Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
martedì 16 aprile 2019
エジプト大統領は2030年まで権力を保持することができます
エジプトのアルシシの権力の永続は、2030年まで続く予定です。現在のエジプト大統領に特に忠実な代理人による提案は、4年から6年への任務の延長と、現在の憲法では明示的に想定されていない最終的な3番目の任務への適用の可能性を見込んでいる。人民会議による提案の承認は確かであり、反対勢力の構成員はわずか15人であり、その後憲法改革はまた、結果がアルシシとアラブ首長国連邦に対する懸念を表すべきではない大衆の国民投票によっても承認されなければならないでしょう。その政治的強さ。当初大統領府の潜在的な存続期間は2034年までだったはずだったが、法務委員会は2030年までこの可能性を制限し、偽りの合法性行使を行った。ただし後で変更してください。この改革にはまた、大統領が治安判事の選任に対してより大きな権限を与え、実際には正式には正式にさえもエジプトの裁判官の独立性および第二代議院、上院、および女性とコプト人、エジプトのキリスト教の宗教的少数派を支持して人気のある代表者の中でクォータを創設することは、正式なものにすぎず、エジプトの独裁者の手による力の集中から注意をそらすために機能的な民主主義の譲歩である。国の政治情勢は、軍隊がクーデターで権力を掌握していた国のそれと一致しています。当初はイスラム教徒同胞団によって課された宗教的独裁に反対していました。だれが権力でイスラム主義に反対しており、世俗的な民主主義を望んでいた。ある推定によると、エジプトには約4万人の政治犯がいますが、抑圧は絶えず進化しており、またウェブを通じて反対意見を抑制しています。大統領の支持者によると、改革はアルシシが改革のサイクルを完了することを可能にするために必要であり、合意を広げることを試みる人気のあるクラスを制度に含めることを試みる。昨年のシシィは、独裁者自身の装置によってさえ信頼できるとは考えられていません。繰り返し強調されてきたように、エジプトは民衆の反乱の民主主義に向けたプロセスの失敗の主な例です。実際には、国はムバラクからイスラム教徒の兄弟へと移り、それからそのタイプの独裁政権に戻りました。一方トランプ氏はアルシシ氏を高く評価している。イスラエルやスンニ派君主国のような国は彼を偉大な大統領と呼んでいるので、彼はこの地域の戦略的同盟国だと考えている。より一般的には、Al Sisiはトランプ自身、プーチン大統領、または中国大統領のように、世界的な成功を収めている強力な男性のカテゴリーに分類されます。アメリカ大統領の違いは、アメリカの制度は他の国々のような制度上の漂流を許さないということですが、彼の権力の永続性はアメリカに存在する現在の民主的な敏感さの明白な指標です。さらに、ヨーロッパの国々でさえ、人格の崇拝はしばらくの間危険な漂流を表しており、いずれにせよエジプトのような重要な国で指揮するアルシシのような人物ははるかに大きな保証を提供します。確かに、それから、Al Sisiは西の同盟国であり続けるので十分に資金を供給されなければなりません。
سيكون الرئيس المصري قادرًا على تولي السلطة حتى عام 2030
مقدر استمرار السيسي في السلطة ، في مصر ، أن تستمر حتى عام 2030 ؛ اقتراح مقدم من النواب الموالين للرئيس المصري الحالي ، يتوقع تمديد الولاية من أربع إلى ست سنوات وإمكانية التقديم على ولاية ثالثة ، وهو الاحتمال الذي لم ينص عليه الدستور الحالي صراحة. من المؤكد أن موافقة مجلس الشعب على اقتراح مجلس الشعب ، يبلغ عدد أفراد قوى المعارضة خمسة عشر عامًا فقط ، وبالتالي يجب الموافقة على الإصلاح الدستوري أيضًا من خلال استفتاء شعبي ، لا ينبغي أن تمثل نتائجه قلقًا للسيسي و قوتها السياسية. في البداية ، كان ينبغي أن تكون فترة الاستمرارية المحتملة في مكتب الرئيس حتى عام 2034 ، لكن اللجنة القانونية حصرت هذه الإمكانية حتى عام 2030 ، مما أدى إلى تمرين شرعي مزيف ، مما يسمح لحزب الرئيس بعرض هذا الإصلاح على أنه مشروع (والذي يمكن أن ومع ذلك