Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

lunedì 11 giugno 2018

إيطاليا أكثر صرامة تجاه الهجرة ، وأيضاً بسبب مسؤولية أوروبا

التي كانت قضية الهجرة كانت محورية في حملة الانتخابات الإيطالية كانت تعرف جيدا: حتى الحكومة السابقة، التي كان أي شيء لمعالجة اللاجئين، قد أكد مرارا وتكرارا أن إيطاليا تركت وحدها، من أوروبا في إدارة للطوارئ المهاجرة. كانت المساعدات ذات طبيعة اقتصادية فقط ولم تكن كافية ، ثم لم تتجاوز بروكسل بيانات المبدأ. وفيما يتعلق بمسألة الهجرة رابطة الشمال، والآن الحزب الحاكم، وقد بنيت النجاح الانتخابي، مع المسؤولية جيدة من قبل المؤسسات المركزية الأوروبية، الذين لم تكن قادرة على التفكير في سياسة إدارة الهبوط والانقسام اللاجئين يكمن وراء المبرر ، الآن غير كافية من معاهدة دبلن. إذا كان في بروكسل ، ولكن أيضًا في برلين وباريس ، ظنوا أنه حتى هذه الحكومة ، بعد العديد من التهديدات ، واصلت سياسة الترحيب بالسياسة السابقة ، فقد وضعوا تقييمًا خاطئًا تمامًا أو ، أسوأ من ذلك ، لم يحاولوا حتى اتباع نهج مختلف المشكلة التي تؤثر على القارة بأكملها. يجب على الحكومة الإيطالية الجديدة دفع الفاتورة إلى الناخبين الذين صوتوا لها ، وتبين أنها تحتفظ بموقف صارم مع أوروبا ، وفي الوقت نفسه ، تحافظ على الدولة الإيطالية من الأخطار التي تأتي مع الهجرة. وهكذا تصبح حالة الأبخرة المرفوضة هي المثال الذي يجب أن يخدم الجميع ويجب أن تلزم بروكسل بأن تصبح مدركة للعداء الإيطالي. حتى هدف مالطا وظيفية لتحقيق هذا الهدف، ولكن يبدأ موقف إغلاق المالطي لتوفير مبرر يذكر: بحجة محدودة الحجم في فاليتا رفضت دائما هذا التعاون إلى إيطاليا دون أوروبا هذا التوبيخ السلوك. إذا كان سلوك الحكومة الإيطالية مستهجن أخلاقياً ، فهو ليس أقل من فرنسا ، التي تغلق حدودها أو حدود ألمانيا ، التي لا تزال صارمة للغاية مع دول أوروبا الشرقية ، التي يشكل وجودها في أوروبا منافع اقتصادية. في برلين. على الرغم من حقيقة أن الدول الأوروبية قد حذرت في القمة الكندية السابقة لأعظم الدول الصناعية السبعة ، إلا أننا لم نكن نرغب في الإيمان بحصار الموانئ الإيطالية. أحد أسباب هذا الجمود هو الاقتناع بأنه في الحكومة الإيطالية ، التي شكلتها قوتان سياسيتان من أصول مختلفة ، يمكن أن تكون هناك اختلافات في الرؤية قد تتجاوز نوايا رابطة الشمال. النقطة هي أن هذا الحزب ، على الرغم من انخفاض النسبة المئوية للأصوات التي تم جمعها ، يبدو أنه تولى قيادة الحكومة ، ربما بسبب الخبرة السياسية الأكبر لأعضائه. الطرف الآخر ، حركة الخمس نجوم يبدو أنها مدفوعة إلى مسؤول تنفيذي يعبر عن قيم اليمين ، تمشيا مع قربها من الجبهة الوطنية الفرنسية. تبقى الحقيقة أنه إذا كانت أوروبا ستقوم بإجراء تغييرات على لائحة دبلن ، يجب تهيئة الظروف لتقسيم عادل للمهاجرين والمساهمة في المنع على أراضي المغادرة الإفريقية ، وإزالة كل المبررات والعقل إلى حكومة روما بعدم استيعاب اللاجئين . قد يكون السيناريو المستقبلي عبارة عن سلسلة من السفن التي تجوب البحر الأبيض المتوسط ​​بحثًا عن مكان للهبوط؟ لا يمكن إجبار إيطاليا على فتح موانئها بدون إرادة حكومتها ، وبذلك فإن الرفض الأخلاقي بعد روما لا يمكن إلا أن يقع على جميع العواصم الأوروبية ، لذلك على أوروبا بأكملها أن تشترك في عار عدم القبول ، حتى تلك الحكومات التي أبقت على خط سياسي صحيح نفاه الحقائق. بطبيعة الحال ، إذا ما وضعت حكومة واحدة بطريقة محصورة ، كما هو الحال مع الإيطاليين ، لكشف نفاق بروكسل ، فإن الحاجة إلى إعادة بناء أوروبا هي أكثر قوة مما تبدو.

