Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

lunedì 4 aprile 2016

Un documento alawita chiede ad Assad una transizione democratica: richiesta vera o strategia di Damasco?

Il documento comparso a damasco negli scorsi giorni, in cui gli Alawiti, la stessa setta religiosa da cui proviene Assad, richiedono un cambio graduale di regime per la Siria, includendo anche la possibilità di un governo espresso dalla maggioranza sunnita, purché possa garantire la laicità dello stato e la libertà di tutte le tendenze religiose, ha aperto un dibattito, sul quale occorre fare alcune considerazioni. Gli alawiti sono, di fatto al governo, del paese, pur essendone una minoranza, fino dall’avvento al potere del padre di Assad e ricoprono importanti cariche politiche ed i vertici militari; ma è anche vero che molti dei loro esponenti appartengono o sono appartenuti alla dissidenza espressa nei partiti clandestini, che si sono sempre opposti a Damasco e per questa ragione hanno subito persecuzioni che potevano arrivare perfino all’eliminazione fisica. In ogni caso, sia che siano integrati nel sistema, sia che ne siano oppositori, si tratta di parti ristrette della società siriana, il cui dissenso è rilevante proprio perchè appartengono, di norma, alla stessa parte di Assad. La proposta, di per se, non è irragionevole o priva di una certa logica e coerenza e si fonda sulla necessità di una transizione del potere in Siria, ma che deve essere graduale, cioè con un passaggio che comprenda una fase nella quale Assad rivesta il ruolo di garante. La motivazione è sostanzialmente corretta perchè vuole evitare un vuoto di potere, dove si creerebbe una situazione senza governo del paese, tale da consentire una pericolosa anarchia, capace di riportare la Siria nella condizione della presenza delle guerra civile. Il documento non permette però una identificazione certa della sua provenienza, risulta infatti firmato “i nuovi alawiti”, una definizione che non fornisce una chiara dimensione della condivisione al’interno della comunità alawita, di quanto enunciato. Il problema è che, pur non dichiarandosi contrari ad Assad, i fautori della proposta dichiarano esplicitamente che l’attuale sitema di governo del paese non permette le necessarie riforme che possono garantire il cambiamento necessario. Questo cambiamento deve avvenire in modo progressivo, per fasi ben determinate e con il costante monitoraggio degli organismi della comunità internazionale.  Il risultato finale deve essere un sistema politico pluralistico, contraddistinto da una laicità preminente, che deve comprendere ed assicurare la democrazia e l’indipendenza attraverso l’assoluta garanzia dei diritti civili, primo fra tutti la libertà. L’uso di questi termini può rivelare la provenienza da cerchie ristrette degli alawiti, come intellettuali o comunque persone con un livello di istruzione superiore, che non si identificano, ne si identificavano in precedenza con la cerchia che ha garantito e sostenuto ad Assad il controllo del potere. Visto con questa ottica il fenomeno sembrerebbe essere l’azione di un gruppo al di fuori dei ceti al potere, am, piuttosto, di elementi già all’opposizione e quindi non sembrerebbe l’espressione di una volontà di una  riforma che possa partire dall’interno del regime. Potrebbe trattarsi, quindi di un semplice auspicio di quella parte degli alawiti, che vogliono favorire un dialogo con la popolazione sunnita, per non incorrere in una nuova discriminazione e favorire una integrazione in grado di superare le differenze all’interno del paese. Ma, conoscendo le tattiche di Assad, potrebbe anche trattarsi di una nuova strategia del dittatore di Damasco, avente come finalità, innanzitutto quella di guadagnare tempo nei confronti degli oppositori interni, assicurando di potere sostenere il ruolo di garanzia per una eventuale transizione di potere, restando, però, al comando del paese. In quella posizione privilegiata Assad potrebbe influenzare direttamente eventuali elezioni politiche; d’altra parte la condizione messa sul tavolo delle trattative dai gruppi di opposizione laica, cioè quella di un futuro senza Assad per la Siria, pare essere decaduta, grazie all’aiuto militare russo e la prova è che la conferenza di Ginevra  è stata sostanzialmente snobbata dal governo di Damasco. La presenza di una richiesta uffciale da parte di un gruppo alawita non bene identificato, che potrebbe essere anche espressione di dissidenti, contenente una espressa richiesta del coinvolgimento nella partecipazione alla transizione democratica, indirizzata verso  Assad, potrebbe costituire, nelle percezioni dello scenario internazionale, una sorta di investitura per un ruolo, che altrimenti costituirebbe una usurpazione. Il dubbio è tutto insito nella provenienza di questa richiesta, che appare poco trasparente e quindi funzionale agli scopi di cui sopra. Senza una rivendicazione chiara e provata delle richieste contenute nel documento gli interrogativi sulla sua provenienza appaiono più che legittimi.

