Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 16 dicembre 2015
Nasce una nuova coalizione militare sunnita
L'Arabia Saudita ha creato una coalizione militare di paesi sunniti per combattere lo Stato islamico ed altri gruppi terroristici. Se la prima impressione può essere quella di una alleanza costituita per eliminare i dubbi sulla reale collaborazione con gli Usa e le potenze occidentali contro il califfato, ad una analisi più attenta, questo nuovo soggetto che entra sulla scena del sempre più confuso conflitto mediorientale, rischia di compromettere ulteriormente i fragili equilibri presenti. Intanto le finalità del socio fondatore della coalizione, l’Arabia Saudita, non sembrano essere essenzialmente quelle di sconfiggere lo Stato islamico, ma, sopratutto, di bilanciare l’azione di Iran e Russia, sia nella questione siriana, dove l’obiettivo è sempre quello di eliminare Assad dalla scena, per prendere l’influenza di Damasco, sia nello scenario irakeno, dove la presenza di Teheran è sempre maggiore. Proprio a riguardo del paese irakeno, la preoccupazione saudita è quella di contrastare l’accresciuto potere degli sciiti nei confronti dei sunniti, una conseguenza della cattiva gestione americana del dopo Saddam. Le finalità della coalizione sono quelle di contrastare l’azione di ogni gruppo terroristico, quindi non il solo Stato islamico, senza, peraltro, definire chi rientra in questa categoria. La questione non è secondaria, se si pensa all’accanimento con il quale le forze armate saudite si stanno battendo nello Yemen, contro ribelli sciiti non direttamente collegati con l’Iran. Appare chiaro che una interpretazione così larga dei possibili nemici, individuati come terroristi, rischia di fare entrare in questa categoria formazioni o movimenti, che presenti nello scenario in questione, non rientrano nella concezione di Riyadh. In questa ottica anche le formazioni laiche, che combattono contro Assad sostenute dagli Stati Uniti, potrebbero diventare obiettivo dell’azione della nuova coalizione guidata dall’Arabia Saudita. I paesi che hanno confermato la loro adesione alla coalizione sono la Giordania, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Bahrain, Bangladesh, Benin, la Turchia, il Ciad, Togo, Tunisia, Gibuti, Senegal, Sudan, Sierra Leone, Somalia, Gabon, Guinea, Palestina, Repubblica di Comore, Qatar, Costa d'Avorio, Kuwait, Libano, Libia, Maldive, Mali, Malaysia, Egitto, Marocco, Mauritania, Niger, Nigeria e Yemen. L’operatività dall’alleanza dovrebbe svolgersi in maniera coordinata con le potenze occidental ie le organizzazioni internazionali, tuttavia il quadro politico delle parti in campo appare confuso e già compromesso da interessi troppo contrastanti. Appare fin troppo chiaro che l’obiettivo di sconfiggere lo Stato islamico, da parte tutti i soggetti sia soltanto una parte delle loro reali intenzioni e costituisca sempre più una scusante attraverso cui creare nuovi equilibri nella regione. Occorrerà interpretare quali saranno i sentimenti degli Stati Uniti nei confronti di questa alleanza. Da un lato uno schieramento di forze musulmane sul terreno è sempre stato un obiettivo della Casa Bianca, per evitare dubbi di generare un conflitto che poteva essere interpretato come neocolonialista e consentire di dare una soluzione interna alla crisi del medioriente. Tuttavia i punti di vista troppo distanti e gli atteggiamenti spesso equivoci di Arabia Saudita e Turchia, nei confronti del califfato, non chiariscono i dubbi sulle reali intenzioni della coalizione. La difficoltà dei rapporti con la Russia, ormai ritenuta essenziale per la soluzione del problema, potrebbe acuirsi tra l’Alleanza Atlantica e Mosca, se la Turchia, dall’interno della nuova coalizione, continuasse ad operare perseguendo i propri interessi, che sono quelli di eliminare Assad e rendere difficile la vita ai curdi. Ma anche le ambizioni saudite, che non sono solo politiche, ma anche religiose, potrebbero incrinare i rinnovati rapporti tra Iran ed USA, ed anzi, questo potrebbe essere proprio un obiettivo di Riyadh. Una questione ulteriore è proprio come potrà essere il rapporto con Teheran, dato che la creazione di una alleanza formata da soli stati sunniti, non può che non rischiare un peggioramento tra i due rami maggiori dell’islamismo, estremizzando così una situazione già grave. Il giudizio su questa alleanza non può essere positivo, perchè nasce proprio da una unione particolare, la matrice sunnita, anziché essere estesa ad una platea trasversale, ma ciò è dovuto a differenze rilevanti che sono tutt’altro che superate ed andrebbero appianate in via diplomatica in maniera preventiva, per non aggiungere nuovi elementi di discordia in grado di favorire l’entità che si dice di volere combattere: lo Stato islamico.
