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giovedì 10 luglio 2014

La stabilità mondiale in pericolo per la situazione israelo-palestinese

La sempre più complicata situazione tra israeliani e palestinesi ha delle paternità comuni, da ricercare nelle posizioni più estreme dei rispettivi schieramenti. Entrambe sono sfavorevoli ad accordi con la parte avversa ed operano con metodologie simili per ostacolare il processo di pace. C’è da dire che la maggiore rigidità del governo di Tel Aviv non aiuta Abu Mazen a contrastare l’azione degli estremisti di Hamas, che continuano a vedere violato il territorio della Cisgiordania con sempre maggiori insediamenti. Ora si tende ad identificare il fatto scatenante della situazione di crisi nell’uccisione dei tre ragazzi israeliani in Cisgiordania e la successiva vendetta, che ha determinato il rapimento e l’assassinio del ragazzo palestinese ad opera di coloni ultranazionalisti; in realtà questi tragici fatti sono l’epilogo di una politica sbagliata tra le rappresentanze dei due schieramenti, ma soprattutto di Israele, che non si è fermato nell’espansione degli insediamenti e no ha compreso come l’unione politica tra Al Fatah ed Hamas potesse essere una occasione di dialogo. Il governo di Tel Aviv non ha saputo produrre una politica di repressione delle frange più nazionaliste, perché in ostaggio del partito delle colonie, che ha impedito una moratoria allo sviluppo degli insediamenti. Questa motivazione continua da troppo tempo ad essere centrale e determinante nello sviluppo della situazione: i fallimenti di John Kerry, il Segretario di stato USA, stanno a dimostrare l’impotenza della politica internazionale nella questione. Se, da un lato, Israele continua formalmente ad aderire al principio dei due stati su di un territorio, in realtà fa di tutto per andare nella direzione opposta, violando ripetutamente, ed impunemente, i trattati internazionali ed applicando un uso della forza spropositato, diretto contro la globalità del popolo palestinese. Questo atteggiamento costituisce una fonte di esasperazione, che non viene recepita adeguatamente neppure dai media internazionali. Pochi giorni prima dell’assassinio dei tre ragazzi israeliani, cecchini israeliani hanno colpito, uccidendoli, due giovani palestinesi, eppure nessuna enfasi è stata data alla notizia. Con questo non si vuole giustificare assolutamente l’accaduto, che costituisce, anzi, un pretesto per la repressione israeliana. Chi, dei palestinesi, ha compiuto il gesto infame, potrebbe avere calcolato che la risposta di Israele potrebbe influenzare la reazione dei musulmani, anche quelli dello Stato della Siria e del Levante, per scatenare un conflitto regionale dagli esiti imprevisti, ma tra cui potrebbe rientrare una drastica diminuzione della libertà di azione di Tel Aviv. Questa soluzione sarebbe comunque una mossa della disperazione, perché obbligherebbe gli USA a schierarsi al fianco di Israele sul fronte militare, anche se, è noto, che per Obama un tale coinvolgimento sarebbe molto sgradito. Proprio in questa ottica, però, non si può non notare la mancanza di una azione diplomatica americana tesa a raffreddare la situazione, in una panoramica più vasta che comprenda l’iniziativa per impedire un allargamento del conflitto nascente e della possibilità che possa unire le varie situazioni di instabilità dell’area, come la Siria e l’Iraq. Per quanto riguarda Israele, sembra che la sua azione sia concentrata esclusivamente sulla protezione dei propri interessi sul proprio fronte interno, senza considerare le ricadute che queste iniziative possono avere sulla situazione internazionale; Tel Aviv sembra muoversi in un mondo parallelo, limitato ai propri confini o supposti tali, dove opera senza alcuna cautela, caratterizzando la propria azione con una violenza istituzionalizzata, che non esita a comprimere i diritti civili più elementari della popolazione palestinese in modo continuato. La minaccia di un intervento di terra, come rappresaglia al lancio di missili dalla striscia pone il mondo di fronte all’esigenza di schierarsi ed operare in favore della pace per evitare conseguenze sempre più gravi che possano mettere in pericolo gli equilibri mondiali, questo a partire dall’ONU, che, fino ad ora, è rimasto spettatore silente, confermando la propria inutilità come, ormai accade troppo spesso in situazioni analoghe.

