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martedì 21 ottobre 2014

英國從歐盟的出口?

在他任期歐洲委員會主席巴羅佐,誰標誌著他的任期總統結束前夕保留了嚴厲的批評,在倫敦,首相卡梅倫的意願,限制歐盟公民行動自由英國。這項措施應與東歐國家公民的限制,也就是屬於該加入歐盟,2004年的11個國家巴羅佐這一決定將是一個歷史性的錯誤這可能在英國範圍內申報住宿結束了“歐洲聯盟事實上,這是不舒服反對英國在布魯塞爾無數次的跡象,歐盟迄今已經歷了可負擔名字,但現在開始可以看到在不同的角度看,由於危機的持續狀態。由於缺乏來自歐洲主要國家的代表的意見是為了贊同巴羅佐的話,並表明留在倫敦,在歐盟接近尾聲在過去,德國或法國支持倫敦聯盟的存在意見進行了貼現儘管未能加入單一貨幣但現在只有沉默在另一方面卡梅倫,誰表示,他將重新談判的成員在布魯塞爾意味著,在總理節目有機會走出歐盟的話不是一個假說等等。會是什麼,其實其他成員一部分的可能性,以接受不同的條件,聯盟的其他一個國家即使單從它會創造一個先例,可以打破任何平衡的調節;儘管倫敦的重要性,那將是更便宜放棄參與在英國,接受專門為英國創建基礎的關係的延續。在仔細檢查索賠,往往沉迷於倫敦在歐洲機構最近的歷史一直在這個方向未來的危險地接近排阻限從來沒有穿過它,互利的優勢。但是卡梅倫犯了大錯希望犧牲在歐洲積極的方面,隨著選舉的政黨的要求以防止他的選民侵蝕歐洲懷疑論者的手中這種戰術起到掩蓋了經濟危機英語即時關注移民問題如果卡梅隆目標是要爭取時間什麼犧牲可能在未來代表該國更大的傷害仍是如此,在大多數朝著建立歐洲英國民眾不滿情緒開始被越來越多的在這個階段很容易並與一些原因,歸咎於經濟的歐盟國家英國公民不認為他們會失去遠離布魯塞爾的好處,這將是非常難以取代這將是有趣的,看看整個歐洲將如何應對可能的退出英語。到目前為止,倫敦已享有一定的優惠高估的關係是什麼給了歐洲:平衡已經贏得了我們誰是大不列顛其中除其他事項外,曾多次背叛誕生的精神工會如果沒有倫敦的歐洲可以有更好的機會凝聚力尤其是考慮到政治聯盟;英國的輸出也可以設定一個先例,為那些利用其在歐盟成員國,主要出於經濟原因的國家,而不是吃正確的社會觀念其中歐盟自成立以來歐洲倫敦以外唯一需要擔心英語別人只能是一個優勢。

欧州連合(EU)からの出口へ英国?

