Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

venerdì 17 ottobre 2014

Guerra diplomatica alle Nazioni Unite tra Israele e Palestina

I disordini avvenuti in diverse aree di Gerusalemme e gli scontri a Ramallah, tra esercito israeliano e dimostranti, sono il difficile contorno della battaglia diplomatica che si svolge alle Nazioni Unite tra Autorità Palestinese e stato israeliano. L’ennesima vittima palestinese, un ragazzo di 13 anni colpito da un militare dell’esercito israeliano, durante una azione di contrasto contro i giovani palestinesi che avevano protestato violentemente contro le provocazioni della destra ultraortodossa per l’occupazione della spianata del tempio. In questo quadro lo scontro diplomatico, che si sta svolgendo al Palazzo di vetro, si svolge in un clima ancora una volta tutt’altro che disteso, malgrado la già difficile estate passata, che ha visto svolgersi la violenta guerra di Gaza. L’obiettivo di Abu Mazen è sempre il medesimo: la creazione di uno stato palestinese entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale; parte di questi territori sono oggetto di occupazione da parte di Israele, che continua nella politica della costruzione degli insediamenti, sottraendo porzioni consistenti di terreno ai palestinesi, in favore dei coloni, spesso appartenenti ai movimenti religiosi. ultra ortodossi. Questi coloni sono anche rappresentati nella compagine governativa alla guida di Israele, rendendo una soluzione istituzionale nel quadro dei confini del 1967, molto problematica. La tattica di Abu Mazen, per ottenere questo risultato è del tutto pacifica e si discosta in modo netto dalle pratiche terroristiche di Hamas; il presidente dell’Autorità Palestinese intende richiedere una soluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ponga fine all’occupazione e possa permettere la costituzione dello stato sovrano palestinese. Israele rigetta queste proposte con la solita scusa che minacciano la pace, non solo nella nazione israeliana, ma anche nella regione. Si tratta della solita tattica di rimandare la soluzione per guadagnare tempo ed incrementare gli insediamenti dei coloni. La difficoltà maggiore per Abu Mazen di ottenere la risoluzione del Consiglio di sicurezza è insita nel regolamento del massimo organo delle Nazioni Unite, che prevede l’unanimità dei membri per l’approvazione delle risoluzioni esaminate; la presenza degli Stati Uniti, il maggiore alleato di Israele, ha finora vanificato ogni sforzo, ma il deterioramento dei rapporti tra Casa Bianca e Tel Aviv e l’obiettivo, più volte dichiarato da Obama, di arrivare alla definizione della questione tra Israele e Palestina, proprio mediante la soluzione, un territorio, due stati, potrebbero cambiare le cose. Risulta significativo che Washington pare non abbia intenzione di esercitare il diritto di veto ed a prova di ciò sono significativi gli appelli americani affinché Abu Mazen rinvii la propria richiesta al Consiglio di sicurezza fino al mese di gennaio del 2015. In questo lasso di tempo, peraltro non molto ampio, Obama vuole riaffidare la questione dei negoziati al Segretario di stato, John Kerry. Alle condizioni attuali, però, pare trattarsi di un compito quasi impossibile: sono ancora troppe le resistenze di Israele, mentre Abu Mazen non è disposto ad alcuna concessione. La presenza di questa rigidità, soprattutto da parte israeliana, che, alla fine è quella che ha infranto le regole permettendo la costruzione degli insediamenti, rischia di ritorcersi contro Tel Aviv, se Abu Mazen dovesse compiere il passo formale verso le Nazioni Unite. Gli Stati Uniti, messi di fronte ad una scelta di responsabilità, non potrebbero andare contro la maggioranza dell’opinione pubblica mondiale, che riconosce il diritto per i palestinesi ad avere una patria,  anche perché, in caso contrario, si troverebbero isolati soprattutto rispetto ai partner occidentali, soprattutto quelli europei sempre più orientati verso il riconoscimento, come, ad esempio, è stato il pronunciamento del Parlamento inglese. Certo la soluzione ideale sarebbe il ritiro di Israele dai territori ed il rispetto dei confini del 1967, con la conseguente firma di un trattato di pace che sancisca la nascita dello stato palestinese; ma con l’attuale governo insediato a Tel Aviv questa non è che una possibilità remota.

