Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
martedì 12 aprile 2016
بريطانيا تهدد حل
واحد الذي فشل في استفتاء الاسكتلندي أو الحرب الطويلة في شمال أيرلندا يمكن أن يكون سبب من التهرب في الملاذات الضريبية. بسبب
فضيحة أوراق بنما، والذي ينطوي ثقيلة جدا حتى رئيس الوزراء البريطاني
كاميرون قد يؤدي بشكل جيد في أكثر من فضيحة سياسية بحتة، ولكن قد تتعلق
النظام الاجتماعي في المملكة المتحدة وسلامتها. ويجب
الإشارة إلى أن الاستفتاء على الاتحاد الأوروبي بات وشيكا: حزب الأغلبية،
يتم تقسيم واحد المحافظ في اثنين على التصويت النوايا، ولكن الجزء مواتية
للبقاء داخل في بروكسل، على الرغم من كل التفاصيل والشروط المواتية فقط لندن، هو الذي يشير بالتحديد إلى كاميرون. يفهم
كيف أن فقدان المصداقية من رئيس الوزراء، الذي أنكر في البداية تورطه في
صفقة البنمي ثم كان أن نعترف حقيقة غير مريحة، ويقلل من نسب لصالح البقاء
في بروكسل لتآكل الإجماع الذي يظهر في هذه نقطة والفسيولوجية. ويمثل
أخطر عواقب لسلامة المملكة المتحدة وفقا لارادة ويلز واسكتلندا في البقاء
في الاتحاد الأوروبي على أي حال، لذلك إذا كان لابد من تأكيد بتصويت سلبي
في لندن بريطانيا هذا السيناريو غير موجود أكثر من ذلك، ولكن بشكل معقول، فإنه سيؤدي إلى الكلام الوحيد لبريطانيا. وينبغي
أن يكون تطور الوضع البريطاني، وهذا هو، يخضع لنوع من حل فيه الفوائد
المتوقعة من الاتحاد الأوروبي سوف يكون بعيدا عن طريق عواقبها الخاصة. إذا كنت في هذا الوقت الوضع السياسي صعب ويرأس البلاد نحو عدم الاستقرار التي تسبب عدم اليقين العميق للاقتصاد. البورصات
وشركات مالية يتابعون بقلق كبير التطورات في الوضع، مدركة أن الخروج من
بروكسل من شأنه أن يقلل بشكل كبير هوامش التشغيل الخاصة بهم. حتى من وجهة نظر اجتماعية حالة البلاد ليست أفضل. كما
يتضح من زعيم المعارضة، وكوربين العمل، والعبء الضريبي الكبير على الطبقات
المتوسطة هو الآن أكثر مبررة من قبل الإعفاء من الأثرياء، الذين، بالإضافة
إلى ذلك، تتمتع الفرصة لإخفاء في الملاذات الضريبية جزء كبير من دخلهم. وقد
تبين هذا الموضوع لتخويف نفس كاميرون قد وعد بأن عمل الحكومة المحافظين في
لندن لمكافحة التهرب من دفع الضرائب، وتوفير أيضا على جريمة جنائية لمن
يسهل التصدير غير المشروع لرأس المال. ويبدو
أن هذه التدابير، ولكن في وقت متأخر والواردة إلى ضرورة معالجة والظرفية
الشخصية الصعبة بموضوعية أيضا كان يعرف هذه الظاهرة لفترة طويلة وأنت لا
تريد أن تسوية. لهذه
الأسباب، يحاول تدارك التي تديرها كاميرون يبدو أخرق فورا وليس له أثر على
المستوى السياسي من خلال تسليط الضوء على الضعف الحالي لرئيس الوزراء
البريطاني. الخطر
الحقيقي، وفورا هو تقسيم البلاد وتفاقم عدم المساواة موجودة في عمق النسيج
الاجتماعي الإنجليزية، وتقويض العمومية للشركات ما وراء البحار. أما
بالنسبة لاحتمالات البقاء في الاتحاد الأوروبي تصبح المسألة أكثر صعوبة،
يظهر الانتاج في لندن المرجح على نحو متزايد، وهذا ينبغي أن يؤدي إلى دراسة
عاجلة لتدابير مضادة بروكسل، والتي، حتى الآن، لديها تهدف فقط إلى تقديم تنازلات للحكومة البريطانية للمساعدة في الحفاظ المملكة المتحدة ضمن محيط الاتحاد. كما
أنها ستقدم الحالات الصعبة التي تنطوي على ويلز واسكتلندا تنوي البقاء في
أوروبا، والتي سوف تصبح حالة قانونية جديدة في قانون المجتمع، أيضا لأنه
يبدو من المرجح جدا أن لندن سوف يضع ضغوطا لهذا الغرض. إن
التحديات التي تبدأ مع هذه السيناريوهات تمثل دليلا على قيمة كبيرة
لبروكسل التي سيكون لديك لمعرفة كيفية إدارة، في حالة إخراج لندن، سلسلة
كاملة من الحالات الجديدة، لا يبدو منها أن تكون واعية تماما.
