde eles são conhecidos por não envolver partidos sunitas moderados no governo do país. Obama não fez conveniente ter que ir além do uso da aviação contra o Estado islâmico, mas só o ar da pistola não pode ganhar em um conflito sem o uso de tropas terrestres convencionais. Presença foi provavelmente começando os iranianos têm trabalhado extra-oficialmente com os EUA, o primeiro a defender seu território e, em seguida, para ganhar mais atenção por causa do sucesso das negociações nucleares. Mas agora os sucessos militares reais levaram a uma nova perspectiva para Teerã para exercer uma influência real sobre um Estado xiita principalmente iraquiano. Esta possibilidade, muito concreta, permite aumentar o peso específico do Irã de política, tanto no Oriente Médio, que, em um acordo potencial para trazer a paz na Síria, exercendo a sua influência em favor do aliado Assad, também enquadrada como uma possível ferramenta contra o Estado islâmico, presente com suas tropas na Síria. Todos da imagem é totalmente adversa às monarquias do Golfo e, especialmente, da Arábia Saudita. Não é por acaso, na verdade, que as queixas, já apresentados no passado contra o eventual acordo sobre a questão nuclear iraniana, já registrou uma intensidade mais elevada. A verdadeira ameaça é que um acordo com Teerã, abra um período de preparação para a construção de usinas nucleares, todos classificados como utilização civil, em todos os países do Golfo, que, no entanto, já iniciou contatos com os principais países fornecedores dessas tecnologias. Para os EUA e outras grandes potências, o risco é a abertura de uma série de novas negociações, com repercussões sobre a totalidade do saldo da região. A intenção é principalmente para equilibrar as instalações iranianas Árabes Unidos, em uma espécie de equilíbrio do terror na versão do Oriente Médio, o que distorceria o mundo dos sonhos tempo praticado um planeta livre de instalações nucleares. As garantias americanas de um uso pacífico da energia para os quais os custos de alienação são cada vez mais pesada, parecem enfraquecer em face de uma proliferação de sistemas que poderia se tornar civis militares. Por outro lado, o caso iraniano não é muito longe de chegar a uma solução, mas se Israel, talvez com um novo governo pode ser mais facilmente se acalmou, a situação de aliados sunitas dos Estados Unidos, pode representar uma gestão ainda mais difícil. O grande erro de Washington é a de se chegar a esse ponto, sem ter resolvido as forças seculares início a questão síria, impondo que se opuseram ao regime e não ter imediatamente rodou o desenvolvimento do califado. Com estes dois elementos em favor em mãos, a Casa Branca iria lidar mais facilmente e com segurança negociações sobre nuclear iraniano e as relações de equilíbrio na região do Oriente Médio, inversamente, com a situação atual, cheia de incógnitas e o desenvolvimento do muito incerta problemas de diplomacia, em vez de diminuir é obrigado a aumentar e tornar-se ainda mais complicada.
Ошибки внешней политики США вызывает желание Саудовской Аравии, чтобы ядерные технологии
Возможность окончательного соглашения по иранской ядерной проблеме, сигнализация, не только Израиль, но и, возможно, прежде всего монархий Персидского залива суннитского ислама, традиционно неблагоприятными для практикуется в Иране, главный город на шиитов. Соответствующий отвращение, бег по религиозным соображениям, и добраться до геополитических проблем, не должны теперь быть оформлена в более широком спектре, который охватывает эволюцию борьбе против исламского государства, до палестинского вопроса. Не являются многие незнакомые во внешней политике ошибок, допущенных Вашингтоном, который преследовал цели одновременно, теряя общую картину. После четырех лет войны в Сирии, начальной ошибки не борется Асада, отражается умножается в нынешней ситуации. С тех пор они создали благоприятные условия для формирования халифата, вероятно, финансируемого суннитских монархий, сейф может управлять им с очевидным назначения анти Сирии, а затем против Ирана, который стал главной проблемой в Белом доме. На самом деле это должно быть для всех государств Ближнего Востока, которые, однако, не были в состоянии поставить хорошую стратегию к ее расширению, не найдя ничего лучшего, чем представляют ограниченную помощь и заперлись внутри собственных границ. Это близорукость выступает действие Тегеране, единственная страна, чтобы упасть на поле боя со своими аудиторами, которые поддерживали курдов и иракской регулярной армии, во главе с шиитским правительством. Этот элемент представляет еще больше усугубляют американских выбор против Багдада, где они известны не привлекать умеренных суннитских партий в правительстве страны. Обама не сделал удобно иметь выйти за рамки применения авиации против исламского государства, но один пистолет воздух не может выиграть в конфликте без использования обычных наземных войск. Наличие вероятно, начиная иранцы работали неофициально с США, в первую очередь, чтобы защитить свою территорию, а затем, чтобы получить больше внимания, потому что от успеха ядерных переговоров. Но теперь реальные военные успехи привели к новой точки зрения Тегерана, чтобы оказывать реальное влияние на состояние в основном иракские шииты. Эта возможность, очень конкретный, позволяет увеличить удельный вес Иран политической, как на Ближнем Востоке, что в потенциальной сделки, чтобы принести мир в Сирии, оказывая свое влияние в пользу союзника Асада, а также оформленным как возможного инструмента против Исламское государство, настоящее со своими войсками в Сирии. Все изображения полностью, неблагоприятных для монархий Персидского залива и особенно Саудовской Аравии. Это не случайно, на самом деле, что обиды, уже представили в прошлом против возможного соглашения по иранской ядерной проблеме, не сейчас зарегистрировано более высокую интенсивность. Реальная угроза состоит в том, что сделка с Тегераном, откройте преддверии строительства атомных электростанций, все классифицируются как гражданского назначения, во всех странах Персидского залива, которые, однако, уже установил контакты со странами ведущих поставщиков таких технологий. Для США и других ведущих держав, риск открытия ряда новых переговоров с последствиями для всей баланс региона. Намерение, прежде всего, чтобы сбалансировать арабских иранским ядерным объектам, в каком баланса террора в версии с Ближнего Востока, что будет искажать мир мечты давно проводит планету свободной от ядерных объектов. Американские гарантии мирного использования энергии, для которых затраты на выбытие становятся все более обременительными, кажется, ослабить в лице распространения систем, которые могли бы стать военными мирных жителей. С другой стороны, иранская дело не слишком далеко, чтобы найти решение, но если Израиль, возможно, с новым правительством может быть более легко успокоил, ситуация суннитских союзников Соединенных Штатов, может представлять управление еще более трудным. Большая ошибка Вашингтоне будет прибыл в этот момент не решив самого начала сирийского вопроса, введение светских сил, которые выступали против режима так и не сразу приготовлена развитие халифата. С помощью этих двух элементов в пользу в руках, Белый дом будет обрабатывать более легко и безопасно переговоры по ядерной Ирана и отношения баланса в регионе Ближнего Востока, наоборот, с текущей ситуацией, полные неизвестных и развитие весьма неопределенным Проблемы дипломатии, а не уменьшение связано с увеличением и стать еще более сложной.
Iscriviti a:
Post (Atom)