Dopo un anno di guerra, la situazione nello Yemen, la nazione più povera del mondo arabo, è ancora lontana da essere risolta. Le intenzione dell’Arabia Saudita, che ha aperto il conflitto, erano quelle di arrivare ad una soluzione veloce, per evitare un contagio della ribellione entro i propri confini ed impedire che la nazione yemenita cadesse sotto l’influenza iraniana a causa della religione sciita dei ribelli. Riyadh ha anche costituito una alleanza di paesi sunniti per dimostrare di non essere la sola a volere mantenere gli equilibri nella regione, ma gli sforzi non hanno prodotto la pacificazione del paese. Vi sono profonde analogie con la vicenda siriana, tra cui la stasi militare e l’incertezza del futuro, ma l’aspetto più grave è la condizione dei civili, che si trovano a patire la condizione imposta dalla guerra, ma partendo da condizioni economiche e sanitarie di partenza molto peggiori rispetto a quelle dei siriani. Intanto le infrastrutture del paese, già scarse, hanno subito danneggiamenti, che, in molti casi, le ha rese irreparabili: le centrali elettriche, gli ospedali, le scuole ed i pochi centri produttivi sono stati colpiti dai bombardamenti sauditi e ciò ha provocato la contrazione del prodotto interno lordo di una percentuale del 35%, portando a circa 320 dollari quello pro capite. Lo Yemen ha una popolazione di 26.500.000 abitanti e si calcola che l’ottantadue per cento abbia necessità di ricevere aiuti umanitari, mentre 14,4 milioni di persone non riescono a supplire ai bisogni alimentari primari, 19,4 milioni non hanno accesso ad acqua potabile e 14, 1 milioni non possono avere accesso all’assistenza sanitaria. Questi dati sono cifre ufficiali fornite dalle Nazioni Unite ed annunciano un futuro ancora peggiore, proprio per gli effetti di queste carenze, che non potranno non influire sull’aumento della gravità delle condizioni igienico sanitarie, in un contesto aggravato dalla distruzione dei centri medici e degli ospedali. Questa situazione è aggravata dal fatto che non esistono praticamente profughi yemeniti, persone cioè che fuggono dal proprio paese per aspirare a migliori condizioni di vita, nonostante l’alto numero di sfollati dalle zone dei combattimenti. La posizione geografica dello stato yemenita impedisce il flusso dei profughi, perchè da una parte la frontiera saudita è presidiata, mentre dall’altra parte si può tentare soltanto di attraversare il mare per arrivare sulla costa africana. Questa situazione contribuisce in modo sostanziale a rendere questo conflitto sempre meno visibile: se questo fattore aiuta i sauditi a non essere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, dall’altro rischia di determinare una sottovalutazione del conflitto entro scenari più globali. Nella situazione attuale il rischi politico maggiore è che si concretizzi nel paese yemenita un vuoto di potere, che non può essere esercitato dai sauditi, per evidente incapacità, ma neppure dai tanti clan tribali presenti, in cui è diviso il territorio, che, in qualche modo, costituiscono l’unica forma di autogoverno presente in una nazione dove il potere centrale è assente. Ciò ha favorito la crescita della presenza di Al Qaeda, che non ha mai nascosto l’ambizione di avere una sorta di sovranità territoriale per impiantare le proprie base. Si tratta di un evidente errore tattico dei sauditi, che hanno favorito questa situazione, troppo impegnati a combattere l’improbabile influenza iraniana su di una popolazione, che sebben di religione sciita, non ha mai mostrato di gradire gli aiuti di Teheran. Inoltre questa concentrazione sui ribelli dello Yemen ha anche distratto, chissà quanto inconsapevolmente, le forze dalla lotta allo Stato islamico, contribuendo all’atteggiamento ambiguo dell’Arabia Saudita nei confronti del califfato. Questi due errori sommati insieme rischiano di mettere l’Arabia Saudita in una posizione difficile e troppa esposta al terrorismo mediorientale, oltre che ad avere sul proprio confine uno stato caratterizzato da profonda avversione verso Riyadh; a questa situazione occorrerà mettere rimedio con un uso maggiore della diplomazia e delle concessioni verso lo Yemen e di un impegno determinato contro lo Stato islamico, anche per recuperare i rapporti con gli Stati Uniti, deteriorati proprio dall’atteggiamento sospetto tenuto dai sauditi con il califfato, per sostenere l’avanzata sunnita e le ambizioni di acquisire influenza in Siria.
Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
lunedì 21 marzo 2016
In the increasingly difficult situation in Yemen
After a year of war, the situation in Yemen, the poorest nation in the Arab world, is still far from being resolved. The
intention of Saudi Arabia, who opened the conflict, were to arrive at a
quick solution to avoid a contagion of rebellion within its borders and
prevent the Yemeni nation fall under Iranian influence because of
Shiite religion of rebels. Riyadh
has also formed an alliance of Sunni countries to show that he is the
only one to want to maintain the balance in the region, but the efforts
have not produced the pacification of the country. There
are deep similarities with the Syrian affair, including the military
stagnation and uncertainty about the future, but the most serious aspect
is the condition of civilians, which are found to suffer from the
condition imposed by the war, but from the economic conditions and much worse than starting health than those of the Syrians. Meanwhile,
the country's infrastructure, already poor, have been damaged, which,
in many cases, made them irreparable: power plants, hospitals, schools
and the few production centers have been affected by the Saudis bombing
and this has resulted in the contraction of a percentage of gross domestic product by 35%, leading to about $ 320 to per capita. Yemen
has a population of 26.5 million inhabitants and it is estimated that
eighty percent who needs to receive humanitarian aid, while 14.4 million
people fail to make up for the primary food needs, 19.4 million do not
have access to drinking water, and 14, 1 million may not have access to health care. These
data are official figures provided by the United Nations and announce
an even worse future, because of the effects of these deficiencies,
which can not but influence on increasing the severity of sanitary
conditions, in a context aggravated by the destruction of physicians and
centers hospitals. This
situation is aggravated by the fact that persons fleeing their country
that there are hardly any Yemeni refugees to aspire to better living
conditions, despite the high number of displaced persons from the areas
of fighting. The
geographical position of the Yemeni state prevents the flow of
refugees, because on one hand the Saudi border is manned, while the
other side can only groped to cross the sea to get on the African coast.
This
situation contributes substantially to making this conflict
increasingly less visible: If this factor helps the Saudis not to be the
focus of public opinion, the other is likely to lead to an
understatement of the conflict within the most global scenarios. In
the present situation the biggest political risk is that materialize in
the country of Yemen a power vacuum, which can not be exercised by the
Saudis, for obvious inability, but even by the many clans present, in
which the territory, which is divided in some so, they are the only this form of self-government in a country where the central government is absent. This
has encouraged the growth of the presence of Al-Qaeda, which has never
concealed the ambition to have some sort of territorial sovereignty to
implant their own base. It
is an obvious tactical error of the Saudis, who favored this situation,
too busy fighting the improbable Iranian influence over a population
that Ake Shiite, he never showed to like the Tehran aid. Moreover,
this concentration on rebels in Yemen has also distracted, perhaps
unwittingly, forces from the fight against the Islamic State,
contributing ambiguous attitude of Saudi Arabia against the caliphate. These
two errors added together might put Saudi Arabia in a difficult
position and too much exposed to Middle Eastern terrorism, as well as to
have on its border a state characterized by profound aversion to
Riyadh; it
will be necessary to put a remedy to this situation with greater use of
diplomacy and concessions to Yemen and a determined commitment against
the Islamic State, also to recover relations with the United States
deteriorated precisely the attitude suspicion held by the Saudis with
the caliphate , to support the Sunni advanced and ambitions to gain influence in Syria.
