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Politica Internazionale
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mercoledì 12 giugno 2013
Turchia: gli sviluppi della crisi
Erdogan, accusando presunte infiltrazioni straniere nella vicenda delle proteste partite dal parco di Istanbul, da prova di scarsa flessibilità politica, mantenendo un atteggiamento di eccessiva rigidità, che sembra ricalcare le vicende di personalità politiche tutt’altro ascrivibili al terreno della democrazia. Quello di attaccare occulte trame straniere è uno schema ben definito che ha il solo obiettivo di non riconoscere e, soprattutto , sapere affrontare il dissenso interno. Questa volta nel mirino sono finiti, in special modo i media stranieri, colpevoli in toto, di non riconoscere altre ragioni se non quelle dei dimostranti e facendo risultare il premier turco alla stregua di un antidemocratico. In realtà ciò è stato dovuto alla sproporzione iniziale del contenimento della protesta da parte delle forze di polizia turche, stigmatizzate anche da personalità vicine al partito di Erdogan. In realtà la causa delle proteste, la demolizione del parco al centro di Istanbul, è stata solo la scintilla che ha fatto deflagrare una situazione sociale molto pesante già di per se. I provvedimenti illiberali adottati dal governo turco, che vanno in una direzione tesa a cancellare la laicità dello stato a beneficio di una maggiore influenza della religione islamica nelle leggi e nei regolamenti dello stato, hanno provocato un grado di insoddisfazione molto diffuso, che il benessere economico presente nel paese non è bastato a sopire. Probabilmente ad Ankara si attendevano che la crescita economica potesse nascondere e fare accettare la virata confessionale dello stato, funzionale ad un rapporto migliore con i partner economici con i quali la Turchia intrattiene le relazioni commerciali più vantaggiose. Non a caso, nel suo ultimo discorso, Erdogan ha ammonito che gli interessi economici del paese sono a forte rischio, proprio a causa delle proteste che attraversano la nazione. Non si comprende bene se questa tesi del premier di Ankara, sia una reale paura o il tentativo di fare cessare le proteste per preservare una crescita economica che ha messo la Turchia in forte evidenza anche nel terreno geopolitico e diplomatico, fino a diventare un modello per gli stati arabi. Quello che sembra più evidente, però, è che vi sia una larga fetta della società turca più pronta ad entrare in Europa rispetto ai propri stessi dirigenti, che con l’attuale comportamento spostano la collocazione geopolitica della Turchia sempre più ad oriente e, soprattutto, molto più lontano dal vecchio continente. Erdogan teme questa analisi, che sta prendendo sempre più consistenza nelle cancellerie occidentali ed infatti ha sottolineato come le proteste non devono essere inquadrate come una lotta per i diritti democratici. Questa affermazione, se vista in relazione allo sviluppo della situazione, dimostra, però, come sia vero il contrario, anche per i metodi adottati per risolvere il problema, completamente opposti ad una risoluzione improntata al dialogo, caldeggiata anche da parti molto vicine alla formazione di governo. Ora il problema reale è comprendere come potrebbe evolversi la situazione, anche in virtù del fatto che l’eccessiva concentrazione di potere nelle mani del partito di maggioranza, dovuta alla frammentazione dell’opposizione, non individua un interlocutore in grado di emergere dal magma dei movimenti di protesta, che abbia una influenza tale da riassumere tutte le variegate formazioni in campo. Questo è il vero nocciolo del problema che potrebbe causare evoluzioni pericolose della vicenda, a cui deve aggiungersi un soggetto che per ora è rimasto ai margini: l’esercito. Le forze armate turche, reduci da un processo di inclusione dello stato che sembra avere avuto successo, hanno perso la loro connotazione autoritaria, ma rimangono caratterizzate da un forte laicismo, che non può vedere di buon grado le trasformazioni in senso confessionale che Erdogan cerca di imporre. Se settori importanti delle forze armate decidessero di schierarsi con i manifestanti, per il paese ci potrebbe essere il rischio di una degenerazione totale.
