Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 27 aprile 2016
الوضع غير المستقر في مصر
وتشير
الوقائع المصرية الأخيرة بأن البلاد يحكمها السيسي هو مرة أخرى في حالة
خطيرة من عدم الاستقرار، التي تميزت سياسة شرسة من القمع، ولكن أيضا من
الصدع الخطير الذي يمر عبر المجتمع المصري. من
الربيع العربي إلى سقوط مبارك، حتى إقامة ديكتاتورية بطريقة ديمقراطية
إسلامية عاد مرسي في وقت مبكر إلى ديكتاتورية عسكرية من السيسي، الذي بني
على غرار تلك التي مبارك، ولكن حتى أكثر عنفا وقمعا. ما
هو مثير للإعجاب هي طرائق العنف وتنفيذها مع زيادة النشاط وأمام الرأي
العام الدولي عاجزا عن إجراءات الإنفاذ كبيرة، خوفا من بيان جديد من قوة
الاسلاميين. وهذه
هي الحقيقة المركزي الذي يمنع سيناريو الدولية تعرب عن قمع الحكومة من
القاهرة، لتنفيذ الإجراءات المطلوبة، مثل العقوبات، لوقف الممارسات
القمعية. من
ناحية أخرى هذا هو بالضبط هذا العامل أن السيسي تستند أساليبها والإفلات
من العقاب لها، ومع ذلك، فإن عدم الرضا المتزايد للشعب المصري، استنادا إلى
أسباب اقتصادية، وكذلك السياسات ويبدو أن تسير نحو الظروف التي أدت إلى
سقوط مبارك، مع نسخة طبق الأصل المأساوي ما كان ينظر. إذا،
من ناحية، فإنه من الصحيح أيضا أن الجيش لا يزال القوة المهيمنة في
البلاد، بما في ذلك في مجالات القوات المسلحة أنها ستكون المخاوف المتعلقة
انعدام الثقة المتزايد لقطاعات واسعة من المشهد الدولي، الذين بدأوا
يتساءلون ما شر الناشئة أقل من قمع السيسي وعودة محتملة للإسلاميين. في
الواقع، يمكن أن تمثل الطريقة التي بها تحالف من القطاعات معتدلة من
القوات المسلحة مع ممثلي الأحزاب العلمانية، أيضا، في الوقت الراهن، وجوه
القمع. وتجدر
الإشارة إلى أنه في حين لا تشارك أساليب الحكومة الحالية، التي تمارس ضد
جماعة الإخوان مسلم، الذي أنشأ الديكتاتورية الدينية والقوى العلمانية قد
أيد في البداية جزئيا السيسي، على أمل اعادة البلاد الى التعددية
الديمقراطية التي ولم يكن لديه من نفوذ الإسلاميين، ولكن ليس حتى الجيش. وبعبارة أخرى كان ينظر السيسي كنوع من ضرورية لتطور الديمقراطي في مصر. وقد
أدرك ممثلي الأحزاب الديمقراطية الخطأ من التقييم الذي سرعان ما نحو عام،
الذين يريدون إقامة دكتاتورية عسكرية التي تتركز الكثير من سلطة الدولة. تقدم واجهة السيسي، رفضت على الفور من قبل الديمقراطيين، فقد تحدد رحيل الرسمي من الحياة السياسية، ووضع المحظور جميع الأطراف. من
جهة النظر الدولية، رأينا، أن النظام يستغل خوف الغرب من الإسلاميين، على
الرغم من أن وجهة النظر هذه ليست واضحة جدا، ولكن من وجهة نظر داخل الحكومة
لا عوامل مقنعة على حد سواء لقمع السخط الشعبي. إن
الديكتاتورية هي بالفعل من الصعب تحمل مع الظروف الاقتصادية الإيجابية،
ولكن الوضع في مصر، من وجهة النظر هذه، هذه السجلات إلى أن يكون الوقت مقلق
للغاية منخفضة لتلك المنظمة تكفل السيطرة على الجبهة الداخلية، علاوة على
ذلك، تفاقمت بسبب مستويات الفساد التي سجلت على الاطلاق أعلى والتي تهم أصحاب السلطة على جميع المستويات. وهذا
ما يفسر الاستخدام المتواصل للدعاية التي يعتقد البعض مرة أخرى، واستخدام
القمع من دون ضبط النفس، ضرب المعارضين والصحفيين، سواء المصريين والأجانب.
