Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
venerdì 30 marzo 2018
جانب فرنسا مع الأكراد السوريين
في المسألة الكردية في سوريا ، يختفي موضوع جديد بثقله الكامل: فرنسا في ماكرون. في الواقع ، استقبل الرئيس الفرنسي وفداً من القوى الديمقراطية السورية ، وهي منظمة تضم أيضاً العرب ، ولكن بأغلبية كردية. اعترف ماكرون بالأهمية الحاسمة لإسهام الأكراد في الحرب ضد الدولة الإسلامية ، وكذلك القتال إلى جانب الأمريكيين. لقد
كان مصير الصراع السوري معزولا ، من الناحية الدبلوماسية ، عن الأكراد
السوريين ، الذين أصبحوا هدفا لتركيا ، في سياستها لضم الأراضي السورية
ومقارنة طموحات الحكم الذاتي للأكراد الواقعين على حدود أنقرة. لقد
وعد الرئيس الفرنسي بالفعل الأكراد بمساعدات ضد الإرهاب ، وهي صيغة أسيء
استغلالها الآن وتستخدم وفقا للمصالح النسبية لأولئك الذين ينطقونها ،
ولكنها في هذه الحالة قد تعني إرسال قوات فرنسية للدفاع عن أول مدينة
كردية. لم تقع بعد في أيدي أنقرة ، في حال كانت تركيا تنوي الاستمرار ، كما يبدو ، في التقدم إلى الشرق في أراضي شمال غرب سوريا. وبعبارة أخرى ، فإن تعريف الإرهاب ، الذي أشار إليه ماكرون ، يبدو أنه موجه ضد القوات المسلحة لأردوغان. يجب
أن نتذكر أن تركيا ، إلى جانب حلفاء مريبين إلى حد ما ، ميليشيات السنة
الذين بدا أنهم مكوّنون من أعضاء سابقين في الدولة الإسلامية ، قد غزوا
بالفعل مدينة كردية. يأخذ
الدعم السياسي ، قبل العسكري ، من ماكرون أهمية كبيرة للقضية الكردية في
فترة قصيرة جدا ، ولكن أيضا تحذير للأتراك وأيضا للحلفاء الغربيين ، الذين
تركوا الأكراد وحدهم ضد الغزو التركي. في
حين، إذا كنت تحليل المسألة على المدى المتوسط والطويل فمن الواضح أن ما
تبقى من الحلف الأطلسي، وكذلك العلاقات بين تركيا وأوروبا ستعاني فقط
النكسات قادرة على إحداث تغييرات كبيرة في العلاقة بين الطرفين. رحبت
تركيا بالأخبار من خلال التأكيد على النهج الذي يعتبر خطأ فادحًا من باريس
، وهو رد فعل ، ليس عنيفًا للغاية في الوقت الراهن ، مما يوحي بأن أنقرة
فوجئت بالقرار الفرنسي. في
المدينة الكردية حيث يمكن لفرنسا إرسال قواتها ، فإن القوات الأمريكية
موجودة بالفعل وهذا يشكل عقبة أمام التقدم التركي ، ولكن أيضا خلافات عميقة
داخل حلف الأطلسي. الآن
مع الموقف الفرنسي ، الأكثر حسما وأقل تصالحية ، على المستوى الدبلوماسي ،
من الولايات المتحدة ، يبدو أن علاقة التعاون بين تركيا والدول الغربية
تصبح أكثر بعدا. يمكن
أن تكون هناك تداعيات محتملة أيضا في العلاقة مع الاتحاد الأوروبي ، الذي
يدفع مبالغ ضخمة لتركيا ، للسيطرة على الطريق البري للاجئين إلى الدول
الأوروبية: هذا الموقف الجديد لفرنسا يمكن أن يضغط على بروكسل لكي لا تتبع
باريس. في نيته التعاون مع الأكراد. ومع
ذلك ، فإن تحرك ماكرون ، رغم أنه ربما يكون محفوفًا بالمخاطر قليلاً من
وجهة نظر دبلوماسية ، يبدو أنه اعتراف عادل بسكان كانوا مشاة ، أي
المقاتلين على الأرض ، ضد الدولة الإسلامية ، أيضًا نيابة عن الغرب. إذا
كانت نوايا ميكرون هي قراءة الطموح للعمل كرئيس لقوة عظمى ، وربما حتى
لإحياء صورته الداخلية ، في السقوط الحر في استطلاعات الرأي ، فإن هذا
الوضع سيستغل من قبل الاتحاد الأوروبي لدعم قضية وعمل عادل ، في المقابل ، دور قيادي في السيناريو الدولي. يبدو
أن الحاجة إلى وقف التقدم التركي ، إضافة إلى فرضه لأسباب إنسانية ، أمر
ضروري للحد من طموحات أردوغان ودوره الدولي في تناقض مفتوح مع أسباب
التحالف الأطلسي والاتحاد الأوروبي نفسه. في
الواقع ، بفضل العمل التركي ، تم تحقيق فوائد أيضاً لروسيا التي أصبحت
بطلاً أكثر فأكثر في منطقة استراتيجية مثل الشرق الأوسط ، مع مصالح تتعارض
مع مصالح أوروبية. علاوة على ذلك ، من الضروري توجيه رسالة واضحة ومباشرة ضد من يخالفون القانون الدولي ، خاصة إذا حدث ذلك بالقرب من حدود أوروبا. من المؤكد أن انحياز تركيا مع تركيا سيسبب مشاكل لإدارة المهاجرين ، ولكن في هذا الوقت حان الوقت لطرح القواعد المشتركة وإنفاذها.
giovedì 29 marzo 2018
Austria e Turchia non aderiscono alle sanzioni contro la Russia