lunedì 4 aprile 2016
Un documento alawita chiede ad Assad una transizione democratica: richiesta vera o strategia di Damasco?
Il documento comparso a damasco negli scorsi giorni, in cui gli Alawiti, la stessa setta religiosa da cui proviene Assad, richiedono un cambio graduale di regime per la Siria, includendo anche la possibilità di un governo espresso dalla maggioranza sunnita, purché possa garantire la laicità dello stato e la libertà di tutte le tendenze religiose, ha aperto un dibattito, sul quale occorre fare alcune considerazioni. Gli alawiti sono, di fatto al governo, del paese, pur essendone una minoranza, fino dall’avvento al potere del padre di Assad e ricoprono importanti cariche politiche ed i vertici militari; ma è anche vero che molti dei loro esponenti appartengono o sono appartenuti alla dissidenza espressa nei partiti clandestini, che si sono sempre opposti a Damasco e per questa ragione hanno subito persecuzioni che potevano arrivare perfino all’eliminazione fisica. In ogni caso, sia che siano integrati nel sistema, sia che ne siano oppositori, si tratta di parti ristrette della società siriana, il cui dissenso è rilevante proprio perchè appartengono, di norma, alla stessa parte di Assad. La proposta, di per se, non è irragionevole o priva di una certa logica e coerenza e si fonda sulla necessità di una transizione del potere in Siria, ma che deve essere graduale, cioè con un passaggio che comprenda una fase nella quale Assad rivesta il ruolo di garante. La motivazione è sostanzialmente corretta perchè vuole evitare un vuoto di potere, dove si creerebbe una situazione senza governo del paese, tale da consentire una pericolosa anarchia, capace di riportare la Siria nella condizione della presenza delle guerra civile. Il documento non permette però una identificazione certa della sua provenienza, risulta infatti firmato “i nuovi alawiti”, una definizione che non fornisce una chiara dimensione della condivisione al’interno della comunità alawita, di quanto enunciato. Il problema è che, pur non dichiarandosi contrari ad Assad, i fautori della proposta dichiarano esplicitamente che l’attuale sitema di governo del paese non permette le necessarie riforme che possono garantire il cambiamento necessario. Questo cambiamento deve avvenire in modo progressivo, per fasi ben determinate e con il costante monitoraggio degli organismi della comunità internazionale. Il risultato finale deve essere un sistema politico pluralistico, contraddistinto da una laicità preminente, che deve comprendere ed assicurare la democrazia e l’indipendenza attraverso l’assoluta garanzia dei diritti civili, primo fra tutti la libertà. L’uso di questi termini può rivelare la provenienza da cerchie ristrette degli alawiti, come intellettuali o comunque persone con un livello di istruzione superiore, che non si identificano, ne si identificavano in precedenza con la cerchia che ha garantito e sostenuto ad Assad il controllo del potere. Visto con questa ottica il fenomeno sembrerebbe essere l’azione di un gruppo al di fuori dei ceti al potere, am, piuttosto, di elementi già all’opposizione e quindi non sembrerebbe l’espressione di una volontà di una riforma che possa partire dall’interno del regime. Potrebbe trattarsi, quindi di un semplice auspicio di quella parte degli alawiti, che vogliono favorire un dialogo con la popolazione sunnita, per non incorrere in una nuova discriminazione e favorire una integrazione in grado di superare le differenze all’interno del paese. Ma, conoscendo le tattiche di Assad, potrebbe anche trattarsi di una nuova strategia del dittatore di Damasco, avente come finalità, innanzitutto quella di guadagnare tempo nei confronti degli oppositori interni, assicurando di potere sostenere il ruolo di garanzia per una eventuale transizione di potere, restando, però, al comando del paese. In quella posizione privilegiata Assad potrebbe influenzare direttamente eventuali elezioni politiche; d’altra parte la condizione messa sul tavolo delle trattative dai gruppi di opposizione laica, cioè quella di un futuro senza Assad per la Siria, pare essere decaduta, grazie all’aiuto militare russo e la prova è che la conferenza di Ginevra è stata sostanzialmente snobbata dal governo di Damasco. La presenza di una richiesta uffciale da parte di un gruppo alawita non bene identificato, che potrebbe essere anche espressione di dissidenti, contenente una espressa richiesta del coinvolgimento nella partecipazione alla transizione democratica, indirizzata verso Assad, potrebbe costituire, nelle percezioni dello scenario internazionale, una sorta di investitura per un ruolo, che altrimenti costituirebbe una usurpazione. Il dubbio è tutto insito nella provenienza di questa richiesta, che appare poco trasparente e quindi funzionale agli scopi di cui sopra. Senza una rivendicazione chiara e provata delle richieste contenute nel documento gli interrogativi sulla sua provenienza appaiono più che legittimi.
