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venerdì 16 gennaio 2015

الحق في حجم الهجوم الذي وقع في باريس

بعد المرحلة الأولى من الازدراء التام عن تفجير باريس، وبعيدا من وقت المجزرة، وزيادة الانعكاسات على الأسباب التي تسببت في الهجوم. هناك مناقشة واسعة النطاق كان حول فرصة حقيقية لنشر الرسوم المسيئة ذلك؛ ان هذه الحقيقة توفر ذريعة لمنفذي تفجيرات تفعل هذه اللفتة. طبيعة هذا انعكاس المعنيين، الأوساط الإسلامية منطقيا، ولكن أيضا من المسيحيين والعلمانيين. الإعلان الأخير من البابا، الذي كان يسبقه إدانة العنف، ويتم وضعها في السياق نفسه، شجب الإساءة لأي دين. من ناحية أخرى، فمن المنطقي أن أعلى ممثل للكنيسة الكاثوليكية سوف جنب في الدفاع عن احترام الاديان، وهو الأمر الذي بالتأكيد لا يجب أن يتناقض، ولكن من الصحيح أيضا أنه ليس من انعكاس على الحق في عدم التناسب في رد فعل من الأصوليين الإسلاميين. التقييم السليم لعدم التناسب بين الجريمة وقعت من خلال الرسوم وعقوبة المفروضة من قبل الإرهابيين، وليس حتى من مختلف القطاعات تكمن الناس الذين سيكون لهم بدلا من التفكير في الإمكانيات التي توفرها التشريعات النافذة، في هذه الحالة الفرنسية، لمعاقبة الجرائم ضد الدين. المنطق يبدو لزوم لها، بدلا من ذلك يريد إدخال انعكاس ذلك لم يحدث من قبل أي شخص تقريبا. التفكير بهذه الطريقة، وهو ما يعني أساسا أن رسامي الكاريكاتير ويسأل عن ذلك، يختبئ أحد الجوانب أكثر أهمية بكثير: إذا لم تكن قد ضرب الصحيفة الساخرة، ونحن متأكدون أن الإرهابيين لن اتخذت هجوم آخر؟ المشكلة هي، وأنها ليست هجاء، حتى في ذوق سيء، ضد الدين. إذا كان الأمر كذلك، فإن الحل هو جعل القانون الذي يحظر هذا النوع من السخرية، ولكن الهجمات والموقف العدائي من الأصوليين ضد الغرب دون تغيير. أساسا ما ينذر بالخطر أن يتركز النقاش حول ما إذا كان أو لم يسمح أن هجاء ضد الإسلام ويشكل خطرا على الاستقرار الغربية. صغر حجم هذه الحجة يحول التركيز على المشاكل الحقيقية، التي كان هجوم ضد صحيفة ساخرة فقط من أعراض المأساوي. قياسا ثم هل يمكن أن نقول أن عدائي الماراثون بوسطن كانت هجومية ضد محمد أو الركاب في مدريد ضد الإسلام والتي كانت مترو انفاق لندن وليس في الامتثال للمبادئ الدينية. ما يجري فقدت البصر هو كره الإسلام الأصولي المتطرف بشكل متزايد أن تقوم بتطوير ضد الغرب وطريقته في الحياة، وغالبا ما رفض من قبل المواطنين الغربيين الإسلامي. على هذا الجانب، يجب على الحكومات الأوروبية العمل بهدف منع غير عنيفة: لتقديم أفضل الحلول الممكنة كشكل من أشكال الحكم الديمقراطي وليس أمرا مسلما به وضمان الحرية الدينية لفهم أن هذا هو ضمانة للجميع. لكن هذه ليست مهمة سهلة، بالنظر إلى أنه في الإسلام لا وجود انقسام بين السياسة والدين. وهذا يمكن أن يكون واحدا من الأسباب الرئيسية التي تكمن وراء عدم إدماج بعض المسلمين، الأكثر تطرفا، في المجتمعات الغربية. العلاقة بين السياسة والإسلام يعود في كثير من الأحيان إلى واحد تصور من قبل جماعة الإخوان مسلم، وهو مباراة المطلقة بين إدارة الشؤون العامة مع العنصر الديني، حتى تصبح واحد؛ ليس من المستغرب تكلموا المعارضين الأخوة والمسلمين العلمانيين والمعتدلين من الفاشية الإسلامية. هذه الرؤية، في الواقع، لا استثناءات وهو نفسه الذي يكمن وراء ممارسة السلطة الخلافة أو بوكو الحرم، وهو ما يترجم الشريعة في القواعد القانونية. هذه الأصولية الدينية، والتي من السهل لممارسة وملموسة في الأراضي من قبل الدولة الإسلامية تدار، يمارس، بلا شك، وعلى درجة عالية من جذب الشباب الغربيين، الذين مفتونة التصريحات من غزو الغرب السود أعلام الخلافة. هذه البيانات الدامغة والتي من المقرر أن تغطيها إجراءات وقائية غير عسكري من الديمقراطيات الغربية، والتي يجب أن يكون عناصر الجذب مثل لهزيمة تلك التي اقترحها التطرف الإسلامي. العودة الى بداية الخطاب يجب تخزين مناقشة حول شرعية هجاء على الدين وإعطائها أمرا مفروغا منه، حتى يتم اتخاذ، للأسف، إلى سن قانون للرقابة والتركيز على حماية الأهداف المحتملة التي الإرهاب الإسلامي سوف الإضراب.

giovedì 15 gennaio 2015

L'Europa è accerchiata?