Danger to world stability in the Israeli-Palestinian situation

The more complicated the situation between Israelis and Palestinians has the common fatherhood, to be found in the most extreme positions of the respective sides. Both are unfavorable agreements with the other party and work with methods similar to obstruct the peace process. It must be said that the increased rigidity of the government in Tel Aviv Abu Mazen does not help to counteract the action of the extremists of Hamas, who continue to see violated the territory of the West Bank with more and more settlements. Now we tend to identify the fact triggered the crisis in the killing of three young Israelis in the West Bank and the subsequent revenge, which led to the kidnapping and murder of Palestinian boy at the hands of ultra-nationalist settlers; in fact these tragic events are the culmination of a mistaken policy between representatives of the two sides, but especially in Israel, that did not stop the expansion of settlements and not included as a political union between Fatah and Hamas could be an opportunity for dialogue. The government of Tel Aviv has not been able to produce a policy of repression of fringe nationalist party hostage because of the colonies, which prevented a moratorium on the development of the settlements. This motivation continues for too long to be central and decisive role in the development of the situation: the failures of John Kerry, the U.S. Secretary of State, are to demonstrate the impotence of international politics in the matter. If, on the one hand, Israel continues to formally adhere to the principle of two states over a territory, actually does everything to go in the opposite direction, violating repeatedly and with impunity, international treaties and applying a disproportionate use of force, directed against the totality of the Palestinian people. This attitude is a source of exasperation, that is not even properly implemented by the international media. A few days before the murder of the three young Israelis, Israeli snipers shot and killed two young Palestinians, but no emphasis was given to the news. With this absolutely do not want to justify what happened, which is, in fact, a pretext for Israeli repression. Who, of the Palestinians, has made the infamous gesture could have calculated that Israel's response would affect the reaction of the Muslims, even those of the State of Syria and the Levant, to unleash a regional conflict from unexpected outcomes, including but could fall a drastic decrease in the freedom of action of Tel Aviv. This solution would still be a move of desperation, because it would force the U.S. to side with Israel on the military front, although it is known that for Obama such an involvement would be very unwelcome. Precisely in this perspective, however, one can not but notice the lack of an American diplomatic efforts to cool down the tense situation in a more comprehensive overview that includes the initiative to prevent a spillover of the conflict and the rising possibility that it could unite the various instability of the area, such as Syria and Iraq. As for Israel, it seems that his action is focused exclusively on the protection of their interests on their domestic front, without considering the effects that these actions may have on the international situation; Tel Aviv seems to be moving in a parallel world, confined to its borders or alleged to be, where it operates without any caution, characterizing its action with an institutionalized violence, that does not hesitate to squeeze the most basic civil rights of the Palestinian population on a continuous basis. The threat of a ground intervention, in retaliation to rocket fire from the Strip puts the world faced with the need to take sides and act in favor of peace in order to avoid more serious consequences that could endanger the balance of world power, as this by the UN, which, until now, remained silent spectator, confirming its uselessness as now happens too often in similar situations

