Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
martedì 12 maggio 2015
، طلب من الممثل الأعلى للسياسة الخارجية في الاتحاد الأوروبي على دعم الأمم المتحدة لمهمة عسكرية في ليبيا
النداء
الذي وجهه الممثل الأعلى للسياسة الخارجية الأوروبية، كما كان مضمونه الحض
على الأمم المتحدة لتقديم الدعم الدبلوماسي الضروري أن المهمة العسكرية في
ليبيا من قبل الاتحاد الأوروبي تهدف إلى مكافحة الاتجار بالبشر. على
وجه الخصوص، وكان المستفيد من طلب للحصول على مساعدات مجلس الأمن التابع
للأمم المتحدة، والتي، مع حق الفيتو يمكن منع أي مبادرة المتخذة باسم الأمم
المتحدة. وتحدث
الممثل الأعلى للسياسة الخارجية في الاتحاد الأوروبي، سواء المجتمع
المؤسسي الأس، ولكن أيضا من قبل ممثل رسمي من الحكومة الإيطالية، والتي،
بعد أن عقدت، في وقت سابق من دور ومنصب وزير الخارجية. المشروع،
في الواقع، يمكن أن يكون التاسع اتفق مع رئيس الوزراء في روما، ماتيو
رينزي، الذي طالما دعا لأوروبا والعالم لمغادرة إيطاليا فحسب، في أعمال
الإنقاذ من المهاجرين، الذين يواجهون معبر صعوبة في مضيق صقلية، في كثير من الأحيان على متن قوارب غير صالحة للسفر التي تمتد من البحر. المآسي
المتكررة، التي شهدت زيادة في كل من عدد المهاجرين، الذين من المقرر
الضحايا إلى زيادة في تدفقات الهجرة الناجمة عن الحروب والمجاعات في
أفريقيا والشرق الأوسط، لذلك، ترتبط مباشرة إلى سوء الإدارة من الظواهر
الطوارئ من جانب الدول الأكثر ثراء وعدم وجود آليات فعالة مصممة من قبل الأمم المتحدة. هذا
الغياب للتدخل، خاصة من قبل العالم الغربي، ولكن ليس فقط، حيث لا توجد
بأشكال مماثلة من العمل حتى من قبل الصين وروسيا، لا يزال من التمييز على
أي للبت في الحلول الممكنة للحل، وليس الإنساني، الهجرة والمآسي المرتبطة به. الممثل
الأعلى للسياسة الخارجية للاتحاد الأوروبي في مقر الأمم المتحدة في
نيويورك دعا إلى تقديم الدعم لعملية عسكرية، مع التركيز على عصابات
المهربين، دافع أساسي في حل قضية مشكلة، ولكن تأثيره. هذا
الموقف يمكن أن تكون مشتركة، إذا أنها ليست سوى الخطوة الأولى في حل
المشكلة، ولكن ليس إذا ينظر إليها على أنها الحل الوحيد للمشكلة نفسها. تدمير
زوارق وربما جعل تنفيذ بعض قصف استهدف بها طائرات بدون طيار، على المخيمات
العديد من الميليشيات التي يتم تمويلها بعائدات من الهجرة غير الشرعية،
فإنه يمكن أن يكون لها آثار جانبية كبيرة وموانع الدرامية؛ فإنه
قد يؤدي أيضا، إذا تم ضرب جميع الأهداف في المركز، للتخفيف من الهجرة
المؤقتة، ولكن لا يمكن أن يخفف ماديا المعاناة التي تحدد رحيل الجماهير من
الناس اليائسين أكثر وأكثر. أن الليبيين تدمير قوارب لا يعني الهجرة المرور توقف، لا يمكن لحلول تتوقف الحروب وهزيمة المجاعة. حل
الممثل السامي للشؤون الخارجية، ثم، لا يأخذ بعين الاعتبار الأشخاص الذين
هم بالفعل في طريقهم، وتلك التي هي بالفعل على الساحل الليبي في انتظار
الرحيل. فمن
العديد من المهاجرين، من الصعب تحديدها، التي من شأنها أن تبقى رهينة
للبلد الليبي، دون الإمدادات الطبية والغذائية الكافية وربما يتعرضن للعنف
من جميع الأنواع. لهؤلاء الناس، فإن تدمير الأوعية يعني قناعة شبه مؤكدة، على غرار سفينة غارقة في البحر المتوسط. الانطباع
هو أن الأسباب الكامنة وراء الطريق الصحيح لمحاربة منظمات غير قانونية،
يتم إعداد الحل الذي يحمي إيطاليا وأوروبا من الهجرة غير الشرعية، والتي
أصبحت ظاهرة لا يمكن التحكم فيها والدعاية أداة من الأحزاب اليمينية
ومكافحة الأوروبيين . الرؤية
المقدمة من قبل العديد من كيفية ليبيا هي جزء من المشكلة، التى تم ترتيبها
أيضا معالجة الهجرة، يظهر التحليل الجزئي ولكن وظيفية لفكرة معينة من الحل
الذي يتوقف على أي حال إلى الشواطئ الجنوبية للبحر الأبيض المتوسط. بالتأكيد
يجب حل شامل ينطوي على عدد من الأشخاص أكبر، الذي، نظرا لعدم الاهتمام
الدولي والاتحاد الأوروبي كلاعب في السياسة الخارجية، يبدو من غير المرجح
للغاية، إن لم يكن مستحيلا. ولكن
هذا الغياب من القوى العظمى، التي تقتصر على لا تزال لديها رؤية بعيدة عن
الشمولية وتقتصر على مصالحهم الفردية، تنتج بالفعل الأضرار التي لا تعوض
التي تحول بالفعل ضدهم والتي تتجه بشكل يائس أنها لتتخذ أبعادا من شأنها أن
لا يمكن السيطرة عليها في وقت قريب.