A new military coalition Sunni
Saudi Arabia has created a military coalition of countries to fight Sunni Islamic state and other terrorist groups. If
the first impression may be that of an alliance formed to remove doubts
about the real cooperation with the US and the Western powers against
the caliphate, a more careful analysis, this new person who enters the
scene of increasingly confused the Middle East conflict, is likely further damage the fragile present. Meanwhile,
the aims of the founding member of the coalition, Saudi Arabia, do not
seem to be essentially the defeat of the Islamic state, but, above all,
to balance the action of Iran and Russia, both in the Syrian issue,
where the goal is always to
eliminate Assad from the scene, to take the influence of Damascus,
Iraqi both in the scenario, where the presence of Tehran is always
greater. Just
about the country of Iraq, the Saudi concern is to counteract the
increased power of Shiites against Sunnis, a consequence of the
mismanagement of the American post-Saddam Iraq. The
objectives of the coalition are to counteract the action of any
terrorist group, then not only the Islamic State, without, however,
define who falls into this category. The
issue is not secondary, if you think doggedness with which the Saudi
armed forces are fighting in Yemen, against Shiite rebels not directly
connected with Iran. It
seems clear that a broad interpretation as possible enemies, identified
as terrorists, is likely to bring into this category formations or
movements, that in the scenario in question, does not fall within the
concept of Riyadh. In
this perspective, even the secular formations, fighting against Assad
borne by Member States, could become the objective of the new coalition
led by Saudi Arabia. The
countries that have confirmed their participation in the coalition are
Jordan, United Arab Emirates, Pakistan, Bahrain, Bangladesh, Benin,
Turkey, Chad, Togo, Tunisia, Djibouti, Senegal, Sudan, Sierra Leone,
Somalia, Gabon, Guinea ,
Palestine, Republic of Comoros, Qatar, Ivory Coast, Kuwait, Lebanon,
Libya, Maldives, Mali, Malaysia, Egypt, Morocco, Mauritania, Niger,
Nigeria and Yemen. The
operation by the alliance should take place in a coordinated manner
with the western powers ie international organizations, but the
framework of political parties in the field is confused and compromised
by conflicting interests too. It
seems all too clear that the objective of defeating the Islamic state,
by all parties is only a part of their real intentions and acts more and
more an excuse by which to create a new balance in the region. Which it will be necessary to interpret the feelings of the United States against this alliance. On
the one hand an array of Muslim forces on the ground has always been a
goal of the White House, to avoid doubts of a conflict that could be
interpreted as neo-colonialist and the capacity to raise an internal
solution to the crisis in the Middle East. However
the views are too distant and often equivocal attitudes of Saudi Arabia
and Turkey, against the caliphate, does not clarify the doubts about
the true intentions of the coalition. The
difficulties in relations with Russia, now seen as essential for the
solution of the problem could worsen between the Atlantic Alliance and
Moscow, if Turkey, from the inside of the new coalition, were to be
continued pursuing their own interests, which are to eliminate Assad and make life difficult for the Kurds. But
also the ambitions Saudi, who are not only political, but also
religious, could disrupt the renewed relations between Iran and the US,
and indeed, this might just be a target of Riyadh. A
further question is just how will be the relationship with Tehran,
given that the creation of an alliance of Sunni states alone, can not
risk a worsening between the two major branches of Islam, an extreme so
an already serious situation. The
judgment of this alliance can not be positive, because it was born out
of a particular union, the matrix Sunni, rather than being extended to
an audience cross, but this is due to significant differences that are
far from outdated and should be resolved through diplomatic channels preventively, not add new elements of discord are able to promote the entity that says he wants to fight: the Islamic state.