Diplomatic war at the United Nations between Israel and Palestine

The riots occurred in several areas of Jerusalem and Ramallah in the clashes between the Israeli army and demonstrators are the hard outline of the diplomatic battle that takes place at the United Nations between the Palestinian Authority and the Israeli state. Just another Palestinian victim, a 13 year old boy hit by a soldier of the Israeli army, during an enforcement action against Palestinian youth who had protested violently against the provocations of the right wing ultra-Orthodox to the occupation of the Temple Mount. In this context, the diplomatic clash, which is taking place at the UN Headquarters, takes place in a climate once again anything but relaxed, in spite of the difficult past summer, which saw the violent war unfolding in Gaza. The goal of Abu Mazen is always the same: the creation of a Palestinian state within the 1967 borders, with East Jerusalem as its capital; part of these territories are subject to occupation by Israel, which continues the policy of building settlements, subtracting substantial portions of land to the Palestinians, in favor of the settlers, often belonging to religious movements. ultra-Orthodox. These settlers are also represented in the government at the helm of Israel, making it an institutional solution in the framework of the 1967 borders, very problematic. The tactics of Abu Mazen, to achieve this result is entirely peaceful and departs sharply from the practices of terrorist Hamas; the president of the Palestinian Authority intends to seek a solution of the Security Council of the United Nations, ending the occupation and to allow the establishment of a sovereign Palestinian state. Israel rejects these proposals with the usual excuse that threaten the peace, not only in the Israeli nation, but also in the region. This is the usual tactic to postpone the solution to save time and increase the settlements. The greatest difficulty for Abu Mazen to get the resolution of the Security Council is inherent in the regulation of the highest organ of the United Nations, which requires unanimity of the members for approval of resolutions considered; the presence of the United States, the most important ally of Israel, has so far thwarted every effort, but the deterioration of relations between the White House and Tel Aviv and lens, repeatedly stated by Obama, to arrive at the definition of the issue between Israel and Palestine precisely through the solution, a territory, two states might change things. It is significant that Washington seems to have no intention to exercise the right of veto and proof of this are significant appeals Americans that Abu Mazen referrals its request to the Security Council until January 2015 In this period, however, not very large, Obama wants to entrust again the question of negotiations to the Secretary of State, John Kerry. Under present conditions, however, seems to be an almost impossible task: they are still too many resistances of Israel, while Abu Mazen is not ready to any concession. The presence of this rigidity, especially by Israel, which in the end is the one that broke the rules by allowing the construction of settlements, is likely to backfire Tel Aviv, if Abbas were to take the formal step toward the United Nations. The United States, faced with a choice of responsibility, they could not go against the majority of world public opinion, which recognizes the right of the Palestinians to have a homeland, because, otherwise, would find themselves isolated especially compared to Western partners, especially those in Europe are increasingly oriented towards recognition, such as, for example, was the pronouncement of the British Parliament. Of course the ideal solution would be the withdrawal of Israel from the territories and respect the 1967 borders, resulting in the signing of a peace treaty that enshrines the birth of a Palestinian state; but with the current government took office in Tel Aviv this is only a remote possibility.