En la situación cada vez más difícil en Yemen
Después de un año de guerra, la situación en Yemen, el país más pobre del mundo árabe, aún está lejos de ser resuelto. La
intención de Arabia Saudita, que abrió el conflicto, iban a llegar a
una solución rápida para evitar un contagio de la rebelión dentro de sus
fronteras y evitar la caída de Yemen nación bajo la influencia de Irán
debido a la religión chiíta de rebeldes. Riad
también ha formado una alianza de países sunitas para demostrar que él
es el único que quieren mantener el equilibrio en la región, pero los
esfuerzos no han producido la pacificación del país. Hay
profundas similitudes con el asunto de Siria, incluyendo el
estancamiento militar y la incertidumbre sobre el futuro, pero lo más
grave es la condición de la población civil, que se encuentran a sufrir
de la condición impuesta por la guerra, sino de las condiciones
económicas y mucho peor que a partir de salud que los de los sirios. Mientras
tanto, la infraestructura del país, que ya son pobres, han sido
dañados, los cuales, en muchos casos, les hizo irreparables: centrales
eléctricas, hospitales, escuelas y los pocos centros de producción se
han visto afectadas por los saudíes de bombardeo y esto ha dado lugar a
la contracción de un porcentaje del producto interno bruto en un 35%, lo que lleva a alrededor de $ 320 a per cápita. Yemen
tiene una población de 26,5 millones de habitantes y se estima que el
ochenta por ciento que necesita recibir ayuda humanitaria, mientras que
14,4 millones de personas no llegan a compensar las necesidades de
alimentos primarios, 19,4 millones no tienen acceso a agua potable, y 14, 1 millón no pueden tener acceso a la salud. Estos
datos son cifras oficiales de las Naciones Unidas y anunciar un futuro
aún peor, debido a los efectos de estas deficiencias, que no puede dejar
de influencia en el aumento de la severidad de las condiciones
sanitarias, en un contexto agravado por la destrucción de los médicos y
los centros hospitales. Esta
situación se ve agravada por el hecho de que las personas que huyen de
su país que casi no hay refugiados de Yemen para aspirar a mejores
condiciones de vida, a pesar del elevado número de personas desplazadas
de las zonas de combate. La
posición geográfica del estado de Yemen impide el flujo de refugiados,
ya que por un lado está abierta la frontera con Arabia Saudita, mientras
que el otro lado sólo puede tientas para cruzar el mar para llegar a la
costa de África. Esta
situación contribuye considerablemente a hacer de este conflicto cada
vez menos visible: Si este factor ayuda a los saudíes no ser el foco de
la opinión pública, el otro es probable que conduzca a una subestimación
del conflicto dentro de los escenarios más globales. En
la situación actual el mayor riesgo político es que se materializan en
el país de Yemen, un vacío de poder, que no puede ser ejercido por los
saudíes, por obvia incapacidad, sino incluso por los muchos clanes
actuales, en los que el territorio, que se divide en cierto por lo tanto, ellos son los únicos que esta forma de autogobierno en un país donde el gobierno central está ausente. Esto
ha estimulado el crecimiento de la presencia de Al Qaeda, que nunca ha
ocultado la ambición de tener algún tipo de soberanía territorial para
implantar su propia base. Es
un error táctico evidente de los saudíes, que favoreció esta situación,
demasiado ocupado luchando contra la influencia iraní sobre una
población improbable que Ake chií, nunca se presentó a recibir la ayuda
de Teherán. Por
otra parte, esta concentración de rebeldes en Yemen también ha
distraído, quizá sin darse cuenta, las fuerzas de la lucha contra el
Estado islámico, contribuyendo actitud ambigua de Arabia Saudita contra
el califato. Estos
dos errores se sumarán, podrían poner Arabia Saudita en una posición
difícil y demasiado expuesto al terrorismo de Oriente Medio, así como
tener en su frontera un estado caracterizado por una profunda aversión a
Riad; será
necesario para poner remedio a esta situación con un mayor uso de la
diplomacia y las concesiones a Yemen y un compromiso determinado contra
el Estado islámico, también para recuperar las relaciones con Estados
Unidos se deterioró precisamente la actitud que se tenga la sospecha por
los saudíes con el califato , para apoyar a los sunitas avanzada y la ambición de ganar influencia en Siria.
In der zunehmend schwierigen Situation im Jemen
Nach einem Jahr des Krieges ist die Situation im Jemen, dem ärmsten Land in der arabischen Welt, noch lange nicht gelöst. Die
Absicht von Saudi-Arabien, der den Konflikt geöffnet, waren an einer
schnellen Lösung zu kommen eine Ansteckung der Rebellion innerhalb
seiner Grenzen zu vermeiden und die jemenitische Nation fallen unter
iranischen Einfluss verhindern, weil der schiitischen Religion Rebellen. Riad
hat auch eine Allianz von sunnitischen Ländern gebildet zu zeigen, dass
er der einzige ist, das Gleichgewicht in der Region zu pflegen wollen,
aber die Anstrengungen haben nicht die Befriedung des Landes produziert.
