Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
martedì 16 gennaio 2018
وتعتزم الولايات المتحدة إنشاء قوة كردية على الحدود مع تركيا
إن
نية الولايات المتحدة لإنشاء قوة عسكرية قوامها 30 ألف شخص، تتألف من
العرب والتركمان، ولا سيما الأكراد، بهدف الإشراف على الحدود مع شمال
سوريا، تحت سيطرة الأسد، أثارت رد فعل قوي من دمشق وأنقرة. إذا
ظلت واشنطن بين سوريا وسوريا أسبابا للمعارضة، فإن تركيا تبقى رسميا حليفا
أمريكيا، وعضوا أيضا، من بين أعضاء آخرين، من أعضاء التحالف الأطلسي. لذلك يبدو أن القيمة السياسية لقرار البنتاغون ذات أهمية كبيرة. إن
دعم الميليشيات الكردية يعني الاعتراف، ضمنا، بالحق في الحكم الذاتي
الإقليمي، وهو أسوأ حجة للرئيس التركي، الذي جعل السلامة الإقليمية للبلد
التركي إحدى نقاط قوتها. في الواقع، كان أول رد فعل من حكومة تركيا إلى الولايات المتحدة الأمريكية إدانة التهديد للأمن القومي. وندد
وزير الخارجية التركى بعدم وجود معلومات مسبقة من واشنطن، وهذا الجانب ليس
بالتأكيد ثانويا فى القضية، الامر الذى يفاقم العلاقات بين البلدين. إن
التصور هو أن الولايات المتحدة لم تحذر أنقرة من منع المقاطعة الوقائية
لإنشاء القوة العسكرية الجديدة وأيضا لعدم الثقة في نظام ربما دعم تنظيم
الدولة الإسلامية. بل
على العكس من أن يكون الأكراد جزءا لا يتجزأ من هذه القوة العسكرية، فإن
لها معنى دقيقا، والذي يتكون من الاعتبارات الكبيرة التي يتمتعون بها في
القيادة العسكرية الأمريكية. وهذا
يشكل نقطة أخرى للمسافة بين تركيا والولايات المتحدة الأمريكية، أيضا لأن
البنتاغون، مع هذه الخطوة، ينص صراحة على أولئك الذين يثقون في وضع حاجز
أمام التوسع المحتمل للأسد. أنها
ربما أيضا بذلت لاعتبارات الفرصة حول مدى ملاءمة الاعتماد على الجيش
التركي لمواجهة الأسد، وليس أقلها كان الرغبة في عدم تفاقم المواجهة بين
اثنين من اللاعبين الدوليين في مجالات معارضة، والتي يمكن أن تتحول إلى
صراع جديد . ودعما
لهذه القوة العسكرية لن يكون هناك حوالي 2000 جندي أمريكي، جنبا إلى جنب
مع الميليشيات الكردية مؤطرة، أن تركيا تؤمن الإرهابيين، رؤية مماثلة لتلك
التي من دمشق، التي تعتبر السوريين مؤطرة في هذه القوة العسكرية بنفس
الطريقة بأنهم خونة. مع هذه المباني دور القوة العسكرية الجديدة تعلن نفسها صعبة للغاية. في الواقع، نشرت تركيا بالفعل سلسلة من بطاريات الصواريخ على الحدود الكردية السورية، مستعدة لضرب المواقع العسكرية الكردية. تبدو
واشنطن التي استفادت من لحظة للنزاع السوري لاحتلال الركود، فقط مع مساعدة
من الأكراد وحتى لمساعدة هؤلاء، جزء من الأراضي أيضا لتحقيق التوازن بين
التدخل الروسي، ولكن الابتعاد عن الانظار: خطط أحبطت احتجاجات من أنقرة. بالنسبة
للدبلوماسية الأميركية، فإن التحدي يكمن في التوفيق بين القرب من الأكراد
مع الأسباب حليف التركية المهملة، مع الأخذ بعين الاعتبار إمكانية حقيقية
لرؤية الجنود الأمريكيين المتورطين في الصراع ضد الجيش التركي: هذا هو، ما
من شأنه أن يحدث سيكون ضد معادية بين أعضاء من التحالف الأطلسي. يبدو
رابحة لأعربوا عن أحكام إيجابية أو سلبية حول أردوغان وحتى إشراك الأكراد
يبدو عمله، فإن الواقع هو أن في الجيش الأمريكي، وربما حتى في أوساط
الدبلوماسيين المحترفين، جاء دور السلطوي في أنقرة ليس لطيفا، في حين فإن الثقة في الأكراد لم تنجح أبدا، خاصة من وجهة النظر السياسية والعسكرية. من
الناحية التكتيكية الأكراد، ومع ذلك، وحتى الحرب ضد صدام، وعرضت دائما
التعاون الكامل مع الجيش الأمريكي، وأيضا أداء الوظائف التي لم يكن من
الممكن إشراك مباشرة الجيش الامريكي: التوتر مع تركيا، التي ظلت مستمرة منذ
رئاسة أوباما، وقد والتعاون
المتسارع مع القوات الكردية تقريبا كعمل إلزامي وعلى الرغم من التحالف
الرسمي داخل التحالف الأطلسي الذي يربط واشنطن بأنقرة. بالطبع هذا يمكن أن يعزز التطلع الكردية المشروعة إلى الحكم الذاتي، مما أثار ردود فعل خطيرة جدا.
Il Papa teme un conflitto nucleare
