Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 24 aprile 2019
Gli Stati Uniti sospendono le esenzioni per l'acquisto di petrolio iraniano
L’intenzione dell’amministrazione americana di aumentare la pressione sull’Iran, attraverso l’interruzione della deroga alle sanzioni per l’acquisto di greggio da Teheran, che valeva soltanto per alcuni paesi, rischia di avere delle conseguenze politiche ed economiche molto rilevanti. Intanto il preavviso concesso è molto ristretto, infatti le deroghe dovranno cessare dal due maggio prossimo. La ragione di questa accelerazione viene individuata nella necessità di limitare l’azione geopolitica della repubblica islamica nella regione mediorientale a favore degli sciiti ed anche ridurre l’influenza iraniana in Siria. Per questi obiettivi, la Casa Bianca ritiene che siano stati impiegati notevoli sforzi finanziari derivanti proprio dalla vendita del greggio. Gli USA devono però limitare che la diminuzione del greggio disponibile provochi un aumento per barile, in un contesto internazionale che ha già registrato l’innalzamento del prezzo del tre per cento sul prezzo totale del barile. Chi può sostenere la manovra è soltanto l’Arabia Saudita, con la collaborazione degli Emirati Arabi Uniti, che si sono impegnati ad immettere sul mercato il quantitativo di greggio necessario a compensare quello iraniano. L’interesse delle monarchie sunnite è doppio, da una parte si dovrebbe registrare l’aumento degli introiti economici, ma, sopratutto, soddisfare gli aspetti geostrategici funzionali a questi paesi, tradizionalmente nemici dell’Iran, mentre sullo sfondo ci sarà anche la soddisfazione di Israele, ormai al fianco dei paesi sunniti contro Teheran. I paesi interessati dalla manovra statunitense sono Giappone, Corea del Sud, Turchia, Cina, India, Italia, Grecia e Taiwan. La minaccia americana è quella di sanzionare le merci di questi paesi verso gli Stati Uniti, se continueranno ad acquistare il greggio iraniano. La ragione ufficiale è il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal trattato sul nucleare iraniano, mai disconosciuto dai paesi europei e dell’Unione Europea, che hanno partecipato al difficile negoziato. Trump teme che il paese iraniano possa dotarsi dell’arma atomica ed, attraverso di essa, alterare gli equilibri regionali e minacciare Israele; tuttavia questa forma di pressione incide su di una economia messa già in grande difficoltà dalle sanzioni già in essere e che influenza in maniera fortemente negativa la vita della popolazione del paese; ma se la speranza di Trump è quella di ottenere delle ribellioni da parte della popolazione verso il regime, ciò non sembra possibile che si avveri: i cittadini iraniani sembrano rivolgere il loro risentimento verso gli eterni nemici statunitensi, i paesi sunniti ed Israele, che ritengono responsabili del mancato rispetto sull’accordo del nucleare, che ha causato le sanzioni e la compressione dell’economia nazionale. Verso gli USA vi è ancheil risentimento di quegli stati che avevano stipulato contratti con l’Iran e che ora si trovano davanti ad una scelta praticamente obbligata. Una questione centrale è l’intrusione nell’economia di stati sovrani che Washington adopera come strumento per raggiungere la proprie finalità in politica estera: viene, cioè, imposta una prospettiva sostanzialmente non condivisa da quegli stati che subiscono il ricatto dell’interruzione dei rapporti con il paese iraniano. Non vale neppure l’argomentazione, che l’Iran è un regime liberticida, che sopprime l’opposizione e non garantisce i diritti ai suoi cittadini, cosa certamente vera, perchè l’Arabia Saudita è una dittatura altrettanto liberticida. Quindi resta soltanto l’obbligo di adeguarsi alle ragioni americane. Questa strategia rientra nella dottrina Trump e nel suo modo di rapportarsi con nemici ed alleati interpretato soltanto in direzione univoca e che rappresenta una delle maggiori ragioni dell’allontanemento dagli USA da parte dell’Europa e dalla crescente diffidenza verso il presidente americano. Se la questione dei dazi tra Cina e Stati Uniti sembra avviarsi ad una soluzione positiva, il fatto del divisto di acquisto del petrolio iraniano potrebbe diventare ancora più pericoloso dal punto di vista politico, perchè investe un aspetto dove gli USA non sono direttamente coinvolti e sul quale esercitano un arbitrio.
