Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

martedì 4 settembre 2018

Ambizioni cinesi in Africa

La politica cinese nei confronti dell’Africa ha avuto un percorso lungo e paziente, che dura da oltre dieci anni; in questo periodo la diplomazia di Pechino ha operato un costante avvicinamento nei vari paesi africani compiendo quasi ottanta visite da parte delle più alte cariche cinesi in almeno quarantatre paesi del continente nero, oltre a diverse missioni diplomatiche, che hanno avuto lo scopo di favorire la penetrazione cinese nelle nazioni africane. Per Pechino l’Africa è considerata strategica sia nel breve periodo, che nel periodo lungo. Il ragionamento cinese ha, dunque, una duplice valenza sia politica che economica, ma che muove da una visione di sviluppo che è conveniente per i paesi africani, ma, prima di utto per la Cina stessa. Se si ragiona sul breve periodo, la disponibilità di materie prime, unita ad un costo del lavoro molto basso,  rappresentano un motivo di interesse fondamentale e funzionale alla crescita dell’economia cinese, che è sempre la ragione principale che muove gli interessi di Pechino; tuttavia nel ragionamento di breve periodo deve entrare anche lo sbocco delle merci cinesi in economie che sono in rapida crescita ma che necessitano di ingenti capitali esteri da destinare al proprio sviluppo. Il dato che testimonia meglio questa tendenza è quello del volume degli scambi economici tra Cina ed Africa: all’inizio degli anni 2000 si attestava sui 10 miliardi di dollari, mentre nel 2017 è arrivato a 170 miliardi di dollari. Ma la Cina ritiene che questo dato possa aumentare ancora, infatti nella visione di lungo periodo di Pechino c’è la valutazione dell’aumento della popolazione africana, che dall’attuale miliardo, dovrebbe passare al doppio entro il 2050 ed addirittura arrivare a 3 miliardi entro la fine del secolo. Si tratta di una previsione che consentirebbe al continente africano di avere più abitanti di quelli di Cina ed India sommati: un mercato potenzialmente enorme, se sarà sostenuto da una crescita economica adeguata. Per sostenere questi obiettivi la Cina ha deciso di incrementare gli investimenti in Africa, grazie ad una grande disponibilità di liquidità finanziaria, che è il vero strumento di penetrazione nel continente. La recente visita in Africa del presidente Xi Jinping si è concretizzata una linea di credito di 60.000 milioni per finanziare la crescita; precedentemente una somma analoga era stata investita a favore del continente africano. Tuttavia soltanto una parte di questi finanziamenti sono senza interesse e ciò viene ritenuto una sorta di pericolo per la sovranità dei paesi africani, perchè la Cina avrebbe una posizione di vantaggio sui governi proprio a causa del debito che questi finanziamenti provocano. La questione pone aspetti di natura geopolitica tutt’altro che irrilevanti: appare chiaro che Pechino sta mettendo una seria ipoteca sui paesi africani e sull’influenza che potrà esercitare su di loro, sia in termini assoluti, che in termini relativi a questioni contingenti, che potranno sorgere nel futuro. Non è un caso che la percezione positiva della Cina sia calata notevolmente in paesi molto rilevanti del continente, come Egitto, Ghana, Kenya, Senegal e Tanzania. Le manovre cinesi però rischiano di diminuire sensibilmente l’influenza occidentale in Africa: occorre riconoscere che Pechino ha operato in modo accorto ma non in maniera nascosta, certo la grande disponibilità finanziaria ha favorito i piani cinesi, ma la risposta di Usa ed Europa è stata troppo inferiore a quanto offerto dalla Cina; si tratta di una miopia politica che potrebbe avere ripercussioni pesanti proprio sul lungo periodo perchè il presidio dell’Africa potrebbe, in futuro, essere determinante sia in termini di potenza economica, che di potenza politica a livello internazionale; non per niente Pechino ha già in funzione una base militare a Gibuti, che sembra rappresentare il primo punto di appoggio per le forze armate cinesi nel continente, a cui potrebbero seguire altre installazioni militari. La pericolosità di questa evoluzione deve essere inquadrata in un contesto nel quale il paese cinese intrattiene relazioni diplomatiche, economiche e commerciali con governi non solo democratici, ma anche di paesi dove i governano dittature e vi è il rispetto dei diritti civili. D’altra parte neppure nella stessa Cina i diritti sono assicurati e ciò deve rappresentare un allarme per un paese che investe sempre di più a livello mondiale per diventare centrale e conquistare una rilevanza politica non ancora raggiunta. Alterare la posizione africana nel quadro geopolitico mondiale può essere un elemento fondamentale per sovvertire i delicati equilibri attuali, ma che rappresenta una chiara ipoteca sul futuro non solo del continente africano, ma anche su quello dello scenario globale.

