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venerdì 24 luglio 2015

イランの核条約が正であるため、

イランと交渉し、その相対的な成功の望ましさは、異なる視点を表現し、多くの場合、テヘランと西、との関係を再開する必要性を含む、反対している、多くの言葉を述べてきました非常に重要な問題が、それは問題の本質に二次的なものです。問題はなかったし、イランが核兵器以降を持っているが、軍事的オプションに道を譲る、イスラエルを含む任意の地域のプレーヤーに便利ではないでしょうかどうかで、テヘラ​​ンは、必要な技術を持っていることができるように得ることができるようになります原爆の建設のため。そして、この可能性は、安全に一目置かれている必要があります。この緊急事態に対処されることになっていたように?世界全体で吸収するには高すぎる価格に生存可能である可能性がイランのサイトを爆撃するテルアビブから提案された解決策を数回。それが回復することは事実上不可能だった状態に、経済的にも外交的に、世界の発展のレベルをもたらす可能性がコスト。一方、イランが核兵器を開発するための機会を提供し、この地政学的文脈で、それはあまりにも危険なでした。軍のものと組み合わせた宗教的な正統派の力は、中東のコンテキストで、新しい原子力発電の存在のための十分な保証を提供しなかった場合はテヘランはまだ、内部の政治が行われています。それでもあまりにも改革派の影響を制限し、その成長にもかかわらず、それは議論の余地のようです。オバマとケリーの戦略は、時間が変更の国際情勢を見つけることになると、できるように、イランの原子爆弾の建設の達成を延期する、その後でした。それは叶うので、一貫性の確率に基づいている唯一の希望か何かですか?確かに未来はある意味で予測可能かつ絶対的なものではなく、改革の成長政策を可能にするという事実は、イラン社​​会の中でより多くの富を広げることができ、経済成長を可能にするであろう制裁の最後まで、安全な要素でありますこの論文をサポートします。また、また、イスラム国家に対する偶発的な協力によって決定されるイランとの対話を、再オープンし、より広い政治的、外交感覚を開発することは、将来的に追加の安定化要因です。交渉の主な目的は、まだホメイニのイデオロギーは、ほとんどすぐに原爆使用可能な場合があります吹き込ますぎ軍から宗教、超正統派の影響を受けて政権を回避することでした。 10年の時間間隔が十分にあれば、内部の変更、および国際の両方のコンクリートになるためには、逆に、そうです。この光の中で見ると、イスラエルとサウジアラビアの批判は、それらの位置を実質的に排他的な防衛をもっともらしいが表示されます。イスラエルについては、真実のために、条約に反対し、政府と彼をサポート政党に属しているが、それは社会の大部門と共有されていない、実際には、アメリカの大統領の見解を共有する、との機会としてそれを参照してください協定の署名。逆説的ではなく、あまりにも多く、最終的には、その地域の覇権を脅かす、とサウジアラビアの位置、、米国との特権的な関係だけでなく、油のマーケティングのリターンから生じる経済的な影響、さらに剛性のありますイラン。しかし、国際関係で現在のものから弁証法別に統合することができる国イランの将来の構造は、変更されてもよいことが良い可能性があります。逆に非常に敵対的な内部電源の状態で加速される交渉の結果を承認する障害は、イランが制裁下に置かれ、改革派は選挙と原子兵器を取得するためのプロセスを獲得するチャンスがありません「西は、潜在的に起こるものは何でも、その結果競合をトリガすることを、それが影響を予測することは困難である必要があります。このシナリオを回避するために、前方唯一の方法は、ウィーンの交渉や外交の仕事の批准がテヘランで異なる関係の開発を可能にするということです。