Es
gibt tiefe Ähnlichkeiten mit der syrischen Angelegenheit,
einschließlich der militärischen Stagnation und Unsicherheit über die
Zukunft, aber die schwerwiegendste Aspekt ist die Bedingung von
Zivilisten, die gefunden werden, von dem Zustand, der durch den Krieg
aufgezwungen zu leiden, sondern von den wirtschaftlichen Bedingungen und
viel schlimmer als die Gesundheit als die der Syrer beginnen. Inzwischen
Infrastruktur des Landes, die bereits arm, beschädigt wurden, was in
vielen Fällen, machte sie irreparable: Kraftwerke, Krankenhäuser,
Schulen und die wenigen Produktionszentren wurden von den Saudis
betroffen zu bombardieren, und dies in der Kontraktion zur Folge hat als Prozentsatz des Bruttoinlandsprodukts um 35%, was zu einer pro-Kopf-auf etwa $ 320. Jemen
hat eine Bevölkerung von 26,5 Millionen Einwohnern und es wird
geschätzt, dass achtzig Prozent, die humanitäre Hilfe braucht erhalten,
während 14,4 Millionen Menschen für die Grundnahrungsmittelbedarf zu
bilden scheitern, 19,4 Millionen haben keinen Zugang zu Wasser trinken, und 14, 1 Mio. vertreten, können nicht den Zugang zur Gesundheitsversorgung haben. Diese
Daten sind die offiziellen Zahlen von den Vereinten Nationen zur
Verfügung gestellt und verkünden eine noch schlimmere Zukunft, wegen der
Auswirkungen dieser Mängel, welche nicht aber Einfluss auf die Schwere
der sanitären Bedingungen zu erhöhen, in einem Kontext, durch die
Zerstörung der Ärzte verschärft und Zentren Krankenhäuser. Diese
Situation wird durch die Tatsache verschärft, dass Personen, die ihr
Land fliehen, dass es kaum jemenitische Flüchtlinge zu besseren
Lebensbedingungen zu streben, trotz der hohen Zahl von Vertriebenen aus
den Bereichen Kämpfen. Die
geographische Lage des jemenitischen Staates verhindert, dass der Strom
der Flüchtlinge, weil einerseits die saudische Grenze ist besetzt,
während die andere Seite nur das Meer tastete kann zu überqueren an der
afrikanischen Küste zu bekommen. Diese
Situation trägt wesentlich dieser Konflikt immer weniger sichtbar zu
machen: Wenn dieser Faktor die Saudis hilft nicht den Fokus der
öffentlichen Meinung zu sein, die andere ist wahrscheinlich eine
Untertreibung des Konflikts in den meisten globalen Szenarien zu führen.
In
der gegenwärtigen Situation ist die größte politische Gefahr, dass
materialisieren im Land des Jemen ein Machtvakuum, das von den Saudis
ausgeübt kann nicht sein, aus offensichtlichen Unfähigkeit, sondern auch
durch die vielen Clans vorhanden ist, in dem das Gebiet, das in einigen
geteilt so sind sie die einzige ist diese Form der Selbstverwaltung in einem Land, wo die Zentralregierung fehlt. Dies
hat das Wachstum der Anwesenheit von Al-Qaida ermutigt, die nie den
Ehrgeiz hat, verdeckt eine Art territoriale Souveränität zu haben, die
eigene Basis zu implantieren. Es
ist offensichtlich, dass die taktischen Fehler der Saudis, die diese
Situation begünstigt, zu sehr damit beschäftigt, die unwahrscheinlich
iranischen Einfluss auf eine Bevölkerung kämpfen, die Ake Schiiten, hat
er nie die Teheran Hilfe zu mögen zeigte. Darüber
hinaus hat diese Konzentration auf Rebellen im Jemen auch abgelenkt,
vielleicht unbewusst, Kräfte aus dem Kampf gegen den islamischen Staat,
zweideutige Haltung von Saudi-Arabien gegen das Kalifat beiträgt. Diese
beiden Fehler addiert, könnte Saudi-Arabien in eine schwierige Lage
gebracht und zu viel ausgesetzt Naher Osten Terrorismus sowie an seiner
Grenze ein Zustand, der durch tiefe Abneigung gegen Riad gekennzeichnet
zu haben; es
wird auch ein Heilmittel zu setzen, um diese Situation durch eine
vermehrte Nutzung der Diplomatie und der Zugeständnisse in den Jemen und
ein entschlossenes Engagement gegen den islamischen Staat, notwendig
sein, die Beziehungen zu den Vereinigten Staaten genau von den Saudis
mit dem Kalifat hielt die Haltung Verdacht verschlechterte sich zu
erholen , die sunnitische erweiterte und Ambitionen zu unterstützen Einfluss in Syrien zu gewinnen.