Peligro para la estabilidad mundial en la situación entre Israel y Palestina

Cuanto más complicada es la situación entre israelíes y palestinos tiene la paternidad común, que se encuentran en las posiciones más extremas de los lados respectivos. Ambos son acuerdos desfavorables con la otra parte y el trabajo con métodos similares a obstruir el proceso de paz. Hay que decir que el aumento de la rigidez del gobierno en Tel Aviv Abu Mazen no ayuda a contrarrestar la acción de los extremistas de Hamas, que siguen viendo violado el territorio de la Ribera Occidental, con más y más asentamientos. Ahora se tiende a identificar el hecho desencadenó la crisis en el asesinato de tres jóvenes israelíes en la Ribera Occidental y la venganza posterior, lo que llevó al secuestro y asesinato del niño palestino a manos de colonos ultranacionalistas; de hecho, estos trágicos acontecimientos son la culminación de una política equivocada entre los representantes de las dos partes, pero especialmente en Israel, que no se detuvo la expansión de los asentamientos y no se incluyen como una unión política entre Fatah y Hamas podría será una oportunidad para el diálogo. El gobierno de Tel Aviv no ha sido capaz de producir una política de represión de la franja de rehenes partido nacionalista debido a las colonias, lo que impidió una moratoria sobre el desarrollo de los asentamientos. Esta motivación se prolonga durante demasiado tiempo para ser el papel central y decisivo en el desarrollo de la situación: los fracasos de John Kerry, el Secretario de Estado de los EE.UU., son demostrar la impotencia de la política internacional en la materia. Si, por un lado, Israel sigue respetando formalmente el principio de dos estados más de un territorio, en realidad hace todo para ir en la dirección opuesta, violando reiteradamente y con total impunidad, los tratados internacionales y la aplicación de un uso desproporcionado de la fuerza, dirigida en contra de la totalidad del pueblo palestino. Esta actitud es una fuente de exasperación, que no está implementada aún adecuadamente por los medios de comunicación internacionales. Pocos días antes del asesinato de los tres jóvenes israelíes, francotiradores israelíes dispararon y mataron a dos jóvenes palestinos, pero no se dio ninguna importancia a la noticia. Con esto absolutamente no quiero justificar lo que pasó, que es, en realidad, un pretexto para la represión israelí. ¿Quién, de los palestinos, ha hecho el gesto infame podría haber calculado que la respuesta de Israel afectaría a la reacción de los musulmanes, incluso los del Estado de Siria y el Levante, para desatar un conflicto regional de los resultados inesperados, incluyendo, pero podría caer una disminución drástica de la libertad de acción de Tel Aviv. Esta solución sería todavía un movimiento de desesperación, ya que obligaría a los EE.UU. a lado con Israel en el frente militar, aunque se sabe que para Obama tal participación sería muy inoportuno. Precisamente en esta perspectiva, sin embargo, uno no puede dejar de notar la falta de un esfuerzos diplomáticos estadounidenses para enfriar la tensa situación en una visión más integral que incluye la iniciativa para evitar una propagación del conflicto y la posibilidad creciente de que podría unir a los distintos la inestabilidad de la zona, como Siria e Irak. En cuanto a Israel, parece que su acción se centra exclusivamente en la protección de sus intereses en su frente interno, sin considerar los efectos que estas acciones pueden tener sobre la situación internacional; Tel Aviv parece estar moviéndose en un mundo paralelo, limitada a sus fronteras o supuesta a ser, en los que opera sin ninguna precaución, caracterizando su acción con una violencia institucionalizada, que no dudó en apretar los derechos civiles más básicos de la población palestina en una base continua. La amenaza de una intervención de suelo, en represalia a los ataques con cohetes desde la Franja pone el mundo enfrenta a la necesidad de tomar partido y actuar en favor de la paz con el fin de evitar consecuencias más graves que podrían poner en peligro el equilibrio del poder mundial, ya que esto por la ONU, que, hasta ahora, se mantuvo silencioso espectador, lo que confirma su inutilidad como ahora sucede con demasiada frecuencia en situaciones similares

Gefahr für die Stabilität in der Welt in den israelisch-palästinensischen Situation

