Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

martedì 28 ottobre 2014

تونس للتأكيد على الأحزاب العلمانية

إذا، كما يبدو مرجحا، فإن الانتخابات التونسية تؤكد بيانات من دراسة للمناطق الأولى، مرة أخرى هذه الدولة الافريقية الشمالية، التي بدأت الربيع العربي، لتوسيع، إلى البلدان المجاورة، سيكون مثالا هاما على المزاج السياسي للجنوب البحر الأبيض المتوسط​​. بعد ثلاث سنوات من حكم حزب اسلامي في السلطة والدولة في البلاد، سواء من حيث الاجتماعية والسياسية والاقتصادية، وبدا أسوأ بكثير، الكثير للقيام به نأسف الدكتاتور المخلوع زين العابدين بن علي. لو أنها منسوخة الأوضاع في بلدان أخرى في شمال أفريقيا، حيث الحزب الحاكم، مستوحاة من الإسلام، وقال انه يريد اقامة نظام الحكم على أساس الدين في بلد من أكثر علمانية في العالم العربي، حيث هذه المبادئ لا يمكن أن تترسخ وتكون مقبولة بطريقة سلبية. النهضة، الحركة الاسلامية في الحكومة، وأدت سياسة متشددة ضد الثقافة، وإنكار حقوق الإنسان إلى المعارضين وتهيئة الظروف لأزمة اقتصادية غير مسبوقة، والناجمة عن الخيارات الخاطئة، والتي تفاقمت زيادة في الفساد، في إطار عام ارتفاع التضخم، وهو ما تسبب على الارجح اكبر ارتفاع في مستوى الأسعار في البلاد، والضغط على القدرة الشرائية للأجور بالفعل أعلى بكثير. حتى إدراجها في الحياة السياسية للشعب مرتبطة العالم السلفي، زاد من بالسخط العقول، والمعارضة العلمانية، ولكن المنقسمة بشدة، وأنه لم يكن يعرف حتى ذلك الحين، والانضمام حول فكرة مشتركة لتنمية البلاد، خالية من التأثير الديني. كان معظم عامل توحيد القلق المتزايد الذي تطور في المجتمع التونسي، والصبر بشكل متزايد مع السياسات الموجهة إلى اتصال أيضا، عنصر التكافلية تقريبا السياسية والإدارية والدينية. ثم خلق ماس كهربائى بين المجتمع المدني والطبقة الحاكمة، والتي، على عكس ما حدث في بلدان أخرى، مثل مصر ويبدو أن تحل بطريقة ديمقراطية وليس دمويا. يجب أن نتذكر أن النهضة قد شعرت هذا الانزعاج، وقررت عزل العناصر السلفيين، إلى إقامة حوار مع المجتمع المدني، في سياق ما هو مقترح في الحملة الانتخابية، حيث تم استخدام عامل وحدة وطنية لا للخروج من قبل حكومة البلاد. القوى العلمانية ومع ذلك فقد اختار اتحاد والتي تمثلت في رفض التدخل الدين مع إدارة البلاد، والتغلب على خلافاتهم على المستوى السياسي، الأمر الذي جعل من الممكن لبناء قدمت كتلة انتخابية تتألف من ممثلي اليسار والوسط و الحق، بمساعدة من أعضاء الحكومة من بن علي. إذا كنت تخطط على التطورات السياسية بالمعنى الديمقراطي، يمكن للمرء أن ننظر فقط إلى الوراء بارتياح إلى ظهور محتمل للقوى العلمانية في بلد عربي، والتي يمكن أن يكون حلا للإلهام لبلدان أخرى في نفس الوقت كنت لا تستطيع لا أرى كيف تفتت القوى العلمانية، حتى داخل نفس المجموعة لا يمكن أن تشكل نقطة ضعف بالنسبة للحكومة التونسية الوليدة ممكن؛ ومشاركة الناس تسوية مع النظام القديم لا يمثل ضمانة للحفاظ على حكومة علمانية ضد الانتقادات من الأحزاب الإسلامية، وبعض أكثر تماسكا في نفوسهم، رغم وجود أدلة من عدم القدرة العملية على السلطة التنفيذية. تونس تتخذ خطوة إلى الأمام في إدارة شؤونها الداخلية في قابلة تماما للعملية الديمقراطية، التي الغرب يأمل لو كنت لحن جميع بلدان الربيع العربي، والتي، على العكس من ذلك، واجهوا الانحراف الليبرالي على حد سواء دينية، مثل الأنظمة التي التي حلت محلها. سيكون خطأ في التقدير، إلا أن قاضي المحكمة بشأن تونس بدأت بشكل كامل للديمقراطية كاملة تماما، ولكن في هذه اللحظة هو الموقف الأقرب إلى آمال الغرب. لكن الهشاشة التي يجب أن تكون ولدت الحكومة الجديدة، تستند فقط على الانقسامات السياسية العميقة، من المرجح أن يجلب إلى الواجهة الحركات الدينية؛ اختبار من تونس صعب جدا إذا أحزاب الائتلاف سوف تكون قادرة على تخصيص وجهات النظر السياسية الفردية من أجل تأكيد سيادة النظام العلماني ستحقق نجاحا غير مسبوق، والتي سيتم المنصوص عليها في المنافسة الانتخابية القادمة، حيث أي قوة لا يمكن الفوز بها سيكون بسبب التعبير عن وجهة نظر دينية، ولكن مشروع سياسي من أي توجه علماني.

