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giovedì 24 marzo 2016

ヨーロッパの政治的障害は、その国民を危険にさらします

ブリュッセルの攻撃は、フランスのものと同様の部分の状況を、治安部隊の無力とベルギーの予防のシステムに多くの欠陥を強調したが、ブリュッセルで攻撃するという事実によって悪化し、両方のためにしています大規模なイスラム過激派の存在と、それが欧州の機関の席であるためには、可能性が高いと評価されていました。確かに反テロ問題に関する欧州共通のルールの欠如は、シナリオを悪化させており、これは将来のために深い懸念を調達しています。欧州委員会の会長、ジャン=クロード・ユンケルは、労働組合の秘密のサービス間の協力は1999年まで強かったかを認めたが、実際に実装することはありません。実際には、あなたが他の国での同僚との本当のコラボレーションに常に嫌う一部の国、最も顕著にフランスとイギリスの、からの抵抗が解決されませんでした。これは、効果的な予防作業のために必要である、でも自分の国では、テロリストの動きの知識を持っていることができ、情報の交換および単一のリポジトリの創設を防ぎます。この状況は、共有構造の作成と操作のための必要性は、欧州防衛の弱点を悪用しているテロリストの行動を促進するために、結果的に愛国心と民族主義近視の理由のために無視されてきたかを明確にしています。インテリジェンスの協調の必要性は、警察との間のより大きな協力を達成するために、公然と既に昨年行われた決定を妨害するために各国政府を非難した内務担当欧州委員、Avramopoulos、によって再確認されました加盟国と、現象のテロを対照的なの予防に、したがって、より効率的。米国からの限られた軍事コミットメントによるイスラム国に対する欧州からのより大きなコミットメントに対する需要、欧州連合(EU)はこれまでに説得されている側面は、付属しています。実際にヨーロッパの仕事とそれが単独で閉じ込められているパッシブ状態から離陸しなければならない上、多くの斜面があります。それは事実が続いたが、それは、すべてのテロ行為がによって苦しんだ後、欧州連合(EU)が非常に強いとも共有レトリックを発現することを、驚くべきことである。これまでのところ、これに必要な態度は常にそれらのコミュニティの国益の普及によって拒否されましたしかし、ヨーロッパにヒットされるたびに、人口の賛成少なく通貨同盟の創設値に最近納得のコミットメントに基づいて、明らかに現在の一体構造を克服する必要があることです。無関心ではありませんブリュッセルから課さ同じ予算上の制約は、収縮の影響を受けた保障費のために否定的な結果を持っていたと言うことは安全です。すべての組合の欠点は、関連する表示されます。貧しいセキュリティ、経済の不確実性と、それが今で構成されているように、現在の欧州連合(EU)を行い、テロなどの新興現象を、支配することができない、完全に不十分な政治的実体を緊急の救済を求めて、しばしば引用する状況に対する回答を提供します。現在のシナリオでは唯一の真のではなく、公称電力を有する中央機関が必要な一定の危険性、についてです、ヨーロッパの軍隊と集中諜報機関、できる、一緒に、力を合理化し、行くの目標に向かって、それらを指示します単なる国益を超えました。しかし、主権の一部を放棄することは考えられないよう上層政治団体でなければ、これらの条件を作成することが、考えられない、その市民生活の質を悪化させ、ヨーロッパで識別されません述べています。ポピュリスト力に重要な能力を与えることなく、これらのプロセスを進めるために、時間があるだろう、それが好ましいが、しかし、大企業の関心を支持し、確かに大きくない部分に合わせて銀行や大企業、人口の。だから、今、それはテロリストの過激に我々は認めるべきではないという利点ができるように、ゆるく、非常に機能していないテロに直面するだろう。

