Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

martedì 16 febbraio 2021

يسعى التحالف الأطلسي إلى إعادة التنظيم بعد رئاسة ترامب

 مع إغلاق قوس ترامب ، يسعى التحالف الأطلسي إلى إعادة التنظيم الداخلي ، وخاصة المالي ، حتى يتمكن من العودة إلى كونه لاعبًا رئيسيًا في سيناريو عالمي يُعتبر غير مستقر للغاية. يبدو الوضع الذي يعرض تسوية بايدن البيت الأبيض مواتياً بشكل خاص لتحفيز نهج مختلف من جانب أعضاء الحلف الأطلسي ، بعد الخطر الحقيقي المتمثل في تقليص نظام الدفاع الغربي الرئيسي مع الرئيس السابق. سيكون الاقتراح الأول الذي يجب أن يأتي من الأمين العام هو زيادة ميزانية المنظمة ، وهو حل يتبع فقط على ما يبدو ما اتبعه أوباما أولاً ثم ترامب. فشل أسلاف بايدن في القيام بذلك لأن الطلب كان يتعلق بزيادة بسيطة في المساهمة ، دون حوافز ورسوم للدول الأوروبية. تستند حداثة الاقتراح الجديد ، أولاً وقبل كل شيء ، إلى حصة مساهمة محددة على الناتج المحلي الإجمالي لكل بلد على حدة ؛ سيتعين على المبلغ الإجمالي تمويل صندوق مشترك يتم السحب منه لتمويل البعثات ، ولكن حتى الآن ، يتم تمويله من قبل خزائن كل دولة على حدة. وبالتالي ، سيتم إدخال تبادلية من شأنها أن تفضي إلى تكامل أكبر ومشاركة أكثر اتساقًا في أنشطة التحالف الأطلسي: سيمثل هذا النهج ابتكارًا مهمًا بشكل خاص أيضًا بهدف زيادة مشاركة الأهداف ، والقضاء على الصعوبات التنظيمية. سيسمح توزيع أكبر للتكاليف بمشاركة تشغيلية أكبر لكل دولة على حدة ويمكن أن يسمح بإجراء اختبارات دورية قادرة على تحديد وتصحيح نقاط الضعف في النظام الدفاعي الغربي. إن زيادة التدريبات المشتركة ، بفضل التغلب على عقبة التكلفة ، يعني تكاملًا تشغيليًا أكبر بين القوات المسلحة للدول الأعضاء ، مما يسمح أيضًا بالتبادل ، والذي ، وفقًا للتوقعات ، يمكن أن يصبح عنصرًا أساسيًا للإشراف على مسارح العمليات. بعد الحرب الباردة حيث كان العدو هو الاتحاد السوفيتي فقط ودول أوروبا الشرقية ، قدم تطور السياسة الدولية مجموعة متنوعة من السيناريوهات التي لم تعد الولايات المتحدة وحدها قادرة على السيطرة عليها. سيكون الدور المهم بشكل متزايد هو حماية البنى التحتية لكل عضو ، والتي في النزاعات الجديدة ، حتى تلك غير المعلنة ، تمثل بشكل متزايد أهدافًا تكتيكية واستراتيجية محتملة ، حيث يضرب الخصوم. من هذا المنظور ، يُنظر أيضًا إلى مشاركة رأس المال الخاص ، على وجه التحديد لأن الصناعات بمعرفتها تمثل أهدافًا حساسة. لمتابعة كل هذه العوامل ، من المتوخى أيضًا تعزيز المادة 5 من المعاهدة عبر الأطلسي ، والتي تنص على الدفاع المتبادل في حالة العدوان: من المفهوم أنه لمزيد من الأمن ، حتى بعد العسكري ، طلب زيادة في يمكن فهم الميزانية على أنها شرعية. هناك موانع محتملة لهذه الخطة الطموحة: الإرادة الأوروبية لقوة مشتركة ، والتي ، على الرغم من وجوب دمجها في الحلف الأطلسي ، يجب أن تتمتع في نفس الوقت بطابع مستقل ؛ تم التفكير في هذا على وجه التحديد بالتزامن مع رئاسة ترامب ، التي بدت وكأنها تريد تنحية أو على الأقل تقليل تجربة الأطلسي. المشكلة ليست فقط في التكامل العسكري ولكن في الإنفاق على التسلح ، الذي قررت أوروبا تخصيصه للصناعة القارية ، وتجنب الإنفاق على الصناعات الأمريكية. وبخلاف النوايا الحسنة للأمين العام ، لا يمكن لموضوعات المناقشة أن تحيد عن النوايا التي سيتم إنفاقها على الأسلحة. ومع ذلك ، فإن أي صيانة للإرادة الأوروبية يجب أن توفر تكاملًا أساسيًا لأنظمة التسلح ، والذي يتضمن براءات الاختراع وتراخيص البناء. تبقى الحقيقة أن افتراضات البداية ، خاصة السياسية منها ، إيجابية للغاية ويمكن أن يساعد ذلك بشكل حاسم في التغلب على الاختلافات الحالية ذات الطبيعة العملية لصالح تخطيط أكثر مشاركة لتحقيق الأهداف المحددة للأغراض الدفاعية للحلف الأطلسي.