欧州委員会委員長としての任期の終わりの前夜に非常にプロの英語であることが彼の保有マークしたジョゼ·マヌエル·バローゾEU市民の移動の自由を制限するために首相キャメロン意志によってロンドンの厳しい批判を予約して英国尺度は東ヨーロッパ市民の制限に関連するべきことはつまり2004年にEUに加盟11カ国に属するこの決定のバローゾ委員長は、内部に英国での滞在の終わりを宣言することができ、歴史的ミスだろう EU実際、これはブリュッセルの英語に対する不快感繰り返しの兆候であるEUは金融危機の継続的な状態のおかげで、これまでに手頃な価格の名の下に耐えたが、今は違う視点で見られ始めています欧州主要国の代表者からのコメントが存在しないことは、氏のバローゾ委員長の言葉を支持し、EUでロンドンに滞在すると、最後に近いことを示すために意図されている過去には、ロンドンの労働組合の存在を支持するドイツフランスコメントは、単一通貨に参加するの失敗にもかかわらず割引されたが、今唯一の沈黙彼は首相プログラムで、EUから抜け出す機会仮説よりもはるかにであることを意味ブリュッセルでメンバーシップを再交渉すると発表したキャメロン一方の言葉何が実際には他のメンバー一部にオッズが連合の残りの部分よりも単一の国のためにさまざまな条件を受け入れることでしょうか?でも、ちょうどそれはどんなバランスを破ることができる先例を作成し、ビューの調節点から;ロンドンの重要性にもかかわらずそれは英国の参加をあきらめて安くなるだろうが、英国のために特別に作成された基地の関係の継続を受け入れること精密検査では、欧州機関の最近の歴史の中で、多くの場合、ロンドンで甘やかさ特許請求の範囲は常に排除限界危険なほど接近この方向に行っているそれらの相互の利点にそれを渡ることはありませんしかしキャメロンは失態を犯したEuroscepticsの手で彼の構成要素の浸食を防ぐために選挙自体の当事者の要求にヨーロッパであることの肯定的な側面を犠牲にしたいと思います。この戦術はまた、移民問題について早急な対応を注い経済危機英語をマスクするのに役立つ。キャメロン目標は、時間を得るのであればどのような犠牲は、将来の国にはるかに大きなダメージを表現する可能性があるこれは、ヨーロッパのの確立に向けて、英語の人口不満の大部分で、それが簡単になり、この段階でますます高いことから始まるというのは本当のままであり、何らかの理由経済のEUの状態を非難することではなく、英国の市民交換するのは非常に困難になります、彼らは離れてブリュッセルから移動失うことになる利点を考慮していない。それは、欧州全体を可能退出英語に反応することになるでしょうかを見るのは興味深いだろう今までは、ロンドンは確かにヨーロッパを与えているものに関連して過大評価譲歩を享受してきたバランスは、とりわけ繰り返し、それが生まれた精神を裏切っているイギリス、だった私たちを獲得しています組合ロンドンヨーロッパがなければ、特に政治同盟の観点から凝集のよりよいチャンスがある可能性があり;英国の出力はまた、主に経済的な理由から、欧州連合(EU)のメンバシップを悪用している国の先例を設定し、創業以来の際にEUののコミュニティの信念を食べることができなかった他の人が唯一の利点である必要があり、ヨーロッパロンドンの外で英語を心配する必要があります。