The United States suspend exemptions for the purchase of Iranian oil
The US administration's intention to increase pressure on Iran, through the interruption of the exemption from the sanctions for the purchase of crude oil from Tehran, which was valid only for some countries, risks having very significant political and economic consequences. Meanwhile, the notice given is very limited, in fact the exceptions will have to cease from the next two May. The reason for this acceleration is identified in the need to limit the geopolitical action of the Islamic republic in the Middle Eastern region in favor of the Shiites and also to reduce Iranian influence in Syria. For these objectives, the White House believes that considerable financial efforts have been made, deriving precisely from the sale of crude oil. However, the US must limit that the decrease in available crude oil causes an increase per barrel, in an international context that has already registered a price increase of three percent on the total price of the barrel. Who can support the maneuver is only Saudi Arabia, with the collaboration of the United Arab Emirates, which have pledged to put on the market the quantity of crude oil needed to offset the Iranian one. The interest of the Sunni monarchies is double, on the one hand the increase in economic income should be recorded, but above all, to satisfy the functional geostrategic aspects of these countries, traditionally enemies of Iran, while in the background there will also be the satisfaction of Israel, now on the side of the Sunni countries against Tehran. The countries affected by the US maneuver are Japan, South Korea, Turkey, China, India, Italy, Greece and Taiwan. The American threat is to sanction the goods of these countries to the United States, if they continue to buy Iranian crude. The official reason is the unilateral withdrawal of the United States from the Iranian nuclear treaty, never disregarded by European and European Union countries, which participated in the difficult negotiations. Trump fears that the Iranian country could equip itself with an atomic weapon and, through it, alter the regional balance and threaten Israel; however, this form of pressure affects an economy already in great difficulty due to the sanctions already in place and which strongly influences the life of the population of the country; but if Trump's hope is to get rebellions from the population towards the regime, it does not seem possible that it will come true: Iranian citizens seem to turn their resentment towards the eternal American enemies, the Sunni countries and Israel, which they believe responsible for the failure to comply with the nuclear agreement, which caused the sanctions and the compression of the national economy. Towards the USA there is also resentment of those states that had entered into contracts with Iran and are now faced with a practically forced choice. A central issue is the intrusion into the economy of sovereign states that Washington uses as a tool to achieve its goals in foreign policy: that is, it sets up a perspective substantially not shared by those states that suffer the blackmail of the interruption of relations with the Iranian country. The argument is not even valid, that Iran is a liberticidal regime, which suppresses the opposition and does not guarantee the rights of its citizens, which is certainly true, because Saudi Arabia is an equally liberticidal dictatorship. So there remains only the obligation to adapt to the American reasons. This strategy is part of the Trump doctrine and its way of relating to enemies and allies interpreted only in a single direction and which represents one of the major reasons for the alienation from the USA by Europe and the growing distrust of the American president. If the question of duties between China and the United States seems to be moving towards a positive solution, the fact of the purchase of Iranian oil could become even more dangerous from a political point of view, because it involves an aspect where the US is not directly involved and on the which exercise arbitrariness.
Los Estados Unidos suspenden las exenciones para la compra de petróleo iraní.
