Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 21 dicembre 2016
Russia, Turchia ed Iran collaborano per la soluzione della crisi siriana. Assenti gli USA.
Dopo l’attentato all’ambasciatore russo in Turchia, i governi di Ankara, Mosca e Teheran hanno deciso di agire come una sorta di garanti nei colloqui di pace tra il governo siriano e l’opposizione. Le tre nazioni hanno interessi comuni affinché la guerra siriana, ed anche l’eventuale e tanto auspicato dopoguerra, non possa compromettere le proprie situazioni interne ed i rispettivi interessi internazionali. Per tutti e tre gli stati è necessario che la Siria conservi la propria integrità territoriale: per la Turchia è ormai necessario che Assad resti al potere per contenere le mire dei curdi ed evitare che possano fondare un proprio stato autonomo al confine con il paese turco, per l’Iran è importante mantenere al potere nello stato siriano un governo di orientamento sciita, ragione che ne fa un alleato totalmente affidabile, per la Russia risulta altrettanto fondamentale mantenere Assad al potere, perchè è in grado di mantenere attiva l’unica base navale russa nel Mediterraneo e, sopratutto, continuare a recitare un ruolo fondamentale nella vicenda siriana, che gli consente di recitare, nuovamente un ruolo da grande potenza, come non accadeva dalla caduta dell’Unione Sovietica. Tuttavia questo coinvolgimento espone i tre paesi ad un possibile coinvolgimento nelle azioni terroristiche, delle quali l’attentato all’ambasciatore russo in Turchia, costituisce senz’altro qualcosa più di un allarme. Per evitare il più possibile di essere bersaglio di atti terroristici i tre stati devono garantire un processo di pace, che sappia tutelare sia la popolazione civile, che le parti che usciranno sconfitte dal conflitto. Tutti e tre i governi, pur non essendo famosi per il rispetto dei diritti umani, sono ben consapevoli di dovere contenere la possibile volontà di Assad di effettuare una repressione violenta delle formazioni vinte, perchè darebbe soltanto l’occasione di un prolungamento del conflitto, magari con azioni di guerriglia e terroristiche, sia sul fronte interno siriano, sia esportandolo proprio nei tre paesi alleati di Damasco. Se per la Turchia, questo pericolo sembra già essere iniziato, non solo grazie all’azione dei curdi, ma anche dello stesso Stato islamico, per gli altri due stati questo scenario è ancora evitabile. Certamente la Russia rischia maggiormente, perchè sul suo territorio sono presenti diversi combattenti islamici tornati dai teatri di guerra siriani ed irakeni e per la presenza di un fondamentalismo islamico molto radicato nei territori meridionali. L’Iran, grazie al suo apparato repressivo, sembra essere meno a rischio, ma l’esasperazione della minoranza sunnita potrebbe portare sollevazioni ed anche la possibilità di attentati. Poi per tutte e tre resta presente la possibilità di essere colpite su territori esteri, come è avvenuto per l’ambasciatore russo in Turchia. Si comprende allora come la necessità di diventare garanti di un processo di pacificazione che limiti al massimo le rappresaglie da parte dei vincitori diventi una esigenza sovranazionale, che oltrepassa, cioè, le trattative interne al paese siriano. Sono però presenti alcuni dubbi circa l’effettiva collaborazione, che si potrà sviluppare tra Mosca ed Ankara. In Turchia è avvenuta, con la morte di un ambasciatore, una violazione del diritto internazionale molto grave, come è stato sottolineato dal capo del governo russo ela tensione che si è rischiata tra i due paesi è stata pari soltanto ai momenti immediatamente successivi all’abbattimento dell’aereo militare russo da parte dell’esercito turco. Mosca ha saputo imporre la propria presenza, tramite gli investigatori russi, alle indagini delle autorità turche: un fattore quasi umiliante per Ankara, d’altro canto i sentimenti di parte della popolazione turca contro la Russia, appaiono fortemente contrari, come si è visto nelle manifestazioni avvenute nei giorni scorsi, proprio nei pressi dell’ambasciata di Mosca ad Ankara, per l’atteggiamento violento, tenuto dai militari russi ad Aleppo. Lo stesso Erdogan sembra essersi piegato alla ragion di stato, ed ai propri interessi geopolitici, nell’avvicinamento alla Russia, che sembra essere, quindi, strumentale e non di sincera alleanza. In tutta questa evoluzione dello scenario siriano vi è ancora un fattore molto importante da analizzare: l’assenza totale della presenza degli Stati Uniti. Che si tratti di una mancata partecipazione dovuta alla transizione politica, sembra essere poco veritiero,la percezione, piuttosto, è quella di una assenza voluta, perfettamente coerente con le intenzioni che Trump ha dichiarato in campagna elettorale: cioè un progressivo sganciamento dalla scena internazionale, per sottrarre sforzi economici e politici dallo scenario esterno a favore di quello interno. Un chiaro segnale della decandenza americana prossima ventura.