بريطانيا للخروج من الاتحاد الأوروبي؟

عشية نهاية ولايته كرئيس للمفوضية الأوروبية، خوسيه مانويل باروسو، الذي تميزت فترة ولايته لتكون موالية جدا باللغة الانكليزية، وقد محفوظة انتقادات لاذعة في لندن، حسب إرادة رئيس الوزراء كاميرون لتقييد حرية تنقل مواطني الاتحاد الأوروبي داخل المملكة المتحدة. هذا الاجراء يجب أن تتصل الحد من مواطني أوروبا الشرقية، وهذا هو، ينتمون إلى البلدان الإحدى عشرة التي انضمت إلى الاتحاد الأوروبي في عام 2004، باروسو لهذا القرار سيكون من الخطأ التاريخي الذي يمكن أن يعلن نهاية إقامتهم في بريطانيا ضمن "الاتحاد الأوروبي. في الواقع هذا هو علامة الألف من الانزعاج ضد الإنجليز في بروكسل، أن الاتحاد الأوروبي قد تحملت حتى الآن باسم القدرة على تحمل التكاليف، ولكن بدأت الآن أن ينظر إليها من منظور مختلف، وذلك بفضل استمرار حالة الأزمة. والمقصود عدم وجود تعليقات من ممثلين عن الدول الأوروبية الكبرى لتأييد كلام السيد باروسو وتبين أن البقاء في لندن في الاتحاد الأوروبي على مقربة من النهاية. في الماضي، تم خصم تعليقات من ألمانيا أو فرنسا لصالح وجود نقابة لندن، على الرغم من عدم الانضمام إلى العملة الموحدة، ولكن الآن، والصمت فقط. من ناحية أخرى كلمات كاميرون، الذي قال انه سوف إعادة التفاوض العضوية في بروكسل تعني أن في برامج رئيس الوزراء فرصة للخروج من الاتحاد الأوروبي هي أكثر بكثير من مجرد فرضية. ما يمكن، في الواقع، على خلاف من جانب الأعضاء الآخرين لقبول ظروف مختلفة عن بلد واحد من بقية الاتحاد؟ حتى مجرد من وجهة نظر تنظيمية ذلك من شأنه أن يخلق سابقة يمكن كسر أي رصيد. على الرغم من أهمية لندن، سيكون أرخص للتخلي عن المشاركة في المملكة المتحدة، ولكن لقبول استمرار العلاقة القواعد التي أنشئت خصيصا للمملكة المتحدة. على توثيق التفتيش المطالبات، وغالبا ما منغمس في لندن، في التاريخ الحديث للمؤسسة الأوروبية، قد ذهب دائما في هذا الاتجاه، الاقتراب بشكل خطير إلى حد الإقصاء، لا عبوره لمصلحتهم المتبادلة. لكن كاميرون يرتكب خطأ: نريد ان نضحي من الجوانب الإيجابية يجري في أوروبا، مع شرط من حزبه الانتخابي، لمنع تآكل ناخبيه على أيدي المشككين في أوروبا. يخدم هذا التكتيك أيضا لإخفاء الأزمة الاقتصادية الإنجليزية صب اهتماما فوريا بشأن مسألة الهجرة. إذا كان الهدف من كاميرون هو لكسب الوقت، ما التضحيات من المحتمل أن تمثل في المستقبل ضرر أكبر بكثير للبلاد. يبقى صحيحا أنه في الغالبية العظمى من السكان الإنجليزية السخط تجاه إنشاء الأوروبي يبدأ تكون أكثر وأكثر عالية، في هذه المرحلة أنه من الأسهل، ومع سبب ما، إلى إلقاء اللوم على دولة في الاتحاد الأوروبي من الاقتصاد، ولكن المواطنين البريطانيين لا نعتبر فوائد انهم سيخسرون الابتعاد عن بروكسل، والتي سوف يكون من الصعب جدا ليحل محل. سيكون من المثير للاهتمام أن نرى كيف أن أوروبا كلها يريد للرد على خروج محتمل الإنجليزية. تنازلات حتى الآن تتمتع لندن المبالغة بالتأكيد في ما يتعلق أعطت أوروبا: توازن كسبت منا الذين كانت بريطانيا العظمى، التي خذلت من بين أمور أخرى مرارا الروح التي ولدت النقابة. لندن دون أن أوروبا لديها فرصة أفضل من التماسك، وخاصة بالنظر إلى اتحاد سياسي. الناتج من المملكة المتحدة، ويمكن أيضا أن يشكل سابقة بالنسبة لتلك البلدان التي تستغل عضويتها في الاتحاد الأوروبي في المقام الأول لأسباب اقتصادية وليس أكل معتقدات المجتمع الذي الصحيحة الاتحاد الأوروبي منذ إنشائها عليها. لندن خارج أوروبا تحتاج فقط للقلق حول اللغة الإنجليزية، للآخرين يجب أن يكون فقط ميزة.

