Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

giovedì 11 aprile 2013

أكدت وجود تنظيم القاعدة في النزاع السوري

في فصيل من معارضي الأسد، يبرز التواصل مع القاعدة. واحدة من نقاط الضعف في جميع القوى المعارضة للنظام في دمشق هو عدم وجود وحدة وطنية، وذلك بسبب الخلافات العميقة السياسية والدينية، ولكن في الوقت الراهن التعادل فقط الذي يربط هذا الجمع المتنوع النفور من الأسد، ل بقية، بعد ذلك، هو تقسيم المجموع. وللأسف، فإن أسهل من المتوقع أنه في حالة الانتصار على القوات النظامية، ومحنة سورية، فهي بعيدة عن النهاية. وبعد الأسد، في الواقع، وكما أعلن سببا محتملا للاستمرار العنف في الأهداف النهائية مختلفة من فصيل في الميدان. إذا كانت القوى التي تدعو إلى اختيار العلمانية والديمقراطية لبناء دولة تقوم على توسيع المشاركة السياسية لجميع السكان، وقوى طائفية نقطة إلى إنشاء الخلافة حيث القانون الواجب التطبيق هو واحد فقط الإسلامية. هذا من شأنه أن تخطي المرحلة الانتقالية الانتخابية والحصول على الحق في إنشاء دولة إسلامية، نسخة متطرفة من الوضع الحالي في مصر. سورة تنظيم كتابه النصرة هو ذلك الجزء من المعارضة السورية، التي أعلنت ينتمون إلى تنظيم القاعدة. هذا العنوان هو مع منظمة إرهابية إسلامية موجودة على العراق وأن الولايات المتحدة تعتبر واحدة من أكثر القوات صعبة، وقادرة على الصمود في وجه الهجمات الأميركيين مع التجديد المستمر وقادرة، حتى الآن، قد أجرت أكثر من 600 هجمات العراقية الإرهابية في البلاد. والغرض من هذه المنظمة هو خلق الخلافة في سوريا قادرة على دعم تمرد في العراق مع الهدف النهائي المتمثل في توحيد البلدين. هو من دون شك، وهو مشروع طموح جدا، والتي إذا لم يتم، وسوف تترك على الأرض يشكل حلقة في سلسلة رائعة من العنف والموت. وعلاوة على ذلك، وبالفعل الآن يتميز النشاط العسكري لهذه المجموعة من العنف الوحشي على الأعداء والمدنيين، وخاصة تلك من أصل كردي، وتريد أن تدفع من الأراضي التي يسيطر عليها في المستقبل السيادة الكاملة على المنطقة، دون أي ممكن مصادر التباين. من الواضح، وذلك بفضل سيناريوهات من هذا النوع، يحذر الغرب لتقديم الدعم غير المشروط للمتمردين وزيادة كبيرة. وترد بقية شواغل إسرائيل، التي لديها شكوى طويلة على حدودها النشاط المشبوهة من قبل الجماعات المسلحة المرتبطة التطرف الإسلامي. الانطباع هو أن التمرد السوري خرج من يد القوات الغربية، ربما بسبب أخطاء سوء تقدير، وربما بسبب عدم وجود المعرفة من نسيج المتنوعة التي تشكل معارضي الأسد. والحقيقة هي أن في هذه اللحظة، وهذا أدى إلى حالة من عدم اليقين كبيرة، سواء في التضاريس الحقيقية للمعركة، حيث التوازن الأساسي بين المتنافسين لا ينتج التقدم لصالح أي، مشجعة، ومع ذلك، فإن بقاء الأسد، والتي يمكن أن تكون كما لا يزال ينظر أهون الشر من قبل الدول الغربية. في الواقع، وإن لم تكن بالتأكيد التأثير على إطار التوازن بسبب التحالف مع إيران، وديمومة النظام في دمشق، ومع ذلك، يمكن أن يتم تقييم أكثر إيجابية من الخلافة الراديكالية، في الواقع يحكمها تنظيم القاعدة. من الصعب تقييم قرار، وهو ما يفسر والمطعمة والسكون من القوى العظمى تواجه وضعا صعبا للغاية والتي حماية المصالح الخاصة، كما يتضح من الموقف الروسي، التي تهدف إلى حماية إمكانية الحفاظ على في قاعدة بحرية فقط في البحر الأبيض المتوسط. ولكن الشعور هو أن نرى أن حل المشكلة سيكون لها سورية للذهاب لفترة طويلة، وقبل كل شيء، فإن الحل يأتي من الديناميات الداخلية، والتي من نفوذ الغرب أو الأمم المتحدة سوف تكون قادرة على القليل جدا.