لأن معاهدة النووية الايرانية ايجابية

، وقد قال الرغبة في النجاح عن طريق التفاوض ولها النسبي مع إيران العديد من الكلمات، التي تمثل وجهات نظر مختلفة، وغالبا ما يعارض، بما في ذلك الحاجة إلى استئناف العلاقات مع طهران والغرب، وهو مهم جدا القضية، ولكن هذا أمر ثانوي إلى الطبيعة الحقيقية للمسألة. لم تكن المشكلة وليس ما إذا كانت إيران ستمتلك سلاحا نوويا منذ ذلك الحين، ولكن تفسح المجال لخيار عسكري، وليس مريحة للأي لاعب الإقليمي، بما في ذلك إسرائيل، ستكون طهران قادرة على الحصول على أن تكون قادرة على الحصول على التكنولوجيا اللازمة لبناء القنبلة الذرية. ثم يجب أن يحسب حسابها هذا الاحتمال بأمان. كما كان يتم التعامل مع هذه الحالة الطارئة؟ الحل المقترح عدة مرات من تل أبيب لقصف المواقع الايرانية يمكن أن تكون قابلة للحياة إلى السعر مرتفع جدا لاستيعابها من قبل العالم كله؛ التكلفة التي يمكن أن تجلب مستوى التنمية في العالم، سواء اقتصاديا ودبلوماسيا، إلى شرط حيث كان من المستحيل تقريبا للتعافي. من ناحية أخرى توفر فرصة لإيران لتطوير سلاح نووي، في هذا السياق الجيوسياسي، كان مخاطرة كبيرة جدا. طهران ما زالت تمر بمرحلة السياسة الداخلية، حيث قوة الأرثوذكسية الدينية، جنبا إلى جنب مع هذا الجيش، لم تقدم ضمانات كافية لوجود قوة نووية جديدة في سياق الشرق الأوسط. لا تزال محدودة جدا تأثير الإصلاحيين، على الرغم من نموها، على ما يبدو لا جدال فيه. كانت استراتيجية أوباما وكيري، ثم إلى تأجيل تحقيق بناء القنبلة الذرية الإيرانية، للسماح، عندما يحين الوقت للعثور على الوضع الدولي المتغير. أنها ليست سوى أمل أو أي شيء يقوم على الاحتمالات متسقة لأنه سوف يصبح حقيقة؟ ومن المؤكد أن المستقبل لا يمكن التنبؤ بها في بعض الشعور ومطلقة، ولكن الحقيقة بالسماح لسياسة النمو من المصلحين، حتى نهاية العقوبات، الأمر الذي سيتيح النمو الاقتصادي الذي يمكن أن ينتشر المزيد من الثروة في المجتمع الإيراني، هو عنصر آمن دعما لهذه الفرضية. أيضا إعادة فتح حوار مع إيران، أملت أيضا بالتعاون يتوقف ضد الدولة الإسلامية، وتنمية حس سياسي ودبلوماسي أوسع هو عامل استقرار إضافي في المستقبل. كان القصد الرئيسي من المفاوضات لتجنب نظام تأثر جدا من قبل الديني والمتدينين من الجيش لا يزال مشبعا أيديولوجية الخميني قد يكون يتسن على الفور تقريبا القنبلة الذرية. الفاصل الزمني عشر سنوات يبدو، على العكس من ذلك، بما فيه الكفاية لانها طويلة لتصبح ملموسة، فإن كلا من التغيير الداخلي، والدولية. ينظر في ضوء ذلك، فإن الانتقادات الإسرائيلية والسعودية يبدو خادع، الدفاع الحصري بكثير من مواقعها. أما بالنسبة لإسرائيل، من أجل الحقيقة والمعارضة في المعاهدة ينتمي إلى الحكومة والأطراف التي تدعم وسلم، ولكنها لا تنشر من قبل قطاعات واسعة من المجتمع، والتي، في الواقع، وتبادل وجهة نظر الرئيس الأمريكي ويرون أنها فرصة ل التوقيع على الاتفاقات. ومن المفارقات، ولكن ليس كثيرا، بل هو موقف أكثر جمودا من المملكة العربية السعودية، الأمر الذي يهدد تفوقها الإقليمي، وأيضا، في نهاية المطاف، علاقة متميزة مع الولايات المتحدة، فضلا عن الانعكاسات الاقتصادية الناجمة عن عودة لتسويق النفط الإيراني. ومع ذلك، هناك احتمالات جيدة أن الهيكل المستقبلي للبلد إيران يجوز تعديل هذا أنه يمكن أن تكون متكاملة في جدلية مختلفة عن الحالية في العلاقات الدولية. على العكس من ذلك، فإن الفشل في الموافقة على نتائج المفاوضات، ستبقى إيران تحت العقوبات، وسوف الإصلاحيين ليس لديهم فرصة للفوز في الانتخابات والعملية للحصول على سلاح نووي سوف تسارع في حالة من القوة الداخلية معادية جدا ل "الغربية، التي يحتمل أن تؤدي إلى صراعات نتيجتها، مهما حدث، سيكون لها تداعيات يصعب التنبؤ بها. لتجنب هذا السيناريو، فإن السبيل الوحيد للمضي قدما هو أن التصديق على مفاوضات فيينا والعمل الدبلوماسي للسماح لتطوير علاقات مختلفة مع طهران.