Dopo il G7, Trump spinge gli USA all'isolamento

Al G7 in Canada, gli USA sono stati soli contro tutti e si sono presentati in quasi totale disaccordo sulla maggior parte dei punti nel programma di discussione. Le uniche convergenze sembrano essersi trovate su parità di genere, lavoro e crescita, che sono punti d’incontro importanti ma anche che permettono una certa vaghezza sui contenuti e che non sono sufficienti a colmare le distanze che erano già conosciute, ma che si sono evidenziate ancora in modo maggiore. L’atteggiamento di Trump è stato ostile ancora prima dell’inizio del vertice, tanto che si è temuto che a rappresentare gli Stati Uniti fosse presente soltanto il vice presidente, come avvenuto per il summit peruviano degli stati dell’America latina. Il rischio concreto, che Trump non firmi il documento finale, respingendo del tutto la dichiarazione comune e, non solo l’aspetto relativo al clima, come accaduto al vertice di italiano di Taormina, si è puntualmente verificato. Oltre al clima gli argomenti più rilevanti hanno riguardato i dazi e la questione del trattato sul nucleare iraniano. La questione del protezionismo, che Trump vuole portare avanti in modo ostinato, oltre a colpire singolarmente le economie statali, tra le quali proprio quelle di Canada, Giappone, Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, cioè i restanti membri del G7, rischia di compromettere gli accordi raggiunti con la Cina, circa i rapporti commerciali con Pechino. Washington ha mostrato di rimanere inflessibile sulla volontà di imporre le tariffe contro l’Europa ed il Canada nella misura del 25% sull’acciaio e del 10% dell’alluminio ed alla volontà europea di colpire una serie di prodotti americani con una tassa complessiva che riequilibri l’importo che dovranno subire  acciaio ed alluminio del vecchio continente, la Casa Bianca ha minacciato di introdurre ulteriori dazi sulle autovetture provenienti da Europa e sudest asiatico. Uno degli effetti principali, se questa minaccia venisse attuata, potrebbe essere la fine dell’Organizzazione Mondiale del commercio a seguito di una serie azioni e reazioni che si innescherebbero sulla globalità dei mercati. La possibilità è che, sul piano del commercio internazionale, si possa tornare indietro di diversi anni, con l’eliminazione di posti di lavoro e l’inaugurazione di una fase di pesante crisi economica generalizzata. L’isolamento americano è, però, pericoloso, prima di tutto, per gli USA, perchè la tensione con gli europei potrebbe costringere il vecchio continente a stringere accordi di collaborazione sempre più stretti con la Cina, condannando alla progressiva marginalizzazione Washington. Non è un’ipotesi remota, Cina ed Europa sono già sostanzialmente d’accordo per il clima ed il riscaldamento globale e, con rapporti commerciali e di collaborazione sempre più intensi, potrebbero sovvertire l’attuale stato di cose. Per gli USA l’isolamento commerciale potrebbe tradursi anche in una minore importanza politica, se l’Europa riuscirà a costituire proprie forze armate ed a trovare una, anche minima, intesa sulla politica estera. In questa situazione potrebbe, poi introdursi anche la Russia per portare divisione negli alleati degli americani. Trump insiste, nel suo programma riassunto dalla frase “America first”, considerando impossibile che gli alleati storici allentino i loro contatti con Washington, anche se fatti oggetto di ingiustizie economiche; ma il gradimento del presidente americano è sempre più basso in Europa e queste mosse potrebbero accelerare il distacco dagli Stati Uniti, sopratutto se si considera l’attuale contesto storico, dove la logica dei blocchi contrapposti è tramontata da tempo e la globalizzazione ha aperto scenari completamente differenti, con logiche nuove, che non possono separare l’economia dai rapporti internazionali e dagli assetti della difesa. Ma Trump potrebbe stravolgere la realtà in modo ancora più clamoroso aprendo un canale di dialogo privilegiato con Mosca, fattore fino ad ora impedito dalla burocrazia americana, che il presidente sta lentamente portando dalla sua parte con cambi al vertice sempre più frequenti. Si è detto che l’azione di Trump si basa su di una imprevedibilità sempre più usata, tuttavia la domanda è se dietro questo uso di imprevedibilità in dosi massicce, ci sia un progetto precostruito o se il presidente americano si basi su di una improvvisazione dovuta al momento particolare ed alle sue opinioni momentanee. In ogni caso gli USA, con Trump alla Casa Bianca. sono un interlocutore, sempre importante, ma sempre meno affidabile, dal quale occorre allentare i vincoli al più presto, per formare un Occidente ed una Europa capaci di prendere decisioni autonome e di esserein grado di sostenerle. 