الفشل السياسي في أوروبا، يهدد مواطنيها

وقد أبرزت الهجمات بروكسل عدم قدرة قوات الأمن والعديد من العيوب في نظام الوقاية من بلجيكا، وهي حالة، في جزء منه، على غرار واحد الفرنسي، ولكن تفاقمت بسبب حقيقة أن الهجوم الذي وقع في بروكسل، على حد سواء ل وجود أعداد كبيرة من المسلمين المتطرفين، ولأنها مقر المؤسسات الأوروبية، وكانت تصنف على أنها من المرجح جدا. ومن المؤكد أن عدم وجود قواعد أوروبية مشتركة بشأن مشكلة مكافحة الإرهاب وتفاقم السيناريو وهذا أثار قلق عميق للمستقبل. اعترف رئيس المفوضية الأوروبية، جان كلود يونكر، كيف كان التعاون بين الأجهزة السرية للاتحاد قوي حتى عام 1999، ولكن لم تنفذ حقا. في الواقع، وأنك لن تحل مقاومة من بعض الدول، وأبرزها فرنسا وإنجلترا، ودائما النفور إلى تعاون حقيقي مع زملائهم في البلدان الأخرى. يمنع هذا تبادل المعلومات وإنشائها من مستودع واحد، مما يتيح لديهم معرفة تحركات الإرهابيين، حتى في بلدانهم، وهو أمر ضروري لعمل الوقاية الفعالة. يوضح هذا الوضع كيف تم إهمال الحاجة لإنشاء وتشغيل بنية مشتركة لأسباب وطنية وقصر النظر وطني، ونتيجة لتسهيل عمل الإرهابيين، الذين استغلوا نقاط الضعف في الدفاع الأوروبي. تم التأكيد على ضرورة التنسيق الاستخبارات من قبل المفوض الأوروبي للشؤون الداخلية، افراموبولوس، الذي اتهم علنا ​​الحكومات الوطنية لعرقلة القرارات التي اتخذت بالفعل في العام الماضي، لتحقيق مزيد من التعاون بين قوات الشرطة الدول الأعضاء، وبالتالي زيادة الكفاءة في الوقاية من المتناقضة الظواهر الإرهاب. من الولايات المتحدة يأتي الطلب على التزام أكبر من أوروبا ضد الدولة الإسلامية، وهو جانب حيث كان الاتحاد الأوروبي حتى الآن غير مقنع، ويرجع ذلك إلى التزام عسكري محدود. في الواقع هناك العديد من المنحدرات التي يتعين على أوروبا أن تعمل والاقلاع من حالة سلبية في الذي يقتصر ذلك وحدها. ومن المثير للدهشة، أنه بعد تعرض كل عمل إرهابي من قبل، والاتحاد الأوروبي يعبر عن الخطاب قوي جدا ومشتركة أيضا، على الرغم من ثم تبع ذلك من الحقائق: ولكن حتى الآن كانت دائما نفى هذا الموقف اللازم من قبل انتشار المصالح الوطنية لتلك الجماعة . بعد كل مرة يتم فيها ضرب أوروبا بشكل واضح على ضرورة التغلب على هيكل الوحدوي الحالي، على أساس الالتزام مقتنع مؤخرا إلى القيم المؤسسة للاتحاد نقدي أقل وأقل لصالح السكان؛ فمن الأسلم أن نقول إن القيود المفروضة على الميزانية نفسها المفروضة من بروكسل، أن تترتب عليه عواقب سلبية على التكاليف الأمنية، التي تأثرت تقلصات لا مبال. كل سلبيات اتحاد تبدو ذات الصلة: ضعف الأمن، وعدم اليقين الاقتصادي وعدم القدرة على تحكم الظواهر الناشئة، مثل الإرهاب، جعل الاتحاد الأوروبي الحالي، بصيغته الحالية الآن، كيان سياسي غير كاف بالمرة لتقديم إجابات على الحالات التي تتطلب العلاج العاجلة وكثيرا ما يستشهد. السيناريو الحالي هو عن الخطر المستمر الذي يحتاج المؤسسات المركزية مع السلطة الاسمية الحقيقية وليس فقط، في القوات المسلحة الأوروبية والمنظمات الاستخبارات المركزية، وقادرة، جنبا إلى جنب، لتبسيط القوات وتوجيهها نحو الأهداف التي تذهب ما وراء المصلحة الوطنية فقط. ولكن خلق هذه الظروف دون هيئة سياسية المغطي غير وارد، لأنه من غير المعقول أن تتخلى عن أجزاء من السيادة، تنص مواطنوها لا تحدد مع أوروبا التي ساءت نوعية حياتهم. سيكون هناك متسع من الوقت للمضي قدما هذه العمليات، من دون اعطاء القدرة الحاسمة للقوات الشعبية، ويفضل ذلك، ومع ذلك، يفضل مصلحة الشركات الكبرى، والمصارف والشركات الكبرى، وبالتأكيد ليس تمشيا مع الجزء الأكبر من السكان. لذلك، الآن، فإنه سيواجه الإرهاب فضفاضة وليست وظيفية للغاية، مما يسمح التطرف الإرهابي ميزة أننا يجب أن لا تنازل.