Troppe discordie nella coalizione contro il califfato

L’avanzata del califfato, soprattutto favorita da una iniziale sottovalutazione del fenomeno, nei territori irakeni e siriani ha creato un nuovo schema delle alleanze regionali, dettata, non più da vincoli strategici, ma dalla necessità di debellare lo stato islamico. Questa condizione non è però sufficiente a superare le diffidenze di paesi che sono stati spesso su fronti opposti e non determina in maniera automatica l’adeguamento dei rispettivi obiettivi geopolitici, che, ovviamente, sono molto lontano dal coincidere. Tale situazione non risponde ai criteri di urgenza, che dovrebbe imporre la risposta militare. L’alleanza contro il califfato, sulla carta è molto estesa e conta circa 60 paesi, ma, fino ad ora, gli effetti pratici sono stati ben pochi, come il Pentagono ha fatto giustamente rilevare. Ma parte la grande estensione dei membri della coalizione contro lo stato islamico, i membri che possono essere maggiormente determinanti, oltre, naturalmente agli Usa ed al Regno Unito, sono quei paesi che fanno parte della regione e sono di religione sunnita; il loro ruolo ha una duplice valenza: dal punto di vista politico consentono di combattere un esercito che si dichiara braccio armato della corrente islamica sunnita, ed il fatto che sia combattuto da propri confratelli smentisce la possibile accusa di guerra di religione, mentre dal punto di vista militare la vicinanza geografica e la stessa natura religiosa consentirebbero un impiego a terra, ritenuto essenziale da tutti gli esperti di materia militare per vincere il conflitto. C’è poi anche la presenza silenziosa dell’Iran, formalmente nemico degli USA, delle monarchie del Golfo ed in generale di tutti i sunniti, in quanto nazione principale della corrente degli sciiti. Teheran, certamente in maniera ufficiosa, è l’unica forza armata ad avere combattuto sul terreno, sia a fianco dei curdi irakeni, e ciò è stato fondamentale per fermare l’avanzata del califfato e quindi gradito a Washington, sia in Siria, ma al fianco di Assad. Il dittatore di Damasco non rientra nei piani di una possibile alleanza con gli Stati Uniti, anche se può rappresentare un argine contro l’avanzata in Siria degli integralisti. Per ora la Casa Bianca lo considera un problema minore, ma la continuazione del suo regime è vista con sfavore dalla Turchia e dall’Arabia Saudita, ma non dall’Iran e dalla Russia, che, per ora, ha mantenuto una posizione marginale nella questione, pur essendo fortemente interessata, per non favorire gli americani. La partecipazione di Arabia Saudita e della Turchia all’alleanza contro lo stato islamico è cosa ufficiale, ma si vede bene come le rispettive posizioni siano antitetiche. Valga a titolo esemplificativo la dichiarazione del ministro degli esteri saudita, che ha detto esplicitamente, che se le cellule terroristiche, oltrepassano la loro azione, pur sempre pericolosa, ma limitata e si trasformano in presenza militare continuata in Libano, Libia, Iraq, Siria ed Yemen, la situazione rischia di diventare fortemente instabile. Questa dichiarazione, che può essere letta in diversi modi, anche come l’indiretta ammissione di una strategia sbagliata da parte dell’Arabia Saudita, che per i suoi obiettivi ha finanziato gruppi estremisti sunniti soprattutto in Siria, non viene condivisa dalla Turchia, che rimane legata alla sua visione che individua nei curdi il pericolo maggiore come fattore di destabilizzazione interna. Per il governo in carica ad Ankara il voto dei sunniti è fondamentale ed una guerra realmente combattuta, cioè ben oltre le dichiarazioni di principio, contro lo stato islamico, le cui forze sono collocate sulla frontiera turca, potrebbe portare il paese a problemi significativi di ordine interno. Dal punto di vista strettamente militare, quindi, si rimane con l’impegno sul terreno da parte dei curdi e con le operazioni dal cielo delle forze aeree statunitensi; questi soli strumenti possono soltanto limitare l’avanzata del califfato, che, anzi, come ha ammesso il Pentagono, non si è affatto fermata nei territori irakeni, dove l’azione dell’esercito nazionale non è sufficiente e nella Siria, dove le forze di Assad ed i ribelli democratici non riescono a mantenere il presidio del terreno. Quella che si sta profilando è una guerra di logoramento e, come a Kobani, anche di posizione, quindi con tempi lunghi, una tipologia di combattimento che si riteneva quasi superata, ma dove l’esclusivo intervento della forza aerea può rappresentare soltanto un supporto, importante ma non determinante. Del resto fin dall’inizio l’amministrazione statunitense aveva previsto questa eventualità, proprio perché conosceva bene l’entità delle forniture militari effettuate all’esercito irakeno e sottratte dagli uomini del califfato. La vicenda appare quindi ben lontana dal concludersi senza una intesa tra i paesi sunniti della coalizione a cui toccherà, inevitabilmente, l’impegno sul terreno con le proprie forze armate.   dell’instabilità anche alle zone limitrofe.  