Gli attentati di Parigi hanno solo amplificato un pericolo già ben presente nel continente europeo, che, periodicamente, viene colpito dall’estremismo islamista. La Francia arriva dopo New York, Madrid, Londra, l’Olanda ed il Belgio; ogni caso ha avuto una sua peculiarità, ma il denominatore comune è l’azione terroristica condotta in nome della religione e come risposta a quelle che vengono considerate azioni contro le nazioni islamiche e che l’occidente presenta o ha presentato come esportazione della democrazia. Detta così sembrerebbe un fraintendimento che ha portato a conseguenze disastrose, tuttavia questa parte, sulla quale occorre fare opportune distinzioni, sembra essere solo un elemento di quelli che hanno creato una situazione dove l’Europa si sente accerchiata, un sentimento che riguarda anche le parti più progressiste della società europea e non soltanto gli appartenenti ai gruppi razzisti e xenofobi. Si è giustamente puntato sull’elemento della mancata integrazione, un fattore certamente fondamentale giacché gli attentatori sono sempre più spesso emigrati di seconda generazione, e praticamente mai di prima generazione, e quindi, in teoria maggiormente appartenenti al tessuto sociale in cui sono cresciuti. Questo aspetto è però contraddetto dalla mancanza di inclusione sociale che porta queste persone a riconoscersi in un elemento catalizzatore quale il fondamentalismo islamico. Ciò vale, naturalmente, per chi effettua e fomenta gli attentati, ma anche per chi tacitamente o esplicitamente gli appoggia giustificandoli. Siamo di fronte ad una spia di un malessere, che per ora sembra contenuto, ma che ha grandi potenzialità di  aumentare, portando ad uno stato di ostaggio e di terrore tutto l’insieme della struttura politica europea. Un amplificatore di questo fenomeno è stato l’andamento delle primavere arabe, dove una errata lettura occidentale vedeva in modo favorevole la lotta contro i sistemi dittatoriali, sostituiti poi, eccetto il caso tunisino, da analoghi sistemi di potere fondati sull’elemento religioso. Peraltro la vittoria di questi partiti islamici, quasi sempre non moderati, è maturata in un contesto elettorale democratico, dove gli elettori hanno conferito il loro mandato con regolare maggioranza. Quello che è seguito è però stata una compressione delle regole democratiche, dove i diritti delle minoranze non sono stati garantiti e le leggi in vigore sono state ispirate alla sharia, impiegata come legge fondamentale. All’iniziale entusiasmo occidentale è seguita una profonda delusione per il mancato apprezzamento delle popolazioni arabe a sistemi democratici fondati sulla laicità dell’amministrazione della cosa pubblica. Questo elemento deve essere centrale nell’esame delle differenze sulle percezioni dei sistemi politici fra occidentali ed islamici; questi ultimi, pur essendo favorevoli a libere elezioni, una volta preso il potere in maniera legittima, tendono a concentrarlo in modo completo nelle loro mani, escludendo ogni forma di dissenso. Questa forma di potere assoluto esercita indubbiamente una attrazione sui giovani islamici dell’occidente, che abbracciano in modo entusiasta le istanze dello stato islamico, combattendo materialmente sotto le sue insegne. L’indottrinamento religioso e l’addestramento militare ne fanno, una volta ritornati, dei componenti micidiali di cellule difficili da intercettare, che possono mettere in costante apprensione, anche con il solo sospetto della loro presenza, le nazioni occidentali. Questo elemento è determinante per fare saltare gli equilibri instabili su cui si basa la convivenza nelle società europee, soprattutto in quelle aree dove l’alta concentrazione della presenza di musulmani rende difficoltosa la coabitazione. Naturalmente su questo fattore si basano i programmi di tanti movimenti che sono contrari a quello che ritengono un inquinamento della società occidentale. Gli atti terroristici rischiano in maniera concreta di portare ad una radicalizzazione dello scontro che potrà richiedere un grande impegno da parte delle forze di sicurezza, teso a raggiungere in modo urgente due obiettivi contemporaneamente: evitare gli atti di terrore con la prevenzione e quindi eliminare tutti i possibili fattori di rischio di deterioramento dei rapporti tra parti opposte. Ma questo è intimamente legato allo sviluppo delle questioni di politica estera: la presenza di situazioni internazionali di potenziale pericolo globale rappresenta anche riflessi sullo scenario locale. Fintanto che lo Stato islamico potrà esercitare la sua sovranità su parte della Siria e dell’Iraq, rappresenterà un esempio per molti islamici europei, così Boko-Haram e così la situazione in Libia; solo per citare le aree maggiormente difficoltose. Quella che manca è una azione comune, che dovrebbe essere coordinata da paesi su posizioni opposte, ma che dovrebbero unirsi perché minacciati da un movimento unico. Se Washington, Pechino e Mosca trovassero un terreno di intesa la pacificazione dei territori sottoposti alla legge islamica potrebbe diventare concreta. A questa azione andrebbe affiancata una concreta manovra di coinvolgimento dei musulmani moderati per un cambio concreto dell’intendimento del Corano. Ma anche su questo aspetto la relazione con le questioni internazionali sono profondamente legate. L’atteggiamento degli stati del Golfo Persico, che, pur essendo alleati degli USA, hanno probabilmente finanziato i gruppi estremisti per ragioni all’interno della contrapposizione tra sciti e sunniti, devono rientrare nella correttezza del quadro dei  normali rapporti tra alleati ed adeguarsi alla comune lotta contro il fondamentalismo, cosa non scontata dato che si tratta di regimi profondamente illiberali, ma che hanno tutto l’interesse che alle loro frontiere non sia presente l’elemento integralista, dannoso anche per i loro equilibri interni. Certo l’alleanza con questi paesi, sicuramente democratici non è elemento apprezzabile, ma per il momento è importante assicurare gli equilibri dentro i confini dell’Europa, anche se sembra un obiettivo minimo non è così scontato sia raggiunto.