mercoledì 23 marzo 2016

Esistono ragioni geopolitiche per gli attentati in Europa?

Dunque il giorno dopo gli attentati di Bruxelles l'Europa procede ancora in ordine sparso, mentre molti stati decidono di chiudere le frontiere. Se questa misura può essere comprensibile per dare un segnale all’opinione pubblica sulla volontà di esercitare un maggiore controllo, la misura, se analizzata in maniera obiettiva, appare non del tutto utile, perchè gli ultimi attentati sono stati attuati da abitanti del Belgio. Certo per la Francia il valore è differente, dato, che proprio dal Belgio sono partiti gli attentatori di Parigi e che i legami con gli autori degli atti terroristici di Bruxelles sono innegabili. La dichiarazione congiunta dei leader europei parla di attacco alla democrazia, e così è stato, a cui rispondere con la difesa dei valori europei. Queste parole, vere nel proprio concetto intrinseco, rischiano di essere soltanto frasi scontate, se non saranno seguite da una profondo cambiamento pratico nel modo di affrontare, prima l’emergenza, seguito da una seria pianificazione di prevenzione. A Parigi la frase ricorrente è “siamo in guerra”, certamente non si tratta di un conflitto nel senso classico del termine, tuttavia il clima che si sta instaurando genera una inquietudine profonda che si somma alla sensazione di completa vulnerabilità: nessuno sembra essere al sicuro e tutti sono potenziali obiettivi. Chi pratica questi attentati conosce profondamente i meccanismi del terrore e lo stato di paura costante diventa esso stesso un’arma puntata contro i sistemi di vita occidentali, un’arma che non è solo la conseguenza di atti sanguinari, ma un vero e proprio obiettivo da raggiungere attraverso di essi. In questa fase, immediatamente successiva agli attentati, devono essere messe in primo piano le procedura di urgenza: la popolazione deve essere tranquillizzata con la presenza costante e visibile delle forze armate, che non hanno solo la funzione di vigilanza, ma anche quella di ridare il senso di sicurezza smarrito. Nello stesso tempo l’azione investigativa deve portare risultati tangibili nel minore tempo possibile, in modo da evidenziare i progressi fatti in contrasto ai gruppi terroristici, non solo autori degli attentati, ma anche quelli potenziali. Tempi lunghi oltre cinque mesi per l’arresto di un colpevole non devono ripetersi, specialmente se l’attentatore non è uscito dai suoi luoghi abituali. Ma ciò non basta ancora, deve essere fatto uno sforzo per capire le reali intenzioni che stanno oltre lo scopo di mettere insicurezza, ragioni di ordine politico che non appaiono chiare, così come si deve risalire ai responsabili anche in senso storico di questa situazione. La concomitanza che l’estremismo religioso si sia incrementato con la costruzione delle moschee finanziate da paesi dove la religione islamica appartenente al filone wahabita salafita è coincidente con le strutture di potere non è un fattore da sottovalutare. Questi centri religiosi sono stati il catalizzatore per il diffuso scontento degli abitanti di origine araba delle periferie e ne hanno incanalato i sentimenti nell’adesione a concetti radicali, poco importa se il comportamento effettivo non sia stato sovente coincidente con i precetti forniti, quello che è contato è che vi è stata una identificazione che ha permesso ai capi religiosi un ampio margine di manovra e di influenza su questi soggetti. Gli stessi paesi finanziatori delle moschee in Europa hanno, probabilmente, sostenuto, almeno all’inizio, le formazioni che poi sono confluite nello Stato islamico, ed i rapporti tra questi stati e lo stesso califfato, sono sempre stati ambigui. Il collegamento, come si vede esiste e potrebbe essere verificabile, se non ci fossero delle ragioni politiche ed economiche a frenare queste indagini. Certamente trovare i colpevoli degli attentati ed i loro eventuali mandanti è importante, ma, nello stesso tempo, ancora più determinante sarebbe conoscere se esiste un piano elaborato ad un livello più alto. Il fatto che molti di questi paesi siano alleati, anche ritenuti fondamentali degli Stati Uniti e dell’occidente, ha finora impedito una analisi completa ed obiettiva del fenomeno, ma ciò non è più rinviabile. Occorre, cioè, domandarsi, se i rapporti di alleanza con determinati paesi siano sostenibili e convenienti, non solo dal punto di vista economico, ma sopratutto da quello geopolitico e della stabilità occidentale. Questo potrebbe essere il solo modo per risolvere alla base il problema del terrorismo islamico in Europa ed anche negli Stati Uniti; ma per fare ciò occorre uno sforzo politico importante, che comprenda la necessità di rivedere rapporti diplomatici consolidati. Allo stesso tempo all’interno dei singoli stati certe strutture religiose devono essere cancellate a beneficio di quelle moderate, a cui deve essere richiesto un maggiore impegno verso i valori occidentali nel rispetto reciproco.

