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giovedì 18 febbraio 2016

ينتشر الحرب السورية في تركيا

الهجوم الذي وقع في تركيا يفتح جبهة جديدة في القضية السورية. ووفقا للسلطات التركية تم تنفيذ العمل الإرهابي من قبل المنظمة الكردية السورية، والقتال في سوريا ضد الميليشيات السنية المعتدلة المدعومة من أنقرة. الهجوم قد يكون ردا على العمليات العسكرية التي الأتراك يشنون في سوريا ضد المقاتلين الأكراد الخاص بها، لمنع ظهور دولة كردية مستقلة على حدودها. تركيا العسكرية كثفت عملياتها العسكرية ضد الأكراد في سوريا، ورفع احتجاجات من دمشق. وفقا لأنقرة إمكانية أخرى هي أن هناك فقط وراء الهجوم الأسد، الذي لا يحب وجود القوات المسلحة التركية العاملة في سوريا، سواء ضد الأكراد، ولكن خصوصا لصالح الميليشيات الذين يعارضون الديكتاتور السوري. في أي حال هو امتداد للصراع السوري من الحدود التركية في الداخل، وذلك لأن العلاقة مع الحرب التي تدور رحاها في سوريا تبدو واضحة. وعلاوة على ذلك، اتخذت تركيا دورا فاعلا بصورة متزايدة في الصراع، سواء دعم الميليشيات السنية المعتدلة القتال ضد الأسد، سواء ضد الأكراد، مستفيدة من الفوضى العامة لإضعاف بنيته العسكرية. وفي هذا الصدد ينبغي أيضا أن يقدم تقريرا عن أنشطة الطيران العسكرية في أنقرة مع غارات في العراق، لقصف مواقع عسكرية في كردستان العراق. هذا النشاط يمكن قراءة أساسا بطريقتين، الأولى لتركيز الاهتمام على مشكلة النزعة الانفصالية الكردية الداخلية، بهدف تحويل اهتمام وسائل الاعلام من الصعوبات التي تواجه الحكومة ذات الصلة بالأزمة الاقتصادية، والتي في السياسات التالية الاحتجاجات الناجمة عن انخفاض في الحقوق المدنية في البلد؛ والثاني، ومع ذلك، هو النظام الجغرافي السياسي، لكسب مزيد من النفوذ على سوريا ومنطقة الشرق الأوسط. انقلبت العمل أردوغان العلاقة مع الأكراد، وإزالة إمكانية المصالحة التي بدت الآن في متناول اليد لجعل العدو يجب أن تخاض في جميع التكاليف، وهي استراتيجية لا تخدمها لاحتواء مآثر الانتخابية للحزب الديمقراطي الكردستاني، صوت أيضا من قبل العديد من الأتراك، ضد سياسات غير ليبرالية من اردوغان. كازو نتيجة الانتخابات، في الواقع، ساء موقف أردوغان الذي عرف الكرد منها الهدف الرئيسي لضرب من أجل الحفاظ على سلطته السياسية، وحتى ضد لا يتم التعبير عن المعارضة الداخلية من قبل الحركة الكردية. ولكن هذا الموقف له ثمن، الذي ربما لم يكن لم تحسب الجواب من الأكراد بشكل صحيح من قبل لا حكومة تركيا لم تصل والأعمال الإرهابية هي السبيل العملي الوحيد لمتلمس للحد من الضغط على المقاتلين الأكراد السوريين. هذا السيناريو يثبت أن توسيع اللعين للصراع السوري تحدث مع وسائل جديدة بالمقارنة مع المشاكل التي تهم المقارنة بين الأسد والمعارضة أو بين القوى المعارضة إلى الخلافة والدولة الإسلامية. تركيا قد رفعت المواجهة مع الأكراد تصديره خارج حدودها والبت في أراضي الدول الأخرى، مما يساعد على زيادة الشعور من الارتباك في الاقتصاد العام للصراع، ولكن الآن، ونتيجة لذلك، تعاني أعمال الإرهابي التي يجب وضعها خارج جدلية بين الحكومة التركية والأكراد من تركيا، وهذا هو، خارج خطاب داخلي، ليتم تضمينها في البعد الدولي الذي تم تكوينه لعمل من أعمال الحرب الحقيقية قوة أجنبية، مثل الأكراد في سوريا هم في الواقع، بعد أن تولى الحكم الذاتي، الذي وإن لم يكن بعد معترف بها رسميا، والسماح لها بمواصلة سيادتها. من ناحية أخرى الحل لتقسيم الدولة السورية إلى ثلاث ولايات، والتي، في الواقع، وهو كردي، هو مشترك من قبل أطراف مختلفة، ما عدا، بالطبع، من أنقرة. ما ينظر إليه هو أنه، حتى خارج حدودها لتركيا، علاج المسألة الكردية كمشكلة غريبة الخاصة من البعد الداخلي، بدلا من وضعها في البعد الدولي المناسب؛ هذه الرؤية هي الأساس لغزو الأراضي السورية وفي إقليم الإجراءات العراقية، تتم بطريقة ليس من المعتاد، كما يجب أن تصمم وفقا للقانون الدولي. حقيقة أن أنقرة، ثم، تناشد الدول الغربية لدعم حربها ضد الارهاب الكردي، وهو ما يعني السعي الشرعية الدولية، التي من غير المرجح أن يحصل، على الأقل في وسائل المرغوب فيه من قبل تركيا. وتبقى أهمية المقاتلين الأكراد للولايات المتحدة الأساسية وواشنطن لديها ديون السياسية والعسكرية المختلفة للأكراد، الذين عاجلا أو آجلا سوف يكون الحصول على تعويض.