Europe is surrounded?

The attacks in Paris have only amplified a danger already clearly present in the European continent, which periodically gets hit Islamist extremism. France comes after New York, Madrid, London, Holland and Belgium; each case had its own peculiarities, but the common denominator is the terrorist act carried out in the name of religion and as a response to what are considered actions against Islamic nations and that the West has, or has submitted as exporting democracy. That way it would seem a misunderstanding that led to disastrous consequences, but this part, on which it is necessary to make appropriate distinctions, seems to be just one element of those who have created a situation where Europe feels encircled, a sentiment that also covers parts most progressive of European society and not only those belonging to the groups of racist and xenophobic. It is rightly focused on the element of non-integration, a factor certainly crucial since the attackers are increasingly second-generation immigrants, and almost never the first generation, and therefore, in theory, most belonging to the social fabric in which they grew. This is contradicted, however, by the lack of social inclusion that brings these people to identify with a catalyst which Islamic fundamentalism. This applies, of course, for those who make and foments the attacks, but also for those who tacitly or explicitly supports justifying them. We are facing a spy of a malaise that seems content for now, but it has great potential to increase, leading to a state of terror and hostage the whole structure of European policy. An amplifier of this phenomenon has been the trend of the Arab Spring, where a wrong reading Western saw favorably the fight against dictatorial systems, then replaced, except in the case of Tunisia, by similar systems of power based on the element of religion. Moreover, the victory of the Islamic parties, mostly unmoderated, has matured in a democratic election, where voters have given their mandate with a regular majority. What followed, however, was a compression of the rules of democracy, where the rights of minorities are not guaranteed and the laws in force have been inspired by sharia, employed as a fundamental law. The initial enthusiasm was followed by a western deep disappointment at the lack of appreciation of the Arab population in democratic systems based on the secularism of the administration of public affairs. This element must be central in the examination of differences on perceptions of political systems between Western and Islamic countries; the latter, although favorable to free elections, once seized power in a legitimate manner, they tend to concentrate it completely in their hands, excluding all forms of dissent. This form of absolute power undoubtedly exerts an attraction on young Muslims of the West, who embrace enthusiastically instances of the Islamic state, physically fighting under his banner. The religious indoctrination and military training make it, once returned, the deadly components of cells difficult to intercept, which pose a constant apprehension, even the mere suspicion of their presence, the Western nations. This element is crucial to blast the unstable equilibrium on which coexistence in European societies, especially in those areas where the high concentration of the presence of Muslims makes it difficult cohabitation. Of course on this factor are based programs many movements that are opposed to what they consider a pollution of Western society. Acts of terrorism risk in a concrete way to bring to a radicalization of the conflict that will require a great effort by the security forces, aimed at reaching an urgent two objectives simultaneously: avoid acts of terror by preventing and then delete all possible risk factors of deterioration of relations between the opposing parties. But this is intimately linked to the development of foreign policy issues: the presence of international situations of potential danger Global is also reflected on the local scene. As long as the Islamic state can exercise its sovereignty over part of Syria and Iraq, will be an example for many European Muslims, so Boko-Haram and so the situation in Libya; just to mention the most difficult areas. What is lacking is a joint action, which should be coordinated by countries on opposite sides, but that should unite because they are threatened by a single movement. If Washington, Beijing and Moscow could find a common ground pacification of territories under Islamic law could become concrete. This action should be accompanied by a concrete maneuver involving moderate Muslims for a real change of the understanding of the Qur'an. But even on this point the relationship with the international issues are deeply related. The attitude of the states of the Persian Gulf, which, although US allies, have probably funded extremist groups for reasons within the opposition between Shiites and Sunnis, must be within the correct framework of normal relations between allies and adapt to the common fight against fundamentalism, what is not obvious given that it is profoundly illiberal regimes, but who have an interest that is not present at their borders element fundamentalist, harmful even for their internal balance. Certainly the alliance with these countries, certainly not democratic element is appreciable, but for now it is important to ensure the balance within the confines of Europe, although it seems a minimum target is not so obvious is reached.