La vicenda dell’avvelenamento dell’ex spia russa, avvenuto in territorio inglese, ha provocato una risposta quasi unanime nella parte occidentale. Gli Usa, nonostante i sentimenti del presidente Trump verso Putin, hanno espulso la quantità maggiore di personale diplomatico russo, sessanta persone, ed hanno chiuso il consolato di Seattle, perchè troppo vicino ad industrie americane di interesse nazionale. Questo atteggiamento dimostra come, nonostante i tanti cambi nel governo statunitense, i poteri che restano nella loro posizione contro il Cremlino siano ancora importanti nel panorama politico degli USA. La risposta russa, per ora è rimasta limitata alle minacce di una risposta simmetrica, che non dovrebbe tardare ad arrivare, contro tutti quelli stati che hanno usato le espulsioni del personale diplomatico di Mosca. Il governo russo ha più volte affermato che l’atteggiamento occidentale rivela un profondo sentimento contrario alla Russia e che il rischio di tonare alla guerra fredda è sempre più concreto. D’altra parte era dal periodo dell’invasione della Crimea, che la Russia non era sottoposta ad una simile offensiva diplomatica. Uno degli aspetti che sicuramente Putin non si aspettava e che rivela, da parte sua, dei grandi errori di valutazione, era una risposta così uniforme da parte dei paesi occidentali. Tuttavia esistono due nazioni che non hanno aderito alla risposta diplomatica all’avvelenamento di Londra: l’Austria, membro dell’Unione Europea e la Turchia, membro dell’Alleanza Atlantica. Si tratta di due defezioni che è necessario valutare attentamente per le relative implicazioni politiche, che potrebbero provocare. Nel governo di Vienna è presente una formazione nazionalista che ha legami molto stretti con il partito di Putin; la motivazione è quella di non interrompere un rapporto di amicizia tra i due paesi, che potrebbe essere un importante canale per potere riaprire il dialogo tra Russia ed occidente: questa motivazione non convince gli analisti, che vedono nella vicinanza tra le formazioni politiche dei due paesi una sorta di legame dovuto alla vicinanza degli ideali di controllo della società e di democrazia ristretta. SI tratta di un pericoloso precedente all’interno dell’Unione Europea, che potrebbe favorire una analogo atteggiamento di altri stati governati da formzaioni che si sono dette vicine alla politica di Putin. Nello stesso tempo il governo austriaco sembra prestarsi per diventare una sorta di luogo privilegiato per l’azione di Putin nei confronti l’Europa, un’azione contraddistinta dalla volontà di puntare a dividere nel maggiore modo possibile i membri di Bruxelles. La vicenda segnala ancora una volta la necessità di una azione comune nella politica estera europea, che non dovrebbe ammettere defezioni da parte degli stati membri. Per quanto riguarda la Turchia, la mancata sanzione verso la Russia, rappresenta un ulteriore segnale di quanto Ankara sia lontana dall’Alleanza Atlantica. Le ragioni del comportamento turco risiedono nella vicinanza che il governo di Ankara ha stabilito con Mosca, per i reciproci interessi in Siria, fattore che ha contribuito a peggiorare ancora le relazioni con gli Stati Uniti. L’atteggiamento della Turchia, non solo in questo caso specifico, costituisce un elemento da valutare sulla reale lealtà di Erdogan verso l’Alleanza Atlantica ed induce ad interrogarsi su quali siano, ormai, i motivi di convenienza per gli altri stati membri sulla permanenza turca all’interno dell’Alleanza. In entrambi i casi, sia per l’Unione Europea, che per l’Alleanza Atlantica, sembra arrivato il momento di introdurre delle riforme in grado di sanzionare chi resta all’interno di una organizzazione sovranazionale soltanto per motivi di interesse e non si adegua alle politiche comuni. Paesi come la Russia di Putin hanno puntato molto su queste debolezze per dividere i paesi occidentali per i propri interessi geopolitici e questo tipo di azioni potrebbero aumentare se dovesse permanere questa assenza di difesa comune.