في
هذه الأيام حالات اختفاء النشطاء والمعارضين للنظام تبدو زاد، مما يجعلها
دليلا غير مباشر من المسؤولية عن وفاة الباحث الإيطالي، وتشارك في تحليل
النقابات العمالية في البلاد، التي لا تزال على النقيض موضوع المحتمل
للنظام. في
هذا الإطار والمؤمنين السيسي أصبحت أقلية، لا يزال كبيرا، ولكن الانخفاض
الذي بلغ في المقام الأول في الجيش، ولكن أيضا في الطبقات الأكثر ثراء في
البلاد، وهو نفس الذي يتمتعون بامتيازات في أيام مبارك ولكن
الضغوط الاجتماعية المتزايدة للفئات الأقل حظا، ويدل على موقف اليأس من
الوضع في البلاد، والتي لا يبدو أن خفض الطاقة، إلا أنها في الواقع سوف
تزيد. وهي
إشارة إرشادية للغاية بالنسبة السيسي، يجب عليك أن تتذكر ما حدث لمبارك،
لمحاولة تغيير طريقتهم في الحكم، إذا لم يكن في وقت متأخر جدا، على العكس
مستقبل الجنرال المصري يبدو إلى أن تكون مختومة، وهذا يمكن أن يفتح في
البلاد سيناريوهات مقلقة للغاية بالنسبة لتداعيات دولية لتكون مهملة من
قبل القوى الغربية والأمم المتحدة نفسها، التي ينبغي العمل من أجل انتقال
سلس والموجهة لتجنب المزيد من العنف في البلاد الرئيسية من التوازن
الإقليمي.
giovedì 21 aprile 2016
Obama in Arabia Saudita. Un paese con un ruolo dubbio nello scenario internazionale
La visita di Barack Obama in Arabia Saudita si compie in un periodo in cui i rapporti tra i due stati si sono notevolmente raffreddati. Nonostante la fama di Riyadh come maggiore alleato degli occidentali nel Golfo, gli interrogativi circa il ruolo dei sauditi come finanziatori del terrorismo ha preso il sopravvento tra gli americani, in particolare, e gli occidentali, in generale. Dagli attentati dell’undici settembre aleggiano sull’Arabia Saudita, più di un sospetto, nonostante l’inchiesta americana abbia sostanzialmente scagionato i sauditi; tuttavia esistono alcune parti dell’inchiesta ancora tenute segrete, dove potrebbero essere indicati funzionari dell’Arabia Saudita implicati negli atti terroristici. Se queste voci non sono state provate, e quindi non possono influire sui rapporti tra Washington e Riyadh, l’influenza politica e gli aiuti economici a diverse formazioni estremiste islamiche sembrano essere accertati; del resto la politica internazionale dell’Arabia Saudita è contraddistinta da una lotta senza esclusione di colpi contro i moderati e gli sciiti mediorientali, in una continua volontà di affermazione del loro ruolo di guida religiosa e politica del mondo sunnita. Questa tendenza non è una novità degli ultimi tempi, ma risale anche a prima delle primavere arabe, che potevano sviluppare un senso democratico nella popolazione e sono, invece, state indirizzate nell’affermazione dell’islamismo come soggetto politico e nella identità tra legge statale e legge islamica. Non si può non vedere in questo programma ben pianificato, un progetto di affermazione dell’islamismo più retrivo, capace di riempire il vuoto politico lasciato dalla caduta delle dittature, con una ideale unione del mondo sunnita in una sorta di confederazione religiosa. Esiste un evidente contrasto nell’essere alleati degli americani, sopratutto degli Stati Uniti di Obama, ed avere garantito il sostegno ai talebani afghani, ad Al Qaeda ed allo Stato islamico. Certo se si pensa all’errore di George Bush, che aveva individuato in Saddam Hussein il vero nemico dell’occidente, non si può non arrivare alla conclusione che l’allora Presidente degli Stati Uniti fosse un incompetente o che fosse usato da qualche altra potenza straniera per destabilizzare il paese irakeno, da cui ha preso poi il via il soggetto Stato islamico come entità statale sovrana autoproclamata. Non che Saddam Hussein non fosse un tiranno da combattere, come lo erano Gheddafi e Mubarak, ma da come si sono svolti i fatti e l’instabilità generale che si è venuta a creare, occorre chiedersi a chi è convenuto l’attuale stato di cose. Resta innegabile che l’occidente è sotto pressione sia per il terrorismo, che per il fenomeno migratorio regolato ad arte per creare scompiglio e mancanza di equilibrio negli stati europei ed all’interno della stessa Unione Europea. Quello a cui si assiste è uno scenario con troppe coincidenze verificate per essere considerate tali. Ci sono state variabili che potevano indirizzarsi in tutt’altra maniera, ma che, al contrario, convergono tutte a concorrere alla creazione di uno stato di profonda insicurezza. Se poi si pensa a come è gestito il potere in Arabia Saudita, ma anche in Egitto e Turchia, in maniera sempre più assolutista e con un uso indiscriminato della forza e della violenza, senza che alcun diritto civile sia effettivamente