Je komplizierter die Situation zwischen Israelis und Palästinensern hat die gemeinsame Vaterschaft, um in den extremsten Positionen der entsprechenden Seiten gefunden werden. Beide sind ungünstige Vereinbarungen mit der anderen Partei und die Arbeit mit ähnlichen, den Friedensprozess behindern Methoden. Es muss gesagt werden, dass die erhöhte Steifigkeit der Regierung in Tel Aviv Abu Mazen nicht hilft, um die Aktion der Extremisten der Hamas, die zu sehen, verletzt das Gebiet der Westbank mit mehr und mehr Siedlungen weiter entgegenzuwirken. Nun neigen wir dazu, die Tatsache zu identifizieren Auslöser für die Krise in der Ermordung von drei jungen Israelis in der Westbank und die anschließende Rache, die an der Entführung und Ermordung des palästinensischen Jungen in den Händen der ultra-nationalistischen Siedler geführt; in der Tat diese tragischen Ereignisse sind der Höhepunkt einer verfehlten Politik zwischen den Vertretern der beiden Seiten, aber vor allem in Israel, dass der Ausbau der Siedlungen nicht aufhören wollte und nicht als eine politische Union zwischen Fatah und Hamas enthalten könnte eine Chance für Dialog sein. Die Regierung von Tel Aviv war nicht in der Lage, eine Politik der Unterdrückung von Rand nationalistische Partei Geisel wegen der Kolonien, die ein Moratorium für die Entwicklung der Siedlungen verhindert zu produzieren. Diese Motivation weiter zu lange, um zentrale und entscheidende Rolle in der Entwicklung der Lage sein: Die Ausfälle von John Kerry, der US-Außenminister sind, um die Ohnmacht der internationalen Politik in der Sache zu demonstrieren. Wenn auf der einen Seite Israel weiterhin formal dem Prinzip von zwei Staaten über ein Gebiet zu halten, eigentlich tut alles, um in die entgegengesetzte Richtung zu gehen, wiederholt und ungestraft, internationale Verträge verletzt und die Anwendung einen unverhältnismäßigen Einsatz von Gewalt, gerichtet gegen die Totalität des palästinensischen Volkes. Diese Haltung ist eine Quelle der Verzweiflung, die nicht einmal richtig von den internationalen Medien realisiert. Ein paar Tage vor der Ermordung der drei jungen Israelis erschossen israelische Scharfschützen und tötete zwei junge Palästinenser, aber kein Wert wurde auf die Nachricht gegeben. Mit diesem absolut nicht wollen, um zu rechtfertigen, was passiert ist, das ist in der Tat, ein Vorwand für die israelische Repression. Wer, der Palästinenser, hat der berüchtigte Geste konnte berechnet haben, dass Israels Reaktion wäre die Reaktion der Muslime betreffen, auch solche des Staates Syrien und der Levante, um einen regionalen Konflikt aus unerwarteten Ergebnisse zu entfesseln, einschließlich, jedoch fallen könnte eine drastische Abnahme der Handlungsfreiheit von Tel Aviv. Diese Lösung wäre immer noch ein Schritt der Verzweiflung sein, denn es würde die USA zu zwingen, sich mit Israel an der militärischen Front Seite, obwohl bekannt ist, dass Obama für eine solche Beteiligung wäre sehr willkommen. Gerade in dieser Perspektive kann man aber nicht zu bemerken, das Fehlen einer amerikanischen diplomatischen Bemühungen um die angespannte Lage in einem umfassenden Überblick, der die Initiative, um eine Übergreifen des Konflikts und der steigenden Möglichkeit zu verhindern, enthält abkühlen, dass es die verschiedenen vereinen Instabilität der Region, wie Syrien und dem Irak. Was Israel betrifft, so scheint es, dass sein Handeln ausschließlich auf den Schutz ihrer Interessen auf ihrem Inlands konzentriert vor, ohne Berücksichtigung der Auswirkungen, die diese Aktionen können über die internationale Lage haben; Tel Aviv scheint, in einer Parallelwelt zu bewegen, um seine Grenzen beschränkt oder angeblich sein, wo es arbeitet ohne Vorsicht, die Charakterisierung seiner Aktion mit einem institutionalisierten Gewalt, die sich nicht scheut, die grundlegenden Bürgerrechte der palästinensischen Bevölkerung auf einer kontinuierlichen Basis zu quetschen. Die Gefahr einer Intervention Boden, in der Vergeltung, um Raketenbeschuss aus dem Strip bringt die Welt mit der Notwendigkeit, die Seiten, um mehr ernsthafte Konsequenzen, die das Gleichgewicht der Weltmacht gefährden könnten, zu vermeiden und für den Frieden zu wirken konfrontiert, da diese von der UNO, der bis jetzt geschwiegen Zuschauer, bestätigt seine Nutzlosigkeit wie jetzt passiert zu oft in ähnlichen Situationen