mercoledì 17 febbraio 2016

Il caso del ricercatore italiano ucciso in Egitto e la condiscendenza occidentale verso i regimi arabi

La tragica uccisione del ricercatore italiano in Egitto deve obbligare a farre molte considerazioni nei rapporti che gli stati occidentali intrattengono con nazioni guidate da regimi autoritari, considerazioni sia di ordine morale, che politico. Lo scandalo suscitato, giustamente, in Italia per la morte del cittadino italiano, avvenuta in modo barbaro e violento è molto forte, ma non sembra accompagnata, ne ora e, sopratutto prima, da valutazioni analoghe per gli episodi che riguardano i dissidenti locali, di cui spesso non viene neppure ritrovato il cadavere. Il caso egiziano è l’esempio di un certo atteggiamento utilitaristico tenuto dai governi occidentali, dopo che sono fallite le primavere arabe e che hanno preso il sopravvento le tendenze più estremiste dei movimenti islamisti. L’arrivo al potere, tramite regolari elezioni, di partiti politici formati da personale non abituato ad operare in condizioni democratiche e profondamente influenzati, anche dal punto di vsita politico, da una religiosità invadente, ha determinato una situazione dove il mancato rispetto delle regole democratiche era la norma, non vi era, cioè, il necessario rispetto delle minoranze, che si pretendeva di assoggettare, in sostanza, alla legge islamica. Naturalmente ciò non era condiviso da  una parte consistente della società egiziana, tra cui i militari, che hanno sempre detenuto il monopolio della forza e non era, altresì, approvato dalle potenze occidentali, giustamente preoccupate dal radicalismo dilagante. La soluzione è stata quella di avere favorito l’ascesa di un regime militare autoritario al posto di un religioso autoritario, questo è stato funzionale agli interessi occidentali, ma non allo sviluppo della democrazia in una nazione da sempre considerata una guida nel mondo arabo, come l’Egitto. L’occidente , come aveva sbagliato a valutare in modo totalmente positivo le primavere arabe, non considerando cioè i loro possibili sviluppi, condizionati dall’assenza di riferimenti precisi circa il funzionamento della democrazia, ha sottovalutato i modi con cui il regime militare avrebbe esercitato il proprio potere, che di fatto, ha usurpato. Il ricorso alla repressione in modo totale della giunta militare guidata da Al-Sisi, doveva suscitare maggiore sdegno e grandi proteste nei governi occidentali, anche tramite una pressione diplomatica forte, capace di imporre sanzioni e restringere le forniture militari, attraverso le quali il regime si mantiene in vita. Doveva essere particolarmente indicativo il fatto che i bersagli della repressione violenta non erano soltanto i fanatici religiosi, ma anche i partiti laici, gli unici che potevano assicurare una transizione democratica al paese e, per questo, ugualmente pericolosi, come gli integralisti islamici, per il regime militare. Il risultato è stato che l’Egitto si trova in una condizione repressiva ed autoritaria probabilmente superiore a quella subita da Mubarak, ed ha, quindi, peggiorato la propria situazione. Il caso del ricercatore italiano rappresenta una questione particolare perchè la vittima è straniera, ma i rappresentanti delle organizzazioni dei diritti umani denunciano  come la normalità il ricorso alla violenza contro gli oppositori interni, mediante l’uso consueto di tortura ed assassinio. Fatte salve queste considerazioni la domanda che i governi occidentali devono farsi è se sia ancora lecito intrattenere normali rapporti diplomatici o addirittura legami di alleanza con governi fortemente in contrasto con le regole democratiche. La questione, naturalmente, non riguarda soltanto l’Egitto, ma anche gli stati del Golfo, con l’Arabia Saudita prima degli altri, la Turchia ed altri. Al di fuori di una logica puramente strumentale agli interessi occidentali, inquadrata in un regime esclusivo di real politik, la contraddizione appare più che evidente. Se non si possono superare tutte queste remore, sempre che esistano nei pensieri di chi governa, ci si dovrebbe adoperare per una attenuazione della limitazione dei diritti, passo da individuare come punto di partenza per un discorso più allargato. Il problema è che non si individuano, a livello globale, obiettivi di lungo periodo ma la politica estera occidentale si adagia nella via più comoda  per conseguire risultati immediati di modesta entità, in una visione più simile a quella economica rispetto a quella politica. La convinzione che l’Egitto sia una diga contro l’integralismo ha fatto passare sotto silenzio, brutalità e violenze incompatibili con gli ideali democratici che dovrebbero essere alla base dei governi occidentali; tuttavia, nello specifico caso del ricercatore italiano, il governo di Roma, non ha compiuto i dovuti passi per proteggere la sua stessa sovranità violata dalla barbarie esercitata contro un suo cittadino. Il basso profilo scelto dall’esecutivo italiano appare in linea con un comportamento diplomatico che non vuole turbare i rapporti consolidati, ma ciò, sopratutto nel lungo periodo, costituisce un elemento di debolezza per l’autorevolezza di una nazione; non prendere le necessarie contromisure di tipo sanzionatorio verso il regime egiziano, rappresenterebbe, non soltanto, un passo dovuto ma obbligato per tutelare gli interessi italiani e non prestarsi ad essere connivente con un regime che fatto dell’uso della violenza lo strumento quasi esclusivo attraverso il quale regola l’opposizione politica. Occorre mandare segnali forti a questi stati, che usando la vicinanza con l’occidente come mezzo di comodo per apparire quello che non sono, si autorappresentano come governi democratici, degni di stare nel consesso internazionale. L’Egitto e non solo, meritano sanzioni esemplari per i loro comportamenti, a cominciare dall’allontanamento dei loro diplomatici, fino ad incorrere in sanzioni di tipo economico. Fino ad allora l’occidente sarà complice della brutalità e della violenza con le quali questi regimi soffocano ogni forma di dissenso.