يمكن تغييرها لاحقا). يتضمن الإصلاح أيضًا إمكانية أن يتمتع الرئيس بسلطات أكبر على تعيين القضاة ، مما سيؤدي إلى تقويض ، وكذلك من الناحية العملية ، وحتى بشكل رسمي ، استقلال القضاة المصريين وإدخال مجلس تمثيلي ثانٍ ، ومجلس الشيوخ ، و إنشاء حصص في الممثلين الشعبيين لصالح النساء والأقباط ، وهم أقلية دينية مصرية كريستارية ، فهي تنازلات للديمقراطية تبدو رسميةً فقط وتعمل على تحويل الانتباه عن تركيز السلطة في أيدي الديكتاتور المصري. يتماشى الوضع السياسي في البلاد مع حالة الأمة التي استولت فيها القوات المسلحة على السلطة عن طريق الانقلاب ، الموجه في البداية ضد الديكتاتورية الدينية التي فرضتها جماعة الإخوان المسلمين ، والتي استثمرت بعد ذلك جميع أشكال المعارضة ، حتى الذي كان ضد الإسلاميين في السلطة وأراد الديمقراطية العلمانية. وفقًا لبعض التقديرات ، يوجد حوالي 40،000 سجين سياسي في مصر ، في حين أن القمع يتطور باستمرار ويتحكم أيضًا في المعارضة عبر الإنترنت. وفقًا لأنصار الرئيس ، فإن الإصلاح ضروري للسماح للسيسي بإكمال دورته من الإصلاحات ويحاول تضمين الطبقات الشعبية في المؤسسات التي تحاول توسيع الإجماع ، في إشارة إلى أن 98٪ من الأصوات التي انتخب بها لا يعتبر السيسي العام الماضي موثوقًا به حتى من قبل جهاز الديكتاتور نفسه. كما تم التأكيد مرارًا وتكرارًا ، فإن مصر هي المثال الرئيسي لفشل العملية تجاه ديمقراطيات الثورات الشعبية: لقد انتقلت البلاد ، في الواقع ، من مبارك إلى الإخوان المسلمين ثم عادت إلى ديكتاتورية من نوع المييت. وفي الوقت نفسه ، تباينت المواقف والحساسية الدولية بشكل كبير: ترامب يقدر السيسي ، لدرجة أن يصفه بأنه رئيس عظيم وبلدان مثل إسرائيل والممالك السنية تعتبره حليفا استراتيجيا في المنطقة. بشكل أعم ، يقع السيسي في فئة الرجال الأقوياء الذين يتمتعون بالنجاح في جميع أنحاء العالم ، مثل ترامب نفسه أو بوتين أو الرئيس الصيني. الفرق بين الرئيس الأمريكي هو أن النظام الأمريكي لا يسمح بالانحرافات المؤسسية كما هو الحال في البلدان الأخرى ، ولكن استمراره في السلطة هو مؤشر واضح على الحساسية الديمقراطية الحالية الموجودة في الولايات المتحدة الأمريكية. علاوة على ذلك ، حتى في البلدان الأوروبية ، تمثل عبادة الشخصية انجرافًا خطيرًا لبعض الوقت ، وعلى أي حال ، فإن شخصية مثل السيسي التي تتولى القيادة في دولة حاسمة مثل مصر تقدم ضمانات أكبر بكثير لا يمكن لنظام ديمقراطي غير مستقر ولا يدعمها ؛ بالتأكيد ، إذن ، لأن السيسي لا يزال حليفًا للغرب يجب تمويله بشكل كافٍ.