garantito, non si può non interrogarsi sulle probabilità che questi metodi possano venire esportati. Per l’occidente però, esiste sempre il dubbio che un eventuale sostituto dei regimi sia peggio di quello precedente. L’esperienza egiziana, ma anche quella libica, hanno frenato un diverso approccio al regime saudita, nonostante il discredito internazionale a cui è andato incontro. Tuttavia l’atteggiamento è ancora troppo accondiscendente ed i primi a mantenersi su questo livello sono proprio gli americani, nonostante il livello dell’alleanza sia sceso per l’atteggiamento saudita verso lo Stato islamico e per l’avvicinamento all’Iran, fonte di profondi contrasto tra Washington e Riyadh. Certamente l’Arabia Saudita dispone di una liquidità economica capace di incrementare diversi investimenti, ma l’aspetto economico è ancora troppo considerato rispetto alla convenienza effettiva di quello politico: cioè nel lungo periodo non prendere le distanze da questi regimi non esporrà l’occidente ad una sempre maggiore ricattabilità sopratutto nelle questioni geopolitiche? Si tratta di questioni non da poco , dato che sono quelle che influenzeranno la storia futura e, per questo, dovrebbero essere analizzate con particolare accuratezza. Per quanto riguarda Obama, ormai alla fine del suo mandato sembra essere più interessato ad assicurare al suo successore, chiunque sarà, un mantenimento dello status quo da cui ripartire, un rinvio della decisione sulla quale decidere quale atteggiamento dovranno prendere gli Stati Uniti, verso questi regimi sempre più confessionali e sul quale saranno, verosimilmente, seguiti dagli alleati occidentali.
Obama in Saudi Arabia. A country with a dubious role in the international scenario
Barack
Obama's visit to Saudi Arabia is accomplished in a period when
relations between the two states have considerably cooled. Despite
the fame of Riyadh as a major ally of the West in the Gulf, the
questions about the role of the Saudis as financiers of terrorism has
taken over from the Americans in particular and Westerners in general. Since
the attacks of September eleven linger on Saudi Arabia, more than a
suspicion, despite the American investigation has largely exonerated the
Saudis; However,
there are some parts still kept secret investigation, which may be
listed Saudi officials implicated in terrorist acts. If
these items have not been proven, and therefore can not affect
relations between Washington and Riyadh, political influence and
economic aid to several Islamic extremist groups seem to be ascertained;
the
rest of the international politics of Saudi Arabia is marked by a fight
with no holds barred against the moderates and the Middle East Shiites,
in a continuing desire for affirmation of their role as religious
leader of the Sunni world and politics. This
trend is not new in recent times, but also dates back to before the
Arab Spring, they could develop a democratic way in the population and
have, instead, been addressed in the affirmation of Islam as a political
entity and identity between state law and Islamic law. One
can not see in this well planned program, a project of affirmation most
reactionary Islamism, able to fill the political vacuum left by the
fall of dictatorships, with a perfect blend of the Sunni world in a kind
of religious confederation. There
is a clear contrast in being American allies, especially the United
States Obama, and have guaranteed support for the Afghan Taliban, Al
Qaeda and the Islamic State. Of
course if you think of George Bush to error, that Saddam Hussein had
identified the true enemy of the West, one can not avoid the conclusion
that the then President of the United States was incompetent or that it
was used by some other power foreign
to destabilize the country of Iraq, from which it took off then the
Islamic state entity as a sovereign state entity proclaimed. Not
that Saddam Hussein was a tyrant, not to fight, as they were Gaddafi
and Mubarak, but how the events occurred and the general instability
that has arisen, the question arises who agreed the current state of
affairs . It
remains undeniable that the West is under pressure both to terrorism,
that the phenomenon of migration set on purpose to create confusion and
lack of balance in the European countries and within the European Union
itself. What we are witnessing is a scenario with too many coincidences verified to be considered as such. There