Too many disagreements in the coalition against the caliphate

The advance of the caliphate, especially favored by an initial underestimation of the phenomenon, in the Iraqi and Syrian territories has created a new pattern of regional alliances, dictated, not by strategic constraints, but by the need to eradicate the Islamic state. This condition is not sufficient to overcome the mistrust of countries that have often been on opposing sides and not automatically determines the adjustment of their geopolitical goals, which, of course, are far from identical. This situation does not meet the criteria of urgency, which should require the military response. The alliance against the caliphate, on paper is very extensive and has about 60 countries, but, until now, the practical effects were few, as the Pentagon has rightly pointed out. But part of the large extent of the members of the coalition against the Islamic state, the members of which may be more decisive, in addition, of course to the United States and the United Kingdom are the countries that are part of the region and are of Sunni Islam; their role is twofold: from the political point of view allow you to fight off an army declares that the armed wing of the current Sunni Muslim, and the fact that it is fought by their own brethren belies the possible prosecution of religious war, while from the point of military geographic proximity and the same religious nature would allow a use on land, considered essential by all the experts of the field to win the military conflict. There is also the silent presence of Iran, formally enemy of the United States, the Gulf monarchies and in general of all the Sunnis, as the nation's main current of the Shiites. Tehran, unofficially of course, is the only armed force to have fought on the ground, both on the side of Iraqi Kurds, and this was crucial to stop the advance of the caliphate and therefore acceptable to Washington, both in Syria, but the side of Assad. The dictator of Damascus does not fit into the plans of a possible alliance with the United States, although it may represent a barrier against the advance of the fundamentalists in Syria. For now, the White House sees it as a minor problem, but the continuation of his regime is viewed with disfavor by Turkey and Saudi Arabia, but Iran and Russia, which, for now, has maintained a marginal position in question despite being strongly affected, not to favor the Americans. The participation of Saudi Arabia and Turkey alliance against the Islamic state is something official, but you can clearly see how their positions are antithetical. Valga limited to the statement by the Saudi foreign minister, who said explicitly that if the terrorist cells, exceeding their action, while still dangerous, but limited and they turn into continued military presence in Lebanon, Libya, Iraq, Syria and Yemen, the situation is likely to become highly unstable. This statement, which can be read in different ways, even as the indirect admission of a wrong strategy by Saudi Arabia, which has financed its objectives mainly Sunni extremist groups in Syria, is not shared by Turkey, which remains linked to his vision that identifies the Kurds greater danger as a factor of internal destabilization. For the current government in Ankara on votes of Sunnis is crucial and really fought a war, that is far beyond statements of principle, against the Islamic state, whose forces are placed on the Turkish border, the country could lead to significant problems of order inside. From a strictly military point of view, then, one is left with the commitment on the part of the Kurds on the ground and air operations of the Air Force United States; only these tools can only limit the advance of the caliphate, which, indeed, as admitted by the Pentagon, it was not at all stop in the Iraqi territories, where the action of the national army is not enough and in Syria, where the forces of Assad and the rebel Democrats fail to maintain control of the land. What is emerging is a war of attrition and, as a Kobani, including location, then a long duration, a type of fighting that was considered almost overcome, but where the exclusive intervention of the air force can only be a support, important but not decisive. The rest from the outset the United States administration had anticipated this eventuality, just because he knew the extent of the Iraqi army carried out military supplies and subtracted from the men of the caliphate. The story seems so far removed from the end without an agreement between the countries of the Sunni coalition that will touch, inevitably, the commitment on the ground with its armed forces. instability also to the surroundings.

