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giovedì 27 agosto 2015

イタリアにとっては、民主主義国家を保証するために彼らの特権で上院を維持することが必要です

現在イタリアの政治の中心的なテーマの一つは、現在、政府が達成したい憲法改正によって作られ、それは上院の格下げで、完璧な二院制の変化に関係します。プロセスの基本は、法律やコスト抑制政策の理由の承認のプロセスをスピードアップするために設計された政治的便宜性の理由があります。新しい上院はスタッフで構成され、間接的に選出された地域や地方の機能の一部と希望、主に諮問しなければなりません。これらの意図に関する議論はタイトで、改革プロジェクトは、ほぼ同じ過半数を共有する反対で係争中です。構想として新しい法律は、シングルルームにあるため配信あまりにも多くの電力、より少ない民主主義を表示され、意思決定力の高すぎる濃度に直面している上院で表さカウンターウエイトを削除します。それはすべてが有権者なしに選出されることはほぼ確実ノミネートが登録プリファレンスを行使することができるかを決定党幹事によってブロックされた選挙で行われるべきであるということも想起されなければなりません。リトルは、本当の民主的な運動を確保するため、選挙人名簿があまりにも曖昧で制御されていない状態の法律によって規制および実装されていない、任意の一次によって決定することができることは異論の価値があることができます。イタリアの政治の最近の歴史は、政府の頭につながった、選挙プロセスの外に以下の三人。これらの正式な叙任は、法律の面で道徳的な違反が行われたため、処罰されていないが、民主主義は明白なことでした。大きな政治イタリア、当事者以外に、民主的な運動は非常に限られた表示された方法で頻繁に発生し、それらの動作を調節し、統治する法律が存在することなく、彼らの活動を続けていきます。この状況では、電源が切れたすべての機関は唯一の国の民主的な生活のための警告信号とすることができます。本当のリスクは、いくつかの任命立法権と、政府のコントロールの手に集中されます。これらの理由から、国の民主的監督を保証するために残っている所のもの、と確かに異なる、独特の上院特権を維持することが重要であろう。現在の部屋のように、まず、上院が選出され続けなければならず、その後、特定の目的を持っている必要がありますが、それらは関係と同じではありません。基本的には電力の高すぎる濃度を回避するために、政府が決定した法案に政治的支配を行使するために、上院は、いくつかの特定の問題に制定することができますし、それが秘密非対称完璧な二院制、二院制への変更する必要があります多くの場合、部屋議員の役割をエスケープ」幹部は、地方自治体との関係で重要な役割を持ち、共和国大統領と憲法裁判所を選出大学の一部であり続けるだろう。コストの問題については、それが簡単に、必要に応じて議会の両院に成分を低減、ハウス、上院の両方のコストを圧縮し、によって解決されます。重要なことは、国の民主主義のレベルを圧縮することを目指したプロジェクトを奴隷に、完全に電源を排出単なる制度体に還元することが、この国の政治生活の中で民主主義を確保することができず、上院の生存に確保されます

بالنسبة لإيطاليا من الضروري للحفاظ على مجلس الشيوخ مع صلاحياتها لضمان دولة ديمقراطية