After the G7, Trump pushes the US to isolation

At the G7 in Canada, the US was alone against everyone and almost completely disagreed on most of the points in the discussion program. The only convergences seem to have been found on gender equality, work and growth, which are important meeting points but also that allow a certain vagueness on the contents and that are not sufficient to bridge the distances that were already known, but which were highlighted even more so. Trump's attitude was hostile even before the start of the summit, so much so that it was feared that only the vice president was present at the United States, as happened with the Peruvian summit of Latin American states. The real risk, that Trump does not sign the final document, rejecting the common declaration completely and, not only the climate aspect, as happened at the Italian summit of Taormina, has been verified. In addition to the climate, the most relevant topics were the duties and the Iranian nuclear treaty issue. The issue of protectionism, which Trump wants to pursue stubbornly, in addition to striking individually the state economies, including those of Canada, Japan, Germany, France, Italy and Great Britain, ie the remaining members of the G7, risks compromise the agreements reached with China, about trade relations with Beijing. Washington has shown itself to remain unyielding on the will to impose tariffs against Europe and Canada in the measure of 25% on steel and 10% of aluminum and the European will to hit a series of American products with a total tax that rebalancing the amount that will have to undergo steel and aluminum from the old continent, the White House has threatened to introduce further tariffs on cars from Europe and Southeast Asia. One of the main effects, if this threat was implemented, could be the end of the World Trade Organization following a series of actions and reactions that would trigger on the global market. The possibility is that, in terms of international trade, we can go back several years, with the elimination of jobs and the inauguration of a phase of heavy general economic crisis. American isolation, however, is dangerous, first of all, for the US, because the tension with the Europeans could force the old continent to make ever closer collaboration agreements with China, condemning the progressive marginalization of Washington. It is not a remote hypothesis, China and Europe are already substantially in agreement with the climate and global warming and, with increasingly intense commercial and collaborative relationships, could subvert the current state of affairs. For the US, commercial isolation could also result in less political importance, if Europe manages to build its own armed forces and to find one, even minimal, on foreign policy. In this situation, it could also introduce Russia to bring division into the American allies. Trump insists, in his program summarized by the phrase "America first", considering it impossible for historical allies to loose their contacts with Washington, even if they were the object of economic injustice; but the approval of the American president is always lower in Europe and these moves could accelerate the separation from the United States, especially considering the current historical context, where the logic of the opposing blocs has long since set and globalization has opened up scenarios completely different, with new logics, which can not separate the economy from international relations and defense structures. But Trump could overturn reality even more clamorously by opening a channel of privileged dialogue with Moscow, a factor hitherto prevented by the American bureaucracy, that the president is slowly taking on his side with increasingly frequent changes at the top. It has been said that Trump's action is based on an increasingly used unpredictability, however the question is whether behind this use of unpredictability in massive doses, there is a pre-built project or if the American president is based on improvisation due at the moment particular and its momentary opinions. In any case, the US, with Trump in the White House. I am an interlocutor, always important, but always less reliable, from which we need to loosen the bonds as soon as possible, to form a West and a Europe capable of making independent decisions and being able to support them.