mercoledì 10 aprile 2013

Le cause della crisi nordcoreana

Le ragioni della crisi nordcoreana sono insite nell'evoluzione storica che il paese ha attraversato fin dagli anni 50 dello scorso secolo. La nazione, di impronta stalinista fin dai suoi inizi, ha incentrato il suo sviluppo sulla dottrina dell'autosufficienza, che ha determinato un progressivo, ma sostanziale isolamento, specialmente da quei paesi che potevano essere gli alleati naturali di Pyongyang: l'Unione Sovietica e la Cina di Mao. Con lo scorrere del tempo la trasformazione di questi paesi in economie di tipo capitalistico, ed anche con nuovi sistemi politici, l'isolamento della Corea del Nord nel consesso internazionale si è fatto più acuto: i rapporti con Mosca, pur esistenti, si sono rarefatti, mentre il legame più forte, se questa definizione si può applicare per il rapporto tra Pechino e Pyongyang, è rimasto con la Cina, anche se gli sviluppi di questi giorni fanno dubitare dell'effettiva influenza cinese, fin qui data per scontata, sul paese nordcoreano. Per il resto le relazioni con gli altri stati sono sporadiche e ridotte, tanto che a Pyongyang le ambasciate presenti sono soltanto una decina ed il paese si è così guadagnato la definizione di nazione eremita. Se questa è stata la sostanziale evoluzione dei rapporti internazionali, all'interno si è sviluppata una forma singolare di marxismo leninismo, incentrata sul culto della personalità, molto estremizzato, tanto da diventare l'unico paese di impronta socialista con trasmissione del potere per via dinastica. La sacralità della figura principale, iniziata con quello che viene definito il fondatore della nazione: Kim Il-Sung, ha raggiunto livelli paragonabili ad esempi del passato remoto della storia, quando al re era riconosciuto un potere sacro tanto da identificarlo con la divinità, ma che trasposti ai giorni nostri si è tramutata in una situazione parodistica, confinante con il ridicolo. Ne sono un chiaro esempio le statue, di stampo razionalistico, che raffigurano il dittatore in pose tragicomiche. Alla dottrina dell'autosufficienza, con il secondo esponente della stirpe comunista Kim Jong-Il, si è affiancato il dato distintivo della preminenza del settore militare, logico sviluppo della necessità di onnipotenza del regime. Questo scenario ha creato una casta militare, che, aldilà degli aspetti folcloristici degli assetti dello stato, risulta essere il vero ceto del paese detentore del potere. Al settore militare, infatti, è destinata la grande parte del budget dello stato, in omaggio agli obiettivi della supremazia delle forze armate in un quadro di stabilità del regime, che hanno creato un tessuto sociale immobile e sottomesso alle gerarchie, anche grazie ad un ferreo controllo dell'apparato dello stato. In una simile situazione la crescita economica è passata in secondo piano, facendo attestare il grado di vita della popolazione su livelli di pura sussistenza, spesso neppure raggiunta, come hanno dimostrato le crisi alimentari e le carestie, che hanno flagellato il paese. Nonostante questo clima, per certi versi ovattato per le gerarchie al potere, Kim Jong-Il aveva capito la necessità di una riforma economica in grado di formare una industrializzazione del paese, sebbene sotto un attento controllo delle classi al potere. Ma i tanti anni di stasi politica e sociale hanno impedito anche le più piccole riforme per il timore di mettere in pericolo l'impalcatura che sorreggeva il regime, per la remota paura di scatenare tensioni sociali. Il leader attuale, Kim Jong-Un, che rappresenta la terza generazione dei dittatori nordcoreani, è al comando del paese da due anni ed è arrivato al potere praticamente in balia della struttura militare. Non si conoscono le reali intenzioni, ne l'effettivo potere che il nuovo leader ha a disposizione ed, anzi, esistono, ragionevoli dubbi sulla sua reale autonomia. Un dato di fatto è che l'atteggiamento di Kim Jong-Un appare profondamente mutato dal suo insediamento, quando aveva parlato di una trasformazione economica del paese, grazie ad un processo di industrializzazione, che pareva potere fare uscire il paese dal suo isolamento internazionale. Se queste intenzioni erano vere, anche solo in minima parte, devono essersi scontrate con la paura del ceto militare di una potenziale perdita consistente del proprio potere; ciò potrebbe essere il segnale del profondo deterioramento della situazione interna, dovuta alla concomitanza di alcuni fattori: il primo è la povertà endemica del popolo nordcoreano, che a causa della penuria alimentare potrebbe avere alterato alcuni equilibri interni, il secondo è l'aggravamento della situazione del paese dovuto al regime di sanzioni, imposto per gli esperimenti nucleari e sottoscritto, per la prima volta, anche dalla Cina; terzo è la necessità di superare i primi due fattori attraverso l'immediato reperimento di risorse per alleviare lo scenario interno, con lo strumento del ricatto militare, i cui destinatari non sono gli Stati Uniti, da cui può arrivare ben poco, ma la Cina, grazie alla minaccia di sovvertire i delicati equilibri regionali, necessari ai commerci di Pechino. Se questa analisi è vera, quella di Pyongyang è la mossa della disperazione, che non può che portare il regime verso l'implosione; il problema è quanto sarà lunga la dissoluzione del regime e quanto influirà sui delicati assetti, sia politici, che economici di una zona ormai nevralgica per il pianeta.

