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martedì 26 maggio 2015

Gli errori USA nella gestione della crisi mediorientale e la necessità di schierare le proprie truppe contro il califfato

La conquista di Ramadi, da parte dello Stato islamico è soltanto il punto più significativo, che dimostra come l’approccio della strategia americana, nei confronti, non solo del califfato, ma anche, delle modalità scelte per affrontare la guerra civile siriana siano state completamente sbagliate. Il primo punto è stato dare troppo potere agli sciiti irakeni nell’amministrazione del paese, relegando la maggioranza sunnita ad attore passivo del processo politico. Il secondo punto è stato quello, in onore alle promesse elettorali, di abbandonare militarmente l’Iraq troppo presto, vanificando così gli sforzi  sostenuti in vite umane e finanziari dagli Stati Uniti. Il terzo errore è stata la condotta tenuta con la Siria: per non intervenire o, almeno impegnarsi nella creazione di una coalizione contro  Assad, Obama si è accontentato di incerte promesse sullo smaltimento delle armi chimiche, mentre sul campo non sono state sostenute abbastanza le forze democratiche, fattore che ha favorito il progressivo rinforzarsi delle milizie integraliste, sostenute dai paesi sunniti alleati degli USA, con il quale è mancato del tutto un coordinamento a causa di una sostanziale differenza di vedute, che non ha permesso di raggiungere un compromesso accettabile per le due parti. Da questo aspetto discende direttamente lo sviluppo dello Stato islamico, sfuggito al controllo dei paesi sunniti finanziatori. L’espansione del califfato, che ha sempre proclamato il suo obiettivo di unire l’Iraq alla Siria, in un’unica entità statale sottomessa alla legge islamica, è stata per troppo tempo sottovalutata, considerandola come una ambizione irrealizzabile portata avanti da milizie terroristiche, quindi facilmente neutralizzabili soltanto da azioni aeree militari. Viceversa lo sviluppo del conflitto ha dimostrato come si trattasse di una sorta di riaffermazione della guerra tradizionale, dove l’elemento più importante è l’occupazione del terreno e le battaglie combattute da fanterie e mezzi meccanizzati. Se così non fosse l’apporto, pur importante, dell’aviazione, di cui il califfato non dispone, sarebbe stato determinante:  al contrario della situazione attuale. Uno dei punti fermi di Obama è sempre stato quello di non consentire a militari americani e di conseguenza occidentali, di intervenire sul terreno mediorientale. Questa condizione era data dalla necessità di non avere più morti americani, caduti in medio oriente, per non incorrere nell’opposizione presente sul suolo americano e proveniente, sostanzialmente da entrambi i maggiori partiti statunitensi. Il Presidente della Casa Bianca contava su una preparazione maggiore dell’esercito irakeno, anche per privilegiare l’aspetto di un confronto tra sunniti, che non determinasse una valenza religiosa del conflitto. L’enorme errore di valutazione della reale capacità militare dei militari di Bagdad, che più volte si sono dati alla fuga nelle battaglie contro gli uomini del califfato, pur potendo contare su un numero maggiore di effettivi e di una dotazione tecnica proveniente direttamente dagli arsenali USA, è stato, probabilmente il maggiore sbaglio dell’amministrazione statunitense, ma non è stato il solo. Dal punto di vista politico sono diversi gli errori che hanno contribuito a fare precipitare la situazione. Il primo è stato quello di permettere, proprio per le deficienze strutturali dell’esercito dell’Iraq, l’aiuto iraniano. Teheran è dotato di una grande capacità militare ed è stato disposto, da subito ad impegnarsi sul terreno, ma ciò ha permesso quello che Obama voleva evitare: il confronto tra sciiti e sunniti. L’immobilità degli stati del Golfo, verso un maggiore impegno sul terreno ha contribuito a favorire l’intervento degli iraniani, che non si muovono gratis, ma per aumentare la propria influenza di potenza regionale. Ma ciò allenta la pressione da parte degli stati sunniti sul califfato, che cercano di usare strumentalmente contro l’avanzata sciita. D’altra parte Obama ha bisogno dell’aiuto sul campo degli uomini iraniani, che sono gli unici, insieme ai curdi, in grado di ostacolare l’avanzata dello Stato islamico. Anche l’atteggiamento morbido verso Assad, peraltro sempre negato dalla Casa Bianca, ma nei fatti usato come possibile argine di contenimento del califfato, ha ingenerato una percezione di mancanza di chiarezza da parte dell’amministrazione USA. Come già detto gli Stati Uniti, credevano in una maggiore collaborazione degli stati sunniti, che hanno usato  il loro risentimento per l’accordo sul nucleare iraniano, per esercitare una sorta di ritorsione verso Washington, anche funzionale per impedire l’influenza iraniana a Damasco. Ora, malgrado le smentite degli USA, sulle sorti del conflitto con il califfato, l’esigenza di cambiare la strategia del conflitto è esplosa in tutta la sua urgenza. Dapprima si è cercato un maggiore coinvolgimento delle tribù sunnite, contrarie all’integralismo degli uomini dello Stato islamico, ma il loro atteggiamento non assicura un completo affidamento proprio per la presenza della variabile rappresentata dai combattenti sciiti; si è già detto dell’inaffidabilità più completa della maggioranza dell’esercito irakeno, che militarmente è affidabile soltanto per quanto riguarda i reparti scelti e formati direttamente dagli americani. Questo scenario imporrebbe una scelta radicale: schierare di nuovo effettivi americani ed anche occidentali sul terreno. La scelta è ponderata dalle autorità statunitense, ma appare, al momento l’unico deterrente efficace, sia dal punto di vista militare, che politico contro il califfato. Militare perché l’operatività in piena sintonia con la forza aerea schierata sarebbe più efficace unita con la preparazione tecnica e la disponibilità degli armamenti, che  dovrebbero  assicurare una sicura affermazione, anche in termini di tempo, contro lo Stato islamico e, di seguito, garantirebbero un presidio del terreno nelle fasi eventuali, immediatamente successive alla conquista del territorio. Le controindicazioni sono, oltre all’impegno finanziario, le possibili vittime, che l’impegno sul campo potrebbe determinare. Si tratta di un aspetto psicologico dell’impatto non trascurabile sulla società civile americana. Dal punto di vista del diritto internazionale appare difficile avere assicurata la copertura del Consiglio di sicurezza, ma potrebbe essere studiata una forma di alleanza con il governo irakeno. Se per l’Iraq questa opzione è più praticabile, non è così per la Siria. Ma senza sistemare la situazione siriana, regolamentare soltanto quella irakena potrebbe non essere sufficiente. Gli USA spingono per una supremazia delle forze laiche, gli stati sunniti per le forze confessionali moderate, Iran e Russia per il mantenimento al potere di Assad. Una soluzione politica potrebbe essere dividere il paese siriano, lasciando al clan di Assad la zona più vicina al mare, ai curdi il loro territorio, la zona di Damasco alle milizie laiche e la zona la confine con l’Iraq ai  sunniti moderati, ai quali andrebbe affiancato un contingente magari formato dalle nazioni sunnite a salvaguardia di ogni possibile rinascita del califfato. Si tratta di una possibilità su cui è necessario un lavoro diplomatico intenso, che dovrebbe vedere allo stesso tavolo stati nemici, ma tutti comunque interessati a vedere stabilizzato l’equilibrio regionale, senza più soggetti portatori di sovversione, pericolo ed instabilità.

