Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
lunedì 23 luglio 2018
إن رغبة فيينا في منح الجنسية إلى الإيطاليين الناطقين بالألمانية هي بمثابة فخ لأوروبا
إن
إرادة الحكومة النمساوية الحالية ، والتي ستغطي قريباً بُرقة الاتحاد
الدوارة ، لإعطاء جواز سفر فيينا للمواطنين الإيطاليين في جنوب التيرول ،
الألمانية فقط ولينين ، تفتح جبهة جديدة في الداخل. أوروبا. تم
تأطير القضية على أنها انتهاك للعلاقات بين الدولتين وبين النمسا والاتحاد
الأوروبي ، لأنها محاولة مزدوجة لزعزعة استقرار التوازن الداخلي للبلد
الإيطالي وأيضاً لخلق سابقة داخل الدولة. الاتحاد ، قادر على جلب المزيد من عناصر التقسيم في لحظة من الصعوبة مثل التيار الحالي. نبدأ
من السؤال مع روما: جنوب تيرول الإيطالي هو الإقليم المتمتع بالحكم الذاتي
الذي يتمتع بمجموعة من المزايا الضريبية نظرا لموقعها الجغرافي الفريد
باعتبارها منطقة الحدود، وتكوينها العرقي، التي تضم أقلية الألمانية، في
الواقع الأغلبية في ألتو أديجي ، لادين والمجتمع الإيطالي. إنها إذن منطقة جزء من الدولة الإيطالية وتندرج تحت سيادتها الكاملة. حقيقة
أنه في هذا المجال هناك مجتمع يرتبط ارتباطًا وثيقًا بالبلد النمساوي لا
يسمح للحق في فيينا بالتدخل في الحياة السياسية لدولة أجنبية لمنح الجنسية
المزدوجة للسكان الناطقين بالألمانية. التمييز
مع المواطنين في اللغة ومن أصل إيطالي هو علامة لا لبس فيه من الرغبة في
خلق حالة سياسية يمكن أن تولد التوترات، خطيرة، في جزء من الأمة الإيطالية
و، ومن ثم فإن الغزو غير القانوني للسيادة روما. الشيء
المفرد هو أن هذا الاستفزاز يأتي من القوة السياسية الموجودة في الحكومة
في فيينا والتي هي قريبة جدا من مواقف حزب ليغا ، الذي هو جزء مهم من
الحكومة الإيطالية الحالية. الحركتين،
والتي تنتمي إلى الشعبوية اليمينية والمعادية أوروبا، كنا في اتفاق حول
العديد من القضايا ذات الأهمية الدولية، مثل رفض المهاجرين، وهو الأمر الذي
من شأنه أن يضع ضد الجماعات السياسية اثنين، لرفضها فيينا الانضمام إلى تقسيم حصص المهاجرين. على
الرغم من تمارين الموازنة السياسية ، لم تنجح إيطاليا في فرض نفسها على
النمسا وعلى مجموعة فيزيغراد ، ولم تتمكن بعد من إقناع الشركاء الأوروبيين
بالحصول على مساعدات لإدارة الهجرة. سيكون
من المثير للاهتمام أن نتحقق من رد فعل الحكومة الإيطالية على الاستفزاز
النمساوي ، وهي مناورة يمكن أن تنص أيضا على سحب التمثيل الدبلوماسي وإغلاق
الحدود. على الرغم من أن هذه الاحتمالات لا تزال بعيدة ، سيكون من الضروري أن نرى على أي مستوى ستأتي المواجهة. في
أوروبا، يمكن أن القضية لها تداعيات غير المباشرة للعلاقات بين البلدين،
ولكن يمكن أن تحدث أكبر الصعوبات إذا كان من شأنه أن يخلق سابقة لهذه
الممارسة: هذا هو، إذا كان هناك بلد يريد أن تمنح جنسيتها لجماعة عرقية لها
مماثل، ينتمي إلى أمة أخرى. إن
حالات من هذا النوع متكررة الحدوث في المناطق الحدودية بين الدول
الأوروبية والنزاعات الدبلوماسية التي يمكن أن تنشأ قد تشكل صعوبة كبيرة في
الاتحاد الهش الحالي الذي تقوم عليه أوروبا. هل يمكن أن يكون مشروعًا مقصودًا وينفذ بنية خلق نوع من الارتباك العام لزعزعة استقرار أوروبا؟ الشك
هو شرعي ، في غضون ذلك لأنه يأتي من تشكيل معاد لأوروبا ومن ثم لأنه يتم
تطبيقه في مرحلة تاريخية من عدم الثقة العميقة تجاه بروكسل. يمكن
أن يؤدي رد الفعل المتسلسل الناتج عن هذا التكتيك إلى تعليق أو حتى نهاية
معاهدة حرية الحركة في أوروبا وحالة من التوتر الدائم بين الدول ، الأمر
الذي سيواجه صعوبات داخلها أيضًا في إدارة الاستياء من تلك المجموعات
العرقية أقلية تجتذبها إمكانية الحصول على جنسية مزدوجة. وعلاوة
على ذلك ، فإن العشوائية التي تشكلها النمسا هي الرئيس الحالي للاتحاد
الأوروبي تشكل عنصراً إضافياً لدعم أطروحة المناورة المطلوبة في هذه اللحظة
بالذات من التاريخ. مرة
أخرى ، سيكون من الضروري أن نكون قادرين على فرض عقوبات على أوروبا ، حتى
منها ثقيلة ، ضد الأعضاء الذين لا يشاركون الروح الأوروبية ولكنهم يستغلون
فقط المزايا ، وخاصة الاقتصادية منها ، لانضمامهم إلى بروكسل. ومن
الملح على نحو متزايد أن نتصدى لحالات الطوارئ هذه ، التي يمكن أن تحمي
المؤسسات الأوروبية والحياة السلمية للاتحاد على نحو فعال ، ضد الاستفزازات
الثقيلة على نحو متزايد.
venerdì 20 luglio 2018
Israele approva una legge in favore della sua identità ebraica