What do you want to do ?
New mail

La difficile relazione tra Unione Europea e Russia

 Le relazioni tra Unione Europea e Russia sembrano vicine ad un punto di rottura, anche se la situazione appare tutt’altro che irrimediabile, come hanno dimostrato le dichiarazioni contrastanti del ministro degli esteri russe, minacciose contro Bruxelles, e quelle del suo portavoce, che le ha, in parte smentite. L’attuale stato, molto problematico, tra le due parti, è dovuto alla risposta repressiva da parte della polizia russa nei confronti delle manifestazioni avvenute nelle piazze del paese russo da parte dell’opposizione. Le dure critiche dell’Unione verso il Cremlino hanno provocato una strategia di Mosca che ha come obiettivo quello di anticipare le possibili mosse ufficiali di Bruxelles. Alla concreta possibilità che l’Europa voglia imporre nuove sanzioni alla Russia, il governo di Mosca potrebbe controbattere con la rottura totale delle relazioni diplomatiche. La minaccia rivela lo stato di assoluto timore di Mosca per sanzioni che potrebbero riguardare settori nevralgici per l’economia russa e ne mette in risalto una debolezza diplomatica, che consegue ad una crisi interna sempre più grave. La possibilità di una rinuncia unilaterale alle relazioni con l’Europa appare come un tentativo estremo di evitare un isolamento che sarebbe il risultato di nuove sanzioni da parte europea; questo fattore si unisce anche alla necessità di dimostrare una potenza ed un peso internazionali, che appaiono in declino, soprattutto nello scenario continentale. Per Putin appare fondamentale riguadagnare posizioni all’estero per rinforzare la propria posizione in patria e questo intendimento potrebbe essere compromesso con una condanna internazionale non solo a parole, ma perseguita con fatti concreti come delle nuove sanzioni, che andrebbero ad aggiungersi a quelle già presenti. In realtà le minacce russe hanno evidenziato come le istituzioni europee si siano trovate impreparate alla reazione di Mosca ed abbiano reagito con preoccupazione ma anche con risentimento verso l’Alto rappresentante per la politica estera e sicurezza dell’Unione, a causa di una condotta contraddittoria nella recente visita nella capitale russa. Le critiche all’Alto rappresentante sono giustificate per mancanza di un atteggiamento più deciso nei colloqui con il ministro degli esteri russi, che ha reso evidenti le perplessità sull’incarico conferito; tuttavia senza le minacce russe, probabilmente queste critiche non sarebbero emerse in maniera così netta, tanto da determinare anche la richiesta delle dimissioni proprio da parte di alcuni paesi europei. Peraltro le minacce di Putin hanno sortito l’effetto di una posizione ufficiale europea tendente a scongiurare la rottura delle relazioni diplomatiche, soluzione maggiormente voluta dallo stato tedesco. Il risultato del capo del Cremlino dovrebbe però essere provvisorio, appare impossibile, infatti che l’Europa limiti la sua condanna alle repressioni russe senza il seguito di fatti concreti, anche in ragione della presenza sulla scena internazionale del nuovo presidente americano, che ha rivendicato un maggiore ruolo per gli USA nei confronti del rispetto dei diritti. Il coordinamento tra Washington e Bruxelles non può non passare per una condanna verso Mosca, ma è legittimo pensare che in questo frangente la Casa Bianca lasci l’iniziativa all’Europa, che deve stabilizzare le proprie posizioni di autonomia faticosamente acquisite durante la presidenza Trump. L’intenzione di Biden è lasciare autonomia politica all’Unione per instaurare un rapporto paritario nel quadro di collaborazione e difesa comune, che, tra gli altri, ha proprio nella Russia uno degli obiettivi principali. Il compito europeo quindi sarà di mantenere la propria fermezza contro le repressioni russe, senza tralasciare una soluzione diplomatica soddisfacente per entrambe le parti, ma che non deve risultare come subalterna alle minacce di Mosca.