USA errors in the management of the Middle East crisis and the need to deploy its troops against the caliphate

The conquest of Ramadi, part of the Islamic State is only the most significant point, which shows that the approach of the US strategy, with regard, not only of the caliphate, but also of the way they deal with the Syrian civil war have been completely wrong. The first step was to give too much power to the Iraqi Shiites in the administration of the country, relegating the Sunni majority to passive actor of the political process. The second point was that, in honor election promises, to abandon Iraq militarily too early, thus defeating the efforts made in human lives and financial by the Member States. The third mistake was the approach adopted with Syria not to intervene, or at least engage in the creation of a coalition against Assad, Obama has gone beyond merely uncertain promises about the disposal of chemical weapons, while on the field were not supported enough forces democratic factor that favored the progressive reinforce fundamentalist militia, supported by the countries Sunni US allies, with whom he has missed quite a coordination due to a substantial difference of opinion, which has allowed us to reach a compromise acceptable to the two parts. From this aspect follows directly the development of the Islamic state, escaped the control of the Sunni countries lenders. The expansion of the caliphate, which has always proclaimed his goal of uniting Iraq to Syria, in a single state entity subject to the law of Islam, has been overlooked for too long, considering it as an unachievable ambition carried out by terrorist militias, therefore easily neutralized only by military air actions. By contrast the development of the conflict showed that it was a sort of reaffirmation of traditional warfare, where the most important element is the occupation of the land and the battles fought by infantry and mechanized means. If not the contribution, while important, aviation, whose caliphate does not have, it would be decisive: in contrast to the current situation. A central plank of Obama has always been to not allow US military and consequently Western Middle East to intervene on the ground. This condition was not given by the need to have more dead Americans killed in the Middle East, in order to avoid this opposition on American soil and coming essentially from both major US parties. The Chairman of the White House was counting on a preparation Iraqi army major, also to favor the appearance of a confrontation between Sunnis, that would result in a non-religious significance of the conflict. The huge misjudgment of the real military capability of the military in Baghdad, who repeatedly have fled in the battles against the men of the caliphate, while relying on a greater number of staff and technical equipment coming straight from the arsenals USA , it was probably the biggest mistake of the US administration, but it was not the only one. From the political point of view are several mistakes that helped to precipitate the situation. The first was to allow, because of the structural deficiencies of the army of Iraq, Iranian assistance. Tehran has a large military capacity and was placed, immediately to engage on the ground, but this allowed what Obama wanted to avoid: the confrontation between Shiites and Sunnis. The immobility of the Gulf states, towards a greater commitment on the ground has helped to promote the intervention of the Iranians, who do not move free, but to increase its influence as a regional power. But what relieves pressure from Sunni states on the caliphate, which seek to use instrumentally against the advancing Shiite. On the other hand Obama needs help in the field of Iranian men, who are the only ones, along with the Kurds, can impede the advance of the Islamic state. Even the soft attitude toward Assad, however, denied by the White House, but in fact can be used as a dike to contain the caliphate, has led to a perceived lack of clarity on the part of the US administration. As already said the United States believed in a greater collaboration of Sunni states, who have used their resentment to the agreement on the Iranian nuclear, to exercise some sort of retaliation to Washington, also functional to prevent Iranian influence in Damascus. Now, despite denials of the US, on the fate of the conflict with the caliphate, the need to change the strategy of the conflict exploded in all its urgency. At first we tried a greater involvement of the Sunni tribes, contrary to fundamentalism men of the Islamic State, but their attitude does not ensure a complete count because of the presence of the variable represented by Shiite fighters; has already said most complete unreliability of the majority Iraqi army, which is militarily reliable only with regard to selected departments and directly trained by the Americans. This scenario would require a radical choice: deploy new real Americans and Westerners also on the ground. The choice is weighted by the US authorities, but it appears, at the moment the only effective deterrent, both militarily and politically against the caliphate. Because military operations in full harmony with the air force would be deployed more effectively combined with technical expertise and availability of weapons, which should ensure a safe proposition, even in terms of time, against the Islamic state and, below, would guarantee a defense of the land in any phases, immediately after the conquest of territory. Contraindications include, in addition to the financial commitment, the possible victims, that the commitment in the field may determine. This is a significant psychological impact on American civil society. From the point of view of international law it is difficult to have secured coverage of the Security Council, but it could be studied a form of alliance with the Iraqi government. If for Iraq this option is more feasible, not so for Syria. But not settle the Syrian situation, regulation only where that Iraq may not be sufficient. The US push for supremacy of the secular forces, the Sunni states to moderate religious forces, Iran and Russia to maintain the power of Assad. A political solution could be to divide the country Syria, leaving Assad clan area closest to the sea, to the Kurds their territory, the area of ​​Damascus to the militias and the secular area the border with Iraq to moderate Sunnis, who It should be accompanied by a contingent maybe formed by Sunni nations to safeguard any possible revival of the caliphate. This is a possibility which is required intense diplomatic work, which should see the same table were enemies, but all still interested in seeing stabilized regional balance, no more subjects with subversion, danger and instability.