mercoledì 22 luglio 2015

L'Unione Europea non si accorda neppure sui migranti

La questione del fallimento della distribuzione dei migranti rappresenta un’ulteriore fallimento per l’Unione Europea. A dichiararsi delusi del risultato raggiunto sono  il presidente Juncker ed il commissario all’immigrazione Avramopoulos; quest’ultimo ha avuto un giudizio negativo sulla conclusione della trattativa, soprattutto relativamente ai numeri concordati, ma ha riservato un giudizio positivo al fatto che un risultato è comunque stato raggiunto. Proprio questo atteggiamento rappresenta il chiaro segnale di una istituzione che non consente più neppure aspettative di basso livello, ci si accontenta del fatto di essere riusciti a trovare un misero accordo piuttosto che niente. Eppure l’obiettivo iniziale non era neppure troppo ambizioso: distribuire 40.000 migranti sul territorio di ben 28 paesi, non molto rispetto alla attuale situazione di guerra e carestia che tocca il vicino oriente e l’Africa. L’accordo è, invece, stato raggiunto sulla quota di 32.000 migranti, con la clausola che verrà fatto un bilancio entro sei mesi ed i restanti 8.000 che sono restati fuori dalla trattativa dovranno essere collocati entro la fine dell’anno. Il problema dei migranti riguarda principalmente la Grecia e l’Italia, vittime degli accordi di Dublino per i quali un immigrato proveniente al di fuori dell’Unione Europea deve restare nel primo paese europeo dove arriva. Questo accordo è stato firmato in tempi totalmente differenti rispetto agli attuali e dovrebbe essere rivisto adeguandolo alle esigenze del tragico momento storico. Del resto è la maggioranza degli stessi migranti che non vuole stare nei paesi dell’Europa mediterranea, che vengono considerati soltanto un punto di partenza per la permanenza nel vecchio continente. In sostanza sia l’Italia, che la Grecia sono diventati, di fatto, dei veri e propri corridoi umanitari: il punto di arrivo dalle coste africane o mediorientali per lasciarsi alle spalle le tragedie, da cui i migranti fuggono; quindi la loro funzione effettiva  sta nel fornire spesso il salvataggio da una morte certa, che non sempre riesce, ed una prima accoglienza; dopo di che il migrante vuole raggiungere familiari o conoscenti, che, nella maggioranza dei casi vivono nell’Europa del nord. Ora, è certamente vero che non si può accontentare la volontà di tutti i migranti, ma non si può neppure non tenere conto del fatto che si obbliga alcuni paesi ad ospitare persone che non gradiscono restare su di quel territorio. La questione non è così scontata, perché offre una prospettiva rovesciata alla visuale di chi non vuole accogliere i migranti che non sono ancora arrivati sul loro territorio. In sostanza si obbligano i paesi di arrivo all’accoglienza e gli stessi migranti ad essere accolti dove non vogliono. Questo aspetto non sembra essere stato considerato adeguatamente, anche da un punto di vista giuridico e morale. Poco importa che il freddo calcolo dei burocrati di Bruxelles parli di una cifra intorno alle 60.000 persone che saranno interessate da nuove collocazioni e destinazioni, lasciando, come senso sottointeso, che il computo totale interesserà più volte anche la stessa persona, stravolgendo così la quantità effettiva dell'accoglienza toale. In tutta questa esibizione di mancanza di solidarietà hanno spiccato i comportamenti di Spagna ed Ungheria, che sono stati l’espressione massima dell’indifferenza dell’Unione.  Questi due paesi hanno criticato più degli altri il piano di redistribuzione dei migranti: Madrid è giunta alla riunione senza avere comunicato quanti migranti era disposta ad accogliere, mentre Budapest ha espressamente affermato che il proprio apporto a quanto disposto dall’Unione sarebbe stato nullo: cioè l’Ungheria non avrebbe accolto alcun migrante. Simili comportamenti dovrebbero essere duramente puniti, ma non sull’onda dell’indignazione del momento, bensì con meccanismi ampiamente già previsti in grado di fare scattare immediatamente la sanzione. Ma un tale proposito può essere sostenuto soltanto da una forte unione politica a cui aderiscono soltanto nazioni convinte del processo di unificazione europea e non con il fine esclusivo di prendere i contributi che Bruxelles elargisce in maniera troppo generosa. Ma il discorso è molto più ampio dell’atteggiamento di Spagna ed Ungheria: siamo di fronte ad una Unione soltanto monetaria, che ha accantonato in modo, che sembra definitivo, la solidarietà tra gli stati e quindi i popoli, che la compongono. Dopo la conclusione della questione greca, questa dell’immigrazione, rappresenta l’ulteriore prova di una Europa che si è completamente allontanata dai suoi propositi iniziali, convertiti in un asservimento alle istituzioni finanziarie, che ha creato un consistente aumento della diseguaglianza sociale ed un senso di insoddisfazione largamente diffuso nei cittadini europei. La domanda fondamentale è se ha ancora senso una unione che ha assunto queste caratteristiche, che mette insieme popoli sempre meno vicini, governati da esecutivi sempre più succubi di un solo stato e di direttive inutili per il benessere generale?  Ovviamente la risposta è no; ed questo che presto verrà fuori dalle prossime consultazioni elettorali, l’unico sentimento comune che resta ad unire l’Europa: la sua inutilità ed il suo sfacelo. Per correggere questa tendenza il tempo ormai scarseggia, ma non si vedono inversioni di rotta.