Danger pour la stabilité du monde dans la situation israélo-palestinienne

Le plus compliqué la situation entre Israéliens et Palestiniens a la paternité commune, se trouve dans les positions les plus extrêmes des côtés respectifs. Les deux sont des accords défavorables avec l'autre partie et de travailler avec des méthodes similaires à entraver le processus de paix. Il faut dire que la rigidité accrue du gouvernement à Tel Aviv Abu Mazen ne contribue pas à contrecarrer l'action des extrémistes du Hamas, qui continuent à voir violé le territoire de la Cisjordanie et de plus en plus de colonies. Maintenant nous avons tendance à identifier le fait a déclenché la crise dans le meurtre de trois jeunes Israéliens en Cisjordanie et la vengeance ultérieure, qui a conduit à l'enlèvement et assassiner d'un garçon palestinien aux mains des colons ultra-nationalistes; en fait, ces événements tragiques sont l'aboutissement d'une politique erronée entre les représentants des deux côtés, mais surtout en Israël, cela n'a pas empêché l'expansion des colonies et non inclus dans une union politique entre le Fatah et le Hamas pourrait être une occasion de dialogue. Le gouvernement de Tel-Aviv n'a pas été en mesure de produire une politique de répression de la frange otage parti nationaliste à cause des colonies, qui ont empêché un moratoire sur le développement des colonies. Cette motivation continue trop longtemps à être le rôle central et décisif dans le développement de la situation: les échecs de John Kerry, le secrétaire d'État des États-Unis, sont de démontrer l'impuissance de la politique internationale en la matière. Si, d'une part, Israël continue à adhérer formellement au principe de deux Etats sur un territoire, ne fait que tout se passe dans la direction opposée, violant à plusieurs reprises et en toute impunité, les traités internationaux et l'application d'un usage disproportionné de la force, dirigée contre l'ensemble du peuple palestinien. Cette attitude est une source d'exaspération, qui n'est pas encore correctement mis en œuvre par les médias internationaux. Quelques jours avant l'assassiner des trois jeunes Israéliens, des snipers israéliens ont tiré et tué deux jeunes Palestiniens, mais pas l'accent a été donnée aux nouvelles. Avec ce ne veux absolument pas justifier ce qui s'est passé, ce qui est, en fait, un prétexte à la répression israélienne. Qui, des Palestiniens, a fait le fameux geste aurait pu calculer que la réponse d'Israël aurait une incidence sur la réaction des musulmans, même ceux de l'État de la Syrie et du Levant, de déclencher un conflit régional de résultats inattendus, y compris, mais pourrait tomber une diminution drastique de la liberté d'action de Tel-Aviv. Cette solution serait encore un geste de désespoir, car elle obligerait les États-Unis à côte avec Israël sur le plan militaire, mais il est connu que pour Obama une telle participation serait très fâcheux. C'est précisément dans cette perspective, cependant, on ne peut que constater l'absence d'un des efforts diplomatiques américains pour refroidir la situation tendue dans un aperçu plus complet qui comprend l'initiative pour éviter un débordement du conflit et la possibilité croissante que cela pourrait unir les différents l'instabilité de la région, comme la Syrie et l'Irak. Quant à Israël, il semble que son action se concentre exclusivement sur la protection de leurs intérêts sur leur front intérieur, sans tenir compte des effets que ces mesures peuvent avoir sur la situation internationale; Tel Aviv semble se déplacer dans un monde parallèle, limitée à ses frontières ou supposé être, où elle exploite sans aucune prudence, caractériser son action avec une violence institutionnalisée, qui n'hésite pas à serrer les droits civils les plus élémentaires de la population palestinienne sur une base continue. La menace d'une intervention au sol, en représailles aux tirs de roquettes depuis la bande met le monde face à la nécessité de prendre parti et agir en faveur de la paix afin d'éviter des conséquences plus graves pouvant mettre en danger l'équilibre du pouvoir mondial, comme ce par l'ONU, qui, jusqu'à présent, est resté spectateur silencieux, confirmant son inutilité comme c'est actuellement trop souvent dans des situations similaires

