Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 6 luglio 2016

La trasformazione militare dello Stato islamico

Se dal punto di vista militare classico, cioè il contesto dove si affrontano eserciti in confronti più o meno convenzionali, le forze dello Stato islamico stanno subendo sconfitte sempre più determinanti, la reazione del califfato ha spostato su di un piano maggiormente internazionale un conflitto diventato di tipo asimmetrico. L’impossibilità di mantenere le posizioni sul terreno conquistato e trasformato nella sovranità dello Stato islamico, dovuta ad una serie di ragioni e non tutte di tipo militare, ha determinato un incremento delle azioni terroristiche su scala mondiale, come ritorsione dei successi militari dell’esercito irakeno e dei suoi alleati, gli sciti e le forze occidentali con gli USA in prima fila. Gli obiettivi dello Stato islamico sono così diventati i sunniti di paesi che appoggiavano in maniera implicita il califfato, gli stranieri nei paesi sunniti e gli sciiti in Iraq. Questi fenomeni hanno subito un incremento con l’assedio di Raqqa e sembrano segnare una svolta nella metodologia della lotta contro i propri nemici da parte degli uomini del califfato. Questa trasformazione è dettata da ragioni contingenti, che vedono in primo luogo la perdita della sovranità sul territorio conquistato e la necessità conseguente di elaborare nuove forme di lotta, che possano rientrare nelle disponibilità ridotte di combattimento degli estremisti islamici; in questo senso non si può non notare che lo Stato islamico sta subendo una trasformazione verso una attività terroristica classica, che sembra avvicinarla, sopratutto come modi operativi, ad Al Qaeda. Esiste principalmente un intento punitivo nell’interpretazione degli attentati compiuti ad Istanbul ed in Arabia Saudita; queste due nazioni fornivano un appoggio nascosto allo Stato islamico per i loro fini geopolitici, sia per contrastare l’Iran, che per realizzare le loro mire sulla Siria. Gli esecutivi di questi paesi sunniti sono stati obbligati a cambiare atteggiamento dall’evoluzione del conflitto, che rischiava di portare entro  i loro confini la guerra, sia dalle pressioni americane, chenon potevano più tollerare un atteggiamento troppo ambiguo nel contrasto al califfato. Sopratutto la Turchia, da dove transitava il petrolio venduto dallo Stato islamico e che ne costituiva la maggiore fonte di finanziamento, ha dovuto fare cessare questi traffici e ciò ha determinato una risposta violenta causata da una percezione di tradimento  da parte di Ankara. In questi attentati si è individuato un cambiamento degli autori, che sono passati da essere persone inesperte da sacrificare senza grosse perdite in tema di conoscenze, ad un impiego di attentatori più addestrati militarmente, il cui sacrificio implica una sottrazione alle parti più esperte dei combattenti del califfato. Questo cambio di direzione è stato imposto dalla maggiore attenzione delle forze di polizia a cui si è dovuto rispondere con l’impiego di personale in grado di aggirare i controlli e quindi dotati di un addestramento superiore. Questa considerazione evidenzia come sia diventata prioritario l’uso di combattenti addestrati in attentati suicidi, prelevati dalle zone di battaglia, proprio per gli esiti negativi della guerra per il califfato. Ciò può significare anche che lo Stato islamico inizi a considerare la sconfitta militare come una eventualità con grosse probabilità di accadere. Questo scenario implica, quindi un incremento di modalità asimmetriche di combattimento, tendenti a creare terrore ed alterare gli equilibri nelle nazioni sunnite dove sono presenti interessi occidentali e nelle zone sciite per esasperare il conflitto religioso. Di conseguenza occorre fare delle considerazioni anche sulle modalità di condotta della guerra contro lo Stato islamico nel territorio irakeno, se, come già detto, le vittorie militari sembrano incontestabili, appare altrettanto vero che queste non procedono di pari passo con una adeguata operazione di miglioramento delle condizioni sociali della popolazione che ha subito la sovranità dello Stato islamico e quindi con una migliore percezione del governo irakeno. Si deve ricordare, a questo proposito, che lo stato irakeno è retto dagli sciiti, che sono la minoranza nel paese, e che, per questa ragione, devono conquistare la fiducia delle zone sunnite; sebbene la soluzione migliore sarebbe una divisione del potere centrale, in attesa di questa possibilità, l’esecutivo di Bagdad dovrebbe puntare grandi investimenti sulla ricostruzione, in special modo sulle infrastrutture come ospedali, scuole e vie di comunicazione, in modo da dimostrare in modo tangibile l’attenzione verso la parte sunnita del paese. Senza questa politica il rischio è di vedere vanificato lo sforzo militare perchè non sostenuto da un adeguato coinvolgimento della popolazione e quindi capace di favorire nuovi terreni di coltura per il terrorismo.