La decisione del parlamento israeliano di approvare la legge che sancisce l’identità ebraica di Israele apre scenari inquietanti sul futuro del paese e della questione palestinese e conferma la connotazione anti democratica della maggioranza che detiene il governo a Tel Aviv. Deve essere specificato che la differenza di voti in favore dell’approvazione è stata minima, ma nonostante questo dato matematico, la direzione che ha preso l’esecutivo appare incontrovertibile. Esistono fattori esogeni che hanno favorito questa legge: l’avvento al potere di Trump, che ha sostituito Obama alla Casa Bianca, l’immobilità delle Organizzazioni e dei soggetti internazionali, che potevano condizionare Israele ad approvare una legge di questo tipo, oltre al disordine che vige in medioriente, che ha favorito una sorta di disinteresse della questione israelo-palestinese; ma le condizioni favorevoli sono maturate anche grazie alla situazione all’interno del paese israeliano, con la parte maggioritaria del corpo elettorale sempre più radicalizzata ed una opposizione divisa, incapace di sfruttare le incapacità in politica economica del governo e che non ha saputo approfittare degli scandali che hanno riguardato il primo ministro. Gli israeliani si sono adattati ad essere governati sempre di più da una destra quasi teocratica, coincidente con gli ambienti religiosi più conservatori, che ha condotto una politica contro gli arabi ed in favore degli insediamenti abusivi nei territori, per allargare l’espansione di coloni ultraortodossi e con il fine di aumentare la superficie del territorio di Israele. Il governo in carica non solo ha assecondato questi indirizzi, ma ne è diventato promotore, mantenendo una condotta ambigua in campo internazionale, promettendo concessioni agli arabi, che non sono mai arrivate ed ottenendo, di fatto, di procastinare la questione palestinese per guadagnare tempo da impiegare nell’occupazione dei territori. In questo contesto si è potuto elaborare la legge sull’identità ebraica dello stato di Israele. Quella che si vuole creare è una nazione omogenea basata sulle peculiarità dell’appartenenza all’ebraismo; Il rischio concreto, anche per gli ebrei non osservanti, è che il fattore religioso assuma una importanza troppo rilevante, capace di condizionare, in modo ancora più determinante, anche il futuro della società israeliana. Secondo la nuova legge ogni ebreo che lo vorrà avrà il diritto di emigrare nel paese israeliano e di ottenerne la cittadinanza, questa disposizione sottintende che sarà necessario un ampliamento del territorio del paese, il che è espressamente previsto mediante la promozione delle comunità ebraiche all’interno degli insediamenti. Diventa così legale la pratica della sottrazione di territorio alle comunità arabe. Risulta ovvio che questo fattore non potrà non incidere sul futuro delle relazioni con i palestinesi , ma anche sulle conseguenze che le relazioni diplomatiche avranno su Tel Aviv. Fare la previsione che questo provvedimento non potrà che portare alterazioni degli equilibri regionali, appare fin troppo facile, tuttavia finchè la comunità internazionale non vorrà usare strumenti di pressione adeguati il governo israeliano avrà la legittimazione per continuare ad agire in questo senso. Sarà interessante verificare come si comporteranno le istituzioni nazionali nei confronti di quella parte minoritaria, circa il venti per cento di cittadini israeliani non ebrei, che comprendono arabi musulmani, ma anche cattolici, drusi ed ortodossi; le minoranze politiche, anche ebraiche, hanno definito la legge antidemocratica perche rischia di essere discriminatoria proprio per gli effetti che potrà avere su quella parte di società israeliana che non coincide con le caratteristiche dell’identità ebraica. Certamente dovranno essere verificate le condizioni ed i diritti di questi cittadini dopo l’entrata in vigore della nuova legge. La promulgazione di questa norma segna un arretramento anti storico delle posizioni di Israele ed una sua volontà di chiusura, che, attraverso la presunta ricerca di tutelare le sue origini e la sua fede religiosa, mira a legalizzare l’occupazione di territori altrui contro il diritto internazionale in dispregio della comunità internazionale e facendo un uso soltanto strumentale di valori millenari.
Israel approves a law in favor of its Jewish identity
The
decision of the Israeli parliament to approve the law that establishes