The causes of the North Korean crisis

The reasons for the North Korean crisis are inherent in the historical development that the country has gone through since the 50's of last century. The nation of Stalinist imprint since its inception, has focused its development on the doctrine of self-sufficiency, which resulted in a gradual but substantial isolation, particularly by those countries which could be the natural allies of Pyongyang: the Soviet Union and Mao's China. With the passing of time, the transformation of these economies of capitalist countries, and also with new political systems, the isolation of North Korea in the international community has become more acute: relations with Moscow, although in existence, are rarefied while the strongest bond, if this definition can be applied to the relationship between Beijing and Pyongyang, was with China, although developments of these days they doubt the actual Chinese influence, so far taken for granted, the country North Korea. For the rest of the relations with the other states are sporadic and small, so that the embassies in Pyongyang are only a dozen, and the country has thus gained the definition of hermit nation. If this was the substantial evolution of international relations, developed within a singular form of Marxism-Leninism, centered on the cult of personality, very extreme, so as to become the only country with a socialist stamp transmission of power through dynastic . The sacredness of the main figure, beginning with what is known as the nation's founder Kim Il-Sung, has become comparable examples of the remote past of history, when the king was recognized as a sacred power so as to identify with the deity, but that transposed to the present day has turned into a parody situation, bordering on the ridiculous. Are a clear example of the statues, rationalistic mold, which depict the dictator poses tragicomic. The doctrine of self-sufficiency, with the second member of the family communist Kim Jong-Il, was accompanied by a distinctive feature of the rule of the military, logical development of the need for omnipotence of the regime. This scenario has created a military caste, which, beyond the folk aspects of the structure of the state, appears to be the true class of the country holding the power. The military, in fact, will be the largest part of the state budget, as a tribute to the objectives of the supremacy of the armed forces in a framework of stability of the regime, who have created a social property and is subject to hierarchies, thanks to a strict control of the state apparatus. In such a situation, economic growth overshadowed, by the attest capable of living on bare subsistence levels, often not achieved, as shown by the food crises and famines that have afflicted the country. Despite this climate, somewhat muffled by the hierarchies of power, Kim Jong-Il had realized the need for economic reform in a position to form an industrialization of the country, although under careful control of the ruling classes. But the many years of stagnation and social policy have prevented even the smallest reforms for fear of endangering the scaffolding that supported the regime, for fear of remote trigger social unrest. The current leader, Kim Jong-Un, who represents the third generation of North Korean dictators, is in charge of the country for two years and came to power practically at the mercy of the military structure. Do not know the real intentions or the actual power that the new leader has available and, indeed, there are reasonable doubts about his real autonomy. As a matter of fact is that the attitude of Kim Jong-Un has deeply changed after his inauguration, when he spoke of an economic transformation of the country, thanks to a process of industrialization, which seemed to be able to do the country out of its international isolation. If these intentions were true, even if only minimally, must have collided with the fear of the military rank of a potential significant loss of their power, which could be a sign of the profound deterioration of the internal situation, due to the combination of several factors: the First is the endemic poverty of the North Korean people, that because of food shortages may have altered some internal equilibria, the second is the worsening of the situation in the country due to the sanctions regime imposed on nuclear testing and signed, for the first time , also from China, and third is the need to overcome the first two factors through the immediate availability of resources to relieve the internal scenario, with the instrument of military blackmail, whose recipients are not the United States, where it can get very little , but China, thanks to the threat to subvert the delicate regional balance, necessary to businesses in Beijing. If this analysis is true, that Pyongyang is the move of desperation, which can only lead to the implosion of the regime, the question is how long will the dissolution of the regime and how much will affect the delicate structures, both political and economic terms of an area now neuralgic for the planet.