La sensibilità del Papa verso la pericolosa deriva nucleare, che sta attraversando il mondo, ha provocato un accorato appello contro il pericolo di una guerra atomica. Secondo il Pontefice la rincorsa agli armamenti nucleari, che ha tradito la volontà espressa da numerosi governi contro la proliferazione nucleare, è diventata la possibile causa di un conflitto nucleare con conseguenze la cui portata potrebbe avere la dimensione della catastrofe. L’attuale situazione di tensione che si è venuta a creare con la Corea del Nord potrebbe favorire un conflitto nucleare anche per un solo fraintendimento o per un incidente; infatti il continuo stato di tensione e rispettive minacce che Pyongyang e Washington stanno portando avanti, anche contemporaneamente alle esercitazioni militari, sempre più frequenti, ha creato condizioni di estrema pericolosità e tensione, che giustificano l’allarme del Pontefice. D’altra parte quello della Corea del Nord è il solo caso, anche se il più eclatante, di potenziale pericolo per lo scoppio di un conflitto. Le continue prove di forza dirette a provocare stati esteri da parte di mezzi militari russi, il sorvolo sulla zona economica esclusiva inglese o sugli stati baltici o le manovre terrestri che hanno preoccupato la Polonia, i continui dissidi per le isole contese tra Cina e Giappone, che hanno visto manovre aeree dei rispettivi stati, la tensione tra USA ed Iran e tra Arabia ed Iran, sono tutte emergenze che coinvolgono potenze nucleari e che possono anch’esse diventare pericoli di conflitti atomici. Per il capo del Vaticano la soluzione è il disarmo nucleare, che deve passare attraverso la distruzione dell’arsenale nucleare. Questa posizione, che pare la più ragionevole, si scontra però con la tendenza sempre più estesa in diversi paesi di dotarsi dell’arma atomica e che è rinforzata anche con la ripresa del dualismo tra Stati Uniti e Russia, del nuovo confronto tra Washington e Pechino, della strategia difensiva israeliana, delle volontà del Pakistan di pareggiare l’arsenale nucleare con l’India ed anche con la volontà dell’Arabia Saudita di dotarsi di un ordigno atomico per stabilire una sorta di parità con l’Iran, suo storico nemico. Come si vede il mondo ha intrapreso una direzione contraria a quella voluta dal Papa e che suggerirebbe il puro buon senso. Purtroppo il possesso di un armamento atomico non è più così complicato ed anche le condizioni politiche generali, che non si basano su due blocchi esclusivi, non favoriscono il disarmo. Nessuno poteva immaginare una possibile nostalgia per l’equilibrio del terrore, dove i soggetti in competizione erano soltanto due, che poteva assicurare una certa stabilità, pur all’interno di una dialettica di pesante contrapposizione. Sul tema del disarmo il Vaticano sembra riversare un impegno profondo, che potrebbe anche preludere ad un ruolo diplomatico diretto nella risoluzione della crisi nordcoreana: malgrado le smentite il Vaticano ha già organizzato un convegno per favorire il disarmo nucleare, che è seguito all’intervento alle Nazioni Unite contro l aproliferazione nucleare. La linea del Papa è che i contrasti tra gli stati debbano essere risolti attraverso il dialogo ed i negoziati con ogni altra forma che possa favorire l’avvicinamento delle nazioni in contrasto. Dato l’attuale momento di mancanza di autorevolezza delle Nazioni Unite l’emergere di un soggetto neutrale come il Vaticano può rappresentare una possibile via da percorrere nell’immediato per evitare potenziali conflitti atomici e, nel lungo periodo, assumere un ruolo centrale per discorso più ampio che ritorni a trattare il disarmo totale.
The Pope fears a nuclear conflict
The