Turkey: the development of the crisis
Erdogan, accusing alleged foreign infiltration in the story of the protests games from Istanbul Park, as proof of lack of policy flexibility, maintaining an attitude of excessive rigidity, which seems to follow the vicissitudes of political anything attributable to the land of democracy. Covert foreign plots to attack is a well-defined schema that has the goal of not only recognize and, above all, to dealing with internal dissent. This time in the crosshairs are over, especially the foreign media, guilty in toto, not to recognize other reasons than those of the protesters and making it appear like a turkish premier undemocratic. In fact this was due to the disproportion of the initial containment of the protest by the Turkish police, even stigmatized by figures close to Erdogan's party. In fact the cause of the protests, the demolition of the park in the center of Istanbul, was only the spark that explode a social situation itself already very heavy. The illiberal measures adopted by the turkish government, ranging in a direction aimed to erase the secular nature of the state for the benefit of a greater influence of the Islamic religion in the laws and regulations of the state, have resulted in a degree of dissatisfaction widespread, that the economic well-being in the country was not enough to quell. Probably in Ankara had expected that economic growth could hide and do accept the turn confessional state, functional to a better relationship with economic partners with which Turkey maintains trade relations more advantageous. Not surprisingly, in his last speech, Erdogan has warned that the country's economic interests are at high risk, precisely because of the protests across the nation. It is not clear if this view of the Prime Minister in Ankara, is a real fear or attempt to put an end to the protests to preserve economic growth that Turkey has put in evidence even in the geopolitical terrain and diplomat, becoming a model for Arab states. What seems most obvious, though, is that there is a large share of Turkish society more ready for entry into Europe than their own leaders, that with the current behavior shift the geopolitical position of Turkey more and more to the east and, above all, much further from the old continent. Erdogan fears this analysis, which is taking shape in Western governments and in fact pointed out that the protests should not be framed as a struggle for democratic rights. This statement, when viewed in relation to the development of the situation, shows, however, as the opposite is true, even for the methods used to solve the problem, completely opposite to a resolution through dialogue, also advocated by parts very close to the formation of government. Now the real problem is to understand how the situation might evolve, also by virtue of the fact that the excessive concentration of power in the hands of the majority party, due to the fragmentation of the opposition, does not find a partner able to emerge from the magma movements of protest, to have an influence as to summarize all the varied formations in the field. This is the real crux of the problem which could cause dangerous changes in the story, to which must be added to a subject that now remained on the margins: the army. The Turkish Armed Forces, veterans of a process of inclusion in the country that seems to have been successful, have lost their authoritarian connotation, but they are characterized by strong secularism, which can not willingly see the transformations in the confessional sense that Erdogan seeks to impose. If important sectors of the armed forces decided to side with the protesters for the country there could be the risk of a total degeneration.
Turquía: el desarrollo de la crisis
Erdogan, acusó presunta infiltración extranjera en la historia de las protestas juegos de Estambul Park, como prueba de la falta de flexibilidad de la política, manteniendo una actitud de excesiva rigidez, que parece seguir las vicisitudes de la política nada atribuible a la tierra de la democracia. Conspiraciones extranjeras encubiertas para atacar es un esquema bien definido, que tiene el objetivo de no sólo reconocer y, sobre todo, para hacer frente a la disidencia interna. Esta vez en el punto de mira son más, especialmente los medios de comunicación extranjeros, culpables en su totalidad, de no reconocer motivos diferentes a los de los manifestantes y haciéndolo aparecer como un primer ministro turco antidemocrático. De hecho, esto fue debido a la desproporción de la contención inicial de la protesta de la policía turca, incluso estigmatizada por figuras cercanas al partido de Erdogan. De hecho, la causa de las protestas, la demolición del parque en el centro de Estambul, fue sólo la chispa que estalle una situación social en sí ya es muy pesado. Las medidas liberales adoptadas por el gobierno turco, que van en una dirección dirigida para borrar el carácter