Russia, Turkey and Iran cooperate in the solution of the Syrian crisis. USA absentees.
After
the attack the Russian ambassador in Turkey, the Ankara government,
Moscow and Tehran have agreed to act as a kind of guarantor in the peace
talks between the Syrian government and the opposition. The
three countries have common interests to the Syrian war, including the
potential and long awaited post-war period, it can not compromise its
internal and international interests of the respective situations. For
all three states it is necessary that Syria retains its territorial
integrity: for Turkey is now necessary that Assad remains in power to
contain the ambitions of the Kurds and prevent them establish their own
independent state on the border with the country turkish, Iran
is important to keep in power in a Shia government guidance Syrian
state, because that makes it a totally reliable ally, Russia is equally
important to keep Assad in power, because it is able to maintain active
the only naval base Russian
in the Mediterranean and, above all, continue to play a key role in the
Syrian affair, allowing him to play again a role of great power, which
had not happened since the fall of the Soviet Union. However,
this involvement exposes the three countries to a possible involvement
in terrorist acts, of which the Russian ambassador attack in Turkey,
certainly constitutes something more than a warning. To
avoid as much as possible to be the target of the three-state terrorism
must ensure the peace process, who can protect both the civilian
population, the parties that come out losses from the conflict. All
three governments, although not known for respect for human rights, are
well aware of having to contain the possible will to Assad to carry out
a violent repression of the defeated groups, because only would give an
opportunity to an extension of the conflict, maybe with
guerrilla and terrorist actions, both on the Syrian home front, either
exporting their own in the three countries of Damascus allies. If
for Turkey, this danger seems to be already begun, not only thanks to
the action of the Kurds, but also of the Islamic State, the other two
were this scenario is still avoidable. Certainly
Russia is more likely, because on its territory there are several
Islamic fighters returned from the Syrian and Iraqi theaters of war and
the presence of a Muslim fundamentalism deeply entrenched in the
southern territories. Iran,
with its repressive apparatus, appears to be less at risk, but the
exasperation of the Sunni minority could bring unrest and the
possibility of attacks. Then
for all three remains present the possibility of being hit on foreign
territories, as happened with the Russian ambassador in Turkey. We
can appreciate how the need to become guarantors of a peace process
that limits the maximum reprisals by the victors become a supranational
requirement, which goes beyond, that is, internal negotiations on the
Syrian country. There are however some doubts about the cooperation that can be developed between Moscow and Ankara. Turkey
has taken place, with the death of an ambassador, a very serious breach
of international law, as was stressed by the head of the Russian
government ela tension that has risked between the two countries
amounted only to the immediate aftermath of the killing Russian military aircraft from the army turkish. Moscow
has been able to impose its presence, by Russian investigators, the
investigation of the Turkish authorities: an almost humiliating factor
for Ankara, on the other hand the feelings of the Turkish population
against Russia, appear strongly opposed, as seen in events
that took place in recent days, just near the Moscow embassy in Ankara,
for the violent attitude, held by the Russian military in Aleppo. Erdogan
himself seems to have bowed to reasons of state, and its geopolitical
interests, in approaching to Russia, which seems to be, therefore,
instrumental and not sincere alliance. Throughout
this evolution of the Syrian scenario, there is still a very important
factor to be analyzed: the total absence of the US presence. Whether
it's a lack of participation due to the political transition, seems to
be little true, perception, rather, is that the absence of a deliberate,
perfectly consistent with the intentions that Trump said during the
election campaign: that is a progressive disengagement from the
international scene, to steal economic and political efforts by the external scenario in favor of what is inside. A clear signal of the next American decadence fortune.
