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mercoledì 19 agosto 2015
تركيا مهددة من قبل الدولة الإسلامية
شريط فيديو للدولة الإسلامية يضع تركيا في المركز من هجوم وسائل الإعلام، الأمر الذي يجعل أنقرة الهدف الجديد للخلافة. الاتهامات
ضد الحكومة والرئيس التركي أردوغان، التي هي تعبير عن حزب إسلامي، وإن كان
معتدلا، هي في وجود ديمقراطية الخلط بين الإسلام، لتعزيز العلمانية ولقد
ساعدت الولايات المتحدة، وتوفير قاعدة جوية من التي بدأت الضربات الجوية ضد الخلافة. هذه الرسوم تمثل تغييرا جوهريا في موقف جزءا من الدولة الإسلامية في تركيا، والتي، حتى الآن، قد تم تجاهلها من قبل تصريحات الخلافة. الآن، على العكس من ذلك، في برامج الإرهابيين سيفوز البلاد أن يقدم إلى سيادة الدولة الإسلامية. هذه
التهديدات ليست بالطبع قابلة للتحقيق مع المواجهة العسكرية التقليدية
والقوات المسلحة التركية هي من بين الأكثر مجهزة تجهيزا في المنطقة، وذلك
في حالة وجود تعارض سيكون من السهل بسبب قوى الخلافة. أكثر
خطورة هي الطريقة التي بدأت الإسلاميين بالفعل على المشي مع هجوم بقنبلة
في الأسابيع الأخيرة: تركيا يمكن أن تكون عرضة للنفذت هجمات إرهابية من قبل
خلايا عدد قليل من الناس أو حتى العناصر الفردية، من المستحيل عمليا لمنع.
ان
الحقد على دولة إسلامية يكون راجعا إلى تغير موقف تركيا، التي وقعت على
الضغوط الأمريكية، والتي أسفرت عن عمليات جوية على محطات العمل للخلافة. لكن
إذا كان هذا يبدو أن سبب وقوع، والنفور من الخلافة يمكن أن تنجم عن نوع من
الخيانة أن أنقرة قد ارتكبت الدولة الإسلامية، بعد مستدامة في تدريبه في
وقت مبكر، ومعظم لأسباب فعال، وهذا لشركة الدعم. أنقرة
تأمل في المناورة الميليشيات التي أنجبت الخلافة، على أمل إسقاط الأسد
والنظام السوري ومحاربة الأكراد، وغالبا ما يحددها رئيس الدولة أردوغان
الإسلامية أكثر خطرا على أمن تركيا. لتعزيز
هذه الأطروحة هناك أيضا تهديدات إلى عهد منزل المملكة، والتي، في البداية،
قد تصرف الخلافة الحقيقية بطريقة مشابهة للحكومة التركية. تهديد
الدولة الإسلامية أيضا يمثل هزيمة تكتيكية لتركيا، التي تخاطر بفقد فرصة
السلام مع الأكراد ويتعرض الآن لخطر حقيقي من الإرهاب الإسلامي، ثم هاجمت
على جبهتين. تهديد
للدولة الإسلامية، أيضا، لا يأتي فقط من الخارج، وفقا لبعض التقديرات فإن
المتعاطفين التركي للدولة الإسلامية أن يكون جيدا لنقطة واحدة ثلاثة في
المئة من السكان والمقاتلين من تركيا، التحق في صفوف الخلافة سيكون لها بعض
الآلاف. للدولة
الإسلامية المنظمة، وتمثل هذه البيانات أفضل القيم في منظور المسجلين
الجدد أو على الأقل خلق حالة من صالح نحو التطرف الإسلامي في تركيا،
والباقي من العمل السياسي لأردوغان، الذي أسس سلطته السياسية الخاصة المزج
بين السياسة والدين، يملك في المعنى، أعدت والإحسان، والواردة لحسن الحظ،
أن الخلافة من الجزء الاجتماعي أكثر ميلا لرؤية نرحب التسلل من التعاليم
الدينية في المجال السياسي. الخطأ
أردوغان، سواء في السياسة الخارجية، والتي واحد الداخلي، كان لتكون قادرة
على السيطرة، وبطريقة معينة لإدارة، هذه الدوائر المتطرفة. ونتيجة
لذلك، فضلا عن السلوك السياسي الليبرالي الذي دفع البلاد إلى الوراء في
التاريخ، وقد تم إخضاع تركيا لخطر الإرهاب أكثر خطورة بكثير مما الكردية،
والتي يمكن أن توصل إلى اتفاق سلام. الحدث الذي لا يبدو ممكنا مع الدولة الإسلامية، والتي، حتى الآن، لم تتصالح مع أي شخص. أردوغان
خطر حقيقي من أن يجدوا أنفسهم في مثل هذه مسدود، من الذي يمكن الخروج أو
التخلي عن السلطة أو رفع الدولة العلمانية، من أجل تعزيز المجتمع التركي ضد
التطرف الديني والبحث عن السلام مع الأكراد أن يكون الخصم واحد على الأقل
أقل . هذه
هي أيضا أساس للسماح تركيا لاستئناف توقف مع أوروبا، التي كانت تلك بداية
لتوسيع الحقوق المدنية، التي فضلت تعاطف نحو الأصولية الإسلامية عدم تطوير
التطبيقات.