Europa está rodeada?

Los atentados de París sólo han amplificado un peligro ya claramente presente en el continente europeo, que periódicamente es golpeado extremismo islamista. Francia se produce después de Nueva York, Madrid, Londres, Holanda y Bélgica; cada caso tiene sus propias peculiaridades, pero el denominador común es el acto terrorista llevado a cabo en nombre de la religión y como una respuesta a lo que se consideran las acciones contra las naciones islámicas y que Occidente tiene, o ha presentado como exportar la democracia. De esta forma, parece un malentendido que llevó a consecuencias desastrosas, pero esta parte, en la que es necesario hacer distinciones apropiadas, parece ser sólo un elemento de los que han creado una situación en la que se siente rodeado Europa, un sentimiento que también cubre partes más progresista de la sociedad europea y no sólo los que pertenecen a los grupos de racista y xenófoba. Se centra justamente en el elemento de la no integración, sin duda un factor crucial, ya que los atacantes son cada vez más inmigrantes de segunda generación, y casi nunca la primera generación, y por lo tanto, en teoría, la mayoría pertenecientes a la estructura social en que crecieron. Esto se contradice, sin embargo, por la falta de inclusión social que lleva a estas personas a identificarse con un catalizador que el fundamentalismo islámico. Esto se aplica, por supuesto, para aquellos que hacen y fomenta los ataques, pero también para aquellos que tácita o explícitamente los apoya justificar. Estamos frente a un espía de un malestar que parece contento por el momento, pero tiene un gran potencial para aumentar, lo que lleva a un estado de terror y rehén a toda la estructura de la política europea. Un amplificador de este fenómeno ha sido la tendencia de la primavera árabe, donde vio un mal occidental lectura favorablemente la lucha contra los sistemas dictatoriales, luego reemplazado, excepto en el caso de Túnez, por sistemas similares de poder basadas en el elemento de la religión. Por otra parte, la victoria de los partidos islámicos, en su mayoría no moderados, ha madurado en una elección democrática, donde los votantes han dado su mandato con una mayoría regular. Lo que siguió, sin embargo, fue una compresión de las reglas de la democracia, donde no se garantizan los derechos de las minorías y de las leyes vigentes han sido inspiradas en la sharia, empleado como un derecho fundamental. El entusiasmo inicial fue seguida por una profunda decepción occidental en la falta de apreciación de la población árabe en los sistemas democráticos basados en la laicidad de la administración de los asuntos públicos. Este elemento debe ser central en el examen de las diferencias en las percepciones de los sistemas políticos entre los países occidentales e islámicos; este último, aunque favorable a elecciones libres, una vez que tomaron el poder en forma legítima, tienden a concentrarse por completo en sus manos, con exclusión de todas las formas de disenso. Esta forma de poder absoluto, sin duda, ejerce una atracción sobre los jóvenes musulmanes de Occidente, que abrazan con entusiasmo las instancias del Estado islámico, luchando físicamente bajo su bandera. El adoctrinamiento religioso y entrenamiento militar que sea, una vez que regresó, los componentes mortales de células difíciles de interceptar, que suponen una constante aprensión, incluso la mera sospecha de su presencia, las naciones occidentales. Este elemento es crucial para arruinar el equilibrio inestable en el que la convivencia en las sociedades europeas, especialmente en aquellas áreas en las que la alta concentración de la presencia de los musulmanes hace difícil la convivencia. Por supuesto en este factor se basan los programas de muchos movimientos que se oponen a lo que consideran una contaminación de la sociedad occidental. Hechos de riesgo de terrorismo en una forma concreta de llevar a una radicalización del conflicto que requerirá un gran esfuerzo por parte de las fuerzas de seguridad, con el objetivo de llegar a un urgentes dos objetivos simultáneamente: evitar actos de terrorismo mediante la prevención y elimine todo posibles factores de riesgo de deterioro de las relaciones entre las partes enfrentadas. Pero esto está íntimamente relacionado con el desarrollo de temas de política exterior: la presencia de situaciones internacionales de posible peligro global se refleja también en la escena local. Mientras el Estado islámico puede ejercer su soberanía sobre parte de Siria e Irak, será un ejemplo para muchos musulmanes europeos, por lo que Boko Haram y lo que la situación en Libia; sólo por mencionar las áreas más difíciles. Lo que falta es una acción conjunta, que debe ser coordinada por los países en los lados opuestos, sino que deben unirse, ya que se ven amenazados por un solo movimiento. Si Washington, Pekín y Moscú podrían encontrar un terreno común de pacificación de los territorios bajo la ley islámica podría convertirse en concreto. Esta acción debe ir acompañada de una maniobra concreta involucrando musulmanes moderados para un cambio real de la comprensión del Corán. Pero incluso en este punto la relación con los asuntos internacionales están profundamente relacionados. La actitud de los estados del Golfo Pérsico, que, aunque los aliados de EE.UU., probablemente han financiado grupos extremistas por razones dentro de la oposición entre chiítas y sunitas, debe estar dentro del marco correcto de las relaciones normales entre los aliados y adaptarse a la común luchar contra el fundamentalismo, lo que no es obvio ya que es profundamente regímenes no liberales, pero que tienen un interés que no está presente en su elemento fronteras fundamentalista, perjudicial incluso para su equilibrio interno. Ciertamente, la alianza con estos países, ciertamente no elemento democrático es apreciable, pero por ahora es importante para garantizar el equilibrio dentro de los límites de Europa, aunque parece un objetivo mínimo no es tan obvio que se llegó.