A document calls for Assad Alawite a democratic transition: real demand or of Damascus strategy?

The document passed away in Damascus in recent days, in which the Alawites, the same religious sect from which Assad, require a gradual regime change for Syria, including the possibility of a government expressed by the Sunni majority, provided that he can maintain the secular nature the state and the freedom of all religious trends, has opened a debate, which we must make some considerations. Alawites are in fact the government, the country, even though she was a minority, until the coming to power of Assad's father and hold important political and military leadership positions; but it is also true that many of their members belong or belonged to the dissidence expressed in underground parties, which have always been opposed to Damascus, and for this reason they were persecuted they could get even physical elimination. In any case, whether they are integrated into the system, whether they are opponents, it is restricted parts of Syrian society, whose dissent is significant precisely because they belong, as a rule, to the same part of Assad. The proposal, by itself, is not unreasonable or without a certain logic and consistency and is based on the need for a transition of power in Syria, but it must be gradual, that is, with a passage that includes a phase in which Assad must put the role of guarantor. Motivation is basically correct because it wants to avoid a power vacuum, which would create a situation no government in the country, to allow a dangerous anarchy, capable of bringing Syria in the condition of the presence of the civil war. The document does not, however, allow a certain identification of its origin, is in fact signed the "new Alawites," a definition that does not provide a clear dimension of the area inside sharing of the Alawite community, of what is stated. The problem is that, while not declaring himself opposed to Assad, the proponents of the proposal explicitly state that the country's current gaming system of government does not allow the necessary reforms which can ensure the necessary change. This change must be gradual, to well-defined phases and the constant monitoring of the bodies of the international community. The end result should be a pluralistic political system, marked by a prominent secularism, which must understand and ensure democracy and independence through the absolute guarantee of civil rights, first of all freedom. The use of these terms can reveal the origin of restricted circles of the Alawites, as intellectuals or people with a higher education level, which are not identified, they identified themselves in advance with the circle that has guaranteed and supported Assad control of power. Seen in this light, the phenomenon seems to be the action of a group outside of the classes in power, it is rather of elements already in opposition and so it would not seem the expression of a desire for a reform that will start from ' inside of the regime. It could be, therefore, a mere hope of that part of the Alawites, who want to promote a dialogue with the Sunni population, in order to avoid a new discrimination and promote integration capable of overcoming the differences within the country. But, knowing the tactics of Assad, it could also be a new strategy of the dictator of Damascus, which has as its aims, firstly, to gain time against domestic opponents, ensuring power support them as collateral for a possible transition of power, prejudice, however, to control the country. Assad in that privileged position could directly influence any election; on the other hand the condition put on the negotiating table by the secular opposition groups, namely that of a future without Assad for Syria, it seems to have fallen, with the help of Russian military and the proof is that the Geneva conference was substantially snubbed by the Damascus government. The presence of an official put the request by an Alawite group not well identified, which could also be an expression of dissent, containing an express request of involvement in the participation in democratic transition, directed towards Assad, could constitute, in the perceptions of the international scenario, a sort of investiture for a role, which would otherwise constitute a usurpation. Doubt is all inherent in the origin of this request, which appears opaque and thus serves the purposes mentioned above. Without a clear and proven claim of the requests contained in the document the questions on its origin appear very legitimate.