La intención de la administración estadounidense de aumentar la presión sobre Irán, a través de la interrupción de la exención de las sanciones por la compra de petróleo crudo a Teherán, que era válida solo para algunos países, podría tener consecuencias políticas y económicas muy importantes. Mientras tanto, el aviso dado es muy limitado, de hecho, las excepciones tendrán que cesar a partir del próximo dos de mayo. La razón de esta aceleración se identifica en la necesidad de limitar la acción geopolítica de la república islámica en la región del Medio Oriente a favor de los chiítas y también de reducir la influencia iraní en Siria. Para estos objetivos, la Casa Blanca cree que se han realizado considerables esfuerzos financieros, derivados precisamente de la venta de petróleo crudo. Sin embargo, los EE. UU. Deben limitar que la disminución del petróleo crudo disponible cause un aumento por barril, en un contexto internacional que ya ha registrado un aumento de los precios del tres por ciento sobre el precio total del barril. Quien puede apoyar la maniobra es solo Arabia Saudita, con la colaboración de los Emiratos Árabes Unidos, que se han comprometido a poner en el mercado la cantidad de petróleo crudo necesaria para compensar al iraní. El interés de las monarquías sunitas es doble, por un lado, el aumento en el ingreso económico debe registrarse, pero sobre todo, para satisfacer los aspectos geoestratégicos funcionales de estos países, tradicionalmente enemigos de Irán, mientras que en el fondo también habrá satisfacción. Israel, ahora del lado de los países sunitas contra Teherán. Los países afectados por la maniobra de Estados Unidos son Japón, Corea del Sur, Turquía, China, India, Italia, Grecia y Taiwán. La amenaza estadounidense es sancionar los bienes de estos países a los Estados Unidos, si continúan comprando crudo iraní. La razón oficial es el retiro unilateral de los Estados Unidos del tratado nuclear iraní, nunca ignorado por los países europeos y de la Unión Europea, que participaron en las difíciles negociaciones. Trump teme que el país iraní pueda equiparse con un arma atómica y, a través de él, alterar el equilibrio regional y amenazar a Israel; sin embargo, esta forma de presión afecta a una economía que ya se encuentra en una gran dificultad debido a las sanciones existentes y que influye fuertemente en la vida de la población del país; pero si la esperanza de Trump es hacer que las rebeliones de la población se dirijan al régimen, no parece posible que se haga realidad: los ciudadanos iraníes parecen volcar su resentimiento hacia los eternos enemigos estadounidenses, los países sunitas e Israel, que creen Responsable por el incumplimiento del acuerdo nuclear, que provocó las sanciones y la compresión de la economía nacional. Hacia los Estados Unidos también hay resentimiento hacia aquellos estados que habían firmado contratos con Irán y ahora enfrentan una opción prácticamente forzada. Un tema central es la intrusión en la economía de los estados soberanos que Washington utiliza como herramienta para lograr sus objetivos en política exterior: es decir, establece una perspectiva sustancialmente no compartida por aquellos estados que sufren el chantaje de la interrupción de las relaciones con El país iraní. El argumento ni siquiera es válido, que Irán es un régimen liberticida, que suprime a la oposición y no garantiza los derechos de sus ciudadanos, lo que es ciertamente cierto, porque Arabia Saudita es una dictadura igualmente liberticida. Así que solo queda la obligación de adaptarse a las razones americanas. Esta estrategia es parte de la doctrina Trump y su forma de relacionarse con enemigos y aliados se interpreta solo en una sola dirección y representa una de las principales razones de la alienación de los Estados Unidos por parte de Europa y la creciente desconfianza del presidente estadounidense. Si la cuestión de los deberes entre China y los Estados Unidos parece estar avanzando hacia una solución positiva, el hecho de comprar petróleo iraní podría volverse aún más peligroso desde un punto de vista político, porque involucra un aspecto en el que Estados Unidos no está directamente involucrado y en general que ejercen la arbitrariedad.