the Jewish identity of Israel opens disturbing scenarios on the future
of the country and the Palestinian question and confirms the
anti-democratic connotation of the majority that holds the government in
Tel Aviv. It
must be specified that the difference in votes in favor of the approval
was minimal, but despite this mathematical fact, the direction that
took the executive appears incontrovertible. There
are exogenous factors that have favored this law: the coming to power
of Trump, who replaced Obama in the White House, the immobility of the
Organizations and international subjects, which could condition Israel
to approve a law of this type, in addition to disorder which is in the Middle East, which has favored a sort of disinterest in the Israeli-Palestinian question; but
favorable conditions have also matured thanks to the situation within
the Israeli country, with the majority of the increasingly radicalized
electoral body and a divided opposition, unable to exploit the
incapacities in the economic policy of the government and which has not
been able to take advantage of the scandals which concerned the prime minister. The
Israelis have adapted themselves to be governed more and more by an
almost theocratic right, coinciding with the most conservative religious
circles, which has conducted a policy against the Arabs and in favor of
the abusive settlements in the territories, to widen the expansion of
ultra-Orthodox settlers and with the aim of increasing the surface of the territory of Israel. The
government in office has not only followed these directions, but has
become a promoter, maintaining an ambiguous conduct in the international
arena, promising concessions to the Arabs, who have never arrived and
obtaining, in fact, to procure the Palestinian question to gain time
from to employ in the occupation of the territories. In this context it was possible to elaborate the law on the Jewish identity of the state of Israel. What we want to create is a homogeneous nation based on the peculiarities of belonging to Judaism; The
concrete risk, even for non-observant Jews, is that the religious
factor assumes too important a importance, capable of conditioning, even
more decisively, the future of Israeli society. According
to the new law every Jew who wants it will have the right to emigrate
to the Israeli country and obtain its citizenship, this provision
implies that it will be necessary to expand the territory of the
country, which is expressly foreseen through the promotion of Jewish
communities within of the settlements. The practice of subtracting territory from Arab communities becomes legal. It
is obvious that this factor can not but affect the future of relations
with the Palestinians, but also on the consequences that diplomatic
relations will have on Tel Aviv. Making
the prediction that this provision will only bring about alterations in
the regional balance, it seems all too easy, but as long as the
international community does not want to use adequate pressure
instruments, the Israeli government will have the legitimacy to continue
acting in this direction. It
will be interesting to check how the national institutions will behave
towards that minority, about twenty percent of non-Jewish Israeli
citizens, which include Muslim Arabs, but also Catholics, Druses and
Orthodox; political
minorities, including Jews, have defined the anti-democratic law
because it risks being discriminatory precisely because of the effects
it may have on that part of Israeli society that does not coincide with
the characteristics of Jewish identity. Certainly the conditions and rights of these citizens must be verified after the entry into force of the new law. The
promulgation of this norm marks an anti-historical retreat of the
positions of Israel and its will of closure, which, through the alleged
search to protect its origins and its religious faith, aims to legalize
the occupation of the territories of others against the right international in contempt of the international community and making only instrumental use of millennial values.
