Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

lunedì 19 ottobre 2015

وعود المعنيين من ألمانيا إلى تركيا

ومن الآثار الجانبية لقضية الهجرة هي العلاقة التي اضطر الاتحاد الأوروبي إلى إعادة مع تركيا. في أنقرة، مع عدم وجود شروط للتأكيد على حتمية تطبيق الحقوق المدنية والديمقراطية في الدولة التركية، كان رفض القبول للانضمام الى المنظمة في بروكسل، واصلت منذ فترة طويلة من قبل الحكومات التركية. القرب الجغرافي يأتي إلى حقيقة أن تركيا قد أجبرت على تحمل معظم السوريين الفارين من الصراع، اضطر الاتحاد الأوروبي إلى أن إعادة النظر في بعض التدابير المتخذة ضد أنقرة، وأصبح شريكا لا غنى عنه لاحتواء و تصفية الهجرة حركة المرور، مما أثار الخلافات المريرة والخلافات بين أعضاء الغربية والشرقية. الحاجة لاحتواء موجات من الهجرة والعواقب السياسية للنقاش من المرجح أن يغير ميزان أوروبا كألمانيا، على حد سواء باعتبارها المساهم الأكبر في الاتحاد والبلاد التي كانت على استعداد لقبول جميع المهاجرين السوريين، وقد بدأت مناقشة مع الحكومة التركية يمكن مراجعة بعض النقض الحالية ضد أنقرة. الخطوة الأولى، ومع ذلك، يجب أن تكون اقتصادية وسيتألف من المساعدة إلى 3000 مليون يورو أن أوروبا ستدفع تركيا للحفاظ على مليوني لاجئ ويتم استضافتها في مخيمات اللاجئين. هذا الإجراء، وكذلك السياسية، فإن هذا يعني اعتراف ضمني من عدم قدرة أوروبا على التعامل مع هذه الظاهرة التي تتعلق به مباشرة، لأنه هو وجهتهم المهاجرين يشكل المساعدات الانسانية الى الدولة التي هي وهو ملتزم استيعاب الفارين من صراع طويل ودموي. ولكن على اعتبارات اقتصادية تأخذ المقعد الخلفي بالمقارنة مع نطاق الاتفاقات المحتملة على السياسي. لم تتخل تركيا الهدف من الانضمام إلى أوروبا، ولا سيما من جانب اردوغان، الذي هو عشية الانتخابات الحساسة تحولت إلى استفتاء على مصيره السياسي. الرئيس التركي يسعى لتحقيق مشروعه لتحويل الهيكل المؤسسي بلاده من الرئاسة لجمهورية برلمانية، مع نية ليشغل هذا المنصب من شأنه أن يعطيه صلاحيات أكثر واسعة النطاق. وعبرت الشركة التركية التي كتبها أعمال الشغب والاضطرابات يعارض بشدة، مما أدى إلى عدم استقرار خطير، تليها سياسة الأسلمة التدريجية للبلد، أراد أن أردوغان، الذي تقلص الحقوق المدنية وحرية التعبير عن الفكر، أن الصحافة و ازياء، جلب عقارب الساعة إلى الوراء في التاريخ من دولة علمانية أساسا مشروطة للغاية بسبب وجود الغازية القيم الدينية الإسلامية. وشكلت هذه أسباب عائقا أمام دخول في أوروبا وفي هذه الأثناء الوضع لا يزال بعيدا عن تحسن. لا يزال لا وجود لها في الواقع، فإن الظروف لإعادة النظر في عنوان تتخذ من بروكسل، لمجرد أن التحول الديني في السياسة التركية قد فاقم من الوضع الخطير بالفعل. لهذا السبب العمل الألماني يبدو الوعد غير مفهوم إعادة فتح عملية الانضمام إلى الاتحاد الأوروبي يبدو امتداد للدور الألماني، وقبل كل شيء، مناورة وظيفية لإسكات المعارضين من العديد من، اقتراح جدير بالثناء بالتأكيد لاستيعاب جميع اللاجئين السوريون. في الواقع، في ممارسة هذا الاحتمال يبدو بعيد المنال، ولكن فقط بسبب عمل من ألمانيا يبدو مظهر آخر من مظاهر غطرسة ألمانيا ضد قرار أغلبية أعضاء بروكسل. ما يشير إلى مرات أسرع أردوغان، إلا أن تسارع افتتاح منطقة شنغن للمواطنين أتراك، فإنها تحصل أيضا، حرية الحركة في أوروبا. يمكن أن تحرك اشادة من حيث الأصوات في الانتخابات التركية القادمة، وبالتالي تشجيع مشروع اردوغان. إلا أن أوروبا لديها على حدودها دولة أقرب إلى الاستبداد، وشكل ديني، من الديمقراطية؛ هذا السيناريو هو خطير جدا لتوازن القارية وعدم الاستهانة بها، يجب أن المنطق السليم يفرض أن كل قرار سياسي الواجب اتخاذها في العلاقات مع تركيا يجب أن تؤجل بعد نشر نتائج الانتخابات. لذلك يجب بروكسل مساعدة تركيا اقتصاديا، ولكن عدم الانخراط في، ولا تسمح بأي عمل من إذا كان أي من الدول الأعضاء، فإنه قد يبدو حوار مع الرئيس أردوغان على مستقبل العلاقات بين الاتحاد الأوروبي وتركيا، حتى كنت تعرف أي اتجاه يريد البلد على اتخاذ التركية.