venerdì 24 ottobre 2014

La guerra finanziaria degli USA allo Stato islamico

La guerra allo stato islamico, definito come l’organizzazione terroristica meglio finanziata al mondo, non può passare soltanto attraverso la via militare, ma deve contemplare una azione che possa troncare i flussi di denaro, che permettono al califfato di portare avanti il conflitto. Del resto la grande differenza con Al Qaeda è proprio la capacità di sfruttare una serie di strumenti finanziari, ben oltre le sole donazioni. Sostanzialmente sono tre le leve che lo stato islamico usa per il proprio finanziamento: la vendita del petrolio, i proventi da attività criminale, come riscatti, rapine, traffico di esseri umani e riscossione di tasse imposte alla popolazione invasa ed, infine, le donazioni. La strategia statunitense  ha individuano i seguenti strumenti per impedire l’arrivo dei finanziamenti: distruzione delle infrastrutture per l’estrazione e la raffinazione del greggio, mediante i bombardamenti aerei, la limitazione delle possibilità di vendita del petrolio, che, si calcola, permette l’introito di circa un milione di dollari al giorno, limitazione della capacità della gestione del denaro, attraverso indagini in grado di congelare i depositi bancari e di imporre sanzioni rilevanti a chi commercia e fornisce aiuto nell’ambito finanziario. Lo schema, a parte l’uso dell’arma aerea, più o meno ricalca quello delle sanzioni internazionali, che ha permesso di ottenere successi nei confronti di Iran e Russia. Tuttavia non esistendo rapporti ufficiali dello stato islamico con le istituzioni creditizie e commerciali, il percorso dei flussi di denaro è più difficile da rintracciare, ma, per contro, una volta individuato,  l’ente da perseguire risulta più facile sottoporlo alle sanzioni proprio per la natura illegale del suo rapporto con il califfato. L’azione riguarda, in primo luogo, gli istituti bancari e finanziari, per fermare all’origine il flusso di denaro. Nel mirino degli USA, per i proventi provenienti dalla vendita del petrolio, sono inquadrati mediatori, raffinerie, venditori e società di trasporto, che permettono al prodotto greggio o raffinato da parte dello stato islamico di esportarlo verso gli acquirenti, a loro volta anch’essi possibili vittime di ulteriori sanzioni economiche. La destinazione del greggio del califfato costituisce uno dei maggiori problemi che non può non fare riflettere sulle dinamiche del conflitto: l’organizzazione si basa sul lavoro di una rete molto estesa di contrabbandieri che esportano il greggio in Turchia, paese che appartiene all’alleanza contro il califfato, ma anche nel Kurdistan irakeno, che combatte sul terreno le forze militare dello stato islamico, che, a sua volta lo rivende sul mercato estero, fino ad arrivare alla Siria di Assad, anch’esso impegnato militarmente contro gli integralisti. Come per l’aspetto politico, anche quello economico presenta dei confini molto labili e non certo univoci, sulla reale volontà di combattere il califfato, costituendo l’ennesimo fattore di difficoltà per gli USA, nel districarsi in una varietà di interessi contrastanti ed equilibri precari, che non aiutano l’azione contro i jihadisti. Sul fronte delle contribuzioni, i maggiori indiziati sono stati i paesi delle monarchie del Golfo Persico, che hanno dimostrato un atteggiamento differente verso la repressione del fenomeno; mentre gli USA riconoscono ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi di essere avanti con le azioni intraprese per fermare le donazioni, non così Qatar e Kuwait, che devono ancora migliorare la loro azione repressiva. Sul versante dei rapimenti, capitolo che permette un guadagno minore, ma comunque fin qui stimato in circa 20 milioni di dollari, la linea americana è quella della fermezza, ma, malgrado le esortazioni verso gli altri stati ad adottare la medesima linea, non tutti hanno seguito Washington , preferendo pagare i riscatti per salvare i propri cittadini. Gli USA sono consci delle disponibilità finanziarie dello stato islamico, ma anche degli alti costi che questo deve sostenere per portare avanti la guerra: per questo una diminuzione degli introiti viene vista come un’arma altrettanto decisiva nella sconfitta del califfato.