A document calls for Assad Alawite a democratic transition: real demand or of Damascus strategy?
The
document passed away in Damascus in recent days, in which the Alawites,
the same religious sect from which Assad, require a gradual regime
change for Syria, including the possibility of a government expressed by
the Sunni majority, provided that he can maintain the secular nature the state and the freedom of all religious trends, has opened a debate, which we must make some considerations. Alawites
are in fact the government, the country, even though she was a
minority, until the coming to power of Assad's father and hold important
political and military leadership positions; but
it is also true that many of their members belong or belonged to the
dissidence expressed in underground parties, which have always been
opposed to Damascus, and for this reason they were persecuted they could
get even physical elimination. In
any case, whether they are integrated into the system, whether they are
opponents, it is restricted parts of Syrian society, whose dissent is
significant precisely because they belong, as a rule, to the same part
of Assad. The
proposal, by itself, is not unreasonable or without a certain logic and
consistency and is based on the need for a transition of power in
Syria, but it must be gradual, that is, with a passage that includes a
phase in which Assad must put the role of guarantor. Motivation
is basically correct because it wants to avoid a power vacuum, which
would create a situation no government in the country, to allow a
dangerous anarchy, capable of bringing Syria in the condition of the
presence of the civil war. The
document does not, however, allow a certain identification of its
origin, is in fact signed the "new Alawites," a definition that does not
provide a clear dimension of the area inside sharing of the Alawite
community, of what is stated. The
problem is that, while not declaring himself opposed to Assad, the
proponents of the proposal explicitly state that the country's current
gaming system of government does not allow the necessary reforms which
can ensure the necessary change. This change must be gradual, to well-defined phases and the constant monitoring of the bodies of the international community. The
end result should be a pluralistic political system, marked by a
prominent secularism, which must understand and ensure democracy and
independence through the absolute guarantee of civil rights, first of
all freedom. The
use of these terms can reveal the origin of restricted circles of the
Alawites, as intellectuals or people with a higher education level,
which are not identified, they identified themselves in advance with the
circle that has guaranteed and supported Assad control of power. Seen
in this light, the phenomenon seems to be the action of a group outside
of the classes in power, it is rather of elements already in opposition
and so it would not seem the expression of a desire for a reform that
will start from ' inside of the regime. It
could be, therefore, a mere hope of that part of the Alawites, who want
to promote a dialogue with the Sunni population, in order to avoid a
new discrimination and promote integration capable of overcoming the
differences within the country. But,
knowing the tactics of Assad, it could also be a new strategy of the
dictator of Damascus, which has as its aims, firstly, to gain time
against domestic opponents, ensuring power support them as collateral
for a possible transition of power, prejudice, however, to control the country. Assad in that privileged position could directly influence any election; on
the other hand the condition put on the negotiating table by the
secular opposition groups, namely that of a future without Assad for
Syria, it seems to have fallen, with the help of Russian military and
the proof is that the Geneva conference was substantially snubbed by the Damascus government. The
presence of an official put the request by an Alawite group not well
identified, which could also be an expression of dissent, containing an
express request of involvement in the participation in democratic
transition, directed towards Assad, could constitute, in the perceptions
of the international scenario, a sort of investiture for a role, which would otherwise constitute a usurpation. Doubt is all inherent in the origin of this request, which appears opaque and thus serves the purposes mentioned above. Without a clear and proven claim of the requests contained in the document the questions on its origin appear very legitimate.