Il distacco occidentale verso i fatti di Algeria, Libia e Sudan
Se, durante le primavere arabe i governi occidentali si dimostravano più coinvolti ed anche interessati ad uno sviluppo della situazione che potesse evolvere i sistemi di governo dei paesi della sponda meridionale del Mediterraneo in democrazia, attualmente i sommovimenti, seppure diversi nella loro forma, che riguardano Algeria, Libia e Sudan sono osservati con distacco. Una delle ragioni è di ordine generale: le attese di una evoluzione in sistema democratico vicino a quelli occidentali è andata delusa per la scarsa attitudine di grandi parti della popolazione a sistemi politici mai praticati e visti con sospetto dagli unici movimenti capaci di orientare il popolo, quelli di matrice religiosa. Il caso egiziano è uello maggiormente esplicativo: i Fratelli musulmani andati al governo grazie al voto democratico hanno assunto ogni forma di potere, relegando ai margini le minoranze e cercando di imporre la legge islamica, il consegunete rovesciamento di questo esecutivo si è concretizzato grazie all’intervento delle forze armate che hanno ristabilito un regime diverso ma sempre dittatoriale. L’atteggiamento isolazionista americano, nettamente cambiato rispetto alla presidenza Obama, provoca la mancanza di un paese leader nel campo delle istanze democratiche occidentali, causando la mancanza di un effetto traino per gli altri paesi dell’Occidente. Infine l’Europa, lacerata al suo interno mostra tutta la preoccupazione possibile per una nuova ondata migratoria, causata dal conflitto libico, che non potrà essere gestita dall’Italia, sia per l’avversione del governo di Roma, che per il rifuto degli altri paesi a farsi carico del problema degli immigrati irregolari. Un ulteriore pericolo è rappresentato dalla potenziale presenza di elementi legati al terrorismo islamico, pronti ad imbarcarsi per arrivare in Europa. Le questioni non sono secondarie, se Roma continua a tenere chiusi i porti italiani occorrerà vedere quale sarà l’atteggiamento degli altri paesi europei e della stessa Unione: senza un accordo comune le tensioni già presenti all’interno di Bruxelles rischiano di deflagrare; occorre, poi, tenere presente come sarà composto il parlamento europeo che uscirà dalle elezioni di maggio. Peraltro le elezioni europee e la questione dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea rappresentano dei fattori politici che distolgono la concentrazione necessaria per occuparsi delle questioni africane, sia direttamente, che come elemento di pressione presso le Nazioni Unite. Se si può, almeno in parte, comprendere questo distacco, non lo si può certo condividere: la stabilità di stati vicini, che sono anche fornitori di materie prime energetiche, è un elemento dal quale non si può prescindere e ciò dovrebbe richiedere un maggiore impegno da parte di Bruxelles, che pare poco presente. Certamente i mezzi che consentirebbero una azione efficace non appartengono all’Unione: l’assenza di una politica estera e di proprie forze armate slegate alle logiche nazionali, limitano di molto il raggio d’azione comunitario. Inoltre gli interessi nazionali dei paesi europei sono spesso in contrasto e le manovre sotterranee funzionali ad interessi singoli non aiutano il necessario ruolo da protagonista che Bruxelles dovrebbe interpretare. L’azione è lasciata così a stati che si muovono in modo neanche troppo nascosto e che hanno interessi contrari a quelli dell’Unione. Senza l’aiuto degli Stati Uniti, che non hanno ancora compreso che il loro isolazionismo danneggia prima di tutto se stessi, l’Europa si trova in una posizione di debolezza eccessiva, ma ciò non è una sorpresa, giacchè la mancanza di strumenti per sopperire all’assenza americana era cosa già ben nota.
The western detachment towards the facts of Algeria, Libya and Sudan
If, during the Arab springs, Western governments proved more involved and even interested in a development of the situation that could evolve the systems of government of the southern Mediterranean countries in a democracy, currently the upheavals, albeit different in their form, which concern Algeria, Libya and Sudan are observed with detachment. One of the reasons is a general one: the expectations of an evolution in a democratic system close to the Western ones have been disappointed by the poor attitude of large parts of the population to political systems never practiced and viewed with suspicion by the only movements capable of orienting the people, those of a religious nature. The Egyptian case is more explanatory: the Muslim Brothers who went to the government thanks to the democratic vote have assumed every form of power, relegating minorities to the margins and trying to impose Islamic law, the consegunete reversal of this executive has materialized thanks to the intervention of the armed forces that have re-established a different but always dictatorial regime. The American isolationist attitude, clearly changed compared to the Obama presidency, causes the lack of a leading country in the field of Western democratic institutions, causing the lack of a towing effect for other Western countries. Finally, Europe, torn apart from within, shows all possible concern for a new wave of migration, caused by the Libyan conflict, which cannot be managed by Italy, both because of the aversion of the Rome government and the refusal of the others countries to take on the problem of irregular immigrants. A further danger is represented by the potential presence of elements linked to Islamic terrorism, ready to embark to arrive in Europe. The issues are not secondary, if Rome continues to keep