The financial war of the United States to the State Islamic

The war on the Islamic state, defined as the best-funded terrorist organization in the world, can not pass only through the military way, but must contemplate an action that would cut off the flow of money, which allow the caliphate to continue the conflict. Moreover, the big difference with Al Qaeda is its ability to exploit a range of financial instruments, far beyond the sun donations. Basically there are three levers that the Islamic state uses for its own funding: the sale of oil, the proceeds from criminal activity, such as redemptions, robbery, human trafficking, and collection of taxes imposed on the population invaded and finally donations. The American strategy has identified the following tools to prevent the arrival of funding: destruction of infrastructure for the extraction and refining of crude oil, by means of aerial bombardment, the limitation of the possibilities of the sale of oil, which, it is estimated, allows the 'proceeds of about a million dollars a day, limiting the ability of money management, through surveys can freeze bank deposits and impose significant penalties on those who trade and provides financial aid under. The scheme, apart from the use of the weapon air, more or less mirrors that of international sanctions, which has resulted in successes against Iran and Russia. However, since there is no official relations with the Islamic state credit institutions and commercial, the path of cash flows is more difficult to track down, but, on the other hand, once identified, the entity to be pursued is easier to subject it to sanctions because of the illegal nature of his relationship with the caliphate. The action relates, in the first place, the banks and financial institutions, to stop the flow of money to the origin. In the focus of the United States, the proceeds from the sale of oil, have been serving brokers, refiners, retailers and transport companies, which allow the product to crude or refined by the Islamic state to export it to buyers, in turn, also possible victims of further economic sanctions. The destination of the crude oil of the Caliphate is one of the major problems that can not but make us reflect on the dynamics of the conflict: the organization is based on the work of a very extensive network of smugglers who export crude oil in Turkey, a country that belongs to the alliance against the caliphate, but also in Iraqi Kurdistan, fighting on the ground the military forces of the Islamic state, which in turn sells it on the foreign market, until you get to Assad's Syria, which is also engaged militarily against the fundamentalists. As for the political aspect, even that statement shows the boundaries very unstable and certainly not unique, the real intention of fighting the caliphate, constituting yet another factor of difficulty for the United States, in extricating in a variety of conflicting interests and precarious balance , which does not help the action against the jihadists. In terms of contributions, the main culprits were the countries of the Persian Gulf monarchies, which have shown a different attitude towards the repression of the phenomenon; while the United States recognize the right of Saudi Arabia and the United Arab Emirates to be ahead with the action taken to stop the donations, not as Qatar and Kuwait, which have yet to improve their repressive action. In terms of kidnappings, a chapter which allows a lower gain, but so far estimated at about 20 million dollars, the American line is that of firmness, but, despite the exhortations to other states to adopt the same line, not all have following Washington, preferring to pay the ransom to save its citizens. The United States is aware of the financial resources of the Islamic state, but also the high costs that it must incur to carry on the war: this is a drop in revenue as a weapon is seen as decisive in the defeat of the caliphate.