What do you want to do ?
New mail

The difficult relationship between the European Union and Russia

 

What do you want to do ?
New mail
Relations between the European Union and Russia seem close to a breaking point, even if the situation appears far from irremediable, as demonstrated by the conflicting statements of the Russian foreign minister, threatening against Brussels, and those of his spokesman, who has, in part, denials. The current state, which is very problematic, between the two sides, is due to the repressive response by the Russian police towards the demonstrations that took place in the squares of the Russian country by the opposition. The Union’s harsh criticism of the Kremlin has provoked a strategy by Moscow which aims to anticipate possible official moves by Brussels. To the concrete possibility that Europe wants to impose new sanctions on Russia, the Moscow government could counter with the total breakdown of diplomatic relations. The threat reveals Moscow’s state of absolute fear of sanctions that could affect key sectors for the Russian economy and highlights its diplomatic weakness, which follows an increasingly serious internal crisis. The possibility of a unilateral renunciation of relations with Europe appears as an extreme attempt to avoid an isolation that would be the result of new sanctions on the European side; this factor is also combined with the need to demonstrate international power and weight, which appear to be in decline, especially in the continental scenario. For Putin it appears essential to regain positions abroad to strengthen his position at home and this understanding could be compromised with an international condemnation not only in words, but pursued with concrete facts such as new sanctions, which would be added to those already present. In reality, the Russian threats have highlighted how the European institutions found themselves unprepared for Moscow's reaction and reacted with concern but also with resentment towards the High Representative for Foreign Policy and Security of the Union, due to a contradictory conduct in the recent visit to the Russian capital. The criticism of the High Representative is justified for the lack of a more decisive attitude in the talks with the Russian foreign minister, which has made clear the perplexities about the assignment; however, without the Russian threats, probably these criticisms would not have emerged in such a clear way, to the point of determining the request for resignation by some European countries. Moreover, Putin's threats have had the effect of an official European position aimed at averting the breakdown of diplomatic relations, a solution most desired by the German state. The result of the head of the Kremlin, however, should be provisional, it seems impossible, in fact that Europe limits its sentence to Russian repressions without following concrete facts, also due to the presence on the international scene of the new American president, who has claimed a greater role for the US in respect of rights. Coordination between Washington and Brussels cannot but pass for a condemnation of Moscow, but it is legitimate to think that at this juncture the White House is leaving the initiative to Europe, which must stabilize its positions of autonomy painstakingly acquired during the Trump presidency. Biden's intention is to leave political autonomy to the Union in order to establish an equal relationship within the framework of collaboration and common defense, which, among others, has one of its main objectives in Russia. The European task will therefore be to maintain its firmness against Russian repression, without neglecting a diplomatic solution that is satisfactory for both sides, but which must not be subordinate to the threats from Moscow.