Pope's sensitivity to the dangerous nuclear drift, which is going
through the world, has provoked a heartfelt appeal against the danger of
an atomic war. According
to the Pope, the run-up to nuclear weapons, which betrayed the will
expressed by many governments against nuclear proliferation, has become
the possible cause of a nuclear conflict with consequences whose scale
could have the dimension of the catastrophe. The
current tense situation that has arisen with North Korea could foster a
nuclear conflict even for a single misunderstanding or an accident; in
fact the continuous state of tension and respective threats that
Pyongyang and Washington are carrying out, even simultaneously with the
increasingly frequent military exercises, has created conditions of
extreme danger and tension, which justify the Pope's alarm. On
the other hand, that of North Korea is the only case, even if the most
striking, of potential danger to the outbreak of a conflict. The
continuous tests of force directed at provoking foreign states by
Russian military means, the flight over the exclusive British economic
zone or the Baltic states or the land maneuvers that have worried
Poland, the ongoing disagreements for the disputed islands between China
and Japan, that
have seen aerial maneuvers of the respective states, the tension
between the US and Iran and between Arabia and Iran, are all emergencies
that involve nuclear powers and that can also become dangers of atomic
conflicts. For the head of the Vatican the solution is nuclear disarmament, which must go through the destruction of the nuclear arsenal. This
position, which seems the most reasonable, however, clashes with the
increasingly widespread tendency in various countries to equip
themselves with the atomic arms and which is also reinforced with the
resumption of dualism between the United States and Russia, the new
confrontation between Washington and Beijing ,
of the Israeli defense strategy, of the will of Pakistan to equalize
the nuclear arsenal with India and also with the will of Saudi Arabia to
equip itself with an atomic device to establish a sort of parity with
Iran, its historic enemy. As you can see, the world has taken a direction contrary to that desired by the Pope and which would suggest pure common sense. Unfortunately,
the possession of an atomic armament is no longer so complicated and
even the general political conditions, which are not based on two
exclusive blocks, do not favor disarmament. Nobody
could imagine a possible nostalgia for the balance of terror, where the
subjects in competition were only two, which could ensure a certain
stability, even within a dialectic of heavy opposition. On
the topic of disarmament, the Vatican seems to pour a deep commitment,
which could also lead to a direct diplomatic role in the resolution of
the North Korean crisis: despite the denials, the Vatican has already
organized a conference to promote nuclear disarmament, which was
followed by intervention United Nations against nuclear proliferation. The
Pope's line is that the contrasts between the states must be resolved
through dialogue and negotiations with every other form that can favor
the approach of contrasting nations. Given
the current lack of authoritativeness of the United Nations, the
emergence of a neutral subject such as the Vatican can represent a
possible way to be taken immediately to avoid potential atomic conflicts
and, in the long run, take a central role for more discourse. ample that you return to dealing with total disarmament.