Il nuovo assetto del Consiglio di sicurezza impone una revisione delle regole delle Nazioni Unite

Il nuovo assetto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dovrebbe eleggere come membri temporanei i paesi di Giappone, Ucraina, Senegal, Uruguay ed Egitto, che andrebbero a prendere il posto dei membri uscenti Giordania, Ciad, Nigeria, Lituania e Cile; gli altri membri non permanenti in carica sono Giordania, Ciad, Nigeria, Lituania e Cile, a cui si devono aggiungere quelli permanenti e con diritto di veto: Stati Uniti, Francia, Russia, Cina, Regno Unito. Nella nuova composizione del Consiglio di sicurezza si segnala la contemporanea presenza di paesi divisi da profondi motivi di contrasto, se non di aperto conflitto, fattori che possono paralizzare l’attività già limitata del massimo organo collegiale delle Nazioni Unite. La presenza all’interno dello stesso organismo di Russia ed Ucraina, paesi profondamente divisi da un conflitto sempre latente, motivo di grande frizione anche tra Mosca e Washington, fa presumere grandi contrasti nelle decisioni da assumere , con contrapposizioni che andranno a riflettersi sulle questioni più diverse. Anche la presenza contemporanea allo stesso tavolo di Cina e Giappone, divisi sulla questione della sovranità di diverse isole, aggravata dalle posizioni sempre più nazionalistiche di Tokyo, che si scontrano con le ambizioni espansionistiche di Pechino, contribuiranno sicuramente a trovare intese comuni sui temi internazionali. La presenza del Giappone, direttamente interessato agli sviluppi della questione nucleare della Corea del Nord, pone interrogativi importanti sulla reale obiettività nel trattare i temi con Pyongyang. Anche la presenza di uno stato come l’Egitto, governato da un regime militare autoritario pone seri interrogativi sulle decisioni che il Consiglio potrà prendere, che dovrebbero essere inquadrate entro limiti democratici ben definiti. Nonostante i seri dubbi sulla prossima funzionalità effettiva del Consiglio, da questa nuova composizione possono partire serie riflessioni per arrivare ad una riforma radicale dell’unico organo mondiale, che seppure spesso privo di efficacia, rappresenta la sola forma che tenta di dare al mondo un governo globale. Se già nel secondo dopoguerra l’architettura politica e legislativa che sostiene le Nazioni Unite poteva alimentare qualche dubbio sulla sua reale legittimità, anche al fine del proprio funzionamento, le attuali condizioni politiche ed economiche, che sovrintendono agli equilibri del mondo, risultano talmente mutate da giustificare una profonda revisione delle norme che regolano l’unico ente sovranazionale mondiale. Il caso specifico attuale, dove nel ristretto numero di paesi, che, di fatto, dovrebbero governare e regolare le diatribe internazionali, dove spesso con questo termine si intendono veri e propri conflitti sanguinosi e pericolosi per gli equilibri mondiali, sono presenti stati in forte conflitto non dovrebbe verificarsi per non rallentare ulteriormente le decisioni di un organo che sovente non riesce a trovare alcuna sintesi e quindi risulta inutile per lo scopo per cui è stato creato. Le caratteristiche imprescindibili di cui un tale organo dovrebbe essere dotato dovrebbe essere: la velocità di decisione e la capacità di applicare tali decisoni, avendo nella propria disponibilità strumenti cogenti in grado di imporre i provvedimenti adottati. Il momento attuale è stato bene definito dalla massima autorità cattolica, Papa Francesco, come quello dove è in corso una terza guerra mondiale frazionata, cioè fatta di tanti conflitti capaci, potenzialmente, di scatenare un confronto su grande scala. Effettivamente questa possibilità è tutt’altro che remota e rischia di avverarsi tragicamente, tra l’altro in un periodo dove è ripresa la proliferazione nucleare e che, quindi, mette ancora più a rischio la stabilità globale. Sulla stampa qualcuno ha invocato la necessità di una polizia mondiale in grado di fermare i conflitti per dare modo alla diplomazia di intervenire con più calma per raggiungere un risultato finale più stabile. Questa idea è tutt’altro che assurda, sopratutto in un momento in cui il ruolo di gendarme mondiale ricoperto dagli USA dalla caduta del comunismo, appare sempre più in crisi, per la presenza di un contesto sempre più multi polare, cioè con attori internazionali, che non sono sempre stati sovrani riconosciuti, capaci di infrangere quelle che dovrebbero essere le regole precostituite dal diritto internazionale. Questo scenario evidenzia la necessità della riforma delle Nazioni Unite, peraltro già richiesta da più parti, con la profonda revisioni di istituti ormai anacronistici come quello del diritto di veto riservato solo ai cinque membri permanenti, non più accettabile nell’attuale contesto globalizzato. Se, resta assodato il fatto, che siamo molto lontani dalla creazione di un organismo mondiale capace di risolvere ogni controversia tra gli stati, che deve comunque essere un obiettivo da raggiungere nel lungo periodo, sarebbe importante creare i presupposti per evitare i drammi umanitari come le carestie, i conflitti protratti nel tempo, dei quali il caso siriano rappresenta l’esempio più attuale ed eclatante e la crescita del terrorismo che si sta affermando su scala mondiale. Una maggiore redistribuzione del potere assegnato agli stati sulla base di requisiti democratici in grado di garantire i diritti civili, dovrebbe essere la base di partenza per assicurare la legittimità per cercare la risoluzione dei maggiori casi di preoccupazione mondiale, con la presenza di norme in grado di garantire una effettiva rotazione degli incarichi del governo mondiale, sostenuta dalla disponibilità di una forza autonoma in grado di intervenire tempestivamente ed efficacemente per mantenere la pace. Questo progetto può essere addirittura utopistico, ma la discussione per arrivarci almeno vicino deve partire al più presto