There are geopolitical reasons for the attacks in Europe?

So the day after the attacks Brussels Europe still proceed in any order, while many states decide to close the border. If this measure may be understandable to give a signal to public opinion on the desire to exert more control, measurement, if analyzed objectively, it seems not entirely useful, because the latest attacks were carried out by residents of Belgium. Certainly for France the value is different, given that it was from Belgium are the bombers parties in Paris and that the links with the perpetrators of terrorist acts are undeniable Brussels. The joint statement of the European leaders talk of attack on democracy, and so it was, which calls for the defense of European values. These words, in their true intrinsic concept, are likely to be only discounted sentences, if they are not followed by a profound change in the practical way of dealing with before the disaster, followed by a series of preventive planning. In Paris, the recurring phrase is "we are at war," certainly not about a conflict in the classic sense of the term, however, the climate is being established generates a deep concern which adds to the feeling of complete vulnerability: no one seems to be safe and all are potential targets. Those who practice these attacks deeply knows the mechanisms of terror and the state of constant fear itself becomes a weapon aimed against Western ways of life, a weapon that is not only the consequence of bloodthirsty acts, but a real goal to reach through them. At this stage, immediately following the attacks, should be put in the foreground the urgency: the population must be calmed with constant and visible presence of the armed forces, which have not only the supervisory function, but also to give back misplaced sense of security. At the same time investigative action should bring tangible results as quickly as possible, so as to highlight the progress made in contrast to terrorist groups, not only the authors of the attacks, but also potential ones. Long times over five months for the arrest of an offender should not be repeated, especially if the attacker is not released from its usual places. But this is still not enough, should be made an effort to understand the real intentions that are beyond the scope of putting insecurity, political reasons that are not clear, as it has to identifying those responsible also in a historical sense of this situation. The coincidence that religious extremism has increased with the construction of mosques financed by countries where the Islamic religion belonging to the Wahhabi Salafi trend is coincident with the structures of power is not a factor to be reckoned with. These religious centers were the catalyst for the widespread discontent of the Arab inhabitants of the suburbs and have channeled to radical concepts in adhering feelings, no matter whether the actual behavior is not often coincide with the precepts provided, what it is counted is that there was an identification that allowed the religious leaders a wide margin of maneuver and influence over these entities. The same donor countries of mosques in Europe have probably supported, at least initially, the formations that then landed in the Islamic state, and the relations between these states and the caliphate, have always been ambiguous. The connection, as we see there and it could be verified, if there were the political and economic reasons to curb these investigations. Certainly find the perpetrators of the attacks and their possible instigators is important, but at the same time, it would be even more crucial to know if there is a plan drawn up at a higher level. The fact that many of these countries are allies, also considered US fundamentals and the West, has so far prevented a full and objective analysis of the phenomenon, but this is no longer be postponed. It is necessary, that is, wondering if the alliance relations with certain countries are sustainable and affordable, not only from the economic point of view, but especially from that of Western geopolitical and stability. This might be the only way to solve the underlying problem of Islamic terrorism in Europe and also in the United States; but to do this will require a major political effort, including the need to revise established diplomatic relations. At the same time within individual states certain religious structures must be canceled for the benefit of those moderate, to which must be requested a greater commitment to Western values ​​in mutual respect.