L'emergenza immigrazione ha bisogno di soluzioni coordinate
La crisi dell’emigrazione verso l’Europa registra nuovi record di arrivi. Il solo dato di luglio 2015, parla di 107.500 immigrati entrati nell’Unione Europea, che costituiscono una gran pare del totale degli arrivi dell’anno in corso stimati in circa 340.000 unità, un valore che ha già abbondantemente superato il totale del 2014 che era di circa 280.00 arrivi. Da qui alla fine dell’anno, quindi, il dato è destinato ad aumentare ancora, soprattutto nel periodo che resta dell’estate e nelle prime settimane di autunno. Le proporzioni dei flussi migratori, tuttavia, potevano essere largamente previste e, di conseguenza, creare i presupposti per una strategia globale per affrontare il problema. Al contrario si è lasciata la gestione, soprattutto dal punto di vista umanitario, ai soli paesi di confine, soprattutto, Grecia, Italia ed Ungheria, che sono considerati dai migranti soltanto punti di approdo in Europa per poi dirigersi verso altre mete, maggiormente situate nei pesi del nord Europa. La questione è quindi delicata, i paesi frontalieri stanno lavorando principalmente per altre nazioni, che non collaborano all’accoglienza dei migranti, diretti proprio verso questi paesi. In sostanza, per i migranti, i paesi che costituiscono la frontiera dell’Unione Europea, sono soltanto una sorta di corridoi umanitari, che devono permettergli di raggiungere le mete desiderate, quindi Grecia, Italia ed Ungheria avrebbero sostanzialmente preso in carico un problema non loro. Vista con questa ottica la questione dell’accoglienza degli immigrati cambia radicalmente e dovrebbe obbligare ad una maggiore collaborazione dei paesi del nord con quelli che costituiscono le frontiere europee. Per ora l’approccio non è stato di questo tipo e, probabilmente, se la competenza territoriale fosse dei paesi del nord Europa, si assisterebbe a soluzioni del tipo di quella praticata dagli ungheresi, impostata in maniera più repressiva che umanitaria, al contrario di quanto messo in atto, tra enormi difficoltà, da Grecia ed Italia, che hanno puntato sulla risoluzione delle situazioni più immediate, dando la priorità al salvataggio delle vite umane, dovendo poi affrontare costi economici e sociali per la gestione diretta dei migranti. Ma il progetto, che deve essere necessariamente elaborato con il coinvolgimento delle Nazioni Unite, deve avere una prospettiva che sappia andare aldilà della sola emergenza. Le prospettive non possono che essere di una previsione che contempla un aumento esponenziale del movimento migratorio dovuto a cause diverse, ma che hanno bisogno di un progetto quasi unitario per essere, almeno, parzialmente risolte. L’incidenza delle guerre ha alzato certamente il numero di coloro che fuggono da teatri oggetto di operazioni belliche, ma questi conflitti sono intimamente legati con l’emergenza del terrorismo, che non è certo iniziata ieri. Anche coloro che vengono definiti migranti economici, fuggono da situazioni di povertà endemica, dove, in molti casi, sono presenti situazioni di carestia, spesso provocate, oltre che dai cambiamenti climatici, dall’esasperazione religiosa, trasformata in radicalismo militare. La mancata azione delle grandi potenze e delle Organizzazioni Internazionali preposte a sovrintendere a questi fenomeni, è responsabile della mancanza di un piano organico capace di andare oltre la gestione delle emergenze, che, tra l’altro, è stata fatta sovente in maniera superficiale. In questo contesto l’Unione Europea paga concretamente l’assenza di un coordinamento politico efficace e della mancanza della previsione degli scenari futuri, che si stanno attualmente verificando. Il fatto negativo è che non sembra che Bruxelles sappia trarre una lezione dall’emergenza immigrazione e lasci che i paesi membri procedano in ordine sparso, soprattutto secondo quanto dettato dalle esigenze elettorali interne. Tuttavia occorre un atteggiamento contrario, che necessita di un apporto diplomatico notevole, capace di coinvolgere paesi come gli USA, la Cina e la Russia, per risolvere le guerre in corso, anche con interventi diretti e favorisca investimenti in grado di assicurare stabilità politica ed economica in luoghi attraversati dagli sconvolgimenti che causano le migrazioni. Si tratta di un processo non breve, ma che è necessario iniziare al più presto e dove le Nazioni Unite devono farsi carico di un ruolo di impulso oltre che di coordinamento.