USA errores en la gestión de la crisis de Oriente Medio y la necesidad de desplegar sus tropas contra el califato

La conquista de Ramadi, que forma parte del Estado Islámico es sólo el punto más importante, lo que demuestra que el enfoque de la estrategia de Estados Unidos, en relación, no sólo del califato, sino también de la forma en que se ocupan de la guerra civil de Siria han sido completamente mal. El primer paso fue dar demasiado poder a los chiíes iraquíes en la administración del país, relegando la mayoría sunita al actor pasivo del proceso político. El segundo punto es que, en las promesas electorales de honor, a abandonar Irak militarmente demasiado pronto, derrotando así a los esfuerzos realizados en vidas humanas y financieras por los Estados miembros. El tercer error fue el enfoque adoptado con Siria no intervenir, o al menos participar en la creación de una coalición contra Assad, Obama ha ido más allá de las promesas más que inciertos acerca de la eliminación de las armas químicas, mientras que en el campo no fueron apoyados suficientes fuerzas el factor democrático que favoreció la progresiva reforzar la milicia fundamentalista, con el apoyo de los países aliados sunitas de Estados Unidos, con el que ha perdido bastante la coordinación debido a una diferencia sustancial de opinión, que nos ha permitido llegar a un compromiso aceptable para el dos partes. Desde este aspecto sigue directamente el desarrollo del estado islámico, escapado del control de los países prestamistas sunitas. La expansión del califato, que siempre ha proclamado su objetivo de unir a Irak a Siria, en un estado sola entidad sujeta a la ley del Islam, ha sido pasado por alto durante demasiado tiempo, considerándolo como una ambición inalcanzable llevadas a cabo por las milicias terroristas, por lo tanto, fácilmente neutralizada solamente por acciones aéreas militares. Por el contrario, el desarrollo del conflicto demostró que era una especie de reafirmación de la guerra tradicional, en el que el elemento más importante es la ocupación de la tierra y las batallas libradas por la infantería y los medios mecanizados. Si no la contribución, si bien son importantes, aviación, cuyo califato no tiene, sería decisiva: en contraste con la situación actual. Un elemento central de Obama siempre ha sido la de no permitir que los militares estadounidenses y, en consecuencia Occidental Oriente Medio a intervenir en el terreno. Esta condición no se ha dado por la necesidad de tener más muertos estadounidenses muertos en el Medio Oriente, con el fin de evitar esta oposición en suelo estadounidense y que viene esencialmente de los dos principales partidos estadounidenses. El Presidente de la Casa Blanca contaba con una preparación mayor del ejército iraquí, también para favorecer la aparición de un enfrentamiento entre suníes, que daría lugar a un significado no religioso del conflicto. El gran error de cálculo de la capacidad militar real de los militares en Bagdad, que en repetidas ocasiones han huido en las batallas contra los hombres del califato, mientras que confían en un mayor número de personal y el equipo técnico que viene directamente de los arsenales EE.UU. , probablemente fue el mayor error de la administración estadounidense, pero no fue el único. Desde el punto de vista político son varios errores que ayudaron a precipitar la situación. La primera fue para permitir que, a causa de las deficiencias estructurales del ejército de Irak, la asistencia iraní. Teherán tiene una gran capacidad militar y se colocó inmediatamente para participar en el suelo, pero esto permitió que lo que Obama quería evitar: el enfrentamiento entre chiíes y suníes. La inmovilidad de los Estados del Golfo, hacia un mayor compromiso en el terreno ha ayudado a promover la intervención de los iraníes, que no se mueven libre, pero para aumentar su influencia como potencia regional. Pero lo que alivia la presión de los estados sunitas en el califato, que buscan utilizar instrumentalmente en contra de la chiíta avanzando. Por otra parte Obama necesita ayuda en el campo de los hombres iraníes, que son los únicos, junto con los kurdos, puede impedir el avance del estado islámico. Incluso la actitud blanda hacia Assad, sin embargo, negó por la Casa Blanca, pero en realidad se puede utilizar como un dique para contener el califato, ha dado lugar a una supuesta falta de claridad por parte de la administración estadounidense. Como ya se dijo que Estados Unidos cree en una mayor colaboración de los estados sunitas, que han utilizado su resentimiento con el acuerdo sobre el nuclear iraní, para ejercer algún tipo de represalia a Washington, también funcional para evitar la influencia iraní en Damasco. Ahora, a pesar de las negativas de los EE.UU., sobre la suerte del conflicto con el califato, la necesidad de cambiar la estrategia del conflicto estalló en toda su urgencia. Al principio probamos una mayor participación de las tribus sunitas, en contra de los hombres fundamentalismo del Estado islámico, pero su actitud no asegura un conteo completo debido a la presencia de la variable representada por los combatientes chiítas; ya ha dicho más completa falta de fiabilidad del ejército iraquí mayoría, que es militarmente fiable sólo con respecto a los departamentos seleccionados y entrenados directamente por los estadounidenses. Este escenario requeriría una opción radical: implementar nuevos americanos reales y los occidentales también sobre el terreno. La elección se pondera por las autoridades de Estados Unidos, pero parece, por el momento el único medio eficaz de disuasión, tanto militar como políticamente contra el califato. Debido a que las operaciones militares en plena armonía con la fuerza aérea se desplegarían combinan de manera más eficaz con los conocimientos técnicos y la disponibilidad de armas, lo que debería garantizar una proposición seguro, incluso en términos de tiempo, contra el estado islámico y, a continuación, garantizaría una defensa de la tierra en cualquier fase, inmediatamente después de la conquista del territorio. Contraindicaciones incluyen, además del compromiso financiero, las posibles víctimas, que el compromiso en materia determinen. Se trata de un impacto psicológico significativo en la sociedad civil de América. Desde el punto de vista del derecho internacional, es difícil tener la cobertura de seguro del Consejo de Seguridad, pero podría ser estudiado una forma de alianza con el gobierno iraquí. Si para Irak esta opción es más factible, no así para Siria. Pero no se conforme la situación de Siria, Reglamento si que Irak puede no ser suficiente. El empuje de Estados Unidos por la supremacía de las fuerzas seculares, los estados sunitas moderar las fuerzas religiosas, Irán y Rusia para mantener el poder de Assad. Una solución política podría ser dividir el país Siria, dejando el área del clan Assad más cercana al mar, a los kurdos de su territorio, la zona de Damasco a las milicias y la zona secular de la frontera con Irak para moderar los sunitas, que Debe ir acompañado de un contingente quizá formado por naciones sunitas para salvaguardar cualquier posible reactivación del califato. Esta es una posibilidad que se requiere una intensa labor diplomática, que debería ver la misma mesa eran enemigos, pero todo sigue interesado en ver el equilibrio regional estabilizado, hay más sujetos con la subversión, el peligro y la inestabilidad.