Austria and Turkey do not adhere to sanctions against Russia
The
story of the poisoning of the former Russian spy, which took place in
English territory, provoked an almost unanimous response in the western
part. The
US, despite President Trump's feelings toward Putin, expelled the
largest amount of Russian diplomatic staff, sixty people, and closed the
Seattle consulate, because it was too close to American industries of
national interest. This
attitude shows how, despite the many changes in the US government, the
powers that remain in their position against the Kremlin are still
important in the US political landscape. For
the time being, the Russian response has remained limited to the
threats of a symmetrical response, which should not be long in coming,
against all those states that used the expulsions of Moscow's diplomatic
staff. The
Russian government has repeatedly stated that the Western attitude
reveals a deep sentiment against Russia and that the risk of toning in
the Cold War is increasingly concrete. On
the other hand it was from the period of the invasion of Crimea that
Russia was not subjected to such a diplomatic offensive. One
of the aspects that surely Putin did not expect and that reveals, for
his part, the great errors of evaluation, was a response so uniform by
the Western countries. However,
there are two nations that have not joined the diplomatic response to
the poisoning of London: Austria, a member of the European Union and
Turkey, a member of the Atlantic Alliance. These are two defections that need to be carefully assessed for the relative political implications that they may cause. In the government of Vienna there is a nationalist formation that has very close ties with Putin's party; the
motivation is not to interrupt a relationship of friendship between the
two countries, which could be an important channel to reopen the
dialogue between Russia and the West: this motivation does not convince
analysts, who see in the proximity between the political formations of
the two countries a sort of bond due to the proximity of the ideals of control of society and of restricted democracy. It
is a dangerous precedent within the European Union, which could favor a
similar attitude of other states governed by forms that were said to be
close to Putin's policy. At
the same time, the Austrian government seems to lend itself to becoming
a sort of privileged place for Putin's action against Europe, an action
marked by the will to aim to divide Brussels members as much as
possible. The
story once again points to the need for a common action in European
foreign policy, which should not admit defections by member states. As for Turkey, the failure to sanction Russia is a further sign of how far Ankara is away from the Atlantic Alliance. The
reasons for Turkish behavior lie in the closeness that the Ankara
government has established with Moscow, for its mutual interests in
Syria, a factor that has contributed to further worsening relations with
the United States. The
attitude of Turkey, not only in this specific case, is an element to be
assessed on Erdogan's true loyalty to the Atlantic Alliance and leads
to questioning what are now the reasons of convenience for the other
member states on the Turkish permanence. within the Alliance. In
both cases, both for the European Union and for the Atlantic Alliance,
the time seems to come to introduce reforms capable of sanctioning those
who remain within a supranational organization only for reasons of
interest and do not adapt to common policies. Countries
like Putin's Russia have focused a lot on these weaknesses to divide
Western countries for their geopolitical interests and this type of
actions could increase if this lack of common defense remains.