Después del G7, Trump empuja a los EE. UU. Al aislamiento

En el G7 en Canadá, los EE. UU. Estuvieron solos en contra de todos y casi completamente en desacuerdo en la mayoría de los puntos en el programa de discusión. Las únicas convergencias parecen haberse encontrado en la igualdad de género, el trabajo y el crecimiento, que son puntos de encuentro importantes pero que también permiten cierta vaguedad en los contenidos y que no son suficientes para salvar las distancias que ya se conocían, pero que se destacaron aún más. La actitud de Trump fue hostil incluso antes del inicio de la cumbre, tanto que se temía que solo el vicepresidente estuviera presente en los Estados Unidos, como sucedió con la cumbre peruana de los estados latinoamericanos. El riesgo real, que Trump no firme el documento final, rechazando por completo la declaración común y no solo el aspecto climático, como sucedió en la cumbre italiana de Taormina, ha sido verificado. Además del clima, los temas más relevantes fueron los deberes y el tema del tratado nuclear iraní. La cuestión del proteccionismo, que Trump quiere perseguir obstinadamente, además de atacar individualmente a las economías estatales, incluidas las de Canadá, Japón, Alemania, Francia, Italia y Gran Bretaña, es decir, los miembros restantes del G7, arriesga comprometer los acuerdos alcanzados con China sobre las relaciones comerciales con Beijing. Washington se ha mostrado inquebrantable ante la voluntad de imponer aranceles contra Europa y Canadá en la medida del 25% sobre el acero y el 10% del aluminio y la voluntad europea de golpear una serie de productos estadounidenses con un impuesto total que Al reequilibrar la cantidad que tendrá que someterse al acero y al aluminio del viejo continente, la Casa Blanca ha amenazado con introducir aranceles adicionales para los automóviles de Europa y el sudeste asiático. Uno de los principales efectos, si se implementara esta amenaza, podría ser el final de la Organización Mundial del Comercio después de una serie de acciones y reacciones que se desencadenarían en el mercado global. La posibilidad es que, en términos de comercio internacional, podamos retroceder varios años, con la eliminación de empleos y la inauguración de una fase de crisis económica generalizada. El aislamiento estadounidense, sin embargo, es peligroso, en primer lugar, para los EE. UU., Porque la tensión con los europeos podría obligar al viejo continente a cerrar acuerdos de colaboración cada vez más estrechos con China, condenando la marginación progresiva de Washington. No es una hipótesis remota, China y Europa ya están sustancialmente de acuerdo con el clima y el calentamiento global y, con relaciones comerciales y de colaboración cada vez más intensas, podrían trastornar el estado actual de las cosas. Para los Estados Unidos, el aislamiento comercial también podría resultar en una menor importancia política, si Europa logra construir sus propias fuerzas armadas y encontrar una, incluso mínima, en política exterior. En esta situación, también podría introducir a Rusia para llevar la división a los aliados estadounidenses. Trump insiste, en su programa resumido por la frase "América primero", considerando que es imposible para los aliados históricos perder sus contactos con Washington, incluso si fueran objeto de injusticia económica; pero la aprobación del presidente estadounidense es siempre menor en Europa y estos movimientos podrían acelerar la separación de los Estados Unidos, especialmente teniendo en cuenta el contexto histórico actual, donde la lógica de los bloques opuestos se ha establecido desde hace mucho tiempo y la globalización ha abierto escenarios completamente diferente, con nuevas lógicas, que no pueden separar la economía de las relaciones internacionales y las estructuras de defensa. Pero Trump podría volcar la realidad aún más clamorosamente abriendo un canal de diálogo privilegiado con Moscú, un factor hasta ahora impedido por la burocracia estadounidense, de que el presidente lentamente está de su lado con cambios cada vez más frecuentes en la cima. Se ha dicho que la acción de Trump se basa en una imprevisibilidad cada vez más utilizada, sin embargo, la pregunta es si detrás de este uso de la imprevisibilidad en dosis masivas, hay un proyecto preconstruido o si el presidente estadounidense se basa en la improvisación debido a en este momento particular y sus opiniones momentáneas. En cualquier caso, Estados Unidos, con Trump en la Casa Blanca. Soy un interlocutor, siempre importante, pero siempre menos confiable, del cual necesitamos aflojar los lazos lo más pronto posible, para formar un Occidente y una Europa capaces de tomar decisiones independientes y poder apoyarlos.