Die Vereinigten Staaten setzen Ausnahmen für den Kauf von iranischem Öl aus
Die Absicht der US-Regierung, den Druck auf den Iran durch die Unterbrechung der Befreiung von den Sanktionen für den Einkauf von Rohöl aus Teheran, die nur für einige Länder galt, zu unterbinden, kann erhebliche politische und wirtschaftliche Folgen haben. Mittlerweile ist die Bekanntmachung sehr begrenzt, tatsächlich müssen die Ausnahmen ab den nächsten zwei Mai eingestellt werden. Der Grund für diese Beschleunigung liegt in der Notwendigkeit, die geopolitischen Maßnahmen der Islamischen Republik im Nahen Osten zugunsten der Schiiten einzuschränken und den Einfluss Irans in Syrien zu reduzieren. Für diese Ziele ist das Weiße Haus der Ansicht, dass erhebliche finanzielle Anstrengungen unternommen wurden, die sich genau aus dem Verkauf von Rohöl ergeben. Die USA müssen jedoch einschränken, dass der Rückgang des verfügbaren Rohöls zu einer Erhöhung pro Barrel führt, in einem internationalen Kontext, der bereits eine Preissteigerung von drei Prozent gegenüber dem Gesamtpreis des Barrels verzeichnet hat. Wer das Manöver unterstützen kann, ist nur Saudi-Arabien, in Zusammenarbeit mit den Vereinigten Arabischen Emiraten, die sich verpflichtet haben, die Menge Erdöl auf den Markt zu bringen, die zum Ausgleich des iranischen benötigt wird. Das Interesse der sunnitischen Monarchien ist doppelt so groß, einerseits sollte die Steigerung des Wirtschaftseinkommens verzeichnet werden, vor allem aber, um die funktionalen geostrategischen Aspekte dieser traditionell iranischen Länder zu befriedigen, während im Hintergrund auch die Befriedigung von Israel, jetzt auf der Seite der sunnitischen Länder gegen Teheran. Die von den US-Manövern betroffenen Länder sind Japan, Südkorea, die Türkei, China, Indien, Italien, Griechenland und Taiwan. Die amerikanische Bedrohung besteht darin, die Waren dieser Länder den Vereinigten Staaten zu genehmigen, wenn sie weiterhin iranisches Rohöl kaufen. Der offizielle Grund ist der einseitige Rückzug der Vereinigten Staaten aus dem iranischen Atomabkommen, der niemals von den Ländern der Europäischen Union und der Europäischen Union missachtet wurde, die an den schwierigen Verhandlungen teilgenommen hatten. Trump befürchtet, das iranische Land könnte sich mit einer Atomwaffe ausrüsten und dadurch das regionale Gleichgewicht verändern und Israel bedrohen; Diese Form des Drucks wirkt sich jedoch auf eine Wirtschaft aus, die aufgrund der bereits bestehenden Sanktionen bereits in großen Schwierigkeiten ist und die das Leben der Bevölkerung des Landes stark beeinflusst. Wenn Trump jedoch die Hoffnung hat, dass die Bevölkerung sich gegen das Regime rebelliert, scheint es nicht möglich zu sein, dass es wahr wird: Die iranischen Bürger scheinen ihre Ressentiments gegen die ewigen amerikanischen Feinde, die sunnitischen Länder und Israel, die sie glauben, zu richten verantwortlich für die Nichteinhaltung des Atomabkommens, das die Sanktionen und die Kompression der Volkswirtschaft verursacht hat. Gegenüber den USA gibt es auch Ressentiments über die Staaten, die Verträge mit dem Iran geschlossen haben und nun mit einer praktisch erzwungenen Entscheidung konfrontiert sind. Ein zentrales Thema ist das Eindringen souveräner Staaten in die Wirtschaft, die Washington als Instrument für die Erreichung seiner außenpolitischen Ziele verwendet: Das heißt, es wird eine Perspektive geschaffen, die im Wesentlichen nicht den Staaten entspricht, die unter der Erpressung der Unterbrechung der Beziehungen leiden das iranische Land. Das Argument ist nicht einmal zutreffend, dass der Iran ein libertizides Regime ist, das die Opposition unterdrückt und nicht die Rechte seiner Bürger garantiert, was sicherlich wahr ist, weil Saudi-Arabien eine ebenso libertizide Diktatur ist. Es bleibt also nur die Verpflichtung, sich an die amerikanischen Gründe anzupassen. Diese Strategie ist Teil der Trump-Doktrin und ihre Beziehung zu Feinden und Verbündeten, die nur in eine Richtung interpretiert wird und die einen der Hauptgründe für die Entfremdung der USA durch Europa und das wachsende Misstrauen des amerikanischen Präsidenten darstellt. Wenn sich die Frage der Zölle zwischen China und den Vereinigten Staaten in Richtung einer positiven Lösung zu bewegen scheint, könnte die Tatsache, dass iranisches Öl gekauft wird, aus politischer Sicht sogar noch gefährlicher werden, da es sich um einen Aspekt handelt, an dem die USA nicht direkt beteiligt sind die Willkür ausüben.