The new structure of the Security Council calls for a review of the rules of the United Nations

The new structure of the United Nations Security Council, should be elected as temporary members countries of Japan, Ukraine, Senegal, Uruguay and Egypt, which should take the place of the outgoing members Jordan, Chad, Nigeria, Lithuania and Chile; other non-permanent members in office are Jordan, Chad, Nigeria, Lithuania and Chile, to which must be added the permanent and veto-wielding United States, France, Russia, China, United Kingdom. In the new composition of the Security Council we note the presence of both countries divided by deep reasons of contrast, if not outright conflict, factors that can paralyze the already limited the maximum collegiate body of the United Nations. The presence within the same body of Russia and Ukraine, countries deeply divided by a conflict always latent, also a source of great friction between Moscow and Washington, presumes large contrasts in the decisions to be taken, with contrasts that will be reflected on the most different. Even the simultaneous presence at the table of China and Japan, divided on the issue of sovereignty of several islands, which is compounded by increasingly nationalistic positions of Tokyo, which clash with the expansionist ambitions of Beijing, will undoubtedly help to find common understandings on international issues. The presence of Japan, directly interested in the development of the nuclear issue of North Korea, raises important questions about the real objectivity in handling issues with Pyongyang. The presence of a state like Egypt, ruled by an authoritarian military regime raises serious questions about the decisions that the Council may take, they should be framed within democratic limits well defined. Despite serious doubts about the actual functionality of the next Council, this new composition can range from reflections to achieve a radical reform of the only world body, which although often ineffective, is the only form that tries to give the world a government global. If already in the post-war architecture and Policy that supports the United Nations could feed some doubt about its real legitimacy, even to the end of its operation, the current political and economic conditions, which govern the equilibrium of the world, are so changed by justify a major overhaul of the rules governing the only supranational world. The present case, where the small number of countries, which, in fact, should govern and regulate international disputes, where often this term mean real bloody conflicts and dangerous for the world balance, there are states in strong conflict It should not occur for no further slow the decisions of a body that often can not find any synthesis and is therefore useless for the purpose for which it was created. The essential characteristics of which such a body should be provided should be the speed of decision and the ability to apply These decisions, having in his possession instruments binding able to impose the measures taken. The present moment has been well defined by the highest authority of the Catholic Pope Francis, like the one where you are in a third world war split, ie made up of many conflicts capable, potentially, to unleash a large-scale confrontation. Indeed, this possibility is anything but remote and tragically likely to come true, including in a period where he resumed nuclear proliferation and that, therefore, puts even more at risk global stability. In the press someone has invoked the need for a global police able to stop conflicts to give way to diplomacy to intervene more calmly to achieve a final result more stable. This idea is far from absurd, especially in a time when the role of world policeman held by the US since the fall of communism, appears increasingly in crisis, due to the presence of an increasingly multi-polar, ie with international actors, that they are not always recognized sovereign states, capable of breaking what should be the pre-established rules of international law. This scenario highlights the need for reform of the United Nations, which have already been widely requested, with deep revisions of anachronistic institutions such as the veto power reserved only to the five permanent members, no longer acceptable in the current context of globalization. If, the fact remains a fact, that we are very far from the creation of a world body capable of resolving any disputes between the states, which must still be a goal to achieve in the long run, it would be important to create the conditions to prevent humanitarian tragedies like famine, the protracted conflict, which the Syrian case is the latest example and striking and the growth of terrorism that is emerging worldwide. A major redistribution of power allocated to the states on the basis of democratic requirements to guarantee civil rights, should be the starting point to ensure the legitimacy to seek the resolution of the major cases of concern worldwide, with the presence of rules can ensure effective job rotation of world government, supported by the availability of an autonomous force able to intervene quickly and effectively to maintain peace. This project can be even utopian, but the discussion must start to get at least close soon.