Austria y Turquía no se adhieren a las sanciones contra Rusia
La
historia del envenenamiento del ex espía ruso, que tuvo lugar en
territorio inglés, provocó una respuesta casi unánime en la parte
occidental. Los
EE.UU., a pesar de los sentimientos del presidente Putin a Trump, han
expulsado a la mayor cantidad de diplomáticos rusos, sesenta personas, y
cerró el consulado en Seattle, porque demasiado cerca de las industrias
estadounidenses de interés nacional. Esta
actitud muestra cómo, a pesar de los muchos cambios en el gobierno de
los Estados Unidos, los poderes que permanecen en su posición en contra
del Kremlin siguen siendo importantes en el panorama político de los
Estados Unidos. Por
el momento, la respuesta rusa se ha limitado a las amenazas de una
respuesta simétrica, que no debería tardar en llegar, contra todos los
estados que utilizaron las expulsiones del personal diplomático de
Moscú. El
gobierno ruso ha declarado repetidamente que la actitud occidental
revela un profundo sentimiento contra Rusia y que el riesgo de
tonificación en la Guerra Fría es cada vez más concreto. Por otro lado, fue desde el período de la invasión de Crimea que Rusia no fue objeto de tal ofensiva diplomática. Uno
de los aspectos que seguramente Putin no esperaba y que revela, por su
parte, los grandes errores de evaluación, fue una respuesta tan uniforme
por parte de los países occidentales. Sin
embargo, hay dos naciones que no se han unido a la respuesta
diplomática al envenenamiento de Londres: Austria, miembro de la Unión
Europea y Turquía, miembro de la Alianza Atlántica. Estas son dos deserciones que deben evaluarse cuidadosamente por las implicaciones políticas relativas que pueden causar. En el gobierno de Viena hay una formación nacionalista que tiene vínculos muy estrechos con el partido de Putin; la
motivación es no dejar de una amistad entre los dos países, lo que
podría ser un canal importante para poder reabrir el diálogo entre Rusia
y Occidente: esta motivación no convence a los analistas, que ven en la
cercanía entre los partidos políticos de los dos países una especie de vínculo debido a la proximidad de los ideales de control de la sociedad y de la democracia restringida. Es
un precedente peligroso dentro de la Unión Europea, que podría
favorecer una actitud similar de otros estados gobernados por formas que
se dice que están cerca de la política de Putin. Al
mismo tiempo, el Gobierno austríaco parece prestarse a convertirse en
una especie de lugar privilegiado para la acción de Putin hacia Europa,
una acción que se caracteriza por el deseo de apuntar a dividir más aún
pueden los miembros de Bruselas. La
historia señala una vez más la necesidad de una acción común en la
política exterior europea, que no debería admitir las deserciones de los
Estados miembros. En cuanto a Turquía, el hecho de no sancionar a Rusia es una señal más de cuán lejos está Ankara de la Alianza Atlántica. Las
razones de la mentira turco comportamiento en estrecha proximidad al
Gobierno de Ankara ha establecido con Moscú, los intereses mutuos en
Siria, un factor que ha contribuido a deteriorar aún más las relaciones
con Estados Unidos. La
actitud de Turquía, no sólo en este caso específico, un factor que se
valora en la imparcialidad real de Erdogan a la Alianza Atlántica y
plantea preguntas acerca de lo que son, por ahora, las razones de
conveniencia para los demás estados miembros de la estancia de Turquía dentro de la Alianza. De
cualquier manera, tanto para la Unión Europea, que para la Alianza
Atlántica, parece que el tiempo para introducir reformas que castigar a
los que se mantienen dentro de una organización supranacional
exclusivamente por razones de interés y no se adapta a la políticas comunes. Países
como la Rusia de Putin se han centrado mucho en estas debilidades para
dividir a los países occidentales por sus intereses geopolíticos y este
tipo de acciones podrían aumentar si se mantiene esta falta de defensa
común.