Guerra diplomática en las Naciones Unidas entre Israel y Palestina

Los disturbios se produjeron en varias zonas de Jerusalén y Ramallah en los enfrentamientos entre el ejército y manifestantes israelíes son el duro contorno de la batalla diplomática que se lleva a cabo en las Naciones Unidas entre la Autoridad Palestina y el Estado de Israel. Sólo otra víctima palestina, un niño de 13 años atropellado por un soldado del ejército israelí, durante una acción de cumplimiento contra los jóvenes palestinos que habían protestado violentamente contra las provocaciones de la derecha ultra-ortodoxa a la ocupación del Monte del Templo. En este contexto, el choque diplomático, que se celebra en la sede de la ONU, tiene lugar en un clima de nuevo nada pero relajado, a pesar del verano pasado difícil, que vio la violenta guerra que se desarrolla en Gaza. El objetivo de Abu Mazen es siempre el mismo: la creación de un estado palestino dentro de las fronteras de 1967, con Jerusalén Oriental como su capital; parte de estos territorios están sometidos a la ocupación por parte de Israel, que continúa la política de construcción de asentamientos, restar porciones substanciales de tierra a los palestinos, a favor de los colonos, a menudo pertenecientes a movimientos religiosos. ultra-ortodoxa. Estos colonos también están representados en el gobierno al frente de Israel, por lo que es una solución institucional en el marco de las fronteras de 1967, muy problemáticos. Las tácticas de Abu Mazen, para lograr este resultado es totalmente pacífico y se aparta claramente de las prácticas de los terroristas de Hamas; el presidente de la Autoridad Palestina tiene la intención de buscar una solución del Consejo de Seguridad de las Naciones Unidas, poniendo fin a la ocupación y para permitir el establecimiento de un estado palestino soberano. Israel rechaza estas propuestas con la excusa habitual que amenazan la paz, no sólo en la nación de Israel, pero también en la región. Esta es la táctica habitual de posponer la solución para ahorrar tiempo y aumentar los asentamientos. La mayor dificultad para Abu Mazen para obtener la resolución del Consejo de Seguridad es inherente a la regulación del máximo órgano de las Naciones Unidas, que requiere la unanimidad de los miembros para la aprobación de las resoluciones consideradas; la presencia de los Estados Unidos, el aliado más importante de Israel, ha frustrado hasta ahora todos los esfuerzos, pero el deterioro de las relaciones entre la Casa Blanca y Tel Aviv y el objetivo, declarado en repetidas ocasiones por Obama, para llegar a la definición del problema entre Israel y Palestina precisamente a través de la solución, un territorio, dos estados podrían cambiar las cosas. Es significativo que Washington no parece tener intención de ejercer el derecho de veto y prueba de ello son los recursos importantes de los estadounidenses de que Abu Mazen Referidos su petición al Consejo de Seguridad hasta enero de 2015, en este período, sin embargo, no muy grande, Obama quiere confiar de nuevo la cuestión de las negociaciones a la secretaria de Estado, John Kerry. En las condiciones actuales, sin embargo, parece ser una tarea casi imposible: aún son demasiadas resistencias de Israel, mientras que Abu Mazen no está dispuesto a cualquier concesión. La presencia de esta rigidez, sobre todo por parte de Israel, que a la postre es el que rompió las reglas al permitir la construcción de asentamientos, es que probablemente fracasará Tel Aviv, si Abbas fuera a tomar el paso formal hacia las Naciones Unidas. Los Estados Unidos, ante la disyuntiva de la responsabilidad, que no podía ir en contra de la mayoría de la opinión pública mundial, que reconoce el derecho de los palestinos a tener una patria, porque, de lo contrario, se encontrarían aislados especialmente en comparación con socios occidentales, especialmente los de Europa se orientan cada vez más hacia el reconocimiento, como, por ejemplo, fue el pronunciamiento del Parlamento británico. Por supuesto, la solución ideal sería la retirada de Israel de los territorios y respetar las fronteras de 1967, dando como resultado la firma de un tratado de paz que consagra el nacimiento de un Estado palestino; pero con el actual gobierno llegó al poder en Tel Aviv esto es sólo una posibilidad remota.