Las causas de la crisis de Corea del Norte

Las razones de la crisis de Corea del Norte son inherentes a la evolución histórica que el país ha vivido desde los años 50 del siglo pasado. La nación de impronta estalinista desde su creación, ha centrado su desarrollo en la doctrina de la autosuficiencia, lo que dio lugar a un aislamiento gradual pero sustancial, sobre todo en aquellos países que podrían ser los aliados naturales de Pyongyang: la Unión Soviética y China de Mao. Con el paso del tiempo, la transformación de las economías de los países capitalistas, y también con nuevos sistemas políticos, el aislamiento de Corea del Norte en la comunidad internacional se ha agudizado: las relaciones con Moscú, a pesar de que existe, se enrarece mientras que el vínculo más fuerte, si esta definición se puede aplicar a las relaciones entre Pekín y Pyongyang, estaba con China, a pesar de los acontecimientos de estos días dudan de la influencia china actual, en lo que se da por sentado, el país Corea del Norte. Para el resto de las relaciones con los otros estados son esporádicos y pequeños, de modo que las embajadas en Pyongyang son sólo una docena, y el país ha ganado así la definición de nación ermitaño. Si esta fue la evolución sustancial de las relaciones internacionales, desarrollado dentro de una forma singular del marxismo-leninismo, centrada en el culto a la personalidad, muy extrema, con el fin de convertirse en el único país con un sello socialista transmisión de energía a través de la dinastía . El carácter sagrado de la figura principal, a partir de lo que se conoce como fundador Kim de la nación Il-Sung, se ha convertido en ejemplos comparables en el pasado remoto de la historia, cuando el rey fue reconocido como un poder sagrado para identificarse con la divinidad, pero que transpuesto hasta la actualidad se ha convertido en una situación parodia, bordeando el ridículo. Son un claro ejemplo de las estatuas, el moho racionalista, que representan el dictador plantea tragicómico. La doctrina de la auto-suficiencia, con el segundo miembro de la familia comunista Kim Jong-Il, fue acompañado por una característica distintiva de la regla del desarrollo militar, lógica de la necesidad de la omnipotencia del régimen. Esta situación ha creado una casta militar, que, más allá de los aspectos folclóricos de la estructura del Estado, parece ser la verdadera clase de país que ostenta el poder. Los militares, de hecho, será la mayor parte del presupuesto del Estado, como un homenaje a los objetivos de la supremacía de las fuerzas armadas en un marco de estabilidad del régimen, que han creado una propiedad social y está sujeto a las jerarquías, gracias a un estricto el control del aparato estatal. En tal situación, el crecimiento económico ensombrecido por la atestiguan capaz de vivir en niveles de mera subsistencia, a menudo no se logra, como lo demuestran las crisis alimentarias y hambrunas que han afectado al país. A pesar de este clima, un poco ahogada por las jerarquías de poder, Kim Jong-Il había dado cuenta de la necesidad de la reforma económica en condiciones de formar una industrialización del país, aunque bajo un control cuidadoso de las clases dominantes. Sin embargo, los muchos años de estancamiento y la política social han impedido hasta el más mínimo reformas por miedo a poner en peligro el andamiaje que sostenía el régimen, por temor a disturbios sociales disparador remoto. El actual líder, Kim Jong-Un, quien representa a la tercera generación de dictadores de Corea del Norte, está a cargo del país durante dos años y llegó al poder prácticamente a merced de la estructura militar. No se conocen las verdaderas intenciones y el poder real que el nuevo líder tiene a su disposición y, de hecho, existen dudas razonables sobre su autonomía real. Como cuestión de hecho es que la actitud de Kim Jong-Un ha cambiado profundamente después de su toma de posesión, al hablar de una transformación económica del país, gracias a un proceso de industrialización, lo que parecía ser capaz de hacer que el país salga de su aislamiento internacional. Si estas intenciones eran ciertas, aunque sea mínimamente, debe haber colisionado con el temor de la base militar de una posible pérdida significativa de su poder, lo que podría ser una señal del profundo deterioro de la situación interna, debido a la combinación de varios factores: la El primero es la pobreza endémica de la gente de Corea del Norte, que a causa de la escasez de alimentos pueden haber alterado algunos equilibrios interno, el segundo es el empeoramiento de la situación en el país debido al régimen de sanciones impuesto a las pruebas nucleares y firmado, por primera vez, , también de China, y el tercero es la necesidad de superar los dos primeros factores a través de la disponibilidad inmediata de los recursos para aliviar la situación interna, con el instrumento de chantaje militar, cuyos destinatarios no son los Estados Unidos, donde se pueden conseguir muy poco , pero China, gracias a la amenaza de subvertir el delicado equilibrio regional, necesaria para los negocios en Beijing. Si este análisis es verdad, que Pyongyang es el movimiento de la desesperación, que sólo puede llevar a la implosión del régimen, la pregunta es ¿cuánto tiempo durará la disolución del régimen y en qué medida afectará a las delicadas estructuras, tanto en términos políticos y económicos de la una zona que ahora neurálgico para el planeta.