Chinese ambitions in Africa

Chinese policy towards Africa has had a long and patient journey, which has lasted for over ten years; in this period the diplomacy of Beijing has made a constant approach in the various African countries making almost eighty visits by the highest Chinese officers in at least forty-three countries of the black continent, as well as several diplomatic missions, which have the purpose of promoting penetration Chinese in African nations. For Beijing, Africa is considered strategic both in the short term and in the long term. The Chinese reasoning has, therefore, a double value both political and economic, but that moves from a vision of development that is convenient for the African countries, but, first of all for China itself. If we think about the short term, the availability of raw materials, combined with a very low labor cost, represent a reason of fundamental and functional interest in the growth of the Chinese economy, which is always the main reason that moves Beijing's interests; however, short-term reasoning must also include the outlet of Chinese goods in rapidly growing economies that require large foreign capital to be allocated to their own development. The data that best illustrates this trend is that of the volume of economic exchanges between China and Africa: at the beginning of the 2000 it stood at 10 billion dollars, while in 2017 it reached 170 billion dollars. But China believes that this figure may increase again, in fact in the long-term vision of Beijing there is the assessment of the increase in the African population, which from the current billion, should go to double by 2050 and even reach 3 billion by the end of the century. This is a forecast that would allow the African continent to have more inhabitants than those of China and India added up: a potentially huge market, if supported by adequate economic growth. In order to support these objectives, China has decided to increase its investments in Africa, thanks to a great availability of financial liquidity, which is the real instrument of penetration on the continent. President Xi Jinping's recent visit to Africa resulted in a 60,000-million credit line to finance growth; previously a similar sum had been invested in favor of the African continent. However, only a part of these funds are without interest and this is considered a sort of danger for the sovereignty of the African countries, because China would have a position of advantage on the governments precisely because of the debt that these loans cause. The question poses geopolitical aspects that are anything but irrelevant: it is clear that Beijing is putting a serious mortgage on African countries and on the influence it can exert on them, both in absolute terms and in terms related to contingent matters, may arise in the future. It is no coincidence that the positive perception of China has dropped significantly in very important countries of the continent, such as Egypt, Ghana, Kenya, Senegal and Tanzania. The Chinese maneuvers, however, are likely to significantly decrease the Western influence in Africa: it must be recognized that Beijing has operated wisely but not in a hidden way, certainly the great financial resources have favored the Chinese plans, but the response of the US and Europe has been too much less than what is offered by China; it is a political myopia that could have heavy repercussions in the long run because the garrison of Africa could, in the future, be decisive both in terms of economic power and of international political power; not for nothing Beijing is already operating a military base in Djibouti, which seems to represent the first point of support for the Chinese armed forces on the continent, which could be followed by other military installations. The dangerousness of this evolution must be framed in a context in which the Chinese country has diplomatic, economic and commercial relations with not only democratic governments, but also in countries where dictatorships govern it and there is respect for civil rights. On the other hand, even in China itself, rights are assured and this must be an alarm for a country that increasingly invests worldwide to become central and gain political significance not yet reached. Altering the African position in the world geopolitical framework can be a fundamental element to subvert the current delicate balances, but that represents a clear mortgage on the future not only of the African continent, but also on that of the global scenario.