The immigration crisis needs coordinated solutions
The crisis of emigration to Europe registered new records of arrivals. The
only since July 2015, speaks of 107,500 immigrants entered the EU,
which constitute a large seems the total arrivals of the year estimated
at about 340,000 units, a value that has already far exceeded the total
of 2014 that was approximately 280.00 arrivals. From
now until the end of the year, therefore, the figure is expected to
rise again, especially during the summer and remains in the first weeks
of autumn. The
proportions of migration flows, however, could be widely provided and,
therefore, create the conditions for a comprehensive strategy to address
the problem. Instead
it is left to the management, especially from the humanitarian point of
view, only to border countries, especially Greece, Italy and Hungary,
which are considered by migrants only landing points in Europe before
heading to other destinations, mostly located in weights of northern Europe. The
issue is so sensitive, the bordering countries are working primarily
for other nations do not cooperate reception of migrants, directed
precisely towards these countries. Basically,
for the migrants, the countries that make up the border of the European
Union, are only a kind of humanitarian corridors, which should allow it
to achieve the desired goals, then Greece, Italy and Hungary have
substantially taken over a problem not theirs . With
this point of view the question of welcoming immigrants and radically
changes should require a greater cooperation of the countries of the
north with those that make up Europe's borders. For
now, the approach has not been like this and, probably, if the local
jurisdiction was the countries of northern Europe, this could mean to
solutions of the kind practiced by the Hungarians, set in a more
repressive humanitarian, contrary to what put
in place, among huge difficulties, to Greece and Italy, which have
focused on solving the most urgent situations, giving priority to saving
human lives, then having to deal with economic and social costs for the
direct management of migrants. But
the project, which has to be developed with the involvement of the
United Nations must have a perspective that knows how to go beyond the
emergency only. The
outlook can only be an estimate containing an exponential increase in
the migratory movement due to various causes, but who need a project
almost unit to be at least partially resolved. The
incidence of war has certainly raised the number of those fleeing
theaters object of military operations, but these conflicts are closely
linked with the emergence of terrorism, which is certainly started
yesterday. Even
those who are called economic migrants, fleeing situations of endemic
poverty, which, in many cases, there are situations of famine, often
caused not only by climate change, religious exasperation, turned into
military radicalism. The
inaction of the great powers and international organizations in charge
of overseeing these phenomena, is responsible for the lack of a
comprehensive plan that goes beyond emergency management, which, among
other things, has been made often in a superficial way. In
this context, the EU is paying concretely the absence of effective
policy coordination and lack of foresight of future scenarios, which are
currently experiencing. The
bad thing is that it seems that Brussels knows how to draw a lesson
from emergency immigration and let the member countries to proceed in
order, especially as dictated by the needs internal election. However
it must be a contrary attitude, which requires a considerable
contribution diplomat, able to involve countries like the US, China and
Russia, to resolve the ongoing wars, also with direct interventions and
promotes investments that can ensure political and economic stability in places visited by the upheavals that cause migration. It
is a process not short, but you need to start as soon as possible and
where the United Nations should take on a role in driving as well as
coordination.