Die Ursachen der nordkoreanischen Krise

Die Gründe für die nordkoreanischen Krise sind inhärent in der historischen Entwicklung, dass das Land durch die seit den 50er Jahren des letzten Jahrhunderts verschwunden. Die Nation der stalinistischen Impressum seit seiner Gründung, hat seine Entwicklung auf der Lehre von der Autarkie, die in einem allmählichen, aber erheblichen Isolation geführt, insbesondere durch jene Länder, die die natürlichen Verbündeten von Pjöngjang könnte im Vordergrund: die Sowjetunion und Maos China. Mit dem Vergehen der Zeit, die Transformation dieser Volkswirtschaften der kapitalistischen Länder, aber auch mit neuen politischen Systemen, hat die Isolation Nordkoreas in die internationale Gemeinschaft weiter zuspitzen: Beziehungen zu Moskau, obwohl in der Existenz, verdünnt werden während die stärkste Bindung, wenn diese Definition kann für die Beziehung zwischen Peking und Pjöngjang aufgebracht werden, war mit China, obwohl Entwicklungen dieser Tage sie die tatsächliche chinesischen Einfluss Zweifel, bisher als selbstverständlich, dem Land Nordkorea. Für den Rest der Beziehungen mit den anderen Staaten sind sporadisch und klein, so dass die Botschaften in Pjöngjang nur ein Dutzend, und das Land hat damit die Definition des Eremiten Nation gewonnen. Wenn dies der wesentliche Entwicklung der internationalen Beziehungen, in einer einzigartigen Form des Marxismus-Leninismus, auf dem Kult der Persönlichkeit, sehr extrem, so dass das einzige Land mit einer sozialistischen Stempel Kraftübertragung über dynastische zentriert entwickelt . Die Heiligkeit der Hauptfigur, beginnend mit dem, was als der Nation Gründer Kim Il-Sung bekannt geworden vergleichbare Beispiele der fernen Vergangenheit der Geschichte, wenn der König als heilige Macht, um so mit der Gottheit zu identifizieren erkannt wurde, aber , dass bis zum heutigen Tag umgesetzt hat sich zu einer Parodie Situation wandte, grenzt ans Lächerliche. Sind ein klares Beispiel für die Statuen, rationalistischen Form, die der Diktator stellt tragikomische darzustellen. Die Lehre von der Autarkie, mit dem zweiten Teil der Familie kommunistischen Kim Jong-Il, wurde von einer Besonderheit der Herrschaft des Militärs, konsequente Weiterentwicklung des Bedürfnis nach Allmacht des Regimes begleitet. Dieses Szenario hat eine militärische Kaste, die, jenseits der Folklore Aspekte der Struktur des Staates, scheint die wahre Klasse des Landes, das die Macht geschaffen. Das Militär, in der Tat, der größte Teil des Staatsbudgets sein, als eine Hommage an den Zielen des Vorrangs der Streitkräfte im Rahmen einer Stabilität des Regimes, die ein gesellschaftliches Eigentum geschaffen haben und unterliegt Hierarchien, dank einer strengen Kontrolle des Staatsapparates. In