El Papa teme un conflicto nuclear
La
sensibilidad del Papa ante la peligrosa deriva nuclear, que atraviesa
el mundo, ha provocado un llamamiento sincero contra el peligro de una
guerra atómica. Según
el Pontífice las armas nucleares carrera que traicionaron la voluntad
expresada por muchos gobiernos contra la proliferación nuclear, se ha
hecho posible debido a un enfrentamiento nuclear con consecuencias cuyo
alcance podría tener la magnitud de la catástrofe. La
situación de tensión actual que ha surgido con Corea del Norte podría
fomentar un conflicto nuclear incluso por un solo malentendido o un
accidente; de
hecho, el continuo estado de tensión y las amenazas respectivas que
Pyongyang y Washington están llevando a cabo, incluso simultáneamente
con los ejercicios militares cada vez más frecuentes, ha creado
condiciones de extremo peligro y tensión, que justifican la alarma del
Papa. Por
otro lado, el de Corea del Norte es el único caso, aunque sea el más
sorprendente, de peligro potencial para el estallido de un conflicto. Las
pruebas directas continuas de la fuerza para hacer que los países
extranjeros por los vehículos militares rusos, volando sobre la zona
económica exclusiva Inglés o en los estados del Báltico o maniobras
terrestres se han preocupado Polonia, los desacuerdos continuos en las
islas en disputa entre China y Japón, que
han visto maniobras aéreas de los respectivos estados, la tensión entre
Estados Unidos e Irán y entre Arabia e Irán, son todas emergencias que
involucran a las potencias nucleares y que también pueden convertirse en
peligros de conflictos atómicos. Para el jefe del Vaticano, la solución es el desarme nuclear, que debe pasar por la destrucción del arsenal nuclear. Esta
posición, que parece más razonable, sin embargo, choca con la tendencia
de expansión en diferentes países para conseguir el arma nuclear y que
también se refuerza con la reanudación de la dualidad entre los EE.UU. y
Rusia, el nuevo enfrentamiento entre Washington y Pekín ,
la estrategia de defensa de Israel, del deseo de Pakistán para
equilibrar el arsenal nuclear con la India y también con la voluntad de
Arabia Saudita para adquirir un dispositivo nuclear para establecer
algún tipo de paridad con Irán, su enemigo histórico. Como puede ver, el mundo ha tomado una dirección contraria a la deseada por el Papa y que sugiere un puro sentido común. Desafortunadamente,
la posesión de un armamento atómico ya no es tan complicada e incluso
las condiciones políticas generales, que no se basan en dos bloques
exclusivos, no favorecen el desarme. Nadie
podría imaginar una posible nostalgia por el equilibrio del terror,
donde los sujetos en competencia eran solo dos, lo que podría garantizar
una cierta estabilidad, incluso dentro de una dialéctica de fuerte
oposición. Sobre
la cuestión del desarme, el Vaticano parece verter un compromiso
profundo, que también podría ser el preludio de un papel diplomático
directa en la resolución de la crisis de Corea del Norte: pese a las
negativas, el Vaticano ya ha organizado una conferencia para promover el
desarme nuclear, que está después de la intervención de Naciones Unidas contra la proliferación nuclear. La
línea del Papa es que los contrastes entre los estados deben resolverse
a través del diálogo y las negociaciones con cualquier otra forma que
pueda favorecer el enfoque de las naciones contrastantes. Dada
la actual falta de autoridad de las Naciones Unidas para el surgimiento
de una persona neutral como el Vaticano puede representar un posible
camino a seguir en lo inmediato para evitar un posible conflicto nuclear
y, en el largo plazo, juegan un papel central en el discurso suficiente como para volver a lidiar con el desarme total.