Un documento pide Assad alawita una transición democrática: la demanda real o de la estrategia de Damasco?

El documento fallecido en Damasco en los últimos días, en los que los alauitas, la misma secta religiosa de la que Assad, requieren un cambio de régimen gradual para Siria, incluyendo la posibilidad de un gobierno expresada por la mayoría suní, siempre que pueda mantener el carácter laico el estado y la libertad de todas las tendencias religiosas, ha abierto un debate que hay que hacer algunas consideraciones. Alauitas son, de hecho, el gobierno, el país, a pesar de que era una minoría, hasta que la llegada al poder del padre de Assad y mantener importantes posiciones de liderazgo político y militar; pero también es cierto que muchos de sus miembros pertenecen o pertenecían a la disidencia expresada en partes subterráneas, que siempre se han opuesto a Damasco, y por esta razón por la que fueron perseguidos podrían conseguir incluso la eliminación física. En cualquier caso, ya sea que se integran en el sistema, ya sean oponentes, se limita partes de la sociedad siria, cuyo disenso es importante precisamente porque pertenecen, por regla general, a la misma parte de Assad. La propuesta, por sí mismo, no es razonable o sin una cierta lógica y consistencia, y se basa en la necesidad de una transición de poder en Siria, pero debe ser gradual, es decir, con un paso que incluye una fase en la que Assad debe poner el papel de garante. La motivación es básicamente correcta, ya que quiere evitar un vacío de poder, lo que crearía una situación de ningún gobierno en el país, para permitir una anarquía peligrosa, capaz de llevar a Siria en la condición de la presencia de la guerra civil. El documento no hace, sin embargo, permite una cierta identificación de su origen, es, de hecho, firmado el "nuevo alawitas", una definición que no proporciona una clara dimensión de la zona interior de puesta en común de la comunidad alauita, de lo que se afirma. El problema es que, aunque no se declara a sí mismo contrario a Assad, los autores de la propuesta declaran expresamente que el sistema de juego actual del país de gobierno no permite que las reformas necesarias que permitan garantizar el cambio necesario. Este cambio debe ser gradual, con fases bien definidas y la supervisión constante de los órganos de la comunidad internacional. El resultado final debe ser un sistema político pluralista, marcado por un secularismo prominente, que debe entender y garantizar la democracia y la independencia a través de la garantía absoluta de los derechos civiles, en primer lugar la libertad. El uso de estos términos puede revelar el origen de los círculos restringidos de los alauitas, como intelectuales o personas con un nivel de educación superior, los cuales no están identificados, se identificaron previamente con el círculo que ha garantizado el apoyo y control de Assad del poder. Visto de esta manera, el fenómeno parece ser la acción de un grupo fuera de las clases en el poder, se trata más bien de elementos que ya están en oposición y por lo que no parece la expresión de un deseo de una reforma que se empezará a partir ' dentro del régimen. Podría ser, por lo tanto, una mera esperanza de que parte de los alauitas, que quieren promover un diálogo con la población sunita, con el fin de evitar una nueva discriminación y promover la integración capaz de superar las diferencias dentro del país. Pero, conociendo las tácticas de Assad, también podría ser una nueva estrategia del dictador de Damasco, que tiene como objetivos, en primer lugar, para ganar tiempo frente a la oposición interna, lo que garantiza poder les admite como garantía para una posible transición de poder, perjuicio, sin embargo, para controlar el país. Assad en esa posición privilegiada podría influir directamente en cualquier elección; por el contrario la condición de poner en la mesa de negociación por los grupos de oposición seculares, a saber, la de un futuro sin Assad de Siria, que parece haber caído, con la ayuda del ejército ruso y prueba de ello es que la conferencia de Ginebra fue sustancialmente rechazado por el gobierno de Damasco. La presencia de un funcionario puso la petición de un grupo alauita no están bien identificados, que también podría ser una expresión de desacuerdo, que contiene una petición expresa de estar implicados en la participación en la transición democrática, dirigida hacia Assad, podría constituir, en las percepciones del escenario internacional, especie de investidura para un papel, que de otro modo constituyen una usurpación. La duda es inherente a todo el origen de esta solicitud, que aparece opaca y por lo tanto sirve a los fines mencionados anteriormente. Sin un reclamo claro y comprobado de las peticiones contenidas en el documento las preguntas sobre su origen parecen muy legítima.