Ambiciones chinas en África

La política china hacia África ha tenido un largo y paciente viaje, que ha durado más de diez años; En este período, la diplomacia de Beijing ha hecho un enfoque coherente en los diversos países de África hace casi ochenta visitas por las oficinas chinas más altos en al menos cuarenta y tres países del continente, además de varias misiones diplomáticas, que estaban destinados a favorecer la penetración Chino en naciones africanas. Para Pekín, África se considera estratégica tanto a corto como a largo plazo. El razonamiento chino tiene, por lo tanto, un doble valor tanto político como económico, pero eso se mueve desde una visión del desarrollo que es conveniente para los países africanos, pero, ante todo, para la propia China. Si pensamos en el corto plazo, la disponibilidad de materias primas, combinada con un costo laboral muy bajo, representan una razón de interés fundamental y funcional en el crecimiento de la economía china, que es siempre la razón principal que mueve los intereses de Pekín; Sin embargo, el razonamiento a corto plazo también debe incluir la salida de productos chinos en economías de rápido crecimiento que requieren un gran capital extranjero para su propio desarrollo. La información que mejor ilustra esta tendencia es la del volumen de intercambios económicos entre China y África: a comienzos del 2000 era de 10 mil millones de dólares, mientras que en 2017 llegó a 170 mil millones de dólares. Pero China cree que esta cifra puede aumentar nuevamente, de hecho, en la visión a largo plazo de Beijing está la evaluación del aumento de la población africana, que de los actuales mil millones debería duplicarse para 2050 e incluso llegar a los 3 mil millones. a fines de siglo Este es un pronóstico que permitiría al continente africano tener más habitantes que los de China e India sumados: un mercado potencialmente enorme, si se apoya en un crecimiento económico adecuado. Para apoyar estos objetivos, China ha decidido aumentar sus inversiones en África, gracias a la gran disponibilidad de liquidez financiera, que es el verdadero instrumento de penetración en el continente. La reciente visita del presidente Xi Jinping a África resultó en una línea de crédito de 60,000 millones para financiar el crecimiento; anteriormente se había invertido una suma similar a favor del continente africano. Sin embargo, solo una parte de estos fondos no tiene interés y esto se considera una especie de peligro para la soberanía de los países africanos, porque China tendría una posición de ventaja sobre los gobiernos precisamente por la deuda que generan estos préstamos. La cuestión que se plantea aspectos nada geopolítico pero irrelevante: está claro que Pekín está poniendo una afirmación muy seria en los países africanos y la influencia que puede ejercer sobre ellos, tanto en términos absolutos como en términos relativos a cosas contingentes, que puede surgir en el futuro. No es coincidencia que la percepción positiva de China haya disminuido significativamente en países muy importantes del continente, como Egipto, Ghana, Kenia, Senegal y Tanzania. Las maniobras chinas, sin embargo, es probable que disminuya significativamente la influencia occidental en África debe reconocer que Pekín ha operado con prudencia, pero no de una manera oculta, sin duda los enormes recursos financieros ha animado a los aviones chinos, pero la respuesta de los EE.UU. y Europa ha sido mucho menos de lo que ofrece China; es una miopía política que podría tener fuertes repercusiones a largo plazo porque la guarnición de África podría, en el futuro, ser decisiva tanto en términos de poder económico como de poder político internacional; no en vano Beijing ya está operando una base militar en Djibouti, que parece representar el primer punto de apoyo para las fuerzas armadas chinas en el continente, que podría ser seguido por otras instalaciones militares. La peligrosidad de esta evolución debe enmarcarse en un contexto en el cual el país chino tiene relaciones diplomáticas, económicas y comerciales no solo con gobiernos democráticos, sino también en países donde las dictaduras lo gobiernan y se respetan los derechos civiles. Por otro lado, incluso en la propia China, los derechos están garantizados y esto debe ser una alarma para que un país que invierte cada vez más en todo el mundo se vuelva central y gane relevancia política aún no alcanzada. La alteración de la posición de África en el entorno geopolítico global puede ser un elemento clave para revertir el delicado equilibrio actual, pero es una demanda clara en el futuro no sólo de África, sino también en el escenario global.