أحد المواضيع المركزية حاليا في السياسة الإيطالية هو الذي أدلى به الإصلاح الدستوري التي تريد الحكومة الحالية لإنجاز والتي تهم تغيير للنظام التشريعي الثنائي المثالي، مع خفض مستوى مجلس الشيوخ. أساس العملية هناك أسباب نفعية سياسية، تهدف إلى تسريع عملية الموافقة على القوانين وأسباب سياسة احتواء التكاليف. مجلس الشيوخ الجديد ينبغي أن تتألف من الموظفين والمنتخبين بصورة غير مباشرة جزءا من وظائف الإقليمية والمحلية وشأنه، معظمهم الاستشارية. النقاش حول هذه النوايا ضيقة ويجري المتنازع عليها المشروع الإصلاحي من قبل المعارضة، التي تشترك بذات الأغلبية تقريبا. التشريع الجديد، كما شارك في إطلاق يبدو أقل ديمقراطية، لأن تسليم الكثير من السلطة لغرفة واحدة ويزيل ثقل الذي يمثله في مجلس الشيوخ، واجه مع تركيز عالية جدا من سلطة اتخاذ القرار. ويجب التذكير أيضا ينبغي القيام به أن كل شيء في الانتخابات التي ارتدت من أمناء الحزب، الذين يقررون الترشيحات المؤكد تقريبا أن ينتخب دون الناخب من ممارسة تفضيل مسجل. قليلا يمكن أن يكون يستحق الاعتراض بأن القوائم الانتخابية قد قرر من قبل أي الابتدائية، التي لا تنظمها قوانين الدولة وتنفيذها في غامضة للغاية وغير المنضبط، لضمان الممارسة الديمقراطية الحقيقية. أدى التاريخ الحديث للسياسة الايطالية لرئيس الحكومة، ثلاثة أشخاص التالية خارج العملية الانتخابية؛ في حين استغرق هذه تنصيب رسمي مكان في احترام القانون، وانتهاك أخلاقي، وبالتالي لا يعاقب، وكانت الديمقراطية شيء واضح. إلى جانب السياسية الإيطالية، والأحزاب الرئيسية، الاستمرار في نشاطهم دون أن يكون هناك قانون لتنظيم وتحكم عملها، والذي يحدث في كثير من الأحيان بطرق حيث تظهر الممارسة الديمقراطية محدودة للغاية. في هذه الحالة، يمكن لكل مؤسسة أن يفقد السلطة إلا أن يكون إشارة تحذير للحياة الديمقراطية في البلد. الخطر الحقيقي هو أن تتركز في أيدي عدد قليل من عين السلطة التشريعية، وكذلك السيطرة على الحكومة. لهذه الأسباب سيكون من المهم للحفاظ على صلاحيات مجلس الشيوخ غريبة، بالتأكيد مختلفة عن تلك الدائرة، التي لا تزال لضمان الرقابة الديمقراطية في البلد. أولا، يجب على مجلس الشيوخ أن يستمر انتخاب ومن ثم يجب أن يكون غرض محدد، لكنها ذات الصلة، وليس هو نفسه، كما هو حاليا الغرفة. في الأساس كان ينبغي تغيير من مجلسين لنظام التشريعي الثنائي المثالي غير المتماثلة، حيث يمكن أن مجلس الشيوخ التشريع في بعض قضايا معينة وسرية، لممارسة السيطرة السياسية على فواتير قررت من قبل الحكومة، لتجنب تركيز عالية جدا من قوة 'السلطة التنفيذية، والتي غالبا ما يهرب غرفة دور المشرع، سيكون له دور كبير مع علاقات مع السلطات المحلية وستظل جزءا من الكلية الذي ينتخب رئيس الجمهورية والمحكمة الدستورية. وفيما يتعلق بمسألة التكاليف، ويتم حلها بسهولة عن طريق ضغط تكاليف كل من مجلس النواب ومجلس الشيوخ، وإذا لزم الأمر، والحد من المكونات في مجلسي الشعب والشورى. الشيء المهم هو أن تضمن في بقاء مجلس الشيوخ يمكن ضمان الديمقراطية في الحياة السياسية لهذا البلد وعدم تخفيضها إلى هيئة مؤسسية مجرد استنزفت تماما من السلطة، لاستعباد مشروع يهدف لضغط مستوى الديمقراطية في البلاد .

martedì 25 agosto 2015

Berlino e Parigi chiedono ad Atene e Roma di aprire centri di registrazione per i rifugiati