Una nueva coalición militar sunita
Arabia Saudita ha creado una coalición militar de los países para luchar estado islámico sunita y otros grupos terroristas. Si
la primera impresión puede ser el de una alianza formada para despejar
las dudas sobre la verdadera cooperación con los EE.UU. y las potencias
occidentales contra el califato, un análisis más cuidadoso, esta nueva
persona que entra en el escenario de cada vez más confuso el conflicto
de Oriente Medio, es probable dañar aún más la frágil presente. Mientras
tanto, los objetivos del miembro fundador de la coalición, Arabia
Saudita, no parecen ser esencialmente la derrota del Estado islámico,
pero, sobre todo, para equilibrar la acción de Irán y Rusia, tanto en el
tema de Siria, donde el objetivo es siempre para
eliminar a Assad de la escena, para tomar la influencia de Damasco,
Irak, tanto en el escenario, donde la presencia de Teherán es siempre
mayor. Casi
el país de Irak, la preocupación de Arabia es contrarrestar el
creciente poder de los chiítas contra sunitas, una consecuencia de la
mala gestión de la American Irak post-Saddam. Los
objetivos de la coalición son para contrarrestar la acción de cualquier
grupo terrorista, entonces no sólo el Estado islámico, sin embargo,
definir quién entra en esta categoría. La
cuestión no es secundario, si usted piensa tenacidad con la que las
fuerzas armadas saudíes están luchando en Yemen, contra los rebeldes
chiíes que no están conectados directamente con Irán. Parece
claro que una interpretación amplia como posibles enemigos,
identificado como terroristas, es probable que poner en esta categoría
formaciones o movimientos, que en el escenario en cuestión, no está
comprendida en el concepto de Riad. En
esta perspectiva, incluso las formaciones seculares, luchando contra
Assad cargo de los Estados miembros, podría convertirse en el objetivo
de la nueva coalición liderada por Arabia Saudita. Los
países que han confirmado su participación en la coalición son
Jordania, Emiratos Árabes Unidos, Pakistán, Bahrein, Bangladesh, Benin,
Turquía, Chad, Togo, Túnez, Djibouti, Senegal, Sudán, Sierra Leona,
Somalia, Gabón, Guinea ,
Palestina, República de Comoros, Qatar, Costa de Marfil, Kuwait,
Líbano, Libia, Maldivas, Malí, Malasia, Egipto, Marruecos, Mauritania,
Níger, Nigeria y Yemen. La
operación por la alianza debe llevarse a cabo de manera coordinada con
las potencias occidentales, es decir, las organizaciones
internacionales, pero el marco de los partidos políticos en el campo
está confundido y comprometida por conflictos de intereses también. Parece
muy claro que el objetivo de derrotar al estado islámico, por todas las
partes es sólo una parte de sus intenciones reales y actúa cada vez más
una excusa por la que crear un nuevo equilibrio en la región. ¿Qué será necesario para interpretar los sentimientos de los Estados Unidos en contra de esta alianza. Por
un lado una serie de fuerzas musulmanas en la tierra siempre ha sido un
objetivo de la Casa Blanca, para evitar dudas de un conflicto que
podría interpretarse como neo-colonialista y la capacidad de plantear
una solución interna a la crisis en el Medio Oriente. Sin
embargo, las vistas son actitudes muy distantes ya menudo equívocas de
Arabia Saudita y Turquía, contra el califato, no aclarar las dudas sobre
las verdaderas intenciones de la coalición. Las
dificultades en las relaciones con Rusia, ahora vistos como esenciales
para la solución del problema podría empeorar entre la Alianza Atlántica
y Moscú, si Turquía, desde el interior de la nueva coalición, se debe
continuar la búsqueda de sus propios intereses, que son de eliminar Assad y hacer la vida más difícil para los kurdos. Pero
también las ambiciones de Arabia Saudita, que no son sólo políticas,
sino también religiosa, podrían perturbar las relaciones renovadas entre
Irán y los EE.UU., y de hecho, esto sólo podría ser un objetivo de
Riad. Otra
cuestión es cómo será la relación con Teherán, ya que la creación de
una alianza de estados sunitas solo, no puede correr el riesgo de un
empeoramiento entre las dos principales ramas del Islam, un extremo por
lo que una situación ya grave. El
juicio de esta alianza no puede ser positivo, porque nació de un
sindicato en particular, la matriz sunita, en lugar de ser extendido a
una cruz de audiencia, pero esto se debe a las diferencias
significativas que están lejos de obsoleto y debe resolverse por la vía
diplomática preventivamente,
no añadir nuevos elementos de discordia son capaces de promover la
entidad que dice que quiere pelear: el estado islámico.