laico del Estado en beneficio de una mayor influencia de la religión islámica en las leyes y reglamentos del Estado, han dado lugar a un cierto grado de insatisfacción, que el bienestar económico en el país no fue suficiente para sofocar. Probablemente en Ankara había previsto que el crecimiento económico podría esconderse y no aceptar la vuelta Estado confesional y funcional para una mejor relación con los socios económicos con los que Turquía mantiene relaciones comerciales más ventajosas. No en vano, en su último discurso, Erdogan ha advertido de que los intereses económicos del país están en alto riesgo, precisamente a causa de las protestas en todo el país. No está claro si este punto de vista del primer ministro en Ankara, es un temor real o intento de poner fin a las protestas para preservar el crecimiento económico que Turquía ha puesto en evidencia incluso en el terreno geopolítico y diplomático, convirtiéndose en un modelo para los estados árabes. Lo que parece más evidente, sin embargo, es que hay una gran parte de la sociedad turca más preparado para la entrada en Europa de sus propios líderes, que con el comportamiento actual cambie la posición geopolítica de Turquía cada vez más hacia el este y, sobre todo, mucho más allá del viejo continente. Erdogan teme que este análisis, que está tomando forma en los gobiernos occidentales y, de hecho, señaló que las protestas no deben enmarcarse como una lucha por los derechos democráticos. Esta declaración, cuando se ve en relación con el desarrollo de la situación, muestra, sin embargo, también como lo contrario es cierto, incluso para los métodos utilizados para resolver el problema, completamente opuesta a una resolución a través del diálogo, defendida por partes muy cerca de la formación de gobierno. Ahora el verdadero problema es entender cómo la situación podría evolucionar, también en virtud del hecho de que la excesiva concentración de poder en manos del partido de la mayoría, debido a la fragmentación de la oposición, no encuentra un socio capaz de surgir de los movimientos de magma de protesta, para tener una influencia como para resumir todas las variadas formaciones en el campo. Este es el verdadero quid del problema que podría causar cambios peligrosos en la historia, a los que hay que sumar a un tema que ahora se mantuvo al margen: el ejército. Las Fuerzas Armadas de Turquía, veteranos de un proceso de inclusión en el país que parece haber tenido éxito, han perdido su connotación autoritaria, sino que se caracteriza por una fuerte secularización, que no puede ver de buen grado las transformaciones en el sentido confesional que Erdogan busca imponer. Si a importantes sectores de las fuerzas armadas decidieron ponerse del lado de los manifestantes para que el país no puede haber el riesgo de una degeneración total.
Türkei: die Entwicklung der Krise
Erdogan beschuldigt angebliche Überfremdung in der Geschichte der Proteste Spiele aus Istanbul Park, als Nachweis der Mangel an politischer Flexibilität, die Aufrechterhaltung einer Haltung der übermäßige Starrheit, die die Wechselfälle des politischen alles auf die Flächen der Demokratie zu folgen scheint. Covert fremde Grundstücke zum Angriff ist eine gut definierte Schema, das das Ziel nicht nur zu erkennen und vor allem, um den Umgang mit internen Dissens hat. Diesmal im Fadenkreuz sind vorbei, vor allem die ausländischen Medien, schuldig in toto, nicht aus anderen Gründen als denen der Demonstranten zu erkennen und macht es den Anschein wie eine türkische Premier undemokratisch. In der Tat war dies aufgrund der Unverhältnismäßigkeit der anfänglichen Eindämmung der Protest von der türkischen Polizei, auch durch Zahlen nahe Erdogans Partei stigmatisiert. In der Tat die Ursache der Proteste war der Abriss des Parks im Zentrum von Istanbul, nur der Funke, der eine soziale Situation explodieren selbst schon sehr schwer. Die illiberal Maßnahmen der türkischen Regierung angenommen, bis hin in eine Richtung ausgerichtet, um den säkularen Charakter des Staates zu Gunsten eines größeren Einfluss der islamischen Religion in den Gesetzen und Vorschriften des Staates, zu löschen haben in einer gewissen Unzufriedenheit verbreitet Folge, dass das wirtschaftliche Wohlergehen im Land war nicht genug, um zu unterdrücken. Wahrscheinlich in Ankara hatte erwartet, dass das Wirtschaftswachstum verstecken konnte und akzeptieren die Wende konfessionellen Staat, funktional zu einer besseren Beziehung mit Wirtschaftspartnern mit denen die Türkei unterhält Handelsbeziehungen vorteilhafter. Nicht überraschend, in seiner letzten Rede, hat Erdogan warnte davor, dass das Land die wirtschaftlichen Interessen mit einem hohen Risiko, gerade wegen der Proteste in der ganzen Nation sind. Es ist nicht klar, ob diese Ansicht des Ministerpräsidenten in Ankara, ist eine echte Angst oder versuchen, ein Ende zu setzen, um die Proteste Wirtschaftswachstum bewahren, dass die Türkei in Evidenz auch in der geopolitischen