Ein Dokument fordert Assad Alawiten einen demokratischen Übergang: die reale Nachfrage oder von Damaskus Strategie?

Das Dokument in Damaskus in den letzten Tagen vergangen, in denen die Alawiten, die gleiche religiöse Sekte, von dem Assad, für Syrien eine allmähliche Regimewechsel erfordern, einschließlich der Möglichkeit eines von der sunnitischen Mehrheit ausgedrückt Regierung, vorausgesetzt, dass er die säkulare Natur pflegen der Staat und die Freiheit aller religiösen Strömungen, hat eine Debatte eröffnet, die wir einige Überlegungen machen müssen. Alawiten sind die Regierung in der Tat, das Land, obwohl sie eine Minderheit war, bis die Macht von Assads Vater und halten wichtige politische und militärische Führungspositionen; aber es ist auch wahr, dass viele ihrer Mitglieder gehören oder gehörten zur Dissidenz in U-Bahn-Parteien zum Ausdruck gebracht, die immer nach Damaskus entgegengesetzt sind, und aus diesem Grund wurden sie verfolgt sie konnten sogar physische Beseitigung erhalten. In jedem Fall, ob sie in das System integriert, ob sie Gegner sind, ist es Teile der syrischen Gesellschaft beschränkt, deren abweichende Meinungen von Bedeutung ist, gerade weil sie gehören, in der Regel auf den gleichen Teil von Assad. Der Vorschlag, von selbst, ist nicht unvernünftig oder ohne eine gewisse Logik und Konsistenz und ist für einen Übergang der Macht in Syrien auf der Notwendigkeit, aber es muss schrittweise erfolgen, das heißt, mit einem Durchgang, der eine Phase umfasst, in denen Assad die Put müssen Rolle des Bürgen. Motivation ist im Grunde richtig, weil sie will ein Machtvakuum zu vermeiden, was zu einer Situation keine Regierung im Land schaffen würde, eine gefährliche Anarchie, in der Lage zu bringen, Syrien in den Zustand der Anwesenheit des Bürgerkriegs zu ermöglichen. Das Dokument nicht, erlauben jedoch eine gewisse Identifikation seiner Herkunft, ist in der Tat unterzeichneten die "neue Alawiten," eine Definition, die keine eindeutige Dimension des Raums der Alawiten Gemeinschaft innerhalb Sharing zur Verfügung stellt, von dem, was gesagt wird. Das Problem ist, dass, obwohl sie nicht selbst entgegengesetzt Assad erklärt, die Befürworter des Vorschlags ausdrücklich fest, dass die aktuelle Spielsystem der Regierung des Landes nicht über die notwendigen Reformen ermöglichen, die die notwendigen Veränderungen sicherstellen kann. Diese Änderung muss schrittweise erfolgen, um gut definierte Phasen und die ständige Überwachung der Einrichtungen der internationalen Gemeinschaft. Das Endergebnis