Österreich und die Türkei halten sich nicht an Sanktionen gegen Russland
Die
Geschichte der Vergiftung des ehemaligen russischen Spions, die auf
englischem Territorium stattfand, löste im Westen eine fast einhellige
Antwort aus. Die
USA, trotz der Gefühle von Präsident Trump gegenüber Putin, vertrieben
den größten Teil des diplomatischen Personals Russlands, sechzig
Personen, und schlossen das Konsulat von Seattle, weil es den
amerikanischen Industrien von nationalem Interesse zu nahe kam. Diese
Haltung zeigt, dass trotz der vielen Veränderungen in der US-Regierung
die Mächte, die in ihrer Position gegen den Kreml bleiben, in der
politischen Landschaft der USA immer noch wichtig sind. Vorläufig
blieb die russische Antwort auf die Drohungen einer symmetrischen
Reaktion beschränkt, die nicht lange auf sich warten lassen sollte,
gegen all jene Staaten, die die Ausweisungen des Moskauer diplomatischen
Personals ausnutzten. Die
russische Regierung hat wiederholt erklärt, dass die westliche Haltung
ein tiefes Gefühl gegenüber Russland zeigt und dass das Risiko einer
Tonisierung im Kalten Krieg zunehmend konkreter wird. Auf der anderen Seite war Russland seit der Invasion der Krim nicht einer solchen diplomatischen Offensive ausgesetzt. Einer
der Aspekte, die Putin sicherlich nicht erwartet hatte und der
seinerseits die großen Fehler der Bewertung enthüllt, war eine von den
westlichen Ländern so einheitliche Antwort. Es
gibt jedoch zwei Nationen, die sich der diplomatischen Reaktion auf die
Vergiftung Londons nicht angeschlossen haben: Österreich, ein Mitglied
der Europäischen Union und die Türkei, ein Mitglied der Atlantischen
Allianz. Dies
sind zwei Übertretungen, die sorgfältig auf die relativen politischen
Auswirkungen hin untersucht werden müssen, die sie verursachen können. In der Regierung von Wien gibt es eine nationalistische Formation, die sehr eng mit Putins Partei verbunden ist; die
Motivation ist nicht eine Freundschaft zwischen den beiden Ländern zu
stoppen, die ein wichtiger Kanal, den Dialog zwischen Russland und dem
Westen in der Lage sein könnten, wieder zu öffnen: diese Motivation
nicht überzeugen Analysten, die die Nähe zwischen den politischen
Parteien der beiden Länder sehen eine Art von Bindung aufgrund der Nähe der Ideale der Kontrolle der Gesellschaft und der eingeschränkten Demokratie. Es
ist ein gefährlicher Präzedenzfall innerhalb der Europäischen Union,
der eine ähnliche Haltung anderer Staaten begünstigen könnte, die von
Formen regiert werden, die der Politik Putins nahe stehen. Gleichzeitig
scheint sich die österreichische Regierung als eine Art privilegierter
Ort für Putins Vorgehen gegen Europa zu erweisen, eine Aktion, die vom
Willen geprägt ist, die Brüsseler Mitglieder so weit wie möglich zu
spalten. Die
Geschichte weist erneut auf die Notwendigkeit eines gemeinsamen
Handelns in der europäischen Außenpolitik hin, die von den
Mitgliedstaaten keine Abwanderung zulassen sollte. Was
die Türkei betrifft, ist das Versäumnis, Russland zu sanktionieren, ein
weiteres Zeichen dafür, wie weit Ankara von der Atlantischen Allianz
entfernt ist. Die
Gründe für das türkische Verhalten liegen in der Nähe, die die
Regierung von Ankara mit Moskau für die gegenseitigen Interessen in
Syrien begründet hat, was dazu beigetragen hat, die Beziehungen zu den
Vereinigten Staaten weiter zu verschlechtern. Die
Haltung der Türkei, nicht nur in diesem speziellen Fall ein Faktor auf
dem tatsächliche Fairness von Erdogan an die Atlantischen Allianz
bewertet wird und wirft Fragen über das, was ist jetzt die aus
Bequemlichkeitsgründen für die anderen Mitgliedstaaten auf dem
türkischen Aufenthalt innerhalb der Allianz. In
beiden Fällen, sowohl für die Europäische Union als auch für das
Atlantische Bündnis, scheint es Zeit zu geben, Reformen einzuführen, die
diejenigen sanktionieren können, die nur aus Interessensgründen in
einer supranationalen Organisation bleiben und sich nicht anpassen gemeinsame Politiken. Länder
wie Putins Russland haben sich sehr auf diese Schwächen konzentriert,
um westliche Länder für ihre geopolitischen Interessen zu spalten, und
diese Art von Aktionen könnte sich verstärken, wenn dieser Mangel an
gemeinsamer Verteidigung bestehen bleibt.