L'incontro tra il cancelliere tedesco Angela Merkel ed il presidente della repubblica francese Hollande, per il problema dell’immigrazione in Europa, appare come un vertice che scavalca le istituzioni dell’Unione Europea e non quella che viene presentata come una collaborazione tra i due paesi. L’impressione è che Bruxelles sia ridotta ad un ruolo di facciata, mentre Parigi e Berlino tendano ad appropriarsi della scena, forse per una battaglia futura su chi dominerà il vecchio continente. Per ora quello che vuole essere fatto trasparire è uno spirito di collaborazione, che, comunque, tende ad escludere gli altri paesi in generale e quelli direttamente interessati in particolare. Non è la prima volta che succede: già in occasione della discussione sulla definizione del debito greco i due massimi rappresentanti dei rispettivi paesi, tennero incontri bilaterali, escludendo, ad esempio, l’Italia, che era comunque il terzo paese creditore di Atene. Anche questa volta Roma, insieme ad Atene, sono rimaste escluse da un vertice che riguarda un problema che tocca ad essere gestito proprio da Italia e Grecia. Non solo si è fatto lo sgarbo di escluderle dalla discussione ma si è anche andati oltre, esortando soluzioni, che hanno le sembianze di obblighi. In sostanza Parigi e Berlino hanno chiesto ai due paesi principalmente impegnati a fornire l’accoglienza ai migranti di creare dei centri di registrazioni per i rifugiati, che dovrebbero avere il solo scopo di dividere i rifugiati dai migranti per ragioni economiche, gravando così i paesi di arrivo anche dell’onere della decisione su quali persone rimandare indietro. Ancora una volta, non solo l’Unione Europea, ma questa volta singoli membri, seppure i più importanti, scaricano su altri paesi un ruolo che non è detto che sia di loro competenza. Probabilmente Francia e Germania si rifanno allo spirito del trattato di Dublino, non riconoscendo però, che il territorio di arrivo non è solo quello identificato entro i confini fisici di un paese, ma è anche quello che corrisponde ai criteri dell’extra territorialità e che non viene applicato alle navi che raccolgono i profughi nelle acque del Mediterraneo, affidandoli poi, per esempio, all’Italia e facendo diventare questo paese la nazione di arrivo. Questo è solo un esempio di come l’interpretazione del trattato sia adattata alle convenienze degli stati del nord Europa, che ora si arrogano il diritto di emettere prescrizioni che violano la sovranità legittima di uno stato. La questione dell’emigrazione scopre come l’impianto europeo sia debole e da rivedere in modo assoluto e come non vi sia più ritegno per gli stati maggiori ad oltrepassare la minima convenienza diplomatica. Anziché elaborare una strategia comune, che vada soprattutto oltre l’emergenza dell’accoglienza e riguardi misure di carattere politico e militare, capaci di cercare una soluzione più complessiva, quegli stati che dovrebbero garantire il processo di integrazione, pensano di interpretare il loro ruolo con una sorta di potere di indirizzo, certamente non ufficiale, ma ricevuto soltanto dalla rispettiva potenza economica. Entrando più nello specifico attuare una misura come quella suggerita da Parigi e Berlino coinvolge tutta una serie di difficoltà organizzative che possono essere difficilmente superate da un solo stato, mentre l’unica esperienza comunitaria a cui si può fare riferimento fino ad ora, quella dell’Agenzia per la gestione delle frontiere, non pare essere stata positiva e quindi non sembra assicurare una collaborazione adeguata. In sostanza per Grecia ed Italia non conviene impegnarsi in un compito tale, sopperendo alle carenze di Bruxelles e svolgendo il ruolo per altri stati, giacché i due paesi mediterranei sono considerati soltanto delle tappe intermedie per la parte più consistente dei migranti. Al contrario se ci fossero delle condizioni di affidabilità e di programmazione espresse da organi istituzionali comunitari, la questione potrebbe essere affrontata in tutt’altro modo, ma non certo su direttiva di altri stati, non investiti da un potere ufficiale per diramare direttive che offendono il potere legittimo di governi stranieri.