Israel aprueba una ley a favor de su identidad judía
La
decisión del Parlamento israelí de aprobar la ley que establece la
identidad judía de Israel abre escenarios inquietantes sobre el futuro
del país y de la cuestión palestina, y apoya la lucha democrática
connotación de la mayoría que mantiene el gobierno de Tel Aviv. Debe
especificarse que la diferencia de votos a favor de la aprobación fue
mínima, pero a pesar de este hecho matemático, la dirección que tomó el
ejecutivo parece incontrovertible. Hay
factores externos que han favorecido esta ley: la llegada al poder de
Trump, quien reemplazó a Obama en la Casa Blanca, el silencio de las
organizaciones internacionales y las personas que podrían influir en
Israel para aprobar una ley de este tipo, además de trastorno que está en el Medio Oriente, que ha favorecido una especie de desinterés en la cuestión israelo-palestina; pero
las condiciones favorables también se obtienen a través de la situación
en el país Israel, con la mayoría del electorado cada vez más
radicalizado y una oposición dividida, incapaz de aprovechar el fracaso
de la política económica del gobierno y no se ha aprovechado de los
escándalos que concierne al primer ministro. Los
israelíes han adaptado para ser cada vez más gobernado por un derecho
casi teocrática, coincidiendo con los círculos religiosos más
conservadores, que llevaron a cabo una política contra los árabes y en
favor de los asentamientos ilegales en los territorios, para ampliar la
expansión de los colonos ultraortodoxos y con el objetivo de aumentar la superficie del territorio de Israel. El
actual gobierno no sólo ha estado de acuerdo con estas direcciones,
pero se ha convertido en un promotor, manteniendo una actitud ambigua en
el campo internacional, prometiendo concesiones a los árabes, que nunca
han llegado y conseguir, de hecho, para contener la cuestión palestina
para ganar tiempo para emplear en la ocupación de los territorios. En este contexto, fue posible elaborar la ley sobre la identidad judía del estado de Israel. Lo que queremos crear es una nación homogénea basada en las peculiaridades de pertenecer al judaísmo; El
riesgo concreto, incluso para los judíos no observantes, es que el
factor religioso asume una importancia demasiado importante, capaz de
condicionar, aún más decisivamente, el futuro de la sociedad israelí. Bajo
la nueva ley cada judio quien tendrá el derecho a emigrar al país de
Israel y obtener la ciudadanía, esto implica el suministro que requerirá
una expansión del territorio del país, que está prevista expresamente
por la promoción de las comunidades judías dentro de de los asentamientos. La práctica de restar territorio a las comunidades árabes se convierte en legal. Es
obvio que este factor no puede sino afectar el futuro de las relaciones
con los palestinos, sino también las consecuencias que las relaciones
diplomáticas tendrán en Tel Aviv. Hacer
la predicción de que esta disposición solo traerá alteraciones en el
equilibrio regional, parece demasiado fácil, pero mientras la comunidad
internacional no quiera usar instrumentos de presión adecuados, el
gobierno israelí tendrá la legitimidad para seguir actuando en esta
dirección. Será
interesante comprobar cómo se comportarán las instituciones nacionales
hacia esa minoría, alrededor del veinte por ciento de los ciudadanos
israelíes no judíos, que incluyen árabes musulmanes, pero también
católicos, drusos y ortodoxos; minorías
políticas, incluso judías, han llamado antidemocrático porque la Ley
sería discriminatorio debido a los efectos que esto podría tener en la
parte de la sociedad israelí que no coincide con las características de
la identidad judía. Ciertamente,
las condiciones y los derechos de estos ciudadanos deben verificarse
después de la entrada en vigencia de la nueva ley. La
promulgación de esta norma marca un retroceso antihistórico de las
posiciones de Israel y su voluntad de cierre, que, a través de la
supuesta búsqueda de proteger sus orígenes y su fe religiosa, apunta a
legalizar la ocupación de los territorios de otros contra el derecho internacional en desprecio de la comunidad internacional y haciendo solo un uso instrumental de los valores milenarios.