Les États-Unis suspendent des exemptions pour l'achat de pétrole iranien
L'intention de l'administration américaine d'accroître la pression sur l'Iran en interrompant l'exemption des sanctions pour l'achat de pétrole brut de Téhéran, qui n'est valable que pour certains pays, risque d'avoir des conséquences politiques et économiques très importantes. En attendant, la notification est très limitée. En fait, les exceptions devront cesser à partir du deux mai. La raison de cette accélération est identifiée par la nécessité de limiter l'action géopolitique de la république islamique au Moyen-Orient en faveur des chiites et de réduire l'influence iranienne en Syrie. Pour ces objectifs, la Maison Blanche estime que des efforts financiers considérables ont été consentis, qui découlent précisément de la vente de pétrole brut. Cependant, les États-Unis doivent limiter le fait que la diminution du pétrole brut disponible entraîne une augmentation du baril, dans un contexte international qui a déjà enregistré une augmentation de trois pour cent du prix total du baril. Seule l’Arabie saoudite, avec la collaboration des Émirats arabes unis, qui s’est engagée à mettre sur le marché la quantité de pétrole brut nécessaire pour contrebalancer celle de l’Iran peut soutenir la manœuvre. L’intérêt des monarchies sunnites est double. L’augmentation des revenus économiques doit certes être enregistrée, mais avant tout pour satisfaire les aspects fonctionnels géostratégiques de ces pays, traditionnellement ennemis de l’Iran, tandis Israël, maintenant du côté des pays sunnites contre Téhéran. Les pays concernés par la manœuvre des États-Unis sont le Japon, la Corée du Sud, la Turquie, la Chine, l'Inde, l'Italie, la Grèce et Taiwan. La menace américaine est de sanctionner les produits de ces pays aux États-Unis s’ils continuent à acheter du brut iranien. La raison officielle en est le retrait unilatéral des États-Unis du traité nucléaire iranien, jamais négligé par les pays de l'Union européenne et de l'Union européenne, qui ont participé aux négociations difficiles. Trump craint que le pays iranien puisse se doter d'une arme atomique et, à travers elle, modifier l'équilibre régional et menacer Israël; toutefois, cette forme de pression affecte une économie déjà en grande difficulté en raison des sanctions déjà en place et qui influence fortement la vie de la population du pays; mais si l'espoir de Trump est d'obtenir des rébellions de la population contre le régime, il ne semble pas possible que cela se réalise: les citoyens iraniens semblent tourner leur ressentiment vers les éternels ennemis américains, les pays sunnites et Israël, qu'ils croient responsable du non-respect de l'accord nucléaire, qui a entraîné les sanctions et la compression de l'économie nationale. À l’égard des États-Unis, les États qui ont passé des contrats avec l’Iran et qui font maintenant face à un choix pratiquement forcé éprouvent également du ressentiment. L’intrusion dans l’économie des États souverains que Washington utilise comme un moyen d’atteindre ses objectifs en matière de politique étrangère constitue un problème central: c’est-à-dire qu’elle instaure une perspective en grande partie non partagée par les États qui subissent le chantage de la rupture des relations avec le pays iranien. L’argument n’est même pas valable, à savoir que l’Iran est un régime liberticide, qui réprime l’opposition et ne garantit pas les droits de ses citoyens, ce qui est certainement vrai, car l’Arabie saoudite est une dictature tout aussi liberticide. Il ne reste donc que l'obligation de s'adapter aux raisons américaines. Cette stratégie fait partie de la doctrine Trump et de sa relation avec les ennemis et les alliés interprétée dans un seul sens et qui constitue l’une des principales raisons de l’aliénation des États-Unis par l’Europe et de la méfiance croissante à l’égard du président américain. Si la question des devoirs entre la Chine et les États-Unis semble évoluer vers une solution positive, le fait d'acheter du pétrole iranien pourrait devenir encore plus dangereux d'un point de vue politique, car il s'agit d'un aspect où les États-Unis ne sont pas directement impliqués et sur la qui exercent l'arbitraire.