La guerra económica de los Estados Unidos para el Estado Islámico

La guerra contra el estado islámico, que se define como la organización terrorista mayor dotación de fondos en el mundo, no puede pasar sólo a través de la vía militar, sino que debe contemplar una acción que cortar el flujo de dinero, lo que permite que el califato de continuar el conflicto. Por otra parte, la gran diferencia con Al Qaeda es su capacidad para explotar una amplia gama de instrumentos financieros, mucho más allá de las donaciones de sol. Básicamente hay tres palancas que utiliza el estado islámico por su propia financiación: la venta de petróleo, los ingresos procedentes de actividades delictivas, tales como rescates, robo, tráfico de personas, y recaudación de los tributos impuestos a la población invadida y finalmente donaciones. La estrategia estadounidense ha identificado las siguientes herramientas para evitar la llegada de financiación: la destrucción de la infraestructura para la extracción y refinación de petróleo crudo, por medio de los bombardeos aéreos, la limitación de las posibilidades de la venta de petróleo, que, se estima, permite al 'producto de alrededor de un millón de dólares al día, lo que limita la capacidad de la administración del dinero, a través de encuestas pueden congelar los depósitos bancarios e imponer sanciones importantes a los que negocian y proporciona ayuda financiera de conformidad. El plan, además de la utilización del arma de aire, más o menos refleja la de las sanciones internacionales, que se ha traducido en éxitos contra Irán y Rusia. Sin embargo, ya que no hay relaciones oficiales con las entidades de crédito estatales islámicos y comercial, la trayectoria de flujo de efectivo es más difícil de rastrear, pero, por otro lado, una vez identificados, la entidad que debe perseguirse es más fácil de lo someta a sanciones debido a la la naturaleza ilegal de su relación con el califato. La acción se refiere, en primer lugar, los bancos e instituciones financieras, para detener el flujo de dinero al origen. En el centro de los Estados Unidos, los ingresos de la venta de petróleo, han estado al servicio de los corredores, las refinerías, los minoristas y las empresas de transporte, que permiten que el producto crudo o refinado por el Estado islámico a lo exportan a los compradores, a su vez, también posibles víctimas de nuevas sanciones económicas. El destino del crudo del Califato es uno de los principales problemas que no puede sino hacernos reflexionar sobre la dinámica del conflicto: la organización se basa en el trabajo de una muy extensa red de contrabandistas que exportan crudo en Turquía, un país que pertenece a la alianza contra califato, sino también en el Kurdistán iraquí, la lucha en el terreno de las fuerzas militares del estado islámico, que a su vez lo vende en el mercado exterior, hasta llegar a Siria de Assad, que también está implicada militarmente contra los fundamentalistas. En cuanto al aspecto político, aunque esa declaración muestra los límites muy inestable y ciertamente no la única, la verdadera intención de luchar contra el califato, lo que constituye otro factor de dificultad para los Estados Unidos, en sacar a en una variedad de intereses en conflicto y precario equilibrio , lo que no ayuda a la acción contra los yihadistas. En términos de las contribuciones, los principales culpables fueron los países de las monarquías del Golfo Pérsico, que han mostrado una actitud diferente hacia la represión del fenómeno; mientras que los Estados Unidos reconocen el derecho de Arabia Saudita y los Emiratos Árabes Unidos para estar a la cabeza con las medidas adoptadas para detener las donaciones, no como Qatar y Kuwait, que aún tiene que mejorar su acción represiva. En cuanto a los secuestros, un capítulo que permite una menor ganancia, pero hasta el momento estima en unos 20 millones de dólares, la línea americana es la de la firmeza, pero, a pesar de las exhortaciones a otros estados a adoptar la misma línea, no todos tienen Después de Washington, y prefieren pagar el rescate para salvar a sus ciudadanos. Los Estados Unidos es consciente de los recursos financieros del Estado islámico, sino también los altos costos que debe incurrir para llevar a cabo la guerra: se trata de una caída en los ingresos como arma se ve como decisivo en la derrota del califato.