Perigo para a estabilidade do mundo na situação entre israelenses e palestinos

Quanto mais complicada a situação entre israelenses e palestinos tem a paternidade comum, para ser encontrado nas posições mais extremas dos respectivos lados. Ambos são acordos desfavoráveis ​​com a outra parte e trabalhar com métodos semelhantes para obstruir o processo de paz. Deve ser dito que o aumento da rigidez do governo em Tel Aviv Abu Mazen não ajuda a neutralizar a ação dos extremistas do Hamas, que continuam a ver violado o território da Cisjordânia, com mais e mais assentamentos. Agora temos a tendência de identificar o fato desencadeou a crise no assassinato de três jovens israelenses na Cisjordânia e na vingança subseqüente, o que levou ao seqüestro e assassinato de menino palestino nas mãos de colonos ultra-nacionalistas; na verdade estes trágicos acontecimentos são o culminar de uma política equivocada entre representantes dos dois lados, mas especialmente em Israel, isso não impediu a expansão dos assentamentos e não incluída como uma união política entre Fatah e Hamas poderia ser uma oportunidade para o diálogo. O governo de Tel Aviv não tem sido capaz de produzir uma política de repressão de franja refém partido nacionalista por causa das colônias, o que impediu uma moratória sobre o desenvolvimento dos assentamentos. Esta motivação continua por muito tempo para ser o papel central e decisivo no desenvolvimento da situação: as falhas de John Kerry, o secretário de Estado dos EUA, estão a demonstrar a impotência da política internacional sobre o assunto. Se, por um lado, Israel continua a aderir formalmente ao princípio de dois Estados ao longo de um território, na verdade, faz de tudo para ir na direção oposta, violar repetidamente e impunemente, tratados internacionais e aplicação de um uso desproporcionado da força, dirigido contra a totalidade do povo palestino. Esta atitude é uma fonte de exasperação, que nem sequer é devidamente implementada pelos meios de comunicação internacionais. Poucos dias antes do assassinato dos três jovens israelenses, atiradores israelenses atiraram e mataram dois jovens palestinos, mas não foi dada ênfase à notícia. Com isso absolutamente não quero justificar o que aconteceu, o que é, na verdade, um pretexto para a repressão israelense. Quem, dos palestinos, fez o gesto infame poderia ter calculado que a resposta de Israel afetaria a reação dos muçulmanos, mesmo os do Estado da Síria e do Levante, para desencadear um conflito regional de resultados inesperados, incluindo, mas pode cair uma diminuição drástica na liberdade de ação de Tel Aviv. Esta solução ainda seria um movimento de desespero, porque forçaria os EUA a lado com Israel na frente militar, embora se saiba que, para Obama essa participação seria muito bem-vindo. Precisamente nesta perspectiva, no entanto, não se pode deixar de notar a falta de um esforço diplomático americano para esfriar a situação tensa em uma visão mais abrangente que inclui a iniciativa de impedir que um transbordamento do conflito ea possibilidade crescente de que poderia unir os vários instabilidade da região, como a Síria eo Iraque. Quanto a Israel, parece que sua ação é voltada exclusivamente para a proteção de seus interesses na sua frente interna, sem considerar os efeitos que essas ações podem ter sobre a situação internacional; Tel Aviv parece estar se movendo em um mundo paralelo, confinado às suas fronteiras ou acusado de ser, onde opera sem qualquer cautela, caracterizando a sua acção com uma violência institucionalizada, que não hesita em apertar os direitos civis mais básicos da população palestina em uma base contínua. A ameaça de uma intervenção chão, em retaliação a disparos de foguetes a partir da Faixa coloca o mundo confrontado com a necessidade de tomar partido e agir em favor da paz, a fim de evitar consequências mais graves que possam pôr em perigo o equilíbrio do poder mundial, já que esta pela ONU, que, até agora, permaneceu espectador silencioso, confirmando sua inutilidade como agora acontece muitas vezes em situações semelhantes