Os Estados Unidos suspendem isenções para a compra de petróleo iraniano
A intenção da administração dos EUA de aumentar a pressão sobre o Irã, através da interrupção da isenção das sanções pela compra de petróleo bruto de Teerã, que era válida apenas para alguns países, corre o risco de ter consequências políticas e econômicas muito significativas. Enquanto isso, o aviso dado é muito limitado, de fato, as exceções terão que cessar a partir do próximo dia 2 de maio. A razão para essa aceleração é identificada na necessidade de limitar a ação geopolítica da república islâmica na região do Oriente Médio em favor dos xiitas e também para reduzir a influência iraniana na Síria. Para estes objetivos, a Casa Branca acredita que esforços financeiros consideráveis foram feitos, derivados precisamente da venda de petróleo bruto. No entanto, os EUA devem limitar que a diminuição do petróleo disponível provoca um aumento por barril, em um contexto internacional que já registrou um aumento de preço de três por cento sobre o preço total do barril. Quem pode apoiar a manobra é apenas a Arábia Saudita, com a colaboração dos Emirados Árabes Unidos, que se comprometeram a colocar no mercado a quantidade de petróleo bruto necessário para compensar o petróleo iraniano. O interesse das monarquias sunitas é o dobro, por um lado, o aumento da renda econômica deve ser registrado, mas acima de tudo, para satisfazer os aspectos geoestratégicos funcionais desses países, tradicionalmente inimigos do Irã, enquanto no fundo também haverá a satisfação de Israel, agora do lado dos países sunitas contra Teerã. Os países afetados pela manobra norte-americana são o Japão, a Coréia do Sul, a Turquia, a China, a Índia, a Itália, a Grécia e Taiwan. A ameaça americana é sancionar os bens desses países nos Estados Unidos, se continuarem a comprar petróleo bruto iraniano. A razão oficial é a retirada unilateral dos Estados Unidos do tratado nuclear iraniano, nunca desconsiderada pelos países europeus e da União Européia, que participaram das difíceis negociações. Trump teme que o país iraniano possa se equipar com uma arma atômica e, por meio dela, alterar o equilíbrio regional e ameaçar Israel; no entanto, esta forma de pressão afeta uma economia já em grande dificuldade devido às sanções já em vigor e que influencia fortemente a vida da população do país; mas se a esperança de Trump é conseguir rebeliões da população em relação ao regime, não parece possível que isso se concretize: os cidadãos iranianos parecem transformar seu ressentimento em relação aos eternos inimigos americanos, os países sunitas e Israel, que eles acreditam responsável pelo descumprimento do acordo nuclear, que provocou as sanções e a compressão da economia nacional. Em direção aos EUA, há também ressentimentos com os Estados que entraram em contratos com o Irã e agora enfrentam uma escolha praticamente forçada. Uma questão central é a intrusão na economia dos Estados soberanos que Washington utiliza como ferramenta para atingir seus objetivos na política externa: isto é, configura uma perspectiva substancialmente não compartilhada pelos estados que sofrem a chantagem da interrupção das relações com os países. o país iraniano. O argumento nem é válido, que o Irã é um regime liberticida, que suprime a oposição e não garante os direitos de seus cidadãos, o que certamente é verdade, porque a Arábia Saudita é uma ditadura igualmente liberticida. Portanto, resta apenas a obrigação de se adaptar às razões americanas. Essa estratégia faz parte da doutrina Trump e de sua maneira de se relacionar com inimigos e aliados interpretados apenas em uma única direção e que representa uma das principais razões para a alienação dos EUA pela Europa e a crescente desconfiança do presidente americano. Se a questão dos deveres entre a China e os Estados Unidos parece estar caminhando para uma solução positiva, o fato da compra do petróleo iraniano poderia se tornar ainda mais perigoso do ponto de vista político, porque envolve um aspecto em que os EUA não estão diretamente envolvidos e qual exercício arbitrariedade.