La nueva estructura del Consejo de Seguridad exige una revisión de las normas de las Naciones Unidas

La nueva estructura del Consejo de Seguridad de las Naciones Unidas, debe ser elegido como miembros temporales países de Japón, Ucrania, Senegal, Uruguay y Egipto, que debe tomar el lugar de los miembros salientes Jordania, Chad, Nigeria, Lituania y Chile; otros miembros no permanentes en el cargo son Jordania, Chad, Nigeria, Lituania y Chile, a la que hay que añadir la permanente y con poder de veto de Estados Unidos, Francia, Rusia, China, Reino Unido. En la nueva composición del Consejo de Seguridad se nota la presencia de ambos países divididos por razones profundas de contraste, si no un conflicto abierto, los factores que pueden paralizar el ya limitado el máximo órgano colegiado de las Naciones Unidas. La presencia en el mismo cuerpo de Rusia y Ucrania, países profundamente dividida por un conflicto siempre latente, también es una fuente de gran fricción entre Moscú y Washington, supone grandes contrastes en las decisiones que se deben tomar, con contrastes que se reflejarán en el más diferente. Incluso la presencia simultánea en la mesa de China y Japón, divididos sobre la cuestión de la soberanía de varias islas, que se ve agravado por las posiciones cada vez más nacionalistas de Tokio, que chocan con las ambiciones expansionistas de Beijing, sin duda, ayudará a encontrar entendimientos comunes sobre cuestiones internacionales. La presencia de Japón, directamente interesado en el desarrollo de la cuestión nuclear de Corea del Norte, plantea importantes cuestiones sobre la objetividad real en el manejo de problemas con Pyongyang. La presencia de un estado como Egipto, gobernado por un régimen militar autoritario plantea serias dudas sobre las decisiones que el Consejo pueda adoptar, deben enmarcarse dentro de los límites democráticos bien definidos. A pesar de serias dudas sobre la funcionalidad real de la próxima reunión del Consejo, esta nueva composición puede variar de reflejos para conseguir una reforma radical de la única organización mundial, que aunque a menudo ineficaces, es la única forma que trata de dar al mundo un gobierno global. Si ya en la arquitectura de la posguerra y la política que apoya a las Naciones Unidas podría alimentar alguna duda sobre su verdadera legitimidad, hasta el fin de sus operaciones, las actuales condiciones políticas y económicas que rigen el equilibrio del mundo, se lo cambiaron por justificar una importante revisión de las normas que rigen el único mundo supranacional. En el presente caso, en el que el pequeño número de países, que, de hecho, deben regir y regular los conflictos internacionales, donde a menudo este término significa conflictos reales sangrientos y peligrosos para el equilibrio mundial, hay estados en fuerte conflicto No debe ocurrir por frenar sin más las decisiones de un cuerpo que a menudo no pueden encontrar ninguna síntesis y, por tanto, es inútil para la finalidad para la que fue creada. Las características esenciales de los cuales dicho organismo debe ser proporcionado deben ser la velocidad de la decisión y la capacidad de aplicar estas decisiones, que tiene en sus instrumentos de posesión de unión capaz de imponer las medidas adoptadas. El momento presente ha sido bien definido por la máxima autoridad de la Iglesia Católica Francisco, como el que dónde usted está en una tercera división de la guerra mundial, es decir, compuestos de muchos de los conflictos que puedan, potencialmente, para desatar una confrontación a gran escala. De hecho, esta posibilidad es cualquier cosa menos remota y trágicamente probabilidades de hacerse realidad, incluso en un período donde reanudó la proliferación nuclear y que, por lo tanto, pone aún más en la estabilidad global del riesgo. En la prensa de que alguien ha invocado la necesidad de una policía mundial capaz de detener los conflictos para dar paso a la diplomacia para intervenir con más calma para lograr un resultado final más estable. Esta idea está lejos de ser absurdo, sobre todo en un momento en que el papel de policía mundial en poder de los EE.UU. desde la caída del comunismo, parece cada vez más en crisis, debido a la presencia de un cada vez más multipolar, es decir, con los actores internacionales, que no siempre se reconocen estados soberanos, capaces de romper lo que deben ser las reglas preestablecidas del derecho internacional. Este escenario pone de relieve la necesidad de una reforma de las Naciones Unidas, que ya han sido ampliamente solicitados, con revisiones profundas de instituciones anacrónicas, como el poder de veto reservado sólo a los cinco miembros permanentes, ya no es aceptable en el contexto actual de la globalización. Si, el hecho es un hecho, que estamos muy lejos de la creación de un organismo mundial capaz de resolver las controversias entre los Estados, que aún debe ser una meta a lograr en el largo plazo, sería importante crear las condiciones para evitar tragedias humanitarias como el hambre, el prolongado conflicto, que el caso de Siria es el ejemplo más reciente y llamativo y el crecimiento del terrorismo que está surgiendo en todo el mundo. Una redistribución importante de la potencia asignada a los estados sobre la base de las necesidades democráticas para garantizar los derechos civiles, debe ser el punto de partida para garantizar la legitimidad para solicitar la resolución de los principales casos de preocupación en todo el mundo, con la presencia de reglas puede garantizar la rotación de puestos eficaz de gobierno mundial, con el apoyo de la disponibilidad de una fuerza autónoma capaz de intervenir con rapidez y eficacia para mantener la paz. Este proyecto puede ser aún una utopía, pero la discusión debe comenzar a conseguir por lo menos cerca pronto.