Der Finanzkrieg der Vereinigten Staaten an den Staat islamischen

Der Krieg gegen den islamischen Staat, definiert als die besten finanzierte Terrororganisation der Welt, kann nicht nur durch den militärischen Weg passieren, muss aber eine Aktion, die geschnitten würde aus den Geldfluss, der das Kalifat, um den Konflikt weiter erlauben zu betrachten. Darüber hinaus der große Unterschied mit Al-Qaida ist die Fähigkeit, eine Reihe von Finanzinstrumenten zu nutzen, die weit über die Sonne Spenden. Grundsätzlich gibt es drei Hebel, die der islamische Staat für seine eigenen Mittel verwendet: den Verkauf von Öl, die Erlöse aus kriminellen Aktivitäten, wie zum Beispiel Rücknahmen, Raub, Menschenhandel, und Erhebung von Steuern auf die Bevölkerung verhängt fallen und schließlich Spenden. Die amerikanische Strategie hat die folgenden Tools identifiziert, um die Ankunft der Finanzierung zu vermeiden: Zerstörung der Infrastruktur für die Extraktion und Raffination von Rohöl, durch Luftangriffe, die Beschränkung der Möglichkeiten des Verkaufs von Öl, das, es wird geschätzt, ermöglicht die 'Erlös von rund einer Million Dollar pro Tag, welche die Möglichkeiten von Geld-Management, durch Umfragen können Bankguthaben einzufrieren und verhängen empfindliche Strafen auf diejenigen, die den Handel und bietet finanzielle Hilfe unter. Die Regelung, abgesehen von der Verwendung der Waffe Luft, mehr oder weniger, dass Spiegel der internationalen Sanktionen, die in Erfolge gegen Iran und Russland geführt hat. , Da gibt es keine offiziellen Beziehungen zu den islamischen Staat Kreditinstitute und Handels, den Weg der Zahlungsströme ist jedoch schwieriger aufzuspüren, aber auf der anderen Seite, wenn sie gefunden sind, das Unternehmen verfolgt ist einfacher, es zu Sanktionen wegen des Themas werden illegale Natur seiner Beziehung mit dem Kalifat. Die Aktion betrifft in erster Linie die Banken und Finanzinstitute, um den Fluss von Geld, um die Herkunft zu stoppen. Im Fokus der Vereinigten Staaten, den Erlös aus dem Verkauf von Öl, sind seit Makler, Raffinerien, Händler und Transportunternehmen, die das Produkt, um rohes ermöglichen oder durch die islamischen Staat verfeinert, um es für die Käufer zu exportieren, die wiederum auch mögliche Opfer von weiteren Wirtschaftssanktionen. Das Ziel des Rohöl des Kalifats ist eines der Hauptprobleme, die nicht, sondern machen uns auf die Dynamik des Konflikts reflektieren kann: Die Organisation basiert auf der Arbeit von einem sehr umfangreichen Netz von Schmugglern, die Rohöl in die Türkei exportieren, einem Land, das zu der Allianz gegen gehört basierend das Kalifat, sondern auch in irakisch-Kurdistan, kämpfen auf dem Boden die Streitkräfte des islamischen Staates, die wiederum verkauft es auf dem ausländischen Markt, bis Sie auf Assads Syrien, die auch militärisch gegen die Fundamentalisten engagiert zu bekommen. Was den politischen Aspekt, zeigt auch, dass die Aussage die Grenzen sehr instabil und sicherlich nicht einzigartig, die eigentliche Absicht des Kampfes gegen das Kalifat, noch einen weiteren Faktor, der Schwierigkeiten für die Vereinigten Staaten darstellen, in befreien in einer Vielzahl von widerstreitenden Interessen und prekäre Balance , die nicht hilft die Aktion gegen die Dschihadisten. In Bezug auf die Beiträge, waren die Länder der persischen Golfmonarchien, die eine andere Haltung gegenüber der Unterdrückung des Phänomens gezeigt haben, die Hauptschuldigen; während die Vereinigten Staaten erkennen das Recht von Saudi-Arabien und die Vereinigten Arabischen Emirate, um voran mit dem Maßnahmen ergriffen, um die Spenden zu stoppen, nicht als Katar und Kuwait, die noch um ihre repressiven Maßnahmen zu verbessern. In Bezug auf die Entführungen, ein Kapitel, das eine geringere Verstärkung ermöglicht, aber bisher bei etwa 20 Millionen Dollar geschätzt wird, ist die amerikanische Linie, dass der Festigkeit, aber trotz der Ermahnungen an andere Staaten, die gleiche Linie zu erlassen, nicht alle haben nach Washington, lieber um das Lösegeld zu zahlen, um seine Bürger zu retten. Die Vereinigten Staaten sind sich der finanziellen Ressourcen des islamischen Staates, sondern auch die hohen Kosten, die entstehen muss, um über den Krieg zu tragen: Dies ist ein Rückgang der Einnahmen als Waffe wird als ausschlaggebend für die Niederlage des Kalifats gesehen.