Un documento pide Assad alawita una transición democrática: la demanda real o de la estrategia de Damasco?
El
documento fallecido en Damasco en los últimos días, en los que los
alauitas, la misma secta religiosa de la que Assad, requieren un cambio
de régimen gradual para Siria, incluyendo la posibilidad de un gobierno
expresada por la mayoría suní, siempre que pueda mantener el carácter
laico el estado y la libertad de todas las tendencias religiosas, ha abierto un debate que hay que hacer algunas consideraciones. Alauitas
son, de hecho, el gobierno, el país, a pesar de que era una minoría,
hasta que la llegada al poder del padre de Assad y mantener importantes
posiciones de liderazgo político y militar; pero
también es cierto que muchos de sus miembros pertenecen o pertenecían a
la disidencia expresada en partes subterráneas, que siempre se han
opuesto a Damasco, y por esta razón por la que fueron perseguidos
podrían conseguir incluso la eliminación física. En
cualquier caso, ya sea que se integran en el sistema, ya sean
oponentes, se limita partes de la sociedad siria, cuyo disenso es
importante precisamente porque pertenecen, por regla general, a la misma
parte de Assad. La
propuesta, por sí mismo, no es razonable o sin una cierta lógica y
consistencia, y se basa en la necesidad de una transición de poder en
Siria, pero debe ser gradual, es decir, con un paso que incluye una fase
en la que Assad debe poner el papel de garante. La
motivación es básicamente correcta, ya que quiere evitar un vacío de
poder, lo que crearía una situación de ningún gobierno en el país, para
permitir una anarquía peligrosa, capaz de llevar a Siria en la condición
de la presencia de la guerra civil. El
documento no hace, sin embargo, permite una cierta identificación de su
origen, es, de hecho, firmado el "nuevo alawitas", una definición que
no proporciona una clara dimensión de la zona interior de puesta en
común de la comunidad alauita, de lo que se afirma. El
problema es que, aunque no se declara a sí mismo contrario a Assad, los
autores de la propuesta declaran expresamente que el sistema de juego
actual del país de gobierno no permite que las reformas necesarias que
permitan garantizar el cambio necesario. Este cambio debe ser gradual, con fases bien definidas y la supervisión constante de los órganos de la comunidad internacional. El
resultado final debe ser un sistema político pluralista, marcado por un
secularismo prominente, que debe entender y garantizar la democracia y
la independencia a través de la garantía absoluta de los derechos
civiles, en primer lugar la libertad. El
uso de estos términos puede revelar el origen de los círculos
restringidos de los alauitas, como intelectuales o personas con un nivel
de educación superior, los cuales no están identificados, se
identificaron previamente con el círculo que ha garantizado el apoyo y
control de Assad del poder. Visto
de esta manera, el fenómeno parece ser la acción de un grupo fuera de
las clases en el poder, se trata más bien de elementos que ya están en
oposición y por lo que no parece la expresión de un deseo de una reforma
que se empezará a partir ' dentro del régimen. Podría
ser, por lo tanto, una mera esperanza de que parte de los alauitas, que
quieren promover un diálogo con la población sunita, con el fin de
evitar una nueva discriminación y promover la integración capaz de
superar las diferencias dentro del país. Pero,
conociendo las tácticas de Assad, también podría ser una nueva
estrategia del dictador de Damasco, que tiene como objetivos, en primer
lugar, para ganar tiempo frente a la oposición interna, lo que garantiza