are variables that could be directed in a completely different way, but
that, on the contrary, all converge to contribute to the creation of a
state of deep insecurity. And
if you think about how you handled the power in Saudi Arabia, but also
in Egypt and Turkey, in an increasingly absolutist and indiscriminate
use of force and violence, without which no civil right is effectively
guaranteed, one can not question the likelihood that these methods can be exported. But for the West, there is always the question that a possible substitute for schemes is worse than the last. The
Egyptian experience, but also that of Libya, have held a different
approach to the Saudi regime, despite the international disrepute to
which he is. However,
the attitude is still too condescending and the first to remain at this
level are just the Americans, despite the alliance's level has dropped
to the Saudi attitude toward the Islamic state and the approach to Iran,
a deep source contrast between Washington and Riyadh. Certainly
Saudi Arabia has an economic liquidity able to increase other
investments, but the economics are still too concerned in the actual
convenience of the political: that is, in the long run not to distance
themselves from these schemes do not expose the West to increasing blackmail especially in geopolitical issues? These
are issues not just, since they are the ones that will influence the
future history and, therefore, should be examined with particular care. As
for Obama, now at the end of his term it seems to be more interested in
ensuring his successor, whoever it will be, a status quo from which to
start, a postponement of the decision on which will have to decide what
attitude to take the United States, towards these regimes increasingly confessional and on which they will, most likely, followed by the Western allies.
Obama en Arabia Saudita. Un país con un dudoso papel en el escenario internacional
La
visita de Barack Obama a Arabia Saudita se lleva a cabo en un período
en que las relaciones entre los dos estados se han enfriado
considerablemente. A
pesar de la fama de Riad como un importante aliado de Occidente en el
Golfo, las preguntas sobre el papel de los saudíes como los financieros
del terrorismo ha tomado el relevo de los americanos en particular, y
los occidentales en general. Desde
los ataques del once de septiembre permanecen en Arabia Saudita, más
que una sospecha, a pesar de la investigación estadounidense ha
exonerado en gran medida los saudíes; Sin
embargo, hay algunas partes aún sujetos investigación secreta, que se
pueden enumerar las autoridades saudíes implicados en actos terroristas.
Si
estos elementos no han sido probados, y por lo tanto no pueden afectar a
las relaciones entre Washington y Riad, la influencia política y la
ayuda económica a varios grupos extremistas islámicos parecen ser
comprobada; el
resto de la política internacional de Arabia Saudita está marcada por
una lucha sin tapujos contra los moderados y los chiítas Oriente Medio,
en un continuo deseo de afirmación de su papel como líder religioso del
mundo suní y la política. Esta
tendencia no es nueva en los últimos tiempos, sino que también se
remonta a antes de la primavera árabe, podrían desarrollar una forma
democrática en la población y han, en cambio, se han abordado en la
afirmación del Islam como una entidad política y la identidad entre la
ley estatal y La ley islámica. No
se puede ver en este programa bien planificado, un proyecto de
afirmación más reaccionaria islamismo, capaz de llenar el vacío político
dejado por la caída de las dictaduras, con una mezcla perfecta del
mundo sunita en una especie de confederación religiosa. Existe
una clara diferencia en ser aliados de Estados Unidos, especialmente
los Estados Unidos de Obama, y han garantizado el apoyo al talibán
afgano, Al Qaeda y el Estado Islámico. Por
supuesto, si se piensa en George Bush al error, que Saddam Hussein
había identificado el verdadero enemigo de Occidente, uno no puede
evitar la conclusión de que el entonces Presidente de los Estados Unidos
era incompetente o que era utilizado por algún otro poder extranjero
para desestabilizar el país de Irak, de la que se quitó entonces la
entidad estado islámico como una entidad soberana estado proclamado. No
es que Saddam Hussein era un tirano, no luchar, como lo fueron Gadafi y
Mubarak, pero la forma en que ocurrieron los hechos y la inestabilidad
general que ha surgido, surge la pregunta que accedió el estado actual