Berlin and Paris are asking in Athens and Rome to open registration centers for refugees

The meeting between German Chancellor Angela Merkel and French President Hollande, to the problem of immigration in Europe, appears to be a summit that crosses the EU institutions and not that which is presented as a collaboration between the two countries. The impression is that Brussels is reduced to a role of the facade, while Paris and Berlin tend to take possession of the scene, perhaps for a future battle over who will dominate the continent. For now what we want to be done is to shine a spirit of collaboration, which, however, tends to exclude other countries in general and in particular those directly concerned. Not the first time this has happened: already during the debate on the definition of debt greek two highest representatives of their respective countries, held bilateral meetings, excluding, for example, Italy, which was still the third largest lender in Athens. This time in Rome, along with Athens, have been excluded from a summit that addresses a problem that touches to be managed just as Italy and Greece. Not only has made the snub to exclude them from the discussion but has also gone further, calling solutions, which have the appearance of obligations. Essentially Paris and Berlin have asked the two countries mainly engaged in providing hospitality to migrants to develop centers of recordings for refugees, who should have the sole purpose of dividing refugees from economic migrants, thus burdening countries Check also the burden of decision on which people send it back. Again, not only the EU, but this time the individual members, albeit the most important, downloading of other countries a role that does not mean that it is their responsibility. France and Germany probably reflect the spirit of the Treaty of Dublin, recognizing however, that the territory of arrival is not only one identified within the physical boundaries of a country, but is also one that matches the criteria of extra territoriality and not It is applied to vessels that collect the refugees in the Mediterranean, then trusting them, for example, to Italy and turned this country the country of arrival. This is just one example of how the interpretation of the Treaty is adapted to the conveniences of the states of northern Europe, who now claim the right to issue regulations that violate the legitimate sovereignty of a state. The issue of migration discover how the European system is weak and to be reviewed in an absolute and how there is no more restraint for the staffs to go beyond the minimum diplomatic convenience. Instead of developing a common strategy, which goes beyond the emergency especially the welcome and concerns measures of a political and military, able to seek a more comprehensive, those states should ensure that the process of integration, they think they interpret their role with a kind of power to address, certainly not official, but only received by the respective economic power. More specifically implement a measure such as that suggested by Paris and Berlin involves a whole series of organizational difficulties that can hardly be overcome by one state, while the only community experience to which reference can be made up to now, that of ' agency for border management, it does not seem to have been positive and so there seems to provide appropriate cooperation. Basically for Greece and Italy should not engage in such a task, compensating for the shortcomings of Brussels and playing the role for other states, since the two Mediterranean countries are only considered milestones for the largest proportion of migrants. Conversely, if there were any conditions of reliability and programming expressed by EU institutional bodies, the issue could be addressed in a completely different way, but certainly not on the directive of other states, not hit by an official power to issue directives that offend legitimate power of foreign governments.

Berlín y París están pidiendo en Atenas y Roma para abrir centros de registro para los refugiados