lunedì 11 maggio 2015
Quattro capi di stato arabi disertano il vertice tra USA e Consiglio di cooperazione del Golfo
Il vertice organizzato da Barack Obama con il Consiglio di Cooperazione del Golfo, avrà importanti assenze. Saranno ben quattro i monarchi che non parteciperanno all’incontro voluto dagli Stati Uniti per rassicurare le monarchie del Golfo circa la loro percezione relativa al disimpegno che Washington, sembra portare avanti nei confronti della regione, dedicandosi ad altre priorità. Inoltre a preoccupare gli stati sunniti, vi sono i crescenti contatti, giudicati come concessioni sul tema del nucleare, verso l’Iran. Quello che è temuto maggiormente riguarda proprio l’aumentata importanza nella regione mediorientale da parte iraniana, che sembra avviarsi all’uscita dall’isolamento a cui il paese iraniano sembrava ormai condannato, per la sua politica antiamericana e per le sue intenzioni di sviluppare la tecnologia atomica. A contribuire all’accresciuta importanza di Teheran sono stati essenzialmente due fattori: le trattative sul nucleare, che hanno coinvolto le maggiori potenze mondiale ed hanno messo fine all’isolamento diplomatico della repubblica islamica sciita, il loro svolgimento, che ha presentato Teheran non più come uno stato intransigente, ma capace di avviare un dialogo basato sulle relazioni internazionali e i risultati raggiunti, che hanno sancito una vittoria per l’Iran, che si avvia a vedersi riconosciuto dalla comunità internazionale, salvo alcune eccezioni, il diritto a sviluppare la tecnologia nucleare per scopi civili. Ciò è propedeutico alla fine delle sanzioni economiche, il che vuole dire la presenza sulla scena dell’economia e della finanza di un avversario con grandi potenzialità, proprio nei confronti delle monarchie del Golfo divise dallo stato iraniano anche da rivalità di ordine religioso. All’aspetto diplomatico è complementare quanto ha fatto l’Iran sul terreno militare nel contenere l’avanzata dello Stato islamico, formazione terroristica di matrice sunnita, che ha stravolto il comportamento delle organizzazioni terroristiche islamiche, passando da una modalità propagandistica attuata attraverso attentati all’esercizio della sovranità su di un territorio ben definito. Per Washington questo fattore ha rappresentato una minaccia che ha tuttora carattere di urgenza nella necessità della sua soluzione; ma le condizioni di Obama sono sempre state soltanto quelle di combattere il califfato soltanto con mezzi aerei e vietare tassativamente l’impiego di militari americani sul terreno. L’insufficienza dell’aviazione militare, seppure importante, non ha colmato l’esigenza di una presenza sul terreno, vuoto riempito dai combattenti curdi affiancati dagli iraniani. Uno dei motivi del raffreddamento dei rapporti tra Usa e stati del Golfo è stato l’atteggiamento di questi ultimi nel finanziare le formazioni che hanno poi dato vita allo Stato islamico, nell’ottica di indebolire il regime siriano e strappare la Siria all’influenza iraniana. La Casa Bianca, in totale controtendenza, era per favorire le formazioni non confessionali, ma ciò non è stato, svelando una scarsa coordinazione di intenti e di azione tra i paesi del Golfo e gli americani, tradizionalmente alleati. Dopo che lo Stato islamico è sfuggito al controllo dei finanziatori, Washington non ha gradito lo scarso impegno con cui le monarchie del Golfo hanno risposto alle richieste americane per un maggiore impegno. Tutto questo scenario, nella sua complessità, ha allontanato i paesi sunniti del Golfo Persico dagli Stati Uniti; tuttavia Washington ha la necessità di recuperare un rapporto di lunga data, soprattutto per continuare ad essere una sorta di fattore di equilibrio nei nuovi assetti che si sono delineati nel medio oriente. Quello chela Casa Bianca deve assolutamente scongiurare è un confronto diretto, basato sui fattori religiosi, da cui fare discendere quelli geopolitici, che coinvolga le monarchie del Golfo opposte all’Iran. Per queste ragioni è stato organizzato il vertice, che deve soddisfare l’esigenza degli USA di ripianare i contrasti e sviluppare una nuova visione per la sicurezza mediorientale. Questa esigenza dovrebbe essere condivisa anche dagli stati sunniti del Golfo, ma le defezioni alla partecipazione, dei personaggi di primo piano rivela che la distanza tra le due parti è ancora consistente. A non partecipare sarà il Re dell’Arabia Saudita, l’emiro del Bahrein, il sultano dell’Oman ed il monarca degli Emirati Arabi Uniti. Soltanto i leader di Qatar e Kuwait parteciperanno in prima persona al vertice. I quattro monarchi assenti saranno da diversi dignitari, tra i quali principi ereditari e ministri degli esteri, ma la loro assenza rappresenta il chiaro segnale di un vivo malessere nei confronti della politica estera condotta da Obama nella regione. Occorre anche dire, che l’atteggiamento delle monarchie del Golfo nei confronti degli sviluppi nell’area del medio oriente è apparso di grande impreparazione allo svolgimento degli eventi. Queste nazioni sono rimaste arroccate in posizioni tradizionali e non hanno saputo cogliere il cambiamento in atto sulla scena internazionale, mirando ad una difesa praticamente ad oltranza dello status quo. L’evoluzione dei rapporti, con l’Iran, ad esempio, non andava contrastata con tentativi improvvisati per sottrarre all’influenza iraniana la Siria, ma occorreva affrontarla da un differente punto di vista, capace di cogliere le opportunità per stabilizzare la regione anziché inserire nuovi strumenti di alterazione degli equilibri. Obama non è stato un gran presidente in politica estera, ma poteva offrire garanzie sufficienti a tutelare nuove forme di dialogo. I paesi del Golfo, hanno, invece, scelto la via opposta ed il caso yemenita lo dimostra. Non che l’Iran abbia tutte le ragioni, quello che viene temuto dai paesi del Golfo è comprensibile: se Teheran esce dall’isolamento può veramente alterare gli equilibri regionali, ma questo può avvenire, soltanto in una condizione di contrasto esasperato; d’altronde la teocrazia di Teheran e la monarchia del Golfo, politicamente sono molto simili e proprio questa forte similitudine potrebbe contribuire ad aumentare l’attuale momento di tensione. Non cogliere l’occasione porta da Obama appare un ulteriore errore tattico, mai come in questo momento gli USA possono rappresentare l’ago della bilancia tra le due parti, ma hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile.