de las cosas . Sigue
siendo innegable que Occidente está bajo presión tanto al terrorismo,
que el fenómeno de la migración conjunto con el propósito de crear
confusión y falta de equilibrio en los países europeos y dentro de la
propia Unión Europea. Lo que estamos presenciando es un escenario con demasiadas coincidencias verificadas para ser considerado como tal. Hay
variables que podrían ser dirigidos de una manera completamente
diferente, sino que, por el contrario, todos convergen para contribuir a
la creación de un estado de profunda inseguridad. Y
si se piensa en cómo se maneja el poder en Arabia Saudí, sino también
en Egipto y Turquía, en un uso cada vez más absolutista e indiscriminado
de la fuerza y la violencia, sin la cual no hay derecho civil está
garantizado de manera efectiva, no se puede cuestionar la probabilidad de que estos métodos se pueden exportar. Sin embargo, para Occidente, siempre existe la duda de que un posible sustituto de esquemas es peor que el anterior. La
experiencia de Egipto, sino también la de Libia, han mantenido un
enfoque diferente para el régimen saudí, a pesar del descrédito
internacional en el que está. Sin
embargo, la actitud es todavía demasiado condescendiente y el primero
para permanecer en este nivel son sólo los estadounidenses, a pesar de
nivel de la alianza se ha reducido a la actitud Arabia hacia el estado
islámico y el acercamiento a Irán, una fuente profunda contraste entre Washington y Riad. Ciertamente,
Arabia Saudita tiene una liquidez económica capaz de aumentar otras
inversiones, pero la economía siguen siendo demasiado preocupado en la
conveniencia real de la política: es decir, a la larga, no distanciarse
de estos esquemas no exponga el oeste de aumentando el chantaje especialmente en cuestiones geopolíticas? Estos
son problemas no sólo, ya que son los que van a influir en la historia
futura y, por lo tanto, debe ser examinada con especial cuidado. En
cuanto a Obama, ahora al final de su mandato parece estar más
interesado en asegurar su sucesor, quienquiera que sea, un status quo
que debe comenzar, un aplazamiento de la decisión sobre la que tendrá
que decidir qué actitud tomar los Estados Unidos, hacia estos regímenes cada vez confesionales y en los que, muy probablemente, seguidos por los aliados occidentales.
Obama in Saudi-Arabien. Ein Land mit einer zweifelhafte Rolle im internationalen Szenario
Barack
Obamas Besuch in Saudi-Arabien in einer Periode erreicht, wenn die
Beziehungen zwischen den beiden Staaten deutlich abgekühlt sind. Trotz
der Ruhm von Riad als wichtiger Verbündeter des Westens in der
Golfregion, die Fragen über die Rolle der Saudis als Finanziers des
Terrorismus hat sich von den Amerikanern im Besonderen und dem Westen im
Allgemeinen übernommen. Da
die Angriffe von elf September verweilen auf Saudi-Arabien, mehr als
ein Verdacht, trotz der amerikanische Untersuchung hat weitgehend die
Saudis entlastete; Es
gibt jedoch einige Teile noch geheime Untersuchung gehalten, die
Saudi-Beamten an terroristischen Handlungen beteiligt aufgeführt werden.
Wenn
diese Bedingungen nicht nachgewiesen haben, und kann daher nicht die
Beziehungen zwischen Washington und Riad, politischen Einfluss und
wirtschaftliche Hilfe für mehrere extremistische islamische Gruppen
beeinflussen scheinen festgestellt werden; der
Rest der internationalen Politik von Saudi-Arabien ist von einem Kampf
markiert mit nicht gegen die Gemäßigten Tabus und den Mittleren Osten
Schiiten, in einem kontinuierlichen Wunsch nach Bestätigung ihrer Rolle
als religiöser Führer der sunnitischen Welt und der Politik. Dieser
Trend ist nicht neu in der letzten Zeit, aber auch reicht zurück bis
vor den arabischen Frühling, könnten sie eine demokratische Art und
Weise in der Bevölkerung entwickeln und haben stattdessen wurde in der
Bejahung des Islam als politische Einheit und Identität zwischen
staatlichem Recht angesprochen und Das islamische Recht. Man
kann nicht in dieser gut geplanten Programm zu sehen, ein Projekt der
Bejahung reaktionärsten Islamismus, in der Lage, die politische Vakuum
durch den Sturz von Diktaturen, mit einer perfekten Mischung aus der
sunnitischen Welt in einer Art religiösen Konföderation zu füllen. Es
gibt einen klaren Kontrast zu sein amerikanischen Verbündeten, vor
allem die Vereinigten Staaten Obama, und haben ihre Unterstützung für
die afghanischen Taliban, Al Qaida und der Islamischen Staat garantiert.