The case of the Italian researcher killed in Egypt and Western condescension towards the Arab regimes

The tragic murder of the Italian researcher in Egypt should compel interested to do many considerations in relationships that Western nations were entertained with guided by authoritarian regimes, considerations both moral, and political. The scandal raised, rightly, in Italy for the death of an Italian citizen, took place so barbaric and violent is very strong, but it does not seem to be accompanied, and now it, especially before, by similar ratings for the episodes involving local dissidents, of which often it is not even found the body. The Egyptian case is an example of a utilitarian attitude taken by Western governments after the Arab spring have failed and who have taken over the most extreme tendencies of Islamist movements. The arrival in power through regular elections, the political parties not used by personnel trained to operate in democratic and deeply affected conditions, even from a political visit, be sure to be a religiosity intrusive, has created a situation where the failure to respect democratic rules was the norm, there was not, that is, the necessary respect for minorities, which was claimed to subject, in essence, the Islamic law. Of course that it was not shared by a large part of Egyptian society, including the military, who have always held the monopoly of force and was not also approved by the Western powers, rightly concerned about the rampant radicalism. The solution was to have fostered the rise of an authoritarian military regime instead of an authoritarian religious, this was functional to Western interests, but not to the development of democracy in a nation, considered to be a guide in the Arab world, as Egypt. The West, as he had misjudged in a totally positive way the Arab Spring, considering that possible developments, conditioned by the absence of specific references about the functioning of democracy, has underestimated the ways in which the military regime would exercise own power, which in fact, usurped. The recourse to repression in total so the military junta led by Al-Sisi, would arouse disdain and large protests in Western governments, including through a strong diplomatic pressure, capable of imposing sanctions and restrict military supplies, through which the procedure It keeps alive. It had to be particularly significant that the targets of violent repression were not only the religious fanatics, but also secular parties, the only ones who could ensure a democratic transition in the country and, therefore, equally dangerous, as the Islamic fundamentalists, for military regime. The result was that Egypt is in a state of repression and authoritarian probably greater than that suffered by Mubarak, and has, therefore, worsened their situation. The case of the Italian researcher is a particular issue because the victim is a foreigner, but representatives of human rights organizations denounce as normal the use of violence against domestic opponents, through the use of torture and murder usual. Subject to these considerations, the question that Western governments should be asked is whether it is still permissible to have normal diplomatic relations or even bonds of alliance with strongly contrasting governments with democratic rules. The question, of course, not only for Egypt, but also the states of the Gulf, with Saudi Arabia before the other, Turkey and others. Outside of a purely instrumental logic to Western interests, framed in a unique system of real politik, the contradiction is more than evident. If you can not overcome all these impediments, if they exist in the thoughts of those who govern, efforts should be made to an attenuation of the restriction of the rights, step to spot as a starting point for a broader discussion. The problem is that you do not identify, global, long-term objectives but Western foreign policy lies in the most comfortable way to achieve immediate results modest, in a vision closer to that economic than political. The belief that Egypt is a dam against fundamentalism has passed over in silence, brutality and violence are incompatible with democratic ideals that should be the basis of Western governments; However, in the specific case of the Italian researcher, the government of Rome, has not completed the necessary steps to protect its own sovereignty violated by atrocities exerted against one of its nationals. The low-profile Italian chosen by the executive is in line with a diplomatic behavior that does not want to upset the established relationships, but that, above all in the long run, is a weakness for the authority of a nation; do not take the necessary disciplinary countermeasures towards the Egyptian regime, would represent not only a step but had obliged to protect Italians interests and not lend itself to be complicit with a regime that made use of the almost exclusive tool violence through which regulates the political opposition. You must send strong signals to these states, using the proximity with the West as a means of convenience to appear what they are not, they mirror themselves as democratic governments, worthy to stand in the international community. Egypt and elsewhere, deserve exemplary sanctions for their behavior, starting with the dismissal of their diplomats, to incur economic sanctions. Until then the West will be complicit in the brutality and violence with which these regimes suppress all dissent.