Der Papst befürchtet einen Atomkonflikt
Die
Sensibilität des Papstes für die gefährliche nukleare Drift, die durch
die Welt geht, hat einen tief empfundenen Appell gegen die Gefahr eines
Atomkrieges ausgelöst. Nach
dem Pontifex Vorfeld Atomwaffen, die den Willen von vielen Regierungen
gegen die Verbreitung von Atomwaffen zum Ausdruck verraten, wird es
möglich, aufgrund einer nuklearen Konfrontation mit Konsequenzen, dessen
Umfang das Ausmaß der Katastrophe haben könnte. Die
derzeitige angespannte Situation, die mit Nordkorea aufgetreten ist,
könnte einen nuklearen Konflikt sogar für ein einziges Missverständnis
oder einen Unfall fördern; In
der Tat tragen die stete Spannung und ihre Bedrohungen, die Pjöngjang
und Washington aus, gleichzeitig mit den militärischen Übungen, immer
häufiger, geschaffen extrem gefährlich und stressigen Bedingungen, die
Warnung des Papstes zu rechtfertigen. Auf
der anderen Seite ist der von Nordkorea der einzige Fall, wenn auch der
auffallendste, der möglichen Gefahr für den Ausbruch eines Konflikts. Die
kontinuierlichen direkten Tests der Stärke Ausland von russischen
Militärfahrzeugen zu verursachen, über die exklusive englische
Wirtschaftszone fliegen oder auf den baltischen Staaten oder Landmanöver
besorgt haben Polen, die nach wie vor Meinungsverschiedenheiten über
die umstrittenen Inseln zwischen China und Japan, wenn
sie besitzen oder Flugmanöver der jeweiligen Staaten, die Spannungen
zwischen den USA und dem Iran und zwischen Saudi-Arabien und Iran werden
unter Einbeziehung aller Notfälle Atommächte und können auch ein
Atomkonflikt Gefahren worden. Für den Chef des Vatikans ist die Lösung die nukleare Abrüstung, die durch die Zerstörung des Atomarsenals gehen muss. Diese
Position, die mehr sinnvoll erscheint, aber kollidiert mit dem
wachsenden Trend in der verschiedenen Ländern Atomwaffe zu erwerben und
die auch mit der Wiederaufnahme des Dualismus zwischen den USA und
Russland, die neuen Konfrontation zwischen Washington und Peking
verstärkt die
israelische Verteidigungsstrategie, Pakistans Wunsch, das Atomarsenals
mit Indien und auch mit der Bereitschaft von Saudi-Arabien zum Ausgleich
einer Atombombe zu schaffen, eine Art Parität mit dem Iran, seinem
historischen Feind zu erwerben. Wie
Sie sehen können, hat die Welt eine dem Willen des Papstes
entgegengesetzte Richtung eingeschlagen, die reinen gesunden
Menschenverstand nahe legen würde. Leider
ist der Besitz einer atomaren Bewaffnung nicht mehr so kompliziert
und selbst die allgemeinen politischen Bedingungen, die nicht auf zwei
exklusiven Blöcken basieren, begünstigen nicht die Abrüstung. Niemand
konnte sich eine mögliche Nostalgie für das Gleichgewicht des Terrors
vorstellen, wo die Subjekte im Wettbewerb nur zwei waren, die sogar
innerhalb einer Dialektik starken Widerstands eine gewisse Stabilität
gewährleisten konnten. Zum
Thema Abrüstung scheint der Vatikan ein tiefes Engagement zu setzen,
das auch zu einer direkten diplomatischen Rolle bei der Lösung der
nordkoreanischen Krise führen könnte: Trotz der Dementis hat der Vatikan
bereits eine Konferenz zur Förderung der nuklearen Abrüstung
organisiert, der eine Intervention folgte Vereinte Nationen gegen nukleare Proliferation. Die
Linie des Papstes ist, dass die Gegensätze zwischen den Staaten durch
Dialog und Verhandlungen mit jeder anderen Form gelöst werden müssen,
die den Ansatz der gegensätzlichen Nationen begünstigen können. Angesichts
der gegenwärtigen mangelnden Autorität der Vereinten Nationen könnte
die Entstehung eines neutralen Themas wie des Vatikans einen möglichen
Weg darstellen, um potentielle atomare Konflikte sofort zu vermeiden und
auf lange Sicht eine zentrale Rolle für mehr Diskurs zu spielen. reichlich, dass Sie zurückkehren, um mit der totalen Abrüstung umzugehen.