einer solchen Situation überschattet Wirtschaftswachstum, durch das Attest der Lage leben Existenzminimum Ebenen, oft nicht erreicht, wie die Nahrungsmittelkrise und Hungersnöte, die das Land heimgesucht haben gezeigt. Trotz dieser Klima, etwas durch die Hierarchien der Macht gedämpft, hatte Kim Jong-Il die Notwendigkeit wirtschaftlicher Reformen in der Lage, eine Industrialisierung des Landes bilden realisiert, obwohl unter sorgfältiger Kontrolle der herrschenden Klassen. Aber die vielen Jahre der Stagnation und Sozialpolitik haben auch die kleinsten Reformen zu gefährden das Gerüst, die das Regime unterstützten verhindert, aus Angst, Fernauslöser sozialen Unruhen. Der aktuelle Marktführer, ist Kim Jong-Un, der die dritte Generation der nordkoreanischen Diktatoren stellt, verantwortlich für das Land für zwei Jahre und an die Macht kam praktisch auf Gedeih und Verderb der militärischen Struktur. Sie wissen nicht, die wahren Absichten oder die tatsächliche Leistung, die der neue Führer zur Verfügung hat und in der Tat gibt es begründete Zweifel über seine wirkliche Autonomie. In der Tatsache ist, dass die Haltung von Kim Jong-Un ist tief nach seiner Amtseinführung, als er von einer wirtschaftlichen Transformation des Landes sprach geändert, dank einem Prozess der Industrialisierung, die in der Lage sein, das Land zu tun, aus der internationalen Isolation zu sein schien. Sollten diese Absichten wahr wäre, wenn auch nur minimal, muss mit der Angst vor dem militärischen Rang eines potenziellen erheblichen Verlust ihrer Macht, die ein Zeichen der tiefen Verschlechterung der internen Situation sein könnte, durch die Kombination von mehreren Faktoren kollidiert sind: die Erstens ist die endemische Armut der nordkoreanischen Bevölkerung, die aufgrund von Nahrungsmittelknappheit einige interne Gleichgewichte verändert haben, die zweite ist die Verschlechterung der Situation in dem Land wegen der Sanktionen von Atomtests verhängt und signiert, zum ersten Mal , ebenfalls aus China, und die dritte ist die Notwendigkeit, die ersten beiden Faktoren durch die sofortige Verfügbarkeit von Ressourcen zu überwinden, um den internen Szenario zu entlasten, mit dem Instrument der militärischen Erpressung, deren Empfänger sind nicht die Vereinigten Staaten, wo es zu bekommen sehr wenig kann , aber China, dank der Drohung, den zarten regionalen Gleichgewichts notwendig, Unternehmen in Peking zu untergraben. Wenn diese Analyse stimmt, dass Pjöngjang ist der Umzug der Verzweiflung, die nur auf der Implosion des Regimes führen kann, ist die Frage, wie lange wird die Auflösung des Regimes und wie viel wird die empfindlichen Strukturen, beide politischen und wirtschaftlichen Bedingungen beeinflusst ein Gebiet, das heute neuralgischen für den Planeten.