The European Union does not agree even on migrants

The question of the failure of the distribution of migrants is another failure for the European Union. To declare themselves disappointed with the outcome are the President Juncker and Commissioner immigration Avramopoulos; this has had a negative opinion on the conclusion of negotiations, especially with regard to the numbers agreed, but has reserved judgment to the fact that a positive result is still achieved. Precisely this attitude is a clear signal of an institution that no longer allows even low-level expectations, we are content with the fact of being able to find a meager agreement rather than nothing. Yet the initial target was not even too ambitious: to distribute 40,000 migrants on the territory of 28 countries, not much compared to the current situation of war and famine that touches the Near East and Africa. The agreement, however, was reached on the share of 32,000 migrants, with the proviso that a budget will be made within six months and the remaining 8,000 who have remained out of the negotiations will have to be placed by the end of the year. The problem of migrants mainly Greece and Italy, victims of the Dublin agreements for which an immigrant from outside the European Union must remain in the first European country where it comes from. This agreement was signed in times totally different than today and should be revised, adjusting to the needs of the tragic moment in history. Moreover, it is the majority of the migrants who do not want to stay in the countries of the Mediterranean, which are seen only as a starting point for your stay in the old continent. Essentially it is Italy, that Greece have become, in fact, real humanitarian corridors: the point of arrival from Africa or the Middle East to forget the tragedies, from which migrants flee; so their actual function is to provide often save from certain death, which sometimes fails, and an initial reception; after which the migrant wants to reach family members or acquaintances, who, in most cases live in northern Europe. Now, it is certainly true that you can not please the will of all migrants, but neither can we ignore the fact that some countries are obliged to accommodate people who do not like to stay out of that area. The question is not so obvious, because it offers a reverse perspective view of who does not want to welcome migrants who have not yet arrived in their territory. Basically they require countries of arrival reception and the migrants themselves being welcomed where they do not want. This aspect does not seem to have been adequately considered, even from a legal point of view and moral. It matters little that the cold calculation of Brussels bureaucrats talk about a figure of around 60,000 people who will be affected by new locations and destinations, leaving, as a way implied that the total count will affect several times even the same person, thereby distorting the actual amount the welcome Toale. In all this display of lack of solidarity they have issued behaviors Spain and Hungary, which were the highest expression of indifference Union. These two countries have criticized more than any other plan of redistribution of immigrants: Madrid came to the meeting without having communicated those migrants was prepared to accept, while Budapest has expressly stated that its contribution to the provisions of the Union would have been zero: that is, Hungary would not accept any migrant. Such treatment should be harshly punished, but not the wave of indignation of the moment, but with mechanisms already widely expected able to take the penalty immediately. But this connection can only be sustained by a strong political union whose members are only nations convinced of the European unification process and not with the sole aim of taking contributions that Brussels lavishes in too generous. But the situation is much broader attitude of Spain and Hungary: we are facing a monetary union only, which has set aside so that seems definitive, solidarity between states and therefore the people who compose it. After the conclusion of the Greek question, this immigration is yet another proof of a Europe that has completely moved away from his initial intentions, converted into a subservience to financial institutions, which created a large increase in social inequality and a sense widespread dissatisfaction among European citizens. The fundamental question is whether it still makes sense that a union has taken these features, bringing together peoples increasingly closer, more and more governed by executive slaves of one state and directives unnecessary for the general welfare? Obviously the answer is no; and that this will soon come out of the coming elections, the only feeling that remains common to unite Europe: its futility and its wreckage. To correct this, the time now in short supply, but are not seen reversals.