Die Eroberung von Ramadi, Teil der islamischen Staates ist nur der wichtigste Punkt, der zeigt, dass der Ansatz der US-Strategie im Hinblick nicht nur des Kalifats, sondern auch von der Art, wie sie mit der syrischen Bürgerkrieg behandeln sind vollständig falsch. Der erste Schritt war, zu viel Macht an das irakische Schiiten in der Verwaltung des Landes zu geben und verwies die sunnitische Mehrheit zu passive Akteur des politischen Prozesses. Der zweite Punkt war, dass zu Ehren Wahlversprechen, den Irak militärisch zu früh aufzugeben, damit dem Sieg über die Anstrengungen in Menschenleben und Finanz von den Mitgliedstaaten vorgenommen. Der dritte Fehler wurde der Ansatz mit Syrien angenommen, nicht einzugreifen, oder zumindest in der Schaffung einer Koalition gegen Assad zu engagieren, hat Obama über die bloße unsicheren Versprechungen über die Entsorgung von chemischen Waffen weg, während auf dem Feld waren nicht genug Kräfte unterstützt demokratischen Faktor, der die fortschreitende Stärkung fundamentalistischen Miliz begünstigt, die von den Ländern sunnitischen Verbündeten der USA, mit denen er eine ganze Koordination verpasst unterstützt aufgrund eines deutlichen Meinungsverschiedenheiten, die es uns ermöglicht, einen akzeptablen Kompromiss, um die Reichweite zwei Teilen. Von dieser Aspekt folgt direkt die Entwicklung des islamischen Staates, entkam der Kontrolle der sunnitischen Ländern die Kreditgeber. Der Ausbau des Kalifats, der immer sein Ziel zu vereinen Irak nach Syrien, in einem einzigen Staat Einheit unterliegt dem Recht des Islam verkündet hat, hat zu lange übersehen worden, wenn man bedenkt es als unerreichbares Ziel von terroristischen Milizen durchgeführt, daher einfach nur mit militärischen Luft Aktionen neutralisiert. Im Gegensatz dazu die Entwicklung des Konflikts zeigte, dass es eine Art von Bestätigung der traditionellen Kriegsführung, wo das wichtigste Element der Besetzung des Landes und die Schlachten von Infanterie und mechanisierte Mittel ist. Wenn nicht der Beitrag zwar wichtig, Luftfahrt, deren Kalifat nicht, wäre es entscheidend: im Gegensatz zur aktuellen Situation. Ein Kernstück der Obama war es immer, nicht zulassen, dass US-Militärs und damit West Nahen Osten, um auf dem Boden zu intervenieren. Diese Bedingung wurde nicht von der Notwendigkeit, mehr tote Amerikaner im Nahen Osten getötet, um diese Opposition auf amerikanischem Boden und im wesentlichen von beiden großen US-Parteien kommen vermeiden aufweisen. Der Vorsitzende des Weißen Hauses wurde an einem Vorbereitungs irakischen Armee wichtigsten zählen, auch um das Aussehen von einer Konfrontation zwischen Sunniten, die in einem nicht-religiösen Bedeutung des Konflikts zur Folge hätte begünstigen. Die riesige Fehleinschätzung der realen militärischen Fähigkeiten des Militärs in Bagdad, die immer wieder in den Schlachten gegen die Männer des Kalifats geflohen, indem sie sich auf eine größere Anzahl von Personal und die technische Ausstattung kommt direkt aus den Arsenalen USA war es wohl der größte Fehler der US-Regierung, aber es war nicht der einzige. Vom politischen Standpunkt aus gibt einige Fehler, die, um die Situation zu fällen geholfen. Die erste war, um zu ermöglichen, aufgrund der strukturellen Mängel der Armee des Irak, iranische Unterstützung. Teheran hat eine große militärische Kapazität und wurde gelegt, unmittelbar auf dem Boden zu greifen, aber das erlaubt, was Obama vermeiden wollte: die Konfrontation zwischen Schiiten und Sunniten. Die Unbeweglichkeit der Golfstaaten zu einem stärkeren Engagement auf dem Boden hat dazu beigetragen, das Eingreifen der Iraner, die sich nicht bewegen freie zu fördern, aber, seinen Einfluss als Regionalmacht zu erhöhen. Aber was entlastet von sunnitischen Staaten auf dem Kalifat, die instrumentell gegen die vorrückenden schiitischen verwenden zu suchen. Auf der anderen Seite Obama braucht Hilfe auf dem Gebiet der iranischen Menschen, die die einzigen sind, zusammen mit den Kurden, die vor dem islamischen Staat zu behindern. Auch der weiche Haltung gegenüber Assad jedoch durch das Weiße Haus verweigert, aber in Wirklichkeit kann als Deich verwendet, um das Kalifat zu enthalten, hat zu einem wahrgenommenen Mangel an Klarheit von Seiten der US-Regierung geführt. Wie bereits sagte, die Vereinigten Staaten glaubten an eine bessere Zusammenarbeit der sunnitischen Staaten, die ihren Unmut an der Vereinbarung über das iranische Atom verwendet haben, um irgendeine Art von Vergeltung nach Washington auszuüben, auch funktionell iranischen Einfluss in Damaskus zu verhindern. Nun, trotz Dementis der USA, über das Schicksal der Konflikt mit dem Kalifat, die Notwendigkeit zu ändern, die Strategie des Konflikts in all seiner Dringlichkeit explodierte. Zuerst haben wir versucht, eine größere Beteiligung der sunnitischen Stämme entgegen Fundamentalismus Männer des Islamischen Staates, aber ihre Haltung nicht wegen der Anwesenheit der Variablen von schiitischen Kämpfer vertreten gewährleisten eine vollständige Zählung; hat bereits gesagt, die umfassendste Unzuverlässigkeit der meisten irakischen Armee, die nur im Hinblick auf die ausgewählten Abteilungen militärisch zuverlässig ist und direkt von den Amerikanern ausgebildet. Dieses Szenario würde eine radikale Entscheidung benötigen: Bereitstellung neuer echte Amerikaner und des Westens auch auf dem Boden. Die Wahl wird von den US-Behörden gewichtet, aber es scheint im Moment die einzige wirksame Abschreckung, militärisch und politisch gegen das Kalifat. Da militärische Operationen in voller Harmonie mit der Luftwaffe eingesetzt würden besser mit technischem Know-how und die Verfügbarkeit von Waffen, die eine sichere Aussage zu gewährleisten, sollte, auch im Hinblick auf Zeit, gegen den islamischen Staat und darunter kombiniert werden, gewährleistet wäre eine Verteidigung des Landes in allen Phasen unmittelbar nach der Eroberung von Territorium. Kontraindikationen sind, zusätzlich zu dem finanziellen Engagement, die möglichen Opfer, dass das Engagement im Bereich festlegen kann. Dies ist eine bedeutende psychologische Wirkung auf die amerikanische Zivilgesellschaft. Aus der Sicht des Völkerrechts ist es schwierig, gesicherte Abdeckung des Sicherheitsrats haben, aber es könnte eine Form der Partnerschaft mit der irakischen Regierung untersucht werden. Wenn für den Irak ist diese Option mehr möglich ist, nicht so für Syrien. Die syrische Situation aber nicht begleichen, Regelung nur dann, wenn der Irak nicht ausreichend sein. Die US Push um die Herrschaft der säkularen Kräfte, die sunnitischen Staaten bis mäßig religiösen Kräften, dem Iran und Russland, die Macht des Assad zu halten. Eine politische Lösung könnte darin bestehen, das Land Syrien unterteilen, so dass Assad-Clan Bereich in unmittelbarer Nähe zum Meer, zu den Kurden in ihrem Hoheitsgebiet, die Gegend von Damaskus an die Milizen und die weltlichen Bereich der Grenze zum Irak bis mäßig Sunniten, die Es sollte von einem Kontingent vielleicht von sunnitischen Nationen gebildet, um mögliche Wiederbelebung des Kalifats zu sichern begleitet werden. Dies ist eine Möglichkeit, die erforderlich ist, intensive diplomatische Arbeit, die die gleiche Tabelle sehen sollten Feinde waren, aber alle immer noch daran interessiert, dass stabilisierte regionale Ausgewogenheit, nicht mehr Probanden mit Subversion, Gefahr und Instabilität.