Diplomatischen Krieg bei den Vereinten Nationen zwischen Israel und Palästina

Die Unruhen in mehreren Bereichen von Jerusalem und Ramallah in den Zusammenstößen zwischen der israelischen Armee und Demonstranten aufgetreten sind die Fest Umriss des diplomatischen Schlacht, die bei den Vereinten Nationen zwischen der Palästinensischen Autonomiebehörde und der israelischen Staates stattfindet. Nur ein weiterer palästinensischer Opfer, ein 13 Jahre alter Junge von einem Soldaten der israelischen Armee, bei einer Zwangsmaßnahmen gegen palästinensische Jugendliche, die heftig gegen die Provokationen des rechten Flügels ultra-orthodoxen, um die Besetzung des Tempelbergs protestiert hatten getroffen. In diesem Zusammenhang hat der diplomatischen Auseinandersetzung, die am Sitz der Vereinten Nationen stattfindet, findet in einem Klima wieder alles andere als entspannt, trotz der schwierigen vergangenen Sommer, die die gewalttätigen Krieg in Gaza Entfaltung sah. Das Ziel von Abu Mazen ist immer das gleiche: die Schaffung eines palästinensischen Staates innerhalb der Grenzen von 1967 mit Ost-Jerusalem als Hauptstadt; Teil dieser Gebiete unterliegen Besetzung durch Israel, die die Politik der Bau von Siedlungen, Subtraktion wesentliche Teile von Land an die Palästinenser, für die Siedler, die oft religiöse Bewegungen gehören, geht weiter. Ultra-Orthodoxen. Diese Siedler werden auch in der Regierung an der Spitze von Israel vertreten, so dass es eine institutionelle Lösung, die im Rahmen der Grenzen von 1967, sehr problematisch. Die Taktik von Abu Mazen, zu erreichen, ist dieses Ergebnis ganz friedlich und fährt sich deutlich von den Praktiken der Terror Hamas; Der Präsident der Palästinensischen Autonomiebehörde beabsichtigt, eine Lösung des Sicherheitsrates der Vereinten Nationen zu suchen, das Ende der Besatzung und die Schaffung eines souveränen palästinensischen Staates zu ermöglichen. Israel lehnt diese Vorschläge mit der üblichen Ausrede, die den Frieden bedrohen, nicht nur in der israelischen Nation, aber auch in der Region. Dies ist die übliche Taktik, um die Lösung um Zeit zu sparen und erhöhen die Siedlungen zu verschieben. Die größte Schwierigkeit für Abu Mazen, um die Auflösung des Sicherheitsrats zu erhalten, ist die sich aus der Regulierung der höchste Organ der Vereinten Nationen, die Zustimmung der Mitglieder für die Genehmigung der Beschlüsse betrachtet erfordert; die Präsenz der Vereinigten Staaten, der wichtigste Verbündete Israels, hat bisher vereitelt alle Mühe, aber die Verschlechterung der Beziehungen zwischen dem Weißen Haus und Tel Aviv und Objektiv, immer wieder von Obama erklärte, bei der Definition des Problems zwischen Israel und Palästina zu gelangen gerade durch die Lösung, einem Gebiet, vielleicht zwei Staaten die Dinge ändern. Es ist bezeichnend, dass Washington scheint nicht die Absicht, das Vetorecht und der Nachweis dieser Übung sind signifikant Appelle Amerikaner, dass Abu Mazen erstellten seinen Antrag an den Sicherheitsrat, bis Januar 2015 In dieser Zeit haben sich jedoch nicht sehr groß, will Obama wieder anvertrauen die Frage der Verhandlungen an die Außenminister, John Kerry. Unter den gegenwärtigen Bedingungen, jedoch scheint eine fast unmögliche Aufgabe zu sein: sie sind immer noch zu viele Widerstände Israel, während Abu Mazen ist nicht bereit, jedes Zugeständnis. Das Vorhandensein dieser Starrheit, vor allem von Israel, das am Ende ist, der, der die Regeln, indem der Bau von Siedlungen brach, wahrscheinlich nach hinten losgehen Tel Aviv, wenn Abbas waren, um den formalen Schritt in Richtung der Vereinten Nationen statt. Die Vereinigten Staaten, mit einer Auswahl von Verantwortung konfrontiert, konnten sie nicht gegen die Mehrheit der Weltöffentlichkeit, die das Recht der Palästinenser anerkennt, eine Heimat haben zu gehen, denn sonst würden sich isoliert vor allem im Vergleich zu finden westlichen Partnern, vor allem in Europa immer mehr in Richtung Anerkennung ausgerichtet ist, wie zum Beispiel, war die Aussage des britischen Parlaments. Natürlich ist die ideale Lösung wäre die Rücknahme der Israel aus den Gebieten sein und respektieren die Grenzen von 1967, was in der Unterzeichnung eines Friedensvertrages, der die Geburt eines palästinensischen Staates verankert; aber mit dem aktuellen Amtsantritt der Regierung in Tel Aviv das ist nur eine entfernte Möglichkeit.