Опасность для мировой стабильности в палестино-израильского ситуации

Чем сложнее ситуация в отношениях между израильтянами и палестинцами имеет общую отцовство, чтобы найти в самых крайних положениях соответствующих сторон. Оба неблагоприятные соглашения с другой стороной и работы с методами, аналогичными препятствует мирному процессу. Надо сказать, что повышенная жесткость правительства в Тель-Авиве Абу Мазен не помогает противодействовать действие экстремистов ХАМАСа, которые продолжают видеть нарушил территорию Западного берега все больше и больше населенных пунктов. Теперь мы, как правило, определить тот факт, вызвало кризис в убийстве трех молодых израильтян на Западном берегу и последующей мести, что привело к похищению и убийству палестинского мальчика в руках ультра-националистических поселенцев; на самом деле эти трагические события являются кульминацией ошибочной политики между представителями двух сторон, но особенно в Израиле, что не остановить расширение поселений и не включены в качестве политического союза между ФАТХ и ХАМАС мог быть возможность для диалога. Правительство Тель-Авиве не в состоянии произвести политику репрессий бахромой националистической заложника партии из-за колоний, которые препятствовали мораторий на развитие поселений. Эта мотивация продолжается слишком долго, чтобы быть центральным и решающую роль в развитии ситуации: неудачи Джона Керри, госсекретаря США, должны продемонстрировать бессилие международной политики в этом вопросе. Если, с одной стороны, Израиль по-прежнему формально придерживаться принципа двух государств над территорией, на самом деле делает все, чтобы пойти в противоположном направлении, нарушив неоднократно и безнаказанно, международных договоров и применения непропорциональное применение силы, направленную против тотальности палестинского народа. Такое отношение является источником раздражения, что даже не соблюдаются должным образом на международных СМИ. За несколько дней до убийства трех молодых израильтян, израильские снайперы застрелили двух молодых палестинцев, но никакого акцента не было дано на новости. При этом совершенно не хочется, чтобы оправдать то, что произошло, что является, по сути, поводом для израильской репрессий. Кто, палестинцев, сделал печально известный жест мог подсчитали, что реакция Израиля будет влиять на реакцию мусульман, даже те государства Сирии и Леванта, развязать региональный конфликт с неожиданным результатам, в том числе, но может упасть резкое уменьшение свободы действий Тель-Авива. Это решение все равно будет шаг от отчаяния, потому что это будет заставить США в сторону с Израилем на военном фронте, хотя известно, что для Обамы, такие шаги были бы очень нежелательным. Именно с этой точки зрения, однако, нельзя не заметить отсутствие американских дипломатических усилий, чтобы охладить напряженную ситуацию в более широком обзоре, который включает в себя инициативу, чтобы предотвратить распространение конфликта и рост вероятности того, что он может объединить различные нестабильность области, например, Сирии и Ирака. Что касается Израиля, кажется, что его действие сосредоточено исключительно на защите их интересов на их внутреннем фронте, без учета последствий, что эти действия могут оказать на международной обстановки; Тель-Авив, похоже, движется в параллельном мире, ограничивается к его границам или предположительно, где он работает без каких-либо осторожностью, характеризуя свои действия с узаконенной насилия, что, не колеблясь, чтобы сжать самые основные гражданские права палестинского населения на постоянной основе. Угроза вмешательства первом, в отместку на ракетный обстрел из Газы ставит мир перед необходимостью принимать чью-либо сторону и действовать в пользу мира, чтобы избежать более серьезных последствий, которые могли бы поставить под угрозу баланс мировой державы, так как это ООН, которая, до сих пор молчал зритель, подтверждая свою бесполезность, как сейчас происходит слишком часто в подобных ситуациях