La difícil relación entre la Unión Europea y Rusia

 Las relaciones entre la Unión Europea y Rusia parecen cercanas a un punto de ruptura, aunque la situación parece lejos de ser irremediable, como lo demuestran las declaraciones contradictorias del canciller ruso, amenazadoras contra Bruselas, y las de su portavoz, quien, en parte, ha , negaciones. El estado actual, muy problemático, entre los dos bandos, se debe a la respuesta represiva de la policía rusa a las manifestaciones que tuvieron lugar en las plazas del país ruso por parte de la oposición. Las duras críticas de la Unión al Kremlin han provocado una estrategia de Moscú que apunta a anticipar posibles movimientos oficiales de Bruselas. El gobierno de Moscú podría responder a la posibilidad concreta de que Europa quiera imponer nuevas sanciones a Rusia con la ruptura total de las relaciones diplomáticas. La amenaza revela el estado de temor absoluto de Moscú a las sanciones que podrían afectar a sectores clave para la economía rusa y destaca su debilidad diplomática, que sigue a una crisis interna cada vez más grave. La posibilidad de una renuncia unilateral a las relaciones con Europa aparece como un intento extremo de evitar el aislamiento que resultaría de nuevas sanciones por parte europea; este factor se combina también con la necesidad de demostrar el poder y el peso internacionales, que parecen estar en declive, especialmente en el escenario continental. Para Putin parece fundamental recuperar posiciones en el exterior para fortalecer su posición en casa y este entendimiento podría verse comprometido con una condena internacional no solo de palabra, sino perseguida con hechos concretos como nuevas sanciones, que se sumarían a las ya presentes. En realidad, las amenazas rusas han puesto de relieve cómo las instituciones europeas no estaban preparadas para la reacción de Moscú y reaccionaron con preocupación pero también con resentimiento hacia el Alto Representante para Política Exterior y Seguridad de la Unión, debido a una conducta contradictoria en la reciente visita a la Unión Europea. Capital rusa. Las críticas del Alto Representante se justifican por la falta de una actitud más decidida en las conversaciones con el canciller ruso, que ha dejado en claro las perplejidades sobre el encargo conferido; sin embargo, sin las amenazas rusas, probablemente estas críticas no habrían surgido de forma tan clara, hasta el punto de determinar incluso la solicitud de renuncia de algunos países europeos. Además, las amenazas de Putin han tenido el efecto de una posición oficial europea destinada a evitar la ruptura de las relaciones diplomáticas, una solución muy deseada por el estado alemán. El resultado del jefe del Kremlin, sin embargo, debería ser provisional, parece imposible, de hecho que Europa limita su sentencia a la represión rusa sin seguir hechos concretos, también por la presencia en el escenario internacional del nuevo presidente estadounidense, quien ha reclamado un papel más importante para Estados Unidos en materia de derechos. La coordinación entre Washington y Bruselas no puede dejar de pasar por una condena a Moscú, pero es legítimo pensar que en esta coyuntura la Casa Blanca está dejando la iniciativa a Europa, que debe estabilizar sus posiciones de autonomía apenas adquiridas durante la presidencia de Trump. La intención de Biden es dejar la autonomía política a la Unión para establecer una relación de igualdad en el marco de la colaboración y la defensa común, que, entre otros, tiene uno de sus principales objetivos en Rusia. La tarea europea será, por tanto, mantener su firmeza frente a la represión rusa, sin dejar de lado una solución diplomática que sea satisfactoria para ambas partes, pero que no debe subordinarse a las amenazas de Moscú.