Demasiados desacuerdos en la coalición contra el califato

El avance del califato, especialmente favorecido por una subestimación inicial del fenómeno, en los territorios de Irak y Siria ha creado un nuevo modelo de alianzas regionales, dictado, no por las limitaciones estratégicas, sino por la necesidad de erradicar el estado islámico. Esta condición no es suficiente para superar la desconfianza de los países que han sido a menudo en lados opuestos y no determina automáticamente el ajuste de sus objetivos geopolíticos, que, por supuesto, están lejos de ser idénticos. Esta situación no se ajusta a los criterios de urgencia, los que deberán exigir la respuesta militar. La alianza contra el califato, en el papel es muy extensa y tiene cerca de 60 países, pero, hasta ahora, los efectos prácticos eran pocos, ya que el Pentágono ha señalado con razón. Pero parte de la gran extensión de los miembros de la coalición contra el estado islámico, los miembros de los cuales puede ser más decisiva, además, por supuesto, para los Estados Unidos y el Reino Unido son los países que forman parte de la región y son del Islam sunita; su función es doble: desde el punto de vista político le permiten luchar contra un ejército declara que el brazo armado de la corriente sunita musulmana, y el hecho de que se lucha por sus propios hermanos desmiente el posible enjuiciamiento de guerra religiosa, mientras que desde el punto de proximidad geográfica militar y la misma naturaleza religiosa permitiría un uso en tierra, considerada esencial por todos los expertos del campo para ganar el conflicto militar. También existe la presencia silenciosa de Irán, formalmente enemigo de los Estados Unidos, las monarquías del Golfo y en general de todos los suníes, como corriente principal de la nación de los chiítas. Teherán, extraoficialmente, por supuesto, es la única fuerza armada que luchó en el suelo, tanto en el lado de los kurdos iraquíes, y esto fue crucial para detener el avance del califato y por lo tanto aceptable para Washington, tanto en Siria, pero el lado de Assad. El dictador de Damasco no se ajusta a los planes de una posible alianza con los Estados Unidos, a pesar de que puede representar una barrera contra el avance de los fundamentalistas en Siria. Por ahora, la Casa Blanca lo ve como un problema menor, pero la continuación de su régimen es visto con malos ojos por parte de Turquía y Arabia Saudita, pero Irán y Rusia, que, por ahora, ha mantenido una posición marginal en cuestión a pesar de ser fuertemente afectados, no favorecer a los americanos. La participación de Arabia Saudita y Turquía alianza contra el estado islámico es algo oficial, pero se puede ver claramente cómo sus posiciones son antitéticos. Valga limita a la declaración del ministro de Relaciones Exteriores saudita, quien dijo explícitamente que si las células terroristas, superando la acción de éstos sigue siendo peligroso, pero limitada y que se conviertan en la presencia militar continuada en el Líbano, Libia, Irak, Siria y Yemen, la situación puede llegar a ser muy inestable. Esta afirmación, que puede ser leído de diferentes maneras, incluso como la admisión indirecta de una estrategia equivocada por parte de Arabia Saudita, que ha financiado sus objetivos grupos extremistas sunitas en Siria, no es compartida por Turquía, que sigue siendo ligado a su visión que identifica a los kurdos mayor peligro como un factor de desestabilización interna. Para el actual gobierno en Ankara en votos de los sunitas es crucial y realmente se enfrentaron en una guerra, que es mucho más allá de las declaraciones de principios, contra el estado islámico, cuyas fuerzas se colocan en la frontera con Turquía, el país podría dar lugar a importantes problemas de orden dentro. Desde un punto de vista estrictamente militar, entonces, uno se queda con el compromiso por parte de los kurdos en las operaciones terrestres y aéreas de la Fuerza Aérea de los Estados Unidos; sólo estas herramientas sólo pueden limitar el avance del califato, que, de hecho, como admitió el Pentágono, no fue en absoluto detiene en los territorios iraquíes, donde la acción del ejército nacional no es suficiente y en Siria, donde las fuerzas de la Assad y los demócratas rebeldes no logran mantener el control de la tierra. Lo que está surgiendo es una guerra de desgaste y, como Kobani, incluyendo la ubicación, y luego de una larga duración, un tipo de lucha que se consideraba casi superada, pero donde la intervención exclusiva de la fuerza aérea sólo puede ser un apoyo, importante pero no decisivo. El resto, desde el principio el gobierno de Estados Unidos había previsto esta eventualidad, sólo porque él sabía la magnitud del ejército iraquí llevó a cabo los suministros militares y se resta de los hombres del califato. La historia parece estar tan lejos de la final sin un acuerdo entre los países de la coalición sunita que tocará, inevitablemente, el compromiso en el suelo con sus fuerzas armadas. inestabilidad también a los alrededores.