Rusia, Turquía e Irán cooperen en la solución de la crisis de Siria. USA ausentes.
Después
del ataque al embajador ruso en Turquía, el gobierno de Ankara, Moscú y
Teherán han puesto de acuerdo para actuar como una especie de garante
en las conversaciones de paz entre el gobierno sirio y la oposición. Los
tres países tienen intereses comunes a la guerra de Siria, incluyendo
el período de potencial y esperada después de la guerra, no se puede
poner en peligro sus intereses internos e internacionales de las
situaciones respectivas. Para
los tres estados es necesario que Siria conserva su integridad
territorial, porque Turquía es ahora necesario que Assad se mantiene en
el poder para contener las ambiciones de los kurdos y evitar que
establecen su propio estado independiente en la frontera con el país
turco, Irán
es importante mantener en el poder en un estado sirio Shia orientación
del gobierno, porque eso hace que sea un aliado totalmente fiable, Rusia
es igualmente importante mantener Assad en el poder, ya que es capaz de
mantener activa la única base naval rusa
en el Mediterráneo y, sobre todo, seguir desempeñando un papel clave en
el asunto sirio, lo que le permite volver a jugar un papel de gran
potencia, que no había ocurrido desde la caída de la Unión Soviética. Sin
embargo, esta participación expone los tres países a una posible
implicación en actos terroristas, de los cuales el ataque embajador ruso
en Turquía, sin duda constituye algo más que una advertencia. Para
evitar en lo posible ser el blanco del terrorismo de tres estados deben
garantizar el proceso de paz, que puede proteger tanto a la población
civil, las partes que salen las pérdidas por el conflicto. Los
tres gobiernos, aunque no se conoce por el respeto de los derechos
humanos, son muy conscientes de la necesidad de contener la posible
voluntad de Assad para llevar a cabo una represión violenta de los
grupos derrotados, porque sólo le daría la oportunidad de una extensión
del conflicto, tal vez con
la guerrilla y las acciones terroristas, tanto en el frente interno
sirio, ya sea exportando sus propios en los tres países aliados de
Damasco. Si
por Turquía, este peligro parece estar ya comenzado, no sólo gracias a
la acción de los kurdos, sino también del Estado Islámico, los otros dos
eran este escenario sigue siendo evitable. Ciertamente,
es más probable que Rusia, porque en su territorio hay varios
combatientes islámicos volvieron de los teatros sirios e iraquíes de la
guerra y la presencia de un fundamentalismo musulmán profundamente
arraigada en los territorios del sur. Irán,
con su aparato represivo, parece ser menor en riesgo, pero la
exasperación de la minoría sunita podría traer malestar y la posibilidad
de ataques. A
continuación, para los tres restos presentar la posibilidad de ser
golpeado en territorios extranjeros, como ocurrió con el embajador ruso
en Turquía. Podemos
apreciar cómo la necesidad de convertirse en garantes de un proceso de
paz que limita el máximo represalias por los vencedores se convierten en
un requisito supranacional, que va más allá, es decir, las
negociaciones internas en el país sirio. Sin embargo, hay algunas dudas acerca de la cooperación que se pueden desarrollar entre Moscú y Ankara. Turquía
ha tenido lugar, con la muerte de un embajador, una infracción muy
grave del derecho internacional, tal como ha subrayado el jefe de la
tensión ela gobierno ruso que ha arriesgado entre los dos países
ascendió sólo al período inmediatamente posterior a la muerte avión militar ruso del ejército turco. Moscú
ha sido capaz de imponer su presencia, por los investigadores rusos, la
investigación de las autoridades turcas: un factor casi humillante para
Ankara, por otro lado los sentimientos de la población de Turquía
contra Rusia, aparecerá una fuerte oposición, como se ve en acontecimientos
que tuvieron lugar en los últimos días, justo cerca de la embajada de
Moscú en Ankara, por la actitud violenta, en poder de los militares
rusos en Alepo. el
propio Erdogan parece haber cedido a la razón de Estado, y sus
intereses geopolíticos, y quieren acercarse a Rusia, que parece ser, por
lo tanto, la alianza sincera instrumental y no. A
lo largo de esta evolución del escenario sirio, todavía hay un factor
muy importante a analizar: la ausencia total de la presencia de Estados
Unidos. Ya
se trate de una falta de participación debido a la transición política,
que parece ser poco cierto, la percepción, más bien, es que la ausencia
de una deliberada, perfectamente coherente con las intenciones de los
que se dice Trump durante la campaña electoral: que es una
desvinculación progresiva de la escena internacional, para robar los esfuerzos económicos y políticos por parte del escenario externo en favor de lo que está dentro. Una señal clara de la siguiente fortuna decadencia estadounidense.