Military transformation of the Islamic State

If, from the classic military sense, that is the environment they face off against armies in more or less conventional, the forces of the Islamic State are facing more and more decisive defeats, the reaction of the caliphate has moved on to a more international conflict became asymmetrical. The inability to maintain positions in the land conquered and transformed in the sovereignty of the Islamic state, due to a number of reasons, not all military, led to an increase in acts of terrorism worldwide, in retaliation of the military successes of the army Iraq and its allies, the Scythians and Western forces with the US in the first row. The objectives of the Islamic State have thus become the Sunnis of countries that supported implicitly the caliphate, foreign countries in Sunni and Shiites in Iraq. These phenomena have increased with the siege of Raqqa and seem to mark a turning point in the methodology of the fight against their enemies by the men of the caliphate. This transformation is dictated by contingent reasons, they see primarily the loss of sovereignty over the conquered territory and the consequent need to develop new forms of struggle, which may be within the reduced availability of fighting Islamic extremists; in this sense, one can not but notice that the Islamic state is undergoing a transformation towards a classical terrorist activity, which appears to approach her, especially as operating modes, with Al Qaeda. There is primarily a punitive intent in the interpretation of the terrorist attacks in Istanbul and Saudi Arabia; these two countries provided a hidden support for the Islamic state for their geopolitical purposes, both to counter Iran, that to achieve their aims on Syria. The executives of these Sunni countries have been forced to change their attitude by the evolution of the conflict, which threatened to bring the war within their borders, both by American pressure, sure this could tolerate too ambiguous attitude in contrast to the caliphate. Especially Turkey, where transited oil sold by the Islamic state and which served as the main source of funding, has had to cease these trades, and this resulted in a violent response caused by a sense of betrayal by Ankara. In these attacks we have identified a change of the authors, who have gone from being inexperienced people to sacrifice without great losses in terms of knowledge, to the use of more bombers trained militarily, whose sacrifice implies a subtraction to the most experienced fighters of the parties caliphate. This change of direction was imposed by the increased attention of the police force to which he had to respond with the use of personnel able to circumvent controls and therefore have a higher training. This consideration shows that it has become a priority the use of trained fighters in suicide bombings, taken from the battle zones, because of the negative outcome of the war for the caliphate. This can also mean that the Islamic state beginning to consider the military defeat as a possibility with big chances of happening. This scenario thus implies an increase of asymmetrical combat mode, tend to create terror and alter the balance in the Sunni nations where there are Western interests in Shiite areas to exacerbate religious conflict. Consequently, the Court also make some considerations on the mode of conduct of the war against the Islamic State in Iraqi territory if, as already mentioned, the military victories seem indisputable, it is equally true that they do not go hand in hand with proper operation of improvement social conditions of the population that has suffered the sovereignty of the Islamic state and thus with a better perception of the Iraqi government. It should be noted in this regard, that the state of Iraq is ruled by Shiites, who are the minority in the country, and that, for this reason, must win the trust of the Sunni areas; although the best solution would be a division of the central power, waiting for this opportunity, the government in Baghdad should focus on rebuilding large investments, especially in infrastructure such as hospitals, schools and roads, in order to demonstrate in a tangible way attention to the Sunni part of the country. Without this policy the risk is to see defeat the military effort because not supported by an adequate involvement of the population and therefore capable of encouraging more breeding grounds for terrorism.