Europa ist umgeben?

Die Anschläge in Paris sind nur eine Gefahr bereits deutlich auf dem europäischen Kontinent, die in regelmäßigen Abständen getroffen wird islamistischen Extremismus vorhanden verstärkt. Frankreich kommt nach New York, Madrid, London, Holland und Belgien; jeder Fall hatte seine eigenen Besonderheiten, aber der gemeinsame Nenner ist die Terroranschlag im Namen der Religion, und als Antwort auf, was als Aktionen gegen islamischen Nationen und dass der Westen oder als Export der Demokratie vorgelegt geführt. Auf diese Weise ist ein Missverständnis, die verheerenden Folgen geführt, aber dieser Teil, auf dem es notwendig, entsprechende Unterscheidungen zu treffen ist scheint, scheint nur ein Element von denen, die eine Situation, in Europa fühlt sich umgeben, ein Gefühl, das umfasst auch Teile erstellt werden fortschrittlichsten der europäischen Gesellschaft und nicht nur die zu den Gruppen der rassistischen und fremdenfeindlichen gehören. Es wird zu Recht auf das Element der Nichtintegration konzentriert, ein Faktor sicherlich entscheidend, da die Angreifer zunehmend Einwanderer der zweiten Generation, und so gut wie nie die erste Generation und damit in der Theorie, die meisten, die zu das soziale Gefüge, in dem sie aufgewachsen ist. Dem widerspricht jedoch durch das Fehlen der sozialen Eingliederung, die diese Menschen bringt, mit einem Katalysator, der den islamischen Fundamentalismus zu identifizieren. Dies gilt natürlich auch für diejenigen, die machen und schürt die Angriffe, sondern auch für diejenigen, die stillschweigend oder ausdrücklich unterstützt die diese rechtfertigen. Wir stehen vor einem Spion einer Malaise, die Inhalte für jetzt scheint, aber es ist ein großes Potenzial zu erhöhen, was zu einem Zustand des Terrors und der Geiselnahme die gesamte Struktur der europäischen Politik hat. Ein Verstärker für dieses Phänomen ist der Trend des Arabischen Frühlings, wo ein falsches Lesen West sah günstig, den Kampf gegen diktatorische Systeme, dann ersetzt werden, außer im Fall von Tunesien, durch ähnliche Systeme der Strom basierend auf dem Element der Religion. Zudem der Sieg der islamischen Parteien, vor allem nicht moderiert, hat in einer demokratischen Wahl, bei denen die Wähler haben ihr Mandat mit einem regelmäßigen Mehrheit gegeben gereift. Was folgte, war jedoch eine Kompression der Regeln der Demokratie, in der die Rechte von Minderheiten werden nicht garantiert und die Gesetze in Kraft, durch Scharia inspiriert worden, als ein Grundrecht beschäftigt. Die anfängliche Begeisterung wurde von einem westlichen tiefe Enttäuschung über den Mangel an Verständnis für die arabische Bevölkerung in demokratischen Systemen auf der Basis des Säkularismus der Verwaltung der öffentlichen Angelegenheiten gefolgt. Dieses Element muss im Mittelpunkt der Untersuchung der Unterschiede auf die Wahrnehmung der politischen Systeme zwischen westlichen und islamischen Ländern; Letzteres, wenn auch günstig für freie Wahlen, einmal die Macht in eine legitime Art und Weise, neigen sie dazu, sie vollständig in ihren Händen zu konzentrieren, ohne jede Form von Dissens. Diese