Four Arab heads of state have deserted the summit between the United States and the Gulf Cooperation Council.
The summit organized by Barack Obama with the Gulf Cooperation Council, will have important absences. Will be four monarchs who do not participate in the meeting wanted by the United States to reassure the Gulf monarchies about their perception on the disengagement that Washington seems to advance towards the region, dedicated to other priorities. In addition to the Sunni states worry, there are the growing contacts, judged as concessions on the nuclear issue, to Iran. What is feared most regards their increased importance in the Middle East by Iran, which appears to start at the exit from the isolation in which the country of Iran seemed doomed, for his anti-American policy and its intentions to develop technology Atomic. Contributing to the increased importance of Tehran were essentially two factors: the negotiations on the nuclear issue, involving the major powers of the world and put an end to the isolation of the diplomatic Shiite Islamic republic, their celebration, which presented not as Tehran one was uncompromising, but able to engage in a dialogue based on international relations and the results achieved, which sanctioned a victory for Iran, you start to see themselves recognized by the international community, with some exceptions, the right to develop nuclear technology for civilian purposes. This is preparatory to the end of economic sanctions, which means the presence at the scene of the economy and finance of an opponent with great potential, just against Gulf monarchies divided Iranian state also from a religious rivalry. Diplomatic aspect complements what did Iran on the ground military in containing the advance of the Islamic state, terrorist group of matrix Sunni, that has upset the behavior of the Islamic terrorist organizations, from a mode propaganda implemented through all attacks' exercise of sovereignty over a defined territory. For Washington this factor represented a threat that still has urgency in the need for its solution; but the conditions of Obama have always been only ones to fight the caliphate only with aircraft and strictly prohibit the use of American troops on the ground. The failure of military aviation, albeit important, has not filled the need of a presence on the ground, vacuum filled by Kurdish fighters accompanied by the Iranians. One reason for the cooling of relations between the US and the Gulf states has been the attitude of the latter in finance formations who then gave birth to the Islamic state, in order to weaken the Syrian regime and tear Syria to Iranian influence . The White House, in total contrast, was to encourage the training non-denominational, but this has not been, revealing a poor coordination of purpose and action among the countries of the Gulf and the Americans, traditionally allies. After the Islamic state has escaped the control of the lenders, Washington did not like the lack of commitment with which the Gulf monarchies have responded to US demands for a greater commitment. This whole scenario, in its complexity, has dismissed the Sunni countries of the Persian Gulf by the United States; However, Washington needs to recover a long-standing relationship, especially to continue to be a sort of balancing factor in the new arrangements that have become apparent in the Middle East. What chela White House must absolutely avoid is a direct comparison, based on religious factors, which do go down those geopolitical, involving the Gulf monarchies opposing Iran. For these reasons, it was organized the summit, which is to meet the need of the US to settle conflicts and develop a new vision for Middle East security. This requirement should be shared by the Sunni states of the Gulf, but the defections to the participation of leading figures reveals that the distance between the two sides is still substantial. A not to participate will be the King of Saudi Arabia, the Emir of Bahrain, the Sultan of Oman and the monarch of the United Arab Emirates. Only the leaders of Qatar and Kuwait will participate in person at the top. The four monarchs will be absent from several dignitaries, including Crown Prince and foreign ministers, but their absence is a clear signal of a live malaise against the foreign policy conducted by Obama in the region. It should also be said that the attitude of the Gulf monarchies towards developments in the Middle East appeared very unpreparedness to carry out the events. These nations have remained entrenched in traditional positions and have not been able to grasp the changes taking place on the international stage, the aim being defense almost to the bitter end of the status quo. The development of relations with Iran, for example, was not countered with improvised attempts to steal the Iranian influence on Syria, but it was necessary to deal with it from a different point of view, able to seize the opportunity to stabilize the region instead of entering new tools for altering the balance. Obama has not been a great president in foreign policy, but could offer sufficient guarantees to protect new forms of dialogue. The Gulf countries, have, however, chosen the opposite path and the Yemeni case proves it. Not that Iran has every reason, what is feared by the Gulf countries is understandable: if Tehran comes from isolation can really alter the regional balance, but this can happen only in a state of conflict exasperated; moreover the theocracy in Tehran and the Gulf monarchy, politically are very similar and this very strong similarity could help increase the current tense moment. Do not take this opportunity it leads Obama appears another tactical error, as ever at this time the US may represent the balance between the two sides, but they need all the help possible.