El caso del investigador italiano murió en Egipto y condescendencia occidental hacia los regímenes árabes

El trágico asesinato del investigador italiano en Egipto debe obligar interesa hacer muchas consideraciones en las relaciones que las naciones occidentales se entretienen con guiado por regímenes autoritarios, las consideraciones de orden moral y político. El escándalo levantado, con razón, en Italia por la muerte de un ciudadano italiano, se llevó a cabo de manera brutal y violenta es muy fuerte, pero no parece estar acompañada, y ahora es, sobre todo antes, por puntuaciones similares de los episodios que involucran a los disidentes locales, de que a menudo ni siquiera se encontró el cuerpo. El caso de Egipto es un ejemplo de una actitud utilitaria adoptada por los gobiernos occidentales después de la primavera árabe han fracasado y que se han hecho cargo de las tendencias más extremas de los movimientos islamistas. La llegada al poder a través de elecciones regulares, los partidos políticos no utilizados por el personal capacitado para operar en condiciones democráticas y profundamente afectados, incluso desde una visita política, asegúrese de ser una religiosidad intrusiva, ha creado una situación en la que el no respeto de las reglas democráticas era la norma, no había, es decir, el necesario respeto a las minorías, el cual se solicitó al sujeto, en esencia, la ley islámica. Por supuesto que no fue compartida por una gran parte de la sociedad egipcia, incluyendo los militares, quienes siempre han mantenido el monopolio de la fuerza y ​​no fue también aprobada por las potencias occidentales, con razón preocupados por el radicalismo rampante. La solución fue la de haber fomentado el surgimiento de un régimen militar autoritario en lugar de una religiosa autoritaria, esto era funcional a los intereses occidentales, pero no para el desarrollo de la democracia en una nación, considerada como una guía en el mundo árabe, como Egipto. Occidente, como lo había juzgado mal de una manera totalmente positiva la primavera árabe, teniendo en cuenta que la posible evolución, condicionados por la ausencia de referencias específicas sobre el funcionamiento de la democracia, ha subestimado las formas en que el régimen militar ejercería propia de energía, que de hecho, usurpada. El recurso a la represión en total, por lo que la junta militar dirigida por Al-Sisi, despertaría desdén y grandes protestas en los gobiernos occidentales, entre ellos a través de una fuerte presión diplomática, capaz de imponer sanciones y restringir los suministros militares, a través del cual el procedimiento se mantiene vivos. Tenía que ser particularmente significativo que los blancos de la represión violenta no sólo eran los fanáticos religiosos, sino también a los partidos seculares, los únicos que podían garantizar una transición democrática en el país y, por lo tanto, igualmente peligrosos, como los fundamentalistas islámicos, por régimen militar. El resultado fue que Egipto está en un estado de represión y autoritarismo probablemente mayor que el sufrido por Mubarak, y tiene, por tanto, su situación empeoró. El caso del investigador italiano es un tema en particular porque la víctima es un extranjero, pero los representantes de las organizaciones de derechos humanos denuncian la forma habitual el uso de la violencia contra la oposición interna, a través del uso de la tortura y el asesinato de costumbre. Sin perjuicio de estas consideraciones, la pregunta que los gobiernos occidentales se les debe preguntar es si todavía es permisible tener relaciones diplomáticas normales o incluso lazos de alianza con gobiernos fuertes contrastes con las reglas democráticas. La pregunta, por supuesto, no sólo para Egipto, sino también los estados del Golfo, con Arabia Saudita antes que el otro, Turquía y otros. Fuera de una lógica puramente instrumental para los intereses occidentales, enmarcado en un sistema único de real politik, la contradicción es más que evidente. Si no puede superar todos estos obstáculos, si existen en los pensamientos de los que gobiernan, deben hacerse esfuerzos para una atenuación de la restricción de los derechos, la etapa de detectar como un punto de partida para una discusión más amplia. El problema es que no se identifican, los objetivos globales, a largo plazo, pero la mentira política exterior occidental de la manera más cómoda para lograr resultados inmediatos modesta, en una visión más cercana a la económica que política. La creencia de que Egipto es un dique contra el fundamentalismo ha pasado por alto en silencio, la brutalidad y la violencia son incompatibles con los ideales democráticos que deberían ser la base de los gobiernos occidentales; Sin embargo, en el caso específico del investigador italiano, el gobierno de Roma, no ha completado los pasos necesarios para proteger su propia soberanía violada por atrocidades ejercida contra uno de sus nacionales. El bajo perfil italiano elegido por el ejecutivo está en línea con un comportamiento diplomático que no quiere molestar a las relaciones establecidas, pero que, sobre todo en el largo plazo, es una debilidad de la autoridad de una nación; no tome las medidas disciplinarias necesarias hacia el régimen egipcio, representaría no sólo un paso, pero había obligado a proteger los intereses de los italianos y se presta a ser cómplices de un régimen que hizo uso de la violencia herramienta casi exclusiva a través que se regula la oposición política. Debe enviar señales fuertes de estos estados, el uso de la proximidad con Occidente como un medio de comodidad a aparecer lo que no son, reflejan a sí mismos como los gobiernos democráticos, digno de permanecer en la comunidad internacional. Egipto y otros lugares, merecen sanciones ejemplares por su comportamiento, empezando por el despido de sus diplomáticos, a incurrir en las sanciones económicas. Hasta entonces el Oeste será cómplice de la brutalidad y la violencia con la que estos regímenes suprimen todos los disidentes.