La Unión Europea no está de acuerdo ni siquiera sobre los migrantes

La cuestión de la insuficiencia de la distribución de los migrantes es otro fracaso de la Unión Europea. Para declararse decepcionado con el resultado son los Avramopoulos Presidente Juncker y el comisionado de inmigración; esto ha tenido una opinión negativa sobre la conclusión de las negociaciones, especialmente con respecto a los números acordados, pero se ha reservado el juicio sobre el hecho de que un resultado positivo se logró todavía. Precisamente esta actitud es una clara señal de una institución que ya no permite que incluso las expectativas de bajo nivel, estamos contentos con el hecho de ser capaz de encontrar un acuerdo magro en lugar de nada. Sin embargo, el objetivo inicial no era aún demasiado ambicioso: para distribuir 40.000 migrantes en el territorio de 28 países, no es mucho en comparación con la situación actual de la guerra y la hambruna que toca el Cercano Oriente y África. El acuerdo, sin embargo, fue alcanzado en la cuota de 32 mil migrantes, con la condición de que un presupuesto se hará dentro de los seis meses y los restantes 8.000 que se han quedado fuera de las negociaciones tendrán que ser colocados por el final del año. El problema de los migrantes, principalmente Grecia e Italia, las víctimas de los acuerdos de Dublín para que un inmigrante de fuera de la Unión Europea debe permanecer en el primer país europeo donde viene. Este acuerdo fue firmado en tiempos totalmente diferentes que en la actualidad y debe ser revisado, ajustándose a las necesidades del momento trágico de la historia. Más aún, es que la mayoría de los migrantes que no quieren quedarse en los países del Mediterráneo, que se ven sólo como un punto de partida para su estancia en el viejo continente. Esencialmente es Italia, que Grecia se han convertido, de hecho, verdaderos corredores humanitarios: el punto de llegada de África o el Medio Oriente a olvidar las tragedias, de las cuales los migrantes huyen; por lo que su función real es proporcionar a menudo salvar de una muerte segura, que a veces falla, y una recepción inicial; después de lo cual el migrante quiere llegar a los familiares o conocidos, quienes, en la mayoría de los casos viven en el norte de Europa. Ahora bien, es cierto que no se puede complacer la voluntad de todos los migrantes, pero tampoco podemos ignorar el hecho de que algunos países están obligados a acomodar a las personas que no les gusta quedarse fuera de esa zona. La cuestión no es tan evidente, ya que ofrece una vista en perspectiva inversa del que no quiere dar la bienvenida a los inmigrantes que aún no han llegado a su territorio. Básicamente se exigen a los países de recepción de llegada y los propios migrantes ser recibido en los que no quieren. Este aspecto no parece haber sido considerado adecuadamente, incluso desde un punto de vista legal y moral. Poco importa que el frío cálculo de los burócratas de Bruselas hablan de una cifra de alrededor de 60.000 personas que se verán afectadas por los nuevos lugares y destinos, dejando, como una manera de entender que el recuento total afectará varias veces, incluso la misma persona, distorsionando así la cantidad real la acogida Toale. En todo este despliegue de falta de solidaridad que han emitido comportamientos España y Hungría, que eran la expresión más alta de la Unión indiferencia. Estos dos países han criticado más que ningún otro plan de redistribución de los inmigrantes: Madrid llegó a la reunión sin haber comunicado los migrantes estaba dispuesto a aceptar, mientras que Budapest ha declarado expresamente que su contribución a las disposiciones de la Unión habría sido cero: es decir, Hungría no aceptaría ningún migrante. Dicho tratamiento debe ser severamente castigado, pero no la ola de indignación del momento, pero con mecanismos ya se espera poder tomar la pena inmediatamente. Pero esta conexión sólo puede ser sostenida por una fuerte unión política cuyos miembros son solamente las naciones convencido del proceso de unificación europea y no con el único objetivo de tomar las contribuciones que Bruselas prodiga demasiado generoso. Pero la situación es la actitud mucho más amplia de España y Hungría: estamos frente a solamente una unión monetaria, que ha puesto a un lado de manera que parece definitiva, la solidaridad entre los Estados y por lo tanto las personas que la componen. Después de la conclusión de la cuestión griega, esta inmigración es una prueba más de una Europa que ha completamente alejado de sus intenciones iniciales, convertida en una subordinación a las instituciones financieras, lo que creó un gran aumento de la desigualdad social y un sentido insatisfacción generalizada entre los ciudadanos europeos. La pregunta fundamental es si todavía tiene sentido que un sindicato ha tomado estas características, que reúne a los pueblos cada vez más cerca, cada vez más que se rigen por los esclavos ejecutivos de un estado y directivas innecesarias para el bienestar general? Obviamente la respuesta es no; y que esta pronto a salir de las próximas elecciones, el único sentimiento que sigue siendo común para unir a Europa: su inutilidad y su restos. Para corregir esto, el tiempo escasea, pero no se observan retrocesos.