Russland, der Türkei und dem Iran zusammenarbeiten in der Lösung der syrischen Krise. USA Abwesenden.
Nach
dem Angriff der russische Botschafter in der Türkei, die Regierung in
Ankara, Moskau und Teheran haben als eine Art Garant in den
Friedensgesprächen zwischen der syrischen Regierung und der Opposition
zu handeln vereinbart. Die
drei Länder haben gemeinsame Interessen des syrischen Krieg,
einschließlich des Potenzials und lange Nachkriegszeit abgewartet, kann
sie nicht ihre internen und internationalen Interessen der jeweiligen
Situationen gefährden. Für
alle drei Staaten ist es notwendig, dass Syrien seine territoriale
Integrität behält: für die Türkei notwendig ist nun, dass Assad an der
Macht bleibt, um die Bestrebungen der Kurden zu enthalten und zu
verhindern, dass sie ihre eigenen, unabhängigen Staat an der Grenze mit
dem türkischen Staat aufzubauen, Iran
ist wichtig, an der macht in einer schiitischen Regierung Führung
syrischen Staat zu halten, denn das ist es ein absolut zuverlässiger
Verbündeter macht, Russland ebenso wichtig ist Assad an der macht zu
halten, weil es in der Lage ist, aktiv die einzige Marinebasis zu halten
Russisch
im Mittelmeer und vor allem weiterhin eine Schlüsselrolle in der
syrischen Angelegenheit zu spielen, so dass er wieder eine Rolle von
großer Macht zu spielen, die seit dem Fall der Sowjetunion nicht
geschehen war. Allerdings
macht diese Beteiligung, die drei Länder auf eine mögliche Beteiligung
an terroristischen Handlungen, von denen der russische Botschafter
Angriff in der Türkei, sicherlich etwas mehr als eine Warnung darstellt.
Um
so viel wie möglich zu vermeiden Terrorismus zu sein, das Ziel der
drei-Staat muss den Friedensprozess zu gewährleisten, die sowohl die
Zivilbevölkerung zu schützen, die Parteien, die Verluste aus dem
Konflikt heraus. Alle
drei Regierungen, die aber nicht für die Achtung der Menschenrechte
bekannt ist, sind sehr wohl bewusst, die mögliche Willen Assad zu
enthalten von mit einer gewaltsamen Unterdrückung der geschlagenen
Gruppen durchzuführen, da nur eine Gelegenheit zu einer Ausweitung des
Konflikts geben würde, vielleicht mit
Guerilla- und Terroraktionen, die beide auf der syrischen Heimatfront,
entweder zu exportieren ihre eigenen in den drei Ländern von Damaskus
Verbündeten. Wenn
für die Türkei, diese Gefahr bereits begonnen zu sein scheint, nicht
nur dank der Wirkung der Kurden, sondern auch des Islamischen Staates,
waren die beiden anderen dieses Szenario noch vermeidbar ist. Sicherlich
ist Russland eher, weil auf seinem Gebiet gibt es mehrere islamische