Nach der G7 drängt Trump die USA zur Isolation

Auf der G7 in Kanada waren die USA alleine gegen jeden und in den meisten Punkten des Diskussionsprogramms fast völlig anderer Ansicht. Die einzigen Konvergenzen scheinen auf die Gleichstellung der Geschlechter, Beschäftigung und Wachstum gefunden zu haben, die wichtige Punkte der Begegnung, aber auch eine gewisse Unklarheit über die Inhalte erlaubt und welche nicht ausreicht, um die Lücken zu überbrücken, die bereits bekannt waren, aber sie sind hervorgehoben noch mehr. Trumps Einstellung war schon vor dem Beginn des Gipfels feindselig, so sehr, dass befürchtet wurde, dass nur der Vizepräsident in den Vereinigten Staaten anwesend war, wie es beim peruanischen Gipfel der lateinamerikanischen Staaten der Fall war. Das reale Risiko, dass Trump das Schlussdokument nicht unterzeichnet, die komplette Deklaration vollständig ablehnt, und nicht nur der Klimaaspekt, wie es beim italienischen Gipfel von Taormina passiert ist, ist bestätigt worden. Neben dem Klima waren die Aufgaben und die iranische Nuklearvertragsfrage die wichtigsten Themen. Die Frage des Protektionismus, die Trump will nach vorne bringen, so hartnäckig, sowie individuell Staatswirtschaften zu beeinflussen, einschließlich gerade diejenigen von Kanada, Japan, Deutschland, Frankreich, Italien und Großbritannien, das heißt, die übrigen Mitglieder der G7, wahrscheinlich Kompromisse mit den mit China getroffenen Vereinbarungen über die Handelsbeziehungen mit Peking eingehen. Washington hat sich als unbeugsam erwiesen, wenn es darum geht, Zölle gegen Europa und Kanada in Höhe von 25% auf Stahl und 10% von Aluminium und den Willen Europas, eine Reihe amerikanischer Produkte mit einer Gesamtsteuer zu schlagen, zu verhängen Englisch: www.germnews.de/archive/dn/1995/02/16.html Das Weiße Haus hat mit der Umschuldung der Menge, die Stahl und Aluminium vom alten Kontinent ertragen muss, gedroht, weitere Zölle auf Autos aus Europa und Südostasien einzuführen. Einer der Haupteffekte, wenn diese Bedrohung umgesetzt wird, könnte das Ende der Welthandelsorganisation nach einer Reihe von Aktionen und Reaktionen sein, die auf dem globalen Markt auslösen würden. Die Möglichkeit ist, dass wir in Bezug auf den internationalen Handel mehrere Jahre zurückgehen können, mit dem Abbau von Arbeitsplätzen und der Einleitung einer Phase der schweren allgemeinen Wirtschaftskrise. Die amerikanische Isolation ist jedoch vor allem