Le pape craint un conflit nucléaire
La
sensibilité du pape à la dérive nucléaire dangereuse, qui traverse le
monde, a provoqué un appel sincère contre le danger d'une guerre
atomique. Selon
le pape, la course aux armes nucléaires, qui a trahi la volonté
exprimée par de nombreux gouvernements contre la prolifération
nucléaire, est devenue la cause possible d'un conflit nucléaire aux
conséquences dont l'ampleur pourrait avoir la dimension de la
catastrophe. La
situation tendue actuelle avec la Corée du Nord pourrait favoriser un
conflit nucléaire même pour un seul malentendu ou un accident; en
fait, l'état continu de tension et les menaces respectives que
Pyongyang et Washington menacent, même en même temps que les exercices
militaires de plus en plus fréquents, ont créé des conditions de danger
et de tension extrêmes, qui justifient l'alarme du pape. D'un
autre côté, celui de la Corée du Nord est le seul cas, même le plus
frappant, de danger potentiel à l'éclatement d'un conflit. Les
essais continus de force visant à provoquer des États étrangers par des
moyens militaires russes, le vol au-dessus de la zone économique
exclusive britannique ou des États baltes ou les manœuvres terrestres
qui ont inquiété la Pologne, les désaccords persistants entre les îles
disputées entre la Chine et le Japon, qui
ont vu des manœuvres aériennes des états respectifs, la tension entre
les USA et l'Iran et entre l'Arabie et l'Iran, sont toutes des
situations d'urgence qui impliquent des puissances nucléaires et qui
peuvent aussi devenir des dangers de conflits atomiques. Pour le chef du Vatican, la solution est le désarmement nucléaire, qui doit passer par la destruction de l'arsenal nucléaire. Cette
position, qui semble la plus raisonnable, se heurte cependant à la
tendance de plus en plus répandue dans les différents pays à se doter
des armes atomiques et renforcée par la reprise du dualisme entre les
Etats-Unis et la Russie, nouvelle confrontation entre Washington et
Pékin. ,
de la stratégie de défense israélienne, de la volonté du Pakistan
d'égaliser l'arsenal nucléaire avec l'Inde et aussi de la volonté de
l'Arabie Saoudite de s'équiper d'un dispositif atomique pour établir une
sorte de parité avec l'Iran, son ennemi historique. Comme
vous pouvez le voir, le monde a pris une direction contraire à celle
souhaitée par le Pape et qui suggérerait le pur bon sens. Malheureusement,
la possession d'un armement atomique n'est plus si compliquée et même
les conditions politiques générales, qui ne reposent pas sur deux blocs
exclusifs, ne favorisent pas le désarmement. Personne
ne pouvait imaginer une nostalgie possible de l'équilibre de la
terreur, où les sujets en compétition n'étaient que deux, ce qui
pourrait assurer une certaine stabilité, même dans une dialectique de
forte opposition. Sur
le thème du désarmement, le Vatican semble s'engager profondément, ce
qui pourrait aussi conduire à un rôle diplomatique direct dans la
résolution de la crise nord-coréenne: malgré les dénégations, le Vatican
a déjà organisé une conférence pour promouvoir le désarmement
nucléaire. Nations Unies contre la prolifération nucléaire. La
ligne du pape est que les contrastes entre les états doivent être
résolus par le dialogue et les négociations avec toutes les autres
formes qui peuvent favoriser l'approche des nations contrastées. Compte
tenu du manque actuel d'autorité de l'ONU, l'émergence d'un sujet
neutre comme le Vatican peut représenter une voie possible à prendre
immédiatement pour éviter d'éventuels conflits atomiques et, à long
terme, jouer un rôle central pour davantage de discours. amplement que vous revenez à traiter avec le désarmement total.