Hay razones geopolíticas para los ataques en Europa?

Así que el día después de los ataques Bruselas Europa aún se producen en cualquier orden, mientras que muchos estados deciden cerrar la frontera. Si esta medida puede ser comprensible para dar una señal a la opinión pública sobre el deseo de ejercer un mayor control, medición, si se analizan de manera objetiva, parece no del todo útil, ya que los últimos ataques fueron llevados a cabo por los residentes de Bélgica. Ciertamente, para Francia, el valor es diferente, dado que era de Bélgica son las partes bombarderos en París y que los vínculos con los autores de actos terroristas son innegables Bruselas. La declaración conjunta de los líderes europeos hablan de ataque a la democracia, y así fue, que llama a la defensa de los valores europeos. Estas palabras, en su verdadero concepto intrínseco, es probable que sean sólo frases reducidos, si no son seguidas por un cambio profundo en la forma práctica de hacer frente a antes del desastre, seguido de una serie de planificación preventiva. En París, la frase que se repite es "estamos en guerra," ciertamente no se trata de un conflicto en el sentido clásico del término, sin embargo, el clima se está estableciendo genera una preocupación profunda, que se suma a la sensación de desprotección completa: nadie parece estar a salvo y todos son blancos potenciales. Los que practican estos ataques profundamente conoce los mecanismos del terror y el propio estado de miedo constante se convierte en un arma dirigida contra formas de vida occidentales, un arma que no es más que la consecuencia de los actos sanguinarios, sino un verdadero objetivo de llegar a través de ellos. En esta etapa, inmediatamente después de los ataques, se debe poner en primer plano la urgencia: la población debe ser calmado con la presencia constante y visible de las fuerzas armadas, que tienen no sólo la función de supervisión, sino también para dar vuelta falso sentido de seguridad. Al mismo tiempo la acción de investigación debe traer resultados tangibles lo antes posible, a fin de poner de relieve los progresos realizados en contraste con los grupos terroristas, no sólo a los autores de los ataques, sino también las potenciales. Largos tiempos de más de cinco meses de la detención de un delincuente no deben repetirse, sobre todo si el atacante no se libera de sus lugares habituales. Pero esto aún no es suficiente, se debe hacer un esfuerzo para entender las intenciones reales que están más allá del alcance de poner la inseguridad, las razones políticas que no están claras, ya que tiene que identificar a los responsables también en un sentido histórico de esta situación. La coincidencia de que el extremismo religioso ha aumentado con la construcción de mezquitas financiadas por los países donde la religión islámica que pertenece a la tendencia salafista wahabí es coincidente con las estructuras de poder no es un factor a tener en cuenta. Estos centros religiosos fueron el catalizador para el descontento generalizado de los habitantes árabes de los suburbios y se han canalizado a conceptos radicales en los sentimientos que se adhieren, sin importar si el comportamiento real no suele coincidir con los preceptos previstos, lo que es contado es que hubo una identificación que permitió a los líderes religiosos de un amplio margen de maniobra y la influencia sobre las mismas. Los mismos países donantes de mezquitas en Europa, probablemente, han apoyado, al menos inicialmente, las formaciones que luego aterrizó en el estado islámico, y las relaciones entre estos estados y el califato, siempre han sido ambiguos. La conexión, como vemos allí y se pudo comprobar, si no fueron las razones políticas y económicas para frenar estas investigaciones. Ciertamente encontrar a los autores de los ataques y sus posibles instigadores es importante, pero al mismo tiempo, sería aún más crucial para saber si hay un plan elaborado en un nivel superior. El hecho de que muchos de estos países son aliados fundamentales de los EEUU, también consideró y Occidente, ha impedido hasta ahora que un análisis completo y objetivo del fenómeno, pero esto ya no ser pospuesto. Es necesario, es decir, se pregunta si las relaciones de alianza con ciertos países son sostenibles y asequibles, no sólo desde el punto de vista económico, pero sobre todo de la de geopolítica occidental y la estabilidad. Esta podría ser la única manera de resolver el problema de fondo del terrorismo islámico en Europa y también en Estados Unidos; pero para ello se requerirá un esfuerzo político importante, incluyendo la necesidad de revisar las relaciones diplomáticas establecidas. Al mismo tiempo, dentro de los estados individuales de ciertas estructuras religiosas deben ser canceladas en beneficio de los moderados, a la que se deben solicitar un mayor compromiso con los valores occidentales en el respeto mutuo.