Les causes de la crise nord-coréenne

Les raisons de la crise nord-coréenne sont inhérentes au développement historique que le pays a connu depuis les années 50 du siècle dernier. La nation d'empreinte stalinien depuis sa création, a axé son développement sur la doctrine de l'autosuffisance, ce qui a entraîné un isolement progressif mais important, en particulier par les pays qui pourraient être les alliés naturels de Pyongyang: l'Union soviétique et la Chine de Mao. Avec le passage du temps, la transformation de ces économies des pays capitalistes, mais aussi avec de nouveaux systèmes politiques, l'isolement de la Corée du Nord dans la communauté internationale est devenue plus aiguë: les relations avec Moscou, même si elles existent, sont raréfiés tandis que le lien le plus fort, si cette définition peut être appliquée à la relation entre Pékin et Pyongyang, était avec la Chine, bien que l'évolution de ces jours, ils doutent de la réelle influence chinoise, jusqu'ici tenue pour acquise, le pays Corée du Nord. Pour le reste des relations avec les autres Etats sont sporadiques et petites, de sorte que les ambassades de Pyongyang sont seulement une douzaine, et le pays a ainsi gagné la définition de la nation ermite. Si ce n'était de l'évolution notable des relations internationales, développé dans une forme singulière du marxisme-léninisme, centré sur le culte de la personnalité, très extrême, afin de devenir le seul pays avec une transmission timbre socialiste du pouvoir par la dynastie . Le caractère sacré de la figure principale, en commençant par ce qui est connu en tant que fondateur de la nation Kim Il-Sung, est devenu exemples comparables du passé lointain de l'histoire, quand le roi a été reconnu comme un pouvoir sacré de manière à identifier avec la divinité, mais que transposée à nos jours s'est transformé en une situation parodie, frise le ridicule. Sont un exemple clair des statues, des moisissures rationaliste, qui dépeignent le dictateur pose tragi-comique. La doctrine de l'autosuffisance, avec le deuxième membre de la famille communiste Kim Jong-Il, a été accompagnée par un trait distinctif de l'état de l'armée, le développement logique de la nécessité de toute-puissance du régime. Ce scénario a créé une caste militaire, qui, au-delà des aspects folkloriques de la structure de l'Etat, semble être la véritable classe du pays qui détient le pouvoir. L'armée, en fait, sera la plus grande partie du budget de l'Etat, comme un hommage aux objectifs de la suprématie des forces armées dans un cadre de stabilité du régime, qui ont créé une propriété sociale et est soumis à des hiérarchies, grâce à une stricte le contrôle de l'appareil d'Etat. Dans une telle situation, la croissance économique éclipsé, par l'attestent capable de vivre sur des niveaux de subsistance nues, souvent pas atteint, comme en témoignent les crises alimentaires et des famines qui ont frappé le pays. Malgré ce climat, un peu étouffée par les hiérarchies de pouvoir, Kim Jong-Il avait compris la nécessité d'une réforme économique en mesure de former une industrialisation du pays, bien que sous le contrôle attentif des classes dirigeantes. Mais les nombreuses années de stagnation et de la politique sociale ont empêché les moindres réformes, de peur de mettre en danger l'échafaudage qui soutenait le régime, de peur de déclencher des troubles sociaux à distance. L'actuel leader, Kim Jong-Un, qui représente la troisième génération de dictateurs de Corée du Nord, est en charge du pays depuis deux ans et l'arrivée au pouvoir pratiquement à la merci de la structure militaire. Ne pas connaître les intentions réelles ou la puissance réelle que le nouveau dirigeant dispose et, en effet, il existe des doutes raisonnables quant à son autonomie réelle. Comme une question de fait est que l'attitude de Kim Jong-Un a profondément changé après son investiture, quand il a parlé d'une transformation économique du pays, grâce à un processus d'industrialisation, qui semblait être en mesure de faire sortir le pays de son isolement international. Si ces intentions étaient vraies, même si ce n'est que minime, doit être entré en collision avec la peur de la hiérarchie militaire d'une perte potentielle importante de leur pouvoir, ce qui pourrait être un signe de la profonde dégradation de la situation interne, due à la combinaison de plusieurs facteurs: la La première est la pauvreté endémique de la population nord-coréenne, qu'en raison de pénuries alimentaires peuvent avoir modifié certains équilibres internes, le second est l'aggravation de la situation dans le pays en raison du régime de sanctions imposé sur les essais nucléaires et signé, pour la première fois , aussi de la Chine, et la troisième est la nécessité de surmonter les deux premiers facteurs grâce à la disponibilité immédiate des ressources pour soulager le scénario interne, avec l'instrument de chantage militaire, dont les bénéficiaires ne sont pas les Etats-Unis, où il peut faire très peu , mais la Chine, grâce à la menace de renverser le fragile équilibre régional, nécessaire pour les entreprises à Beijing. Si cette analyse est vrai, c'est-à Pyongyang le mouvement de désespoir, qui ne peut que conduire à l'implosion du régime, la question est de savoir combien de temps la dissolution du régime et combien cela va affecter les structures délicates, les deux termes politiques et économiques de une zone névralgique maintenant pour la planète.