Die neue Struktur des Sicherheitsrats fordert eine Überprüfung der Regeln der Vereinten Nationen

Die neue Struktur des Sicherheitsrats der Vereinten Nationen, sollte als temporäre Mitglieder Ländern Japan, Ukraine, Senegal, Uruguay und Ägypten, die an die Stelle der ausscheidenden Mitglieder Jordan, Tschad, Nigeria, Litauen und Chile nehmen sollte gewählt; andere nichtständige Mitglieder im Amt sind Jordanien, Tschad, Nigeria, Litauen und Chile, um die die ständige und Veto Vereinigten Staaten, Frankreich, Russland, China, Großbritannien aufgenommen werden müssen. In der neuen Zusammensetzung des Sicherheitsrats stellen wir fest, das Vorhandensein der beiden Länder dividiert durch tiefen Gründen der Kontrast, wenn nicht sogar Konflikte, Faktoren, die die bereits begrenzt die maximale Kollegialorgan der Vereinten Nationen lähmen können. Das Vorhandensein innerhalb einer einzigen Stelle aus Russland und der Ukraine, Ländern tief gespalten durch einen Konflikt immer latent, auch eine Quelle großer Reibung zwischen Moskau und Washington, geht davon aus, große Kontraste in den zu treffenden Entscheidungen, mit Gegensätzen, die am meisten niederschlagen wird anders. Auch die gleichzeitige Anwesenheit am Tisch von China und Japan, auf die Frage der Souveränität aus mehreren Inseln, die von zunehmend nationalistischen Positionen von Tokio, die mit den Expansionsbestrebungen von Peking kollidieren zusammen unterteilt ist, wird zweifellos dazu beitragen, ein gemeinsames Verständnis über internationale Fragen zu finden. Die Anwesenheit von Japan, direkt an der Entwicklung der Atomfrage Nordkoreas, wirft wichtige Fragen über die wirkliche Objektivität im Umgang mit Problemen mit Pjöngjang. Die Anwesenheit von einem Staat wie Ägypten, durch ein autoritäres Militärregime regiert wirft ernste Fragen über die Entscheidungen, die der Rat zu nehmen, sollten sie im Rahmen der demokratischen Grenzen gut definiert gerahmt werden. Trotz ernste Zweifel an der tatsächlichen Funktionalität der nächsten Tagung des Rates kann diese neue Komposition aus Reflexionen reichen, um eine radikale Reform der einzige Weltorganisation, die zwar oft wirkungslos, ist die einzige Form, die auf der Welt eine Regierung versucht zu erreichen global. Wenn schon in der Nachkriegsarchitektur und Umweltpolitik, die den Vereinten Nationen unterstützt könnte einige Zweifel über seine wirkliche Legitimität zu füttern, bis an das Ende seines Betriebs, die aktuellen politischen und ökonomischen Bedingungen, die das Gleichgewicht der Welt zu regieren, sind so von geändert rechtfertigen eine umfassende Überarbeitung der Regeln für die einzige supranationale Welt. Im vorliegenden Fall, in dem die kleine Zahl von Ländern, die in der Tat, sollten regeln und regulieren internationalen Streitigkeiten, in denen oft dieser Begriff wirklichen blutigen Konflikten und gefährlich für die Weltbilanz gibt es Staaten in starkem Konflikt Es sollte nicht auf, für die Sie nicht weiter die Entscheidungen eines Körpers, die oft keine Synthese nicht finden können und