Es gibt geopolitische Gründe für die Anschläge in Europa?

So ist der Tag nach den Anschlägen Brüssel Europa gehen immer noch in beliebiger Reihenfolge, während viele Staaten entscheiden, die Grenze zu schließen. Wenn diese Maßnahme verständlich sein kann, ein Signal an die öffentliche Meinung über den Wunsch zu geben, um mehr Kontrolle, Messung ausüben, wenn objektiv analysiert, so scheint es nicht ganz nützlich, da die jüngsten Angriffe wurden von den Bewohnern von Belgien durchgeführt. Sicherlich für Frankreich ist der Wert verschieden, da es aus Belgien war die Bomber Parteien in Paris sind und dass die Verbindungen mit den Tätern terroristischer Handlungen sind nicht zu leugnen Brüssel. Die gemeinsame Erklärung der europäischen Staats- und Regierungschefs der Angriff auf die Demokratie, zu sprechen und so war es, die für die Verteidigung der europäischen Werte nennt. Diese Worte, in ihrem wahren inneren Konzept, sind wahrscheinlich nur ermäßigte Sätze zu sein, wenn sie nicht mit gefolgt werden von einem tiefen Wandel in der praktischen Umgang vor der Katastrophe, gefolgt von einer Reihe von präventiven Planung. In Paris ist die wiederkehrende Satz "wir sind im Krieg", schon gar nicht über einen Konflikt im klassischen Sinne des Wortes, jedoch ist das Klima im Aufbau erzeugt eine tiefe Sorge, die dem Gefühl der völligen Verwundbarkeit fügt hinzu: niemand sicher zu sein scheint und alle sind potentielle Ziele. Diejenigen, die diese Angriffe üben tief kennt die Mechanismen des Terrors und den Zustand der ständigen Angst selbst zu einer Waffe, die gegen westliche Lebensweisen, eine Waffe, die nicht nur die Folge von blutrünstigen Taten, sondern ein wirkliches Ziel zu erreichen durch sie hindurch. Zu diesem Zeitpunkt sofort die Angriffe folgen, sollte die Dringlichkeit in den Vordergrund gestellt werden: Die Bevölkerung muss mit konstanter und sichtbare Präsenz der Streitkräfte beruhigt werden, die nicht nur die Aufsichtsfunktion haben, sondern auch zurück zu geben fehl am Platze Gefühl der Sicherheit. Zugleich sollte Untersuchungstätigkeit greifbare Ergebnisse bringen, so schnell wie möglich, um den Fortschritt im Gegensatz zu Terrorgruppen zu unterstreichen, nicht nur die Autoren der Anschläge, aber auch potentielle diejenigen. Lange Zeiten über fünf Monate für die Verhaftung eines Täters sollte nicht wiederholt werden, vor allem wenn der Angreifer nicht von seiner üblichen Stellen freigesetzt wird. Aber das ist noch nicht genug, sollten Anstrengungen unternommen werden, um die wahren Absichten