O Papa teme um conflito nuclear
A
sensibilidade do Papa à perigosa deriva nuclear, que atravessa o mundo,
provocou um apelo sincero contra o perigo de uma guerra atômica. De
acordo com o Papa, a corrida às armas nucleares, que traiu a vontade
expressa por muitos governos contra a proliferação nuclear, tornou-se a
possível causa de um conflito nuclear com consequências cuja escala
poderia ter a dimensão da catástrofe. A
situação atual que surgiu com a Coréia do Norte poderia promover um
conflito nuclear mesmo por um único mal entendido ou por um acidente; de
fato, o contínuo estado de tensão e as respectivas ameaças que
Pyongyang e Washington realizam, mesmo em simultâneo com os exercícios
militares cada vez mais frequentes, criaram condições de extrema ameaça e
tensão que justificam o alarme do Papa. Por
outro lado, o da Coréia do Norte é o único caso, mesmo que seja o mais
marcante, de um potencial perigo para o surgimento de um conflito. Os
testes contínuos de força dirigidos a provocar estados estrangeiros por
meios militares russos, o vôo sobre a zona econômica britânica
exclusiva ou os estados bálticos ou as manobras terrestres que
preocuparam a Polônia, os desentendimentos em curso para as ilhas
disputadas entre a China eo Japão, que
viram manobras aéreas dos estados respectivos, a tensão entre os EUA e o
Irã e entre a Arábia e o Irã, são todas emergências envolvendo poderes
nucleares e que também podem se tornar perigosos de conflitos atômicos. Para o chefe do Vaticano, a solução é o desarmamento nuclear, que deve passar pela destruição do arsenal nuclear. Esta
posição, que parece mais razoável, no entanto, entra em confronto com a
tendência cada vez mais generalizada em vários países de se equiparem
com as armas atômicas e que também é reforçada com a retomada do
dualismo entre os Estados Unidos e a Rússia, o novo confronto entre
Washington e Pequim da
estratégia de defesa israelense, da vontade do Paquistão de igualar o
arsenal nuclear com a Índia e também com a vontade da Arábia Saudita de
se equipar com um dispositivo atômico para estabelecer uma espécie de
paridade com o Irã, seu inimigo histórico. Como você pode ver, o mundo tomou uma direção contrária à desejada pelo Papa e que sugeriria o bom senso comum. Infelizmente,
a posse de um armamento atómico não é mais complicado e até mesmo as
condições políticas gerais, que não se baseiam em dois blocos
exclusivos, não favorecem o desarmamento. Ninguém
podia imaginar uma possível nostalgia pelo equilíbrio do terror, onde
os sujeitos em competição eram apenas dois, o que poderia garantir uma
certa estabilidade, mesmo dentro de uma dialética de oposição pesada. Sobre
o tema do desarmamento, o Vaticano parece derramar um compromisso
profundo, o que também pode levar a um papel diplomático direto na
resolução da crise norte-coreana: apesar das negativas, o Vaticano já
organizou uma conferência para promover o desarmamento nuclear, seguida
de intervenção Nações Unidas contra a proliferação nuclear. A
linha do Papa é que os contrastes entre os estados devem ser resolvidos
através do diálogo e das negociações com todas as outras formas que
possam favorecer a abordagem das nações contrastantes. Dada
a atual falta de autoridade das Nações Unidas, o surgimento de um
assunto neutro, como o Vaticano, pode representar uma maneira possível
de ser levado imediatamente para evitar potenciais conflitos atômicos e,
a longo prazo, assumir um papel central para mais discurso. Amplo que você volte a lidar com o desarmamento total.
Iscriviti a:
Post (Atom)