the Italian ports closed it will be necessary to see what the attitude of the other European countries and of the Union itself will be: without a common agreement the tensions already present within Brussels are likely to explode; it is necessary, then, to keep in mind how the European parliament that will come out of the May elections will be composed. Moreover, the European elections and the issue of the United Kingdom leaving the European Union represent political factors that distract the concentration necessary to deal with African issues, both directly and as an element of pressure at the United Nations. If we can at least partly understand this detachment, we certainly cannot share it: the stability of neighboring states, which are also suppliers of energy raw materials, is an element that cannot be ignored and this should require a greater commitment on the part of Brussels, which seems to have little presence. Certainly the means that would allow effective action do not belong to the Union: the absence of a foreign policy and of its own armed forces unrelated to national logic, greatly limit the scope of Community action. Furthermore, the national interests of European countries are often at odds and the underground maneuvers functional to individual interests do not help the necessary leading role that Brussels should interpret. The action is thus left to states that move in a way that is not too hidden and that have interests that are contrary to those of the Union. Without the help of the United States, which has not yet understood that their isolationism damages first of all themselves, Europe is in a position of excessive weakness, but this is not a surprise, since the lack of tools to make up for the American absence was already well known.
El destacamento occidental hacia los hechos de Argelia, Libia y Sudán
Si, durante las fuentes árabes, los gobiernos occidentales se mostraron más involucrados e incluso interesados en un desarrollo de la situación que podría evolucionar los sistemas de gobierno de los países del sur del Mediterráneo en una democracia, actualmente los trastornos, aunque diferentes en su forma, que conciernen Argelia, Libia y Sudán se observan con desapego. Una de las razones es general: las expectativas de una evolución en un sistema democrático cercano a las occidentales se han visto decepcionadas por la mala actitud de gran parte de la población hacia los sistemas políticos que nunca se han practicado y visto con sospecha por los únicos movimientos capaces de orientar a la gente, Los de carácter religioso. El caso egipcio es más explicativo: los Hermanos Musulmanes que acudieron al gobierno gracias al voto democrático han asumido todas las formas de poder, relegando a las minorías a los márgenes e intentando imponer la ley islámica, la reversión conseguida de este ejecutivo se ha materializado gracias al La intervención de las fuerzas armadas que han restablecido un régimen diferente pero siempre dictatorial. La actitud aislacionista estadounidense, claramente cambiada en comparación con la presidencia de Obama, provoca la falta de un país líder en el campo de las instituciones democráticas occidentales, lo que provoca la falta de un efecto de remolque para otros países occidentales. Finalmente, Europa, desgarrada desde dentro, muestra toda la posible preocupación por una nueva ola de migración, causada por el conflicto libio, que Italia no puede manejar, tanto por la aversión del gobierno de Roma como por la negativa de los demás. Países para enfrentar el problema de los inmigrantes irregulares. Otro peligro está representado por la presencia potencial de elementos relacionados con el terrorismo islámico, listos para embarcarse para llegar a Europa. Los problemas no son secundarios. Si Roma continúa manteniendo cerrados los puertos italianos, será necesario ver cuál será la actitud de los demás países europeos y de la propia Unión: sin un acuerdo común, las tensiones ya presentes en Bruselas probablemente explotarán; Es necesario, entonces, tener en cuenta cómo se compondrá el Parlamento Europeo que saldrá de las elecciones de mayo. Además, las elecciones europeas y el tema de la salida del Reino Unido de la Unión Europea representan factores políticos que distraen la concentración necesaria para abordar los problemas africanos, tanto directamente como un elemento de presión en las Naciones Unidas. Si podemos entender al menos en parte este desapego, ciertamente no podemos compartirlo: la estabilidad de los estados vecinos, que también son proveedores de materias primas energéticas, es un elemento que no puede ignorarse y esto debería requerir un mayor compromiso. Por parte de Bruselas, que parece tener poca presencia. Ciertamente, los medios que permitirían una acción efectiva no pertenecen a la Unión: la ausencia de una política exterior y de sus propias fuerzas armadas no relacionadas con la lógica nacional, limita en gran medida el alcance de la acción comunitaria. Además, los intereses nacionales de los países europeos a menudo están reñidos y las maniobras clandestinas funcionales a los intereses individuales no ayudan al papel de liderazgo necesario que Bruselas debe interpretar. La acción se deja así a los estados que se mueven de una manera que no está demasiado oculta y que tienen intereses que son contrarios a los de la Unión. Sin la ayuda de los Estados Unidos, que aún no ha entendido que su aislacionismo se daña primero a ellos mismos, Europa se encuentra en una posición de debilidad excesiva, pero esto no es una sorpresa, ya que la falta de herramientas para compensar La ausencia americana ya era conocida.