Kämpfer sind zurück aus den syrischen und irakischen Kriegsschauplatz
und die Anwesenheit eines muslimischen Fundamentalismus tief in den
südlichen Gebieten verschanzt. Iran
mit seinen Unterdrückungsapparat, erscheint weniger gefährdet zu sein,
aber die Verärgerung der sunnitischen Minderheit könnte Unruhen und die
Möglichkeit, Angriffe zu bringen. Dann
gilt für alle drei Reste präsentieren, die Möglichkeit auf fremden
Territorien getroffen zu werden, wie es mit dem russischen Botschafter
in der Türkei passiert ist. Wir
können erkennen, wie die Notwendigkeit Garanten eines Friedensprozesses
zu werden, dass die maximale Repressalien durch die Sieger eine
supranationale Anforderung werden begrenzt, die über das hinausgeht, das
heißt, interne Verhandlungen über das syrische Land. Es gibt jedoch einige Zweifel an der Zusammenarbeit, die zwischen Moskau und Ankara entwickelt werden kann. Türkei
stattgefunden hat, mit dem Tod eines Botschafters, eine sehr
schwerwiegende Verletzung des Völkerrechts, wie der Leiter der
russischen Regierung ela Spannung wurde betont, dass zwischen den beiden
Ländern belief sich nur auf die Zeit unmittelbar nach der Tötung aufs
Spiel gesetzt hat russische Militärflugzeuge aus der Armee türkisch. Moskau
konnte seine Präsenz zu verhängen, von russischen Ermittler, die
Untersuchung der türkischen Behörden: ein fast erniedrigend Faktor für
Ankara, auf der anderen Seite die Gefühle der türkischen Bevölkerung
gegen Russland, scheinen stark dagegen, wie gesehen in Ereignisse,
die sich in den letzten Tagen stattfand, nur in der Nähe der Botschaft
Moskau in Ankara, für die gewaltsame Haltung, durch das russische
Militär in Aleppo statt. Erdogan
scheint sich der Staatsräson gebeugt zu haben, und seine geopolitischen
Interessen, nach Russland in der Annäherung, die daher instrumental und
nicht aufrichtig Allianz zu sein scheint. Im
Laufe dieser Entwicklung des syrischen Szenario gibt es immer noch ein
sehr wichtiger Faktor analysiert werden: das völlige Fehlen der
US-Präsenz. Ob
es sich um eine mangelnde Beteiligung aufgrund des politischen
Übergangs ist, scheint wenig wahr zu sein, Wahrnehmung, vielmehr ist es,
dass das Fehlen einer bewussten, perfekt im Einklang mit den Absichten,
die Trump während der Wahlkampagne sagte: dass eine progressive Rückzug
aus der internationalen Szene ist, durch den externen Szenario wirtschaftlichen und politischen Anstrengungen zu stehlen zugunsten dessen, was drin ist. Ein klares Signal des nächsten amerikanischen Dekadenz Vermögen.
La Russie, la Turquie et l'Iran coopèrent dans la solution de la crise syrienne. USA absents.