Der Fall des italienischen Forscher getötet in Ägypten und West Herablassung gegenüber den arabischen Regimen

Die tragische Ermordung des italienischen Forscher in Ägypten sollten viele Überlegungen in Beziehungen zu tun zwingen interessiert, die westlichen Nationen waren mit von autoritären Regimen geführt unterhalten, Überlegungen sowohl moralisch und politisch. Der Skandal hob zu Recht, in Italien für den Tod eines italienischen Bürger, fand so barbarisch und gewalttätig ist sehr stark, aber es scheint nicht begleitet zu werden, und jetzt ist es, vor allem vor, durch ähnliche Bewertungen für die Folgen unter Einbeziehung der lokalen Dissidenten, von was oft ist es nicht einmal die Leiche gefunden. Die ägyptische Fall ist ein Beispiel für eine nützliche Haltung der westlichen Regierungen nach dem arabischen Frühling genommen haben es versäumt, und die haben sich in den extremsten Tendenzen der islamistischen Bewegungen gemacht. Die Ankunft an der Macht durch regelmäßige Wahlen, die politischen Parteien nicht von Personen benutzt trainiert in demokratischen und tief betroffen Bedingungen zu arbeiten, auch aus politischer Besuch, achten Sie darauf, eine Religiosität aufdringlich zu sein, hat eine Situation geschaffen, wo der Fehler demokratischen Regeln zu beachten die Norm war, gab es nicht, dass die notwendige Achtung der Minderheiten ist, die Gegenstand, das islamische Gesetz im Wesentlichen in Anspruch genommen wurde. Natürlich, dass es nicht von einem großen Teil der ägyptischen Gesellschaft geteilt wurde, einschließlich des Militärs, die das Gewaltmonopol immer gehalten haben und nicht auch von den Westmächten genehmigt zu Recht besorgt über die zügellose Radikalität. Die Lösung bestand darin haben den Aufstieg eines autoritären Militärregime statt eines autoritären religiösen gefördert, dies zu westlichen Interessen funktionsfähig war, aber nicht beschränkt auf die Entwicklung der Demokratie in einer Nation, als ein Führer in der arabischen Welt zu sein, wie Ägypten. Der Westen, wie er in einem ganz positiven Sinne der arabische Frühling, falsch eingeschätzt hatte man bedenkt, dass mögliche Entwicklungen, die durch das Fehlen von spezifischen Referenzen über das Funktionieren der Demokratie Anlage, hat die Art und Weise, in der das Militärregime ausüben würde unterschätzt eigene Leistung, die in der Tat, sich gerissen. Der Rückgriff auf Repression insgesamt so die Militärjunta unter Führung von Al-Sisi, würde Geringschätzung und große Proteste in westlichen Regierungen wecken, auch durch einen starken diplomatischen Druck, der fähig ist die Verhängung von Sanktionen und militärische Lieferungen einschränken, durch die das Verfahren es hält am leben. Es hatte von besonderer Bedeutung zu sein, dass die Ziele der gewaltsamen Unterdrückung nicht nur die religiösen Fanatiker waren, aber auch säkulare Parteien, die einzigen, die einen Übergang zur Demokratie im Land und damit sicherstellen könnten, ebenso gefährlich, wie die islamischen Fundamentalisten, für Militärregime. Das Ergebnis war, dass Ägypten in einem Zustand der Unterdrückung und autoritäre wahrscheinlich größer