La crisis de inmigración necesita soluciones coordinadas
La crisis de la emigración a Europa registrado nuevos récords de llegadas. El
único desde julio de 2015, habla de 107.500 inmigrantes entraron en la
UE, que constituyen una gran parece las llegadas totales del año se
estima en alrededor de 340.000 unidades, un valor que ya ha superado con
creces el total de los 2.014 que era aproximadamente 280.00 llegadas. A
partir de ahora hasta el final del año, por lo tanto, se espera que la
cifra aumente de nuevo, especialmente durante el verano y se mantiene en
las primeras semanas de otoño. Las
proporciones de los flujos migratorios, sin embargo, podrían ser
ampliamente proporcionan y, por lo tanto, a crear las condiciones para
una estrategia integral para abordar el problema. En
su lugar, se deja a la gestión, sobre todo desde el punto de vista
humanitario, sólo a los países fronterizos, especialmente Grecia, Italia
y Hungría, que son considerados por los migrantes solamente aterrizaje
puntos en Europa antes de dirigirse a otros destinos, en su mayoría
ubicados en pesos del norte de Europa. La
cuestión es tan sensible, los países limítrofes están trabajando
principalmente para otras naciones no cooperan recepción de migrantes,
dirigida precisamente hacia estos países. Básicamente,
los migrantes, los países que conforman la frontera de la Unión
Europea, sólo son una especie de corredores humanitarios, lo que debería
permitir alcanzar los objetivos deseados, a continuación, Grecia,
Italia y Hungría han tomado sustancialmente en un problema no de ellos . Con
este punto de vista la cuestión de los inmigrantes acogedoras y cambia
radicalmente debería requerir una mayor cooperación de los países del
norte con los que conforman las fronteras de Europa. Por
ahora, el enfoque no ha sido así y, probablemente, si la jurisdicción
local fueron los países del norte de Europa, esto podría significar que
las soluciones del tipo practicado por los húngaros, situado en una más
represivo humanitaria, al contrario de lo puesto
en marcha, entre enormes dificultades, a Grecia e Italia, que se han
centrado en la resolución de las situaciones más urgentes, dando
prioridad a salvar vidas humanas, a continuación, tener que lidiar con
los costos económicos y sociales para la gestión directa de los
migrantes. Pero
el proyecto, que tiene que ser desarrollado con la participación de las
Naciones Unidas deben tener una perspectiva que sabe cómo ir más allá
de sólo el de emergencia. El
panorama no puede ser sino un cálculo que contiene un aumento
exponencial en el movimiento migratorio debido a diversas causas, pero
que necesitan un proyecto casi unidad a ser al menos parcialmente
resuelto. La
incidencia de la guerra, sin duda ha elevado el número de esos teatros
que huyen objeto de las operaciones militares, pero estos conflictos
están estrechamente vinculados con la aparición del terrorismo, que sin
duda se inició ayer. Incluso
aquellos que son llamados migrantes económicos, huyendo de situaciones
de pobreza endémica, que, en muchos casos, no son situaciones de
hambruna, a menudo, no es causada solamente por el cambio climático, la
exasperación religiosa, se convirtió en el radicalismo militar. La
falta de acción de las grandes potencias y de las organizaciones
internacionales encargadas de la supervisión de estos fenómenos, es
responsable de la falta de un plan integral que va más allá de la
gestión de emergencias, que, entre otras cosas, se ha hecho a menudo de
una manera superficial. En
este contexto, la UE está pagando concretamente la ausencia de
coordinación de políticas eficaces y la falta de previsión de escenarios
futuros, que actualmente están experimentando. Lo
malo es que parece que Bruselas sabe sacar una lección de la
inmigración de emergencia y dejar que los países miembros para que
procedan en orden, especialmente en lo dictado por las necesidades de
las elecciones internas. Sin
embargo, debe ser una actitud contraria, que requiere una considerable
contribución diplomático, capaz de implicar a países como los EE.UU.,
China y Rusia, para resolver las guerras en curso, también con
intervenciones directas y promueve las inversiones que puedan garantizar
la estabilidad política y económica en los lugares visitados por los trastornos que causan la migración. Es
un proceso que no corta, pero hay que empezar tan pronto como sea
posible y en que las Naciones Unidas deben asumir un papel en la
conducción, así como la coordinación.