La guerre financière des États-Unis à l'Etat islamique

La guerre contre l'Etat islamique, définie comme l'organisation terroriste la mieux financée dans le monde, ne peut passer que par la voie militaire, mais doit envisager une action qui permettrait de réduire le flux d'argent, ce qui permet le califat de poursuivre le conflit. En outre, la grande différence avec Al-Qaïda est sa capacité à exploiter une gamme d'instruments financiers, bien au-delà du soleil dons. Fondamentalement, il existe trois leviers que l'Etat islamique utilise pour son propre financement: la vente de pétrole, les produits de la criminalité, comme les rachats, le vol, le trafic humain et la collecte des taxes imposées sur la population envahi et enfin les dons. La stratégie américaine a identifié les outils suivants pour empêcher l'arrivée de financement: la destruction des infrastructures pour l'extraction et le raffinage du pétrole brut, au moyen de bombardements aériens, la limitation des possibilités de la vente de pétrole, qui, il est estimé, permet à l'«produit d'environ un million de dollars par jour, ce qui limite la capacité de gestion de l'argent, au moyen de sondages peuvent geler les dépôts bancaires et imposer des sanctions importantes sur ceux qui le commerce et fournit une aide financière dans le cadre. Le régime, à l'exception de l'utilisation de l'air de l'arme, plus ou moins miroirs que des sanctions internationales, ce qui a abouti à des succès contre l'Iran et la Russie. Cependant, puisqu'il n'y a pas de relations officielles avec les institutions islamiques de crédit de l'Etat et commercial, le chemin de flux de trésorerie est plus difficile à traquer, mais, d'autre part, une fois identifié, l'entité à poursuivre est plus facile de le soumettre à des sanctions en raison de la caractère illégal de sa relation avec le califat. L'action concerne, en premier lieu, les banques et les institutions financières, pour arrêter la circulation de l'argent à l'origine. Dans la mise au point des États-Unis, le produit de la vente de pétrole, ont été au service des courtiers, les raffineurs, les détaillants et les entreprises de transport, qui permettent le produit brut ou raffiné par l'Etat islamique de l'exporter vers les acheteurs, à son tour, également victimes possibles de nouvelles sanctions économiques. La destination du pétrole brut du Califat est l'un des problèmes majeurs qui ne peut que nous faire réfléchir sur la dynamique du conflit: l'organisation est basée sur le travail d'un réseau très étendu de contrebandiers qui exportent du pétrole brut en Turquie, un pays qui appartient à l'alliance contre le califat, mais aussi dans le Kurdistan irakien, les combats sur le terrain des forces militaires de l'Etat islamique, qui vend à son tour sur le marché étranger, jusqu'à ce que vous arrivez à la Syrie d'Assad, qui est également engagée militairement contre les fondamentalistes. Quant à l'aspect politique, même cette déclaration montre les limites très instable et certainement pas unique, la véritable intention de la lutte contre le califat, constituant encore un autre facteur de difficulté pour les Etats-Unis, en dégageant dans une variété de conflits d'intérêts et l'équilibre précaire , ce qui n'aide pas l'action contre les djihadistes. En termes de contributions, les principaux coupables sont les pays des monarchies du Golfe Persique, qui ont montré une attitude différente à l'égard de la répression du phénomène; tandis que les Etats-Unis reconnaissent le droit de l'Arabie saoudite et les Emirats arabes unis pour être l'avant avec les mesures prises pour arrêter les dons, non pas comme le Qatar et le Koweït, qui n'ont pas encore d'améliorer leur action répressive. En termes d'enlèvements, un chapitre qui permet un gain inférieur, mais jusqu'à présent, estimé à environ 20 millions de dollars, la ligne américaine est que de fermeté, mais, malgré les exhortations à d'autres États à adopter la même ligne, tous n'ont pas Après Washington, préférant payer la rançon pour sauver ses citoyens. Les États-Unis est conscient des ressources financières de l'Etat islamique, mais aussi les coûts élevés qu'elle doit engager pour faire la guerre: il s'agit d'une baisse de revenus comme une arme est considéré comme décisif dans la défaite du califat.