What do you want to do ?
New mail

Das schwierige Verhältnis zwischen der Europäischen Union und Russland

 

What do you want to do ?
New mail
Die Beziehungen zwischen der Europäischen Union und Russland scheinen kurz vor dem Bruch zu stehen, auch wenn die Situation alles andere als unheilbar erscheint, wie die widersprüchlichen Aussagen des russischen Außenministers, der gegen Brüssel droht, und der seines Sprechers, der dies teilweise getan hat, zeigen , Ablehnungen. Der derzeitige, zwischen beiden Seiten sehr problematische Zustand ist auf die repressive Reaktion der russischen Polizei auf die Demonstrationen zurückzuführen, die die Opposition auf den Plätzen des russischen Landes durchgeführt hat. Die scharfe Kritik der Union am Kreml hat eine Strategie Moskaus provoziert, die darauf abzielt, mögliche offizielle Schritte Brüssels vorwegzunehmen. Die Moskauer Regierung könnte auf die konkrete Möglichkeit reagieren, dass Europa Russland mit dem völligen Zusammenbruch der diplomatischen Beziehungen neue Sanktionen auferlegen will. Die Bedrohung zeigt Moskaus Zustand der absoluten Angst vor Sanktionen, die Schlüsselsektoren für die russische Wirtschaft betreffen könnten, und unterstreicht seine diplomatische Schwäche, die auf eine zunehmend ernste interne Krise folgt. Die Möglichkeit eines einseitigen Verzichts auf die Beziehungen zu Europa erscheint als extremer Versuch, eine Isolation zu vermeiden, die das Ergebnis neuer Sanktionen auf europäischer Seite wäre. Dieser Faktor ist auch mit der Notwendigkeit verbunden, internationale Macht und Gewicht zu demonstrieren, die insbesondere im kontinentalen Szenario rückläufig zu sein scheinen. Für Putin erscheint es wichtig, Positionen im Ausland wiederzugewinnen, um seine Position im Inland zu stärken, und dieses Verständnis könnte durch eine internationale Verurteilung nicht nur in Worten beeinträchtigt, sondern mit konkreten Tatsachen wie neuen Sanktionen verfolgt werden, die zu den bereits vorhandenen hinzugefügt würden. In Wirklichkeit haben die russischen Drohungen deutlich gemacht, dass die europäischen Institutionen auf die Reaktion Moskaus nicht vorbereitet waren und aufgrund eines widersprüchlichen Verhaltens beim jüngsten Besuch der Union mit Besorgnis, aber auch mit Ressentiments gegen den Hohen Vertreter für Außenpolitik und Sicherheit der Union reagierten Russische Hauptstadt. Die Kritik des Hohen Vertreters ist gerechtfertigt für das Fehlen einer entschlosseneren Haltung in den Gesprächen mit dem russischen Außenminister, was die Verwirrung über den übertragenen Auftrag deutlich gemacht hat; Ohne die russischen Drohungen wären diese Kritikpunkte jedoch wahrscheinlich nicht so deutlich aufgetaucht, dass sogar der Rücktrittsantrag einiger europäischer Länder entschieden worden wäre. Darüber hinaus hatten Putins Drohungen den Effekt einer offiziellen europäischen Position, die darauf abzielte, den Zusammenbruch der diplomatischen Beziehungen abzuwenden, eine vom deutschen Staat am meisten gewünschte Lösung. Das Ergebnis des Kreml-Chefs sollte jedoch vorläufig sein, es scheint unmöglich, dass Europa seine Strafe auf russische Repression beschränkt, ohne konkrete Tatsachen zu befolgen, auch aufgrund der Präsenz des neuen amerikanischen Präsidenten auf der internationalen Bühne, der hat eine größere Rolle für die USA in Bezug auf Rechte beansprucht. Die Koordination zwischen Washington und Brüssel kann eine Verurteilung Moskaus bedeuten, aber es ist legitim zu glauben, dass das Weiße Haus in diesem Moment die Initiative Europa überlässt, das seine während der Trump-Präsidentschaft kaum erworbenen Autonomiepositionen stabilisieren muss. Bidens Absicht ist es, die politische Autonomie der Union zu überlassen, um ein gleiches Verhältnis im Rahmen der Zusammenarbeit und der gemeinsamen Verteidigung herzustellen, was unter anderem eines seiner Hauptziele in Russland ist. Die europäische Aufgabe wird es daher sein, ihre Entschlossenheit gegen die russische Repression aufrechtzuerhalten, ohne eine diplomatische Lösung zu vernachlässigen, die für beide Seiten zufriedenstellend ist, aber den Drohungen Moskaus nicht untergeordnet sein darf.