Chinesische Ambitionen auf Afrika

Die chinesische Politik gegenüber Afrika hat eine lange und geduldige Reise hinter sich, die über zehn Jahre gedauert hat; dabei fast achtzig Besuche von höheren chinesischen Büros in mindestens dreiundvierzig Ländern des Kontinents, zusätzlich zu mehreren diplomatischen Vertretungen in dieser Zeit hat Pekings Diplomatie einen einheitlichen Ansatz in den verschiedenen afrikanischen Ländern, die das Eindringen zu fördern bestimmt waren Chinesen in afrikanischen Nationen. Für Peking gilt Afrika sowohl kurzfristig als auch langfristig als strategisch. Die chinesische Argumentation hat daher einen doppelten Wert, sowohl politisch als auch ökonomisch, aber sie geht von einer Entwicklungsvision aus, die für die afrikanischen Länder, aber vor allem für China selbst, zweckdienlich ist. Wenn wir über die kurze Frist nachdenken, sind die Verfügbarkeit von Rohstoffen in Kombination mit sehr niedrigen Lohnkosten ein Grund für ein grundlegendes und funktionelles Interesse am Wachstum der chinesischen Wirtschaft, das immer der Hauptgrund ist, der Pekings Interessen bewegt. Kurzfristige Überlegungen müssen jedoch auch den Absatz von chinesischen Gütern in schnell wachsenden Volkswirtschaften umfassen, die erfordern, dass großes ausländisches Kapital für ihre eigene Entwicklung bereitgestellt wird. Die Daten, die diesen Trend am besten illustrieren, sind die des wirtschaftlichen Austauschs zwischen China und Afrika: Anfang 2000 waren es 10 Milliarden Dollar, 2017 waren es 170 Milliarden Dollar. China ist jedoch der Ansicht, dass diese Zahl wieder steigen könnte. Tatsächlich wird in der langfristigen Vision von Peking der Anstieg der afrikanischen Bevölkerung gemessen, der sich von der gegenwärtigen Milliarde bis 2050 verdoppeln und sogar 3 Milliarden erreichen soll bis zum Ende des Jahrhunderts. Dies ist eine Prognose, die es dem afrikanischen Kontinent ermöglichen würde, mehr Einwohner zu haben als die von China und Indien: ein potenziell riesiger Markt, wenn er durch angemessenes Wirtschaftswachstum unterstützt wird. Um diese Ziele zu unterstützen, hat China beschlossen, seine Investitionen in Afrika zu erhöhen, dank einer großen Verfügbarkeit finanzieller Liquidität, die das eigentliche Instrument der Durchdringung auf dem Kontinent ist. Der jüngste Besuch von Präsident Xi Jinping in Afrika hatte eine Kreditlinie von 60.000 Millionen zur Finanzierung des Wachstums zur Folge; zuvor war eine ähnliche Summe zugunsten des afrikanischen Kontinents investiert worden. Allerdings ist nur ein Teil dieser Mittel ohne Interesse und dies wird als eine Art Gefahr für die Souveränität der afrikanischen Länder betrachtet, weil China gerade wegen der Schulden, die diese Kredite verursachen, eine vorteilhafte Position gegenüber den Regierungen haben würde. Die Frage wirft geopolitische Aspekte auf, die alles andere als irrelevant sind: Es ist klar, dass Peking eine ernsthafte Hypothek auf afrikanische Länder und auf den Einfluss, den sie auf sie ausüben kann, sowohl absolut als auch in Bezug auf Kontingentangelegenheiten, kann in der Zukunft entstehen. Es ist kein Zufall, dass die positive Wahrnehmung Chinas in sehr wichtigen Ländern des Kontinents wie Ägypten, Ghana, Kenia, Senegal und Tansania deutlich abgenommen hat. Die chinesischen Manöver sind jedoch wahrscheinlich deutlich westlichen Einfluss in Afrika verringern müssen erkennen, dass Peking weise betrieben hat, aber nicht in einer versteckten Weise sicherlich die enorme finanzielle Ressourcen, um die chinesischen Ebenen gefördert hat, aber die Reaktion der USA und Europa hat zu viel weniger als das, was China anbietet; es ist eine politische Kurzsichtigkeit, die auf lange Sicht schwerwiegende Auswirkungen haben könnte, weil die Garnison Afrikas in Zukunft sowohl hinsichtlich der Wirtschaftsmacht als auch der internationalen politischen Macht entscheidend sein könnte; Nicht umsonst betreibt Peking bereits eine Militärbasis in Dschibuti, die die erste Stütze für die chinesischen Streitkräfte auf dem Kontinent zu sein scheint, auf die weitere militärische Einrichtungen folgen könnten. Die Gefährlichkeit dieser Entwicklung muss in einem Kontext stehen, in dem das chinesische Land diplomatische, wirtschaftliche und kommerzielle Beziehungen mit nicht nur demokratischen Regierungen unterhält, sondern auch in Ländern, in denen Diktaturen regieren und die Bürgerrechte respektiert werden. Auf der anderen Seite sind Rechte auch in China selbst gesichert und dies muss ein Alarm für ein Land sein, das zunehmend weltweit investiert, um zentral zu werden und eine politische Bedeutung zu erlangen, die noch nicht erreicht ist. Die Änderung der afrikanischen Position im geopolitischen Rahmen der Welt kann ein grundlegendes Element sein, um die derzeitigen heiklen Bilanzen zu untergraben, aber das ist eine klare Hypothek auf die Zukunft nicht nur des afrikanischen Kontinents, sondern auch des globalen Szenarios.