sollte von einem prominenten Säkularismus ein pluralistisches politisches System, markiert sein, die verstehen und zu Demokratie und Unabhängigkeit durch die absolute Garantie der Bürgerrechte zu gewährleisten, in erster Linie die Freiheit. Die Verwendung dieser Begriffe kann die Herkunft der engeren Kreisen der Alawiten offenbaren, als Intellektuelle oder Menschen mit einem höheren Bildungsniveau, die nicht identifiziert werden, sie identifizierten sich im Voraus mit dem Kreis, der garantiert hat und unterstützt Assad Kontrolle der Macht. In diesem Licht betrachtet, das Phänomen der Wirkung einer Gruppe außerhalb der Klassen an der Macht zu sein scheint, ist es eher der Elemente bereits in der Opposition und so wäre es nicht der Ausdruck eines Wunsches nach einer Reform scheinen, die aus starten " innerhalb des Regimes. Es könnte sein, also eine bloße Hoffnung, dass ein Teil der Alawiten, die einen Dialog mit der sunnitischen Bevölkerung, zu fördern, um wollen eine neue Diskriminierung und zur Förderung der Integration zu vermeiden Lage, die Unterschiede innerhalb des Landes zu überwinden. Aber zu wissen, die Taktik von Assad, es könnte auch eine neue Strategie des Diktators von Damaskus sein, die als seine Ziele hat erstens Zeit gegen innenpolitische Gegner zu gewinnen, Macht, sie als Sicherheit für einen möglichen Übergang der Macht unterstützen zu gewährleisten, Vorurteil jedoch zur Steuerung des Landes. Assad in dieser privilegierten Lage direkt jede Wahl beeinflussen könnten; auf der anderen Seite stellen die Bedingung, auf dem Verhandlungstisch von den säkularen Oppositionsgruppen, nämlich die einer Zukunft ohne Assad für Syrien, es mit Hilfe der russischen Militärs und der Beweis ist gefallen, zu haben scheint, dass die Konferenz in Genf war im Wesentlichen von der Regierung in Damaskus den Kopf gestoßen. Die Anwesenheit eines Beamten legte den Antrag von einem Alawiten Gruppe nicht gut identifiziert, die auch ein Ausdruck der Unzufriedenheit sein könnte, einen ausdrücklichen Wunsch der Beteiligung an der Beteiligung am demokratischen Übergang enthält, gegenüber Assad gerichtet, konnte darstellen, in der Wahrnehmung der internationalen Szenario ein Art Investitur für eine Rolle, die sonst eine Usurpation darstellen würde. Der Zweifel ist alle, die mit der Entstehung dieser Anfrage, die undurchsichtig erscheint und dient somit die oben genannten Zwecke. Ohne eine klare und bewährte Anspruch der in dem Dokument enthaltenen Anforderungen die Fragen nach Herkunft erscheinen sehr legitim.