La reunión entre la canciller alemana Angela Merkel y el presidente francés Hollande, al problema de la inmigración en Europa, parece ser una cumbre que atraviesa las instituciones de la UE y no lo que se presenta como una colaboración entre los dos países. La impresión es que Bruselas se reduce a un papel de la fachada, mientras que París y Berlín tienden a tomar posesión de la escena, tal vez para una futura batalla sobre quién va a dominar el continente. Por ahora lo que queremos hacer es hacer brillar un espíritu de colaboración, que, sin embargo, tiende a excluir a otros países en general, y en particular los directamente interesados. No es la primera vez que esto ocurre: ya durante el debate sobre la definición de la deuda griega dos más altos representantes de sus respectivos países, sostuvo reuniones bilaterales, excluyendo, por ejemplo, Italia, que todavía era el tercer mayor prestamista en Atenas. Esta vez en Roma, junto a Atenas, han sido excluidos de una cumbre que se ocupa de un problema que afecta a gestionar tal como Italia y Grecia. No sólo ha hecho el desaire a excluirlos del debate, pero también ha ido más lejos, pidiendo soluciones, que tienen la apariencia de las obligaciones. Esencialmente París y Berlín han pedido a los dos países principalmente dedicadas a ofrecer hospitalidad a los migrantes para desarrollar centros de grabaciones para los refugiados, los que deben tener el único propósito de dividir los refugiados de los inmigrantes económicos, países que pesan tanto Compruebe también la carga de la decisión en la que la gente envía de vuelta. Una vez más, no sólo a la UE, pero esta vez los miembros individuales, si bien la más importante, la descarga de otros países un papel que no quiere decir que es su responsabilidad. Francia y Alemania probablemente reflejan el espíritu del Tratado de Dublín, reconociendo sin embargo, que el territorio de la llegada no sólo es uno identificado dentro de los límites físicos de un país, pero es también uno que coincide con los criterios de extraterritorialidad y no Se aplica a los buques que recogen los refugiados en el Mediterráneo, y luego confiar en ellos, por ejemplo, a Italia y se volvió a este país el país de llegada. Este es sólo un ejemplo de cómo la interpretación del Tratado se adapta a las comodidades de los estados del norte de Europa, que ahora reclaman el derecho de emitir reglamentos que violan la soberanía legítima de un estado. El tema de la migración descubrir cómo el sistema europeo es débil y que se revisará en un absoluto y cómo no hay más restricción para el personal que van más allá de la conveniencia diplomática mínimo. En lugar de desarrollar una estrategia común, que va más allá de la emergencia sobre todo las de bienvenida y se refiere a las medidas de carácter político y militar, capaz de buscar una más amplia, los Estados deben garantizar que el proceso de integración, piensan ellos interpretan su papel con una especie de poder hacer frente, sin duda no es oficial, pero sólo recibió por el respectivo poder económico. Implementar Más específicamente una medida como la sugerida por París y Berlín implica toda una serie de dificultades organizativas que difícilmente pueden ser superados por un estado, mientras que la única experiencia de la comunidad a la que se puede hacer referencia hasta ahora, el de ' agencia para la gestión de fronteras, no parece haber sido positiva y por lo que parece proporcionar una cooperación adecuada. Básicamente para Grecia e Italia no deben participar en esa tarea, para compensar las deficiencias de Bruselas y en el papel de otros estados, ya que los dos países mediterráneos sólo se consideran hitos para la mayor proporción de migrantes. Por el contrario, si había condiciones de fiabilidad y programación expresado por los órganos institucionales de la UE, la cuestión podría abordarse de una manera completamente diferente, pero ciertamente no en la directiva de otros estados, no afectados por un poder oficial para emitir directivas que ofenden poder legítimo de los gobiernos extranjeros.

Berlin und Paris sind in Athen und Rom zu bitten, Registrierungszentren für Flüchtlinge öffnen