zu verstehen, die über den Rahmen sind von Putten Unsicherheit, aus politischen Gründen, die nicht klar sind, wie es die Verantwortlichen auch auf die Identifizierung in einem historischen Sinne dieser Situation hat. Der Zufall, dass religiöser Extremismus mit dem Bau von Moscheen von Ländern, in denen die islamische Religion Zugehörigkeit zur wahhabitischen Salafi Trend mit den Machtstrukturen übereinstimmt ist kein Faktor zu rechnen finanziert zugenommen hat. Diese religiösen Zentren der Katalysator für die weit verbreitete Unzufriedenheit der arabischen Bewohner der Vorstädte waren und bei der Einhaltung Gefühle zu radikalen Konzepte kanalisiert, egal ob das tatsächliche Verhalten wird oft nicht mit den Vorschriften übereinstimmen versehen, was es ist, gezählt ist, dass es eine Identifikation, die die religiösen Führer eine große Spielraum und Einfluss auf diese Einheiten erlaubt. Die gleichen Geberländer von Moscheen in Europa haben wahrscheinlich unterstützt, zumindest am Anfang, die Formationen, die dann im islamischen Staat gelandet, und die Beziehungen zwischen diesen Staaten und dem Kalifat, immer mehrdeutig gewesen. Die Verbindung, wie wir sehen es, und es könnte überprüft werden, wenn es die politischen und wirtschaftlichen Gründen waren diese Untersuchungen zu zügeln. Sicherlich finden, die Täter der Anschläge und deren mögliche Anstifter ist wichtig, aber zugleich, es wäre noch wichtig zu wissen, ob es einen Plan auf einer höheren Ebene erstellt. Die Tatsache, dass viele dieser Länder Verbündeten sind, auch die US-Fundamentaldaten betrachtet und der Westen, hat bisher eine vollständige und objektive Analyse des Phänomens verhindert, aber dies wird nicht mehr verschoben werden. Es ist notwendig, das heißt, frage mich, ob die Allianz Beziehungen mit bestimmten Ländern sind nachhaltig und erschwinglich, nicht nur aus wirtschaftlicher Sicht, sondern vor allem von der westlichen geopolitischen und Stabilität. Dies könnte der einzige Weg sein, das zugrunde liegende Problem des islamischen Terrorismus in Europa zu lösen und auch in den Vereinigten Staaten; aber dies zu tun, wird eine große politische Anstrengungen erfordern, einschließlich der Notwendigkeit, diplomatische Beziehungen zu revidieren. Zur gleichen Zeit in den einzelnen Staaten bestimmte religiöse Strukturen müssen zum Wohle derer, moderate aufgehoben werden, zu denen muss ein größeres Engagement für die westlichen Werte in gegenseitigem Respekt angefordert werden.

Il y a des raisons géopolitiques pour les attentats en Europe?