Ambitions chinoises sur l'Afrique

La politique de la Chine envers l'Afrique a eu un processus long et patient dure depuis plus de dix ans; Dans cette période, la diplomatie de Pékin a fait une approche cohérente dans les différents pays africains faisant presque quatre-vingts visites par les bureaux chinois supérieur d'au moins quarante-trois pays du continent, en plus de plusieurs missions diplomatiques, destinées à favoriser la pénétration Chine dans les pays africains. Pour Pékin Afrique, il est considéré comme stratégique à court terme et à long terme. L'argument chinois, donc, a une double signification à la fois politique et économique, mais qui se déplace d'une vision du développement qui est abordable pour les pays africains, mais avant verything pour la Chine elle-même. Si l'on raisonne à court terme, la disponibilité des matières premières, combinée à un coût très faible des questions de travail, les questions sont d'un intérêt fondamental et pratique dans la croissance de l'économie chinoise, ce qui est toujours la principale raison qui pousse les intérêts de Pékin; Cependant, dans le raisonnement à court terme doivent également entrer la sortie des produits chinois dans les économies qui se développent rapidement, mais besoin massif de capitaux étrangers pour leur développement. Le chiffre qui témoigne mieux de cette tendance est que le volume des échanges économiques entre la Chine et l'Afrique au début des années 2000 a atteint 10 milliards de dollars, alors qu'en 2017 il a atteint 170 milliards $. Mais la Chine estime que ce chiffre pourrait encore augmenter, en fait, la vision à long terme de l'évaluation de Pékin l'augmentation de la population africaine, qui de l'un milliard courant, devrait aller doubler d'ici 2050 et même atteindre 3 milliards d'ici la fin du siècle. Il est une prédiction qui permettrait au continent africain d'avoir plus d'habitants que celles de la Chine et de l'Inde additionnés: un marché potentiellement énorme, si elle est soutenue par une croissance économique suffisante. Pour soutenir ces objectifs, la Chine a décidé d'augmenter les investissements en Afrique, grâce à la grande disponibilité de la liquidité financière, ce qui est le véritable instrument de pénétration dans le continent. La récente visite en Afrique par le Président Xi Jinping a pris la forme d'une ligne de crédit de 60 milliards pour financer la croissance; auparavant un montant similaire a été investi en faveur du continent africain. Cependant, seule une partie de ces prêts sont sans intérêt et cela est considéré comme une sorte de menace pour la souveraineté des pays africains, parce que la Chine aurait un avantage par rapport à leurs gouvernements en raison de la dette que ces fonds causent. La question se pose tout aspects géopolitique, mais hors de propos: il est clair que Pékin met une réclamation sérieuse sur les pays africains et l'influence qu'elle peut exercer sur eux, à la fois en termes absolus et en termes relatifs aux questions éventuelles que ils peuvent se présenter à l'avenir. Il est pas un hasard si la perception positive de la Chine a considérablement diminué dans les pays très importants sur le continent, comme l'Egypte, le Ghana, le Kenya, le Sénégal et la Tanzanie. Les manœuvres chinoises, cependant, sont susceptibles de diminuer de manière significative l'influence occidentale en Afrique doit reconnaître que Pékin a fonctionné à bon escient, mais pas d'une manière cachée, sans doute les vastes ressources financières a encouragé les avions chinois, mais la réponse des États-Unis et en Europe a été trop beaucoup moins que ce qui est offert par la Chine; il est une myopie politique qui pourrait avoir de graves répercussions sur leur long terme, car la garnison Afrique pourrait, à l'avenir, être décisif en termes de puissance économique, le pouvoir politique au niveau international; pas du tout Pékin déjà en cours d'exécution d'une base militaire à Djibouti, qui semble représenter le premier point d'appui pour les forces armées chinoises sur le continent, ce qui pourrait suivre d'autres installations militaires. Le danger de cette évolution doit être replacée dans un contexte dans lequel le pays de la Chine a des relations diplomatiques, économiques et commerciales, non seulement avec les gouvernements démocratiques, mais aussi dans les pays où les dictateurs règle et il y a le respect des droits civils. les droits sont assurés d'autre part, même en Chine elle-même et cela devrait être un avertissement pour un pays qui investit de plus en plus dans le monde pour devenir centrale et gagner une pertinence politique pas encore atteint. Altérant la position africaine dans l'environnement géopolitique mondial peut être un élément clé pour renverser le fragile équilibre actuel, mais est une affirmation claire sur l'avenir non seulement de l'Afrique, mais aussi sur le scénario global.