Die westliche Distanz zu den Tatsachen Algeriens, Libyens und des Sudans
Wenn sich die westlichen Regierungen während der arabischen Quellen stärker engagiert und sogar für eine Entwicklung der Situation interessierten, die die Regierungssysteme der südlichen Mittelmeerländer zu einer Demokratie weiterentwickeln könnte, sind dies derzeit die Umwälzungen, die sich in ihrer Form unterscheiden, was jedoch besorgniserregend ist Algerien, Libyen und Sudan werden mit Abstand beobachtet. Einer der Gründe ist allgemeiner Grund: Die Erwartungen an eine Entwicklung in einem dem westlichen System nahe stehenden demokratischen System wurden enttäuscht von der schlechten Haltung großer Teile der Bevölkerung gegenüber politischen Systemen, die niemals praktiziert und von den einzigen Bewegungen mit Misstrauen wahrgenommen wurden, die religiöser Natur. Der ägyptische Fall ist erklärender: Die Muslimbrüder, die dank des demokratischen Votums an die Regierung gingen, haben jede Form von Macht angenommen, Minderheiten an den Rand gedrängt und versucht, islamisches Recht durchzusetzen Eingreifen der Streitkräfte, die ein anderes, aber immer diktatorisches Regime wiederhergestellt haben. Die amerikanische Haltung der Isolationisten, die sich im Vergleich zur Obama-Präsidentschaft deutlich geändert hat, führt dazu, dass kein führendes Land auf dem Gebiet der westlichen demokratischen Institutionen existiert, was dazu führt, dass andere westliche Länder keinen Schleppeffekt haben. Schließlich zeigt Europa, von innen zerrissen, jede mögliche Besorgnis über eine neue Migrationswelle, die durch den libyschen Konflikt verursacht wurde, der von Italien nicht bewältigt werden kann, sowohl aufgrund der Abneigung der Regierung von Rom als auch der Ablehnung der anderen Länder, um das Problem irregulärer Einwanderer anzunehmen. Eine weitere Gefahr besteht in der potenziellen Präsenz von Elementen im Zusammenhang mit dem islamischen Terrorismus, die bereit sind, nach Europa zu gelangen. Die Probleme sind nicht zweitrangig. Wenn Rom die italienischen Häfen weiterhin geschlossen hält, wird es notwendig sein, die Haltung der anderen europäischen Länder und der Union selbst zu sehen: Ohne ein gemeinsames Abkommen können die in Brüssel bereits herrschenden Spannungen explodieren. Es ist daher notwendig zu bedenken, wie das Europäische Parlament, das aus den Wahlen im Mai hervorgehen wird, zusammengesetzt sein wird. Darüber hinaus stellen die Europawahlen und die Frage des Austritts des Vereinigten Königreichs aus der Europäischen Union politische Faktoren dar, die die Konzentration auf afrikanische Fragen ablenken, sowohl direkt als auch als Druckmittel der Vereinten Nationen. Wenn wir diese Trennung zumindest teilweise verstehen können, können wir sie sicherlich nicht teilen: Die Stabilität der Nachbarstaaten, die auch Lieferanten von Energierohstoffen sind, ist ein Element, das nicht ignoriert werden kann, und dies sollte ein höheres Engagement erfordern von Brüssel, die wenig Präsenz zu haben scheint. Die Mittel, die ein wirksames Vorgehen ermöglichen würden, gehören sicherlich nicht der Union: Das Fehlen einer Außenpolitik und der eigenen Streitkräfte, die nicht mit der nationalen Logik zusammenhängen, schränkt den Umfang der Gemeinschaftsaktion stark ein. Darüber hinaus stehen die nationalen Interessen der europäischen Länder häufig im Widerspruch, und die auf die individuellen Interessen abzielenden Untergrundmanöver tragen nicht zur notwendigen Führungsrolle bei, die Brüssel zu interpretieren hat. Die Aktion wird somit Staaten überlassen, die sich auf eine nicht zu versteckte Weise bewegen und Interessen haben, die den Interessen der Union zuwiderlaufen. Ohne die Hilfe der Vereinigten Staaten, die noch nicht begriffen haben, dass ihr Isolationismus in erster Linie sich selbst schädigt, befindet sich Europa in einer übermäßigen Schwäche. Dies ist jedoch keine Überraschung, da es an Werkzeugen fehlt, um es auszugleichen die amerikanische Abwesenheit war bereits bekannt.