Donc le jour après les attentats Bruxelles Europe procède toujours dans un ordre quelconque, alors que de nombreux Etats décident de fermer la frontière. Si cette mesure peut être compréhensible pour donner un signal à l'opinion publique sur le désir d'exercer plus de contrôle, de mesure, si l'analyse objective, il ne semble pas tout à fait utile, parce que les dernières attaques ont été menées par les résidents de la Belgique. Certes, pour la France la valeur est différente, étant donné qu'il était de la Belgique sont les bombardiers partis à Paris et que les liens avec les auteurs d'actes terroristes sont indéniables Bruxelles. La déclaration commune des dirigeants européens parlent d'atteinte à la démocratie, et il était donc, qui appelle à la défense des valeurs européennes. Ces mots, dans leur véritable concept intrinsèque, sont susceptibles d'être seulement des phrases à prix réduit, si elles ne sont pas suivies par un changement profond dans la façon pratique de traiter avant la catastrophe, suivie d'une série de la planification préventive. A Paris, la phrase récurrente est «nous sommes en guerre," certainement pas d'un conflit dans le sens classique du terme, cependant, le climat est en cours établi génère une profonde préoccupation qui ajoute au sentiment de vulnérabilité complète: personne ne semble être en sécurité et tous sont des cibles potentielles. Ceux qui pratiquent ces attaques connaît en profondeur les mécanismes de la terreur et l'état de peur constante elle-même devient une arme dirigée contre les manières occidentales de la vie, une arme qui est non seulement la conséquence d'actes sanguinaires, mais un véritable objectif à atteindre à travers eux. A ce stade, immédiatement après les attentats, devrait être mis au premier plan l'urgence: la population doit être calmé avec une présence constante et visible des forces armées, qui ont non seulement la fonction de surveillance, mais aussi de redonner faux sentiment de sécurité. Dans le même temps l'action d'enquête devrait apporter des résultats tangibles le plus rapidement possible, de manière à mettre en évidence les progrès réalisés par opposition à des groupes terroristes, non seulement les auteurs des attentats, mais aussi des potentiels. De longues heures de plus de cinq mois pour l'arrestation d'un délinquant ne devraient pas être répétées, surtout si l'attaquant est pas libéré de ses lieux habituels. Mais cela est encore insuffisant, devrait être fait un effort pour comprendre les intentions réelles qui sont au-delà de la portée de mettre l'insécurité, des raisons politiques qui ne sont pas claires, car il doit identifier les responsables aussi dans un sens historique de cette situation. La coïncidence que l'extrémisme religieux a augmenté avec la construction de mosquées financées par les pays où la religion islamique appartenant à la tendance salafiste wahhabite est confondu avec les structures du pouvoir ne sont pas un facteur à ne pas négliger. Ces centres religieux ont été le catalyseur pour le mécontentement généralisé des habitants arabes des banlieues et ont canalisé à des concepts radicaux dans les sentiments adhérents, peu importe si le comportement réel ne coïncident souvent avec les préceptes fournis, il est compté est qu'il y avait une identification qui a permis aux chefs religieux d'une grande marge de manœuvre et d'influence sur ces entités. Les mêmes pays donateurs de mosquées en Europe ont probablement pris en charge, au moins au début, les formations qui a ensuite atterri dans l'Etat islamique, et les relations entre ces Etats et le califat, ont toujours été ambiguës. La connexion, comme nous le voyons là et il a pu être vérifié, il y avait des raisons politiques et économiques visant à freiner ces enquêtes. trouver Certes, les auteurs des attaques et leurs instigateurs possibles est important, mais en même temps, il serait encore plus crucial de savoir s'il y a un plan établi à un niveau supérieur. Le fait que beaucoup de ces pays sont des alliés, les fondamentaux américains ont également pris en compte et l'Occident, a jusqu'à présent empêché une analyse complète et objective du phénomène, mais cela ne sera plus reportée. Il est nécessaire, qui est, se demandant si les relations d'alliance avec certains pays sont durables et abordables, non seulement du point de vue économique, mais surtout de celle de géopolitique et de la stabilité de l'Ouest. Cela pourrait être le seul moyen de résoudre le problème sous-jacent du terrorisme islamique en Europe et aussi aux Etats-Unis; mais pour ce faire, il faudra un effort politique majeur, y compris la nécessité de réviser les relations diplomatiques établies. Dans le même temps dans les états individuels de certaines structures religieuses doivent être annulées au profit de ceux modérés, à laquelle doit être demandé un plus grand engagement aux valeurs occidentales dans le respect mutuel.