Ambições chinesas em África

A política chinesa em relação à África teve uma longa e paciente jornada, que durou mais de dez anos; neste período, a diplomacia de Pequim tem feito uma abordagem constante nos vários países africanos, fazendo quase oitenta visitas dos mais altos oficiais chineses em pelo menos quarenta e três países do continente negro, bem como várias missões diplomáticas, que têm o propósito de promover a penetração Chineses em nações africanas. Para Pequim, a África é considerada estratégica tanto a curto como a longo prazo. O raciocínio chinês tem, portanto, um valor duplo, tanto político quanto econômico, mas que se move a partir de uma visão de desenvolvimento que é conveniente para os países africanos, mas, em primeiro lugar, para a própria China. Se pensarmos no curto prazo, a disponibilidade de matérias-primas, combinada com um custo de mão-de-obra muito baixo, representa uma razão de interesse fundamental e funcional no crescimento da economia chinesa, que é sempre a principal razão que move os interesses de Pequim; no entanto, o raciocínio de curto prazo também deve incluir a saída de produtos chineses em economias em rápido crescimento, que exigem que grande capital estrangeiro seja alocado para seu próprio desenvolvimento. Os dados que melhor ilustram essa tendência são os volumes de trocas econômicas entre a China e a África: no início de 2000, eram de 10 bilhões de dólares, enquanto em 2017 chegavam a 170 bilhões de dólares. Mas a China acredita que este número pode aumentar novamente, de fato, na visão de longo prazo de Pequim, há a avaliação do aumento da população Africano, que a partir do atual bilhão, deve ir dobrar até 2050 e até chegar a 3 bilhões até o final do século. Esta é uma previsão que permitiria ao continente africano ter mais habitantes do que os da China e da Índia: um mercado potencialmente enorme, se apoiado por um crescimento econômico adequado. Para apoiar estes objectivos, a China decidiu aumentar os seus investimentos em África, graças a uma grande disponibilidade de liquidez financeira, que é o verdadeiro instrumento de penetração no continente. A recente visita do presidente Xi Jinping à África resultou em uma linha de crédito de 60.000 milhões de euros para financiar o crescimento; anteriormente, uma quantia semelhante havia sido investida em favor do continente africano. No entanto, apenas uma parte desses fundos é sem juros e isso é considerado uma espécie de perigo para a soberania dos países africanos, porque a China teria uma posição de vantagem sobre os governos precisamente por causa da dívida que esses empréstimos causam. A questão coloca aspectos geopolíticos que são tudo menos irrelevantes: é claro que Pequim está colocando uma séria hipoteca nos países africanos e na influência que pode exercer sobre eles, tanto em termos absolutos quanto em termos relacionados a questões contingentes, pode surgir no futuro. Não é coincidência que a percepção positiva da China tenha caído significativamente em países muito importantes do continente, como Egito, Gana, Quênia, Senegal e Tanzânia. As manobras chinesas, no entanto, provavelmente diminuirão significativamente a influência ocidental na África: deve-se reconhecer que Pequim operou com sabedoria, mas não de maneira oculta, certamente os grandes recursos financeiros favoreceram os planos chineses, mas a resposta dos EUA e da Europa tem sido muito menos do que é oferecido pela China; é uma miopia política que poderia ter grandes repercussões a longo prazo, porque a guarnição da África poderia, no futuro, ser decisiva tanto em termos de poder econômico quanto de poder político internacional; Não é à toa que Pequim já está operando uma base militar no Djibuti, o que parece representar o primeiro ponto de apoio às forças armadas chinesas no continente, que poderia ser seguido por outras instalações militares. A perigosidade dessa evolução deve ser enquadrada em um contexto no qual o país chinês tem relações diplomáticas, econômicas e comerciais com governos não apenas democráticos, mas também em países onde as ditaduras o governam e há respeito pelos direitos civis. Por outro lado, mesmo na própria China, os direitos estão garantidos e isso deve ser um alarme para um país que investe cada vez mais no mundo para se tornar central e ganhar importância política ainda não alcançada. A alteração da posição africana no quadro geopolítico mundial pode ser um elemento fundamental para subverter os delicados saldos actuais, mas isso representa uma clara hipoteca do futuro não só do continente africano, mas também do cenário global.