Le détachement occidental face aux faits en Algérie, en Libye et au Soudan
Si, au cours des printemps arabes, les gouvernements occidentaux se montraient plus impliqués et même intéressés par un développement de la situation susceptible de faire évoluer les systèmes de gouvernement des pays du sud de la Méditerranée dans une démocratie, les bouleversements actuels, bien que de forme différente, concernent L'Algérie, la Libye et le Soudan sont observés avec détachement. Une des raisons est d'ordre général: les attentes d'une évolution dans un système démocratique proche des occidentaux ont été déçues par l'attitude médiocre de larges couches de la population à l'égard de systèmes politiques jamais pratiqués et perçus avec suspicion par les seuls mouvements capables d'orienter les citoyens, ceux de nature religieuse. Le cas égyptien est plus explicatif: les Frères musulmans qui sont allés au gouvernement grâce au vote démocratique ont assumé toutes les formes de pouvoir, reléguant les minorités à la marge et essayant d’imposer la loi islamique, le renversement de cet exécutif s’est matérialisé grâce au intervention des forces armées qui ont rétabli un régime différent mais toujours dictatorial. L'attitude isolationniste américaine, clairement modifiée par rapport à la présidence Obama, entraîne l'absence d'un pays leader dans le domaine des institutions démocratiques occidentales, entraînant l'absence d'effet de remorquage pour les autres pays occidentaux. Enfin, l’Europe déchirée de l’intérieur montre tout le souci possible d’une nouvelle vague de migration, provoquée par le conflit libyen, que l’Italie ne peut gérer, tant par l’aversion du gouvernement de Rome que par le refus des autres. pays à s’attaquer au problème des immigrants en situation irrégulière. Un autre danger est la présence potentielle d'éléments liés au terrorisme islamique, prêts à embarquer pour arriver en Europe. Les problèmes ne sont pas secondaires. Si Rome continue de maintenir les ports italiens fermés, il faudra voir quelle sera l'attitude des autres pays européens et de l'Union elle-même: sans un accord commun, les tensions déjà présentes à Bruxelles risquent d'exploser. il faut donc garder à l'esprit la composition du parlement européen qui sortira des élections de mai. En outre, les élections européennes et le départ du Royaume-Uni de l'Union européenne représentent des facteurs politiques qui détournent l'attention de la concentration nécessaire pour traiter des problèmes africains, à la fois directement et en tant qu'élément de pression aux Nations Unies. Si nous pouvons au moins comprendre en partie ce détachement, nous ne pouvons certainement pas le partager: la stabilité des États voisins, qui sont également des fournisseurs de matières premières énergétiques, est un élément qui ne peut être ignoré et qui nécessite un engagement plus important. de la part de Bruxelles, qui semble avoir peu de présence. Certes, les moyens qui permettraient une action efficace n'appartiennent pas à l'Union: l'absence de politique étrangère et de forces armées non liées à la logique nationale limite considérablement le champ d'action de la Communauté. En outre, les intérêts nationaux des pays européens sont souvent contradictoires et les manœuvres souterraines fonctionnant en fonction des intérêts individuels n'aident pas le rôle de premier plan que doit interpréter Bruxelles. L'action est donc laissée aux États qui agissent d'une manière qui n'est pas trop cachée et qui ont des intérêts contraires à ceux de l'Union. Sans l’aide des États-Unis, qui n’ont pas encore compris que leur isolationnisme porte préjudice en premier lieu à eux-mêmes, l’Europe est dans une position de faiblesse excessive, mais ce n’est pas une surprise, car le manque d’outils pour compenser L'absence américaine était déjà bien connue.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)