Die Eroberung von Ramadi, Teil der islamischen Staates ist nur der wichtigste Punkt, der zeigt, dass der Ansatz der US-Strategie im Hinblick nicht nur des Kalifats, sondern auch von der Art, wie sie mit der syrischen Bürgerkrieg behandeln sind vollständig falsch. Der erste Schritt war, zu viel Macht an das irakische Schiiten in der Verwaltung des Landes zu geben und verwies die sunnitische Mehrheit zu passive Akteur des politischen Prozesses. Der zweite Punkt war, dass zu Ehren Wahlversprechen, den Irak militärisch zu früh aufzugeben, damit dem Sieg über die Anstrengungen in Menschenleben und Finanz von den Mitgliedstaaten vorgenommen. Der dritte Fehler wurde der Ansatz mit Syrien angenommen, nicht einzugreifen, oder zumindest in der Schaffung einer Koalition gegen Assad zu engagieren, hat Obama über die bloße unsicheren Versprechungen über die Entsorgung von chemischen Waffen weg, während auf dem Feld waren nicht genug Kräfte unterstützt demokratischen Faktor, der die fortschreitende Stärkung fundamentalistischen Miliz begünstigt, die von den Ländern sunnitischen Verbündeten der USA, mit denen er eine ganze Koordination verpasst unterstützt aufgrund eines deutlichen Meinungsverschiedenheiten, die es uns ermöglicht, einen akzeptablen Kompromiss, um die Reichweite zwei Teilen. Von dieser Aspekt folgt direkt die Entwicklung des islamischen Staates, entkam der Kontrolle der sunnitischen Ländern die Kreditgeber. Der Ausbau des Kalifats, der immer sein Ziel zu vereinen Irak nach Syrien, in einem einzigen Staat Einheit unterliegt dem Recht des Islam verkündet hat, hat zu lange übersehen worden, wenn man bedenkt es als unerreichbares Ziel von terroristischen Milizen durchgeführt, daher einfach nur mit militärischen Luft Aktionen neutralisiert. Im Gegensatz dazu die Entwicklung des Konflikts zeigte, dass es eine Art von Bestätigung der traditionellen Kriegsführung, wo das wichtigste Element der Besetzung des Landes und die Schlachten von Infanterie und mechanisierte Mittel ist. Wenn nicht der Beitrag zwar wichtig, Luftfahrt, deren Kalifat nicht, wäre es entscheidend: im Gegensatz zur aktuellen Situation. Ein Kernstück der Obama war es immer, nicht zulassen, dass US-Militärs und damit West Nahen Osten, um auf dem Boden zu intervenieren. Diese Bedingung wurde nicht von der Notwendigkeit, mehr tote Amerikaner im Nahen Osten getötet, um diese Opposition auf amerikanischem Boden und im wesentlichen von beiden großen US-Parteien kommen vermeiden aufweisen. Der Vorsitzende des Weißen Hauses wurde an einem Vorbereitungs irakischen Armee wichtigsten zählen, auch um das Aussehen von einer Konfrontation zwischen Sunniten, die in einem nicht-religiösen Bedeutung des Konflikts zur Folge hätte begünstigen. Die riesige Fehleinschätzung der realen militärischen Fähigkeiten des Militärs in Bagdad, die immer wieder in den Schlachten gegen die Männer des Kalifats geflohen, indem sie sich auf eine größere Anzahl von Personal und die technische Ausstattung kommt direkt aus den Arsenalen USA war es wohl der größte Fehler der US-Regierung, aber es war nicht der einzige. Vom politischen Standpunkt aus gibt einige Fehler, die, um die Situation zu fällen geholfen. Die erste war, um zu ermöglichen, aufgrund der strukturellen Mängel der Armee des Irak, iranische Unterstützung. Teheran hat eine große militärische Kapazität und wurde gelegt, unmittelbar auf dem Boden zu greifen, aber das erlaubt, was Obama vermeiden wollte: die Konfrontation zwischen Schiiten und Sunniten. Die Unbeweglichkeit der Golfstaaten zu einem stärkeren Engagement auf dem Boden hat dazu beigetragen, das Eingreifen der Iraner, die sich nicht bewegen freie zu fördern, aber, seinen Einfluss als Regionalmacht zu erhöhen. Aber was entlastet von sunnitischen Staaten auf dem Kalifat, die instrumentell gegen die vorrückenden schiitischen verwenden zu suchen. Auf der anderen Seite Obama braucht Hilfe auf dem Gebiet der iranischen Menschen, die die einzigen sind, zusammen mit den Kurden, die vor dem islamischen Staat zu behindern. Auch der weiche Haltung gegenüber Assad jedoch durch das Weiße Haus verweigert, aber in Wirklichkeit kann als Deich verwendet, um das Kalifat zu enthalten, hat zu einem wahrgenommenen Mangel an Klarheit von Seiten der US-Regierung geführt. Wie bereits sagte, die Vereinigten Staaten glaubten an eine bessere Zusammenarbeit der sunnitischen Staaten, die ihren Unmut an der Vereinbarung über das iranische Atom verwendet haben, um irgendeine Art von Vergeltung nach Washington auszuüben, auch funktionell iranischen Einfluss in Damaskus zu verhindern. Nun, trotz Dementis der USA, über das Schicksal der Konflikt mit dem Kalifat, die Notwendigkeit zu ändern, die Strategie des Konflikts in all seiner Dringlichkeit explodierte. Zuerst haben wir versucht, eine größere Beteiligung der sunnitischen Stämme entgegen Fundamentalismus Männer des Islamischen Staates, aber ihre Haltung nicht wegen der Anwesenheit der Variablen von schiitischen Kämpfer vertreten gewährleisten eine vollständige Zählung; hat bereits gesagt, die umfassendste Unzuverlässigkeit der meisten irakischen Armee, die nur im Hinblick auf die ausgewählten Abteilungen militärisch zuverlässig ist und direkt von den Amerikanern ausgebildet. Dieses Szenario würde eine radikale Entscheidung benötigen: Bereitstellung neuer echte Amerikaner und des Westens auch auf dem Boden. Die Wahl wird von den US-Behörden gewichtet, aber es scheint im Moment die einzige wirksame Abschreckung, militärisch und politisch gegen das Kalifat. Da militärische Operationen in voller Harmonie mit der Luftwaffe eingesetzt würden besser mit technischem Know-how und die Verfügbarkeit von Waffen, die eine sichere Aussage zu gewährleisten, sollte, auch im Hinblick auf Zeit, gegen den islamischen Staat und darunter kombiniert werden, gewährleistet wäre eine Verteidigung des Landes in allen Phasen unmittelbar nach der Eroberung von Territorium. Kontraindikationen sind, zusätzlich zu dem finanziellen Engagement, die möglichen Opfer, dass das Engagement im Bereich festlegen kann. Dies ist eine bedeutende psychologische Wirkung auf die amerikanische Zivilgesellschaft. Aus der Sicht des Völkerrechts ist es schwierig, gesicherte Abdeckung des Sicherheitsrats haben, aber es könnte eine Form der Partnerschaft mit der irakischen Regierung untersucht werden. Wenn für den Irak ist diese Option mehr möglich ist, nicht so für Syrien. Die syrische Situation aber nicht begleichen, Regelung nur dann, wenn der Irak nicht ausreichend sein. Die US Push um die Herrschaft der säkularen Kräfte, die sunnitischen Staaten bis mäßig religiösen Kräften, dem Iran und Russland, die Macht des Assad zu halten. Eine politische Lösung könnte darin bestehen, das Land Syrien unterteilen, so dass Assad-Clan Bereich in unmittelbarer Nähe zum Meer, zu den Kurden in ihrem Hoheitsgebiet, die Gegend von Damaskus an die Milizen und die weltlichen Bereich der Grenze zum Irak bis mäßig Sunniten, die Es sollte von einem Kontingent vielleicht von sunnitischen Nationen gebildet, um mögliche Wiederbelebung des Kalifats zu sichern begleitet werden. Dies ist eine Möglichkeit, die erforderlich ist, intensive diplomatische Arbeit, die die gleiche Tabelle sehen sollten Feinde waren, aber alle immer noch daran interessiert, dass stabilisierte regionale Ausgewogenheit, nicht mehr Probanden mit Subversion, Gefahr und Instabilität.