La relation difficile entre l'Union européenne et la Russie

 Les relations entre l'Union européenne et la Russie semblent proches d'un point de rupture, même si la situation semble loin d'être irrémédiable, comme en témoignent les déclarations contradictoires du ministre russe des Affaires étrangères, menaçant contre Bruxelles, et celles de son porte-parole, qui a, en partie , dénégations. L'état actuel, très problématique, entre les deux parties, est dû à la réponse répressive de la police russe face aux manifestations qui ont eu lieu sur les places du pays russe par l'opposition. La critique sévère du Kremlin par l’Union a provoqué une stratégie de Moscou qui vise à anticiper d’éventuelles actions officielles de Bruxelles. À la possibilité concrète que l'Europe veuille imposer de nouvelles sanctions à la Russie, le gouvernement de Moscou pourrait contrer la rupture totale des relations diplomatiques. La menace révèle la peur absolue de Moscou de sanctions qui pourraient affecter des secteurs clés de l’économie russe et met en évidence sa faiblesse diplomatique, qui fait suite à une crise interne de plus en plus grave. La possibilité d'une renonciation unilatérale aux relations avec l'Europe apparaît comme une tentative extrême d'éviter un isolement qui serait le résultat de nouvelles sanctions du côté européen; ce facteur se conjugue également avec la nécessité de démontrer la puissance et le poids internationaux, qui semblent en déclin, notamment dans le scénario continental. Pour Poutine, il apparaît essentiel de regagner des positions à l'étranger pour renforcer sa position chez lui et cet accord pourrait être compromis par une condamnation internationale non seulement en paroles, mais poursuivie avec des faits concrets tels que de nouvelles sanctions, qui s'ajouteraient à celles déjà présentes. En réalité, les menaces russes ont mis en évidence la manière dont les institutions européennes se sont retrouvées non préparées à la réaction de Moscou et ont réagi avec inquiétude mais aussi avec ressentiment à l'égard du Haut Représentant pour la politique étrangère et la sécurité de l'Union, en raison d'un comportement contradictoire lors de la récente visite au Capitale russe. La critique du Haut Représentant est justifiée par le manque d'attitude plus décisive dans les entretiens avec le ministre russe des Affaires étrangères, qui a mis en évidence les perplexités sur la mission confiée; cependant, sans les menaces russes, ces critiques n'auraient probablement pas émergé d'une manière aussi claire, au point de déterminer la demande de démission de certains pays européens. De plus, les menaces de Poutine ont eu l'effet d'une position européenne officielle visant à éviter la rupture des relations diplomatiques, une solution très souhaitée par l'Etat allemand. Le résultat du chef du Kremlin devrait cependant être provisoire, il semble impossible, en fait que l'Europe limite sa peine aux répressions russes sans suivre des faits concrets, également du fait de la présence sur la scène internationale du nouveau président américain, qui a revendiqué un plus grand rôle pour les États-Unis en matière de droits. La coordination entre Washington et Bruxelles ne peut que passer pour une condamnation de Moscou, mais il est légitime de penser qu'à ce stade la Maison-Blanche laisse l'initiative à l'Europe, qui doit stabiliser ses positions d'autonomie laborieusement acquises sous la présidence Trump. L'intention de Biden est de laisser l'autonomie politique à l'Union afin d'établir une relation d'égalité dans le cadre de la collaboration et de la défense commune, qui, entre autres, a l'un de ses principaux objectifs en Russie. La tâche européenne sera donc de maintenir sa fermeté face à la répression russe, sans négliger une solution diplomatique satisfaisante pour les deux parties, mais qui ne doit pas être subordonnée aux menaces de Moscou.

