Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

lunedì 14 marzo 2016

إلا أنهما يشتركان في مفاوضات السلام لسوريا، مع الأسد غير معروف.

الأسد لا تزال مشكلة النقطة المركزية في مفاوضات السلام الجارية في جنيف. للمعارضة السورية في بلد الانتقال السلمي للسلطة ضروري لطرد الديكتاتور دمشق، مقابل موقف من قبل النظام، الأمر الذي يشكل كشرط ضروري لمواصلة المفاوضات، واستبعاد الانسحاب من المشهد السياسي السوري من الرئيس من البلاد. وليس من الواضح ما إذا كان هذا الشرط هو عابرة، إما، وهذا هو، والوضع الوظيفي الحالي للوضع أو يمكن تعديلها في وقت لاحق. في الواقع إمكانية الإفراج النهائي من المشهد الأخير من الأسد تظهر بعد: المساعدات الروسية والدعم من إيران عادت لاعب دولي، هي ضمانات كافية لمنع إزالة السلطة. حتى في حالة إجراء انتخابات ديمقراطية، شريطة أن كنت قادرا على القيام به، وعقده مع معايير متساوية لجميع المنافسين، والأسد لا زال لديه إمكانية السيطرة غير المباشرة في العديد من المجالات الإدارية، ويمكن الاستفادة منه دون صعوبة. وتعتمد الحكومة السورية على ما يعتقد انه رمز للسيادة الجمهورية السورية، وذلك لضمان نجاح المفاوضات، وخاصة في دولة معادية الإسلامية الرئيسية، وبالتالي، يعتقد أنه في هذه المرحلة من المفاوضات، صفقة تتعلق خطاب انتقال السلطة، سواء درء الهدف الحقيقي، الذي هو للحفاظ على التهدئة ومنع من عواقب القتال على المدنيين. هذا هو الجواب على ما طلبته اللجنة الوطنية العليا على المفاوضات، الهيئة التي تمثل المعارضة للأسد، الذي كان ينتظر جدولا زمنيا جديدا للاجتماعات، وذلك بهدف التوصل إلى الانتخابات، التي ديكتاتور دمشق لا وقال انه يمكن أن ينطبق، مع أول خطوة هامة في بدء الانتقال الخاصة بهم. هذه المسافة بين الطرفين هي كبيرة، ومع ذلك، فإن المفاوضات تبدأ ليتزامن مع الذكرى السنوية لبداية الحرب السورية، والخامسة، والتي أسفرت عن وقوع كارثة إنسانية ذات أبعاد كبيرة، مع أكثر من 250،000 حالة وفاة، والوضع الصحي في البلاد مستوى الطوارئ، مع ما يترتب على انه اتاح حركة نزوح كبيرة إلى الدول الأوروبية. حاليا يبدو أن الهدنة الهشة على المقاومة ووقف إطلاق النار تمت زيارتها الإغاثة صغيرة فقط من انتهاكات، ويعتبر هذا الجانب مهم جدا من قبل المفاوضين وتوفر أساسا لتطوير المفاوضات انطلاق لا غنى عنها لتحقيق سلام أكثر أمنا. الصعوبات في دفع عجلة المفاوضات موجودة جدا في مبعوثون للأمم المتحدة، فضلا عن عدم وجود بديل قابل للتطبيق أبعد من ذلك: في هذا الصدد قال ستيفان دي ميستورا صراحة أن فشل المفاوضات ستعيد فتح الصراع، وربما أكثر من ذلك أنها تستمر. بالتأكيد هناك عناصر قادرة على تعطيل المفاوضات، مثل المسألة الكردية، مع الأتراك الذين منعوا ممثلي المقاتلين الأكراد، حلفاء الولايات المتحدة، للمشاركة في المفاوضات والموقف نفسه من أنقرة والمملكة العربية السعودية، ويعارض بشدة الأسد، والتي هي متوازنة من قبل الموقف الروسي والإيراني. ينبغي إنهاء هذه السلسلة من الاجتماعات في 24 آذار، ولكن سوف المفاوضين ناجحة تضطر إلى اللجوء مرة أخرى إلى الأجزاء الأكثر تأثيرا في المجموعة الدولية للدعم في سوريا: الولايات المتحدة وروسيا ومجلس الأمن التابع للأمم المتحدة.