Cuatro jefes de estado árabes han abandonado la cumbre entre Estados Unidos y el Consejo de Cooperación del Golfo.
La cumbre organizada por Barack Obama con el Consejo de Cooperación del Golfo, tendrá ausencias importantes. Serán cuatro monarcas que no participan en la reunión buscado por Estados Unidos para tranquilizar a las monarquías del Golfo acerca de su percepción sobre la desvinculación de que Washington parece avanzar hacia la región, dedicado a otras prioridades. Además de los estados sunitas preocupan, están los contactos crecientes, juzgadas como concesiones sobre la cuestión nuclear, a Irán. Lo que se temía la mayoría se refiere a su creciente importancia en el Medio Oriente por parte de Irán, que parece comenzar en la salida del aislamiento en el que el país de Irán parecía condenada, por su política anti-estadounidense y sus intenciones para el desarrollo de la tecnología Atómica. Contribuyendo a la creciente importancia de Teherán fueron esencialmente dos factores: las negociaciones sobre la cuestión nuclear, con la participación de las grandes potencias del mundo y poner fin al aislamiento de la república islámica chiíta diplomática, su celebración, que no presenta como Teherán uno era inflexible, pero capaz de entablar un diálogo sobre la base de las relaciones internacionales y los resultados obtenidos, que sancionó una victoria para Irán, usted comienza a verse a sí mismos reconocidos por la comunidad internacional, con algunas excepciones, el derecho a desarrollar tecnología nuclear fines civiles. Esta es preparatoria para el final de las sanciones económicas, lo que significa la presencia en el escenario de la economía y las finanzas de un oponente con un gran potencial, sólo contra las monarquías del Golfo divididos estatal iraní también de una rivalidad religiosa. Aspecto Diplomática complementa lo hizo Irán en el ejército de tierra para contener el avance del estado islámico, grupo terrorista de matriz suní, que ha alterado el comportamiento de las organizaciones terroristas islámicas, de un modo de propaganda implementado a través de todos los ataques ' ejercicio de la soberanía sobre un territorio definido. Para Washington este factor representa una amenaza que todavía tiene urgencia en la necesidad de su solución; pero las condiciones de Obama han sido siempre únicos para luchar contra el califato solamente con aviones y estrictamente prohibir el uso de las tropas estadounidenses en el terreno. El fracaso de la aviación militar, aunque importante, no ha llenado la necesidad de una presencia sobre el terreno, ocupado por combatientes kurdos acompañados por los iraníes vacío. Una de las razones para el enfriamiento de las relaciones entre los EE.UU. y los países del Golfo ha sido la actitud de esta última en las formaciones de financiación que luego dieron origen al Estado islámico, con el fin de debilitar el régimen sirio y desgaste a Siria a la influencia iraní . La Casa Blanca, en total contraste, era fomentar la formación no confesional, pero esto no ha sido, revelando una mala coordinación de propósito y de acción entre los países del Golfo y los estadounidenses, tradicionalmente aliados. Después de que el Estado islámico ha escapado al control de los prestamistas, Washington no le gustaba la falta de compromiso con el que las monarquías del Golfo han respondido a las demandas de Estados Unidos de un mayor compromiso. Todo este escenario, en su complejidad, ha desestimado los países suníes del Golfo Pérsico por los Estados Unidos; Sin embargo, Washington necesita para recuperar una relación de larga data, especialmente para seguir siendo una especie de equilibrio factor en los nuevos arreglos que se han hecho evidentes en el Medio Oriente. Qué chela Casa Blanca debe evitar absolutamente es una comparación directa, basada en factores religiosos, que no bajan los geopolítico, con la participación de las monarquías del Golfo se oponen a Irán. Por estas razones, se organizó la cumbre, que es satisfacer la necesidad de los EE.UU. para resolver conflictos y desarrollar una nueva visión de la seguridad en Oriente Medio. Este requisito debe ser compartida por los estados sunitas del Golfo, pero las deserciones a la participación de las principales figuras revela que la distancia entre las dos partes sigue siendo