What do you want to do ?
New mail

A difícil relação entre a União Europeia e a Rússia

 As relações entre a União Europeia e a Rússia parecem perto de um ponto de ruptura, embora a situação pareça longe de irremediável, como demonstram as declarações contraditórias do ministro das Relações Exteriores russo, ameaçando Bruxelas, e do seu porta-voz, que o fez, em parte , negações. O estado atual, muito problemático entre os dois lados, deve-se à resposta repressiva da polícia russa às manifestações que ocorreram nas praças do país russo pela oposição. As duras críticas da União ao Kremlin provocaram uma estratégia de Moscou que visa antecipar possíveis movimentos oficiais de Bruxelas. À possibilidade concreta de que a Europa queira impor novas sanções à Rússia, o governo de Moscou poderia contra-atacar com o colapso total das relações diplomáticas. A ameaça revela o estado de medo absoluto de Moscou de sanções que possam afetar setores-chave para a economia russa e destaca sua fragilidade diplomática, que segue uma crise interna cada vez mais grave. A possibilidade de uma renúncia unilateral às relações com a Europa surge como uma tentativa extrema de evitar um isolamento que seria o resultado de novas sanções por parte da Europa; esse fator se soma também à necessidade de demonstração de força e peso internacional, que parecem estar em declínio, principalmente no cenário continental. Para Putin, parece essencial recuperar posições no exterior para fortalecer sua posição em casa e esse entendimento poderia ser comprometido com uma condenação internacional não só em palavras, mas perseguida com fatos concretos como novas sanções, que se somariam às já presentes. Na realidade, as ameaças russas evidenciaram como as instituições europeias se encontraram despreparadas para a reação de Moscou e reagiram com preocupação, mas também com ressentimento em relação ao Alto Representante para a Política Externa e Segurança da União, devido a uma conduta contraditória na recente visita ao Capital russa. A crítica do Alto Representante justifica-se pela falta de uma atitude mais decisiva nas conversações com o ministro das Relações Exteriores da Rússia, o que deixou claras as perplexidades sobre a missão conferida; porém, sem as ameaças russas, provavelmente essas críticas não teriam surgido de forma tão clara, a ponto de determinar o pedido de renúncia de alguns países europeus. Além disso, as ameaças de Putin tiveram o efeito de uma posição oficial europeia destinada a evitar o colapso das relações diplomáticas, uma solução muito desejada pelo Estado alemão. O resultado do chefe do Kremlin, no entanto, deveria ser provisório, parece impossível, de fato que a Europa limita sua sentença às repressões russas sem seguir fatos concretos, inclusive pela presença no cenário internacional do novo presidente americano, que reivindicou um papel maior para os EUA em relação aos direitos. A coordenação entre Washington e Bruxelas não pode deixar de passar por uma condenação de Moscou, mas é legítimo pensar que nesta conjuntura a Casa Branca está deixando a iniciativa para a Europa, que deve estabilizar suas posições de autonomia penosamente adquiridas durante a presidência de Trump. A intenção de Biden é deixar autonomia política à União para estabelecer uma relação de igualdade no âmbito da colaboração e da defesa comum, que, entre outros, tem um dos seus principais objectivos na Rússia. A tarefa europeia consistirá, portanto, em manter a sua firmeza contra a repressão russa, sem descurar uma solução diplomática satisfatória para ambas as partes, mas que não deve estar subordinada às ameaças de Moscovo.

What do you want to do ?
New mail