Form der absoluten Macht zweifellos übt eine Anziehungskraft auf junge Muslime im Westen, die mit Begeisterung zu umarmen Instanzen des islamischen Staates, physisch unter seinem Banner zu kämpfen. Die religiöse Indoktrination und militärische Ausbildung machen, einmal zurückkehrte, die tödlichen Komponenten von Zellen schwer abzufangen, die eine konstante Besorgnis darstellen, auch der bloße Verdacht ihrer Anwesenheit, die westlichen Nationen. Dieses Element ist von entscheidender Bedeutung, um den instabilen Gleichgewicht, auf dem die Koexistenz in der europäischen Gesellschaft zu sprengen, vor allem in den Bereichen, in denen die hohe Konzentration der Präsenz von Muslimen macht es schwierig, das Zusammenleben. Natürlich auf diesem Faktor sind Programme viele Bewegungen, die das, was sie eine Verschmutzung der westlichen Gesellschaft betrachten Gegensatz basieren. Terrorakte Risiko in einem konkreten Weg, um zu einer Radikalisierung des Konflikts, die große Anstrengungen seitens der Sicherheitskräfte, bei Erreichen einer dringenden zwei Ziele gleichzeitig ausgerichtet erfordern bringen wird: vermeiden Terrorakte durch die Verhinderung und dann ist alles löschen mögliche Risikofaktoren für eine Verschlechterung der Beziehungen zwischen den Konfliktparteien. Die Präsenz internationaler Gefahrensituationen Globale auch auf der lokalen Szene reflektiert: Aber das ist eng mit der Entwicklung der außenpolitischen Fragen verbunden. Solange die islamischen Staat kann seine Souveränität über einen Teil Syrien und dem Irak ausüben wird ein Beispiel für viele europäische Muslime zu sein, so dass Boko-Haram und so die Situation in Libyen; nur die schwierigsten Bereiche zu nennen. Was fehlt, ist eine gemeinsame Aktion, die von den Ländern auf gegenüberliegenden Seiten aufeinander abgestimmt werden sollten, aber das sollte zu vereinen, weil sie mit einer einzigen Bewegung bedroht sind. Wenn Washington, Peking und Moskau eine gemeinsame Basis Befriedung der Gebiete nach islamischem Recht finden konnte konnte konkret werden. Diese Aktion sollten anhand konkreter Handlungsspiel mit moderaten Muslimen für eine wirkliche Veränderung des Verständnisses des Korans begleitet werden. Aber auch in diesem Punkt die Beziehung zu den internationalen Fragen sind tief stehen. Die Haltung der Staaten am Persischen Golf, die zwar die Verbündeten der USA, haben wahrscheinlich finanziert extremistische Gruppen aus Gründen, die Opposition zwischen Schiiten und Sunniten, muss im richtigen Rahmen der normalen Beziehungen zwischen den Verbündeten zu sein und sich auf das gemeinsame Kampf gegen den Fundamentalismus, was nicht offensichtlich ist, da es sich um grundlegend illiberalen Regime, aber wer ein Interesse daran haben, die nicht an ihren Grenzen Element fundamentalistischen Derzeit schädlichen auch für ihre innere Balance. Gewiß ist die Allianz mit diesen Ländern, schon gar nicht demokratisches Element ist spürbar, aber im Moment ist es wichtig, die Balance innerhalb der Grenzen Europas zu gewährleisten, obwohl es scheint, ein Mindestziel ist nicht so offensichtlich erreicht.

L'Europe est entourée?