USA Fehler im Management der Krise im Nahen Osten und die Notwendigkeit, seine Truppen gegen das Kalifat bereitstellen

Die Eroberung von Ramadi, Teil der islamischen Staates ist nur der wichtigste Punkt, der zeigt, dass der Ansatz der US-Strategie im Hinblick nicht nur des Kalifats, sondern auch von der Art, wie sie mit der syrischen Bürgerkrieg behandeln sind vollständig falsch. Der erste Schritt war, zu viel Macht an das irakische Schiiten in der Verwaltung des Landes zu geben und verwies die sunnitische Mehrheit zu passive Akteur des politischen Prozesses. Der zweite Punkt war, dass zu Ehren Wahlversprechen, den Irak militärisch zu früh aufzugeben, damit dem Sieg über die Anstrengungen in Menschenleben und Finanz von den Mitgliedstaaten vorgenommen. Der dritte Fehler wurde der Ansatz mit Syrien angenommen, nicht einzugreifen, oder zumindest in der Schaffung einer Koalition gegen Assad zu engagieren, hat Obama über die bloße unsicheren Versprechungen über die Entsorgung von chemischen Waffen weg, während auf dem Feld waren nicht genug Kräfte unterstützt demokratischen Faktor, der die fortschreitende Stärkung fundamentalistischen Miliz begünstigt, die von den Ländern sunnitischen Verbündeten der USA, mit denen er eine ganze Koordination verpasst unterstützt aufgrund eines deutlichen Meinungsverschiedenheiten, die es uns ermöglicht, einen akzeptablen Kompromiss, um die Reichweite zwei Teilen. Von dieser Aspekt folgt direkt die Entwicklung des islamischen Staates, entkam der Kontrolle der sunnitischen Ländern die Kreditgeber. Der Ausbau des Kalifats, der immer sein Ziel zu vereinen Irak nach Syrien, in einem einzigen Staat Einheit unterliegt dem Recht des Islam verkündet hat, hat zu lange übersehen worden, wenn man bedenkt es als unerreichbares Ziel von terroristischen Milizen durchgeführt, daher einfach nur mit militärischen Luft Aktionen neutralisiert. Im Gegensatz dazu die Entwicklung des Konflikts zeigte, dass es eine Art von Bestätigung der traditionellen Kriegsführung, wo das wichtigste Element der Besetzung des Landes und die Schlachten von Infanterie und mechanisierte Mittel ist. Wenn nicht der Beitrag zwar wichtig, Luftfahrt, deren Kalifat nicht, wäre es entscheidend: im Gegensatz zur aktuellen Situation. Ein Kernstück der Obama war es immer, nicht zulassen, dass US-Militärs und damit West Nahen Osten, um auf dem Boden zu intervenieren. Diese Bedingung wurde nicht von der Notwendigkeit, mehr tote Amerikaner im Nahen Osten getötet, um diese Opposition auf amerikanischem Boden und im wesentlichen von beiden großen US-Parteien kommen vermeiden aufweisen. Der Vorsitzende des Weißen Hauses wurde an einem Vorbereitungs irakischen Armee wichtigsten zählen, auch um das Aussehen von einer Konfrontation zwischen Sunniten, die in einem nicht-religiösen Bedeutung des Konflikts zur Folge hätte begünstigen. Die riesige Fehleinschätzung der realen militärischen Fähigkeiten des Militärs in Bagdad, die immer wieder in den Schlachten gegen die Männer des Kalifats geflohen, indem sie sich auf eine größere Anzahl von Personal und die technische Ausstattung kommt direkt aus den Arsenalen USA war es wohl der größte Fehler der US-Regierung, aber es war nicht der einzige. Vom politischen Standpunkt aus gibt einige Fehler, die, um die Situation zu fällen geholfen. Die erste war, um zu ermöglichen, aufgrund der strukturellen Mängel der Armee des Irak, iranische Unterstützung. Teheran hat eine große militärische Kapazität und wurde gelegt, unmittelbar auf dem Boden zu greifen, aber das erlaubt, was Obama vermeiden wollte: die Konfrontation zwischen Schiiten und Sunniten. Die Unbeweglichkeit der Golfstaaten zu einem stärkeren Engagement auf dem Boden hat dazu beigetragen, das Eingreifen der Iraner, die sich nicht bewegen freie zu fördern, aber, seinen Einfluss als Regionalmacht zu erhöhen. Aber was entlastet von sunnitischen Staaten auf dem Kalifat, die instrumentell gegen die vorrückenden schiitischen verwenden zu suchen. Auf der anderen Seite Obama braucht Hilfe auf dem Gebiet der iranischen Menschen, die die einzigen sind, zusammen mit den Kurden, die vor dem islamischen Staat zu behindern. Auch der weiche Haltung gegenüber Assad jedoch durch das Weiße Haus verweigert, aber in Wirklichkeit kann als Deich verwendet, um das Kalifat zu enthalten, hat zu einem wahrgenommenen Mangel an Klarheit von Seiten der US-Regierung geführt. Wie bereits sagte, die Vereinigten Staaten glaubten an eine bessere Zusammenarbeit der sunnitischen Staaten, die ihren Unmut an der Vereinbarung über das iranische Atom verwendet haben, um irgendeine Art von Vergeltung nach Washington auszuüben, auch funktionell iranischen Einfluss in Damaskus zu verhindern. Nun, trotz Dementis der USA, über das Schicksal der Konflikt mit dem Kalifat, die Notwendigkeit zu ändern, die Strategie des Konflikts in all seiner Dringlichkeit explodierte. Zuerst haben wir versucht, eine größere Beteiligung der sunnitischen Stämme entgegen Fundamentalismus Männer des Islamischen Staates, aber ihre Haltung nicht wegen der Anwesenheit der Variablen von schiitischen Kämpfer vertreten gewährleisten eine vollständige Zählung; hat bereits gesagt, die umfassendste Unzuverlässigkeit der meisten irakischen Armee, die nur im Hinblick auf die ausgewählten Abteilungen militärisch zuverlässig ist und direkt von den Amerikanern ausgebildet. Dieses Szenario würde eine radikale Entscheidung benötigen: Bereitstellung neuer echte Amerikaner und des Westens auch auf dem Boden. Die Wahl wird von den US-Behörden gewichtet, aber es scheint im Moment die einzige wirksame Abschreckung, militärisch und politisch gegen das Kalifat. Da militärische Operationen in voller Harmonie mit der Luftwaffe eingesetzt würden besser mit technischem Know-how und die Verfügbarkeit von Waffen, die eine sichere Aussage zu gewährleisten, sollte, auch im Hinblick auf Zeit, gegen den islamischen Staat und darunter kombiniert werden, gewährleistet wäre eine Verteidigung des Landes in allen Phasen unmittelbar nach der Eroberung von Territorium. Kontraindikationen sind, zusätzlich zu dem finanziellen Engagement, die möglichen Opfer, dass das Engagement im Bereich festlegen kann. Dies ist eine bedeutende psychologische Wirkung auf die amerikanische Zivilgesellschaft. Aus der Sicht des Völkerrechts ist es schwierig, gesicherte Abdeckung des Sicherheitsrats haben, aber es könnte eine Form der Partnerschaft mit der irakischen Regierung untersucht werden. Wenn für den Irak ist diese Option mehr möglich ist, nicht so für Syrien. Die syrische Situation aber nicht begleichen, Regelung nur dann, wenn der Irak nicht ausreichend sein. Die US Push um die Herrschaft der säkularen Kräfte, die sunnitischen Staaten bis mäßig religiösen Kräften, dem Iran und Russland, die Macht des Assad zu halten. Eine politische Lösung könnte darin bestehen, das Land Syrien unterteilen, so dass Assad-Clan Bereich in unmittelbarer Nähe zum Meer, zu den Kurden in ihrem Hoheitsgebiet, die Gegend von Damaskus an die Milizen und die weltlichen Bereich der Grenze zum Irak bis mäßig Sunniten, die Es sollte von einem Kontingent vielleicht von sunnitischen Nationen gebildet, um mögliche Wiederbelebung des Kalifats zu sichern begleitet werden. Dies ist eine Möglichkeit, die erforderlich ist, intensive diplomatische Arbeit, die die gleiche Tabelle sehen sollten Feinde waren, aber alle immer noch daran interessiert, dass stabilisierte regionale Ausgewogenheit, nicht mehr Probanden mit Subversion, Gefahr und Instabilität.