Das Treffen zwischen Bundeskanzlerin Angela Merkel und Französisch Präsident Hollande, auf das Problem der Einwanderung in Europa, scheint ein Gipfel, dass die EU-Institutionen und nicht das, was als eine Zusammenarbeit zwischen den beiden präsentiert wird überquert werden Ländern. Der Eindruck ist, dass Brüssel zu einer Rolle der Fassade reduziert, während Paris und Berlin sind in der Regel in den Besitz der Szene zu nehmen, vielleicht für einen künftigen Kampf um die den Kontinent beherrschen wird. Denn jetzt, was wir wollen zu tun ist, um einen Geist der Zusammenarbeit, die jedoch neigt dazu, anderen Ländern im Allgemeinen und insbesondere die direkt betroffenen auszuschließen scheinen. Nicht das erste Mal, das passiert ist: bereits während der Debatte über die Definition des Schulden greek beiden höchsten Vertreter der jeweiligen Länder, hielt bilaterale Treffen, ohne beispielsweise Italien, das immer noch die drittgrößte Kreditgeber in Athen war. Dieses Mal in Rom, zusammen mit Athen, wurden von einem Gipfel, der ein Problem, das ebenso wie Italien und Griechenland verwaltet werden berührt Adressen ausgeschlossen. Nicht nur hat die Brüskierung, um sie von der Diskussion auszuschließen gemacht, sondern hat sich auch weiter gegangen, fordern Lösungen, die das Aussehen der Verpflichtungen haben. Im Wesentlichen Paris und Berlin haben die beiden Länder vor allem bei der Bereitstellung von Gastfreundschaft, um Migranten zu Zentren der Aufnahmen für Flüchtlinge, die den alleinigen Zweck der Aufteilung Flüchtlinge aus Wirtschaftsmigranten haben sollte entwickeln engagiert, damit belasten Ländern gefragt Prüfen Sie auch die Last der Entscheidung darüber, welche Personen senden es zurück. Auch hier wird nicht nur die EU, aber dieses Mal die einzelnen Mitglieder, wenn auch das wichtigste, das Herunterladen von anderen Ländern eine Rolle, die nicht bedeutet, dass es ihre Aufgabe ist. Frankreich und Deutschland wahrscheinlich spiegeln den Geist des Vertrags von Dublin, erkennt jedoch, dass das Gebiet der Anreise ist nicht nur einer innerhalb der physikalischen Grenzen eines Landes identifiziert, sondern auch eine, die die Kriterien der Extra Territorialität und nicht übereinstimmt Es wird auf Schiffe, die die Flüchtlinge im Mittelmeer zu sammeln aufgetragen, dann vertrauen sie beispielsweise nach Italien und drehte sich dieses Land, das Land der Anreise. Dies ist nur ein Beispiel, wie die Auslegung des Vertrages ist auf die Bequemlichkeiten der Staaten Nordeuropas, die jetzt behaupten, das Recht, Regelungen, die die legitime Souveränität eines Staates verstoßen ausgeben angepasst. Die Frage der Migration zu entdecken, wie das europäische System ist schwach und in einem absoluten überprüft werden und wie gibt es keine mehr Zurückhaltung für die Mitarbeiter, über die Mindest diplomatischen Bequemlichkeit zu gehen. Statt eine gemeinsame Strategie, die über die Notfall geht vor allem den Service und den Anliegen Maßnahmen einer politischen und militärischen, in der Lage einen umfassen zu suchen, sollten die Staaten sicherstellen, dass der Prozess der Integration, sie denken, sie ihre Rolle mit zu interpretieren eine Art von Macht zu begegnen, sicherlich nicht offiziell, aber nur von der jeweiligen Wirtschaftskraft erhalten. Genauer gesagt Umsetzung einer Maßnahme wie die von Paris und Berlin vorgeschlagen, beinhaltet eine ganze Reihe von organisatorischen Schwierigkeiten, die kaum von einem Zustand überwunden werden können, während die einzige Gemeinschaftserfahrung, auf die Bezug bis jetzt gemacht werden können, dass der ' Agentur für Grenzschutz, scheint es nicht zu positiv gewesen und so scheint es entsprechende Zusammenarbeit. Grundsätzlich für Griechenland und Italien sollten nicht in eine solche Aufgabe zu engagieren, Kompensation der Defizite von Brüssel und in der Rolle für andere Staaten, da die beiden Mittelmeerländern nur gelten als Meilensteine ​​für den größten Anteil der Migranten. Umgekehrt, wenn es irgendwelche Voraussetzungen der Zuverlässigkeit und der Programmierung von EU institutionellen Gremien zum Ausdruck gebracht, das Problem könnte in einer ganz anderen Art und Weise angegangen werden, aber sicherlich nicht über die Richtlinie von anderen Staaten, nicht von einem offiziellen Macht schlagen, um Richtlinien, die beleidigen ausstellen legitime Macht ausländischer Regierungen.