Dans la situation de plus en plus difficile au Yémen
Après une année de guerre, la situation au Yémen, le pays le plus pauvre du monde arabe, est encore loin d'être résolu. L'intention
de l'Arabie saoudite, qui a ouvert le conflit, devaient arriver à une
solution rapide pour éviter une contagion de la rébellion au sein de ses
frontières et d'empêcher la nation yéménite tombent sous l'influence
iranienne en raison de la religion chiite de rebelles. Riyad
a également formé une alliance de pays sunnites pour montrer qu'il est
le seul à vouloir maintenir l'équilibre dans la région, mais les efforts
ont pas produit la pacification du pays. Il
existe des similitudes profondes avec l'affaire syrienne, y compris la
stagnation militaire et l'incertitude quant à l'avenir, mais l'aspect le
plus grave est la condition des civils, qui se trouvent à souffrir de
la condition imposée par la guerre, mais des conditions économiques et bien pire que de commencer la santé que ceux des Syriens. Pendant
ce temps, l'infrastructure du pays, déjà pauvres, ont été endommagés,
ce qui, dans de nombreux cas, leur fit irréparable: les centrales
électriques, les hôpitaux, les écoles et les quelques centres de
production ont été touchés par les Saoudiens bombardements, ce qui a
donné lieu à la contraction d'un pourcentage du produit intérieur brut de 35%, conduisant à environ 320 $ à par habitant. Le
Yémen a une population de 26,5 millions d'habitants et on estime que
quatre-vingts pour cent qui ont besoin de recevoir une aide humanitaire,
tandis que 14,4 millions de personnes ne parviennent pas à compenser
les besoins alimentaires primaires, 19,4 millions n'a pas accès à l'eau potable, et 14, 1 million peuvent ne pas avoir accès aux soins de santé. Ces
données sont des chiffres officiels fournis par l'Organisation des
Nations Unies et annoncer un avenir encore pire, à cause des effets de
ces lacunes, qui ne peut que l'influence sur l'augmentation de la
sévérité des conditions sanitaires, dans un contexte aggravé par la
destruction des médecins et des centres hôpitaux. Cette
situation est aggravée par le fait que les personnes fuient leur pays
qu'il n'y a guère de réfugiés yéménites à aspirer à de meilleures
conditions de vie, malgré le nombre élevé de personnes déplacées des
zones de combat. La
position géographique de l'Etat yéménite empêche le flux de réfugiés,
car d'une part la frontière saoudienne est occupée, tandis que l'autre
côté ne peut tâtons pour traverser la mer pour obtenir sur la côte
africaine. Cette
situation contribue largement à faire de ce conflit de moins en moins
visible: Si ce facteur aide les Saoudiens de ne pas être l'objet de
l'opinion publique, l'autre est susceptible de conduire à un euphémisme
du conflit dans les scénarios les plus globaux. Dans
la situation actuelle, le plus grand risque politique est que
matérialiser dans le pays du Yémen un vide de pouvoir, qui ne peut être
exercé par les Saoudiens, pour l'incapacité évidente, mais même par les
nombreux clans présents, dont le territoire, qui est divisé en un
certain ainsi, ils sont la seule cette forme d'autonomie gouvernementale dans un pays où le gouvernement central est absent. Cela
a favorisé la croissance de la présence d'Al-Qaïda, qui n'a jamais
caché l'ambition d'avoir une sorte de souveraineté territoriale pour
implanter leur propre base. Il
est une erreur tactique évidente des Saoudiens, qui favorisait cette
situation, trop occupé à combattre l'influence iranienne improbable sur
une population qui Ake chiite, il n'a jamais montré à aimer l'aide de
Téhéran. En
outre, cette concentration sur les rebelles au Yémen a également
distrait, peut-être involontairement, les forces de la lutte contre
l'État islamique, contribuant attitude ambiguë de l'Arabie saoudite
contre le califat. Ces
deux erreurs additionnées pourraient mettre en Arabie Saoudite dans une
position difficile et trop exposée au terrorisme du Moyen-Orient, ainsi
que d'avoir à sa frontière un état caractérisé par une aversion
profonde à Riyad; il
sera nécessaire de mettre un remède à cette situation avec une plus
grande utilisation de la diplomatie et de concessions au Yémen et un
engagement déterminé contre l'État islamique, aussi de récupérer les
relations avec les États-Unis détériorée précisément le soupçon
d'attitude détenue par les Saoudiens avec le Califat , pour soutenir les sunnites de pointe et l'ambition de gagner de l'influence en Syrie.