Un document appelle à Assad alaouite une transition démocratique: la demande réelle ou de la stratégie de Damas?

Le document est décédé à Damas au cours des derniers jours, dans lequel les Alaouites, la même secte religieuse dont Assad, ont besoin d'un changement de régime progressif pour la Syrie, y compris la possibilité d'un gouvernement exprimé par la majorité sunnite, à condition qu'il puisse maintenir le caractère laïque l'Etat et la liberté de toutes les tendances religieuses, a ouvert un débat que nous devons faire quelques considérations. Alaouites sont en fait le gouvernement, le pays, même si elle était une minorité, jusqu'à l'arrivée au pouvoir du père d'Assad et de maintenir d'importantes positions politiques et militaires leadership; mais il est vrai aussi que beaucoup de leurs membres appartiennent ou appartenaient à la dissidence exprimée dans les parties souterraines, qui ont toujours été opposés à Damas, et pour cette raison, ils ont été persécutés, ils pourraient obtenir même l'élimination physique. Dans tous les cas, qu'ils soient intégrés dans le système, qu'ils soient adversaires, il est des parties de la société syrienne, dont la dissidence est importante précisément parce qu'ils appartiennent, en règle générale, à la même partie d'Assad restreint. La proposition, par lui-même, est pas déraisonnable ou sans une certaine logique et de cohérence et est basée sur la nécessité d'une transition du pouvoir en Syrie, mais il doit être progressif, qui est, avec un passage qui comprend une phase dans laquelle Assad doit mettre le rôle de garant. La motivation est fondamentalement correcte parce qu'il veut éviter un vide du pouvoir, ce qui créerait une situation qu'aucun gouvernement dans le pays, pour permettre à une anarchie dangereuse, capable d'amener la Syrie dans l'état de la présence de la guerre civile. Le document ne permet cependant pas une certaine identification de son origine, est en effet signé la «nouvelle Alaouites," une définition qui ne fournit pas une dimension claire de la zone à l'intérieur du partage de la communauté alaouite, de ce qui est dit. Le problème est que, tout en ne se déclarant opposé à Assad, les partisans de la proposition indiquent explicitement que le système de jeu actuel du pays du gouvernement ne permet pas les réformes nécessaires qui peuvent assurer le changement nécessaire. Ce changement doit être progressif, à des phases bien définies et la surveillance constante des organes de la communauté internationale. Le résultat final devrait être un système politique pluraliste, marqué par une laïcité de premier plan, qui doit comprendre et assurer la démocratie et l'indépendance par la garantie absolue des droits civils, tout d'abord la liberté. L'utilisation de ces termes peut révéler l'origine des cercles restreints des Alaouites, des intellectuels ou des personnes ayant un niveau d'enseignement supérieur, qui ne sont pas identifiés, ils se sont identifiés à l'avance avec le cercle qui a garanti et soutenu le contrôle Assad du pouvoir. Vu sous cet angle, le phénomène semble être l'action d'un groupe à l'extérieur des classes au pouvoir, il est assez d'éléments déjà en opposition et donc il ne semble pas l'expression d'un désir d'une réforme qui va commencer à partir ' à l'intérieur du régime. Il pourrait être, par conséquent, un simple espoir de cette partie des Alaouites, qui veulent promouvoir un dialogue avec la population sunnite, afin d'éviter une nouvelle discrimination et promouvoir l'intégration capable de surmonter les différences dans le pays. Mais, connaissant la tactique de Assad, il pourrait aussi être une nouvelle stratégie du dictateur de Damas, qui a pour objectifs, d'une part, de gagner du temps contre des adversaires intérieurs, assurant le pouvoir de les soutenir en tant que garantie pour une éventuelle transition du pouvoir, préjudice, toutefois, de contrôler le pays. Assad dans cette position privilégiée pourrait directement influencer une élection; d'autre part l'état mis sur la table de négociation par les groupes d'opposition laïques, à savoir celle d'un avenir sans Assad pour la Syrie, il semble avoir diminué, avec l'aide de l'armée russe et la preuve est que la conférence de Genève était sensiblement rabroué par le gouvernement de Damas. La présence d'un fonctionnaire mis la demande par un groupe alaouite pas bien identifié, qui pourrait aussi être une expression de la dissidence, contenant une demande expresse de l'implication dans la participation à la transition démocratique, dirigée vers Assad, pourrait constituer, dans les perceptions du scénario international, sorte d'investiture pour un rôle, ce qui constituerait par ailleurs une usurpation. Le doute est inhérent à toute l'origine de cette demande, qui apparaît opaque et sert ainsi les fins mentionnées ci-dessus. Sans une demande claire et éprouvée des demandes contenues dans le document les questions sur son origine apparaissent très légitime.

Um documento apela para Assad Alawite uma transição democrática: a demanda real ou da estratégia de Damascus?