Berlin et Paris demandent à Athènes et à Rome d'ouvrir des centres d'inscription pour les réfugiés

La rencontre entre la chancelière allemande Angela Merkel et le président français François Hollande, le problème de l'immigration en Europe, semble être un sommet qui traverse les institutions de l'UE et non pas ce qui est présenté comme une collaboration entre les deux pays. L'impression est que Bruxelles est réduit à un rôle de la façade, tandis que Paris et Berlin ont tendance à prendre possession de la scène, peut-être pour un avenir bataille qui va dominer le continent. Pour l'instant, ce que nous voulons faire est de briller un esprit de collaboration, qui, cependant, tend à exclure les autres pays en général, et en particulier ceux qui sont directement concernés. Pas la première fois que cela arrive: déjà lors du débat sur la définition de la dette grecque deux plus hauts représentants de leurs pays respectifs, a tenu des réunions bilatérales, à l'exclusion, par exemple, l'Italie, qui était encore le troisième plus grand prêteur à Athènes. Cette fois, à Rome, avec Athènes, ont été exclus d'un sommet qui traite d'un problème qui touche à être géré comme l'Italie et la Grèce. Non seulement a fait l'affront de les exclure de la discussion, mais a également allé plus loin, appelant des solutions, qui ont l'apparence d'obligations. Essentiellement Paris et Berlin ont demandé aux deux pays, principalement dans la fourniture de l'hospitalité engagés aux migrants afin de développer des centres d'enregistrements pour les réfugiés, qui devraient avoir le seul but de diviser les réfugiés et les migrants économiques, les pays grevant ainsi Vérifiez également la charge de la décision sur laquelle les gens de le renvoyer. Encore une fois, non seulement l'UE, mais cette fois, les membres individuels, bien le plus important, le téléchargement d'autres pays un rôle qui ne signifie pas qu'il est de leur responsabilité. France et l'Allemagne sont probablement le reflet de l'esprit du traité de Dublin, en reconnaissant cependant que le territoire d'arrivée est non seulement celui qui est identifié dans les limites physiques d'un pays, mais est aussi celui qui correspond aux critères de l'extraterritorialité et non Il est appliqué aux navires qui recueillent les réfugiés en Méditerranée, puis de leur faire confiance, par exemple, à l'Italie et a transformé ce pays le pays d'arrivée. Ceci est juste un exemple de la façon dont l'interprétation du traité est adapté pour les commodités des Etats du nord de l'Europe, qui prétendent maintenant le droit d'édicter des règlements qui violent la souveraineté légitime d'un Etat. La question des migrations découvrir comment le système européen est faible et doit être examiné dans un absolu et comment il n'y a pas plus de retenue pour les états-majors d'aller au-delà de la commodité diplomatique minimum. Au lieu de développer une stratégie commune, qui va au-delà de l'urgence en particulier les bienvenus et concerne des mesures d'une politique et militaire, capable de rechercher une approche plus globale, les États doivent veiller à ce que le processus d'intégration, ils pensent qu'ils interprètent leur rôle avec une sorte de pouvoir faire face, certes pas officielle, mais seulement reçue par le pouvoir économique respectif. Plus précisément la mise en œuvre d'une mesure telle que celle proposée par Paris et Berlin implique toute une série de difficultés d'organisation qui peuvent difficilement être surmontés par un Etat, tandis que la seule expérience de la communauté à laquelle on peut se référer à ce jour, celle de ' Agence pour la gestion des frontières, il ne semble pas avoir été positive et donc il semble fournir une coopération appropriée. Fondamentalement pour la Grèce et l'Italie ne devraient pas se livrer à une telle tâche, pour compenser les lacunes de Bruxelles et de jouer le rôle d'autres États, puisque les deux pays méditerranéens ne sont considérées comme des jalons pour la plus grande proportion de migrants. Inversement, si il y avait des conditions de fiabilité et de programmation exprimé par les organes institutionnels de l'UE, la question pourrait être abordée dans une manière complètement différente, mais certainement pas sur la directive d'autres Etats, pas touchés par un pouvoir officiel d'émettre des directives qui offensent pouvoir légitime des gouvernements étrangers.