USA erreurs dans la gestion de la crise au Moyen-Orient et la nécessité de déployer ses troupes contre le califat

La conquête de Ramadi, une partie de l'Etat islamique est que le point le plus important, ce qui montre que l'approche de la stratégie des États-Unis, en ce qui concerne, non seulement du califat, mais aussi de la façon dont ils traitent avec la guerre civile syrienne ont été complètement mal. La première étape était de donner trop de pouvoir aux chiites irakiens dans l'administration du pays, reléguant la majorité sunnite à l'acteur passif du processus politique. Le deuxième point est que, en l'honneur promesses électorales, à abandonner l'Irak militairement trop tôt, battant ainsi les efforts déployés en vies humaines et financières par les États membres. La troisième erreur a été l'approche adoptée avec la Syrie de ne pas intervenir, ou au moins participer à la création d'une coalition contre Assad, Obama est allé au-delà des promesses simplement incertains au sujet de la destruction des armes chimiques, tandis que sur le terrain ne sont pas pris en charge assez de forces facteur démocratique qui a favorisé la milice fondamentaliste renforcer progressive, soutenue par les pays alliés sunnites des Etats-Unis, avec qui il a manqué assez de coordination due à une différence substantielle de l'opinion, qui nous a permis d'atteindre un compromis acceptable pour le deux parties. De cet aspect découle directement le développement de l'Etat islamique, a échappé au contrôle des pays sunnites prêteurs. L'expansion du califat, qui a toujours proclamé son but d'unir l'Irak à la Syrie, dans un état unique entité soumise à la loi de l'Islam, a été négligé pendant trop longtemps, la considérant comme une ambition irréalisable effectuée par des milices terroristes, donc aisément neutralisé que par des actions aériennes militaires. En revanche, le développement du conflit a montré qu'il était une sorte de réaffirmation de la guerre classique, où l'élément le plus important est l'occupation de la terre et les batailles livrées par l'infanterie et des moyens mécanisés. Si pas la contribution, bien qu'importante, l'aviation, dont le califat ne possède pas, il serait décisif: contrairement à la situation actuelle. Un élément central de Obama a toujours été de ne pas nous permettre militaire et par conséquent de l'Ouest Moyen-Orient à intervenir sur le terrain. Cette condition n'a pas été donnée par la nécessité d'avoir plus d'Américains morts tués dans le Moyen-Orient, afin d'éviter cette opposition sur le sol américain et provenant essentiellement des deux grands partis américains. Le président de la Maison Blanche tablait sur une préparation armée irakienne majeure, également pour favoriser l'apparition d'une confrontation entre sunnites, qui se traduirait par une signification non-religieux du conflit. L'énorme erreur de jugement de la capacité militaire réelle de l'armée à Bagdad, qui à plusieurs reprises ont fui dans les combats contre les hommes du califat, tout en comptant sur un plus grand nombre de personnel et de matériel technique en provenance directe des arsenaux USA , il était probablement la plus grosse erreur de l'administration américaine, mais il n'a pas été le seul. Du point de vue politique existe plusieurs erreurs qui ont contribué à précipiter la situation. Le premier était de permettre, en raison des déficiences structurelles de l'armée de l'Irak, de l'aide iranienne. Téhéran a une grande capacité militaire et a été placé immédiatement à engager sur le terrain, mais ce qui a permis ce qu'Obama voulait éviter: la confrontation entre chiites et sunnites. L'immobilité du golfe états, vers un plus grand engagement sur le terrain a contribué à promouvoir l'intervention des Iraniens, qui ne se déplacent pas libre, mais d'augmenter son influence en tant que puissance régionale. Mais ce qui soulage la pression des Etats sunnites sur le califat, qui cherchent à utiliser instrumentalement contre le chiite avancer. D'autre part Obama a besoin d'aide dans le domaine des hommes iraniens, qui sont les seuls, avec les Kurdes, peut entraver l'avance de l'Etat islamique. Même l'attitude douce vers Assad, cependant, a nié par la Maison Blanche, mais en fait, peut être utilisé comme une digue pour contenir le califat, a conduit à un manque de clarté de la part de l'administration américaine. Comme déjà dit que les Etats-Unis estimaient dans une plus grande collaboration des Etats sunnites, qui ont utilisé leur ressentiment à l'accord sur le nucléaire iranien, à exercer une sorte de représailles à Washington, aussi fonctionnelle pour éviter l'influence iranienne à Damas. Maintenant, malgré les dénégations des États-Unis, sur le sort du conflit avec le califat, la nécessité de changer la stratégie du conflit a éclaté dans toute son urgence. Au début, nous avons essayé une plus grande implication des tribus sunnites, contrairement à l'intégrisme hommes de l'Etat islamique, mais leur attitude ne garantit pas un compte complet en raison de la présence de la variable représentée par les combattants chiites; a déjà dit que la plupart fiabilité complète de l'armée irakienne de la majorité, qui est militairement fiable seulement en ce qui concerne les départements sélectionnés et formés directement par les Américains. Ce scénario exigerait un choix radical: déployer de nouveaux vrais Américains et les Occidentaux aussi sur le terrain. Le choix est pondéré par les autorités américaines, mais il semble, à l'heure actuelle le seul moyen de dissuasion efficace, tant militairement que politiquement contre le califat. Parce que les opérations militaires en pleine harmonie avec la force de l'air seraient déployées plus efficacement combinés avec l'expertise technique et la disponibilité des armes, ce qui devrait assurer une proposition en sécurité, même en termes de temps, contre l'Etat islamique et, ci-dessous, garantirait une défense de la terre dans toutes les phases, immédiatement après la conquête de territoire. Contre-indications comprennent, en plus de l'engagement financier, les victimes possibles, que l'engagement dans le domaine peuvent déterminer. Ceci est un impact psychologique important sur la société civile américaine. Du point de vue du droit international, il est difficile d'avoir une couverture sécurisée du Conseil de sécurité, mais il pourrait être étudié une forme d'alliance avec le gouvernement irakien. Si pour l'Irak cette option est plus facile, pas pour la Syrie. Mais pas de régler la situation syrienne, règlement que si que l'Irak pourrait ne pas suffire. La poussée des États-Unis pour la suprématie des forces laïques, les Etats sunnites à modéré forces religieuses, l'Iran et la Russie pour maintenir le pouvoir d'Assad. Une solution politique pourrait être de diviser le pays en Syrie, laissant Assad zone de clan proche de la mer, aux Kurdes leur territoire, la région de Damas aux milices et l'espace profane de la frontière avec l'Irak pour modérer les sunnites, qui Il doit être accompagné par un contingent peut être formé par les nations sunnites pour sauvegarder la relance possible du califat. Ceci est une possibilité qui est nécessaire intense travail diplomatique, qui devrait voir la même table étaient ennemis, mais encore tous intéressés à voir l'équilibre régional stabilisé, pas plus de sujets avec la subversion, le danger et l'instabilité.