La transformación militar del Estado Islámico

Si, desde el punto de vista militar clásica, es decir, el entorno en el que se enfrentan contra los ejércitos en más o menos convencional, las fuerzas del Estado Islámico se enfrentan cada vez más decisivas derrotas, la reacción del califato se ha trasladado a un conflicto más internacional se convirtió en asimétrica. La incapacidad para mantener posiciones en la tierra conquistada y transformada en la soberanía del estado islámico, debido a una serie de razones, no todos los militares, condujo a un aumento de los actos de terrorismo en todo el mundo, en la venganza de los éxitos militares del ejército Irak y sus aliados, las fuerzas escitas y occidentales con los EE.UU. en la primera fila. por tanto, los objetivos del Estado Islámico se han convertido en los suníes de países que apoyaron implícitamente el califato, países extranjeros en los chiíes sunitas y en Irak. Estos fenómenos se han incrementado con el sitio de Raqqa y parecen marcar un punto de inflexión en la metodología de la lucha contra sus enemigos por los hombres del califato. Esta transformación está dictada por razones contingentes, que ven sobre todo la pérdida de la soberanía sobre el territorio conquistado y la consiguiente necesidad de desarrollar nuevas formas de lucha, que pueden estar dentro de la reducida disponibilidad de la lucha contra los extremistas islámicos; en este sentido, no se puede notar que el estado islámico está experimentando una transformación hacia una actividad terrorista clásica, que parece acercarse a ella, sobre todo porque los modos de funcionamiento, con Al Qaeda. Hay sobre todo una intención punitiva en la interpretación de los ataques terroristas en Estambul y Arabia Saudita; estos dos países proporcionaron un apoyo oculto para el estado islámico para sus fines geopolíticos, tanto para contrarrestar a Irán, que para lograr sus objetivos en Siria. Los ejecutivos de estos países sunitas se han visto obligados a cambiar su actitud por la evolución del conflicto, que amenazaba con llevar la guerra dentro de sus fronteras, tanto por la presión estadounidense, de que esto podía tolerar la actitud demasiado ambiguo en contraste con el califato. Especialmente Turquía, donde el petróleo transitado vendido por el estado islámico y que sirvió como la principal fuente de financiación, ha tenido que dejar de estos oficios, y esto dio lugar a una respuesta violenta causada por un sentimiento de traición por Ankara. En estos ataques se han identificado un cambio de los autores, que han pasado de ser personas sin experiencia que sacrificar sin grandes pérdidas en términos de conocimiento, con el uso de más terroristas entrenados militarmente, cuyo sacrificio implica una sustracción de los luchadores más experimentados de las partes califato. Este cambio de dirección fue impuesta por el aumento de la atención de la policía local a la que tuvo que responder con la utilización de personal capaz de eludir los controles y por lo tanto tienen una formación superior. Esta consideración muestra que se ha convertido en una prioridad el uso de combatientes entrenados en atentados suicidas, tomadas de las zonas de batalla, debido al resultado negativo de la guerra por el califato. Esto también puede significar que el estado islámico empezando a considerar la derrota militar como una posibilidad con grandes posibilidades de que suceda. Por tanto, este escenario implica un incremento del modo de combate asimétrico, tienden a crear terror y alterar el equilibrio en las naciones suníes en los que hay intereses occidentales en zonas chiíes a exacerbar el conflicto religioso. En consecuencia, la Corte también hacen algunas consideraciones sobre el modo de conducción de la guerra contra el Estado islámico en el territorio iraquí si, como ya se ha mencionado, las victorias militares parecen indiscutibles, no es menos cierto que no van de la mano en el correcto funcionamiento de la mejora las condiciones sociales de la población que ha sufrido la soberanía del estado islámico y por lo tanto con una mejor percepción de que el gobierno iraquí. Cabe señalar a este respecto, que el estado de Irak está gobernado por chiíes, que son la minoría en el país, y que, por esta razón, debe ganar la confianza de las áreas sunitas; A pesar de que la mejor solución sería una división del poder central, esperando por esta oportunidad, el gobierno de Bagdad debe centrarse en la reconstrucción de grandes inversiones, especialmente en infraestructuras como hospitales, escuelas y carreteras, con el fin de demostrar de una manera tangible atención a la parte sunita del país. Sin esta política es el riesgo de ver a derrotar el esfuerzo militar porque no es compatible con una adecuada participación de la población y, por tanto, capaz de animar a más caldo de cultivo para el terrorismo.