Natürlich,
wenn Sie von George Bush denken Fehler und Irrtum, dass Saddam Hussein
den wahren Feind des Westens identifiziert hatte, kann man nicht den
Schluss zu vermeiden, dass der damalige Präsident der Vereinigten
Staaten inkompetent war oder dass sie durch eine andere Macht benutzt
wurde Auslands
das Land des Irak zu destabilisieren, von dem es aus Unternehmen dann
den islamischen Staat nahm als ein souveräner Staat Einheit ausgerufen. Nicht,
dass Saddam Hussein war ein Tyrann, nicht zu kämpfen, wie sie waren,
Gaddafi und Mubarak, aber, wie sich die Ereignisse und die allgemeine
Instabilität, der entstanden ist, stellt sich die Frage, die den
aktuellen Stand der Dinge vereinbart . Es
bleibt nicht zu leugnen, dass der Westen unter Druck sowohl auf den
Terrorismus, dass das Phänomen der Migration Satz absichtlich in den
europäischen Ländern und innerhalb der Europäischen Union selbst
Verwirrung und Mangel an Gleichgewicht zu schaffen. Was wir erleben, ist ein Szenario, mit zu vielen Zufällen überprüft als solche betrachtet werden. Es
sind Variablen, die in einer ganz anderen Art und Weise ausgerichtet
sein können, aber daß, im Gegenteil, konvergieren alle zur Schaffung
einer tiefen Unsicherheit beiträgt. Und
wenn Sie darüber nachdenken, wie Sie die Macht in Saudi-Arabien
behandelt, aber auch in Ägypten und in der Türkei, in einer zunehmend
absolutistischen und willkürlichen Einsatz von Gewalt und Gewalt, ohne
die kein Bürgerrecht effektiv gewährleistet ist, kann man nicht in Frage, die Wahrscheinlichkeit, dass diese Verfahren ausgeführt werden kann. Aber für den Westen, gibt es immer die Frage, die ein möglicher Ersatz für Systeme ist schlimmer als die letzte. Die
ägyptische Erfahrung, sondern auch die von Libyen haben eine andere
Herangehensweise an das saudische Regime, trotz der internationalen
Verruf statt, zu der er ist. Allerdings
ist die Haltung immer noch zu Herablassung und der erste auf dieser
Ebene zu bleiben, sind nur die Amerikaner trotz der Ebene der Allianz
hat die saudische Haltung gegenüber dem islamischen Staat und die
Annäherung an den Iran fallen gelassen, eine tiefe Quelle Kontrast zwischen Washington und Riad. Sicherlich
hat Saudi-Arabien eine wirtschaftliche Liquidität der Lage, andere
Investitionen zu erhöhen, aber die Wirtschaft sind immer noch zu sehr in
der eigentlichen Bequemlichkeit des politischen: das heißt, auf lange
Sicht nicht zu distanzieren sich von diesen Systemen, verfügen nicht
über den Westen Erpressung vor allem in geopolitischen Fragen zu erhöhen? Dies
sind Fragen, die nicht nur, weil sie diejenigen sind, die die Zukunft
der Geschichte beeinflussen und sollten deshalb besonders sorgfältig
untersucht werden. Wie
für Obama, jetzt am Ende seiner Amtszeit er seinen Nachfolger bei der
Gewährleistung mehr daran interessiert zu sein scheint, wer auch immer
es sein wird, aus dem ein Status quo zu starten, eine Verschiebung der
Entscheidung über die zu entscheiden haben, welche Haltung die
Vereinigten Staaten zu nehmen, auf diese Regime zunehmend Beichtstuhl und auf denen sie höchstwahrscheinlich von den westlichen Verbündeten gefolgt.