Israel genehmigt ein Gesetz zugunsten seiner jüdischen Identität
Die
Entscheidung des israelischen Parlaments, das Gesetz zu genehmigen, die
die jüdische Identität Israel stellt öffnet beunruhigende Szenarien
über die Zukunft des Landes und der palästinensischen Frage und
unterstützt die demokratische anti Konnotation der Mehrheit, die die
Regierung in Tel Aviv hält. Es
muss präzisiert werden, dass der Unterschied in den Stimmen für die
Zustimmung minimal war, aber trotz dieser mathematischen Tatsache
scheint die Richtung, die die Exekutive nahm, unumstößlich. Es
gibt exogene Faktoren, die dieses Gesetz begünstigt haben: die
Machtübernahme von Trump, der Obama im Weißen Haus ablöste, die
Unbeweglichkeit der Organisationen und internationaler Subjekte, die
Israel dazu zwingen könnten, ein Gesetz dieser Art zusätzlich zur
Unordnung zu billigen das ist im Nahen Osten, was eine Art Desinteresse an der israelisch-palästinensischen Frage begünstigt hat; aber
die günstigen Bedingungen werden auch durch die Lage in der Israel
Land, mit der Mehrheit der Wähler gewonnen zunehmend radikalisiert und
einer geteilten Opposition, nicht in den Genuss des Scheiterns in der
Wirtschaftspolitik der Regierung zu übernehmen und hat nicht die
Vorteile der Skandale genommen was den Premierminister betraf. Die
Israelis angepasst haben sich mehr und mehr durch ein Recht fast
theokratischen regiert zu werden, zeitgleich mit den meisten
konservativen religiösen Kreisen, die eine Politik gegen die Araber und
für illegale Siedlungen in den Gebieten durchgeführt, die Ausweitung der
ultra-orthodoxen Siedler zu vergrößern und mit dem Ziel, die Oberfläche des Territoriums von Israel zu vergrößern. Die
derzeitige Regierung hat zusammen mit diesen Adressen nicht nur weg,
aber es hat mich zu einem Promotor worden, eine zweideutige Haltung im
internationalen Bereich beibehalten wird, Zugeständnisse an die Araber
viel versprechend, die nie erreicht haben und immer in der Tat, die
palästinensische Frage zurück zu halten, Zeit zu gewinnen in der Besetzung der Gebiete zu beschäftigen. In diesem Zusammenhang war es möglich, das Gesetz über die jüdische Identität des Staates Israel auszuarbeiten. Was wir schaffen wollen, ist eine homogene Nation, die auf den Besonderheiten der Zugehörigkeit zum Judentum beruht; Das
konkrete Risiko, selbst für nicht-beobachtende Juden, ist, dass der
religiöse Faktor eine zu große Bedeutung annimmt, um die Zukunft der
israelischen Gesellschaft noch entscheidender zu gestalten. Nach
dem neuen Gesetz jeden Juden, der das Recht Israels Land hat zu
auswandern und Staatsbürgerschaft zu erhalten, bedeutet diese
Bestimmung, die eine Ausdehnung des Landes Gebiet erfordern wird, die
ausdrücklich für innerhalb durch die Förderung der jüdischen Gemeinden
zur Verfügung gestellt der Siedlungen. Das Subtrahieren von Territorien von arabischen Gemeinschaften wird legal. Es
ist offensichtlich, dass dieser Faktor die Zukunft der Beziehungen zu
den Palästinensern, aber auch die Auswirkungen der diplomatischen
Beziehungen auf Tel Aviv beeinflussen muss. Die
Voraussage, dass diese Bestimmung nur zu Veränderungen im regionalen
Gleichgewicht führen wird, erscheint mir zu einfach, aber solange die
internationale Gemeinschaft keine angemessenen Druckmittel einsetzen
will, wird die israelische Regierung die Legitimität haben, weiterhin in
dieser Richtung zu handeln. Es
wird interessant sein zu prüfen, wie sich die nationalen Institutionen
gegenüber dieser Minderheit verhalten werden, etwa zwanzig Prozent der
nichtjüdischen israelischen Bürger, zu denen muslimische Araber, aber
auch Katholiken, Drusen und Orthodoxe gehören; politische
Minderheiten, einschließlich Juden, haben das antidemokratische Gesetz
definiert, weil es riskiert, gerade aufgrund der Auswirkungen auf den
Teil der israelischen Gesellschaft diskriminierend zu sein, der nicht
mit den Merkmalen der jüdischen Identität übereinstimmt. Sicherlich müssen die Bedingungen und Rechte dieser Bürger nach dem Inkrafttreten des neuen Gesetzes überprüft werden. Die
Verkündung dieser Regel ist ein historischen anti Rückzug der
Positionen Israels und seine Schließung wird, die durch die angebliche
Suche nach seiner Herkunft und seinen religiösen Glauben zu schützen,
soll die Besetzung fremden Territoriums gegen das Gesetz zur
Legalisierung International in Verachtung der internationalen Gemeinschaft und nur instrumentelle Verwendung von Millennials.