EUA erros na gestão da crise no Médio Oriente ea necessidade de implantar suas tropas contra o califado

A conquista de Ramadi, parte do Estado islâmico é apenas o ponto mais significativo, o que demonstra que a abordagem da estratégia norte-americana, no que diz respeito, não só do califado, mas também da forma como lidam com a guerra civil síria foram completamente errado. O primeiro passo foi dar muito poder aos xiitas iraquianos na administração do país, relegando a maioria sunita ao ator passivo do processo político. O segundo ponto era que, em promessas eleitorais de honra, a abandonar o Iraque militarmente muito cedo, frustrando assim os esforços feitos em vidas humanas e financeira dos Estados-Membros. O terceiro erro foi a abordagem adoptada com a Síria para não intervir, ou pelo menos se envolver na criação de uma coalizão contra Assad, Obama foi além de apenas incertos promessas sobre a eliminação de armas químicas, enquanto que no campo não foram apoiadas forças suficientes fator democrático que favoreceu a milícia fundamentalista reforçar progressiva, apoiada pelos países aliados sunitas dos Estados Unidos, com quem ele tem perdido bastante coordenação devido a uma diferença substancial de opinião, o que nos permitiu chegar a um compromisso aceitável para o duas partes. A partir deste aspecto segue diretamente o desenvolvimento do Estado islâmico, escaparam do controle dos países sunitas credores. A expansão do califado, que sempre proclamou seu objetivo de unir o Iraque para a Síria, em uma única entidade, sujeita à lei estadual do Islã, foi esquecido por muito tempo, considerando-a como uma ambição inatingível realizados por milícias terroristas, portanto, facilmente neutralizada apenas por ações aéreas militares. Em contrapartida, o desenvolvimento do conflito mostrou que era uma espécie de reafirmação da guerra tradicional, em que o elemento mais importante é a ocupação da terra e as batalhas travadas por tropas de infantaria e meios mecanizados. Se não a contribuição, embora importante, aviação, cuja califado não tem, seria decisiva: em contraste com a situação actual. Um elemento central de Obama sempre foi o de não permitir que militares dos EUA e, consequentemente Ocidental Oriente Médio para intervir no terreno. Esta condição não foi dada pela necessidade de ter mais americanos mortos mortos no Oriente Médio, a fim de evitar essa oposição em solo americano e que vem essencialmente de ambos os partidos norte-americanos principais. O Presidente da Casa Branca estava a contar com uma preparação major do Exército iraquiano, também para favorecer o aparecimento de um confronto entre sunitas, que resultaria em um significado não-religioso do conflito. O enorme erro de julgamento da capacidade militar real do militar em Bagdá, que repetidamente fugiram nas batalhas contra os homens do califado, enquanto depender de um maior número de pessoal e de equipamento técnico que vem em linha reta dos arsenais EUA , foi provavelmente o maior erro da administração norte-americana, mas não foi o único. Do ponto de vista político são vários erros que ajudaram a precipitar a situação. A primeira foi para permitir que, por causa das deficiências estruturais do exército do Iraque, assistência iraniana. Teerã tem uma grande capacidade militar e foi colocado, imediatamente se engajar no chão, mas isso permitiu que Obama queria evitar: o confronto entre xiitas e sunitas. A imobilidade do Golfo estados, no sentido de um maior empenho no chão ajudou a promover a intervenção dos iranianos, que não se movem livre, mas para aumentar a sua influência como uma potência regional. Mas o que alivia a pressão dos Estados sunitas sobre o califado, que procuram utilizar instrumentalmente contra o avanço xiita. Por outro lado Obama precisa de ajuda no domínio dos homens iranianos, que são os únicos, junto com os curdos, pode impedir o avanço do Estado islâmico. Mesmo a atitude suave em direção Assad, entretanto, negada pela Casa Branca, mas na verdade pode ser usado como um dique para conter o califado, levou a uma percepção de falta de clareza por parte do governo dos EUA. Como já disse que os Estados Unidos acreditavam em uma maior colaboração dos estados sunitas, que usaram seu ressentimento com o acordo sobre o nuclear iraniano, de exercer algum tipo de retaliação para Washington, também funcional para evitar a influência iraniana em Damasco. Agora, apesar das negativas de os EUA, sobre o destino do conflito com o califado, a necessidade de mudar a estratégia do conflito explodiu em toda a sua urgência. No primeiro, tentou um maior envolvimento das tribos sunitas, contrariamente aos homens fundamentalismo do Estado islâmico, mas sua atitude não garante uma contagem completa por causa da presença da variável representada pelos combatentes xiitas; já disse mais completa falta de fiabilidade do exército iraquiano maioria, que é militarmente confiável só no que respeita aos departamentos selecionados e treinados diretamente pelos americanos. Este cenário exigiria uma escolha radical: implantar novos americanos reais e os ocidentais também no terreno. A escolha é ponderado pelas autoridades dos EUA, mas parece que, no momento em que o único meio de dissuasão eficaz, tanto militar como politicamente contra o califado. Como as operações militares em plena harmonia com a força aérea seria implantado de forma mais eficaz combinado com conhecimentos técnicos e disponibilidade de armas, que deverá garantir uma proposição segura, mesmo em termos de tempo, contra o Estado islâmico e, a seguir, garantiria uma defesa da terra em qualquer fase, logo após a conquista do território. Contra-indicações incluem, além do compromisso financeiro, as possíveis vítimas, que o compromisso no campo pode determinar. Este é um impacto psicológico significativo na sociedade civil americana. Do ponto de vista do direito internacional, é difícil ter uma cobertura segura de o Conselho de Segurança, mas poderia ser estudada uma forma de aliança com o governo iraquiano. Se para o Iraque esta opção é mais viável, não tão para a Síria. Mas não resolver a situação da Síria, regulamentar em caso de que o Iraque pode não ser suficiente. A pressão dos EUA pela supremacia das forças seculares, os Estados sunitas para moderar as forças religiosas, Irã e Rússia para manter o poder de Assad. Uma solução política poderia ser dividir o país Síria, deixando a área clã Assad mais próxima ao mar, para os curdos seu território, a área de Damasco para as milícias ea área secular da fronteira com o Iraque para os sunitas moderados, que Deve ser acompanhado por um contingente talvez formada por nações sunitas para salvaguardar uma eventual renascimento do califado. Esta é uma possibilidade que é necessário trabalho diplomático intenso, o que deve ver a mesma mesa eram inimigos, mas tudo ainda está interessado em ver o equilíbrio regional estabilizado, não há mais indivíduos com a subversão, perigo e instabilidade.