venerdì 11 marzo 2016

Tensioni politiche tra gli stati europei per l'accordo con la Turchia

L'accordo, non ancora ratificato con la Turchia, sulla gestione dei migranti, solleva molti dubbi di legittimità e di opportunità da parte di vari stati dell’Unione Europea. Aldilà delle considerazioni di carattere morale ed umanitario, uno degli argomenti che suscitano parecchia perplessità è il rapporto costi – benefici, che potrebbe derivare dall’accordo con Ankara. Infatti è risaputo che l’obiettivo turco è la liberalizzazione della circolazione nell’Unione Europea, come primo passo, per poi arrivare a riaprire e concludere positivamente il processo di adesione a Bruxelles. Gli stati europei sono consci della mancanza di requisiti della Turchia per entrare in Europa, ma sono anche combattuti sul come risolvere il problema migratorio, che non hanno saputo prevedere; questo alternanza di sentimenti, peraltro non condivisa da tutti, sta creando ulteriori fratture in seno all’Unione Europea ed, aldilà di possibili compromessi, segnala che il punto più basso dei rapporti tra gli stati non è ancora stato raggiunto. Vi è poi, il paradosso di potere essere sanzionati dalle Nazioni Unite, in quanto il contenuto dell’accordo che prevede espulsioni di massa di rifugiati, che verrebbero rimandati sul territorio turco, appare illegale. Se l’Unione Europea dovesse incorrere in questa violazione verrebbero meno le ragioni stesse della sua esistenza, certamente non giustificabile soltanto con un accordo monetario, capace soltanto di creare vincoli di bilancio irragionevoli. Tuttavia, anche di fronte a queste obiezioni, l’atteggiamento dei paesi orientali e dell’Austria continua ad essere di chiusura totale verso una redistribuzione dei profughi che potrebbe risparmiare all’Europa la pessima figura che sta facendo di fronte al mondo. D’altra parte l’apertura della circolazione nell’area di Schengen anche ai turchi preoccupa gli stessi stati dell’Europa orientale, che si vedono in difficoltà per avere sollecitato una risoluzione di cui non avevano, presumibilmente, valutato tutti gli effetti e le controindicazioni. Inoltre, dopo la minaccia di sospendere glia iuti economici dell’unione verso i paesi orientali, si aggiunta la possibilità di fare una chiusura parziale dell’area di Schengen, da applicare a quei paesi che non vogliono accogliere i profughi. Questa soluzione permetterebbe finalmente di separare gli stati che hanno una adesione più sincera ai principi comunitari, rispetto a chi vi si è unito per pura convenienza. Come le possibilità di interrompere i fondi, anche quella di interrompere la libera circolazione ha suscitato dure proteste da parte dei paesi dell’Europa orientale e dell’Austria, dimostrando come il loro atteggiamento sia frutto di pura ipocrisia. La loro intenzione è quella di lasciare ad altri stati l’onere del soccorso e dell’accoglienza dei profughi, magari favorendo la creazione di percorsi alternativi che eliminino i loro territori dalle rotte delle migrazioni, pur mantenendo i vantaggi dell’adesione a Bruxelles. Si tratta dell’ennesima prova della necessità di una rifondazione dell’Unione su termini più stringenti ed obblighi più cogenti soltanto ai quali possono corrispondere i vantaggi attuali, troppo estesi, senza alcuna ragionevolezza evidente. Lo scenario attuale deve imporre anche una seria riflessione sull’opportunità di avere rapporti così stretti con stati così illiberali, come la Turchia attuale, il cui problema non è soltanto il pur gravissimo, trattamento riservato alla stampa con la conseguente negazione dei diritti civili, ma anche la condotta tenuta nei confronti dello Stato islamico, contraddistinta da forti ambiguità. Resta però il problema della gestione dei rifugiati, che sembra destinato ad aumentare se non si formeranno le condizioni per queste migrazioni bibliche. Occorrono investimenti ingenti per dare una accoglienza dignitosa, ma controllata, ai profughi che fuggono da guerre e questa liquidità può essere stornata dai contributi destinati agli stati contrari all’accoglienza, ma, di pari, passo, occorre una forte ed autorevole presenza diplomatica nei luoghi di guerra, in grado di fermare i conflitti e, di conseguenza le migrazioni, che gli eventi bellici hanno provocato.