sustancial. A no para participar será el rey de Arabia Saudita, el Emir de Bahrein, el sultán de Omán y el monarca de los Emiratos Árabes Unidos. Sólo los líderes de Qatar y Kuwait participarán en persona en la parte superior. Los cuatro monarcas estará ausente de varios dignatarios, entre ellos el príncipe heredero y ministros de relaciones exteriores, pero su ausencia es una clara señal de un malestar en directo en contra de la política exterior llevada a cabo por Obama en la región. También hay que decir que la actitud de las monarquías del Golfo hacia los acontecimientos en el Oriente Medio parecía muy falta de preparación para llevar a cabo los eventos. Estas naciones han permanecido atrincherado en posiciones tradicionales y no han sido capaces de captar los cambios que tienen lugar en la escena internacional, con el objetivo de defensa casi hasta el final de la situación actual. El desarrollo de las relaciones con Irán, por ejemplo, no fue contrarrestado con los intentos improvisados para robar la influencia iraní en Siria, pero que era necesario abordar desde un punto de vista diferente, capaz de aprovechar la oportunidad para estabilizar la región en lugar de introducir nuevas herramientas para alterar el equilibrio. Obama no ha sido un gran presidente en política exterior, pero podría ofrecer garantías suficientes para proteger a las nuevas formas de diálogo. Los países del Golfo, han, sin embargo, elegido el camino opuesto y el caso de Yemen demuestra. No es que Irán tiene toda la razón, lo que se teme por los países del Golfo es comprensible: si Teherán viene de aislamiento realmente puede alterar el equilibrio regional, pero esto sólo puede suceder en un estado de conflicto exasperado; además, la teocracia de Teherán y la monarquía del Golfo, políticamente son muy similares y esto muy fuerte similitud podría ayudar a aumentar el momento de tensión actual. No tome esta oportunidad que conduce Obama aparece otro error táctico, como siempre en este momento los EE.UU. puede representar el equilibrio entre las dos partes, pero que necesitan toda la ayuda posible.
Vier arabischen Staatsoberhäupter haben den Gipfel zwischen den Vereinigten Staaten und dem Golf-Kooperationsrat verlassen.
Der Gipfel von Barack Obama mit dem Golf-Kooperationsrat organisiert wird, haben wichtige Abwesenheiten. Vier Könige, die nicht in der Sitzung wollte von den Vereinigten Staaten, um die Golfmonarchien über ihre Wahrnehmung auf dem Rückzug, die Washington scheint gegenüber der Region voranzubringen, um andere Prioritäten gewidmet beruhigen teilnehmen können. Zusätzlich zu den sunnitischen Staaten Sorge, es gibt die wachsenden Kontakte, als Zugeständnisse in der Atomfrage beurteilt, in den Iran. Was wird am meisten gefürchteten hinsichtlich ihrer gestiegenen Bedeutung im Nahen Osten durch den Iran, die am Ausgang der Isolierung, in der das Land von Iran verkommen drohte, für seine anti-amerikanische Politik und ihre Absichten zu Technologie zu entwickeln beginnen erscheint Atomic. Beitrag zur gestiegenen Bedeutung von Teheran wurden im Wesentlichen zwei Faktoren: die Verhandlungen über die Atomfrage, an denen die Großmächte der Welt und hat ein Ende der Isolierung des diplomatischen schiitischen Islamischen Republik, die Feier, die nicht als Teheran vorgestellt einer kompromisslosen, aber in der Lage, in einen Dialog auf der Grundlage der internationalen Beziehungen zu engagieren und die erzielten Ergebnisse, die einen Sieg für den Iran sanktioniert war, starten Sie sehen sich von der internationalen Gemeinschaft anerkannt, mit einigen Ausnahmen, das Recht, Kerntechnik für Entwicklung zivile Zwecke. Dies ist in Vorbereitung auf das Ende der Wirtschaftssanktionen, die die Anwesenheit am Tatort der Wirtschaft und Finanzen des Gegners mit großem Potential bedeutet, nur gegen die Golfmonarchien unterteilt iranische Staat auch aus einer religiösen Rivalität. Diplomatic Aspekt ergänzt, was getan Iran auf dem Boden, die das Militär im Voraus des islamischen Staates, Terrorgruppe der Matrix Sunniten, die das Verhalten der islamischen Terrororganisationen aufgeregt hat, von einem Modus Propaganda durch alle Angriffe "implementiert Ausübung der Souveränität über einem festgelegten Gebiet. Für Washington dieser Faktor eine Bedrohung, die noch dringend in der