Militärische Transformation des Islamischen Staates

Wenn aus dem klassischen militärischen Sinne, dass die Umgebung, die sie gegen Armeen in mehr face off oder weniger konventionell, die Kräfte des Islamischen Staates mehr und mehr entscheidende Niederlagen gegenüber, ist die Reaktion des Kalifats zu einem internationalen Konflikt weitergezogen wurde asymmetrisch. Die Unfähigkeit, Positionen im Land zu halten in der Souveränität des islamischen Staates, aufgrund einer Reihe von Gründen erobert und verwandelt, die nicht alle militärischen, führte zu einer Zunahme der Terrorakte weltweit, in Vergeltung der militärischen Erfolge der Armee Irak und ihre Verbündeten, die Skythen und die westlichen Streitkräfte mit den USA in der ersten Reihe. Die Ziele des Islamischen Staates haben somit die Sunniten der Länder geworden, die implizit das Kalifat, Ausland in Sunniten und Schiiten im Irak unterstützt. Diese Phänomene sind mit der Belagerung von Raqqa erhöht und scheinen einen Wendepunkt in der Methodik der Kampf gegen ihre Feinde von den Männern des Kalifats zu markieren. Diese Transformation wird durch bedingten Gründen diktiert, sie in erster Linie den Verlust der Souveränität über das eroberte Gebiet und die daraus folgende Notwendigkeit sehen, neue Formen des Kampfes zu entwickeln, die in der reduzierten Verfügbarkeit des Kampfes gegen islamische Extremisten sein können; in diesem Sinne kann man nicht umhin, feststellen, dass der islamische Staat eine Transformation hin zu einer klassischen terroristischen Aktivitäten erlebt, die sich ihr zu nähern scheint, vor allem als Betriebsarten, mit Al-Kaida. Es ist in erster Linie eine Strafabsicht bei der Interpretation der Terroranschläge in Istanbul und Saudi-Arabien; Diese beiden Länder vorgesehen, um eine versteckte Unterstützung für den islamischen Staat für ihre geopolitischen Zwecke, sowohl Iran zu begegnen, dass ihre Ziele auf Syrien zu erreichen. Die Führungskräfte dieser sunnitischen Länder waren gezwungen, ihre Haltung durch die Entwicklung des Konflikts zu ändern, die den Krieg in ihren Grenzen zu bringen drohte, die beide von den amerikanischen Druck, sicher, dass dies im Gegensatz zum Kalifat zu zweideutige Haltung ertragen konnte. Vor allem die Türkei, wo transited Öl durch den islamischen Staat verkauft und die als Hauptfinanzierungsquelle diente, hatte diese Geschäfte zu beenden, und dies führte zu einer heftigen Reaktion hervorgerufen durch ein Gefühl des Verrats von Ankara. Bei diesen Angriffen haben wir eine Änderung der Autoren identifiziert, die andere als unerfahrene Menschen gegangen sind, ohne große Verluste in Bezug auf Wissen zu opfern, die Verwendung von mehr Bomber militärisch geschult, deren Opfer bedeutet eine Subtraktion zu den erfahrensten Kämpfer der Parteien Kalifat. Diese Richtungsänderung wurde durch die erhöhte Aufmerksamkeit der Polizei auferlegt, die er mit dem Einsatz von Personal in der Lage zu den Kontrollen zu umgehen und damit eine höhere Ausbildung haben musste reagieren. Diese Überlegung zeigt, dass es eine Priorität, die Verwendung von ausgebildeten Kämpfer in Selbstmordanschläge geworden ist, aus den Kampfzonen genommen, wegen der negativen Ausgang des Krieges für das Kalifat. Dies kann auch bedeuten, dass der islamische Staat die militärische Niederlage als eine Möglichkeit mit großen Chancen, geschieht zu betrachten beginnen. Dieses Szenario impliziert somit eine Steigerung von asymmetrischen Kampfmodus, neigen dazu, den Terror zu schaffen und das Gleichgewicht in den sunnitischen Nationen ändern, wo es die Interessen des Westens in schiitischen Gebieten religiöse Konflikte zu verschärfen. Folglich hat das Gericht auch einige Überlegungen über die Art der Führung des Krieges gegen den islamischen Staat in irakischem Gebiet, wenn, wie bereits erwähnt, sind die militärischen Siege scheinen unbestreitbar, es ebenso wahr ist, dass sie nicht Hand in Hand mit den ordnungsgemäßen Betrieb der Verbesserung gehen Sie soziale Lage der Bevölkerung, die die Souveränität des islamischen Staates und somit mit einer besseren Wahrnehmung der irakischen Regierung gelitten hat. Es sollte in diesem Zusammenhang angemerkt werden, dass der Zustand des Irak von Schiiten regiert wird, die die Minderheit im Land sind, und dass aus diesem Grund muss das Vertrauen der sunnitischen Gebieten gewinnen; obwohl die beste Lösung, eine Abteilung der Zentralmacht wäre, für diese Gelegenheit warten, konzentrieren sich die Regierung in Bagdad sollte große Investitionen auf den Wiederaufbau, vor allem in die Infrastruktur wie Krankenhäuser, Schulen und Straßen, um auf greifbare Weise zu demonstrieren die Aufmerksamkeit auf die sunnitischen Teil des Landes. Ohne diese Politik ist das Risiko, um zu sehen, die militärischen Anstrengungen zu besiegen, weil nicht durch eine angemessene Beteiligung der Bevölkerung unterstützt und daher in der Lage mehr Brutstätten für den Terrorismus zu fördern.