Political tensions between the European states for the agreement with Turkey

The agreement, not yet ratified by Turkey on migration management, raises many questions of legitimacy and opportunities from various states of the European Union. Beyond the moral and humanitarian considerations, one of the subjects that arouse a lot of concern is the cost - benefits that could flow from the agreement with Ankara. In fact it is known that the turkish objective is the liberalization of movement in the European Union, as a first step, and then get to re-open and successful conclusion of the accession process in Brussels. European states are aware of the lack of requirements of Turkey to enter Europe, but are also fought on how to solve the problem of migration, which have not been able to foresee; This alternation of feelings, however, not shared by all, is creating additional fractures within the European Union and, beyond possible compromises, indicates that the low point of relations between states has not yet been reached. Then there is the paradox of power to be sanctioned by the United Nations, since the content of the agreement to mass expulsions of refugees, which would be sent back on turkish territory, appears illegal. If the EU were to run into this breach it would undermine the very reasons for its existence, certainly not only be justified by a monetary agreement, only capable of creating unreasonable budgetary constraints. However, even in the face of these objections, the attitude of the Eastern countries and Austria continues to be fully closed to a redistribution of refugees that Europe could save the poor figure he is doing to the world. On the other hand the opening of the circulation in the Schengen area also to the Turks worried the same states of Eastern Europe, which are seen struggling to have urged a resolution of which had presumably considered all the effects and contraindications . In addition, after the threat to suspend glia economic union Jutes to the Eastern countries, it added the possibility of making a partial closure of the Schengen area, to be applied to countries that do not want to accept refugees. This solution eventually would separate the states that have a sincere commitment to the community principles, compared to those who joined for pure convenience. Like the ability to stop the funds, even to stop the free movement sparked strong protests from the countries of eastern Europe and Austria, demonstrating how their attitude is the result of pure hypocrisy. Their intention is to leave to other states the burden of relief and acceptance of refugees, perhaps encouraging the creation of alternative routes that eliminate their territories from the routes of migration, while maintaining the benefits of membership in Brussels. This is yet another proof of the need for re-founding the Union on terms stricter and more binding obligations which can only match the current advantages, too broad, without any apparent reason. The current scenario should also impose a serious reflection on the desirability of having such close relations with illiberal states as well as the present-day Turkey, whose problem is not only the most serious yet, the treatment reserved for the press resulting in the denial of civil rights, but also the approach adopted against the Islamic state, characterized by strong ambiguity. But the problem remains the handling of refugees, which is likely to increase if not form the conditions for these biblical migrations. Requires major investment to give a dignified welcome, but controlled, to refugees fleeing wars and this liquidity can be reversed by the contributions allocated to the states opposed to the reception, but, of equal step, we need a strong and authoritative diplomatic presence in the places of war, able to stop conflicts and, consequently migration, war events that have caused.