Israël approuve une loi en faveur de son identité juive
La
décision du parlement israélien d'approuver la loi qui établit
l'identité juive d'Israël ouvre des scénarios inquiétants sur l'avenir
du pays et de la question palestinienne et soutient la connotation
antidémocratique de la majorité qui détient le gouvernement à Tel Aviv. Il
faut dire que la différence des voix en faveur de l'approbation était
minime, mais en dépit de ce fait mathématiquement, la direction qu'il a
pris le gouvernement semble incontestable. Il
y a des facteurs externes qui ont favorisé cette loi: l'arrivée au
pouvoir de Trump, qui a remplacé M. Obama à la Maison Blanche, le
silence des organisations internationales et des personnes qui
pourraient influencer Israël d'adopter une loi de ce type, en plus de
troubles qui est au Moyen-Orient, qui a favorisé une sorte de désintérêt pour la question israélo-palestinienne; mais
les conditions favorables sont également acquises par la situation dans
le pays d'Israël, avec la majorité de l'électorat de plus en plus
radicalisé et une opposition divisée, incapable de tirer profit de
l'échec de la politique économique du gouvernement et n'a pas profité
des scandales qui concernait le premier ministre. Les
Israéliens se sont adaptés à être de plus en plus régie par un droit
presque théocratique, coïncidant avec les milieux religieux les plus
conservateurs, qui ont mené une politique contre les Arabes et en faveur
des colonies illégales dans les territoires, pour agrandir l'expansion
des colons ultra-orthodoxes et dans le but d'augmenter la surface du territoire d'Israël. Le
gouvernement actuel n'a pas seulement passé avec ces adresses, mais il
est devenu un promoteur, le maintien d'une attitude ambiguë dans le
domaine international, en promettant des concessions aux Arabes, qui
n'ont jamais atteint et se, en fait, pour retenir la question
palestinienne pour gagner du temps employer dans l'occupation des territoires. Dans ce contexte, il a été possible d'élaborer la loi sur l'identité juive de l'Etat d'Israël. Ce que nous voulons créer est une nation homogène basée sur les particularités de l'appartenance au judaïsme; Le
risque réel, même pour les juifs non-pratiquants, est que le facteur
religieux occupe une trop grande importance, capable de conditionner,
l'avenir donc encore plus important, de la société israélienne. En
vertu de la nouvelle loi tous les Juifs qui ont le droit d'émigrer au
pays d'Israël et d'obtenir la citoyenneté, ce qui implique la fourniture
qui nécessitera une expansion du territoire du pays, qui est
expressément prévu par la promotion des communautés juives au sein des colonies. La pratique consistant à soustraire du territoire des communautés arabes devient légale. Il
est évident que ce facteur ne peut qu'affecter l'avenir des relations
avec les Palestiniens, mais aussi les conséquences que les relations
diplomatiques auront sur Tel-Aviv. Faire
la prédiction que cette seule mesure entraînera des changements dans
l'équilibre régional, il est trop facile, mais aussi longtemps que la
communauté internationale ne sera pas utiliser des instruments de
pression adapté le gouvernement israélien aura la légitimité de
continuer à agir de cette façon. Il
sera intéressant de voir comment ils se comporteront les institutions
nationales à l'égard de cette partie de la minorité, environ vingt pour
cent des citoyens non juifs d'Israël, y compris les musulmans arabes,
mais aussi catholique, druze et orthodoxe; minorités
politiques, même juifs, ont appelé non démocratique parce que la loi
serait discriminatoire en raison des effets que cela pourrait avoir sur
la partie de la société israélienne qui ne coïncide pas avec les
caractéristiques de l'identité juive. Certes, les conditions et les droits de ces citoyens doivent être vérifiés après l'entrée en vigueur de la nouvelle loi. La
promulgation de cette règle marque une retraite historique contre des
positions d'Israël et sa volonté de fermeture, qui, par la recherche
présumée de protéger ses origines et sa foi religieuse, cherche à
légaliser l'occupation d'un territoire étranger contre la loi internationale
au mépris de la communauté internationale et en faisant seulement un
usage instrumental des valeurs millénaristes.