Notwendigkeit ihrer Lösung; aber die Bedingungen von Obama schon immer einzigen, die das Kalifat nur mit Flugzeugen zu kämpfen und den Einsatz von US-Truppen auf dem Boden strikt verbieten. Das Scheitern der militärischen Luftfahrt, wenn auch wichtig, nicht die Notwendigkeit einer Präsenz vor Ort, Vakuum durch die kurdischen Kämpfer begleitet von den Iranern gefüllt. Ein Grund für die Abkühlung der Beziehungen zwischen den USA und den Golfstaaten hat sich die Haltung der letzteren in den Bereichen Finanzen Formationen, die dann gebar die islamischen Staat, um das syrische Regime zu iranischen Einfluss zu schwächen und Reiß Syrien . Das Weiße Haus, ganz im Gegensatz, war nicht-konfessionelle die Ausbildung zu fördern, aber dies war nicht auf, und ein schlechte Koordination von Zweck und Wirkung zwischen den Ländern der Golfregion und die Amerikaner, die traditionell Verbündeten. Nach dem islamischen Staat die Kontrolle über die Kreditgeber entkommen, hat Washington nicht, wie der Mangel an Engagement, mit dem die Golfmonarchien haben reagierte auf US-Forderungen nach einem stärkeren Engagement. Dieses ganze Szenario, in seiner Komplexität, hat die sunnitische Länder des Persischen Golfs von den Vereinigten Staaten entlassen; Allerdings muss, Washington, um eine langjährige Beziehung zu erholen, vor allem, auch weiterhin eine Art ausgleichender Faktor in den neuen Regelungen, die geworden sind, in den Nahen Osten hervor. Welche chela Weiße Haus unbedingt zu vermeiden, ist ein direkter Vergleich auf der Grundlage religiöser Faktoren, die Sie unten gehen jene geopolitischen unter Einbeziehung der Golfmonarchien gegenüberliegenden Iran. Aus diesen Gründen wurde der Gipfel, der die Notwendigkeit der US um Konfliktbeilegung und Entwicklung einer neuen Vision für die Sicherheit im Nahen Osten zu treffen ist organisiert. Diese Anforderung sollte durch die sunnitische Staaten des Gulf geteilt werden, aber die Überläufer, um die Teilnahme der führenden Figuren zeigt, dass der Abstand zwischen den beiden Seiten ist immer noch beträchtlich. Ein nicht zu beteiligen wird der König von Saudi-Arabien, der Emir von Bahrain, der Sultan von Oman und der Monarch von den Vereinigten Arabischen Emiraten werden. Nur die Führer der Qatar und Kuwait werden in Person an der Spitze zu beteiligen. Die vier Monarchen wird von mehreren Würdenträger, darunter Kronprinz und Außenminister abwesend sein, aber ihre Abwesenheit ist ein klares Signal von einer Live-Unwohlsein gegen die von Obama in der Region durchgeführt, die Außenpolitik. Es sollte auch gesagt werden, dass die Haltung der Golfmonarchien zu Entwicklungen im Nahen Osten schien sehr mangelnde Vorbereitung für die Durchführung der Veranstaltungen. Diese Nationen haben verschanzt in traditionellen Positionen blieb und nicht in der Lage, um die Veränderungen, die sich auf internationaler Ebene mit dem Ziel, Verteidigung fast bis zum bitteren Ende des Status quo zu erfassen. Die Entwicklung der Beziehungen zum Iran, zum Beispiel, wurde nicht mit improvisierten Versuche, das iranische Einfluss auf Syrien zu stehlen, konterte, aber es war notwendig, damit aus einem anderen Blickwinkel zu behandeln, in der Lage, die Möglichkeit, die Region zu stabilisieren ergreifen anstatt der Eingabe neue Werkzeuge zur Veränderung der Balance. Obama war nicht ein großer Präsident in der Außenpolitik, aber konnte die hinreichende Garantien bieten, um neue Formen des Dialogs zu schützen. Die Golfstaaten haben jedoch den umgekehrten Weg gewählt und die jemenitische Fall beweist es. Nicht, dass Iran hat allen Grund, was mit den Golfstaaten befürchten, ist verständlich: wenn Teheran kommt von Isolation können die regionale Ausgewogenheit wirklich verändern, aber dies kann nur in einem Zustand des Konflikts erbittert geschehen; Darüber hinaus ist die Theokratie in Teheran und den Golf Monarchie politisch sehr ähnlich sind und diese sehr starke Ähnlichkeit könnte dazu beitragen, die derzeitigen angespannten Moment. Diese Gelegenheit nutzen, Sie nicht es führt Obama erscheint eine weitere taktische Fehler, wie immer zu dieser Zeit die USA können die Balance zwischen den beiden Seiten zu vertreten, aber sie alle Hilfe brauchen können.
Quatre chefs d'Etat arabes ont déserté le sommet entre les États-Unis et le Conseil de coopération du Golfe.