Las tensiones políticas entre los estados europeos para el acuerdo con Turquía

El acuerdo, aún no ratificado por Turquía a la gestión de la migración, plantea muchas cuestiones de legitimidad y oportunidades de varios estados de la Unión Europea. Más allá de las consideraciones morales y humanitarias, uno de los fenómenos que despierta mucha preocupación es el costo - beneficio que podría desprenderse del acuerdo con Ankara. De hecho, se sabe que el objetivo de Turquía es la liberalización de la circulación en la Unión Europea, como primer paso, y luego llegar a reabrir conclusión y exitosa del proceso de adhesión en Bruselas. estados europeos son conscientes de la falta de requisitos de Turquía para entrar en Europa, sino que también se libran sobre la manera de resolver el problema de la migración, que no han sido capaces de prever; Esta alternancia de sentimientos, sin embargo, no compartida por todos, es la creación de fracturas adicionales dentro de la Unión Europea y, más allá de posibles compromisos, indica que aún no se ha alcanzado el punto de las relaciones entre los estados de baja. A continuación, se da la paradoja de poder ser sancionada por las Naciones Unidas, ya que el contenido del acuerdo a las expulsiones en masa de refugiados, que sería enviado de vuelta en territorio turco, parece ilegal. Si la UE a ejecutar en esta brecha que debilitaría las mismas razones de su existencia, desde luego, no sólo se justifica por un acuerdo monetario, sólo es capaz de crear las limitaciones presupuestarias no razonables. Sin embargo, incluso en la cara de estas objeciones, la actitud de los países del Este y Austria sigue siendo totalmente cerrada a una redistribución de los refugiados que Europa podría salvar a los pobres figura que está haciendo en el mundo. Por otra parte, la apertura de la circulación en el espacio Schengen también a los turcos preocupaba a los mismos estados de Europa del Este, que se observan dificultades que han instado a una resolución de lo que presumiblemente había considerado todos los efectos y contraindicaciones . Además, después de la amenaza de suspender la glia jutos unión económica de los países del Este, se añade la posibilidad de hacer un cierre parcial del espacio Schengen, que se aplicará a los países que no quieren aceptar a los refugiados. Esta solución finalmente se separaría los estados que tienen un sincero compromiso con los principios de la comunidad, en comparación con los que se unieron por conveniencia pura. Al igual que la capacidad de parar los fondos, incluso para detener la libre circulación provocó fuertes protestas por parte de los países de Europa del Este y Austria, demostrando cómo su actitud es el resultado de la hipocresía pura. Su intención es dejar a otros estados de la carga de alivio y aceptación de los refugiados, tal vez fomentar la creación de rutas alternativas que eliminen sus territorios de las rutas de migración, manteniendo al mismo tiempo los beneficios de la membresía en Bruselas. Esta es una prueba más de la necesidad de re-fundación de la Unión en términos más estrictos y obligaciones más vinculantes que sólo pueden coincidir con las ventajas actuales, demasiado anchos, sin ninguna razón aparente. El escenario actual también debería imponer una seria reflexión sobre la conveniencia de tener una relación estrecha con los estados no liberales, así como la Turquía actual, cuyo problema no sólo es la más grave, sin embargo, el tratamiento reservado a la prensa que resulta en la negación de los derechos civiles, pero también el enfoque adoptado contra el estado islámico, que se caracteriza por una fuerte ambigüedad. Sin embargo, el problema sigue siendo el manejo de los refugiados, que es probable que aumente si no las condiciones para formar estas migraciones bíblicos. Requiere una inversión importante para dar una digna bienvenida, pero controlada, a los refugiados que huyen de las guerras y de esta liquidez puede ser revertido por las contribuciones asignadas a los estados que se oponen a la recepción, pero, de igual paso, necesitamos una presencia diplomática fuerte y con autoridad en los lugares de la guerra, capaz de detener los conflictos y, en consecuencia, la migración, actos de guerra que han causado.

Die politischen Spannungen zwischen den europäischen Staaten für das Abkommen mit der Türkei