O documento faleceu em Damasco nos últimos dias, em que os alauítas, a mesma seita religiosa da qual Assad, exigem uma mudança de regime gradual para a Síria, incluindo a possibilidade de um governo expressa pela maioria sunita, desde que ele pode manter a natureza secular o estado e a liberdade de todas as tendências religiosas, abriu um debate que temos de fazer algumas considerações. Alauítas são, na verdade o governo, o país, mesmo que ela era uma minoria, até a chegada ao poder do pai de Assad e detêm posições importantes de liderança política e militar; mas também é verdade que muitos de seus membros pertencem ou pertenceram à dissidência expressa em partes subterrâneas, que sempre foram oposição a Damasco, e por esta razão eles foram perseguidos eles poderiam obter até mesmo a eliminação física. Em qualquer caso, se eles estão integrados no sistema, sejam eles adversários, ele está restrito partes da sociedade síria, cuja dissidência é significativo precisamente porque pertencem, como regra, a mesma parte do Assad. A proposta, por si só, não é razoável ou sem uma certa lógica e coerência e baseia-se na necessidade de uma transição de poder na Síria, mas deve ser gradual, isto é, com uma passagem que inclui uma fase em que Assad deve colocar o papel do fiador. A motivação é basicamente correta porque quer evitar um vácuo de poder, o que criaria uma situação de nenhum governo no país, para permitir que uma anarquia perigoso, capaz de trazer a Síria na condição de a presença da guerra civil. O documento não significa, contudo, permitir uma certa identificação da sua origem, é, de facto, assinaram o "novo alauítas", uma definição que não fornece uma clara dimensão da área dentro partilha da comunidade Alawite, do que é afirmado. O problema é que, apesar de não se declarar oposição a Assad, os proponentes da proposta mencionar explicitamente que o actual sistema de jogo do país do governo não permite que as reformas necessárias que possam garantir as mudanças necessárias. Esta mudança deve ser gradual, com as fases bem definidas e o monitoramento constante dos órgãos da comunidade internacional. O resultado final deve ser um sistema político pluralista, marcada por um secularismo proeminente, que devem compreender e assegurar a democracia e independência através da garantia absoluta dos direitos civis, antes de tudo, a liberdade. O uso desses termos podem revelar a origem de círculos restritos dos alauítas, como intelectuais ou pessoas com um nível de educação superior, que não são identificados, eles se identificaram com antecedência com o círculo que tem garantido e apoiado controle Assad de poder. Visto por este prisma, o fenômeno parece ser a ação de um grupo de fora das classes no poder, é um pouco de elementos já em oposição e por isso não parece ser a expressão de um desejo de uma reforma que terá início a partir ' dentro do regime. Poderia ser, portanto, uma mera esperança de que parte dos alauítas, que querem promover um diálogo com a população sunita, a fim de evitar uma nova discriminação e promover a integração capaz de superar as diferenças dentro do país. Mas, conhecendo as táticas de Assad, que também poderia ser uma nova estratégia do ditador de Damasco, que tem como objectivos, em primeiro lugar, para ganhar tempo contra adversários internos, garantindo o poder apoiá-los como garantia para uma possível transição de poder, prejuízo, no entanto, para controlar o país. Assad nessa posição privilegiada poderia influenciar diretamente qualquer eleição; por outro lado, a condição de colocar na mesa de negociação pelos grupos da oposição secular, ou seja, a de um futuro sem Assad da Síria, parece ter caído, com a ajuda de militares russos ea prova é que a conferência de Genebra foi substancialmente esnobado pelo governo de Damasco. A presença de um funcionário colocou o pedido por um grupo Alawite não bem identificado, que também poderia ser uma expressão de contestação, que contém um pedido expresso de envolvimento na participação na transição democrática, voltada para Assad, poderiam constituir, nas percepções do cenário internacional, tipo de posse para um papel, que de outra forma constituem uma usurpação. A dúvida é tudo inerente à origem deste pedido, que aparece opaca e, portanto, serve os fins mencionados acima. Sem uma reivindicação clara e comprovada dos pedidos contidos no documento as perguntas sobre sua origem parecem muito legítimo.

Документ призывает Асада алавитов демократический переход: реальный спрос или стратегии Дамаска?