als die von Mubarak gelitten, und hat daher ihre Situation verschlechtert. Der Fall des italienischen Forscher ist ein besonderes Problem, weil das Opfer ein Ausländer ist, sondern Vertreter von Menschenrechtsorganisationen verurteilen wie gewohnt die Anwendung von Gewalt gegen innenpolitische Gegner, durch den Einsatz von Folter und Mord üblich. Vorbehaltlich dieser Überlegungen ist die Frage, die westlichen Regierungen aufgefordert werden sollte, ist, ob es noch erlaubt ist, normale diplomatische Beziehungen zu haben oder auch Anleihen von Allianz mit stark Regierungen mit demokratischen Spielregeln gegenüber. Die Frage ist natürlich, nicht nur für Ägypten, sondern auch die Staaten der Golfregion, mit Saudi-Arabien vor dem anderen, der Türkei und anderen. Außerhalb eines rein instrumentalen Logik westlicher Interessen, in einem einzigartigen System von Realpolitik gerahmt, ist der Widerspruch mehr als offensichtlich. Wenn Sie nicht alle diese Hindernisse überwunden werden können, wenn sie in den Gedanken derer gibt, die regeln, sollten die Bemühungen zu einer Dämpfung der Einschränkung der Rechte vorgenommen werden, treten als Ausgangspunkt für eine breitere Diskussion zu erkennen. Das Problem ist, dass Sie nicht erkennen, globale, langfristige Ziele, sondern westliche Außenpolitik liegt in der bequemste Weg, sofort Ergebnisse bescheiden, näher als politische dieser Wirtschafts in einer Vision zu erreichen. Der Glaube, dass Ägypten einen Damm gegen den Fundamentalismus ist hat mit Schweigen übergangen, Brutalität und Gewalt sind unvereinbar mit demokratischen Idealen, die die Grundlage der westlichen Regierungen sein sollte; Doch in dem speziellen Fall der italienischen Forscher, die Regierung von Rom, hat nicht die erforderlichen Schritte abgeschlossen zu seiner eigenen Souveränität durch Gräueltaten verletzt schützen ausgeübt gegen einen seiner Staatsangehörigen. Die Low-Profile-Italienisch von der Exekutive gewählt steht im Einklang mit einer diplomatischen Verhaltens, das nicht die etablierten Beziehungen zu stören will, sondern dass vor allem auf lange Sicht, ist eine Schwäche für die Autorität der Nation; nicht die erforderlichen Disziplinargegenmaßnahmen gegenüber dem ägyptischen Regime, würde nicht nur einen Schritt dar, sondern war gezwungen, Italiener Interessen zu schützen und sich nicht leihen mit einem Regime mitschuldig zu sein, die durch die Verwendung der fast ausschließliche Werkzeug Gewalt gemacht das regelt die politische Opposition. Sie müssen starke Signale zu diesen Staaten, mit der Nähe zum Westen als Mittel zur Bequemlichkeit senden zu erscheinen, was sie nicht sind, sie spiegeln sich als demokratische Regierungen, verdient in der internationalen Gemeinschaft zu stehen. Ägypten und anderswo verdienen exemplarische Sanktionen für ihr Verhalten, mit der Entlassung ihrer Diplomaten ausgehend, wirtschaftliche Sanktionen zu erleiden. Bis dahin wird der Westen mitschuldig an der Brutalität und Gewalt, mit der diese Regime jede abweichende Meinung unterdrücken.

Le cas du chercheur italien tué en Egypte et la condescendance de l'Ouest vers les régimes arabes