Eine neue Militärkoalition sunnitische
Saudi-Arabien
hat eine militärische Koalition von Ländern erstellt, um
sunnitisch-islamischen Staat und anderen terroristischen Gruppen zu
bekämpfen. Wenn
der erste Eindruck kann sein, dass in einem Bündnis gebildet, um
Zweifel an der wirklichen Zusammenarbeit mit den USA und den Westmächten
gegen das Kalifat, eine sorgfältige Analyse, diese neue Person, die die
Szene zunehmend verwirrt den Nahost-Konflikt tritt zu entfernen, ist
wahrscheinlich, weitere Schäden die fragile Gegenwart. Inzwischen
sind die Ziele der Gründungsmitglied der Koalition, Saudi-Arabien,
scheinen nicht zu wesentlichen die Niederlage der islamischen Staat zu
sein, sondern vor allem, um die Wirkung von Iran und Russland sowohl in
der syrischen Frage, wo das Ziel ist immer auszugleichen, um
Assad von der Bildfläche zu beseitigen, um den Einfluss von Damaskus zu
nehmen, irakische sowohl in dem Szenario, wo die Anwesenheit von
Teheran immer größer ist. Nur
über das Land des Irak ist die Saudi Sorge um die erhöhte Leistung von
Schiiten gegen Sunniten, eine Folge der Misswirtschaft der
amerikanischen Irak nach Saddam entgegenzuwirken. Die
Ziele der Koalition sind, um die Wirkung von jedem Terrorgruppe
entgegen zu wirken, wird nicht nur die islamischen Staat, ohne jedoch
festzulegen, die in diese Kategorie fällt. Die
Frage ist nicht sekundär, wenn Sie denken, Verbissenheit, mit der die
Saudi-Streitkräfte im Jemen kämpft, gegen die schiitischen Rebellen
nicht direkt mit dem Iran verbunden sind. Es
scheint klar, dass eine weite Auslegung wie möglich Feinde, als
Terroristen identifiziert, wird wahrscheinlich in diese Kategorie
Formationen oder Bewegungen zu bringen, dass in dem Fall in Frage, nicht
unter den Begriff der Riyadh fallen. In
dieser Perspektive, auch die weltlichen Formationen, im Kampf gegen
Assad von den Mitgliedstaaten getragen wird, könnte das Ziel der neuen
Koalition, die von Saudi-Arabien geführt zu werden. Die
Länder, die ihre Beteiligung an der Koalition bestätigt haben, sind
Jordanien, Vereinigte Arabische Emirate, Pakistan, Bahrain, Bangladesch,
Benin, der Türkei, Tschad, Togo, Tunesien, Dschibuti, Senegal, Sudan,
Sierra Leone, Somalia, Gabun, Guinea ,
Palästina, Republik Komoren, Qatar, Elfenbeinküste, Kuwait, Libanon,
Libyen, Malediven, Mali, Malaysia, Ägypten, Marokko, Mauretanien, Niger,
Nigeria und dem Jemen. Der
Betrieb von der Allianz sollte in koordinierter Weise zu nehmen mit den
Westmächten, dh internationalen Organisationen, aber der Rahmen der
politischen Parteien auf dem Gebiet wird durch widerstreitende
Interessen zu verwirrt und kompromittiert. Es
scheint nur allzu deutlich, dass das Ziel der Sieg über den islamischen
Staat, von allen Parteien ist nur ein Teil ihrer wahren Absichten und
wirkt mehr und mehr eine Ausrede, mit der ein neues Gleichgewicht in der
Region zu schaffen. Welche wird es notwendig sein, um die Gefühle der Vereinigten Staaten gegen diese Allianz zu interpretieren. Auf
der einen Seite eine Reihe von muslimischen Kräften auf den Boden war
schon immer ein Ziel, das Weiße Haus, die Zweifel eines Konflikts, der
als Neokolonialismus und die Fähigkeit, eine interne Lösung der Krise im