Obama en Arabie Saoudite. Un pays avec un rôle douteux dans le scénario international
La
visite de Barack Obama en Arabie Saoudite est accompli dans une période
où les relations entre les deux Etats ont considérablement refroidi. Malgré
la renommée de Riyad comme un allié majeur de l'Occident dans le Golfe,
les questions sur le rôle des Saoudiens comme des financiers du
terrorisme a pris le relais des Américains en particulier et les
Occidentaux en général. Depuis
les attentats du onze septembre persistent en Arabie Saoudite, plus
qu'un soupçon, en dépit de l'enquête américaine a largement disculpé les
Saoudiens; Cependant,
il y a certaines parties encore gardé enquête secrète, qui peuvent être
classés responsables saoudiens impliqués dans des actes terroristes. Si
ces éléments n'a pas été prouvé, et ne peuvent donc pas affecter les
relations entre Washington et Riyad, l'influence politique et l'aide
économique à plusieurs groupes extrémistes islamiques semblent être
constatée; le
reste de la politique internationale de l'Arabie Saoudite est marquée
par un combat avec les coups sont permis contre les modérés et les
chiites Orient Moyen, dans un désir constant d'affirmation de leur rôle
en tant que chef religieux du monde sunnite et de la politique. Cette
tendance est pas nouveau dans ces derniers temps, mais remonte
également à avant le printemps arabe, ils pourraient développer une
manière démocratique dans la population et ont, au contraire, été
abordées dans l'affirmation de l'Islam en tant qu'entité politique et de
l'identité entre le droit de l'Etat et la loi islamique. On
ne peut pas voir dans ce programme bien planifié, un projet
d'affirmation la plus réactionnaire islamisme, capable de combler le
vide politique laissé par la chute des dictatures, avec un mélange
parfait du monde sunnite dans une sorte de confédération religieuse. Il
y a un contraste évident d'être alliés américains, en particulier les
Etats-Unis Obama, et ont garanti le soutien pour les talibans afghans,
Al-Qaïda et l'État islamique. Bien
sûr, si vous pensez de George Bush à l'erreur, que Saddam Hussein avait
identifié le véritable ennemi de l'Occident, on ne peut éviter la
conclusion que l'ancien Président des États-Unis était incompétent ou
qu'il a été utilisé par un autre pouvoir étrangère
pour déstabiliser le pays de l'Irak, d'où il a décollé alors l'entité
islamique de l'état en tant qu'entité souveraine de l'Etat proclamé. Non
pas que Saddam Hussein était un tyran, ne pas se battre, comme ils
étaient Kadhafi et Moubarak, mais la façon dont les événements se sont
produits et l'instabilité générale qui a surgi, la question se pose, qui
a accepté l'état actuel des choses . Il
reste indéniable que l'Occident est sous pression à la fois au
terrorisme, que le phénomène de jeu de la migration sur le but de créer
la confusion et le manque d'équilibre dans les pays européens et au sein
de l'Union européenne elle-même. Ce que nous voyons est un scénario avec trop de coïncidences vérifiées pour être considéré comme tel. Il
existe des variables qui pourraient être dirigés d'une manière
complètement différente, mais que, au contraire, tous convergent pour
contribuer à la création d'un état de profonde insécurité. Et
si vous pensez à la façon dont vous avez géré le pouvoir en Arabie
Saoudite, mais aussi en Egypte et en Turquie, dans une utilisation de
plus en plus absolutiste et aveugle de la force et de la violence, sans
laquelle aucun droit civil est effectivement garanti, on ne peut pas remettre en question la probabilité que ces méthodes peuvent être exportées. Mais pour l'Occident, il y a toujours la question d'une éventuelle substitution des régimes est pire que la précédente. L'expérience
égyptienne, mais aussi celui de la Libye, ont tenu une approche
différente pour le régime saoudien, malgré le discrédit international
auquel il est. Cependant,
l'attitude est encore trop condescendante et le premier à rester à ce
niveau ne sont que les Américains, malgré le niveau de l'alliance a
chuté à l'attitude saoudienne envers l'Etat islamique et l'approche de
l'Iran, une source profonde le contraste entre Washington et Riyad. Certes,
l'Arabie saoudite a une liquidité économique en mesure d'augmenter les
autres investissements, mais l'économie sont encore trop préoccupés dans
le confort réel de la politique: qui est, à long terme, pas à se
distancer de ces régimes ne pas exposer l'Occident l'augmentation du chantage en particulier dans les questions géopolitiques? Ce
sont des questions non pas seulement, puisque ce sont eux qui vont
influencer l'histoire future et, par conséquent, devraient être
examinées avec un soin particulier. Quant
à Obama, maintenant à la fin de son mandat, il semble être plus
intéressé à assurer son successeur, quel qu'il sera, un statu quo à
partir de laquelle commencer, un report de la décision sur laquelle
devra décider quelle attitude prendre les États-Unis, vers ces régimes de plus en plus confessionnelles et sur lesquels ils seront, très probablement, suivies par les alliés occidentaux.
Obama na Arábia Saudita. Um país com um papel dúbio no cenário internacional
A
visita de Barack Obama para a Arábia Saudita é realizado num período em
que as relações entre os dois estados têm consideravelmente arrefecido.