Die Europäische Union noch nicht einmal über Migranten einverstanden

Die Frage nach dem Scheitern der Verteilung von Migranten ist ein weiterer Ausfall für die Europäische Union. Um erklären sich enttäuscht über das Ergebnis sind die Präsident Juncker und Kommissar Einwanderung Avramopoulos; dies hat eine ablehnende Stellungnahme zu dem Abschluss der Verhandlungen hatten, vor allem im Hinblick auf die vereinbarten Zahlen, sondern hat Urteil der Tatsache, dass ein positives Ergebnis noch erreicht vorbehalten. Genau diese Haltung ist ein klares Signal, einer Institution, die nicht mehr erlaubt sogar die Erwartungen niedriger Ebene, wir sind zufrieden mit der Tatsache, dass sie in der Lage, eine magere Vereinbarung und nicht vielmehr nichts zu finden. Doch das ursprüngliche Ziel war nicht einmal zu ehrgeizig: bis 40.000 Migranten auf dem Territorium der 28 Länder zu verteilen, nicht viel im Vergleich zur derzeitigen Situation der Krieg und Hunger, die den Nahen Osten und Afrika berührt. Die Vereinbarung wurde jedoch auf den Anteil der 32.000 Migranten erreicht, mit der Maßgabe, dass ein Budget wird innerhalb von sechs Monaten und die restlichen 8.000, die aus den Verhandlungen blieb müssen bis zum Ende des Jahres gestellt werden haben werden. Das Problem der Migranten vor allem Griechenland und Italien, die Opfer der Dublin Vereinbarungen, für die ein Einwanderer aus Ländern außerhalb der Europäischen Union muss in der ersten europäischen Land, woher es kommt zu bleiben. Diese Vereinbarung wurde in Zeiten ganz anders als heute unterzeichnet und sollte überarbeitet werden, die Anpassung an die Bedürfnisse des tragischen Moment in der Geschichte. Darüber hinaus ist es die Mehrheit der Migranten, die nicht möchten, dass in den Ländern des Mittelmeerraums, die nur als Ausgangspunkt für Ihren Aufenthalt in dem alten Kontinent zu sehen sind zu bleiben. Im Wesentlichen ist es Italien, dass Griechenland haben sich in der Tat echte humanitäre Korridore: der Punkt der Ankunft aus Afrika oder dem Nahen Osten, um die Tragödien, aus denen die Migranten fliehen zu vergessen; so ihrer eigentlichen Funktion ist es, bieten oft vor dem sicheren Tod zu retten, die manchmal nicht, und eine anfängliche Empfang; wonach der Wander will Familienmitglieder oder Bekannte, die in den meisten Fällen leben in Nordeuropa zu erreichen. Nun ist es sicherlich richtig, dass Sie den Willen aller Migranten nicht gefallen, aber weder können wir die Tatsache, dass einige Länder sind verpflichtet, Menschen, die nicht gerne aus dieser Gegend unterzubringen ignorieren. Die Frage ist nicht so offensichtlich, weil es eine umgekehrte perspektivische Ansicht, die nicht wollen, um Migranten, die noch nicht in ihrem Gebiet angekommen sind