Les attentats à Paris ne ont amplifié un danger déjà clairement présente dans le continent européen, qui obtient régulièrement frappé l'extrémisme islamiste. France vient après New York, Madrid, Londres, en Hollande et en Belgique; chaque cas a ses propres particularités, mais le dénominateur commun est l'acte terroriste menée au nom de la religion et comme une réponse à ce qui est considéré actions contre les nations islamiques et que l'Occident a, ou a soumis que l'exportation de la démocratie. De cette façon, il semble un malentendu qui a conduit à des conséquences désastreuses, mais cette partie, sur lequel il est nécessaire de faire des distinctions appropriées, semble être juste un élément de ceux qui ont créé une situation où l'Europe se sent encerclé, un sentiment qui couvre également les pièces plus progressiste de la société européenne et pas seulement ceux appartenant aux groupes de raciste et xénophobe. Ce est à juste titre axé sur l'élément de non-intégration, certainement un facteur crucial car les attaquants sont de plus en plus les immigrants de deuxième génération, et presque jamais la première génération, et donc, en théorie, la plupart appartenant au tissu social dans lequel ils ont grandi. Ce est contredit, cependant, par l'absence de l'inclusion sociale qui apporte ces gens à se identifier avec un catalyseur qui de l'intégrisme islamique. Cela se applique, bien sûr, pour ceux qui font et fomente des attentats, mais aussi pour ceux qui, tacitement ou explicitement supports en les justifiant. Nous sommes confrontés à un espion d'un malaise qui semble se contenter pour l'instant, mais il a un grand potentiel pour augmenter, conduisant à un état de terreur et en otage toute la structure de la politique européenne. Un amplificateur de ce phénomène a été la tendance du printemps arabe, une mauvaise lecture de l'Ouest a vu favorablement la lutte contre les systèmes dictatoriaux, puis remplacé, sauf dans le cas de la Tunisie, par des systèmes similaires de pouvoir basé sur l'élément de la religion. En outre, la victoire des partis islamistes, principalement non modérés, a mûri dans une élection démocratique, où les électeurs ont donné leur mandat avec une majorité régulière. Ce qui a suivi, cependant, était une compression des règles de la démocratie, où les droits des minorités ne sont pas garantis et les lois en vigueur ont été inspirées par la charia, employé comme une loi fondamentale. L'enthousiasme initial a été suivi par une profonde déception ouest par le manque d'appréciation de la population arabe dans les systèmes démocratiques fondées sur la laïcité de l'administration des affaires publiques. Cet élément doit être central dans l'examen des différences sur les perceptions de systèmes politiques entre les pays occidentaux et islamiques; ce dernier, bien que favorable à des élections libres, une fois pris le pouvoir de manière légitime, ils ont tendance à se concentrer complètement entre leurs mains, à l'exclusion de toutes les formes de dissidence. Cette forme de pouvoir absolu exerce sans aucun doute une attraction sur les jeunes musulmans de l'Occident, qui embrassent avec enthousiasme les instances de l'Etat islamique, la lutte contre physiquement sous sa bannière. L'endoctrinement religieux et de la formation militaire, il est, une fois retourné, les composants mortels de cellules difficiles à intercepter, qui posent une crainte constante, même le simple soupçon de leur présence, les nations occidentales. Cet élément est crucial pour faire sauter l'équilibre instable sur lequel la coexistence dans les sociétés européennes, en particulier dans les domaines où la forte concentration de la présence des musulmans rend la cohabitation difficile. Bien sûr, sur ce facteur sont nombreux programmes mouvements qui se opposent à ce qu'ils considèrent comme une pollution de la société occidentale base. Actes du risque de terrorisme d'une manière concrète à apporter à une radicalisation du conflit qui exigera un grand effort par les forces de sécurité, visant à parvenir à un urgentes deux objectifs simultanément: éviter les actes de terreur par la prévention et puis supprimez tous les facteurs de risque possibles de détérioration des relations entre les parties adverses. Mais ce est intimement liée à l'évolution des questions de politique étrangère: la présence de situations internationales de danger potentiel mondial se reflète également sur la scène locale. Tant que l'Etat islamique peut exercer sa souveraineté sur une partie de la Syrie et de l'Irak, sera un exemple pour de nombreux musulmans européens, de sorte Boko Haram et ainsi de la situation en Libye; pour ne citer que les zones les plus difficiles. Ce qui manque est une action commune, qui devrait être coordonné par les pays sur les côtés opposés, mais qui devrait se unir parce qu'ils sont menacés par un seul mouvement. Si Washington, Pékin et Moscou pourraient trouver un terrain d'entente de pacification des territoires sous la loi islamique pourrait devenir concrète. Cette action doit être accompagnée par une manœuvre concrète impliquant les musulmans modérés à un véritable changement de la compréhension du Coran. Mais même sur ce point la relation avec les questions internationales sont profondément liés. L'attitude des États du golfe Persique, qui, bien que des alliés des États-Unis, ont probablement financé des groupes extrémistes pour des raisons sein de l'opposition entre chiites et sunnites, doit être correcte dans le cadre de relations normales entre alliés et de se adapter à la commune lutter contre le fondamentalisme, ce ne est pas évident étant donné qu'il est profondément régimes intolérants, mais qui ont un intérêt qui ne est pas présent à leur élément de frontières fondamentaliste, nocif même pour leur équilibre interne. Certes, l'alliance avec ces pays, certainement pas élément démocratique est appréciable, mais pour l'instant il est important d'assurer l'équilibre dans les confins de l'Europe, même si elle semble un objectif minimum ne est pas si évident est atteint.

A Europa está rodeada?