Nahen Osten zu erheben interpretiert werden könnten, zu vermeiden. Aber
die Aussicht ist zu weit entfernt und oft zweideutige Haltung von
Saudi-Arabien und der Türkei gegen das Kalifat, keine Klärung der
Zweifel über die wahren Absichten der Koalition. Die
Schwierigkeiten in den Beziehungen zu Russland, die heute als
wesentlich für die Lösung des Problems könnte zwischen dem Atlantischen
Bündnis und Moskau verschlechtern gesehen, wenn die Türkei, aus dem
Inneren der neuen Koalition, sollten weiterhin ihre eigenen Interessen
verfolgen, die es werden beseitigen Assad und stellen für die Kurden das Leben schwer. Aber
auch die Ambitionen Saudi, der nicht nur politisch, sondern auch
religiös sind, könnte die erneute Beziehungen zwischen dem Iran und den
USA zu stören, und in der Tat, könnte dies nur ein Ziel von Riyadh zu
sein. Eine
weitere Frage ist, wie wird die Beziehung mit Teheran zu sein, da die
Schaffung einer Allianz von sunnitischen Staaten allein können nicht
riskieren, eine Verschlechterung zwischen den beiden großen Zweige des
Islam, einer extremen so einem bereits ernste Situation. Die
Beurteilung dieser Allianz kann nicht positiv sein, weil sie aus einem
bestimmten Union geboren wurde, die Matrix Sunniten, anstatt an ein
Publikum Quer verlängert, aber das ist wegen der erheblichen
Unterschiede, die fern von überholt und sollten auf diplomatischem Wege
gelöst werden präventiv,
nicht neue Elemente der Zwietracht in der Lage sind, um die Einheit,
die sagt, dass er kämpfen will zu fördern: den islamischen Staat.
Une nouvelle coalition militaire sunnite
L'Arabie
saoudite a créé une coalition militaire des pays pour lutter contre
l'Etat islamique sunnite et d'autres groupes terroristes. Si
la première impression peut être celle d'une alliance formée pour lever
les doutes sur la réelle coopération avec les Etats-Unis et les
puissances occidentales contre le califat, une analyse plus minutieuse,
cette nouvelle personne qui entre dans la scène de plus en plus confus
le conflit du Moyen-Orient, est susceptible endommager davantage le fragile présente. Pendant
ce temps, les objectifs de la membre fondateur de la coalition,
l'Arabie saoudite, ne semblent pas être essentiellement la défaite de
l'Etat islamique, mais, surtout, pour équilibrer l'action de l'Iran et
de la Russie, à la fois dans la question syrienne, où le but est
toujours pour
éliminer Assad de la scène, de prendre de l'influence de Damas,
irakienne tant dans le scénario, où la présence de Téhéran est toujours
plus grande. Juste
sur le pays de l'Irak, l'Arabie préoccupation est de contrer la montée
en puissance des chiites contre les sunnites, une conséquence de la
mauvaise gestion de l'American Irak post-Saddam. Les
objectifs de la coalition sont pour contrecarrer l'action d'un groupe
terroriste, alors non seulement l'État islamique, sans toutefois définir
qui tombe dans cette catégorie. La
question est non secondaire, si vous pensez acharnement avec lequel les
forces armées saoudiennes se battent au Yémen, contre les rebelles
chiites ne sont pas directement liés à l'Iran. Il
semble clair qu'une interprétation large comme des ennemis possibles,