ist damit unbrauchbar für den Zweck, zu dem sie erstellt wurde verlangsamen. Die wesentlichen Merkmale, von denen eine solche Einrichtung zur Verfügung gestellt werden sollten, sollte die Geschwindigkeit der Entscheidung und die Möglichkeit, diese Entscheidungen anwendbar sein, wobei sie in seinem Besitz befindlichen Instrumente verbindlich in der Lage, die Maßnahmen zu verhängen. Der gegenwärtige Moment hat sich gut von der höchsten Autorität der katholischen Franziskus definiert, wie der eine, wo man in einem dritten Weltkrieg gespalten sind, dh aus vielen Konflikte in der Lage, die möglicherweise aus, um eine groß angelegte Konfrontation zu entfesseln. In der Tat ist diese Möglichkeit alles andere als Fernbedienung und auf tragische Weise wahrscheinlich wahr, auch in einer Zeit, wo er die Verbreitung von Atomwaffen und wieder aufgenommen, daher bringt noch mehr gefährdet die globale Stabilität. In der Presse hat jemand die Notwendigkeit einer globalen Polizei in der Lage, Konflikte zu stoppen, um Wege der Diplomatie geben, um ruhiger zu intervenieren ein endgültiges Ergebnis stabiler zu erreichen aufgerufen. Diese Idee ist bei weitem nicht absurd, vor allem in einer Zeit, als die Rolle des Weltpolizisten von den USA seit dem Fall des Kommunismus gehalten, erscheint immer in der Krise, wegen der Anwesenheit einer zunehmend multipolaren, dh mit internationalen Akteuren, dass sie nicht immer erkannt souveränen Staaten, in der Lage zu brechen, was sollten die vorher festgelegten Regeln des Völkerrechts sein. Dieses Szenario unterstreicht die Notwendigkeit einer Reform der Vereinten Nationen, die bereits in großem Umfang anzubieten, mit tiefen Revisionen der anachronistischen Institutionen wie dem Vetorecht nur auf den fünf ständigen Mitgliedern vorbehalten, nicht mehr akzeptabel im aktuellen Kontext der Globalisierung. Wenn, bleibt die Tatsache, eine Tatsache, dass wir sehr weit von der Schaffung einer Weltkörper, der Beilegung von Streitigkeiten zwischen den Staaten, die immer noch ein Ziel, auf lange Sicht zu erreichen sein müssen, wäre es wichtig, die Bedingungen für humanitäre Tragödien wie zu verhindern erstellen Hungersnöte, die langwierigen Konflikt, der die syrische Fall ist das jüngste Beispiel und markante und das Wachstum des Terrorismus, die weltweit im Entstehen begriffen ist. Ein Haupt Umverteilung von Macht an die Staaten auf der Grundlage der demokratischen Anforderungen zugeordnet Bürgerrechte zu gewährleisten, sollte der Ausgangspunkt sein, um die Legitimität zu gewährleisten, um die Auflösung der wichtigsten Fälle, die weltweit Besorgnis zu suchen, mit der Anwesenheit von Regeln eine effektive Jobrotation der Weltregierung, durch die Verfügbarkeit eines autonomen Kraft der Lage, schnell und effektiv eingreifen, den Frieden zu erhalten unterstützt. Dieses Projekt kann sogar utopisch zu sein, aber die Diskussion muss beginnen, zumindest in der Nähe bald zu erhalten.

La nouvelle structure du Conseil de sécurité appelle à une révision des règles de l'Organisation des Nations Unies