США приостановили льготы на покупку иранской нефти
Намерение администрации США усилить давление на Иран через прерывание освобождения от санкций за закупку сырой нефти у Тегерана, которое было действительно только для некоторых стран, может иметь очень серьезные политические и экономические последствия. Между тем, данное уведомление очень ограничено, на самом деле исключения должны прекратиться со следующих двух мая. Причина этого ускорения определяется необходимостью ограничить геополитические действия исламской республики в ближневосточном регионе в пользу шиитов, а также уменьшить влияние Ирана в Сирии. Для этих целей Белый дом считает, что были предприняты значительные финансовые усилия, связанные именно с продажей сырой нефти. Тем не менее, США должны ограничить то, что уменьшение доступной сырой нефти вызывает увеличение на баррель, в международном контексте, который уже зарегистрировал повышение цены на три процента от общей цены барреля. Поддержать маневр может только Саудовская Аравия в сотрудничестве с Объединенными Арабскими Эмиратами, которые обязались вывести на рынок количество сырой нефти, необходимое для компенсации иранской нефти. Интерес суннитских монархий двойной, с одной стороны, следует зафиксировать увеличение экономических доходов, но, прежде всего, для удовлетворения функциональных геостратегических аспектов этих стран, традиционно являющихся врагами Ирана, тогда как на заднем плане также будет удовлетворение Израиль теперь на стороне суннитских стран против Тегерана. Страны, пострадавшие от маневра США, - это Япония, Южная Корея, Турция, Китай, Индия, Италия, Греция и Тайвань. Американская угроза состоит в том, чтобы санкционировать товары этих стран для Соединенных Штатов, если они продолжат покупать иранскую нефть. Официальная причина - односторонний выход Соединенных Штатов из иранского ядерного договора, никогда не игнорируемый странами Европы и Европейского союза, которые участвовали в трудных переговорах. Трамп опасается, что иранская страна сможет вооружиться атомным оружием и через него изменить региональный баланс и угрожать Израилю; тем не менее, эта форма давления влияет на экономику, которая уже испытывает большие трудности из-за уже введенных санкций и которая сильно влияет на жизнь населения страны; но если надежда Трампа состоит в том, чтобы добиться от населения восстаний по отношению к режиму, то вряд ли это сбудется: иранские граждане, похоже, обращают свое негодование по отношению к вечным американским врагам, суннитским странам и Израилю, которому они верят несут ответственность за невыполнение ядерного соглашения, что вызвало санкции и сжатие национальной экономики. В отношении США наблюдается также недовольство тех государств, которые заключили контракты с Ираном и теперь сталкиваются с практически вынужденным выбором. Центральным вопросом является вторжение в экономику суверенных государств, которую Вашингтон использует в качестве инструмента для достижения своих целей во внешней политике: то есть он создает перспективу, по существу, не разделяемую теми государствами, которые страдают от шантажа из-за разрыва отношений с иранская страна. Аргумент даже не действителен, что Иран является либертицидным режимом, который подавляет оппозицию и не гарантирует права своих граждан, что, безусловно, верно, потому что Саудовская Аравия является в равной степени либертицидной диктатурой. Таким образом, остается только обязательство приспособиться к американским причинам. Эта стратегия является частью доктрины Трампа и ее отношения с врагами и союзниками, интерпретируемыми только в одном направлении и представляющих одну из основных причин отчуждения Европы от США и растущего недоверия к американскому президенту. Если вопрос о пошлинах между Китаем и Соединенными Штатами, кажется, движется к положительному решению, факт покупки иранской нефти может стать еще более опасным с политической точки зрения, поскольку он затрагивает аспект, в котором США не участвуют напрямую, которые осуществляют произвольность.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)