Gelände und Diplomaten gesagt, zu einem Modell für arabischen Staaten. Was scheint naheliegendste ist jedoch, dass es ein großer Teil der türkischen Gesellschaft mehr bereit für den Eintritt in Europa als ihre eigenen Führer, dass mit dem aktuellen Verhalten verlagern die geopolitische Lage der Türkei mehr und mehr nach Osten und vor allem, viel weiter von dem alten Kontinent. Erdogan fürchtet diese Analyse, die Gestalt annimmt in westlichen Regierungen und in der Tat darauf hingewiesen, dass die Proteste nicht als Kampf für demokratische Rechte gerahmt werden. Diese Aussage, wenn in Bezug auf die Entwicklung der Situation, zeigt jedoch, wie das Gegenteil wahr ist, auch für die Methoden verwendet werden, um das Problem zu lösen, das genaue Gegenteil zu einer Auflösung durch Dialog, auch durch Teile befürwortet angesehen sehr zur Bildung schließen Regierung. Nun das eigentliche Problem ist, zu verstehen, wie sich die Situation entwickeln könnte, auch aufgrund der Tatsache, dass die übermäßige Konzentration von Macht in den Händen der Mehrheitspartei, aufgrund der Zersplitterung der Opposition, nicht einen Partner finden können, aus dem Magma Bewegungen entstehen des Protests, um einen Einfluss wie all die unterschiedlichen Formationen im Bereich zusammenzufassen. Das ist der eigentliche Kern des Problems, die gefährliche Veränderungen in der Geschichte, an dem zu einem Thema, das jetzt auf die Margen hinzugefügt werden muss verursachen könnte: die Armee. Die türkischen Streitkräfte, Veteranen eines Prozesses der Eingliederung in das Land, das erfolgreich gewesen zu sein scheint, haben ihre autoritäre Konnotation verloren, aber sie sind durch starke Säkularisierung, die nicht gern sehen die Transformationen in den Beichtstuhl Sinne, dass Erdogan versucht, dadurch verhängen. Wenn wichtige Sektoren der Streitkräfte entschieden auf die Seite der Demonstranten für das Land könnte die Gefahr eines vollständigen Degeneration sein.
Turquie: le développement de la crise
Erdogan, accusant prétendue infiltration étrangère dans l'histoire des jeux de protestations de Istanbul Park, comme la preuve d'un manque de flexibilité de la politique, de maintenir une attitude de rigidité excessive, qui semble suivre les vicissitudes de la politique tout attribuable à la terre de la démocratie. Complots étrangers clandestins pour Attack est un schéma bien défini qui a pour but de non seulement reconnaître et, surtout, pour faire face aux dissensions internes. Cette fois-ci dans le collimateur sont plus, en particulier les médias étrangers, coupables intégrale, de ne pas reconnaître d'autres raisons que celles des manifestants et faisant apparaître comme un premier ministre turc antidémocratique. En fait, cela était dû à la disproportion de la maîtrise initiale de la manifestation par la police turque, voire stigmatisé par des personnalités proches du parti de M. Erdogan. En fait, la cause des manifestations, la démolition du parc dans le centre d'Istanbul, n'était que l'étincelle qui explosent une situation sociale elle-même déjà très lourd. Les mesures liberticides adoptées par le gouvernement turc, allant dans une direction visant à effacer le caractère laïque de l'État au profit d'une plus grande influence de la religion islamique dans les lois et règlements de l'Etat, ont abouti à un certain degré de mécontentement généralisé, que le bien-être économique dans le pays n'a pas suffi à apaiser. Probablement à Ankara avait prévu que la croissance économique pourrait se cacher et ne accepter le virage État confessionnel, fonctionnel pour une meilleure relation avec les partenaires économiques avec lesquels la Turquie entretient des relations commerciales plus avantageuses. Sans surprise, dans son dernier discours, Erdogan a prévenu que les intérêts économiques du pays sont à risque élevé, précisément en raison des protestations à travers le pays. Il n'est pas clair si ce point de vue du Premier ministre à Ankara, est une crainte réelle ou tentative de mettre fin aux protestations de préserver la croissance économique que la Turquie a mis en évidence, même dans le terrain géopolitique et diplomate, devenant un modèle pour Etats arabes. Ce qui semble le plus évident, cependant, est qu'il ya une grande part de la société turque plus prêt pour l'entrée dans l'Europe que leurs propres dirigeants, qui avec le comportement actuel décaler la position géopolitique de la Turquie de plus en plus à l'est et, surtout, beaucoup plus loin du vieux continent. Erdogan craint cette analyse, qui prend forme dans les gouvernements occidentaux et, en fait, a souligné que les manifestations ne doivent pas être conçues comme une lutte pour les droits démocratiques. Cette déclaration, considérée par rapport à l'évolution de la situation, montre, cependant, que le contraire est vrai, même pour les méthodes utilisées pour résoudre le problème, totalement opposé à une résolution par le dialogue, également préconisée par les parties