Israel aprova uma lei em favor de sua identidade judaica
A
decisão do parlamento israelense de aprovar a lei que estabelece a
identidade judaica de Israel abre cenários perturbadores sobre o futuro
do país e a questão palestina e confirma a conotação antidemocrática da
maioria que detém o governo em Tel Aviv. Deve
dizer-se que a diferença de votos a favor da aprovação era mínima, mas
apesar deste fato matematicamente, a direção que tomou o governo parece
incontestável. Existem
fatores exógenos que favoreceram essa lei: a chegada ao poder de Trump,
que substituiu Obama na Casa Branca, a imobilidade das Organizações e
assuntos internacionais, que poderiam condicionar Israel a aprovar uma
lei desse tipo, além da desordem. que está no Oriente Médio, o que favoreceu uma espécie de desinteresse na questão israelo-palestina; mas
condições favoráveis também amadureceram graças à situação dentro do
país israelense, com a maioria do corpo eleitoral cada vez mais
radicalizado e uma oposição dividida, incapaz de explorar as
incapacidades na política econômica do governo e que não foi capaz de
aproveitar os escândalos. que dizia respeito ao primeiro ministro. Os
israelenses se adaptaram para ser governados cada vez mais por uma
direita quase teocrática, coincidindo com os círculos religiosos mais
conservadores, que conduziram uma política contra os árabes e a favor
dos assentamentos abusivos nos territórios, para ampliar a expansão dos
colonos ultraortodoxos. e com o objetivo de aumentar a superfície do território de Israel. O
governo em exercício não apenas seguiu essas direções, mas se tornou
promotor, mantendo uma conduta ambígua na arena internacional,
prometendo concessões aos árabes, que nunca chegaram e conseguindo, de
fato, obter a questão palestina para ganhar tempo com empregar na ocupação dos territórios. Neste contexto, foi possível elaborar a lei sobre a identidade judaica do estado de Israel. O que queremos criar é uma nação homogênea baseada nas peculiaridades de pertencer ao judaísmo; O
verdadeiro risco, mesmo para os judeus não-praticantes, é que o fator
religioso ocupa muito grande importância, capaz de condicionar, de forma
ainda mais importante, o futuro da sociedade israelense. De
acordo com a nova lei todo judeu que quiser terá o direito de emigrar
para o país israelense e obter sua cidadania, esta disposição implica
que será necessário expandir o território do país, o que é expressamente
previsto através da promoção de comunidades judaicas dentro dos assentamentos. A prática de subtrair território das comunidades árabes torna-se legal. É
óbvio que este factor não vai afetar o futuro das relações com os
palestinos, mas também as consequências que as relações diplomáticas
terá em Tel Aviv. Fazer
a previsão de que essa provisão só trará alterações na balança regional
parece fácil demais, mas enquanto a comunidade internacional não quiser
usar instrumentos de pressão adequados, o governo israelense terá a
legitimidade de continuar atuando nessa direção. Será
interessante ver como eles irão se comportar instituições nacionais em
relação a essa parte da minoria, cerca de vinte por cento dos cidadãos
não-judeus de Israel, incluindo os árabes muçulmanos, mas também
católica, drusos e Ortodoxa; minorias
políticas, inclusive judeus, pediram antidemocrático porque a Lei seria
discriminatório por causa dos efeitos que isso poderia ter sobre a
parte da sociedade israelense que não coincide com as características de
identidade judaica. Certamente, as condições e os direitos desses cidadãos devem ser verificados após a entrada em vigor da nova lei. A
promulgação desta norma marca um recuo anti-histórico das posições de
Israel e sua vontade de fechamento, que, através da suposta busca de
proteger suas origens e sua fé religiosa, visa legalizar a ocupação dos
territórios de outros contra a direita internacional em desprezo à comunidade internacional e fazendo uso apenas instrumental de valores milenares.
Iscriviti a:
Post (Atom)