identifiés comme des terroristes, est susceptible d'apporter dans cette
catégorie de formations ou de mouvements, que dans le scénario en
question, ne tombe pas dans le concept de Riyad. Dans
cette perspective, même les formations laïques, la lutte contre Assad
supportées par les États membres, pourraient devenir l'objectif de la
nouvelle coalition dirigée par l'Arabie saoudite. Les
pays qui ont confirmé leur participation à la coalition sont la
Jordanie, Emirats arabes unis, le Pakistan, Bahreïn, le Bangladesh, le
Bénin, la Turquie, le Tchad, le Togo, la Tunisie, Djibouti, Sénégal,
Soudan, Sierra Leone, Somalie, Gabon, Guinée ,
Palestine, République des Comores, Qatar, Côte-d'Ivoire, le Koweït, le
Liban, la Libye, les Maldives, le Mali, la Malaisie, l'Egypte, le Maroc,
la Mauritanie, le Niger, le Nigeria et le Yémen. L'opération
par l'alliance devrait avoir lieu d'une manière coordonnée avec les
puissances occidentales à savoir les organisations internationales, mais
le cadre des partis politiques dans le domaine est confus et compromise
par des intérêts conflictuels trop. Il
semble que trop clair que l'objectif de vaincre l'Etat islamique, par
toutes les parties est seulement une partie de leurs véritables
intentions et agit de plus en plus une excuse permettant de créer un
nouvel équilibre dans la région. Lequel il sera nécessaire d'interpréter les sentiments des Etats-Unis contre cette alliance. D'une
part, un tableau des forces musulmanes sur le terrain a toujours été un
objectif de la Maison Blanche, pour éviter les doutes d'un conflit qui
pourrait être interprété comme néo-colonialiste et la capacité de lever
une solution interne à la crise au Moyen-Orient. Cependant,
les points de vue sont trop éloignés et attitudes souvent équivoques de
l'Arabie saoudite et la Turquie, contre le califat, ne clarifie pas les
doutes sur les véritables intentions de la coalition. Les
difficultés dans les relations avec la Russie, désormais considérée
comme essentielle pour la solution du problème pourrait empirer entre
l'Alliance atlantique et Moscou, si la Turquie, de l'intérieur de la
nouvelle coalition, devaient se poursuivre la poursuite de leurs propres
intérêts, qui sont à éliminer Assad et rendre la vie difficile pour les Kurdes. Mais
aussi les ambitions saoudiennes, qui sont non seulement politique, mais
aussi religieux, pourrait perturber la reprise des relations entre
l'Iran et les Etats-Unis, et, en fait, ce pourrait bien être une cible
de Riyad. Une
autre question est juste comment seront les relations avec Téhéran,
étant donné que la création d'une alliance des seuls Etats sunnites, ne
peut pas risquer une aggravation entre les deux principales branches de
l'islam, l'extrême donc une situation déjà grave. Le
jugement de cette alliance ne peut pas être positif, parce qu'il est né
d'un syndicat en particulier, la matrice sunnite, plutôt que d'être
étendu à une croix en public, mais cela est dû à des différences
significatives qui sont loin d'être dépassés et doivent être résolus par
la voie diplomatique préventivement,
pas ajouter de nouveaux éléments de discorde sont en mesure de
promouvoir l'entité qui dit qu'il veut se battre: l'Etat islamique.