für die USA gefährlich, weil die Spannungen mit den Europäern den alten Kontinent zwingen könnten, immer engere Abkommen mit China zu schließen, was die fortschreitende Marginalisierung Washingtons verurteilt. Es ist keine entfernte Hypothese, China und Europa sind bereits im Wesentlichen mit dem Klima und der Erderwärmung einverstanden und könnten mit immer intensiveren kommerziellen und kollaborativen Beziehungen den gegenwärtigen Stand der Dinge untergraben. Für die USA könnte wirtschaftliche Isolation auch weniger politische Bedeutung haben, wenn es Europa gelingt, eigene Streitkräfte aufzubauen und eine, wenn auch minimale, Außenpolitik zu finden. In dieser Situation könnte es auch Russland dazu bringen, die amerikanischen Verbündeten zu spalten. Trump besteht in seinem Programm, das durch den Satz "Amerika zuerst" zusammengefasst wird, darauf, dass es für historische Verbündete unmöglich ist, ihre Kontakte mit Washington zu verlieren, selbst wenn sie Gegenstand wirtschaftlicher Ungerechtigkeit wären; aber die Popularität des amerikanischen Präsidenten ist immer niedriger in Europa und diesen Bewegungen könnte die Trennung von den Vereinigten Staaten beschleunigen, vor allem, wenn Sie den aktuellen historischen Kontext betrachten, wo die Logik der gegnerischen Blöcke nachgelassen hat lange und Globalisierung vollständig Szenarien geöffnet anders, mit neuen Logiken, die die Wirtschaft nicht von internationalen Beziehungen und Verteidigungsstrukturen trennen können. Aber Trump könnte verzerrt die Realität noch sensationeller einen privilegierten Kanal des Dialogs mit Moskau zu öffnen, einem Faktor bis jetzt von der amerikanischen Bürokratie verhindert, dass der Präsident langsam mit den Veränderungen häufiger Gipfel auf seiner Seite nimmt. Es wird gesagt, dass die Wirkung von Trump auf einer zunehmend verwendete Unberechenbarkeit basiert, aber die Frage ist, ob hinter dieser Verwendung von Unberechenbarkeit in großen Dosen gibt es ein vorkompilierte Projekt ist, oder wenn der amerikanische Präsident auf einer durch Improvisation basiert im Moment besonders und seine momentanen Meinungen. Auf jeden Fall die USA, mit Trump im Weißen Haus. Ich bin ein Gesprächspartner, immer wichtig, aber immer weniger zuverlässig, von dem wir die Bindungen so schnell wie möglich lösen müssen, um einen Westen und ein Europa zu bilden, das in der Lage ist, unabhängige Entscheidungen zu treffen und sie zu unterstützen.