Die Einwanderungskrise braucht abgestimmte Lösungen
Die Krise der Auswanderung nach Europa registriert neue Datensätze der Ankünfte. Die
erst seit Juli 2015, spricht von 107.500 Einwanderer in die EU, die
eine große scheint die Gesamt Ankünfte der bei etwa 340.000 Einheiten
geschätzt Jahr bilden, einen Wert, der schon weit die Gesamt 2014, das
war überschritten hat ca. 280.00 Ankünfte. Von
jetzt an bis zum Ende des Jahres, also die Zahl wird voraussichtlich
vor allem im Sommer wieder zu steigen, und bleibt in den ersten Wochen
des Herbstes. Die
Anteile der Migrationsströme könnten jedoch weithin zur Verfügung
gestellt werden und damit die Voraussetzungen für eine umfassende
Strategie zur Lösung des Problems. Stattdessen
ist es dem Management überlassen wird, vor allem von der humanitären
Standpunkt aus, die ausschließlich Grenzländern, insbesondere
Griechenland, Italien und Ungarn, die von den Migranten nur Landepunkten
in Europa, bevor sie zu anderen Reisezielen berücksichtigt werden, vor
allem in sich Gewichten von Nordeuropa. Das
Thema ist so empfindlich, die Anrainerstaaten sind in erster Linie der
Arbeit für andere Nationen nicht kooperieren Aufnahme von Migranten,
gerade gegenüber diesen Ländern gerichtet. Grundsätzlich
für die Migranten, die Länder, aus denen die Grenze der Europäischen
Union, sind nur eine Art von humanitärer Korridore, die es erlauben
sollte, um die gewünschten Ziele, dann Griechenland, Italien und Ungarn
haben sich im wesentlichen über ein Problem, nicht die ihrigen gemacht
zu erreichen . Mit
diesem Standpunkt aus die Frage der Aufnahme von Immigranten und
radikal ändert sollten eine stärkere Zusammenarbeit der Länder des
Nordens mit denen, die die Grenzen Europas zu machen müssen. Denn
jetzt hat die Vorgehensweise nicht so gewesen und wahrscheinlich, wenn
die örtliche Zuständigkeit war die nordeuropäischen Ländern, könnte dies
zu Lösungen von der Art, von den Ungarn praktiziert wird, in einer
repressiven humanitären, entgegen gesetzt, was bedeutet, in
Kraft gesetzt, unter großen Schwierigkeiten, nach Griechenland und
Italien, die auf die Lösung der dringendsten Situationen, und zwar
vorrangig Rettung von Menschenleben konzentriert, dann mit, um mit
wirtschaftlichen und sozialen Kosten für die direkte Verwaltung von
Migranten beschäftigen. Aber
das Projekt, das hat mit der Beteiligung der Vereinten Nationen müssen
eine Perspektive, die weiß, wie man darüber hinaus nur der Not gehen
entwickelt werden. Der
Ausblick ist nur eine Schätzung, die einen exponentiellen Anstieg der
Wanderungsbewegung aufgrund verschiedener Ursachen, aber wer ein Projekt
benötigen fast Einheit zu sein, zumindest teilweise gelöst. Die
Inzidenz des Krieges hat sicherlich erhöht die Anzahl dieser Flucht
Theatern Objekt der militärischen Operationen, aber diese Konflikte sind
eng mit der Entstehung des Terrorismus, die sicherlich gestartet
gestern verbunden. Selbst
diejenigen, die berufen sind Wirtschaftsmigranten, auf der Flucht
Situationen der endemische Armut, die in vielen Fällen gibt es
Situationen, der Hungersnot, die oft nicht nur durch den Klimawandel,
religiöse Erbitterung hervorgerufen, verwandelte sich in militärischen
Radikalismus. Die
Untätigkeit der Großmächte und internationale Organisationen zuständig
für die Aufsicht über diese Phänomene ist das Fehlen eines umfassenden
Plans, die über Notfallmanagement, die unter anderem, wurde oft in einer
oberflächlichen Weise hergestellt geht verantwortlich. In
diesem Zusammenhang wird die EU konkret die Zahlung der Abwesenheit von
wirksamen Koordinierung der Politik und Mangel an Voraussicht von
Zukunftsszenarien, die derzeit erleben. Das
Schlimme ist, dass es scheint, dass Brüssel weiß, wie man eine Lehre
aus Not Einwanderung zu ziehen und lassen Sie die Mitgliedsländer, um
fortzufahren, zumal von den Bedürfnissen interner Wahl diktiert. Allerdings
muss es ein Widerspruch Haltung, die einen erheblichen Beitrag Diplomat
erfordert, in der Lage, beinhalten Ländern wie den USA, China und
Russland, um die laufenden Kriege, auch bei direkten Interventionen
lösen und fördert Investitionen, die politische und wirtschaftliche
Stabilität gewährleisten kann an Orten, die von den Umwälzungen, die Migration verursachen besucht. Es
ist ein Prozess nicht kurz, aber Sie müssen so schnell wie möglich und
in dem die Vereinten Nationen sollten auf einer Rolle bei der
Vertreibung sowie Koordination nehmen zu starten.