Le assassiner tragique du chercheur italien en Egypte devrait obliger les intéressés à faire beaucoup de considérations dans les relations que les pays occidentaux ont été divertis avec guidée par des régimes autoritaires, des considérations à la fois morales et politiques. Le scandale soulevé, à juste titre, en Italie pour la mort d'un citoyen italien, a eu lieu de manière barbare et violente est très fort, mais il ne semble pas être accompagné, et maintenant, surtout avant, par les cotes similaires pour les épisodes impliquant des dissidents locaux, des qui, souvent, il est même pas trouvé le corps. Le cas de l'Egypte est un exemple d'une attitude utilitariste prises par les gouvernements occidentaux après le printemps arabe ont échoué et qui ont repris les tendances les plus extrêmes de mouvements islamistes. L'arrivée au pouvoir à travers des élections régulières, les partis politiques ne sont pas utilisés par le personnel formés pour fonctionner dans des conditions démocratiques et profondément touchés, même d'une visite politique, être sûr d'être une religiosité intrusive, a créé une situation où le non-respect des règles démocratiques était la norme, il n'y avait pas, qui est, le respect nécessaire pour les minorités, qui a été réclamé à l'objet, en substance, la loi islamique. Bien sûr qu'il n'a pas été partagée par une grande partie de la société égyptienne, y compris les militaires, qui ont toujours eu le monopole de la force et n'a pas été également approuvé par les puissances occidentales, à juste titre, préoccupés par le radicalisme rampant. La solution était d'avoir favorisé la montée d'un régime militaire autoritaire à la place d'un religieux autoritaire, ce fut fonctionnelle aux intérêts occidentaux, mais pas au développement de la démocratie dans un pays, considéré comme un guide dans le monde arabe, comme Egypte. L'Occident, comme il l'avait mal jugé d'une manière totalement positif le Printemps arabe, considérant que les développements possibles, conditionnés par l'absence de références précises sur le fonctionnement de la démocratie, a sous-estimé la façon dont le régime militaire exercerait propre puissance, ce qui en fait usurpé. Le recours à la répression au total si la junte militaire dirigée par Al-Sisi, susciterait dédain et de grandes manifestations dans les gouvernements occidentaux, y compris par une pression diplomatique forte, capable d'imposer des sanctions et de restreindre les fournitures militaires, à travers lequel la procédure il maintient en vie. Il a dû être particulièrement significatif que les cibles de la répression violente ne sont pas seulement les fanatiques religieux, mais aussi des partis laïques, les seuls à pouvoir assurer une transition démocratique dans le pays et, par conséquent, tout aussi dangereux, que les fondamentalistes islamiques, pour régime militaire. Le résultat était que l'Egypte est dans un état de répression et autoritaire probablement supérieur à celui subi par Moubarak, et a, par conséquent, aggravé leur situation. Le cas du chercheur italien est un problème particulier parce que la victime est un étranger, mais les représentants des organisations des droits humains dénoncent comme d'habitude l'utilisation de la violence contre les opposants intérieurs, grâce à l'utilisation de la torture et assassiner d'habitude. Sous réserve de ces considérations, la question que les gouvernements occidentaux devraient être posées est de savoir s'il est encore permis d'avoir des relations diplomatiques normales ou même des liens d'alliance avec les gouvernements fortement contrasté avec les règles démocratiques. La question, bien sûr, non seulement pour l'Egypte, mais aussi les Etats du Golfe, l'Arabie saoudite avant que l'autre, la Turquie et d'autres. En dehors d'une logique purement instrumentale aux intérêts occidentaux, encadrée dans un système unique de real politik, la contradiction est plus qu'évident. Si vous ne pouvez pas surmonter tous ces obstacles, si elles existent dans les pensées de ceux qui gouvernent, des efforts devraient être faits pour une atténuation de la restriction des droits, l'étape de repérer comme un point de départ pour une discussion plus large. Le problème est que vous ne vous identifiez pas, les objectifs, à long terme globale, mais des mensonges de la politique étrangère de l'Ouest de la manière la plus confortable pour obtenir des résultats immédiats modeste, dans une vision plus proche de celle économique que politique. La croyance que l'Egypte est un barrage contre le fondamentalisme a passé sous silence, la brutalité et la violence sont incompatibles avec les idéaux démocratiques qui devraient être la base des gouvernements occidentaux; Cependant, dans le cas spécifique du chercheur italien, le gouvernement de Rome, n'a pas terminé les mesures nécessaires pour protéger sa souveraineté violée par atrocités exercée contre un de ses ressortissants. Le profil bas italien choisi par l'exécutif est en ligne avec un comportement diplomatique qui ne veut pas bouleverser les relations établies, mais que, surtout dans le long terme, est une faiblesse pour l'autorité d'une nation; ne pas prendre les contre-mesures disciplinaires nécessaires à l'égard du régime égyptien, représenterait non seulement une étape, mais avait l'obligation de protéger les intérêts des Italiens et ne se prête pas à être complice d'un régime qui a fait usage de la violence quasi exclusif de l'outil par le biais qui réglemente l'opposition politique. Vous devez envoyer des signaux forts à ces états, en utilisant la proximité avec l'Occident comme un moyen de commodité pour paraître ce qu'ils ne sont pas, ils se reflètent que les gouvernements démocratiques, digne de demeurer dans la communauté internationale. Egypte et ailleurs, méritent des sanctions exemplaires pour leur comportement, à commencer par le rejet de leurs diplomates, d'engager des sanctions économiques. Jusque-là, l'Occident sera complice de la brutalité et de la violence avec laquelle ces régimes supprimer toute dissidence.