Guerre diplomatique à l'ONU entre Israël et la Palestine

Les émeutes se sont produites dans plusieurs quartiers de Jérusalem et à Ramallah dans les affrontements entre l'armée et les manifestants israéliens sont le contour dur de la bataille diplomatique qui a lieu à l'ONU entre l'Autorité palestinienne et l'Etat d'Israël. Juste une autre victime palestinienne, un garçon de 13 ans atteint par un soldat de l'armée israélienne, au cours d'une action coercitive contre des jeunes Palestiniens qui avaient protesté violemment contre les provocations de la droite ultra-orthodoxe à l'occupation du Mont du Temple. Dans ce contexte, l'affrontement diplomatique, qui se déroule au siège de l'ONU, se déroule dans un climat encore une fois rien mais détendue, en dépit de l'été passé difficile, qui a vu la guerre violente qui se déroule à Gaza. Le but d'Abou Mazen est toujours le même: la création d'un Etat palestinien dans les frontières de 1967, avec Jérusalem-Est comme capitale; partie de ces territoires sont soumis à l'occupation par Israël, qui poursuit la politique de construction de colonies, en soustrayant des parties importantes de terres aux Palestiniens, en faveur des colons, appartenant souvent à des mouvements religieux. ultra-orthodoxe. Ces colons sont également représentés dans le gouvernement à la tête d'Israël, ce qui en fait une solution institutionnelle dans le cadre des frontières de 1967, très problématiques. Les tactiques d'Abou Mazen, pour atteindre ce résultat est tout à fait pacifique et s'écarte nettement des pratiques du Hamas terroriste; le président de l'Autorité palestinienne a l'intention de rechercher une solution du Conseil de sécurité des Nations Unies, mettant fin à l'occupation et à permettre l'établissement d'un Etat palestinien souverain. Israël rejette ces propositions avec l'excuse habituelle qui menacent la paix, non seulement dans la nation israélienne, mais aussi dans la région. C'est la tactique habituelle de reporter la solution pour gagner du temps et augmenter les colonies. La plus grande difficulté pour Abou Mazen pour obtenir la résolution du Conseil de sécurité est inhérente à la régulation de l'organe suprême de l'Organisation des Nations Unies, qui requiert l'unanimité des membres pour approbation des résolutions prises en considération; la présence des États-Unis, l'allié le plus important d'Israël, a jusqu'ici déjoué tous les efforts, mais la détérioration des relations entre la Maison Blanche et Tel-Aviv et de l'objectif, a déclaré à plusieurs reprises par Obama, pour arriver à la définition de la question entre Israël et la Palestine précisément à travers la solution, un territoire, deux Etats pourraient changer les choses. Il est significatif que Washington ne semble pas avoir l'intention d'exercer le droit de veto et la preuve de cela sont les appels importants Américains que Abou Mazen Parrainages sa demande au Conseil de sécurité jusqu'à ce que Janvier 2015 cette période, toutefois, pas très grande, Obama veut confier à nouveau la question des négociations à la secrétaire d'État, John Kerry. Dans les conditions actuelles, cependant, semble être une tâche presque impossible: ils sont encore trop nombreuses résistances d'Israël, tandis que Abou Mazen n'est pas prêt à aucune concession. La présence de cette rigidité, en particulier par Israël, qui à la fin est celui qui a enfreint les règles en permettant la construction de colonies, est susceptible de se retourner contre Tel Aviv, si Abbas devait passer à l'étape officielle vers l'Organisation des Nations Unies. Les Etats-Unis, confrontés à un choix de responsabilité, ils ne pouvaient pas aller à l'encontre de la majorité de l'opinion publique mondiale, qui reconnaît le droit des Palestiniens à avoir une patrie, parce que, autrement, se trouveraient isolés surtout par rapport à partenaires occidentaux, en particulier ceux de l'Europe sont de plus en plus orientées vers la reconnaissance, comme, par exemple, était la déclaration du Parlement britannique. Bien sûr, la solution idéale serait le retrait d'Israël des territoires et de respecter les frontières de 1967, aboutissant à la signature d'un traité de paix qui consacre la naissance d'un Etat palestinien; mais avec le gouvernement actuel a pris le pouvoir à Tel Aviv ce n'est qu'une possibilité lointaine.