Après le G7, Trump pousse les États-Unis à l'isolement

Au G7 au Canada, les États-Unis étaient seuls contre tout le monde et presque totalement en désaccord sur la plupart des points du programme de discussion. Les seules convergences semblent avoir trouvé sur l'égalité entre les sexes, les emplois et la croissance, qui sont des points importants de la rencontre, mais permettant également un certain flou sur le contenu et qui ne sont pas suffisantes pour combler les lacunes qui étaient déjà connus, mais ils sont mis en évidence encore plus. L'attitude Trump était hostile avant même le sommet, si bien que l'on craignait que, pour représenter les Etats-Unis était présent seul le vice-président, comme cela a été fait pour le sommet péruvien des États d'Amérique latine. Le vrai risque, que Trump ne signe pas le document final, rejette complètement la déclaration commune et, pas seulement l'aspect climatique, comme cela s'est produit au sommet italien de Taormina, a été vérifié. En plus du climat, les sujets les plus pertinents étaient les devoirs et la question du traité nucléaire iranien. La question du protectionnisme, qui Trump veut avancer si obstiné, ainsi que affecter individuellement les économies de l'État, y compris précisément celles du Canada, le Japon, l'Allemagne, la France, l'Italie et la Grande-Bretagne, à savoir les autres membres du G7, est susceptible de compromettre les accords conclus avec la Chine, sur les relations commerciales avec Pékin. Washington s'est montré intransigeant sur la volonté d'imposer des tarifs contre l'Europe et le Canada à hauteur de 25% sur l'acier et 10% de l'aluminium et la volonté européenne de frapper une série de produits américains avec une taxe totale qui rééquilibrant le montant qui devra subir l'acier et l'aluminium du vieux continent, la Maison Blanche a menacé d'introduire de nouveaux tarifs sur les voitures d'Europe et d'Asie du Sud-Est. L'un des principaux effets, si cette menace était mise en œuvre, pourrait être la fin de l'Organisation mondiale du commerce suite à une série d'actions et de réactions qui se déclencheraient sur le marché mondial. La possibilité est que, en matière de commerce international, on puisse remonter plusieurs années, avec la suppression des emplois et l'inauguration d'une phase de lourde crise économique générale. L'isolement américain, cependant, est dangereux, tout d'abord, pour les États-Unis, car la tension avec les Européens pourrait forcer le vieux continent à conclure des accords de collaboration toujours plus étroits avec la Chine, condamnant la marginalisation progressive de Washington. Ce n'est pas une hypothèse lointaine, la Chine et l'Europe sont déjà substantiellement d'accord avec le climat et le réchauffement climatique et, avec des relations commerciales et de collaboration de plus en plus intenses, pourraient renverser la situation actuelle. Pour les États-Unis, l'isolement commercial pourrait également avoir une moindre importance politique, si l'Europe parvient à construire ses propres forces armées et à en trouver une, même minime, en matière de politique étrangère. Dans cette situation, il pourrait également introduire la Russie à apporter la division dans les alliés américains. Trump insiste, dans son programme résumé par l'expression «l'Amérique d'abord», considérant qu'il est impossible pour les alliés historiques de perdre leurs contacts avec Washington, même s'ils étaient l'objet d'injustice économique; mais la popularité du président américain est toujours plus faible en Europe et ces mouvements pourraient accélérer la séparation des États-Unis, en particulier si l'on considère le contexte historique actuel, où la logique des blocs opposés a faibli à long et la mondialisation a ouvert complètement les scénarios différents, avec de nouvelles logiques, qui ne peuvent séparer l'économie des relations internationales et des structures de défense. Mais Trump pourrait déformer la réalité d'ouvrir encore plus sensationnel un canal privilégié de dialogue avec Moscou, un facteur jusqu'à présent empêché par la bureaucratie américaine, que le président prend lentement sur le côté avec les changements au sommet plus fréquents. Il a été dit que l'action de Trump est basé sur une imprévisibilité de plus en plus utilisé, mais la question est de savoir si derrière cette utilisation d'imprévisibilité dans les grandes doses, il y a un projet précompilés ou si est basé le président américain sur une improvisation due en ce moment particulier et ses opinions momentanées. En tout cas, les États-Unis, avec Trump à la Maison Blanche. Je suis un interlocuteur, toujours important, mais toujours moins fiable, à partir duquel il faut desserrer au plus vite les liens, former un Occident et une Europe capables de prendre des décisions autonomes et de pouvoir les soutenir.