A nova coalizão militar sunita
Arábia Saudita criou uma coalizão militar dos países para lutar Estado islâmico sunita e outros grupos terroristas. Se
a primeira impressão pode ser a de uma aliança formada para tirar
dúvidas sobre a verdadeira cooperação com os EUA e as potências
ocidentais contra o califado, uma análise mais cuidadosa, esta nova
pessoa que entra em cena de cada vez mais confuso o conflito no Oriente
Médio, é provável danificar ainda mais o frágil presente. Enquanto
isso, os objectivos do membro fundador da coalizão, Arábia Saudita, não
parecem ser essencialmente a derrota do Estado islâmico, mas, acima de
tudo, para equilibrar a ação do Irã e Rússia, tanto na questão da Síria,
onde o objetivo é sempre para
eliminar Assad da cena, para levar a influência de Damasco, Iraqi tanto
no cenário, em que a presença de Teerã é sempre maior. Apenas
sobre o país do Iraque, a Arábia preocupação é para neutralizar o
aumento do poder dos xiitas contra sunitas, uma consequência da má
gestão da American Iraque pós-Saddam. Os
objetivos da coalizão são para neutralizar a ação de um grupo
terrorista, então não só o Estado Islâmico, sem, contudo, definir quem
pertence a esta categoria. A
questão não é secundário, se você acha doggedness com que as forças
armadas sauditas estão lutando no Iêmen, contra os rebeldes xiitas não
directamente relacionados com o Irã. Parece
claro que uma interpretação ampla como possíveis inimigos,
identificados como terroristas, é susceptível de trazer a esta categoria
formações ou movimentos, que, no cenário em questão, não se enquadra no
conceito de Riyadh. Nesta
perspectiva, mesmo as formações seculares, lutando contra Assad
suportadas pelos Estados-Membros, poderia tornar-se o objetivo da nova
coalizão liderada pela Arábia Saudita. Os
países que já confirmaram a sua participação na coalizão são Jordânia,
Emirados Árabes Unidos, Paquistão, Bahrein, Bangladesh, Benin, Turquia,
República do Tchad, Togo, Tunísia, Djibouti, Senegal, Sudão, Serra Leoa,
Somália, Gabão, Guiné ,
Palestina, República das Comores, Catar, Costa do Marfim, Kuwait,
Líbano, Líbia, Maldivas, Mali, Malásia, Egito, Marrocos, Mauritânia,
Níger, Nigéria e Iêmen. A
operação pela aliança deve ocorrer de forma coordenada com as potências
ocidentais, ou seja, organizações internacionais, mas a estrutura dos
partidos políticos no domínio está confuso e comprometido por interesses
conflitantes também. Parece
tudo muito claro que o objetivo de derrotar o Estado islâmico, por
todas as partes é apenas uma parte de suas reais intenções e age mais e
mais uma desculpa por que criar um novo equilíbrio na região. Que será necessário para interpretar os sentimentos dos Estados Unidos contra esta aliança. Por
um lado, um conjunto de forças muçulmanas no chão sempre foi um
objetivo da Casa Branca, para evitar dúvidas de um conflito que poderia
ser interpretado como neo-colonialista ea capacidade de levantar uma
solução interna para a crise no Oriente Médio. No
entanto, as vistas são atitudes muito distantes e muitas vezes
equivocadas da Arábia Saudita e Turquia, contra o califado, não
esclarece as dúvidas sobre as verdadeiras intenções da coalizão. As
dificuldades nas relações com a Rússia, agora visto como essencial para
a solução do problema pode piorar entre a Aliança Atlântica e Moscovo,
se a Turquia, a partir do interior da nova coalizão, eram para ser
continuado perseguir seus próprios interesses, que são a eliminar Assad e tornar a vida difícil para os curdos. Mas
também as ambições da Arábia Saudita, que não são apenas político, mas
também religioso, poderia perturbar as relações renovadas entre o Irã e
os EUA, e, na verdade, isso pode ser apenas uma meta de Riyadh. Uma
outra questão é apenas como será a relação com Teerã, dado que a
criação de uma aliança de estados sunitas sozinhos, não podemos arriscar
um agravamento entre os dois principais ramos do Islã, um extremo tão
uma situação já grave. O
julgamento desta aliança não pode ser positivo, porque ele nasceu de
uma união particular, a matriz sunita, ao invés de ser estendida a uma
cruz de audiência, mas isso é devido a diferenças significativas que
estão longe de ultrapassada e deve ser resolvida por via diplomática preventivamente,
não adicionar novos elementos de discórdia são capazes de promover a
entidade que diz que quer lutar: o Estado islâmico.