willkommen zu heissen. Grundsätzlich erfordern Ländern der Anreise Rezeption und die Migranten selbst wird begrüßt, wo sie nicht wollen. Dieser Aspekt scheint nicht angemessen berücksichtigt worden sind, auch aus rechtlicher Sicht und moralischen. Es ist unwichtig, dass die kalte Berechnung der Brüsseler Bürokraten sprechen von einer Zahl von rund 60.000 Menschen, die von neuen Standorten und Zielen betroffen sein werden, verlassen, als eine Möglichkeit angedeutet, dass die Gesamtanzahl wird mehrmals beeinflusst auch die gleiche Person, wodurch die tatsächliche Menge zu verzerren das Willkommen Toale. In all dieser Anzeige der Mangel an Solidarität sie Verhaltensweisen, Spanien und Ungarn, die der höchste Ausdruck der Gleichgültigkeit Union waren ausgegeben haben. Diese beiden Länder haben mehr als jeder andere Plan der Umverteilung von Einwanderern kritisiert: Madrid kam zu dem Treffen, ohne kommuniziert diese Migranten war bereit, zu akzeptieren, während Budapest hat ausdrücklich erklärt, dass sein Beitrag zu den Bestimmungen der Union wäre Null haben: das heißt, Ungarn würde jede Wander nicht akzeptieren. Eine solche Behandlung sollte hart bestraft werden, nicht aber die Welle der Empörung des Augenblicks, aber mit Mechanismen bereits allgemein erwartet, in der Lage, um die Strafe sofort in Kraft. Aber diese Verbindung kann nur durch eine starke politische Union, deren Mitglieder nur Nationen des europäischen Einigungsprozesses überzeugen und nicht mit dem alleinigen Ziel der Einnahme Beiträge, die Brüssel überschüttet in zu großzügig unterstützt werden. Aber die Situation ist viel breiter Haltung Spanien und Ungarn: Wir stehen vor einer Währungsunion nur, die beiseite gesetzt hat, so dass endgültige scheint, die Solidarität zwischen den Staaten und damit die Menschen, die es zu komponieren. Nach dem Abschluss der griechischen Frage ist diese Einwanderung ein weiterer Beweis für ein Europa, das vollständig von seinem ursprünglichen Absichten bewegt hat, in eine Unterwürfigkeit gegenüber Finanzinstituten, die eine starke Zunahme der sozialen Ungleichheit und ein Gefühl erzeugt umgewandelt weit verbreitete Unzufriedenheit unter den europäischen Bürgern. Die grundlegende Frage ist, ob es noch Sinn macht, dass eine Gewerkschaft hat diese Funktionen übernommen, die Zusammen Völker immer näher, mehr und mehr durch die vollzieh Sklaven eines Staates und Richtlinien unnötig für die allgemeine Wohlfahrt geregelt? Offensichtlich ist die Antwort nein ist; und dass dies bald aus den kommenden Wahlen zu treffen, das einzige Gefühl, das gemeinsame bleibt zu vereinen Europa: seine Sinnlosigkeit und seine Trümmer. Um dies jetzt in kurzer Versorgung zu korrigieren, die Zeit, sind aber nicht Umkehrungen gesehen.