La crise de l'immigration a besoin de solutions coordonnées
La crise de l'émigration vers l'Europe a enregistré de nouveaux records d'arrivées. La
seule depuis Juillet 2015, parle de 107.500 immigrés entrés dans l'UE,
qui constituent une grande semble que les arrivées totales de l'année
est estimée à environ 340 000 unités, une valeur qui a déjà largement
dépassé le total de l'année 2014 qui était environ 280.00 arrivées. A
partir de maintenant jusqu'à la fin de l'année, donc, ce chiffre
devrait augmenter à nouveau, surtout pendant l'été et reste dans les
premières semaines de l'automne. Les
proportions des flux migratoires, pourraient toutefois être largement
fournis et, par conséquent, à créer les conditions d'une stratégie
globale pour traiter le problème. Au
lieu de cela, il est laissé à la gestion, en particulier du point de
vue humanitaire, seulement pour les pays frontaliers, en particulier la
Grèce, l'Italie et la Hongrie, qui sont considérés par les migrants ne
débarquant des points en Europe avant de se diriger vers d'autres
destinations, la plupart situés dans poids de l'Europe du Nord. La
question est si sensible, les pays riverains travaillent principalement
pour d'autres nations ne coopèrent pas d'accueil des migrants, dirigé
précisément vers ces pays. Fondamentalement,
pour les migrants, les pays qui forment la frontière de l'Union
européenne, ne sont qu'une sorte de corridors humanitaires, qui devrait
lui permettre d'atteindre les objectifs souhaités, puis la Grèce,
l'Italie et la Hongrie ont largement repris un problème pas le leur . Avec
ce point de vue la question de l'accueil des immigrants et change
radicalement devrait exiger une plus grande coopération entre les pays
du Nord avec ceux qui constituent les frontières de l'Europe. Pour
l'instant, l'approche n'a pas été comme ça et, probablement, si la
compétence locale était les pays d'Europe du Nord, cela pourrait
signifier pour les solutions du genre pratiqué par les Hongrois, situé
dans un plus répressive humanitaire, contrairement à ce que mettre
en place, entre les énormes difficultés, à la Grèce et l'Italie, qui
ont porté sur la résolution des situations les plus urgentes, en donnant
la priorité à sauver des vies humaines, puis d'avoir à composer avec
des coûts économiques et sociaux pour la gestion directe des migrants. Mais
le projet, qui doit être élaboré avec la participation de
l'Organisation des Nations Unies doit avoir une perspective qui sait
comment aller au-delà de l'urgence seulement. Les
perspectives ne peut être une estimation contenant une augmentation
exponentielle dans le mouvement migratoire due à des causes diverses,
mais qui ont besoin d'un projet presque appareil pour être au moins
partiellement résolus. L'incidence
de la guerre a certainement augmenté le nombre de ces théâtres fuyant
objet d'opérations militaires, mais ces conflits sont étroitement liés à
l'émergence du terrorisme, qui est certainement commencé hier. Même
ceux qui sont appelés des migrants économiques, fuyant des situations
de pauvreté endémique, qui, dans de nombreux cas, il ya des situations
de famine, souvent causée non seulement par le changement climatique,
l'exaspération religieux, transformé en radicalisme militaire. L'inaction
des grandes puissances et des organisations internationales en charge
de la supervision de ces phénomènes, est responsable de l'absence d'un
plan global qui va au-delà de la gestion des urgences, qui, entre autres
choses, a été faite souvent de manière superficielle. Dans
ce contexte, l'UE paie concrètement l'absence d'une coordination
politique efficace et manque de prévoyance des scénarios futurs, qui
connaissent actuellement. La
mauvaise chose est qu'il semble que Bruxelles sait tirer une leçon de
l'immigration d'urgence et de laisser les pays membres de procéder dans
l'ordre, d'autant plus que dictée par les besoins de l'élection interne.