Apesar
da fama de Riad como um grande aliado do Ocidente no Golfo, as questões
sobre o papel dos sauditas como financiadores do terrorismo assumiu com
os americanos em particular, e os ocidentais em geral. Desde
os ataques de onze de setembro permanecer na Arábia Saudita, mais do
que uma suspeita, apesar da investigação americana tem em grande parte
exonerou os sauditas; No
entanto, existem algumas partes ainda mantidos a investigação secreta,
que podem ser listadas as autoridades sauditas envolvidos em actos
terroristas. Se
esses itens não foram comprovados, e, portanto, não podem afectar as
relações entre Washington e Riad, influência política e ajuda económica a
vários grupos extremistas islâmicos parecem ser determinado; o
resto das políticas internacionais da Arábia Saudita é marcada por uma
luta sem tabus contra os moderados e Oriente Médio xiitas, em um desejo
contínuo de afirmação do seu papel como líder religioso do mundo sunita e
política. Esta
tendência não é nova, nos últimos tempos, mas também remonta a antes da
Primavera Árabe, eles poderiam desenvolver uma forma democrática na
população e, em vez disso, foi abordada na afirmação do Islã como uma
entidade política e identidade entre a lei estadual e A lei islâmica. Não
se pode ver neste programa bem planejado, um projeto de afirmação mais
reacionário islamismo, capaz de preencher o vácuo político deixado pela
queda de ditaduras, com uma mistura perfeita do mundo sunita em uma
espécie de confederação religiosa. Há
um claro contraste em ser aliados americanos, especialmente os Estados
Unidos Obama, e ter garantido o apoio ao Taleban afegão, Al Qaeda e o
Estado islâmico. Claro,
se você pensar de George Bush ao erro, de que Saddam Hussein tinha
identificado o verdadeiro inimigo do Ocidente, não se pode evitar a
conclusão de que o então presidente dos Estados Unidos era incompetente
ou que ele foi usado por algum outro poder estrangeiro
para desestabilizar o país do Iraque, da qual tirou então a entidade
estado islâmico como uma entidade estado soberano proclamada. Não
que Saddam Hussein era um tirano, não para lutar, como eram Kadafi e
Mubarak, mas como os eventos ocorreram ea instabilidade geral que
surgiu, surge a pergunta que concordou o actual estado de coisas . Resta
inegável que o Ocidente está sob pressão, tanto para o terrorismo, que o
fenómeno da migração conjunto com o propósito de criar confusão e falta
de equilíbrio nos países europeus e na própria União Europeia. O que estamos testemunhando é um cenário com muitas coincidências verificadas para ser considerado como tal. Existem
variáveis que podem ser dirigidas de uma maneira completamente
diferente, mas que, pelo contrário, todos convergem para contribuir para
a criação de um estado de profunda insegurança. E
se você pensar sobre como você lidou com o poder na Arábia Saudita, mas
também no Egito e Turquia, em um uso cada vez mais absolutista e
indiscriminado da força e da violência, sem os quais nenhum direito
civil, seja efectivamente garantida, não se pode questionar a probabilidade de que estes métodos podem ser exportados. Mas, para o Ocidente, há sempre a pergunta que um possível substituto para esquemas é pior do que o último. A
experiência egípcia, mas também a de Líbia, realizaram uma abordagem
diferente para o regime saudita, apesar da má reputação internacional de
que ele é. No
entanto, a atitude ainda é muito condescendente e os primeiros a
permanecer neste nível são apenas os americanos, apesar de o nível da
aliança caiu para a atitude saudita para com o Estado islâmico e a
abordagem ao Irã, uma fonte profunda contraste entre Washington e Riad. Certamente
Arábia Saudita tem uma liquidez da economia capaz de aumentar outros
investimentos, mas a economia ainda estão muito preocupados na
conveniência real da política, isto é, a longo prazo não se distanciar
estes esquemas não exponha o Ocidente aumentando chantagem especialmente em questões geopolíticas? Estas
são questões não só, uma vez que eles são os únicos que irão
influenciar a história futura e, portanto, deve ser examinado com
cuidado especial. Quanto
a Obama, agora no final de seu mandato, parece estar mais interessado
em garantir o seu sucessor, quem será, um status quo de que para
começar, um adiamento da decisão sobre a qual terá de decidir qual a
atitude a tomar nos Estados Unidos, no sentido de estes regimes cada vez mais confessionais e sobre o qual eles vão, muito provavelmente, seguidos pelos aliados ocidentais.
Iscriviti a:
Post (Atom)