A guerra financeira dos Estados Unidos para o Estado Islâmico

A guerra contra o estado islâmico, definida como a organização terrorista mais bem financiado no mundo, não pode passar apenas pela via militar, mas deve contemplar uma ação que iria cortar o fluxo de dinheiro, o que permitirá que o califado para continuar o conflito. Além disso, a grande diferença com a Al Qaeda é a sua capacidade para explorar uma gama de instrumentos financeiros, muito além das doações de sol. Basicamente, existem três alavancas que o Estado islâmico usa para seu próprio financiamento: a venda de petróleo, o produto da atividade criminosa, como resgates, roubos, tráfico de seres humanos, e da recolha de impostos incidentes sobre a população invadida e finalmente doações. A estratégia norte-americana identificou as seguintes ferramentas para impedir a chegada de financiamento: a destruição da infra-estrutura para a extração e refinação de petróleo bruto, por meio de bombardeio aéreo, a limitação das possibilidades de venda do petróleo, que, estima-se, permite que o "produto de cerca de um milhão de dólares por dia, o que limita a capacidade de gestão do dinheiro, por meio de pesquisas pode congelar depósitos bancários e impor sanções significativas sobre aqueles que o comércio e fornece apoio financeiro ao abrigo. O esquema, além do uso do ar arma, mais ou menos espelhos que de sanções internacionais, o que resultou em sucessos contra o Irã ea Rússia. No entanto, já que não há relações oficiais com as instituições de crédito estado islâmico e comercial, o caminho dos fluxos de caixa é mais difícil de rastrear, mas, por outro lado, uma vez identificados, a entidade a ser perseguido é mais fácil submetê-lo a sanções por causa do natureza ilegal de seu relacionamento com o califado. A ação refere-se, em primeiro lugar, os bancos e instituições financeiras, para interromper o fluxo de dinheiro para a origem. No foco dos Estados Unidos, as receitas provenientes da venda de petróleo, têm vindo a servir os corretores, refinarias, varejistas e empresas de transporte, que permitem que o produto em bruto ou refinado pelo Estado islâmico para exportá-lo para os compradores, por sua vez, também possíveis vítimas de novas sanções econômicas. O destino do petróleo bruto do Califado é um dos grandes problemas que não podem deixar de nos fazer refletir sobre a dinâmica do conflito: a organização é baseada no trabalho de uma extensa rede de traficantes que exportam petróleo na Turquia, um país que pertence à aliança contra Califado, mas também no Curdistão iraquiano, lutando no chão as forças militares do Estado islâmico, que por sua vez vende para o mercado externo, até chegar ao de Assad na Síria, que também está envolvido militarmente contra os fundamentalistas. Quanto ao aspecto político, mesmo que a declaração mostra os limites muito instável e, certamente, não é única, a verdadeira intenção de combater o califado, constituindo mais um fator de dificuldade para os Estados Unidos, em desembaraçar em uma variedade de interesses conflitantes e equilíbrio precário , o que não ajuda a ação contra os jihadistas. Em termos de contribuições, os principais culpados foram os países das monarquias do Golfo Pérsico, que mostraram uma atitude diferente em relação à repressão do fenômeno; enquanto os Estados Unidos reconhecem o direito da Arábia Saudita e os Emirados Árabes Unidos para estar à frente com as medidas tomadas para impedir as doações, não como Qatar e Kuwait, que ainda têm de melhorar a sua ação repressiva. Em termos de sequestros, um capítulo que permite um ganho menor, mas até agora estimada em cerca de 20 milhões de dólares, a linha norte-americana é a de firmeza, mas, apesar das exortações para outros estados a adotar a mesma linha, nem todos têm Após Washington, preferindo pagar o resgate para salvar seus cidadãos. Os Estados Unidos estão cientes dos recursos financeiros do Estado islâmico, mas também os elevados custos que deve incorrer para continuar a guerra: é uma queda na receita como uma arma é visto como decisivo na derrota do califado.