Guerra diplomática nas Nações Unidas entre Israel e Palestina

Os tumultos ocorreram em várias áreas de Jerusalém e Ramallah nos confrontos entre o exército e manifestantes israelenses são o contorno duro da batalha diplomática que ocorre nas Nações Unidas entre a Autoridade Palestina eo Estado de Israel. Apenas mais uma vítima palestina, um menino de 13 anos atingido por um soldado do exército israelense, durante uma ação de execução contra jovens palestinos que haviam protestado violentamente contra as provocações da direita ultra-ortodoxo para a ocupação do Monte do Templo. Neste contexto, o embate diplomático, que está a decorrer na sede da ONU, ocorre em um clima mais uma vez nada, mas relaxado, apesar do verão passado difícil, que viu a guerra violenta desdobramento em Gaza. O objetivo de Abu Mazen é sempre o mesmo: a criação de um Estado palestino nas fronteiras de 1967, com Jerusalém Oriental como sua capital; parte destes territórios estão sujeitas a ocupação por Israel, que continua a política de construção de assentamentos, subtraindo partes substanciais de terra para os palestinos, em favor dos colonos, muitas vezes pertencentes a movimentos religiosos. ultra-ortodoxos. Estes colonos também estão representados no governo à frente de Israel, tornando-se uma solução institucional no âmbito das fronteiras de 1967, muito problemáticas. As táticas de Abu Mazen, para atingir este resultado é totalmente pacífico e afasta bruscamente das práticas do Hamas terrorista; o presidente da Autoridade Palestina pretende buscar uma solução do Conselho de Segurança das Nações Unidas, o fim da ocupação e permitir o estabelecimento de um Estado palestino soberano. Israel rejeita essas propostas com a habitual desculpa que ameaçam a paz, não só na nação de Israel, mas também na região. Esta é a tática usual de adiar a solução para economizar tempo e aumentar os assentamentos. A maior dificuldade para Abu Mazen para obter a resolução do Conselho de Segurança é inerente à regulamentação do órgão máximo da ONU, que exige a unanimidade dos membros para a aprovação de resoluções consideradas; a presença dos Estados Unidos, o aliado mais importante de Israel, até agora tem frustrado todos os esforços, mas a deterioração das relações entre a Casa Branca e Tel Aviv e lente, afirmou repetidamente por Obama, para chegar à definição da questão entre Israel e Palestina precisamente através da solução, um território, dois estados pode mudar as coisas. É significativo que Washington parece não ter intenção de exercer o direito de veto e prova disso são apelos importantes Americanos que Abu Mazen referências o seu pedido ao Conselho de Segurança até janeiro 2015 Neste período, no entanto, não muito grande, Obama quer confiar novamente a questão das negociações com o secretário de Estado, John Kerry. Nas condições atuais, no entanto, parece ser uma tarefa quase impossível: eles ainda são muitas as resistências de Israel, enquanto Abu Mazen não está pronto para qualquer concessão. A presença desta rigidez, especialmente por parte de Israel, que no final é o que quebrou as regras, permitindo a construção de assentamentos, é provável que um tiro pela culatra Tel Aviv, se Abbas estavam a dar o passo formal de direção das Nações Unidas. Os Estados Unidos, diante de uma escolha de responsabilidade, eles não poderiam ir contra a maioria da opinião pública mundial, que reconhece o direito dos palestinos a ter uma pátria, pois, caso contrário, iria encontrar-se isolado especialmente em comparação com parceiros ocidentais, especialmente os da Europa estão cada vez mais voltadas para o reconhecimento, como, por exemplo, foi o pronunciamento do Parlamento britânico. É claro que a solução ideal seria a retirada de Israel dos territórios e respeitar as fronteiras de 1967, que resultou na assinatura de um tratado de paz que consagra o nascimento de um Estado palestino; mas com o atual governo tomou posse, em Tel Aviv esta é apenas uma possibilidade remota.