Após o G7, Trump empurra os EUA para o isolamento

No G7, no Canadá, os EUA estavam sozinhos contra todos e discordaram quase completamente da maioria dos pontos do programa de discussão. As únicas convergências parecem ter sido encontradas na igualdade de gênero, no trabalho e no crescimento, que são importantes pontos de encontro, mas também que permitem certa imprecisão nos conteúdos e que não são suficientes para cobrir as distâncias já conhecidas, mas que foram destacadas. mais ainda. A atitude de Trump era hostil mesmo antes do início da cúpula, tanto que temia-se que apenas o vice-presidente estivesse presente nos Estados Unidos, como aconteceu com a cúpula peruana de estados latino-americanos. O risco real, que Trump não assina o documento final, rejeitando completamente a declaração comum e, não apenas o aspecto climático, como aconteceu na cúpula italiana de Taormina, foi verificado. Além do clima, os tópicos mais relevantes foram os deveres e a questão do tratado nuclear iraniano. A questão do protecionismo, que Trump quer seguir teimosamente, além de atacar individualmente as economias do estado, incluindo as do Canadá, Japão, Alemanha, França, Itália e Grã-Bretanha, ou seja, os membros remanescentes do G7, comprometer os acordos firmados com a China sobre as relações comerciais com Pequim. Washington mostrou-se inflexível na vontade de impor tarifas contra a Europa e o Canadá, na medida de 25% em aço e 10% de alumínio e a vontade européia de atingir uma série de produtos americanos com um imposto total que Ao reequilibrar a quantidade que terá que passar por aço e alumínio do velho continente, a Casa Branca ameaçou introduzir novas tarifas sobre carros da Europa e do Sudeste Asiático. Um dos principais efeitos, se essa ameaça fosse implementada, poderia ser o fim da Organização Mundial do Comércio, após uma série de ações e reações que seriam acionadas no mercado global. A possibilidade é que, em termos de comércio internacional, possamos voltar vários anos, com a eliminação de empregos e a inauguração de uma fase de forte crise econômica geral. O isolamento americano, no entanto, é perigoso, em primeiro lugar, para os EUA, porque a tensão com os europeus poderia forçar o velho continente a firmar acordos de colaboração cada vez mais próximos com a China, condenando a progressiva marginalização de Washington. Não é uma hipótese remota, a China e a Europa já estão substancialmente de acordo com o clima e o aquecimento global e, com relações comerciais e colaborativas cada vez mais intensas, podem subverter o atual estado de coisas. Para os EUA, o isolamento comercial também poderia resultar em menos importância política, se a Europa conseguir construir suas próprias forças armadas e encontrar uma política, mesmo mínima, para a política externa. Nesta situação, também poderia introduzir a Rússia para trazer divisão aos aliados americanos. Trump insiste, em seu programa resumido pela frase "América primeiro", considerando impossível para os aliados históricos perderem seus contatos com Washington, mesmo se eles fossem objeto de injustiça econômica; mas a aprovação do presidente americano é sempre menor na Europa e esses movimentos podem acelerar a separação dos Estados Unidos, especialmente considerando o contexto histórico atual, onde a lógica dos blocos opostos há muito tempo se estabeleceu e a globalização abriu completamente cenários diferente, com novas lógicas, que não podem separar a economia das relações internacionais e das estruturas de defesa. Mas Trump poderia derrubar a realidade ainda mais clamorosamente ao abrir um canal de diálogo privilegiado com Moscou, um fator até então impedido pela burocracia americana, de que o presidente está lentamente tomando o seu lado com mudanças cada vez mais freqüentes no topo. Tem sido dito que a ação de Trump é baseada em uma imprevisibilidade cada vez mais utilizada, porém a questão é se por trás desse uso de imprevisibilidade em doses maciças, há um projeto pré-construído ou se o presidente americano é baseado em improvisação devido no momento particular e suas opiniões momentâneas. Em qualquer caso, os EUA, com Trump na Casa Branca. Eu sou um interlocutor, sempre importante, mas sempre menos confiável, do qual precisamos afrouxar os laços o mais rápido possível, para formar um Ocidente e uma Europa capaz de tomar decisões independentes e ser capaz de apoiá-los.