Документ скончался в Дамаске в последние дни, в которых алавиты, та же религиозная секта, из которой Асад, требуют изменения постепенного режима для Сирии, в том числе о возможности правительства, выраженного суннитского большинства, при условии, что он может поддерживать светский характер государство и свобода всех религиозных течений, открыл дискуссию, которую мы должны сделать некоторые соображения. Алавиты не являются на самом деле правительство, страна, несмотря на то, что она была в меньшинстве, до прихода к власти отца Асада и занимают важные политические и военные руководящие должности; но это также верно, что многие из их членов принадлежат или принадлежали к инакомыслию, выраженной в подземных партий, которые всегда были против Дамаска, и по этой причине их преследовали они могли получить даже физическое уничтожение. В любом случае, будь они интегрированы в систему, являются ли они противники, он ограничен части сирийского общества, чье инакомыслие является существенным именно потому, что они принадлежат, как правило, в той же части Асада. Предложение, само по себе, не является необоснованным или без определенной логики и последовательности и основывается на необходимости перехода власти в Сирии, но оно должно быть постепенным, то есть, с проходом, который включает в себя фазу, в которой Асад должен поставить роль гаранта. Мотивация в основном правильно, потому что он хочет, чтобы избежать вакуума власти, который не создаст ситуацию, ни одно правительство в стране, чтобы позволить опасную анархию, способную приносить Сирии в условиях присутствия гражданской войны. В этом документе не означает, однако, допускают определенную идентификацию своего происхождения, фактически подписали "новый алавитов," определение, которое не дает четкого измерения площади внутри совместного сообщества алавитов, что сказано. Проблема заключается в том, что, хотя и не объявив себя против Асада, сторонники этого предложения явно указать, что текущая игровая система в стране правительства не позволяет необходимых реформ, которые могут обеспечить необходимые изменения. Это изменение должно быть постепенным, четко определенных фаз и постоянного мониторинга органов международного сообщества. Конечный результат должен быть плюралистической политической системы, отмечен отчетливым секуляризма, который должен понять и обеспечить демократию и независимость через абсолютную гарантию гражданских прав, в первую очередь свободы. Использование этих терминов может выявить происхождение ограниченных кругов алавитов, интеллектуалов или людей с более высоким уровнем образования, которые не определены, они идентифицировали себя заранее с кругом, который гарантировано и поддерживал контроль Асада власти. В этом свете, явление, кажется, действие группы вне классов, находящихся у власти, это скорее элементов уже в оппозиции, и поэтому оно не казалось бы выражение желания провести реформу, которая начнется с ' внутри режима. Это может быть, таким образом, лишь надежда на ту часть алавитов, которые хотят развивать диалог с суннитским населением, с тем чтобы избежать новой дискриминации и содействия интеграции, способной преодолеть разногласия внутри страны. Но, зная тактику Асада, это также может быть новая стратегия диктатора Дамаска, который имеет в качестве своих целей, во-первых, чтобы выиграть время против внутренних противников, гарантируя власть поддержать их в качестве залога для возможного перехода власти, предубеждение, однако, контролировать страну. Асад в этом привилегированном положении может непосредственно влиять на любые выборы; с другой стороны, условие поставить на стол переговоров светскими оппозиционными группами, а именно на будущее без Асада в Сирии, кажется, упал, с помощью российских военных и доказательство, что Женевская конференция была существенно пренебрежительно правительством в Дамаске. Присутствие чиновника поставить запрос с помощью алавитов группы не очень хорошо определены, что также может быть выражением инакомыслия, содержащее экспресс запрос участия в участия в демократических преобразованиях, направленной на Асада, может представлять собой, в восприятии международного сценарии рода инвеституры на роль, которая в противном случае представлять собой узурпацию. Сомнение это все присуще происхождение этого запроса, который появляется непрозрачной и, таким образом, служит целям, упомянутых выше. Без четкой и проверенной претензии на просьбы, содержащиеся в документе вопросы о его происхождении кажутся очень законными.