Дипломатическая война в Организации Объединенных Наций между Израилем и Палестиной

В результате беспорядков в нескольких районах Иерусалима и Рамаллы в столкновениях между израильской армией и демонстрантами являются трудно контур дипломатической битве, которая происходит в Организации Объединенных Наций между Палестинской администрацией и израильским государством. Просто еще один палестинец жертвой, 13-летний мальчик попал под солдата израильской армии, во время принудительных действий против палестинской молодежи, которые протестовали против провокаций правого крыла ультраортодоксальных до оккупации Храмовой горе. В этом контексте, дипломатический конфликт, который проходит в штаб-квартире ООН, происходит в обстановке вновь ничего, но расслабленным, несмотря на сложную прошлым летом, который видел насильственной войну разворачивается в Газе. Цель Абу Мазен всегда одинаков: создание палестинского государства в границах 1967 года с Восточным Иерусалимом в качестве его столицы; часть этих территорий подлежат оккупации Израилем, который продолжает политику строительства поселений, вычитания значительные части земель палестинцам, в пользу поселенцев, часто принадлежащих к религиозным движениям. ультраортодоксальных. Эти поселенцы также представлены в правительстве у руля Израиля, что делает его институциональное решение в рамках границ 1967 года, очень проблематично. Тактика Абу Мазена, чтобы достичь этого результата носит исключительно мирный и резко отходит от практики террористической ХАМАС; президент Палестинской автономии намерен искать решение Совета Безопасности Организации Объединенных Наций, прекращения оккупации и позволить создание суверенного палестинского государства. Израиль отвергает эти предложения с обычным оправданием, что угрожать миру, не только в израильской нации, но и в регионе. Это обычная тактика, чтобы отложить решение для экономии времени и повышения поселения. Наибольшую трудность для Абу Мазена, чтобы получить разрешение Совета Безопасности присуща в регуляции высшего органа Организации Объединенных Наций, которая требует единогласия членов для утверждения резолюций, рассматриваемых; присутствие Соединенных Штатов, наиболее важным союзником Израиля, до сих пор мешали все усилия, но ухудшение отношений между Белым домом и Тель-Авивом и линзы, как неоднократно отмечал Обама, чтобы прийти к определению вопроса между Израилем и Палестиной именно через раствор, территории, два государства могут изменить положение вещей. Показательно, что Вашингтон, кажется, не имеют никакого намерения осуществлять право вето и доказательство этого значительные призывы американцев, что Абу-Мазен не рефералов обращается с просьбой к Совету Безопасности до января 2015 г., в этот период, однако, не очень большой, Обама хочет поручить снова вопрос о переговорах в госсекретаря Джона Керри. В нынешних условиях, однако, кажется, почти невозможной задачей: они по-прежнему слишком много сопротивления Израилю, в то время как Абу Мазен не готов к любому концессии. Наличие этого жесткости, особенно Израилем, который в конце концов является тот, который нарушил правила, позволяя строительство поселений, скорее всего, иметь неприятные последствия Тель-Авив, если Аббас были принять формальное шаг к Организации Объединенных Наций. Соединенные Штаты, сталкиваются с выбором ответственности, они не могли пойти против большинства мирового общественного мнения, в которой признается право палестинцев иметь родину, потому что, в противном случае, будет оказаться в изоляции, особенно по сравнению с западные партнеры, особенно в Европе все больше ориентируются на признание, такие как, например, было провозглашение британского парламента. Конечно идеальным решением было бы уход Израиля с территорий и уважать границы 1967 года, в результате чего подписания мирного договора, который закрепляет рождение палестинского государства; но с приходом нового правительства офис в Тель-Авиве, это всего лишь отдаленной перспективой.