Китайские амбиции в Африке

Политика Китая в отношении Африки была долгий и терпеливый процесс продолжается в течение более десяти лет; В этот период, дипломатия Пекина сделала последовательный подход в различных африканских странах делают почти восемьдесят визитов высшими китайскими офисов, по крайней мере, сорок три страны континента, в дополнении к нескольким дипломатическим миссиям, которые были предназначены для содействия проникновению Китай в африканских странах. Для Пекина Африки он считается стратегическим, как в краткосрочном, так и в долгосрочной перспективе. Китайский аргумент, следовательно, имеет двойное значение как политический, так и экономические, но перемещается из видения развития, что является доступным для африканских стран, но, прежде чем verything для самого Китая. Если мы рассуждаем в краткосрочной перспективе, наличие сырья, в сочетании с очень низкой стоимостью трудовых вопросов, вопросы фундаментального и практического интереса в росте китайской экономики, которая всегда является главной причиной того, что гонит интересы Пекина; Однако, в краткосрочном рассуждении также должен входить выход китайских товаров в странах, которые быстро растут, но нуждается в массивном иностранный капитале для их развития. Цифра, которая свидетельствует о том, лучше этой тенденции является то, что объем экономических обменов между Китаем и Африкой в ​​начале 2000-х годов составил 10 миллиардов долларов, в то время как в 2017 году он достиг 170 млрд $. Но Китай считает, что эта цифра может еще возрасти, на самом деле, долгосрочное видение оценки Пекина увеличение африканского населения, который с нынешнего одного миллиарда, должен идти в два раза к 2050 году и даже до 3 млрд к концу века. Это предсказание, что позволило бы африканскому континенту, чтобы иметь больше жителей, чем те, Китай и Индия добавили: потенциально огромный рынка, если она поддерживается адекватным экономическим ростом. Для поддержки этих целей, Китай решил увеличить инвестиции в Африке, благодаря широкой доступности финансовой ликвидности, что является истинным инструментом проникновения на континенте. Недавний визит в Африку президент Си Цзиньпин принял форму кредитной линии 60 млрд для финансирования роста; Ранее аналогичная сумма была вложена в пользу африканского континента. Однако, только часть этих кредитов являются беспроцентными, и это считается своего рода угрозы суверенитету африканских стран, потому что Китай будет иметь преимущество перед своими правительствами из-за долга, что эти средства вызывают. Возникает вопрос геополитических АСПЕКТОВ ничего, кроме значения: ясно, что Пекин ставит серьезную заявку на африканских странах и влияние он может осуществлять над ними, как в абсолютном выражении, так и в относительном выражении к условным вопросам, которые Они могут возникнуть в будущем. Не случайно, что позитивное восприятие Китая значительно снизилось в очень важных странах континента, такие как Египет, Гана, Кения, Сенегал и Танзания. Китайские маневры, однако, вероятно, значительно уменьшить влияние Запада в Африке должна признать, что Пекин работает с умом, но не в скрытой форме, конечно, огромные финансовые ресурсы, поощряли китайские самолеты, но ответ США и Европы были слишком много меньше, чем то, что предлагается в Китае; это политическая близорукость, что может иметь серьезные последствия для их долгосрочной перспективы, поскольку гарнизон Африка может в будущем быть решающей с точкой зрения экономической мощи, политической власти на международном уровне; не все Пекин уже работает военная базу в Джибути, который, кажется, представляет собой первую точку опоры для китайских вооруженных сил на континенте, которые могли бы следовать другим военным объектам. Опасность такого развития следует рассматривать в контексте, в котором страна Китая имеет дипломатические отношения, экономические и торговые не только с демократическими правительствами, но и в тех странах, где диктаторы правят и существует уважение гражданских прав. С другой стороны, даже в самом Китае права уверены, и это должно быть предупреждением для страны, которая вкладывает все больше и больше в мире, чтобы стать Центральной и выиграть политическую актуальность еще не достигнута. Изменяя африканскую позицию в глобальной геополитической ситуации может стать ключевым элементом, чтобы отменить текущее хрупкое равновесие, но четкое требование о будущем не только Африки, но и на глобальном сценарии.