L'Union européenne ne sont pas d'accord, même sur les migrants

La question de l'échec de la répartition des migrants est un autre échec pour l'Union européenne. Pour se déclarer déçu par le résultat sont les Avramopoulos Président Juncker et le commissaire immigration; ce qui a eu un avis négatif sur la conclusion des négociations, en particulier en ce qui concerne les chiffres convenus, mais a réservé son jugement sur le fait qu'un résultat positif est toujours atteint. Précisément cette attitude est un signal clair d'une institution qui ne permet plus à même les attentes de bas niveau, nous sommes satisfaits avec le fait d'être en mesure de trouver un accord maigre plutôt que rien. Pourtant, l'objectif initial était de même pas trop ambitieux: de distribuer 40.000 migrants sur le territoire de 28 pays, pas beaucoup par rapport à la situation actuelle de la guerre et de la famine qui touche le Proche-Orient et en Afrique. L'accord, cependant, a été atteint sur la part des 32 000 migrants, à la condition que le budget sera faite dans les six mois et les 8000 restants qui sont restés en dehors des négociations devra être placé à la fin de l'année. Le problème des migrants principalement la Grèce et l'Italie, victimes des accords de Dublin pour laquelle un immigrant de l'extérieur de l'Union européenne doit rester dans le premier pays européen où il vient. Cet accord a été signé à l'époque totalement différentes qu'aujourd'hui et devrait être révisé, l'adaptation aux besoins du moment tragique de l'histoire. En outre, il est la majorité des migrants qui ne veulent pas rester dans les pays de la Méditerranée, qui sont considérées que comme un point de départ pour votre séjour dans le vieux continent. Essentiellement, il est l'Italie, que la Grèce est devenue, en fait, de véritables couloirs humanitaires: le point d'arrivée de l'Afrique ou du Moyen-Orient à oublier les tragédies, à partir de laquelle les migrants fuient; de sorte que leur fonction réelle est de fournir souvent sauver d'une mort certaine, qui échoue parfois, et d'un premier accueil; après quoi le migrant veut rejoindre les membres ou des connaissances famille, qui, dans la plupart des cas vivent en Europe du Nord. Maintenant, il est vrai que vous ne pouvez pas plaire à la volonté de tous les migrants, mais ni peut-on ignorer le fait que certains pays sont tenus d'accueillir les personnes qui ne aiment pas rester en dehors de cette zone. La question est pas si évident, car il offre une vue en perspective inverse de qui ne veut pas d'accueillir les migrants qui ne sont pas encore arrivés sur leur territoire. Essentiellement, ils exigent que les pays d'accueil d'arrivée et les migrants eux-mêmes accueillis où ils ne veulent pas. Cet aspect ne semble pas avoir été suffisamment pris en compte, même d'un point de vue juridique et moral. Il importe peu que le froid calcul des bureaucrates de Bruxelles parler d'un chiffre d'environ 60 000 personnes qui seront touchées par les nouvelles positions et des destinations, en laissant, comme une façon implicite que le nombre total affectera plusieurs fois même la même personne, faussant ainsi le montant réel l'accueil Toale. Dans tout cet étalage de manque de solidarité, ils ont émis des comportements Espagne et la Hongrie, qui était la plus haute expression de l'Union de l'indifférence. Ces deux pays ont critiqué plus que tout autre régime de la redistribution des immigrants: Madrid est venu à la réunion sans avoir communiqué ces migrants était prêt à accepter, alors que Budapest a expressément indiqué que sa contribution aux dispositions de l'Union aurait été nulle: qui est, Hongrie ne serait pas accepter tout migrant. Un tel traitement devrait être sévèrement puni, mais pas la vague d'indignation du moment, mais avec des mécanismes déjà largement attendue en mesure de prendre la peine immédiatement. Mais cette connexion ne peut être soutenue par une union politique forte dont les membres sont les nations seulement convaincu du processus d'unification européenne et non dans le seul but de prendre des contributions que Bruxelles prodigue trop généreux. Mais la situation est l'attitude beaucoup plus large de l'Espagne et de la Hongrie: nous sommes confrontés à une union monétaire uniquement, ce qui a mis de côté de sorte que semble définitive, la solidarité entre les Etats et donc les personnes qui la composent. Après la conclusion de la question grecque, cette immigration est une autre preuve d'une Europe qui a complètement éloigné de ses intentions initiales, convertie en une soumission aux institutions financières, ce qui a créé une grande augmentation de l'inégalité sociale et un sens insatisfaction généralisée parmi les citoyens européens. La question fondamentale est de savoir si cela a encore un sens que l'union a pris ces fonctions, rapprochement des peuples de plus en plus proche, de plus en plus régies par des esclaves dirigeants d'un Etat et directives inutiles pour le bien-être général? Évidemment, la réponse est non; et que cela va bientôt sortir des prochaines élections, le seul sentiment qui reste commun à unir l'Europe: sa futilité et son épave. Pour corriger cela, le temps commence à manquer, mais ne sont pas considérés reprises.