poder les admite como garantía para una posible transición de poder, perjuicio, sin embargo, para controlar el país. Assad en esa posición privilegiada podría influir directamente en cualquier elección; por
el contrario la condición de poner en la mesa de negociación por los
grupos de oposición seculares, a saber, la de un futuro sin Assad de
Siria, que parece haber caído, con la ayuda del ejército ruso y prueba
de ello es que la conferencia de Ginebra fue sustancialmente rechazado por el gobierno de Damasco. La
presencia de un funcionario puso la petición de un grupo alauita no
están bien identificados, que también podría ser una expresión de
desacuerdo, que contiene una petición expresa de estar implicados en la
participación en la transición democrática, dirigida hacia Assad, podría
constituir, en las percepciones del escenario internacional, especie de investidura para un papel, que de otro modo constituyen una usurpación. La
duda es inherente a todo el origen de esta solicitud, que aparece opaca
y por lo tanto sirve a los fines mencionados anteriormente. Sin
un reclamo claro y comprobado de las peticiones contenidas en el
documento las preguntas sobre su origen parecen muy legítima.
Ein Dokument fordert Assad Alawiten einen demokratischen Übergang: die reale Nachfrage oder von Damaskus Strategie?
Das
Dokument in Damaskus in den letzten Tagen vergangen, in denen die
Alawiten, die gleiche religiöse Sekte, von dem Assad, für Syrien eine
allmähliche Regimewechsel erfordern, einschließlich der Möglichkeit
eines von der sunnitischen Mehrheit ausgedrückt Regierung,
vorausgesetzt, dass er die säkulare Natur pflegen der Staat und die Freiheit aller religiösen Strömungen, hat eine Debatte eröffnet, die wir einige Überlegungen machen müssen. Alawiten
sind die Regierung in der Tat, das Land, obwohl sie eine Minderheit
war, bis die Macht von Assads Vater und halten wichtige politische und
militärische Führungspositionen; aber
es ist auch wahr, dass viele ihrer Mitglieder gehören oder gehörten zur
Dissidenz in U-Bahn-Parteien zum Ausdruck gebracht, die immer nach
Damaskus entgegengesetzt sind, und aus diesem Grund wurden sie verfolgt
sie konnten sogar physische Beseitigung erhalten. In
jedem Fall, ob sie in das System integriert, ob sie Gegner sind, ist es
Teile der syrischen Gesellschaft beschränkt, deren abweichende
Meinungen von Bedeutung ist, gerade weil sie gehören, in der Regel auf
den gleichen Teil von Assad. Der
Vorschlag, von selbst, ist nicht unvernünftig oder ohne eine gewisse
Logik und Konsistenz und ist für einen Übergang der Macht in Syrien auf
der Notwendigkeit, aber es muss schrittweise erfolgen, das heißt, mit
einem Durchgang, der eine Phase umfasst, in denen Assad die Put müssen Rolle des Bürgen. Motivation
ist im Grunde richtig, weil sie will ein Machtvakuum zu vermeiden, was
zu einer Situation keine Regierung im Land schaffen würde, eine
gefährliche Anarchie, in der Lage zu bringen, Syrien in den Zustand der
Anwesenheit des Bürgerkriegs zu ermöglichen. Das
Dokument nicht, erlauben jedoch eine gewisse Identifikation seiner
Herkunft, ist in der Tat unterzeichneten die "neue Alawiten," eine
Definition, die keine eindeutige Dimension des Raums der Alawiten
Gemeinschaft innerhalb Sharing zur Verfügung stellt, von dem, was gesagt
wird. Das
Problem ist, dass, obwohl sie nicht selbst entgegengesetzt Assad
erklärt, die Befürworter des Vorschlags ausdrücklich fest, dass die
aktuelle Spielsystem der Regierung des Landes nicht über die notwendigen
Reformen ermöglichen, die die notwendigen Veränderungen sicherstellen
kann. Diese
Änderung muss schrittweise erfolgen, um gut definierte Phasen und die
ständige Überwachung der Einrichtungen der internationalen Gemeinschaft.