Die Vereinbarung, die noch nicht von der Türkei bei der Migrationssteuerung ratifiziert, wirft viele Fragen der Legitimität und Chancen aus verschiedenen Ländern der Europäischen Union. Jenseits der moralischen und humanitären Erwägungen, eines der Themen, die eine Menge Besorgnis erregend ist die Kosten - Vorteile, die sich aus der Vereinbarung mit Ankara fließen könnte. In der Tat ist es bekannt, dass die türkische Ziel der Liberalisierung der Bewegung in der Europäischen Union, als ein erster Schritt ist, und dann und erfolgreichen Abschluss des Beitrittsprozesses in Brüssel offen neu zu lernen. Europäischen Staaten sind sich der Mangel an Anforderungen der Türkei nach Europa zu gelangen, sondern auch bekämpft, wie das Problem der Migration zu lösen, die nicht in der Lage gewesen zu ahnen; Dieser Wechsel der Gefühle, aber nicht von allen geteilt wird, schafft zusätzliche Brüche innerhalb der Europäischen Union und darüber hinaus mögliche Kompromisse gibt an, dass der Tiefpunkt der Beziehungen zwischen den Staaten noch nicht erreicht worden ist. Dann gibt es das Paradox der Macht durch die Vereinten Nationen sanktioniert werden, da der Inhalt der Vereinbarung zu Massenvertreibungen von Flüchtlingen, die wieder auf türkischem Gebiet geschickt werden würde, erscheint illegal. Wenn die EU in diese Bresche zu laufen, so wäre es die sehr Gründe für ihre Existenz untergraben, sicherlich nicht nur durch eine Währungsvereinbarung gerechtfertigt werden, nur in der Lage unvernünftig Haushaltslage zu schaffen. Doch selbst angesichts dieser Einwände weiterhin die Haltung der östlichen Länder und Österreich vollständig zu einer Umverteilung von Flüchtlingen geschlossen werden, dass Europa die schlechte Figur retten konnte er der Welt tut. Auf der anderen Seite die Öffnung der Zirkulation im Schengen-Gebiet auch für die Türken besorgt die gleichen Staaten Osteuropas, die aufgefordert haben, gesehen zu kämpfen haben, um eine Auflösung von denen vermutlich alle Wirkungen und Gegenanzeigen betrachtet hatte . Darüber hinaus wird nach der Bedrohung Glia Wirtschaftsunion Jutes zu den östlichen Ländern auszusetzen, fügte es die Möglichkeit, eine teilweise Schließung des Schengen-Raums zu machen, in Länder angewendet werden, die nicht wollen, Flüchtlinge aufzunehmen. Diese Lösung schließlich würde trennen die Staaten, die eine aufrichtige Bekenntnis zu den Grundsätzen der Gemeinschaft haben, im Vergleich zu denen, die für die reine Bequemlichkeit verbunden. Wie die Fähigkeit, die Mittel zu stoppen, auch die freie Bewegung zu stoppen löste heftige Proteste aus den Ländern Osteuropas und Österreich, was zeigt, wie sie ihre Haltung das Ergebnis reiner Heuchelei ist. Ihre Absicht ist es, anderen Staaten, die Belastung der Erleichterung und der Aufnahme von Flüchtlingen zu verlassen, vielleicht die Schaffung alternativer Routen zu fördern, die ihre Gebiete von den Routen der Migration zu beseitigen, während die Vorteile der Mitgliedschaft in Brüssel erhalten. Dies ist ein weiterer Beweis für die Notwendigkeit einer erneuten Gründung der Union zu Bedingungen strenger und verbindlicher Verpflichtungen, die die aktuellen Vorteile nur mithalten können, zu breit, ohne ersichtlichen Grund. Das gegenwärtige Szenario sollte auch eine ernsthafte Reflexion über die Zweckmäßigkeit der verhängen solche enge Beziehungen zu illiberal Zuständen sowie der heutigen Türkei, deren Problem ist nicht nur die schwerwiegendsten noch die für die Presse reservierten Behandlung, was zur Verweigerung der Bürgerrechte, sondern auch der Ansatz gegen den islamischen Staat, durch starke Ambiguität gekennzeichnet. Aber das Problem bleibt der Umgang mit Flüchtlingen, die geeignet ist, zu erhöhen, wenn die Voraussetzungen für diese biblische Migrationen bilden. Erfordert große Investition einen würdigen Empfang zu bereiten, aber kontrolliert, um Flüchtlinge Kriege und diese Liquidität kann der Flucht durch die in die Staaten an der Rezeption im Gegensatz zugeordnet Beiträge rückgängig gemacht werden, aber von gleichem Schritt, brauchen wir eine starke und maßgebliche diplomatische Präsenz in den Orten des Krieges, können Konflikte und damit die Migration, Kriegsereignisse zu stoppen, die verursacht haben.