Нова војна коалиција сунитски
Саудовская
Аравия создала военную коалицию стран, чтобы бороться суннитского
исламского государства и других террористических групп. Если
первое впечатление может быть то, что из альянса, созданного, чтобы
удалить сомнения о реальном сотрудничестве с США и западными державами
против халифата, более тщательного анализа, в этом нового человека,
который выходит на сцену более запутанной ближневосточного конфликта,
скорее всего, дополнительно повредить хрупкую подарок. Между
тем, цели учредительного члена коалиции, Саудовской Аравии, похоже, не
будет, по существу поражение исламского государства, но, прежде всего,
чтобы сбалансировать действие Ираном и Россией, как в сирийском вопросе,
где цель всегда устранить Асада со сцены, чтобы занять влияния Дамаска, Ирака и в сценарии, где присутствие Тегеране всегда больше. Просто
о стране Ираке, Саудовской Аравии задачей является противодействие
повышенной мощности шиитов против суннитов, следствие нерациональной
американской пост-Саддама Ираке. Цели
коалиции, чтобы противодействовать действие какой-либо террористической
группы, то не только исламское государство, без, однако, определить,
кто попадает в эту категорию. Вопрос
не вторичный, если вы думаете, упорство, с которым саудовские войска
борются в Йемене против шиитских мятежников, не связанных
непосредственно с Ираном. Кажется,
ясно, что широкое толкование в качестве возможных врагов, определены в
качестве террористов, скорее всего, привести в этой категории
образований или движений, что в случае в вопросе, не подпадают под
понятие Эр-Рияде. С
этой точки зрения, даже светские образования, борьбы с Асадом нести
государства-члены, может стать целью новой коалиции во главе с
Саудовской Аравией. Страны,
которые уже подтвердили свое участие в коалиции Иордания, Объединенные
Арабские Эмираты, Пакистан, Бангладеш, Бахрейн, Бенин, Турция, Чад,
Того, Тунис, Джибути, Сенегал, Судан, Сьерра-Леоне, Сомали, Габон,
Гвинея Палестина,
Республика Коморские Острова, Катар, Кот-д'Ивуар, Кувейт, Ливан, Ливия,
Мальдивы, Мали, Малайзии, Египта, Марокко, Мавритании, Нигере, Нигерии и
Йемене. Операция
по альянсу должно происходить на скоординированной основе с западными
державами, то есть международные организации, но база политических
партий в области путают и под угрозу интересы конфликтующих тоже. Кажется,
все слишком ясно, что цель победить исламское государство, всеми
сторонами является лишь частью их реальных намерений и действует все
больше и больше повод, по которому для создания нового баланса сил в
регионе. Какой это будет необходимо интерпретировать чувства Соединенных Штатов против этого союза. С
одной стороны, массив мусульманских сил на земле всегда была цель
Белого дома, чтобы избежать сомнений в конфликте, который может быть
истолковано как нео-колониальных и способность поднять внутреннее
решение кризиса на Ближнем Востоке. Однако
взгляды слишком далекие и часто сомнительные отношения Саудовской
Аравии и Турции, против халифата, не прояснить сомнения по поводу
истинных намерений коалиции. Трудности
в отношениях с Россией, в настоящее время рассматривается в качестве
важнейших для решения проблемы может ухудшить между Атлантическим
Альянсом и Москвой, если Турция, изнутри новой коалиции, должны были
быть по-прежнему преследуют свои собственные интересы, которые должны устранить Асада и усложнить жизнь для курдов. Но
и амбиции Саудовской, которые не только политической, но и религиозной,
может нарушить обновленные отношения между Ираном и США, и,
действительно, это может быть просто объектом Эр-Рияде. Еще
один вопрос только, как будут отношения с Тегераном, учитывая, что
создание альянса только суннитских государств, не может рисковать
ухудшением между двумя важнейших отраслей ислама, крайности так уже
серьезной ситуации. Решение
этого союза не может быть положительным, потому что он был рожден из
конкретного союза, матрица суннитов, а не продолжается до креста
аудитории, но это из-за значительных различий, которые далеки от
устарели и должны быть решены дипломатическим путем превентивно, не добавить новые элементы раздора могут способствовать лицо, говорит, что он хочет драться: исламское государство.
Iscriviti a:
Post (Atom)