Après
l'attaque, le ambassadeur de Russie en Turquie, le gouvernement
d'Ankara, Moscou et Téhéran ont convenu d'agir comme une sorte de garant
dans les pourparlers de paix entre le gouvernement syrien et
l'opposition. Les
trois pays ont des intérêts communs à la guerre syrienne, y compris la
période de l'après-guerre potentielle et attendue depuis longtemps, il
ne peut pas compromettre ses intérêts internes et internationales des
situations respectives. Pour
tous les trois états, il est nécessaire que la Syrie conserve son
intégrité territoriale: pour la Turquie est maintenant nécessaire que
Assad reste au pouvoir pour contenir les ambitions des Kurdes et les
empêchent d'établir leur propre État indépendant sur la frontière avec
le pays turc, l'Iran
est important de maintenir au pouvoir dans un Etat syrien de
l'orientation du gouvernement chiite, parce que cela fait un allié
totalement fiable, la Russie est tout aussi important de garder Assad au
pouvoir, parce qu'il est capable de maintenir la seule base navale
actif russe
en Méditerranée et, surtout, continuer à jouer un rôle clé dans
l'affaire syrienne, lui permettant de jouer à nouveau un rôle de grande
puissance, ce qui était pas arrivé depuis la chute de l'Union
soviétique. Toutefois,
cette participation expose les trois pays à une éventuelle implication
dans des actes terroristes, dont l'attaque d'ambassadeur de Russie en
Turquie, constitue certainement quelque chose de plus qu'un
avertissement. Pour
éviter autant que possible d'être la cible du terrorisme à trois états
doivent assurer que le processus de paix, qui peut protéger la
population civile, les parties qui sortent des pertes du conflit. Les
trois gouvernements, mais pas connu pour le respect des droits de
l'homme, sont bien conscients de devoir contenir la volonté possible
d'Assad de mener une répression violente des groupes vaincus, parce que
ne ferait que donner l'occasion d'une extension du conflit, peut-être avec
la guérilla et des actions terroristes, à la fois sur le devant de la
maison syrienne, soit exporter leur propre dans les trois pays alliés de
Damas. Si,
pour la Turquie, ce danger semble être déjà commencé, non seulement
grâce à l'action des Kurdes, mais aussi de l'Etat islamique, les deux
autres étaient ce scénario est toujours évitable. Certes,
la Russie est plus probable, parce que sur son territoire il y a
plusieurs combattants islamistes renvoyés par les théâtres syriens et
irakiens de la guerre et la présence d'un fondamentalisme musulman
profondément ancré dans les territoires du sud. Iran,
avec son appareil répressif, semble être moins à risque, mais
l'exaspération de la minorité sunnite pourrait apporter des troubles et
la possibilité d'attaques. Ensuite,
pour les trois restes présenter la possibilité d'être frappé sur des
territoires étrangers, comme cela est arrivé avec l'ambassadeur de
Russie en Turquie. Nous
pouvons apprécier la façon dont la nécessité de devenir garants d'un
processus de paix qui limite les représailles maximales par les
vainqueurs deviennent une exigence supranational, qui va au-delà, qui
est, les négociations internes sur le pays syrien. Il y a cependant quelques doutes quant à la coopération qui peuvent être développées entre Moscou et Ankara. La
Turquie a eu lieu, avec la mort d'un ambassadeur, une violation très
grave du droit international, comme l'a souligné le chef de la tension
ela du gouvernement russe qui a risqué entre les deux pays ne
représentaient que immédiatement après le meurtre avions militaires russes de l'armée turque. Moscou
a été en mesure d'imposer sa présence, par les enquêteurs russes,
l'enquête des autorités turques: un facteur presque humiliant pour
Ankara, d'autre part, les sentiments de la population turque contre la
Russie, semblent fortement opposés, comme on le voit dans les
événements qui ont eu lieu au cours des derniers jours, tout près de
l'ambassade de Moscou à Ankara, pour l'attitude violente, tenue par
l'armée russe à Alep. Erdogan
lui-même semble avoir cédé à des raisons d'Etat, et ses intérêts
géopolitiques, dans l'approche de la Russie, ce qui semble être, par
conséquent, l'alliance sincère instrumentale et non. Tout
au long de cette évolution du scénario syrien, il y a encore un facteur
très important à analyser: l'absence totale de la présence américaine. Que
ce soit un manque de participation en raison de la transition
politique, semble être peu vrai, la perception, plutôt, est que
l'absence d'une volonté délibérée, parfaitement compatible avec les
intentions que Trump a dit au cours de la campagne électorale: qui est
un désengagement progressif de la scène internationale, de voler des efforts économiques et politiques par le scénario externe en faveur de ce qui est à l'intérieur. Un signal clair de la prochaine décadence fortune américaine.
Rússia, Turquia e Irã cooperar na solução da crise síria. EUA ausentes.