Les tensions politiques entre les Etats européens pour l'accord avec la Turquie

L'accord, non encore ratifiée par la Turquie sur la gestion des migrations, soulève de nombreuses questions de légitimité et de possibilités de divers États de l'Union européenne. Au-delà des considérations morales et humanitaires, l'un des sujets qui suscitent beaucoup d'inquiétude est le coût - avantages qui pourraient découler de l'accord avec Ankara. En fait, il est connu que l'objectif turc est la libéralisation du mouvement dans l'Union européenne, en tant que première étape, puis se rendre à rouvrir la conclusion et la réussite du processus d'adhésion à Bruxelles. Etats européens sont conscients de l'absence d'exigences de la Turquie d'entrer dans l'Europe, mais sont également combattu sur la façon de résoudre le problème de la migration, qui ne l'ont pas été en mesure de prévoir; Cette alternance de sentiments, cependant pas partagé par tous, crée des fractures supplémentaires au sein de l'Union européenne et, au-delà des compromis possibles, indique que le point bas des relations entre les Etats n'a pas encore été atteint. Ensuite, il y a le paradoxe du pouvoir d'être sanctionné par les Nations Unies, depuis le contenu de l'accord aux expulsions massives de réfugiés, qui seraient renvoyés sur le territoire turc, semble illégal. Si l'UE devait courir dans cette brèche cela compromettrait les raisons mêmes de son existence, et certainement pas seulement être justifiée par un accord monétaire, seul capable de créer des contraintes budgétaires déraisonnables. Cependant, même dans le visage de ces objections, l'attitude des pays de l'Est et l'Autriche continue à être complètement fermé à une redistribution des réfugiés que l'Europe pourrait sauver le pauvre figure qu'il fait dans le monde. D'autre part l'ouverture de la circulation dans l'espace Schengen aussi aux Turcs inquiète les mêmes états d'Europe de l'Est, qui sont vus du mal à avoir demandé une résolution qui avait sans doute tenu compte de tous les effets et les contre-indications . En outre, après la menace de suspendre gliales Jutes union économique des pays de l'Est, il a ajouté la possibilité de faire une fermeture partielle de l'espace Schengen, à appliquer aux pays qui ne veulent pas accepter les réfugiés. Cette solution serait éventuellement séparer les États qui ont un engagement sincère envers les principes de la communauté, par rapport à ceux qui ont rejoint pour la commodité pure. Comme la capacité d'arrêter les fonds, même pour arrêter la libre circulation a suscité de vives protestations des pays d'Europe de l'Est et de l'Autriche, ce qui démontre comment leur attitude est le résultat de l'hypocrisie pure. Leur intention est de laisser à d'autres Etats la charge de secours et de l'acceptation des réfugiés, peut-être encourager la création de routes alternatives qui éliminent leurs territoires des voies de migration, tout en conservant les avantages de l'adhésion à Bruxelles. Ceci est encore une autre preuve de la nécessité de re-fondation de l'Union à des conditions plus strictes et des obligations plus contraignantes qui ne peuvent égaler les avantages actuels, trop larges, sans aucune raison apparente. Le scénario actuel devrait également imposer une sérieuse réflexion sur l'opportunité d'avoir de telles relations étroites avec les Etats antilibérales, ainsi que la Turquie actuelle, dont le problème est non seulement le plus encore grave, le traitement réservé à la presse résultant dans le déni des droits civils, mais également l'approche adoptée contre l'Etat islamique, caractérisé par une forte ambiguïté. Mais le problème reste le traitement des réfugiés, ce qui est susceptible d'augmenter sinon former les conditions de ces migrations bibliques. Nécessite un investissement important pour donner un accueil digne, mais contrôlée, aux réfugiés fuyant les guerres et cette liquidité peut être inversée par les contributions allouées aux Etats opposés à la réception, mais, de l'égalité de l'étape, nous avons besoin d'une présence diplomatique forte et autoritaire dans les lieux de la guerre, en mesure d'arrêter les conflits et, par conséquent la migration, les événements de guerre qui ont causé.