La transformation militaire de l'Etat islamique

Si, dans le sens militaire classique, qui est l'environnement dans lequel ils affrontent les armées en plus ou moins conventionnelle, les forces de l'État islamique sont confrontés à de plus en plus décisives défaites, la réaction du Califat a évolué à un conflit plus international est devenu asymétrique. L'incapacité de maintenir des positions dans le pays conquis et transformé dans la souveraineté de l'Etat islamique, en raison d'un certain nombre de raisons, et non pas tous les militaires, a conduit à une augmentation des actes de terrorisme à travers le monde, en représailles des succès militaires de l'armée Irak et ses alliés, les Scythes et occidentaux forces avec les États-Unis dans la première rangée. Les objectifs de l'État islamique sont ainsi devenus les sunnites des pays qui ont soutenu implicitement le califat, les pays étrangers chiites et sunnites en Irak. Ces phénomènes ont augmenté avec le siège de Raqqa et semblent marquer un tournant dans la méthodologie de la lutte contre leurs ennemis par les hommes du Califat tournant. Cette transformation est dictée par des raisons contingentes, ils voient surtout la perte de souveraineté sur le territoire conquis et donc la nécessité de développer de nouvelles formes de lutte, qui peuvent être à l'intérieur de la disponibilité réduite de la lutte contre les extrémistes islamiques; en ce sens, on ne peut que constater que l'Etat islamique subit une transformation vers une activité terroriste classique, qui semble se rapprocher d'elle, d'autant plus que les modes de fonctionnement, avec Al-Qaïda. Il est avant tout une intention punitive dans l'interprétation des attentats terroristes à Istanbul et l'Arabie Saoudite; ces deux pays ont fourni un support caché pour l'Etat islamique à des fins géopolitiques, à la fois pour contrer l'Iran, que pour atteindre leurs objectifs sur la Syrie. Les dirigeants de ces pays sunnites ont été contraints de changer leur attitude par l'évolution du conflit, qui a menacé de porter la guerre à l'intérieur de leurs frontières, à la fois par la pression américaine, que cela pourrait tolérer l'attitude trop ambiguë en contraste avec le Califat. Surtout la Turquie, où le pétrole transité vendu par l'Etat islamique et qui a servi en tant que principale source de financement, a dû cesser ces métiers, ce qui a entraîné une réaction violente provoquée par un sentiment de trahison par Ankara. Dans ces attaques, nous avons identifié un changement des auteurs, qui sont passés d'gens inexpérimentés à sacrifier sans grandes pertes en termes de connaissances, à l'utilisation de plusieurs bombardiers formés militairement, dont le sacrifice implique une soustraction aux combattants les plus expérimentés des parties califat. Ce changement de direction a été imposée par l'attention accrue de la force de police à laquelle il devait répondre à l'utilisation du personnel en mesure de contourner les contrôles et donc avoir une formation supérieure. Cette considération montre qu'il est devenu une priorité l'utilisation des combattants formés dans les attentats-suicides, pris dans les zones de combat, en raison du résultat négatif de la guerre pour le califat. Cela peut également signifier que l'Etat islamique commence à considérer la défaite militaire comme une possibilité avec de grandes chances de se produire. Ce scénario implique donc une augmentation du mode de combat asymétrique, ont tendance à créer la terreur et modifier l'équilibre dans les nations sunnites où il y a des intérêts occidentaux dans les zones chiites à exacerber les conflits religieux. Par conséquent, la Cour fait également quelques considérations sur le mode de conduite de la guerre contre l'État islamique sur le territoire irakien si, comme déjà mentionné, les victoires militaires semblent incontestables, il est tout aussi vrai qu'ils ne vont pas de pair avec le bon fonctionnement de l'amélioration conditions sociales de la population qui a souffert de la souveraineté de l'Etat islamique et donc avec une meilleure perception du gouvernement irakien. Il convient de noter à cet égard, que l'état de l'Irak est gouverné par les chiites, qui sont la minorité dans le pays, et que, pour cette raison, il faut gagner la confiance des zones sunnites; bien que la meilleure solution serait une division du pouvoir central, en attendant cette occasion, le gouvernement à Bagdad devrait se concentrer sur la reconstruction de grands investissements, en particulier dans les infrastructures telles que les hôpitaux, les écoles et les routes, afin de démontrer de manière tangible attention à la partie sunnite du pays. Sans cette politique, le risque est de voir vaincre l'effort militaire, car non soutenu par une participation adéquate de la population et donc capable d'encourager davantage de motifs de reproduction pour le terrorisme.