Após
o ataque, o embaixador russo na Turquia, o governo de Ancara, Moscou e
Teerã concordaram em agir como uma espécie de fiador nas negociações de
paz entre o governo sírio ea oposição. Os
três países têm interesses comuns para a guerra síria, incluindo o
potencial e muito aguardado período pós-guerra, não pode comprometer os
seus interesses internos e internacionais das respectivas situações. Para
todos os três estados, é necessário que a Síria mantém a sua
integridade territorial: para a Turquia é agora necessário que Assad
continua no poder para conter as ambições dos curdos e impedi-los
estabelecer seu próprio Estado independente na fronteira com o país
turco, o
Irã é importante manter no poder em um estado sírio orientação do
governo xiita, porque isso faz com que seja um aliado totalmente
confiável, a Rússia é igualmente importante manter Assad no poder,
porque ele é capaz de manter ativa a única base naval russa
no Mediterrâneo e, acima de tudo, continuar a desempenhar um
papel-chave no caso da Síria, o que lhe permite voltar a jogar um papel
de grande potência, o que não acontecia desde a queda da União
Soviética. No
entanto, este envolvimento expõe os três países para um possível
envolvimento em actos terroristas, dos quais o ataque embaixador russo
na Turquia, constitui certamente algo mais do que um aviso. Para
evitar, tanto quanto possível ser o alvo do terrorismo de três estados
devem garantir o processo de paz, que pode proteger tanto a população
civil, as partes que saem perdas do conflito. Todos
os três governos, embora não seja conhecido pelo respeito dos direitos
humanos, estão bem conscientes de ter de conter o possível vontade de
Assad para levar a cabo uma repressão violenta dos grupos derrotados,
porque só lhe daria a oportunidade de uma extensão do conflito, talvez com
guerrilhas e ações terroristas, tanto na parte da frente de casa síria,
quer exportar seu próprio nos três países de aliados de Damasco. Se
para a Turquia, este perigo parece já ser iniciado, não só graças à
acção dos curdos, mas também do Estado Islâmico, os outros dois foram
este cenário é ainda evitável. Certamente
a Rússia é mais provável, porque no seu território há vários
combatentes islâmicos retornou dos teatros Síria e do Iraque de guerra e
a presença de um fundamentalismo islâmico profundamente enraizada nos
territórios do sul. Irã,
com seu aparato repressivo, parece ser menos em risco, mas a
exasperação da minoria sunita poderia trazer inquietação e a
possibilidade de ataques. Então
para todos os três restos apresentar a possibilidade de ser atingido em
territórios estrangeiros, como aconteceu com o embaixador russo na
Turquia. Nós
podemos apreciar como a necessidade de tornar-se garantes de um
processo de paz que limita as represálias máximos pelos vencedores se
uma exigência supranacional, que vai além, ou seja, negociações internas
no país sírio. Existem no entanto algumas dúvidas sobre a cooperação que podem ser desenvolvidas entre Moscou e Ancara. Turquia
teve lugar, com a morte de um embaixador, uma violação muito grave do
direito internacional, tal como foi sublinhado pelo chefe da tensão ELA
governo russo que arriscou entre os dois países totalizaram apenas ao
rescaldo do assassinato aviões militares russos do exército turco. Moscou
tem sido capaz de impor sua presença, por investigadores russos, a
investigação das autoridades turcas: um fator quase humilhante para
Ankara, por outro lado, os sentimentos da população turca contra a
Rússia, parecem fortemente contestado, como visto na acontecimentos
que tiveram lugar nos últimos dias, apenas perto da embaixada de
Moscou, em Ancara, pela atitude violenta, realizada pelos militares
russos em Aleppo. o
próprio Erdogan parece ter cedido a razões de Estado, e os seus
interesses geopolíticos, em se chegar a Rússia, o que parece ser,
portanto, instrumental e não aliança sincero. Ao
longo desta evolução do cenário sírio, ainda é um factor muito
importante a ser analisado: a ausência total da presença dos EUA. Quer
se trate de uma falta de participação devido à transição política,
parece ser um pouco verdade, percepção, ao contrário, é que a ausência
de uma deliberada, perfeitamente consistente com as intenções que Trump
disse durante a campanha eleitoral: que é um desengajamento progressivo
da cena internacional, para roubar esforços econômicos e políticos por parte do cenário externo em favor do que está dentro. Um sinal claro da próxima fortuna decadência americana.
Россия, Турция и Иран сотрудничают в решении сирийского кризиса. США абсентеистами.