La nouvelle structure du Conseil de sécurité des Nations Unies, devrait être élu en tant que membres temporaires pays du Japon, de l'Ukraine, le Sénégal, l'Uruguay et l'Egypte, qui devrait prendre la place des membres sortants Jordanie, Tchad, le Nigeria, la Lituanie et le Chili; autres membres non permanents au bureau sont la Jordanie, le Tchad, le Nigeria, la Lituanie et le Chili, à laquelle doit être ajouté le permanent et un droit de veto des États-Unis, France, Russie, Chine, Royaume-Uni. Dans la nouvelle composition du Conseil de sécurité nous notons la présence des deux pays divisés par des raisons profondes de contraste, sinon de véritables conflits, facteurs qui peuvent paralyser les déjà limité l'organe collégial maximum de l'Organisation des Nations Unies. La présence dans le même corps de la Russie et de l'Ukraine, pays profondément divisé par un conflit toujours latent, également une grande source de friction entre Moscou et Washington, suppose de grands contrastes dans les décisions qui seront prises, avec des contrastes qui sera reflétée sur la plus différent. Même la présence simultanée à la table de la Chine et le Japon, divisés sur la question de la souveraineté de plusieurs îles, qui est aggravée par des positions de plus en plus nationalistes de Tokyo, qui se heurtent aux ambitions expansionnistes de Pékin, sera sans aucun doute aider à trouver une compréhension commune sur les questions internationales. La présence du Japon, directement intéressé par le développement de la question nucléaire de la Corée du Nord, soulève d'importantes questions quant à la réelle objectivité dans le traitement des questions avec Pyongyang. La présence d'un Etat comme l'Egypte, gouverné par un régime militaire autoritaire soulève de sérieuses questions sur les décisions que le Conseil peut prendre, ils doivent être encadrés dans des limites bien définies démocratiques. Malgré de sérieux doutes sur la fonctionnalité réelle de la prochaine session du Conseil, cette nouvelle composition peut varier de réflexions pour parvenir à une réforme radicale de la seule organisation mondiale, qui, bien souvent inefficace, est la seule forme qui tente de donner au monde un gouvernement mondiale. Si déjà dans l'architecture d'après-guerre et de la politique qui soutient l'Organisation des Nations Unies pourrait nourrir quelque doute sur sa véritable légitimité, même à la fin de son opération, les conditions politiques et économiques actuels, qui régissent l'équilibre du monde, sont donc modifiés par justifier une refonte majeure des règles régissant le seul monde supranational. La présente affaire, où le petit nombre de pays, qui, en fait, devrait régir et réglementer les différends internationaux, où, souvent, ce terme signifie conflits sanglants réelle et dangereuse pour l'équilibre du monde, il ya des états à forte conflits Il ne devrait pas se produire pour ralentir pas plus loin les décisions d'un organe qui peut souvent pas trouvé de synthèse et est donc inutile pour le but pour lequel il a été créé. Les caractéristiques essentielles de laquelle un tel organisme devrait être fournie devrait être la vitesse de décision et la capacité d'appliquer ces décisions, ayant dans ses instruments de possession de liaison capable d'imposer les mesures prises. Le moment présent a été bien définie par la plus haute autorité de la François catholique, comme celui où vous êtes dans une troisième fraction de la guerre mondiale, soit composée de nombreux conflits capables, potentiellement, de déclencher une confrontation à grande échelle. En effet, cette possibilité est tout sauf à distance et tragiquement susceptibles de se réaliser, y compris dans une période où il reprend la prolifération nucléaire et que, par conséquent, met encore plus à la stabilité mondiale des risques. Dans la presse quelqu'un a invoqué la nécessité d'une policière mondiale capable d'arrêter les conflits pour faire place à la diplomatie d'intervenir plus calmement pour obtenir un résultat final plus stable. Cette idée est loin d'être absurde, surtout à une époque où le rôle de gendarme du monde détenu par les Etats-Unis depuis la chute du communisme, apparaît de plus en plus en crise, en raison de la présence d'un plus en plus multipolaire, soit avec les acteurs internationaux, qu'ils ne sont pas toujours reconnus des États souverains, capables de briser ce qui devrait être les règles pré-établies du droit international. Ce scénario met en évidence la nécessité d'une réforme des Nations Unies, qui ont déjà été largement demandés, avec des révisions profondes des institutions anachroniques comme le droit de veto réservé uniquement aux cinq membres permanents, ne sont plus acceptables dans le contexte actuel de la mondialisation. Si, le fait demeure un fait, que nous sommes très loin de la création d'une organisation mondiale capable de résoudre tous les différends entre les Etats, qui doit encore être un objectif à atteindre dans le long terme, il serait important de créer les conditions permettant de prévenir des tragédies humanitaires comme la famine, le conflit prolongé, dont le cas de la Syrie est le dernier exemple et éclatante, et la croissance du terrorisme qui est en train d'émerger dans le monde entier. Une redistribution majeure de puissance allouée aux États sur la base des exigences démocratiques à garantir les droits civils, devrait être le point de départ pour assurer la légitimité de demander la résolution des cas majeurs de préoccupation dans le monde entier, avec la présence de règles peut assurer la rotation de l'emploi efficace de gouvernement mondial, soutenue par la disponibilité d'une force autonome capable d'intervenir rapidement et efficacement pour maintenir la paix. Ce projet peut être encore utopique, mais la discussion doit commencer à obtenir au moins à proximité bientôt.