Os ataques em Paris têm ampliado o perigo claramente presente no continente europeu, que periodicamente é atingido o extremismo islâmico. França vem depois de Nova Iorque, Madrid, Londres, Holanda e Bélgica; cada caso teve suas peculiaridades, mas o denominador comum é o ato terrorista perpetrado em nome da religião e como uma resposta ao que são consideradas ações contra nações islâmicas e que o Ocidente tem, ou que tenha apresentado como exportar a democracia. Dessa forma, afigura-se um mal-entendido que levou a conseqüências desastrosas, mas esta parte, em que é necessário fazer distinções adequadas, parece ser apenas um elemento daqueles que criaram uma situação em que a Europa se sente cercado, um sentimento que também abrange partes mais progressista da sociedade europeia e não apenas aqueles que pertencem aos grupos de racista e xenófoba. É justamente com foco no elemento de não-integração, certamente um fator crucial, já que os atacantes estão cada vez mais imigrantes de segunda geração, e quase nunca a primeira geração, e, portanto, em teoria, a maioria pertencente ao tecido social em que eles cresceram. Este é contrariada, no entanto, pela falta de inclusão social que traz essas pessoas a se identificar com um catalisador que o fundamentalismo islâmico. Isto aplica-se, é claro, para aqueles que fazem e fomenta os ataques, mas também para aqueles que tácita ou explicitamente suporta a justificá-las. Estamos diante de um espião de um mal-estar que parece contente por agora, mas tem grande potencial para aumentar, levando a um estado de terror e refém toda a estrutura da política europeia. Um amplificador desse fenômeno tem sido a tendência da Primavera Árabe, onde uma leitura errada Ocidental viu favoravelmente a luta contra sistemas ditatoriais, em seguida, substituído, exceto no caso da Tunísia, por sistemas semelhantes de energia com base no elemento de religião. Além disso, a vitória dos partidos islâmicos, principalmente unmoderated, amadureceu em uma eleição democrática, onde os eleitores deram o seu mandato com uma maioria regular. O que se seguiu, no entanto, foi uma compressão das regras da democracia, onde os direitos das minorias não são garantidos e as leis em vigor foram inspirados pela sharia, empregado como um direito fundamental. O entusiasmo inicial foi seguido por uma profunda decepção ocidental com a falta de valorização da população árabe em sistemas democráticos baseados no secularismo da administração dos assuntos públicos. Este elemento deve ser central na análise das diferenças nas percepções dos sistemas de políticas entre os países ocidentais e islâmicos; estes últimos, embora favorável à realização de eleições livres, uma vez que tomou o poder de forma legítima, eles tendem a se concentrar completamente em suas mãos, excluindo todas as formas de dissidência. Esta forma de poder absoluto, sem dúvida, exerce uma atração sobre os jovens muçulmanos do Ocidente, que abraçam com entusiasmo instâncias do Estado islâmico, lutando fisicamente sob sua bandeira. A doutrinação religiosa e treinamento militar fazê-lo, uma vez devolvidos, os componentes mortais de células difíceis de interceptar, que representam uma constante apreensão, mesmo a mera suspeita de sua presença, as nações ocidentais. Este elemento é fundamental para explodir o equilíbrio instável em que convivência nas sociedades europeias, especialmente nas áreas em que a alta concentração da presença de muçulmanos torna difícil coabitação. É claro que neste fator são programas muitos movimentos que se opõem ao que consideram uma poluição da sociedade ocidental baseado. Atos de risco de terrorismo em uma forma concreta de levar a uma radicalização do conflito que vai exigir um grande esforço por parte das forças de segurança, visando chegar a dois urgentes objetivos simultaneamente: evitar atos de terror através da prevenção e, em seguida, apagar tudo possíveis fatores de risco de deterioração das relações entre as partes opostas. Mas isso está intimamente ligado ao desenvolvimento de questões de política externa: a presença de situações internacionais de perigo potencial global também se reflete na cena local. Enquanto o Estado islâmico pode exercer a sua soberania sobre parte da Síria e do Iraque, será um exemplo para muitos muçulmanos europeus, para Boko Haram-e assim a situação na Líbia; só para citar as áreas mais difíceis. O que está faltando é uma ação conjunta, que deve ser coordenado por países em lados opostos, mas que devem se unir, porque eles são ameaçados por um único movimento. Se Washington, Pequim e Moscou poderia encontrar um terreno comum pacificação de territórios sob a lei islâmica poderia tornar-se concreto. Esta acção deverá ser acompanhada de uma manobra de concreto envolvendo muçulmanos moderados para uma verdadeira mudança de entendimento do Alcorão. Mas, mesmo neste ponto a relação com as questões internacionais estão profundamente relacionados. A atitude dos Estados do Golfo Pérsico, que, apesar de os aliados dos EUA, provavelmente já financiou grupos extremistas por motivos dentro da oposição entre xiitas e sunitas, deve estar dentro do quadro correto de relações normais entre aliados e adaptar-se ao comum lutar contra o fundamentalismo, o que não é óbvio, dado que é profundamente regimes não-liberais, mas que têm um interesse que não está presente no seu elemento fundamentalista fronteiras, prejudicial até mesmo para o seu equilíbrio interno. Certamente, a aliança com estes países, certamente não elemento democrático é apreciável, mas por agora é importante para garantir o equilíbrio dentro das fronteiras da Europa, embora pareça uma meta mínima não é tão óbvio é atingido.