Das
Endergebnis sollte von einem prominenten Säkularismus ein
pluralistisches politisches System, markiert sein, die verstehen und zu
Demokratie und Unabhängigkeit durch die absolute Garantie der
Bürgerrechte zu gewährleisten, in erster Linie die Freiheit. Die
Verwendung dieser Begriffe kann die Herkunft der engeren Kreisen der
Alawiten offenbaren, als Intellektuelle oder Menschen mit einem höheren
Bildungsniveau, die nicht identifiziert werden, sie identifizierten sich
im Voraus mit dem Kreis, der garantiert hat und unterstützt Assad
Kontrolle der Macht. In
diesem Licht betrachtet, das Phänomen der Wirkung einer Gruppe
außerhalb der Klassen an der Macht zu sein scheint, ist es eher der
Elemente bereits in der Opposition und so wäre es nicht der Ausdruck
eines Wunsches nach einer Reform scheinen, die aus starten " innerhalb des Regimes. Es
könnte sein, also eine bloße Hoffnung, dass ein Teil der Alawiten, die
einen Dialog mit der sunnitischen Bevölkerung, zu fördern, um wollen
eine neue Diskriminierung und zur Förderung der Integration zu vermeiden
Lage, die Unterschiede innerhalb des Landes zu überwinden. Aber
zu wissen, die Taktik von Assad, es könnte auch eine neue Strategie des
Diktators von Damaskus sein, die als seine Ziele hat erstens Zeit gegen
innenpolitische Gegner zu gewinnen, Macht, sie als Sicherheit für einen
möglichen Übergang der Macht unterstützen zu gewährleisten, Vorurteil jedoch zur Steuerung des Landes. Assad in dieser privilegierten Lage direkt jede Wahl beeinflussen könnten; auf
der anderen Seite stellen die Bedingung, auf dem Verhandlungstisch von
den säkularen Oppositionsgruppen, nämlich die einer Zukunft ohne Assad
für Syrien, es mit Hilfe der russischen Militärs und der Beweis ist
gefallen, zu haben scheint, dass die Konferenz in Genf war im
Wesentlichen von der Regierung in Damaskus den Kopf gestoßen. Die
Anwesenheit eines Beamten legte den Antrag von einem Alawiten Gruppe
nicht gut identifiziert, die auch ein Ausdruck der Unzufriedenheit sein
könnte, einen ausdrücklichen Wunsch der Beteiligung an der Beteiligung
am demokratischen Übergang enthält, gegenüber Assad gerichtet, konnte
darstellen, in der Wahrnehmung der internationalen Szenario ein Art Investitur für eine Rolle, die sonst eine Usurpation darstellen würde. Der
Zweifel ist alle, die mit der Entstehung dieser Anfrage, die
undurchsichtig erscheint und dient somit die oben genannten Zwecke. Ohne
eine klare und bewährte Anspruch der in dem Dokument enthaltenen
Anforderungen die Fragen nach Herkunft erscheinen sehr legitim.
Un document appelle à Assad alaouite une transition démocratique: la demande réelle ou de la stratégie de Damas?