A transformação militar do Estado Islâmico

Se, a partir do sentido militar clássico, que é o ambiente em que se enfrentam exércitos em mais ou menos convencional, as forças do Estado Islâmico estão enfrentando mais e mais decisivas derrotas, a reação do califado passou para um conflito mais internacional tornou-se assimétrico. A incapacidade de manter posições na terra conquistada e transformada na soberania do Estado islâmico, devido a uma série de razões, nem todas militar, levou a um aumento dos actos de terrorismo em todo o mundo, em retaliação dos sucessos militares do exército Iraque e seus aliados, as forças citas e ocidentais com os EUA na primeira linha. Os objectivos do Estado Islâmico tornaram-se assim os sunitas de países que apoiaram implicitamente o califado, países estrangeiros em xiitas e sunitas no Iraque. Estes fenómenos têm aumentado com o cerco de Raqqa e parecem marcar um ponto de viragem na metodologia da luta contra os seus inimigos pelos homens do califado. Esta transformação é ditada por razões contingentes, eles vêem principalmente a perda de soberania sobre o território conquistado e a consequente necessidade de desenvolver novas formas de luta, que podem ser dentro da disponibilidade reduzida de lutar contra extremistas islâmicos; neste sentido, não se pode deixar de notar que o Estado islâmico está passando por uma transformação para uma atividade terrorista clássica, que parece se aproximar dela, especialmente porque os modos de operação, com a Al Qaeda. Não é primariamente uma intenção punitiva na interpretação dos ataques terroristas em Istambul e na Arábia Saudita; estes dois países forneceram um apoio oculto para o Estado Islâmico para os seus fins geopolíticos, tanto para combater o Irã, que, para alcançar os seus objectivos sobre a Síria. Os executivos desses países sunitas foram forçados a mudar a sua atitude pela evolução do conflito, que ameaçou levar a guerra dentro de suas fronteiras, tanto por pressão americana, certo de que este podia tolerar atitude muito ambígua em contraste com o califado. Especialmente a Turquia, onde o petróleo transitado vendido pelo Estado islâmico e que serviu como a principal fonte de financiamento, teve de cessar estas operações, e isso resultou em uma resposta violenta causada por um sentimento de traição por Ancara. Nestes ataques, identificamos uma mudança dos autores, que passaram de pessoas inexperientes para sacrificar sem grandes perdas em termos de conhecimento, com a utilização de mais bombardeiros treinados militarmente, cujo sacrifício implica uma subtração para os lutadores mais experientes das partes califado. Esta mudança de direção foi imposta pelo aumento da atenção da força policial para que ele teve que responder com a utilização de pessoal capaz de contornar os controles e, portanto, têm uma formação superior. Esta consideração mostra que ele se tornou uma prioridade o uso de combatentes treinados em atentados suicidas, retirados das zonas de batalha, por causa do resultado negativo da guerra para o califado. Isso também pode significar que o Estado islâmico começando a considerar a derrota militar como uma possibilidade com grandes chances de acontecer. Este cenário implica, assim, um aumento de modo de combate assimétrico, tendem a criar terror e alterar o equilíbrio nas nações sunitas onde há interesses ocidentais em áreas xiitas de exacerbar o conflito religioso. Consequentemente, o Tribunal também fazer algumas considerações sobre o modo de condução da guerra contra o Estado islâmico em território iraquiano se, como já foi mencionado, as vitórias militares parece indiscutível, é igualmente verdade que eles não andam de mãos dadas com a operação adequada de melhora condições sociais da população que tem sofrido a soberania do estado islâmico e, portanto, com uma melhor percepção do governo iraquiano. Deve notar-se, a este respeito, que o estado do Iraque é governado por xiitas, que são minoria no país, e que, por esta razão, deve ganhar a confiança das áreas sunitas; embora a melhor solução seria uma divisão do poder central, esperando por esta oportunidade, o governo em Bagdá deve se concentrar na reconstrução de grandes investimentos, especialmente em infra-estrutura, tais como hospitais, escolas e estradas, a fim de demonstrar de forma tangível atenção para a parte sunita do país. Sem esta política, o risco é para ver derrotar o esforço militar, porque não é suportado por uma participação adequada da população e, portanto, capaz de incentivar mais terreno fértil para o terrorismo.