O caso do pesquisador italiano morto no Egito e condescendência ocidental para com os regimes árabes

O assassinato trágico do pesquisador italiano no Egito deve obrigar interessados ​​em fazer muitas considerações em relacionamentos que as nações ocidentais foram entretidas com guiado por regimes autoritários, tanto considerações morais e políticas. O escândalo levantou, justamente, em Itália, para a morte de um cidadão italiano, ocorreu de forma bárbara e violenta é muito forte, mas não parece ser acompanhado, e agora, especialmente antes, por classificações semelhantes para os episódios envolvendo dissidentes locais, de que muitas vezes nem sequer é encontrado o corpo. O caso do Egito é um exemplo de uma atitude utilitarista tomadas pelos governos ocidentais após a primavera árabe falharam e que assumiram as tendências mais extremas de movimentos islâmicos. A chegada ao poder através de eleições regulares, os partidos políticos não são utilizados por pessoal treinado para operar em condições democráticas e profundamente afetados, mesmo a partir de uma visita política, certifique-se de ser uma religiosidade intrusiva, criou uma situação em que o fracasso em respeitar as regras democráticas era a norma, não havia, ou seja, a necessidade de respeitar as minorias, que foi reivindicado assunto, em essência, a lei islâmica. É claro que não foi compartilhada por uma grande parte da sociedade egípcia, incluindo os militares, que sempre tiveram o monopólio da força e também não foi aprovado pelas potências ocidentais, justamente preocupados com o radicalismo desenfreado. A solução foi promoveram a ascensão de um regime militar autoritário em vez de um religioso autoritário, este foi funcional para os interesses ocidentais, mas não para o desenvolvimento da democracia em um país, considerado como um guia no mundo árabe, como Egito. O Ocidente, como ele havia julgado mal de uma forma totalmente positiva a Primavera Árabe, considerando que possíveis desenvolvimentos, condicionadas pela ausência de referências específicas sobre o funcionamento da democracia, tenha subestimado as maneiras em que o regime militar exerceria poder próprio, que de fato, usurpado. O recurso à repressão no total de modo que a junta militar liderada por Al-Sisi, despertaria desdém e grandes protestos em governos ocidentais, incluindo através de uma forte pressão diplomática, capaz de impor sanções e restringir suprimentos militares, através do qual o procedimento ele mantém vivo. Tinha que ser particularmente significativo que os alvos da repressão violenta não eram apenas os fanáticos religiosos, mas também os partidos seculares, os únicos que poderiam garantir uma transição democrática no país e, portanto, igualmente perigosas, como os fundamentalistas islâmicos, por regime militar. O resultado foi que o Egito está em um estado de repressão e autoritarismo, provavelmente maior do que a sofrida por Mubarak, e tem, portanto, agravou a sua situação. O caso do pesquisador italiano é uma questão em particular porque a vítima é um estrangeiro, mas representantes de organizações de direitos humanos denunciam como normal o uso da violência contra os opositores internos, através do uso de tortura e assassinato de costume. Sujeito a estas considerações, a pergunta que os governos ocidentais deve ser feita é se ainda é permitido ter relações diplomáticas normais ou até mesmo laços de aliança com contrastando fortemente os governos com as regras democráticas. A questão, é claro, não só para o Egito, mas também os estados do Golfo, com a Arábia Saudita antes do outro, Turquia e outros. Do lado de fora de uma lógica puramente instrumental aos interesses ocidentais, enquadrado em um sistema único de real politik, a contradição é mais do que evidente. Se você não pode superar todos esses obstáculos, se eles existem no pensamento de quem governa, os esforços devem ser feitos para uma atenuação da restrição dos direitos, o passo de detectar como um ponto de partida para uma discussão mais ampla. O problema é que você não identificar, objetivos global, a longo prazo, mas mentiras de política externa ocidentais da maneira mais confortável para alcançar resultados imediatos modesta, em uma visão mais perto desse económica do que política. A crença de que o Egito é uma barragem contra o fundamentalismo tenha passado em silêncio, brutalidade e violência são incompatíveis com os ideais democráticos que devem ser a base dos governos ocidentais; No entanto, no caso específico do pesquisador italiano, o governo de Roma, não tenha concluído as etapas necessárias para proteger sua soberania violada por atrocidades exercida contra um dos seus nacionais. O baixo perfil italiana escolhida pelo executivo está em linha com um comportamento diplomático que não quer perturbar as relações estabelecidas, mas que, acima de tudo, a longo prazo, é uma fraqueza para a autoridade de uma nação; não tomar as contramedidas disciplinares necessárias para com o regime egípcio, representaria não só um passo, mas tinha a obrigação de proteger os interesses italianos e não se presta a ser cúmplice com um regime que fez uso da violência ferramenta quase exclusivo através que regula a oposição política. Você deve enviar sinais fortes para estes estados, usando a proximidade com o Ocidente como um meio de conveniência para aparecer o que não são, eles espelham-se como os governos democráticos, digno de permanecer na comunidade internacional. Egito e em outros lugares, merecem sanções exemplares para o seu comportamento, começando com a demissão de seus diplomatas, de incorrer em sanções econômicas. Até então, o Ocidente será cúmplice da brutalidade e violência com que esses regimes suprimir toda a oposição.