Le
document est décédé à Damas au cours des derniers jours, dans lequel
les Alaouites, la même secte religieuse dont Assad, ont besoin d'un
changement de régime progressif pour la Syrie, y compris la possibilité
d'un gouvernement exprimé par la majorité sunnite, à condition qu'il
puisse maintenir le caractère laïque l'Etat et la liberté de toutes les tendances religieuses, a ouvert un débat que nous devons faire quelques considérations. Alaouites
sont en fait le gouvernement, le pays, même si elle était une minorité,
jusqu'à l'arrivée au pouvoir du père d'Assad et de maintenir
d'importantes positions politiques et militaires leadership; mais
il est vrai aussi que beaucoup de leurs membres appartiennent ou
appartenaient à la dissidence exprimée dans les parties souterraines,
qui ont toujours été opposés à Damas, et pour cette raison, ils ont été
persécutés, ils pourraient obtenir même l'élimination physique. Dans
tous les cas, qu'ils soient intégrés dans le système, qu'ils soient
adversaires, il est des parties de la société syrienne, dont la
dissidence est importante précisément parce qu'ils appartiennent, en
règle générale, à la même partie d'Assad restreint. La
proposition, par lui-même, est pas déraisonnable ou sans une certaine
logique et de cohérence et est basée sur la nécessité d'une transition
du pouvoir en Syrie, mais il doit être progressif, qui est, avec un
passage qui comprend une phase dans laquelle Assad doit mettre le rôle de garant. La
motivation est fondamentalement correcte parce qu'il veut éviter un
vide du pouvoir, ce qui créerait une situation qu'aucun gouvernement
dans le pays, pour permettre à une anarchie dangereuse, capable d'amener
la Syrie dans l'état de la présence de la guerre civile. Le
document ne permet cependant pas une certaine identification de son
origine, est en effet signé la «nouvelle Alaouites," une définition qui
ne fournit pas une dimension claire de la zone à l'intérieur du partage
de la communauté alaouite, de ce qui est dit. Le
problème est que, tout en ne se déclarant opposé à Assad, les partisans
de la proposition indiquent explicitement que le système de jeu actuel
du pays du gouvernement ne permet pas les réformes nécessaires qui
peuvent assurer le changement nécessaire. Ce
changement doit être progressif, à des phases bien définies et la
surveillance constante des organes de la communauté internationale. Le
résultat final devrait être un système politique pluraliste, marqué par
une laïcité de premier plan, qui doit comprendre et assurer la
démocratie et l'indépendance par la garantie absolue des droits civils,
tout d'abord la liberté. L'utilisation
de ces termes peut révéler l'origine des cercles restreints des
Alaouites, des intellectuels ou des personnes ayant un niveau
d'enseignement supérieur, qui ne sont pas identifiés, ils se sont
identifiés à l'avance avec le cercle qui a garanti et soutenu le
contrôle Assad du pouvoir. Vu
sous cet angle, le phénomène semble être l'action d'un groupe à
l'extérieur des classes au pouvoir, il est assez d'éléments déjà en
opposition et donc il ne semble pas l'expression d'un désir d'une
réforme qui va commencer à partir ' à l'intérieur du régime. Il
pourrait être, par conséquent, un simple espoir de cette partie des
Alaouites, qui veulent promouvoir un dialogue avec la population
sunnite, afin d'éviter une nouvelle discrimination et promouvoir
l'intégration capable de surmonter les différences dans le pays. Mais,
connaissant la tactique de Assad, il pourrait aussi être une nouvelle
stratégie du dictateur de Damas, qui a pour objectifs, d'une part, de
gagner du temps contre des adversaires intérieurs, assurant le pouvoir
de les soutenir en tant que garantie pour une éventuelle transition du
pouvoir, préjudice, toutefois, de contrôler le pays. Assad dans cette position privilégiée pourrait directement influencer une élection; d'autre
part l'état mis sur la table de négociation par les groupes
d'opposition laïques, à savoir celle d'un avenir sans Assad pour la
Syrie, il semble avoir diminué, avec l'aide de l'armée russe et la
preuve est que la conférence de Genève était sensiblement rabroué par le gouvernement de Damas. La
présence d'un fonctionnaire mis la demande par un groupe alaouite pas
bien identifié, qui pourrait aussi être une expression de la dissidence,
contenant une demande expresse de l'implication dans la participation à
la transition démocratique, dirigée vers Assad, pourrait constituer,
dans les perceptions du scénario international, sorte d'investiture pour un rôle, ce qui constituerait par ailleurs une usurpation. Le doute est inhérent à toute l'origine de cette demande, qui apparaît opaque et sert ainsi les fins mentionnées ci-dessus. Sans
une demande claire et éprouvée des demandes contenues dans le document
les questions sur son origine apparaissent très légitime.
Um documento apela para Assad Alawite uma transição democrática: a demanda real ou da estratégia de Damascus?