As causas da crise norte-coreana

As razões para a crise da Coréia do Norte são inerentes ao desenvolvimento histórico que o país passou desde a década de 50 do século passado. A nação de cunho stalinista desde a sua criação, tem focado seu desenvolvimento sobre a doutrina da auto-suficiência, o que resultou em um isolamento gradual, mas substancial, especialmente por aqueles países que podem ser os aliados naturais de Pyongyang: a União Soviética e China de Mao. Com o passar do tempo, a transformação das economias dos países capitalistas, e também com novos sistemas políticos, o isolamento da Coreia do Norte na comunidade internacional se tornou mais aguda: as relações com Moscou, apesar de existência, são rarefeitos enquanto o laço mais forte, se essa definição pode ser aplicado na relação entre Pequim e Pyongyang, foi com a China, embora a evolução destes dias que duvidar da real influência chinesa, até agora tida como certa, o país Coréia do Norte. Para o resto das relações com os outros estados são esporádicos e de pequeno porte, de modo que as embaixadas em Pyongyang são apenas uma dúzia, eo país tem, assim, ganhou a definição de nação eremita. Se esta foi a evolução substancial das relações internacionais, desenvolvido dentro de uma forma singular de marxismo-leninismo, centrado no culto de personalidade, muito extremo, de modo a tornar-se o único país com uma transmissão de selo socialista de poder através dinástica . A sacralidade da figura principal, começando com o que é conhecido como o país fundador Kim Il-Sung, tornou-se exemplos comparáveis ​​do passado remoto da história, quando o rei foi reconhecido como um poder sagrado, de modo a identificar com a divindade, mas que transpôs para o dia de hoje se transformou em uma situação de paródia, na fronteira com o ridículo. São um claro exemplo das estátuas, mofo racionalista, que retratam o ditador poses tragicômica. A doutrina da auto-suficiência, com o segundo membro da família comunista Kim Jong-Il, foi acompanhada por uma característica distintiva da regra do desenvolvimento, militar lógica da necessidade de onipotência do regime. Este cenário criou uma casta militar, que, além dos aspectos folclóricos da estrutura do estado, parece ser a verdadeira classe do país que detém o poder. O militar, de fato, será a maior parte do orçamento do Estado, como um tributo para os objectivos da supremacia das forças armadas em um quadro de estabilidade do regime, que criaram uma propriedade social e está sujeito a hierarquias, graças a um rigoroso controle do aparelho de Estado. Em tal situação, o crescimento econômico ofuscado, pela atestam capaz de viver em níveis de subsistência, muitas vezes não alcançados, como mostram as crises de alimentos e fome que afligiram o país. Apesar deste clima, um pouco abafado pelas hierarquias de poder, Kim Jong-Il tinha percebido a necessidade de reforma econômica em posição de formar uma industrialização do país, embora sob cuidadoso controle das classes dominantes. Mas os muitos anos de estagnação e de política social têm impedido até mesmo as menores reformas por medo de pôr em risco o andaime que suportava o regime, por medo de tumultos remoto gatilho social. O atual líder, Kim Jong-Un, que representa a terceira geração de ditadores da Coreia do Norte, está a cargo do país por dois anos e chegou ao poder praticamente à mercê da estrutura militar. Não sei as intenções reais ou o poder real que o novo líder tem disponível e, de fato, existem dúvidas razoáveis ​​sobre a sua autonomia real. Por uma questão de fato é que a atitude de Kim Jong-Un tem mudado depois de sua posse, quando ele falou de uma transformação econômica do país, graças a um processo de industrialização, o que parecia ser capaz de fazer o país do seu isolamento internacional. Se estas intenções eram verdadeiras, mesmo que minimamente, deve ter colidido com o temor do grau militar de uma potencial perda significativa de seu poder, o que poderia ser um sinal da profunda deterioração da situação interna, devido à combinação de vários fatores: a A primeira é a pobreza endémica do povo norte-coreano, que por causa da escassez de alimentos pode ter alterado alguns equilíbrios interno, o segundo é o agravamento da situação no país devido ao regime de sanções imposto sobre testes nucleares e assinado, pela primeira vez , também da China, ea terceira é a necessidade de superar os dois primeiros fatores através da disponibilidade imediata de recursos para aliviar o cenário interno, com o instrumento de chantagem militar, cujos beneficiários não são os Estados Unidos, onde ele pode ficar muito pouco , mas a China, graças à ameaça para subverter o delicado equilíbrio regional, necessário para as empresas, em Pequim. Se esta análise é verdade, que Pyongyang é o movimento de desespero, que só pode levar à implosão do regime, a questão é quanto tempo a dissolução do regime e quanto vai afetar as estruturas delicadas, tanto em termos políticos e econômicos de uma área nevrálgica agora para o planeta.