Le sommet organisé par Barack Obama avec le Conseil de coopération du Golfe, aura absences importantes. Sera
quatre monarques qui ne participent pas à la réunion recherché par les
Etats-Unis pour rassurer les monarchies du Golfe sur leur perception sur
le désengagement que Washington semble avancer vers la région, consacré
à d'autres priorités. En
plus des Etats sunnites inquiètent, il ya les contacts croissants,
jugés comme des concessions sur la question nucléaire, à l'Iran. Ce
qui est le plus redouté ce qui concerne leur importance croissante au
Moyen-Orient par l'Iran, qui semble commencer à la sortie de l'isolement
dans lequel le pays d'Iran semblait condamnée, pour sa politique
anti-américaine et de ses intentions de développer la technologie atomique. Contribuent
à l'importance accrue de Téhéran ont été essentiellement de deux
facteurs: les négociations sur la question nucléaire, impliquant les
grandes puissances du monde et mettre fin à l'isolement de la république
islamique chiite diplomatique, leur célébration, qui a présenté non pas
comme Téhéran on
était sans compromis, mais en mesure d'engager un dialogue fondé sur
les relations internationales et les résultats obtenus, qui sanctionnait
une victoire pour l'Iran, vous commencez à voir eux-mêmes reconnu par
la communauté internationale, à quelques exceptions près, le droit de
développer la technologie nucléaire à des fins civiles. Ceci
est préparatoire à la fin des sanctions économiques, ce qui signifie la
présence sur les lieux de l'économie et des finances d'un adversaire
avec un grand potentiel, juste contre monarchies du Golfe divisés Etat
iranien aussi d'une rivalité religieuse. Aspect
diplomatique complète ce que fait l'Iran sur l'armée de terre pour
contenir l'avancée de l'Etat islamique, groupe terroriste sunnite de la
matrice, qui a bouleversé le comportement des organisations terroristes
islamiques, d'une propagande de mode mis en œuvre par toutes les
attaques " l'exercice de la souveraineté sur un territoire défini. Pour Washington ce facteur représentait une menace qui a encore l'urgence de la nécessité de sa solution; mais
les conditions de Obama ont toujours été seuls à lutter contre le
califat seulement avec des avions et strictement interdire l'utilisation
de troupes américaines sur le terrain. L'échec
de l'aviation militaire, bien qu'importante, n'a pas rempli la
nécessité d'une présence sur le terrain, sous vide rempli par des
combattants kurdes accompagnés par les Iraniens. Une
raison pour le refroidissement des relations entre les Etats-Unis et
les pays du Golfe a été l'attitude de ce dernier dans des formations de
la finance qui a ensuite donné naissance à l'Etat islamique, afin
d'affaiblir le régime syrien et arracher la Syrie à l'influence
iranienne . La
Maison Blanche, en total contraste, était d'encourager la formation non
confessionnelle, mais cela n'a pas été, révélant une mauvaise
coordination de but et d'action entre les pays du Golfe et les
Américains, traditionnellement alliés. Après
l'Etat islamique a échappé au contrôle des prêteurs, Washington n'a pas
aimé le manque d'engagement avec laquelle les monarchies du Golfe ont
répondu à l'exigence américaine d'un plus grand engagement. Ce scénario, dans sa complexité, a rejeté les pays sunnites du Golfe Persique par les États-Unis; Cependant,
Washington a besoin de récupérer une relation de longue date, en
particulier de continuer à être une sorte de facteur d'équilibre dans
les nouveaux arrangements qui sont apparues dans le Moyen-Orient. Qu'est-ce
que Chela Maison Blanche doit absolument éviter est une comparaison
directe, basée sur des facteurs religieux, qui ne descendent ceux
géopolitique, impliquant les monarchies du Golfe opposés Iran. Pour
ces raisons, il a été organisé le sommet, qui est de répondre aux
besoins des Etats-Unis pour régler les conflits et de développer une
nouvelle vision de la sécurité au Moyen-Orient. Cette
exigence devrait être partagée par les Etats sunnites du Golfe, mais
les défections à la participation des figures de proue révèle que la
distance entre les deux parties est encore importante. A ne pas participer sera le roi d'Arabie saoudite, l'émir de Bahreïn, le Sultan d'Oman et le monarque des Émirats arabes unis. Seuls les dirigeants du Qatar et le Koweït vont participer en personne au sommet. Les
quatre monarques seront absents de plusieurs dignitaires, dont le
prince héritier et de ministres des Affaires étrangères, mais leur
absence est un signal clair d'un malaise en direct contre la politique
étrangère menée par Obama dans la région. Il
faut dire aussi que l'attitude des monarchies du Golfe à l'égard des
développements au Moyen-Orient est apparu très impréparation pour
effectuer les événements. Ces
nations sont restées ancrées dans des positions traditionnelles et ont
pas été en mesure de saisir les changements qui se produisent sur la
scène internationale, le but étant de défense presque jusqu'à la fin
amère du statu quo. Le
développement des relations avec l'Iran, par exemple, n'a pas été
répliqué avec tentatives improvisées pour voler l'influence iranienne
sur la Syrie, mais il était nécessaire de traiter avec elle d'un point
de vue différent, capable de saisir l'opportunité de stabiliser la
région au lieu d'entrer de nouveaux outils pour modifier l'équilibre. Obama
n'a pas été un grand président dans la politique étrangère, mais
pourrait offrir des garanties suffisantes pour protéger de nouvelles
formes de dialogue. Les pays du Golfe, ont toutefois choisi la voie opposée et le cas yéménite prouve. Non
pas que l'Iran a toutes les raisons, ce qui est redouté par les pays du
Golfe est compréhensible: si Téhéran vient de l'isolement peut vraiment
modifier l'équilibre régional, mais cela peut se produire que dans un
état de conflit exaspéré; outre
la théocratie de Téhéran et de la monarchie du Golfe, politiquement
sont très semblables et cette très forte similitude pourrait contribuer à
accroître le moment de tension actuelle. Ne
prenez pas cette occasion elle conduit Obama apparaît une autre erreur
tactique, comme toujours en ce moment aux États-Unis peut représenter
l'équilibre entre les deux côtés, mais ils ont besoin de toute l'aide
possible.
Quatro cabeças de estado árabes abandonaram a cimeira entre os Estados Unidos eo Conselho de Cooperação do Golfo.