très proche de la formation de gouvernement. Maintenant, le vrai problème est de comprendre comment la situation pourrait évoluer, également en raison du fait que la concentration excessive du pouvoir entre les mains du parti de la majorité, en raison de la fragmentation de l'opposition, n'a pas trouvé un partenaire capable de sortir des mouvements de magma de protestation, d'avoir une influence en tant que de résumer toutes les formations variées dans le domaine. C'est le vrai nœud du problème qui pourrait provoquer des modifications dangereuses dans l'histoire, à laquelle il faut ajouter à un sujet qui restait sur les marges: l'armée. Les forces armées turques, les anciens combattants d'un processus d'intégration dans le pays qui semble avoir été un succès, ont perdu leur connotation autoritaire, mais ils sont caractérisés par une forte sécularisation, qui ne peuvent pas volontiers voir les transformations dans le sens confessionnel que M. Erdogan cherche à imposer. Si d'importants secteurs des forces armées a décidé de côté avec les manifestants pour le pays il pourrait y avoir un risque de dégénérescence totale.
Turquia: o desenvolvimento da crise
Erdogan, acusando alegada infiltração estrangeira na história dos jogos de protestos de Istambul Park, como prova da falta de flexibilidade da política, mantendo uma atitude de rigidez excessiva, que parece seguir as vicissitudes de qualquer coisa política atribuível à terra de democracia. Parcelas estrangeiros secretas para atacar é um esquema bem definido que tem o objetivo de não só reconhecer e, acima de tudo, para lidar com a dissidência interna. Desta vez, na mira são mais, especialmente os meios de comunicação estrangeiros, culpados em toto, não reconhecer outras razões do que aqueles dos manifestantes e torná-lo aparecer como um premier turco antidemocrática. Na verdade, este foi devido à desproporção do confinamento inicial do protesto pela polícia turca, mesmo estigmatizado por figuras próximas ao partido de Erdogan. Na verdade, a causa dos protestos, a demolição do parque no centro de Istambul, foi apenas a faísca que explodir uma situação social em si já muito pesado. As medidas não-liberais adotadas pelo governo turco, que vão em uma direção teve como objetivo apagar a natureza secular do Estado para o benefício de uma maior influência da religião islâmica nas leis e regulamentos do Estado, resultaram em um grau de insatisfação generalizada, que o bem-estar econômico no país não foi suficiente para sufocar. Provavelmente em Ancara esperava que o crescimento econômico poderia se esconder e não aceitar a volta do Estado confessional, funcional para um melhor relacionamento com os parceiros económicos com o qual a Turquia mantém relações comerciais mais vantajosas. Não surpreendentemente, em seu último discurso, Erdogan, alertou que os interesses econômicos do país estão em alto risco, precisamente por causa dos protestos em todo o país. Não está claro se esta visão do primeiro-ministro em Ancara, é um medo real ou tentativa de pôr fim aos protestos para preservar o crescimento econômico que a Turquia tem colocado em evidência, mesmo no terreno geopolítico e diplomata, tornando-se um modelo para Estados árabes. O que parece mais óbvio, porém, é que há uma grande parcela da sociedade turca mais pronto para entrada na Europa do que os seus próprios líderes, que, com o atual comportamento mudar a posição geopolítica da Turquia cada vez mais para o leste e, acima de tudo, muito mais longe do velho continente. Erdogan teme esta análise, que está tomando forma nos governos ocidentais e, de facto, apontou que os protestos não deve ser enquadrada como uma luta pelos direitos democráticos. Esta afirmação, quando visto em relação ao desenvolvimento da situação, mostra, contudo, também como o oposto é verdadeiro, mesmo para os métodos usados para resolver o problema, completamente oposto ao de resolução através do diálogo, defendida por partes muito perto da formação de governo. Agora, o verdadeiro problema é entender como a situação pode evoluir, também em virtude do fato de que a excessiva concentração de poder nas mãos do partido da maioria, devido à fragmentação da oposição, não encontra um parceiro capaz de emergir a partir dos movimentos de magma de protesto, a ter uma influência como resumir todas as variadas formações no campo. Este é o verdadeiro cerne do problema que poderia causar mudanças perigosas na história, ao qual devem ser adicionados a um assunto que agora ficaram à margem: o exército. As Forças Armadas turcas, veteranos de um processo de inclusão no país que parece ter sido bem sucedida, perderam sua conotação autoritária, mas eles são caracterizados pelo secularismo forte, que não pode de bom grado ver as transformações no sentido confessional que Erdogan procura impor. Se setores importantes das Forças Armadas decidiu ficar do lado dos manifestantes para que o país não poderia haver o risco de uma degeneração total.