Военные преобразования исламского государства

Если от классической военной точки зрения, что это среда, они столкнутся с армий в более или менее обычным, силы Исламского государства сталкиваются с все более и более решительных поражений, реакция халифате перешла на более международный конфликт стал асимметричным. Неспособность сохранить позиции на земле завоеванной и преобразованного в суверенитете исламского государства, в силу ряда причин, не все военного, привело к увеличению числа актов терроризма во всем мире, в отместку военных успехов армии Ирак и его союзников, скифы и западные силы с США в первом ряду. Цели исламского государства таким образом, стали сунниты стран, которые поддерживали неявно халифат, зарубежными странами в суннитских и шиитов в Ираке. Эти явления увеличились с осадой Ракка и, кажется, чтобы отметить поворотный момент в методологии борьбы с их врагами мужчинами халифата. Это преобразование продиктовано условным причинам, они видят в первую очередь потерю суверенитета над завоеванной территорией и, как следствие, необходимость разработки новых форм борьбы, которые могут быть в наличии пониженной борьбы исламских экстремистов; в этом смысле, нельзя не заметить, что исламское государство переживает трансформацию в сторону классической террористической деятельности, которая, как представляется, приблизиться к ней, особенно в режимах работы, с Аль-Каидой. Существует в основном карательный намерения в интерпретации террористических актов в Стамбуле и Саудовской Аравии; эти две страны представили скрытую поддержку исламского государства для своих геополитических целей, как для противодействия Ирану, что для достижения своих целей в отношении Сирии. Руководители этих суннитских стран были вынуждены изменить свое отношение к эволюции конфликта, который угрожал привести войну в пределах своих границ, как по американскому давлению, уверен, что это может терпеть слишком неоднозначное отношение в отличие от халифата. Особенно Турция, где Транзитом нефть, реализуемую исламского государства и который служил в качестве основного источника финансирования, пришлось прекратить эти сделки, и это привело к насильственной реакции, вызванной ощущением предательства Анкары. В этих атаках мы определили изменение авторов, которые прошли путь от неопытных людей жертвовать без больших потерь в плане знаний, к использованию большего количества бомбардировщиков подготовленных в военном отношении, чья жертва предполагает вычитание самых опытных бойцов сторон халифат. Это изменение направления было наложено на повышенное внимание полиции, к которому он должен был реагировать с использованием персонала, способного обойти меры контроля и, следовательно, имеют более высокую подготовку. Это соображение показывает, что она стала приоритетом использование обученных бойцов в террористов-смертников, взятых из боевых зон, из-за отрицательного исхода войны для халифата. Это также может означать, что исламское государство начинает рассматривать военное поражение как возможность с большими шансами происходит. Таким образом, этот сценарий предполагает увеличение режима асимметричной боя, как правило, создают террор и изменить баланс в суннитских странах, где существуют западные интересы в шиитских районах обострить религиозного конфликта. Следовательно, Суд также сделать некоторые соображения относительно способа ведения войны против исламского государства на территории Ирака, если, как уже говорилось, военные победы кажутся бесспорными, то столь же верно, что они не идут рука об руку с правильной работы улучшения социальные условия населения, понесшего суверенитет исламского государства и, следовательно, с лучшим восприятием иракского правительства. Следует отметить в этой связи, что государство Ирака управляется шиитами, которые являются меньшинством в стране, и что, по этой причине, должны завоевать доверие суннитских районов; хотя лучшим решением было бы разделение центральной власти, ожидая эту возможность, правительство в Багдаде должно сосредоточиться на восстановлении крупных инвестиций, особенно в области инфраструктуры, таких как больницы, школы и дороги, для того, чтобы продемонстрировать ощутимым образом внимание к суннитской части страны. Без этой политики риск увидеть поражение военных усилий, потому что не поддерживается адекватным привлечением населения и, следовательно, способны поощрять более рассадниками терроризма.