As tensões políticas entre os estados europeus para o acordo com a Turquia

O acordo, ainda não foi ratificado pela Turquia sobre a gestão da migração, levanta muitas questões de legitimidade e oportunidades de vários estados da União Europeia. Além das considerações morais e humanitários, um dos temas que despertam muita preocupação é o custo - benefícios que poderiam decorrentes do acordo com Ancara. Na verdade, sabe-se que o objetivo turca é a liberalização da circulação na União Europeia, como um primeiro passo, e então começa a reabrir conclusão e bem sucedida do processo de adesão, em Bruxelas. Estados europeus estão conscientes da falta de requisitos da Turquia entrar na Europa, mas também são travadas sobre como resolver o problema da migração, que não têm sido capazes de prever; Essa alternância de sentimentos, no entanto, não é compartilhada por todos, está criando fracturas adicionais dentro da União Europeia e, para além de eventuais compromissos, indica que o ponto baixo de relações entre os Estados que ainda não foi atingido. Depois, há o paradoxo de poder ser sancionada pelas Nações Unidas, uma vez que o conteúdo do acordo de expulsões em massa de refugiados, que seriam enviados de volta em território turco, aparece ilegal. Se a UE tivesse que passar por essa violação minaria as razões para a sua existência, certamente não só ser justificada por um acordo monetário, só é capaz de criar restrições orçamentais excessivos. No entanto, mesmo em face dessas objecções, a atitude dos países do Oriente e Áustria continua a ser totalmente fechada para uma redistribuição dos refugiados que a Europa poderia salvar a figura pobre que está fazendo para o mundo. Por outro lado, a abertura da circulação no espaço Schengen também para os turcos preocupado os mesmos estados da Europa Oriental, que são vistos lutando para ter pediu uma resolução de que tinha presumivelmente considerados todos os efeitos e contra-indicações . Além disso, após a ameaça de suspender glia Jutes união económica aos países de Leste, acrescentou a possibilidade de fazer um encerramento parcial do espaço Schengen, a ser aplicado a países que não querem aceitar refugiados. Esta solução acabaria por separar os estados que têm um sincero compromisso com os princípios comunitários, em comparação com aqueles que se juntaram por conveniência pura. Como a capacidade de parar os fundos, mesmo para parar a livre circulação provocou fortes protestos por parte dos países da Europa de Leste e na Áustria, demonstrando como a sua atitude é o resultado de pura hipocrisia. Sua intenção é deixar para outros estados a carga de alívio e aceitação de refugiados, talvez incentivando a criação de rotas alternativas que eliminem seus territórios das rotas de migração, mantendo os benefícios da adesão, em Bruxelas. Esta é mais uma prova da necessidade de re-fundação da União em condições mais rigorosas e obrigações mais vinculativas que só podem combinar as vantagens atuais, muito amplas, sem qualquer razão aparente. O cenário atual também deve impor uma séria reflexão sobre a conveniência de ter tais relações estreitas com estados não-liberais, bem como a atual Turquia, cujo problema não é apenas a mais grave ainda, o tratamento reservado para a imprensa resultando na negação dos direitos civis, mas também a abordagem adoptada contra o estado islâmico, caracterizada por uma forte ambigüidade. Mas o problema continua a ser a gestão dos refugiados, o que é susceptível de aumentar, se não formar as condições para essas migrações bíblicos. Requer grande investimento para dar uma recepção digna, mas controlada, aos refugiados que fogem da guerra e essa liquidez pode ser revertida pelos aportes destinados aos estados que se opõem à recepção, mas, de igual passo, precisamos de uma presença diplomática forte e autoritária nos lugares da guerra, capaz de parar de conflitos e, consequentemente migração, eventos de guerra que causaram.