A cúpula organizada por Barack Obama com o Conselho de Cooperação do Golfo, terá ausências importantes. Serão quatro monarcas que não participam na reunião procurado pelos Estados Unidos para tranquilizar as monarquias do Golfo sobre a sua percepção sobre o desengajamento que Washington parece avançar em direção à região, dedicada a outras prioridades. Além dos Estados sunitas se preocupe, existem os contatos crescentes, julgados como concessões sobre a questão nuclear, o Irã. O que é mais temia que respeita à sua importância crescente no Oriente Médio pelo Irã, que parece começar na saída do isolamento em que o país de Irã parecia condenado, por sua política anti-americana e suas intenções para desenvolver tecnologia Atómica. Contribuindo para o aumento da importância do Teerã foram essencialmente dois factores: as negociações sobre a questão nuclear, envolvendo as principais potências do mundo e pôr fim ao isolamento da República Islâmica xiita diplomática, a sua celebração, que não apresentados como Teerã um era intransigente, mas capaz de se envolver em um diálogo baseado em relações internacionais e os resultados alcançados, que sancionou uma vitória para o Irã, você começa a ver-se reconhecido pela comunidade internacional, com algumas exceções, o direito de desenvolver tecnologia nuclear para fins civis. Este é preparatória para o fim das sanções econômicas, o que significa a presença na cena do crime da economia e das finanças de um adversário com grande potencial, apenas contra monarquias do Golfo dividido estatal iraniana também de uma rivalidade religiosa. Aspecto diplomático complementa o que fez o Irão sobre a militar em solo contendo o avanço do Estado Islâmico, grupo terrorista de matriz sunita, que tem perturbado o comportamento das organizações terroristas islâmicas, a partir de um modo de propaganda executado através de todos os ataques ' exercício da soberania sobre um território definido. Para Washington este fator representou uma ameaça que ainda tem urgência na necessidade de sua solução; mas as condições de Obama sempre foram únicos para lutar contra o califado somente com aeronaves e proíbem o uso de tropas americanas no terreno. O fracasso da aviação militar, embora importante, não preencheu a necessidade de uma presença no terreno, vácuo preenchido por combatentes curdos acompanhados pelos iranianos. Uma das razões para o esfriamento das relações entre os EUA e os países do Golfo tem sido a atitude desta última em formações de finanças que depois deram origem ao Estado islâmico, a fim de enfraquecer o regime sírio e rasgar a Síria a influência iraniana . A Casa Branca, em total contraste, era incentivar a formação não-denominacional, mas isso não tem sido, revelando uma coordenação pobre de propósito e ação entre os países do Golfo e os norte-americanos, tradicionalmente aliados. Depois que o estado islâmico escapou do controle dos credores, Washington não gostou da falta de empenho com que as monarquias do Golfo têm respondido a US exige um maior compromisso. Todo este cenário, em sua complexidade, rejeitou os países sunitas do Golfo Pérsico pelos Estados Unidos; No entanto, Washington precisa para se recuperar um relacionamento de longa data, especialmente para continuar a ser uma espécie de fator de equilíbrio nas novas disposições que se tornaram aparentes no Oriente Médio. O que quela Casa Branca deve evitar absolutamente é uma comparação direta, com base em fatores religiosos, que não descem aqueles geopolítica, envolvendo as monarquias do Golfo opostas Irã. Por estas razões, foi organizada a cimeira, que é para atender a necessidade de os EUA para resolver os conflitos e desenvolver uma nova visão para a segurança no Médio Oriente. Esta exigência deve ser partilhada pelos Estados sunitas do Golfo, mas as deserções para a participação de figuras de destaque revela que a distância entre os dois lados ainda é substancial. A não participar será o rei da Arábia Saudita, o Emir do Bahrein, o sultão de Omã e do monarca dos Emirados Árabes Unidos. Apenas os líderes do Qatar e Kuwait vai participar pessoalmente no topo. Os quatro monarcas estará ausente de vários dignitários, incluindo o príncipe herdeiro e ministros das Relações Exteriores, mas sua ausência é um sinal claro de um mal-estar viva contra a política externa conduzida por Obama na região. Também deve ser dito que a atitude das monarquias do Golfo em direção desenvolvimentos no Médio Oriente apareceu muito despreparo para a realização dos eventos. Estas nações permaneceram entrincheirados em posições tradicionais e não foram capazes de compreender as mudanças que estão ocorrendo no cenário internacional, com o objectivo de defesa quase até o fim do status quo. O desenvolvimento das relações com o Irão, por exemplo, não foi combatida com tentativas improvisadas de roubar a influência iraniana sobre a Síria, mas era necessário para lidar com ele a partir de um ponto de vista diferente, capaz de aproveitar a oportunidade para estabilizar a região em vez de introduzir novas ferramentas para alterar o equilíbrio. Obama não tem sido um grande presidente em política externa, mas poderia oferecer garantias suficientes para proteger novas formas de diálogo. Os países do Golfo, têm, no entanto, escolheu o caminho oposto e caso iemenita comprova isso. Não que o Irã tem toda a razão, o que é temido pelos países do Golfo é compreensível: se Teerã vem de isolamento pode realmente alterar o equilíbrio regional, mas isso só pode acontecer em um estado de conflito exasperado; além disso, a teocracia em Teerã ea monarquia do Golfo, politicamente são muito semelhantes e esta muito forte semelhança poderia ajudar a aumentar o momento tenso atual. Não aproveitar esta oportunidade que leva Obama aparece outro erro tático, como sempre, neste momento os EUA podem representar o equilíbrio entre os dois lados, mas eles precisam de toda a ajuda possível.
Iscriviti a:
Post (Atom)