Na situação cada vez mais difícil no Iêmen
Após um ano de guerra, a situação no Iêmen, a nação mais pobre do mundo árabe, ainda está longe de ser resolvido. A
intenção da Arábia Saudita, que abriu o conflito, foram para chegar a
uma solução rápida para evitar um contágio da rebelião dentro de suas
fronteiras e evitar a queda nação iemenita sob a influência iraniana por
causa da religião xiita de rebeldes. Riyadh
também formou uma aliança de países sunitas para mostrar que ele é o
único a querer manter o equilíbrio na região, mas os esforços não
produziram a pacificação do país. Há
semelhanças profundas com o caso da Síria, incluindo a estagnação
militar e incerteza sobre o futuro, mas o aspecto mais grave é a
condição de civis, que são encontrados a sofrer com a condição imposta
pela guerra, mas a partir das condições económicas e muito pior do que iniciar a saúde do que os dos sírios. Enquanto
isso, a infra-estrutura do país, já pobres, tenham sido danificados, o
que, em muitos casos, os fez irreparáveis: usinas, hospitais, escolas e
os poucos centros de produção foram afetados pelos sauditas bombardeiam e
isso resultou na contração de uma percentagem do produto interno bruto em 35%, levando a cerca de US $ 320 a per capita. Iêmen
tem uma população de 26,5 milhões de habitantes e estima-se que oitenta
por cento que precisa receber ajuda humanitária, enquanto que 14,4
milhões de pessoas não conseguem compensar as necessidades alimentares
primários, 19,4 milhões não têm acesso a água potável, e 14, 1 milhão podem não ter acesso aos cuidados de saúde. Estes
dados são dados oficiais fornecidos pelas Nações Unidas e anunciar um
futuro ainda pior, por causa dos efeitos dessas deficiências, o que não
pode deixar de influência no aumento da severidade das condições
sanitárias, num contexto agravado pela destruição de médicos e centros hospitais. Esta
situação é agravada pelo fato de que as pessoas que fogem do seu país
que quase não existem refugiados iemenitas para aspirar a melhores
condições de vida, apesar do elevado número de pessoas deslocadas das
áreas de luta. A
posição geográfica do estado iemenita impede o fluxo de refugiados,
porque, por um lado, a fronteira saudita está aberta, enquanto o outro
lado só pode tateou atravessar o mar para chegar na costa Africano. Esta
situação contribui substancialmente para tornar este conflito cada vez
menos visível: Se este factor ajuda os sauditas a não ser o foco da
opinião pública, o outro é susceptível de conduzir a uma subavaliação do
conflito dentro dos cenários mais globais. Na
situação actual, o maior risco político é que se materializam no país
do Iêmen um vácuo de poder, que não pode ser exercido pelos sauditas,
por incapacidade óbvia, mas até mesmo por muitos clãs presente, em que o
território, que é dividido em algum assim, eles são a única esta forma de auto-governo em um país onde o governo central está ausente. Isso
tem estimulado o crescimento da presença de Al-Qaeda, que nunca
escondeu a ambição de ter algum tipo de soberania territorial de
implantar sua própria base. É
um erro tático óbvia dos sauditas, que favoreceram essa situação, muito
ocupado lutando contra a influência iraniana improvável sobre uma
população que Ake xiita, ele nunca mostrou a gostar da ajuda de Teerã. Além
disso, esta concentração em rebeldes no Iêmen também distraído, talvez
inconscientemente, as forças da luta contra o Estado islâmico,
contribuindo atitude ambígua da Arábia Saudita contra o califado. Estes
dois erros somados poderia colocar a Arábia Saudita em uma posição
difícil e muito exposta ao terrorismo do Médio Oriente, bem como a ter
em sua fronteira um estado caracterizado por uma profunda aversão a
Riade; será
necessário colocar um remédio para esta situação com maior uso de
diplomacia e concessões para o Iêmen e um compromisso determinado contra
o Estado islâmico, também para recuperar as relações com os Estados
Unidos deterioraram-se precisamente a suspeita atitude realizada pelos
sauditas com o califado , para apoiar o avançado sunitas e ambições para ganhar influência na Síria.