Турции: развитие кризиса
Эрдоган, обвинив предполагаемого иностранного проникновения в историю протестов игры от Istanbul Park, в качестве доказательства отсутствия гибкости в политике, поддерживая отношения чрезмерной жесткости, которая, кажется, следует переменах в политической ничего, относящаяся к земле демократии. Скрытые иностранных участков атака четко определенной схеме, которая имеет целью не только распознавать и, прежде всего, иметь дело с внутренним инакомыслием. На этот раз под прицелом более, особенно иностранные СМИ, виновных в целом, не признавать другим причинам, чем те, из протестующих и делая вид, как премьер-министр Турции недемократично. На самом деле это было связано с диспропорцией начальной сдерживание протеста со стороны турецкой полиции, даже клеймили показателей близких к партии Эрдогана. На самом деле, из-за протестов, снос парке в центре Стамбула, была только искра, которая взорвалась социальной ситуации само по себе уже очень тяжело. Нелиберальными меры, принятые со стороны турецкого правительства, начиная в направлении, направленных стереть светского характера государства в пользу большего влияния исламской религии в законы и правила государства, привели к степень неудовлетворенности широкое распространение, что экономическое благосостояние в стране было недостаточно, чтобы подавить. Вероятно, в Анкаре ожидали, что экономический рост может скрыться и принимаем свою очередь конфессиональное государство, функциональной к улучшению отношений с экономическими партнерами, с которыми Турция поддерживает торговые отношения более выгодными. Не удивительно, что в своей последней речи Эрдоган предупредил, что экономические интересы страны относятся к группе высокого риска, именно из-за протестов по всей стране. Пока не ясно, если эта точка зрения премьер-министра в Анкаре, реальный страх или попытка положить конец протестам сохранить экономический рост, что Турция в качестве доказательств, даже в геополитической местности и дипломатом, став моделью для арабскими государствами. То, что кажется наиболее очевидным, однако, является то, что большая часть турецкого общества более готовы для вступления в Европу, чем своих собственных лидеров, что при нынешнем поведении переложить геополитическое положение Турции все больше и больше на восток и, прежде всего, гораздо дальше от старого континента. Эрдоган опасается, что это анализ, который складывается в западных правительствах и на самом деле указали, что протесты не должны быть оформлены в виде борьбы за демократические права. Это заявление, если рассматривать ее в связи с развитием ситуации, шоу, впрочем, как и наоборот, даже для методов, используемых для решения этой проблемы, совершенно противоположные решения путем диалога, также выступал по частям очень близко к образованию правительства. Сейчас реальная проблема понять, как ситуация может измениться, и в силу того, что чрезмерная концентрация власти в руках партии большинства, в связи с фрагментацией оппозиции, не найти партнера, способного выйти из магмы движений протеста, чтобы иметь влияние, чтобы обобщить все разнообразные образований в этой области. Это реальная суть проблемы, которая может привести к опасным изменениям в историю, которая должна быть добавлена к теме, что теперь остаются на периферии: в армию. Вооруженные силы Турции, ветераны процесс включения в стране, которая, кажется, была успешной, потеряли свои авторитарные коннотацию, но они характеризуются сильным секуляризма, который не может охотно увидеть преобразования в конфессиональном смысле, что Эрдоган стремится навязать. Если важные секторы вооруженные силы решили встать на сторону протестующих в стране не может быть риск в общей дегенерации.
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