После
нападения посол России в Турции, правительство Анкары, Москва и Тегеран
договорились действовать в качестве своего рода гаранта в мирных
переговорах между сирийским правительством и оппозицией. Эти
три страны имеют общие интересы в сирийской войне, в том числе
потенциал и долгожданного послевоенный период, она не может поставить
под угрозу свои внутренние и международные интересы соответствующих
ситуаций. Для
всех трех государств необходимо, чтобы Сирия сохраняет свою
территориальную целостность: для Турции теперь необходимо, что Асад
остается у власти сдержать амбиции курдов и помешать им создать свое
собственное независимое государство на границе со страной турецкой, Иран
важно сохранить у власти в государстве сирийского Шайа руководством
правительства, потому что это делает его абсолютно надежным союзником,
Россия в равной степени важно поддерживать Асада у власти, потому что
она способна поддерживать активную единственную военно-морскую базу России
в Средиземноморье и, прежде всего, по-прежнему играть ключевую роль в
сирийском деле, что позволило ему снова играть роль великой державы,
однако этого не произошло после падения Советского Союза. Тем
не менее, это участие выставляет три страны к возможному участию в
террористических актах, из которых посол России в Турции нападение,
безусловно, представляет нечто большее, чем предупреждение. Для
того, чтобы избежать как можно больше, чтобы быть объектом трех
государственного терроризма должен обеспечить мирный процесс, который
может защитить как гражданское население, стороны, которые выходят
потери от конфликта. Все
три правительства, хотя и не известно, уважения прав человека, хорошо
осведомлены о необходимости содержать возможную волю Асада провести
насильственного подавления разгромленных групп, потому что только даст
возможность расширения конфликта, может быть, с
партизанских и террористических действий, как на сирийском внутреннем
фронте, либо экспортировать свои собственные в трех странах Дамаска
союзников. Если
для Турции, эта опасность, кажется, уже началась, не только благодаря
действию курдов, но и исламского государства, а два других были такой
сценарий еще можно избежать. Конечно,
Россия, скорее всего, потому, что на ее территории есть несколько
исламских боевиков вернулись из сирийских и иракских театрах военных
действий и присутствие мусульманского фундаментализма глубоко
укоренились в южных территориях. Иран,
с его репрессивным аппаратом, по-видимому, менее подвержены риску, но
озлобление суннитского меньшинства может принести волнения и возможность
атак. Тогда
для всех трех остатков присутствует возможность попадания на чужих
территориях, как это случилось с послом России в Турции. Мы
можем оценить, как потребность стать гарантами мирного процесса,
который ограничивает максимальные репрессии победителями становятся
наднациональная требование, которое выходит за рамки, то есть внутренние
переговоры по сирийской стране. Есть, однако, некоторые сомнения по поводу сотрудничества, которые могут быть разработаны между Москвой и Анкарой. Турция
имеет место, со смертью посла, очень серьезное нарушение международного
права, как это было подчеркнуто главой правительства России
напряженности ELA, которая рисковала между двумя странами составил
только сразу же после убийства русский военный самолет из армии турецкого. Москва
смогла навязать свое присутствие, российскими исследователями,
расследование турецких властей: почти унизительно фактором для Анкары, с
другой стороны, чувства турецкого населения против России, кажутся
сильно против, как показано в события,
которые произошли в последние дни, в непосредственной близости от
Московского посольства в Анкаре, для насильственного отношения,
занимаемые российскими военными в Алеппо. Сам
Эрдоган, похоже, поклонилась причинам государства, и ее геополитических
интересов, в подходе к России, которая, кажется, поэтому,
инструментальная и не искренни союз. На
протяжении всего этого эволюции сирийского сценария, по-прежнему
является очень важным фактором для анализа: полное отсутствие
присутствия США. Является
ли это неучастие в связи с политического перехода, кажется, мало
правда, восприятие, скорее, является то, что отсутствие преднамеренным,
прекрасно согласуется с намерениями, которые сказали Трампа во время
избирательной кампании: что является прогрессивным разъединение от
международной арене, чтобы украсть экономические и политические усилия внешнего сценария в пользу того, что находится внутри. Четкий сигнал следующего американского декаданса состояния.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)