A nova estrutura do Conselho de Segurança apela a uma revisão das regras das Nações Unidas

A nova estrutura do Conselho de Segurança das Nações Unidas, devem ser eleitos como membros temporários países de Japão, Ucrânia, Senegal, Uruguai e Egito, que deve tomar o lugar dos membros cessantes Jordan, Chade, Nigéria, Lituânia e Chile; outros membros não-permanentes no escritório são Jordânia, Chade, Nigéria, Lituânia e Chile, para a qual deve ser acrescentado o permanente e Estados Unidos, França, Rússia, China, Reino Unido com poder de veto. Na nova composição do Conselho de Segurança notamos a presença de ambos os países divididos por razões profundas de contraste, se não de conflito armado, fatores que podem paralisar o já limitado o corpo colegiado máximo das Nações Unidas. A presença dentro do mesmo corpo da Rússia e da Ucrânia, países profundamente dividida por um conflito sempre latente, também uma fonte de grande atrito entre Moscou e Washington, pressupõe grandes contrastes nas decisões a serem tomadas, com contrastes que serão refletidas na mais diferente. Mesmo a presença simultânea à mesa da China e do Japão, divididos sobre a questão da soberania de várias ilhas, agravada por posições cada vez mais nacionalistas de Tóquio, que se chocam com as ambições expansionistas de Pequim, sem dúvida, ajudar a encontrar entendimentos comuns sobre questões internacionais. A presença do Japão, diretamente interessados ​​no desenvolvimento da questão nuclear da Coréia do Norte, levanta questões importantes sobre a objetividade real no tratamento de problemas com Pyongyang. A presença de um estado como o Egito, governado por um regime militar autoritário levanta sérias questões sobre as decisões que o Conselho pode tomar, eles devem ser enquadrados dentro dos limites democráticos bem definidas. Apesar de sérias dúvidas sobre a funcionalidade real do próximo Conselho, esta nova composição pode variar de reflexões para alcançar uma reforma radical do único organismo mundial, que, embora muitas vezes ineficaz, é a única forma que tenta dar ao mundo um governo global. Se já na arquitetura pós-guerra e de políticas que apoie as Nações Unidas poderia alimentar alguma dúvida sobre sua verdadeira legitimidade, até o fim de sua operação, as condições políticas e econômicas atuais, que regem o equilíbrio do mundo, está tão mudado por justificar uma grande revisão das regras que regem o único mundo supranacional. O presente caso, em que o pequeno número de países, o que, de fato, devem reger e regulam as disputas internacionais, onde muitas vezes este termo significa conflitos reais sangrentas e perigoso para o equilíbrio mundial, há estados em conflito forte Não deve ocorrer para retardar mais nenhuma as decisões de um corpo que muitas vezes não é possível encontrar qualquer síntese e é, portanto, inútil para a finalidade para a qual foi criado. As características essenciais de que esse organismo deve ser fornecida deve ser a velocidade de decisão ea capacidade de aplicar estas decisões, tendo em seus instrumentos de porte de ligação capaz de impor as medidas tomadas. O momento presente tem sido bem definida pela mais alta autoridade do Papa católico Francis, como aquela em que você está em uma terceira divisão guerra mundial, ou seja, composto de muitos conflitos capazes, potencialmente, desencadear um confronto em larga escala. Na verdade, esta possibilidade é tudo menos remoto e tragicamente propensos a se tornar realidade, inclusive em um período onde retomou a proliferação nuclear e que, portanto, coloca ainda mais em risco a estabilidade global. Na imprensa alguém invocou a necessidade de uma polícia mundial capaz de parar de conflitos para dar lugar à diplomacia de intervir com mais calma para alcançar um resultado final mais estável. Esta ideia está longe de ser absurda, especialmente em um momento em que o papel de polícia do mundo realizada por os EUA desde a queda do comunismo, parece cada vez mais em crise, devido à presença de uma cada vez mais multi-polar, ou seja, com os actores internacionais, que eles não são sempre reconhecidos estados soberanos, capazes de quebrar o que devem ser as regras pré-estabelecidas de direito internacional. Este cenário evidencia a necessidade de reforma das Nações Unidas, que já foram amplamente solicitadas, com revisões profundas de instituições anacrônicas, como o poder de veto reservado apenas para os cinco membros permanentes, já não é aceitável no actual contexto da globalização. Se, a verdade é um fato, que estamos muito longe de ser a criação de um organismo mundial capaz de resolver eventuais litígios entre os Estados, que ainda deve ser uma meta a atingir, a longo prazo, seria importante criar as condições para prevenir tragédias humanitárias como a fome, o prolongado conflito, que o caso da Síria é o exemplo mais recente e impressionante eo crescimento do terrorismo que está surgindo em todo o mundo. Um grande redistribuição do poder atribuído aos estados, com base em requisitos democráticos para garantir os direitos civis, deve ser o ponto de partida para garantir a legitimidade para procurar a resolução dos principais casos de preocupação mundial, com a presença de regras pode assegurar a rotação trabalho eficaz de governo mundial, apoiada pela disponibilidade de uma força autônoma capaz de intervir rápida e eficazmente para manter a paz. Este projeto pode ser ainda utópico, mas a discussão deve começar a receber pelo menos perto em breve.