L'Autriche et la Turquie n'adhèrent pas à des sanctions contre la Russie
L'histoire
de l'empoisonnement de l'ancien espion russe, qui a eu lieu en
territoire anglais, a provoqué une réaction presque unanime dans la
partie occidentale. Les
Etats-Unis, malgré les sentiments du président Trump à l'égard de
Poutine, ont expulsé le plus grand nombre de diplomates russes, soit
soixante personnes, et ont fermé le consulat de Seattle parce qu'il
était trop proche des industries américaines d'intérêt national. Cette
attitude montre comment, malgré les nombreux changements intervenus
dans le gouvernement américain, les puissances qui restent dans leur
position contre le Kremlin sont toujours importantes dans le paysage
politique américain. Pour
le moment, la réponse de la Russie est restée limitée aux menaces d'une
réponse symétrique, qui ne devrait pas tarder à venir, contre tous les
États qui ont utilisé les expulsions du personnel diplomatique de
Moscou. Le
gouvernement russe a déclaré à plusieurs reprises que l'attitude
occidentale révèle un profond sentiment contre la Russie et que le
risque de tonique dans la guerre froide est de plus en plus concret. D'un
autre côté, c'est à partir de la période de l'invasion de la Crimée que
la Russie n'a pas été soumise à une telle offensive diplomatique. L'un
des aspects auxquels Poutine ne s'attendait pas et qui révèle, pour sa
part, les grandes erreurs de l'évaluation, était une réponse si uniforme
de la part des pays occidentaux. Cependant,
deux pays n'ont pas rejoint la réponse diplomatique à l'empoisonnement
de Londres: l'Autriche, un membre de l'Union européenne et la Turquie,
un membre de l'Alliance atlantique. Ce
sont deux défections qui doivent être soigneusement évaluées pour les
implications politiques relatives qu'elles peuvent causer. Dans le gouvernement de Vienne, il y a une formation nationaliste qui a des liens très étroits avec le parti de Poutine; la
motivation n'est pas d'interrompre une relation amicale entre les deux
pays, ce qui pourrait être un canal important pour rouvrir le dialogue
entre la Russie et l'Occident: cette motivation ne convainc pas les
analystes, qui voient dans la proximité entre les formations politiques
des deux pays une sorte de lien dû à la proximité des idéaux de contrôle de la société et de la démocratie restreinte. C'est
un dangereux précédent au sein de l'Union européenne, qui pourrait
favoriser une attitude similaire d'autres États régis par des formes
proches de la politique de Poutine. En
même temps, le gouvernement autrichien semble se prêter à devenir une
sorte de lieu privilégié pour l'action de Poutine contre l'Europe, une
action marquée par la volonté de viser à diviser autant que possible les
membres bruxellois. L'histoire
souligne une fois de plus la nécessité d'une action commune dans la
politique étrangère européenne, qui ne devrait pas admettre les
défections des Etats membres. En
ce qui concerne la Turquie, l'absence de sanction de la Russie est un
signe supplémentaire de l'éloignement d'Ankara de l'Alliance atlantique.
Les
raisons du comportement turc résident dans la proximité que le
gouvernement d'Ankara a établie avec Moscou, pour ses intérêts mutuels
en Syrie, un facteur qui a contribué à aggraver encore les relations
avec les Etats-Unis. L'attitude
de la Turquie, non seulement dans ce cas précis, est un élément à
évaluer sur la véritable loyauté d'Erdogan envers l'Alliance atlantique
et conduit à s'interroger sur les raisons de commodité pour les autres
Etats membres sur la permanence turque. au sein de l'Alliance. Dans
les deux cas, tant pour l'Union européenne que pour l'Alliance
atlantique, le temps semble venu d'introduire des réformes capables de
sanctionner ceux qui restent dans une organisation supranationale
uniquement pour des raisons d'intérêt et ne s'adaptent pas à politiques communes. Des
pays comme la Russie de Poutine se sont beaucoup concentrés sur ces
faiblesses pour diviser les pays occidentaux en leurs intérêts
géopolitiques et ce type d'actions pourrait augmenter si ce manque de
défense commune subsiste.