Cependant,
il doit être une attitude contraire, ce qui nécessite un diplomate de
contribution considérable, capable d'impliquer des pays comme les
États-Unis, la Chine et la Russie, pour résoudre les guerres en cours,
également avec des interventions directes et favorise les
investissements qui peuvent assurer la stabilité politique et économique
dans les lieux visités par les bouleversements qui provoquent les migrations. Il
est un processus et non à court, mais vous avez besoin pour commencer
dès que possible et où l'Organisation des Nations Unies devrait jouer un
rôle dans la conduite ainsi que la coordination.
A crise de imigração precisa de soluções coordenadas
A crise da emigração para a Europa registrou novos recordes de chegadas. A
única desde julho de 2015, fala de 107.500 imigrantes entraram na UE,
que constituem uma grande parece valor total das chegadas do ano
estimada em cerca de 340 mil unidades, um valor que já ultrapassou em
muito o total de 2014, que foi aproximadamente 280,00 chegadas. A
partir de agora, até o final do ano, por conseguinte, o valor deve
subir novamente, em especial durante o verão e mantém-se durante as
primeiras semanas de Outono. As
proporções dos fluxos migratórios, no entanto, poderia ser amplamente
previsto e, portanto, criar as condições para uma estratégia abrangente
para resolver o problema. Em
vez disso, é deixada para o gerenciamento, especialmente do ponto de
vista humanitário, apenas para países fronteiriços, especialmente
Grécia, Itália e Hungria, que são considerados pelos migrantes única
desembarque pontos na Europa antes de ir para outros destinos, a maioria
localizada em pesos do norte da Europa. A
questão é tão sensível, os países fronteiriços estão trabalhando
principalmente para outras nações não cooperam recepção de migrantes,
dirigido precisamente para estes países. Basicamente,
para os migrantes, os países que compõem a fronteira da União Europeia,
são apenas uma espécie de corredores humanitários, o que deverá
permitir-lhe atingir os objetivos desejados, em seguida, Grécia, Itália e
Hungria tomaram substancialmente ao longo de um problema não deles . Com
este ponto de vista a questão dos imigrantes acolhedores e muda
radicalmente deve exigir uma maior cooperação dos países do norte com
aqueles que compõem as fronteiras da Europa. Por
agora, a abordagem não foi assim e, provavelmente, se a jurisdição
local foi dos países do norte da Europa, isso pode significar para
soluções do tipo praticado pelos húngaros, implantada em mais repressivo
humanitária, ao contrário do que postas
em prática, entre enormes dificuldades, a Grécia ea Itália, que têm
foco na resolução das situações mais urgentes, dando prioridade a salvar
vidas humanas, em seguida, ter de lidar com custos econômicos e sociais
para a gestão directa dos migrantes. Mas
o projeto, que tem de ser desenvolvido com a participação das Nações
Unidas deve ter uma perspectiva que sabe como ir além apenas o de
emergência. A
perspectiva só pode ser uma estimativa contendo um aumento exponencial
no movimento migratório devido a várias causas, mas que precisam de um
projeto quase unidade para ser pelo menos parcialmente resolvido. A
incidência de guerra tem certamente elevou o número daqueles que fogem
objeto teatros de operações militares, mas estes conflitos estão
intimamente ligados com o surgimento do terrorismo, que é, certamente,
começou ontem. Mesmo
aqueles que são chamados migrantes económicos, que fogem de situações
de pobreza endémica, que, em muitos casos, existem situações de fome,
muitas vezes causada não só pela mudança climática, exasperação
religiosa, se transformou em radicalismo militar. A
inação das grandes potências e organizações internacionais encarregados
de supervisionar estes fenômenos, é responsável pela falta de um plano
global que vai além da gestão de emergência, que, entre outras coisas,
tem sido feito muitas vezes de forma superficial. Neste
contexto, a UE está a pagar concretamente a ausência de coordenação
política eficaz e falta de previsão de cenários futuros, que estão
experimentando atualmente. A
única coisa ruim é que parece que Bruxelas sabe como desenhar uma lição
de imigração de emergência e deixar os países membros a proceder em
ordem, especialmente como ditado pelas necessidades da eleição interna. No
entanto, deve ser uma atitude contrária, o que exige um considerável
contributo diplomata, capaz de envolver países como os EUA, a China ea
Rússia, para resolver as guerras em curso, também com intervenções
diretas e promove investimentos que possam garantir a estabilidade
política e econômica em lugares visitados pelos transtornos que causam a migração. É
um processo não curto, mas você precisa para começar o mais cedo
possível e onde as Nações Unidas devem assumir um papel na condução, bem
como a coordenação.
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