В большей сложной ситуации в Йемене
После года войны, ситуация в Йемене, самой бедной страной в арабском мире, все еще далека от разрешения. Намерение
Саудовской Аравии, который открыл конфликт, должны были прибыть на
быстрое решение, чтобы избежать заразы восстания в пределах своих границ
и предотвратить йеменской нации подпадают под иранское влияние из-за
шиитской религии мятежники. Эр-Рияд
также сформировал альянс суннитских стран, чтобы показать, что он
является единственным, кто хочет сохранить баланс в регионе, но усилия
не привели к умиротворению страны. Есть
глубокие сходства с сирийского дела, в том числе военного застоя и
неуверенности в завтрашнем дне, но наиболее серьезным аспектом является
состояние гражданских лиц, которые находятся страдать от условий,
наложенных войной, но и от экономических условий и гораздо хуже, чем начинать здоровье, чем у сирийцев. В
то же время, инфраструктура страны, уже бедные, были повреждены, что,
во многих случаях, сделало их непоправимое: электростанции, больницы,
школы и несколько производственных центров пострадали от саудовцев
бомбардировки, и это привело к сжатию в процентах от валового внутреннего продукта на 35%, что приводит к примерно $ 320 на душу населения. Йемен
имеет население 26,5 миллиона человек, и предполагается, что
восемьдесят процентов, которые необходимо получить гуманитарную помощь, в
то время как 14,4 миллиона человек не в состоянии сделать для первичных
потребностей в продовольствии, 19,4 млн не имеют доступа к питьевой воды, а также 14, 1 миллион могут не иметь доступа к медицинскому обслуживанию. Эти
данные являются официальные данные, предоставленные Организацией
Объединенных Наций и объявить еще хуже будущего, из-за последствий этих
недостатков, которые не могут не влиять на повышение степени тяжести
санитарно-гигиенических условий, в контексте усугубляется разрушением
врачей и центров больницы. Эта
ситуация усугубляется тем, что лица, покидающие свою страну, что вряд
ли какие-либо йеменских беженцев стремиться к улучшению условий жизни,
несмотря на большое число перемещенных лиц из районов боевых действий. Географическое
положение йеменского государства препятствует поток беженцев, потому
что, с одной стороны укомплектовано Саудовской границы, в то время как
другая сторона может только нащупал пересечь море, чтобы попасть на
африканском побережье. Такая
ситуация в значительной степени способствует тому, чтобы этот конфликт
все менее видимым: Если этот фактор помогает саудовцы не быть в центре
внимания общественного мнения, а другой, вероятно, приведет к занижению
конфликта в рамках самых глобальных сценариев. В
нынешней ситуации самый большой политический риск, который
материализуется в стране Йемен вакуум власти, который не может быть
осуществлено саудовцев, за очевидной неспособности, но даже многих
кланов, присутствующих, в которых территория, которая разделена в
некоторых таким образом, они являются единственными эта форма самоуправления в стране, где центральное правительство отсутствует. Это
способствовало росту присутствия Аль-Каиды, который никогда не скрывал
амбиций, чтобы иметь какой-то территориальный суверенитет насадить свою
собственную базу. Это
явная тактическая ошибка саудовцев, которые одобрили эту ситуацию,
слишком занят, борясь с невероятным иранское влияние на население,
которое Аке шиит, он никогда не показывал нравится помощь Тегерана. Кроме
того, эта концентрация на повстанцев в Йемене также отвлекается,
возможно, невольно, силы от борьбы против исламского государства,
способствующего неоднозначное отношение Саудовской Аравии против
халифата. Эти
две ошибки сложенные вместе, может поставить в Саудовскую Аравию в
трудное положение и слишком много подвергается воздействию
ближневосточного терроризма, а также иметь на своей границе состояние,
характеризующееся глубоким отвращением к Эр-Рияд; это
будет необходимо поставить средство правовой защиты в этой ситуации с
более широкое использование дипломатии и уступок в Йемен и определенной
приверженности против исламского государства, а также восстановить
отношения с Соединенными Штатами ухудшились именно отношение подозрение
принадлежат саудовцев с халифатом , чтобы поддержать суннитский передовые и амбиции, чтобы получить влияние в Сирии.
Iscriviti a:
Post (Atom)