O
documento faleceu em Damasco nos últimos dias, em que os alauítas, a
mesma seita religiosa da qual Assad, exigem uma mudança de regime
gradual para a Síria, incluindo a possibilidade de um governo expressa
pela maioria sunita, desde que ele pode manter a natureza secular o estado e a liberdade de todas as tendências religiosas, abriu um debate que temos de fazer algumas considerações. Alauítas
são, na verdade o governo, o país, mesmo que ela era uma minoria, até a
chegada ao poder do pai de Assad e detêm posições importantes de
liderança política e militar; mas
também é verdade que muitos de seus membros pertencem ou pertenceram à
dissidência expressa em partes subterrâneas, que sempre foram oposição a
Damasco, e por esta razão eles foram perseguidos eles poderiam obter
até mesmo a eliminação física. Em
qualquer caso, se eles estão integrados no sistema, sejam eles
adversários, ele está restrito partes da sociedade síria, cuja
dissidência é significativo precisamente porque pertencem, como regra, a
mesma parte do Assad. A
proposta, por si só, não é razoável ou sem uma certa lógica e coerência
e baseia-se na necessidade de uma transição de poder na Síria, mas deve
ser gradual, isto é, com uma passagem que inclui uma fase em que Assad
deve colocar o papel do fiador. A
motivação é basicamente correta porque quer evitar um vácuo de poder, o
que criaria uma situação de nenhum governo no país, para permitir que
uma anarquia perigoso, capaz de trazer a Síria na condição de a presença
da guerra civil. O
documento não significa, contudo, permitir uma certa identificação da
sua origem, é, de facto, assinaram o "novo alauítas", uma definição que
não fornece uma clara dimensão da área dentro partilha da comunidade
Alawite, do que é afirmado. O
problema é que, apesar de não se declarar oposição a Assad, os
proponentes da proposta mencionar explicitamente que o actual sistema de
jogo do país do governo não permite que as reformas necessárias que
possam garantir as mudanças necessárias. Esta mudança deve ser gradual, com as fases bem definidas e o monitoramento constante dos órgãos da comunidade internacional. O
resultado final deve ser um sistema político pluralista, marcada por um
secularismo proeminente, que devem compreender e assegurar a democracia
e independência através da garantia absoluta dos direitos civis, antes
de tudo, a liberdade. O
uso desses termos podem revelar a origem de círculos restritos dos
alauítas, como intelectuais ou pessoas com um nível de educação
superior, que não são identificados, eles se identificaram com
antecedência com o círculo que tem garantido e apoiado controle Assad de poder. Visto
por este prisma, o fenômeno parece ser a ação de um grupo de fora das
classes no poder, é um pouco de elementos já em oposição e por isso não
parece ser a expressão de um desejo de uma reforma que terá início a
partir ' dentro do regime. Poderia
ser, portanto, uma mera esperança de que parte dos alauítas, que querem
promover um diálogo com a população sunita, a fim de evitar uma nova
discriminação e promover a integração capaz de superar as diferenças
dentro do país. Mas,
conhecendo as táticas de Assad, que também poderia ser uma nova
estratégia do ditador de Damasco, que tem como objectivos, em primeiro
lugar, para ganhar tempo contra adversários internos, garantindo o poder
apoiá-los como garantia para uma possível transição de poder, prejuízo, no entanto, para controlar o país. Assad nessa posição privilegiada poderia influenciar diretamente qualquer eleição; por
outro lado, a condição de colocar na mesa de negociação pelos grupos da
oposição secular, ou seja, a de um futuro sem Assad da Síria, parece
ter caído, com a ajuda de militares russos ea prova é que a conferência
de Genebra foi substancialmente esnobado pelo governo de Damasco. A
presença de um funcionário colocou o pedido por um grupo Alawite não
bem identificado, que também poderia ser uma expressão de contestação,
que contém um pedido expresso de envolvimento na participação na
transição democrática, voltada para Assad, poderiam constituir, nas
percepções do cenário internacional, tipo de posse para um papel, que de outra forma constituem uma usurpação. A dúvida é tudo inerente à origem deste pedido, que aparece opaca e, portanto, serve os fins mencionados acima. Sem uma reivindicação clara e comprovada dos pedidos contidos no documento as perguntas sobre sua origem parecem muito legítimo.
Iscriviti a:
Post (Atom)