Zu viele Meinungsverschiedenheiten in der Koalition gegen das Kalifat

Der Vormarsch des Kalifats, vor allem durch eine anfängliche Unterschätzung des Phänomens begünstigt, in den irakischen und syrischen Gebieten hat ein neues Muster der regionalen Allianzen, diktiert und nicht von strategischen Zwänge, sondern durch die Notwendigkeit, den islamischen Staat zu beseitigen. Dieser Zustand ist nicht ausreichend, um das Misstrauen der Länder, die oft auf entgegengesetzten Seiten gewesen zu überwinden und nicht bestimmt automatisch die Anpassung ihrer geopolitischen Ziele, die, natürlich, sind keineswegs identisch. Diese Situation entspricht nicht den Kriterien der Dringlichkeit, die die militärische Reaktion erfordern, sollten genügen. Das Bündnis gegen das Kalifat, auf dem Papier ist sehr umfangreich und hat etwa 60 Ländern, aber bis jetzt waren die praktischen Auswirkungen wenige, wie das Pentagon zu Recht hingewiesen hat. Aber ein Teil des großen Umfangs der Mitglieder der Koalition gegen den islamischen Staat, dessen Mitglieder kann mehr entscheidend sein, aber auch natürlich in die Vereinigten Staaten und Großbritannien die Länder, die Teil der Region sind und des sunnitischen Islam sind; ihre Rolle ist zweifach: von der politischen Sicht können Sie bekämpfen eine Armee erklärt, dass der bewaffnete Flügel der aktuellen sunnitischer Muslim und der Tatsache, dass sie von ihren eigenen Brüdern kämpfte täuscht über die mögliche Strafverfolgung von Religionskrieg, während von dem Punkt der Militär geographische Nähe und die gleichen religiösen Natur würde eine Nutzung an Land zu ermöglichen, die als wesentlich von allen Experten des Feldes, um den militärischen Konflikt zu gewinnen. Es besteht auch die stille Präsenz des Iran, offiziell Feind der Vereinigten Staaten, den Golfmonarchien und in der Regel von allen Sunniten als Hauptstrom der Schiiten des Landes. Teheran, inoffiziell natürlich, ist die einzige bewaffnete Kraft, um auf dem Boden gekämpft haben, sowohl auf der Seite der irakischen Kurden, und das war entscheidend, um den Vormarsch des Kalifats und damit akzeptabel Washington zu stoppen, sowohl in Syrien, aber die Seite der Assad. Der Diktator von Damaskus nicht in die Pläne einer möglichen Allianz mit den Vereinigten Staaten zu passen, auch wenn es eine Barriere gegen den Vormarsch der Fundamentalisten in Syrien vertreten. Denn jetzt, sieht das Weiße Haus es als ein kleines Problem, aber die Fortsetzung seines Regimes ist mit Missfallen von der Türkei und Saudi-Arabien, aber der Iran und Russland, die für jetzt, hat eine Randposition in Frage gepflegt angesehen trotz stark betroffen sind, nicht auf die Gunst der Amerikaner. Die Beteiligung von Saudi-Arabien und der Türkei Allianz gegen die islamischen Staat ist etwas offiziell, aber man kann deutlich sehen, wie ihre Positionen sind gegensätzlich. Valga von der saudischen Außenminister, der ausdrücklich sagte zu der Aussage beschränkt, dass, wenn die Terrorzellen, deren Wirkung weniger, während immer noch gefährlich, aber begrenzt, und sie in fortgesetzte militärische Präsenz im Libanon, Libyen, Irak, Syrien und drehen Jemen ist die Situation wahrscheinlich sehr instabil werden. Diese Aussage, die in unterschiedlicher Weise auch als indirekte Eingeständnis einer falschen Strategie, die von Saudi-Arabien, das seine Ziele hauptsächlich sunnitische Extremistengruppen in Syrien finanziert hat, gelesen werden kann, wird von der Türkei nicht, die bleibt geteilt um seine Vision, die größere Gefahr als ein Faktor der internen Destabilisierung der Kurden identifiziert verknüpft. Für die aktuelle Regierung in Ankara auf Wertungen von Sunniten entscheidend und wirklich einen Krieg, ist, dass weit über Grundsatzerklärungen, gegen den islamischen Staat, dessen Kräfte an der türkischen Grenze gebracht, könnte das Land zu erheblichen Problemen führen, um von innen. Aus rein militärischer Sicht, dann, eine mit der Verpflichtung seitens der Kurden auf den Boden-und Luftoperationen der Luftwaffe USA verlassen wird; nur diese Tools können nur den Fortschritt des Kalifats, die in der Tat, wie von der Pentagon zugelassen, es war überhaupt nicht in den irakischen Gebieten zu stoppen, in denen die Wirkung der nationalen Armee ist nicht genug, und in Syrien, wo die Kräfte der Begrenzung Assad und die Rebellen Demokraten scheitern, die Kontrolle über das Land zu erhalten. Was entsteht ist ein Abnutzungskrieg und als Kobani, einschließlich Standort, dann eine lange Dauer, eine Art des Kämpfens, die als fast überwunden, aber wo der exklusive Eingreifen der Luftwaffe kann nur eine Unterstützung sein, wichtig, aber nicht entscheidend. Der Rest von Anfang an die Regierung der Vereinigten Staaten hatte diese Eventualität gerechnet, nur weil er wusste, dass das Ausmaß der irakischen Armee durchgeführt militärische Ausrüstung und von den Männern des Kalifats abgezogen. Die Geschichte scheint so weit vom Ende ohne Einigung zwischen den Ländern der sunnitischen Koalition, die berühren wird, zwangsläufig, das Engagement auf dem Boden mit ihren Streitkräften entfernt. Instabilität auch in die Umgebung.