Áustria e Turquia não aderem a sanções contra a Rússia
A
história do envenenamento do ex-espião russo, que ocorreu em território
inglês, provocou uma resposta quase unânime na parte ocidental. Os
EUA, apesar dos sentimentos do presidente Trump em relação a Putin,
expulsaram a maior quantidade de pessoal diplomático russo, sessenta
pessoas, e fecharam o consulado de Seattle, porque estava muito próximo
das indústrias americanas de interesse nacional. Essa
atitude mostra como, apesar das muitas mudanças no governo dos EUA, os
poderes que permanecem em sua posição contra o Kremlin ainda são
importantes no cenário político dos EUA. Por
enquanto, a resposta russa permaneceu limitada às ameaças de uma
resposta simétrica, que não tardaria a acontecer, contra todos os
estados que usaram as expulsões do corpo diplomático de Moscou. O
governo russo afirmou repetidamente que a atitude ocidental revela um
profundo sentimento contra a Rússia e que o risco de enfraquecimento da
guerra fria é cada vez mais concreto. Por outro lado, foi a partir do período da invasão da Criméia que a Rússia não foi submetida a tal ofensiva diplomática. Um
dos aspectos que certamente Putin não esperava e que revela, por sua
vez, os grandes erros de avaliação, foi uma resposta tão uniforme pelos
países ocidentais. No
entanto, há duas nações que não aderiram à resposta diplomática ao
envenenamento de Londres: a Áustria, membro da União Europeia e da
Turquia, membro da Aliança Atlântica. Estas são duas deserções que precisam ser cuidadosamente avaliadas para as implicações políticas relativas que podem causar. No governo de Viena existe uma formação nacionalista que tem laços muito estreitos com o partido de Putin; a
motivação não é interromper uma relação de amizade entre os dois
países, o que poderia ser um canal importante para reabrir o diálogo
entre a Rússia e o Ocidente: essa motivação não convence os analistas,
que vêem na proximidade entre as formações políticas dos dois países uma espécie de vínculo devido à proximidade dos ideais de controle da sociedade e da democracia restrita. É
um precedente perigoso dentro da União Européia, o que poderia
favorecer uma atitude similar de outros estados governados por formas
que dizem estar próximas da política de Putin. Ao
mesmo tempo, o governo austríaco parece se tornar uma espécie de lugar
privilegiado para a ação de Putin contra a Europa, uma ação marcada pela
vontade de dividir os membros de Bruxelas o máximo possível. A
história mais uma vez aponta para a necessidade de uma ação comum na
política externa européia, que não deve admitir deserções por parte dos
Estados membros. Quanto à Turquia, o fracasso em sancionar a Rússia é mais um sinal do quanto Ancara está longe da Aliança Atlântica. As
razões para o comportamento turco residem na proximidade que o governo
de Ancara estabeleceu com Moscou, para os interesses mútuos na Síria,
fator que contribuiu para agravar ainda mais as relações com os Estados
Unidos. A
atitude da Turquia, não só neste caso específico, constitui um elemento
a ser avaliado sobre a verdadeira lealdade de Erdogan à Aliança
Atlântica e leva a questionar quais são agora as razões de conveniência
para os outros estados membros na permanência da Turquia. dentro da Aliança. Em
ambos os casos, tanto para a União Europeia como para a Aliança
Atlântica, parece que o tempo parece vir a introduzir reformas capazes
de sancionar aqueles que permanecem dentro de uma organização
supranacional apenas por razões de interesse e não se adaptam a uma
organização supranacional. políticas comuns. Países
como a Rússia de Putin se concentraram muito nessas fraquezas para
dividir os países ocidentais por seus interesses geopolíticos, e esse
tipo de ação pode aumentar se essa falta de defesa comum persistir.
Iscriviti a:
Post (Atom)